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Giulio

Giulio è un nome maschile italiano. Il nome femminile corrispondente è Giulia.

GIULIO: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Giulio di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo bellissimo nome:

giulio origine significato nome onomastico

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ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME GIULIO

Giulio deriva dal cognomen latino “Iulius”, che identificava la “Gens Iulia” (la stessa famiglia che diede i natali a Giulio Cesare). L’origine del nome è dibattuta: alcuni lo fanno risalire a Giove, divinità romana, altri a Iulo, figlio di Enea.

ONOMASTICO DEL NOME GIULIO

L’onomastico si può festeggiare il 31 gennaio in memoria di San Giulio d’Orta o il 12 aprile, in ricordo di San Giulio I, papa.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Giulio è il rosso, mentre la pietra portafortuna è il Rubino.

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Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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Agamograph

Conosci l’agamograph? Questo affascinante oggetto è una sorta di fisarmonica di carta, che presenta due diversi disegni a seconda dell’inclinazione da cui lo si guarda.

AGAMOGRAPH: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, assicurati di avere:

  • fogli di carta A4 (almeno 4 fogli);
  • forbici;
  • righello;
  • pennarelli;
  • scotch trasparente o nastro di carta.

L’agamograph si realizza in due passaggi distinti: la realizzazione dei due disegni da utilizzare e l’assemblaggio dell’agamograph. Per cominciare, su due fogli di carta A4 realizza due disegni. Noi abbiamo scelto due classici disegni autunnali: un riccio con una mela e uno scoiattolo accanto a un funghetto.

Dopo aver realizzato i disegni, dovrai girare i fogli sul retro e dividerli in strisce uguali. Per un foglio A4, che ha una lunghezza di 21 cm, significa realizzare 7 strisce da 3 cm ciascuna (aiutati con il righello); poi, ritaglia le strisce e forma due pile ordinate e distinte.

Dopo aver ritagliato le strisce di carta dei due disegni è il momento di assemblarle: utilizza come base due fogli A4, che unirai tra loro con del nastro o con lo scotch trasparente. Sui fogli, incolla le strisce in ordine, alternandone una del primo disegno con una del secondo disegno (la sequenza deve essere questa: prima striscia del primo disegno, prima striscia del secondo disegno, seconda striscia del primo disegno, seconda striscia del secondo disegno, terza striscia del primo disegno, etc.). Dovresti ottenere una striscia come questa:

Adesso, dovrai piegare il foglio a fisarmonica in corrispondenza delle giunture tra una striscia e l’altra. Per ogni striscia, una piega. Ed ecco l’agamograph una volta finito: osservando il lato sinistro possiamo vedere il disegno con il riccio e la mela, mentre girandolo sul lato destro possiamo vedere lo scoiattolo con il funghetto.

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IL SEGRETO PER ESSERE FELICI

vittorino andreoli

Vittorino Andreoli, che ricordiamo per alcune posizioni durissime verso i social network (aveva detto, infatti, che “i social sono per le persone frustrate, ne ha bisogno chi è morto. Facebook andrebbe chiuso“), è recentemente intervenuto nel corso dell’incontro “Vivere con due cervelli: digitale e di carne” (svoltosi a Rovereto, in occasione del festival Informatici Senza Frontiere).

In quest’occasione, ha spiegato meglio la sua posizione, offrendo alcuni spunti di riflessione interessanti:

“La mente dell’uomo ha bisogno di collegarsi con la mente dell’altro, trovare gratificazioni nel mondo reale. Un telefonino al massimo può produrre emozioni in risposta a degli stimoli, ma non dà né legami, né promuove sentimenti d’amore o solidarietà. La salute mentale dipende dalla capacità che ognuno di noi ha di relazionarsi con l’altro: è il rapporto con l’altro che ci fa stare bene. Bisogna passare dalla psicologia dell’io a quella del noi. Negli smartphone c’è il narcisismo”.

“Occorre assolutamente imparare a mettere dei limiti alle possibilità del mondo virtuale. Bisogna fare in modo che la tecnologia sia utile e non dannosa all’uomo e che accendere il telefonino non significhi per forza di cose spegnere il cervello. Anche perché sarebbe un vero peccato: il cervello umano è un’immensa Rete e ha potenzialità superiori a quello che teniamo in tasca”.

Ai giornalisti de “L’Adige”, che gli hanno domandato quale fosse il segreto per essere felici, Andreoli ha risposto: “Io sono contro la felicità. La felicità è dell’io. Io sono per la ricerca della gioia, il “gaudium”, che è qualcosa che riguarda il noi, l’insieme. È un concetto molto più continuo che solo attraverso l’altro possiamo dare e ricevere. È quello a cui dobbiamo ambire, soprattutto in questa società indebolita e sola, che tende ad isolare e in cui tutti abbiamo paura dell’altro”.

FONTE: L’Adige

 

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MAIL ART: IMPARIAMO A FARE ARTE POSTALE

mail art arte postale

Hai mai sentito parlare di mail art? Questo processo artistico, detto anche arte postale, prevede la realizzazione di piccole opere in formato postale (cartolina e lettera) da inviare a un altro artista, in un circolo reciproco.

Puoi sperimentare la mail art insieme ai bambini e ai ragazzi: sarà divertente realizzare un piccolo capolavoro da inviare ad amici e conoscenti, ma anche a sconosciuti, con la speranza di riceverne un disegno in cambio. Potresti anche cominciare uno scambio di corrispondenza artistica con un’altra scuola. La mail art permette al bambino di rappresentare con spontaneità ciò gli suggerisce la fantasia: un piccolo ritratto, un insetto, un fiore o solo un gioco di righe colorate, disegni resi ancora più affascinanti dalla prospettiva di scoprire le creazioni altrui e scambiarsi idee. Si tratta di un modo per ispirarsi di fronte alla vita e alla natura, con occhi sempre nuovi.

(BREVISSIMA) STORIA DELLA MAIL ART

La mail art è una forma d’arte, sviluppatasi all’incirca negli anni Venti del secolo scorso, legata in particolare ai primi esperimenti di Ivo Pannaggi e alle creazioni di Marcel Duchamp.

Si tratta di un movimento artistico popolare, basato sul servizio postale come mezzo di distribuzione delle proprie creazioni artistiche. In questo modo, si crea un legame molto stretto tra mittente e destinatario. Il movimento si è consolidato negli anni Cinquanta e Sessanta, con la costituzione di un vero e proprio network di artisti postali, a partire dal movimento Fluxus, per arrivare alla New York Correspondence School di Ray Johnson.

Il fascino dell’arte postale è dato dal duplice significato della produzione artistica, che include sia il messaggio spedito, sia il mezzo tramite cui si spedisce. In pratica, vi è una compartecipazione all’opera, dato che chi riceve la mail art non è un semplice destinatario, ma deve poi partecipare attivamente al movimento, apportando il proprio contributo creativo e inviando la sua opera ad altri che successivamente faranno lo stesso.

La mail art prevede prevalentemente l’utilizzo di cartoline, carta, collage, francobolli. Tutti noi possiamo cimentarci in quest’arte, utilizzando materiali riciclati e tanta fantasia. Ecco qualche suggerimento per te.

MAIL ART: ISTRUZIONI

Eccoci arrivati alla pratica. Prima di cominciare, dovrai avere con te:

  • Cartoncino in formato cartolina.

A seconda della tecnica che deciderai di utilizzare, potrebbero servirti matite, pennarelli, pastelli, colori a tempera o ritagli. Non c’è limite alle tecniche che si possono impiegare in questo processo artistico, dal collage al mosaico.

Dopo aver preparato il cartoncino da spedire, puoi cominciare a decorarlo. Ecco le nostre mail art, ispirate allo stile liberty di inizio Novecento:

mail art arte postale

mail art arte postale

Un’altra idea potrebbe essere quella di scrivere una poesia o una lettera e decorare la busta che andrai a spedire.

APPROFONDIMENTI SULLA MAIL ART

Se questa piccola guida alla mail art ti ha affascinato, ti suggeriamo di approfondire il tema dell’arte postale in una community artistica. In particolare, ti segnaliamo Artepostale di Tina Festa, artista e docente che organizza seminari e corsi di formazione e che ha saputo dare vita a una piccola comunità di artisti.

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La gentilezza conta: chi aiuta gli altri aiuta se stesso

Seneca sosteneva che “chi aiuta gli altri aiuta se stesso“. Questa piccola verità è stata dimostrata dai ricercatori dell’Università della California, che ci hanno raccontato la loro scoperta in un articolo dal titolo “Kindness counts“, la gentilezza conta.

Gli studiosi hanno seguito un gruppo di bambini tra i 9 e gli 11 anni, dopo aver chiesto loro di compiere tre atti gentili ogni settimana, per un mese. Risultato? I bambini che hanno praticato la gentilezza sono stati accettati dai compagni in misura significativamente superiore agli altri e hanno rivelato un maggior benessere. Il risultato può apparire scontato, ma il lavoro dei ricercatori ha dimostrato (da un punto di vista psicometrico e sociografico) che la gentilezza conta!

Questo accade perché la gentilezza non è debolezza, ma un dono. Essere gentili non significa mettere da parte il coraggio e la tenacia, ma semplicemente donare un poco del proprio tempo e delle proprie energie agli altri.

La sfida dei tre atti gentili

La gentilezza è uno sport che tutti possono praticare. Anzi, vogliamo proporti una sfida: per un mese, prova a compiere tre atti gentili ogni giorno. Se temi di perdere il conto, naturalmente, potrai prendere nota su un taccuino o sullo smartphone dei tuoi piccoli gesti gentili. L’importante è essere costanti. Tra un mese, dovresti cominciare ad avvertire l’effetto benefico di questa abitudine.

Ti lasciamo con una nota: non cadere nell’errore che aiutando gli altri si riceverà aiuto. Il fine della sfida e della gentilezza non è uno “scambio di favori”. Questo avviene in molti casi, ma non sempre. Il vero benessere non deriva dall’aiuto che si dovrebbe ricevere in cambio, ma dall’atto di donare se stessi agli altri. Le azioni gentili ci fanno sentire grandi e, giorno dopo giorno, ci trasformano in persone autorevoli, assertive e luminose.

PER EDUCARE CON LE FAVOLE:

Per aiutare i più piccoli a riconoscere le emozioni e a coltivare le buone pratiche che ci fanno stare meglio abbiamo scritto la raccolta di racconti “Cuorfolletto e i suoi amici”.

libri cuorfolletto e i suoi amici

BIBLIOGRAFIA
Layous K, Nelson SK, Oberle E, Schonert-Reichl KA, Lyubomirsky S (2012) Kindness Counts: Prompting Prosocial Behavior in Preadolescents Boosts Peer Acceptance and Well-Being. PLoS ONE 7(12): e51380. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0051380

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Michela

Michela è un nome femminile italiano. Il nome maschile corrispondente è Michele.

MICHELA: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Michela di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

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ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME MICHELA

Michela è un nome di origine ebraica. L’origine e il significato sono uguali a quelli del nome maschile Michele. Deriva da “Mikha’el”, che letteralmente significa “Chi è potente come Dio?”. Questo era il grido di battaglia dell’arcangelo Michele quando combatté gli angeli ribelli guidati da Lucifero.

ONOMASTICO DEL NOME MICHELE

L’onomastico viene festeggiato il 29 agosto, giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Maria Michela.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Michela è il rosso, mentre la pietra portafortuna è il Rubino.

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