A scuola si legge ancora il giornale? Diremmo di sì, a giudicare da quello che ci raccontano i bambini e da quello che possiamo constatare. Eppure, si dovrebbe fare di più: ogni istituto, sin dalla scuola primaria, dovrebbe avere il suo “angolo sul mondo”, un piccolo laboratorio settimanale di lettura di giornali e quotidiani.
L’esercizio di lettura del giornale si presta a due funzioni, ugualmente importanti:
la prima è quella linguistica: la lettura di un articolo di giornale è a tutti gli effetti un esercizio di lettura ad alta voce e di analisi di un testo, calato però in un contesto reale; potremmo definirlo un compito autentico ante litteram;
la seconda è quella critica: la lettura dei fatti di attualità richiede ai bambini l’utilizzo del senso critico; capacità di contestualizzare, di mettere in relazione i fatti e di coltivare una visione globale; doti rare al giorno d’oggi, eppure fortemente necessarie.
La lettura in classe del giornale da un lato fornisce importanti competenze giornalistiche (utili non solo a chi un domani vorrà scrivere, ma a tutti coloro che dovranno leggere). Dall’altro insegna ad affrontare le idee e le opinioni, a discutere insieme. Leggiamo in un documento pubblicato dall’Istituto Superiore Bolisani: “Educare alla lettura significa stimolare il senso critico, imparare ad interrogarsi su qualsiasi argomento, porsi domande anche se non si trovano sempre tutte le risposte“. In questo senso la lettura del giornale diventa un esercizio di educazione emotiva cammuffata.
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Oggi ti proponiamo una riflessione sul concetto di studio organico. Oggi, infatti, si tende a privilegiare il piacere di studiare mettendo in secondo piano l’acquisizione di un bagaglio organico. Ecco cosa diceva Maria Montessori in “Come educare il potenziale umano“:
“Ai bambini piace cominciare lo studio sistemando delle figure preparate a parte su delle tavole vuote, che mostrano solo le varie epoche; in tal modo li si aiuta a capire, isolando le difficoltà e presentando loro una cosa per volta perché non facciano confusione. Il bambino non può interessarsi a un ammasso caotico di dati da studiare a memoria e da recitare in un dato ordine. Ma alcuni educatori moderni, per reazione, vorrebbero dargli la libertà di imparare solo quello che gli piace, senza fornirgli alcuna preparazione preliminare atta a richiamare il suo interesse. Il che equivale a progettare una casa senza pensare alle fondamenta, ed è un po’ ciò che succede oggi in politica, dove si offrono libertà di parola e di voto senza provvedere all’educazione dei cittadini…
I bambini, come la società, hanno bisogno che li si aiuti a sviluppare le loro facoltà mentali, prima fra tutte l’interesse, perché solo così vi può essere una crescita naturale e libera“.
A proposito, il primo suggerimento, quello delle tavole e delle figure, è lo stesso che ci ha ispirato nella realizzazione delle nostre schede da ritagliare sulla storia. Hai già dato un’occhiata ai nostri materiali?
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Questa è la scheda del nome Filippo di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:
Vuoi stampare la scheda del nome Filippo? Clicca qui.
ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME FILIPPO
Filippo è un nome di origine greca. Deriva dal nome “Philippos”, composto dalle parole “Philos”, che significa amico e “Ippos”, che significa cavallo. Si può tradurre come “amante dei cavalli”, ma anche come “cavaliere”.
ONOMASTICO DEL NOME FILIPPO
L’onomastico viene festeggiato il 10 luglio in memoria di San Filippo martire.
CURIOSITÀ
Il colore legato al nome Filippo è il verde, mentre la pietra portafortuna è lo Smeraldo.
Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.
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Questa piramide potrebbe aiutarti a donare meglio. Te la lasciamo così, senza troppi fronzoli né preamboli, perché ciascuno possa fare le sue riflessioni. Sotto l’immagine troverai il link per scaricarla.
Vuoi scaricare la piramide dei regali in formato PDF? Clicca qui.
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Diventare un genitore allenatore-emotivo non è impossibile: si tratta perlopiù di lavorare sulle proprie abitudini quotidiane, sui piccoli gesti che passano inosservati ma producono effetti sui bambini. Esistono numerose tecniche che vengono in aiuto di mamma e papà. Oggi vogliamo parlarti della tecnica del sostegno graduale, tratta dal libro di John Gottman “Intelligenza emotiva per un figlio“:
“Innanzitutto i genitori-allenatori parlano ai propri figli lentamente e con calma, dando loro le informazioni sufficienti… Poi aspettano che il bambino faccia qualcosa di giusto e approvano specificamente l’azione ben fatta, senza abbandonarsi a elogi generici… Poi, dopo l’elogio, i genitori offrono solitamente un altro insegnamento. Definiamo sostegno graduale questa tecnica di insegnamento, perché i genitori usano ogni piccolo successo per accrescere la sicurezza del bambino, aiutandolo a raggiungere il livello successivo di competenza“. Un esempio potrebbe essere quello di un papà che sta insegnando al proprio bambino a riordinare la cameretta. Il sostegno graduale potrebbe essere: “Bravo! Stai mettendo i giocattoli nel cassetto giusto” e poi “Adesso prova a spolverare la mensola su cui si trovavano con questo panno“. Prova anche tu.
PER EDUCARE CON LE FAVOLE:
Per aiutare i più piccoli a riconoscere le emozioni e a coltivare le buone pratiche che ci fanno stare meglio abbiamo scritto la raccolta di racconti “Cuorfolletto e i suoi amici”.
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Siamo abituati alle notizie che parlano di bullismo, di violenza e di quant’altro di male un ragazzo può commettere. Eppure, ci sono ancora tanti ragazzi perbene, che condividono solidi valori e che si possono definire campioni di educazione.
Ieri abbiamo letto di due ragazzi di 14 anni, Xu Wenbo e Karawe Savindu che hanno trovato per strada un portafogli pieno di soldi. I ragazzi, come ha riportato il Corriere della Sera, hanno compiuto un gesto meraviglioso: hanno portato il prezioso ritrovamento a scuola (la scuola media Rinascita, nel quartiere Giambellino, a Milano), dove lo hanno affidato agli insegnanti. “È a scuola che ci sono gli adulti di cui ci fidiamo di più” hanno dichiarato i ragazzi.
Questi due ragazzi avrebbero potuto tenere per sé il portafogli, dividendosi il bottino; del resto, leggiamo, le condizioni economiche delle famiglie da cui provengono non sono così floride. E invece, hanno vinto l’educazione, i valori civici e la gentilezza.
Quando parliamo dei ragazzi, dovremmo preferire questi modelli positivi a quelli negativi. Del resto, si impara attraverso l’esempio e noi abbiamo un profondo bisogno di costituire una schiera di campioni di gentilezza.
Belle anche le parole della dirigente scolastica, Anna Pumpo: “A noi interessa coltivare, oltre al sapere, anche il senso civico e il rispetto per gli altri“. Una visione che condividiamo pienamente.
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