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Alberi di Natale fai da te

L’albero di Natale fai da te è un meraviglioso lavoretto di Natale alla portata di tutti, grandi e bambini. Noi ti proponiamo una versione estremamente semplice, ma puoi dare vita a delle vere e proprie meraviglie di carta.

ALBERO DI NATALE FAI DA TE: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, assicurati di avere con te:

  • fogli di cartoncino verde, in varie sfumature;
  • lapis;
  • forbici;
  • colla vinilica.

Comincia prendendo un foglio di cartoncino verde e piegalo a metà. Poi, con il lapis, traccia la sagoma di mezzo albero di Natale. Ritaglia seguendo la linea e apri il foglio: otterrai delle sagome come quelle nella foto qui sotto.

albero di natale fai da te 2

Dovrai ripetere il procedimento tre volte: infatti, per ottenere l’albero di Natale fai da te tridimensionale occorre incollare insieme tre sagome di cartoncino. Comincia ad unire le prime due con la colla vinilica:

albero di natale fai da te 3

Per finire, incolla anche la terza sagoma, unendo le due metà a quelle rimaste libere nelle prime due sagome. Dai la giusta inclinazione ai lati dell’albero e lascia asciugare la colla.

Infine, se lo desideri, potrai addobbare il tuo albero di Natale fai da te con delle semplici decorazioni. Noi abbiamo ritagliato dei cuori e una stella di gomma crepla e abbiamo incollato il tutto con la colla vinilica.

albero di natale fai da te 1

Vi piacciono le decorazioni natalizie a forma di albero? Questa settimana ci siamo concentrati su alcune idee per realizzare dei piccoli alberi di Natale con vari materiali, dal sughero alle pigne. Gli alberi di carta pergamena si possono realizzare anche alla scuola primaria, magari allenandoci a scrivere e decorando i fogli di carta con una bella poesia o filastrocca da donare ai genitori.

ALBERO DI NATALE FAI DA TE CON LE MOLLETTE

Ecco un altro albero di Natale fai da te di semplicissima realizzazione, questa volta utilizzando le mollette del bucato in legno. Per realizzarlo ti occorreranno:

  • cinque mollette per il bucato;
  • colla vinilica;
  • colori e decorazioni a piacere.

Per cominciare, dovrai separare le due parti delle mollette rimuovendo la graffetta metallica. Poi, componi il tuo albero seguendo questo schema e incolla i pezzi di legno con la colla vinilica:

Una volta che la colla sarà asciutta, potrai decorare il tuo piccolo albero di Natale. Noi abbiamo usato colori acrilici per la base e qualche ritaglio di gomma crepla glitterata per i dettagli.

albero di natale fai da te mollette 2

ALTRI ALBERI DI NATALE FAI DA TE

Esistono tanti altri materiali che puoi utilizzare per realizzare degli alberi di Natale fai da te tridimensionali. Di seguito troverai qualche idea.

ALBERI DI NATALE CON LA PASTA

Già, la pasta cruda è un ottimo materiale per realizzare degli alberi di Natale. Scopri come realizzarli, con la nostra guida ai lavoretti con la pasta.

ALBERI DI NATALE CON I TAPPI DI SUGHERO

Uno tra i lavoretti di Natale più semplici da realizzare, ci si può poi sbizzarrire con i colori e con la carta da decoupage. Un’ottima idea regalo, ma anche una soluzione creativa per riutilizzare i tappi di sughero in avanzo.

Cosa ci serve: 

Come si fa: 

  • con la colla a caldo, bisognerà fissare i tappi tra di loro per realizzare la struttura ad albero. Per realizzare un alberello come quello in figura, occorreranno 15 tappi, più un tappo tagliato a metà per il tronco
  • una volta incollata la struttura dell’albero, è il momento di decorarlo; si possono decorare i lati piatti dei tappi con il decoupage o utilizzando i colori acrilici, ma anche aggiungere decorazioni; per chi vuole una sfida più impegnativa, si potrebbe decorare l’intero alberello con il decoupage, utilizzando un motivo diverso per ciascun tappo

ALBERI DI NATALE CON LA CARTA PERGAMENA

Questi alberi sono semplicissimi nella realizzazione e l’aspetto particolare li rende perfetti per decorare un davanzale o una vetrinetta nel periodo invernale.

Cosa ci serve:

  • foglio di carta pergamena scritta con la penna, carta pentagramma stampata (trovate la carta pergamena su Amazon.it, sarà sufficiente decorarla facendo esercizi di calligrafia!)
  • stecchino per spiedini
  • base di legno o di sughero
  • forbici
  • cutter (noi usiamo questo modello)
  • colla a caldo
  • trapano con punta piccola per legno (se avete deciso di usare la base in legno)

Come si fa:

  • come prima cosa si ritaglia il foglio di carta a forma di triangolo; poi, andrà piegato su se stesso, come nella figura qui accanto
  • adesso è il momento di realizzare la base: se avete scelto di usare una base di sughero sarà sufficiente praticare un foro con la punta dello spiedino e poi infilare la base dello spiedino in modo che sia stabile. Noi abbiamo fissato meglio lo stecchino con un po’ di colla a caldo
  • se invece utilizzerete la base di legno, dovrete prima realizzare un foro al centro utilizzando il trapano con la punta per il legno (ci vorrà una punta molto piccola); anche in questo caso, dopo aver inserito lo stecchino, andrà fissato con un po’ di colla a caldo
  • Una volta asciugata la colla, siamo all’ultimo passaggio: dovremo far passare il triangolo di carta attraverso lo stecchino di legno, in modo da fissare per bene l’albero

ALBERO DI NATALE CON LE PIGNE

Un lavoretto indicato per tutti gli appassionati della montagna, che durante l’autunno hanno fatto scorta di pigne. Dovendo utilizzare il colore acrilico, sarà meglio evitare di coinvolgere i più piccoli nella realizzazione.

lavoretti di natale

Cosa ci serve:

Come si fa: 

  • il primo passaggio è fissare il tappo di sughero alla parte inferiore di ogni pigna; sarà sufficiente un po’ di colla a caldo
  • adesso dovremo colorare di verde le pigne; possiamo procedere a mano, con un pennello e il colore acrilico verde. Per evitare di sporcarci, teniamo l’alberello dal tappo-tronco!
  • per chi vuole un piccolo capolavoro, si possono aggiungere addobbi in miniatura o una bella stellina di sughero o plastica sulla sommità

 

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Olivia

Olivia è un nome maschile italiano.

OLIVIA: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Olivia di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo bellissimo nome:

olivia origine significato nome onomastico

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ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME OLIVIA

Olivia è un nome di origine letteraria. Compare per la prima volta ne “La dodicesima notte” di William Shakespeare. Si ritiene che sia stato coniato a partire dal latino “Oliva”, che indica le olive. In Italia è un nome piuttosto diffuso.

ONOMASTICO DEL NOME OLIVIA

Olivia è un nome adespota, dal momento che non esiste alcuna santa o beata che porta questo nome. L’onomastico si può festeggiare il 1 novembre, giorno di Ognissanti.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Olivia è il giallo, mentre la pietra portafortuna è l’Occhio di tigre.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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LA VALUTAZIONE SERVE A METTERE IN LUCE LE POTENZIALITA’

Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido“.
Albert Einstein

La frase con cui apriamo questa riflessione è una delle più apprezzate e conosciute tra quelle del celebre fisico (che ricordiamo anche come cultore della filosofia). Fin troppo spesso, la vediamo accostata all’idea che proprio perché ciascuno nasconde un grande potenziale dovremmo abolire i voti.

Torniamo a parlare di voti perché l’altra sera il tema ha dato vita a un dibattito molto interessante, tra coloro che sostenevano l’utilità del voto come strumento per ricevere un feedback e per misurare l’impegno e chi invece ritiene che il voto sia comunque un giudizio, vissuto negativamente dal bambino.

Partiamo dal concetto di voto numerico: nella nostra scuola, ad oggi, è espresso da un numero. Questo vale per la scuola primaria, per tutto il ciclo secondario ma anche per l’università. Quel voto è naturalmente riduttivo: è un giudizio sintetico.
Ciascun insegnante può “costruire” sopra quel numero, utilizzando una valutazione analitica. Potrebbe spiegare ai suoi alunni dove hanno sbagliato, oppure cercare di capire insieme a loro la natura di un errore. Gianni Rodari, addirittura, suggeriva di inventare una storia, proprio a partire dall’errore.

Il voto non deve diventare un momento di umiliazione, né deve essere utilizzato per stilare una classifica della classe. Non è questo il compito dei 6 e dei 10, ma nemmeno delle valutazioni analitiche o degli altri sistemi. Purtroppo, in molti casi è la famiglia che attribuisce al voto un’importanza eccessiva, spingendo i propri figli a prendere “10 a qualsiasi costo”.

Il ruolo ideale del voto (o valutazione, che dir si voglia) è quello di mettere a frutto gli errori, ma soprattutto quello di aiutare ciascuno studente a comprendere meglio se stesso, le sue potenzialità e le sue debolezze. È in questi termini che ci piacerebbe ragionare di voti e valutazioni, con l’idea che non siano un nemico da debellare, ma materiale utile su cui costruire un percorso di crescita.

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ABBIAMO LA CAPACITA’ DI ATTENZIONE DI UN PESCE ROSSO…

Lo “stile di vita digitale” incide sulla nostra attenzione e sulla capacità di concentrarsi su un singolo compito. Per la precisione, lo stile di vita digitale nuoce gravemente alla capacità di attenzione.

Uno studio condotto da Microsoft qualche anno fa ha rilevato che l’attenzione umana media è in calo vertiginoso: dai 12 secondi del 2000 ai soli 8 secondi del 2012 (dopo un decennio di rivoluzione digitale). Un pesce rosso riesce a mantenere l’attenzione per circa 9 secondi, più di noi. La dipendenza digitale influisce in modo diretto e molto serio su questo fenomeno. Puoi leggere lo studio di Microsoft gratuitamente qui, in lingua inglese. Secondo Microsoft, è l’eccesso di informazione a produrre un calo dell’attenzione: troppi dati da valutare, troppe risorse da considerare.

A farne le spese, però, è la nostra vita di relazione: l’iperconnessione deteriora la qualità degli scambi sociali con gli altri e rende più difficoltoso lo studio e il lavoro. Il 44% delle persone intervistate nel corso dello studio citato ha dichiarato di avere difficoltà a concentrarsi su un compito. Lo studio è stato condotto sulla popolazione canadese, ma genitori ed insegnanti che ci leggono sanno bene che la situazione in Italia è la medesima: i ragazzi faticano sempre di più a concentrarsi. Le cose, probabilmente, andranno peggio: la capacità di concentrarsi è correlata prevalentemente con l’uso dei social network e con il tempo speso online. In sostanza: più tempo trascorriamo davanti allo schermo e più ci disperdiamo sui social network, maggiore sarà il deficit attentivo.

Possiamo fare qualcosa? Probabilmente sì: altri studi evidenziano che l’attività fisica aerobica migliora notevolmente la capacità di concentrarsi. Aumentare il numero di ore dedicate (a scuola e nel tempo libero) allo sport, oltre a distribuirle in modo intelligente, potrebbe produrre risultati interessanti. Facciamo un esempio? Fare i compiti dopo aver fatto attività fisica (o dopo aver giocato al parco) e non dopo due ore passate sui videogiochi.

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Ogni bambino ha i suoi talenti: aiutiamolo a coltivarli

Ciascuno di noi nasconde delle potenzialità inaspettate: ne erano convinti Rudolf Steiner e Maria Montessori e oggi le neuroscienze ce lo confermano ampiamente. Il concetto di intelligenza non è unitario, non è un monolite: è un concetto fluido, in continuo cambiamento e presenta innumerevoli sfaccettature.

Ma come potremmo educare al talento? Per cominciare, è necessario riconoscere le potenzialità e i talenti che ciascun bambino possiede. Questa fase è quella più critica: è facile sentir etichettare qualcuno come “stupido”, “rompiscatole”, vedere bambini bollati come elementi negativi, quasi fossero mele marce. Questi giudizi nascono principalmente dall’incapacità di leggere i talenti. Occorre una sensibilità profonda per riuscire a individuare il talento.

Una volta riconosciute le potenzialità, è necessario coltivarle, lasciando ai bambini la libertà di seguire la propria strada. I talenti sono innumerevoli, misteriosi e spesso imprevedibili. Ciascuno di noi, nel corso dello sviluppo (e dunque dell’educazione) ha il compito di costruire la propria identità, di definire il proprio progetto di vita; se verrà lasciato libero di agire, probabilmente riuscirà a realizzarsi perseguendo i propri talenti. Spesso, però, la famiglia o la scuola cercano di imporre la propria visione. È il caso dei cosiddetti “genitori spazzaneve”.

Ma qual è l’eredità più preziosa che possiamo ottenere da questa pedagogia del talento? Il concetto di dono. Un bambino che cresce in un ambiente che lo aiuta a riconoscere le proprie potenzialità e a farle crescere, con tutta probabilità sarà un adulto capace di donare i propri talenti, mettendoli al servizio della comunità. È proprio al concetto di dono che dovremmo ispirarci durante tutto questo cammino educativo.

Chi educa prendendosi cura delle potenzialità di un bambino, magari non otterrà un adulto con saperi e competenze sopra la media, ma quasi certamente avrà cresciuto una persona capace di donare.

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Denise

Denise è un nome femminile italiano.

DENISE: SCHEDA DEL NOME

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denise origine significato nome onomastico

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ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME DENISE

Denise è un nome di origine greca. È la forma francese del nome Dionisia, che deriva dal nome del dio Dioniso (in greco “Dionysios”).

ONOMASTICO DEL NOME DENISE

L’onomastico si festeggia il 15 maggio, in memoria di Santa Dionisia, martire.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Denise è l’arancio, mentre la pietra portafortuna è il Diaspro.

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