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L’importanza di aiutare in casa

“Abbiamo escluso i nostri bambini dalle responsabilità domestiche, ma così sforniamo dei giovani adulti che, sul posto di lavoro, invece di prendere l’iniziativa rimangono fermi, in attesa di istruzioni. Questo è inammissibile”.

Julie Lythcott-Haims, che si è occupata per un decennio dell’assistenza alle matricole presso l’Università di Stanford, uno degli istituti più prestigiosi al mondo, non ha dubbi: nel suo libro How to Raise an Adult attribuisce una responsabilità importante alla – perdonaci il gioco di parole – deresponsabilizzazione.

Il successo lavorativo, accademico e personale di una persona dipende in larga parte dal suo spirito d’iniziativa, dalla capacità di autodeterminarsi e di agire in modo autonomo; vengono premiati gli individui che riescono ad anticipare i bisogni dei propri compagni e del proprio datore di lavoro.

“Come potrei essere d’aiuto?” “Cosa posso fare per rispondere al meglio alle esigenze della mia azienda?”

Queste domande, secondo la dott. sa Lythcott-Haims, non nascono dall’educazione formale e scolastica, ma da un’attitudine che si costruisce a casa. Alle radici dello spirito d’iniziativa troviamo la responsabilizzazione, a partire dalle faccende domestiche. Per un bambino che impara a rifare il letto la mattina, sarà più semplice domandarsi cos’altro si possa fare per mantenere ordinata la cameretta. Da lì alla responsabilizzazione in casa il passo è breve.

Dunque, riassumendo il messaggio di Julie Lythcott-Haims,  coinvolgi i tuoi bambini in casa. Se non riesci a catturare il loro interesse, pretendi che svolgano i compiti minimi dettati dalla buona educazione (pulire il tavolo dopo la merenda, rimboccare le coperte la mattina, etc.), pretendi che siano indipendenti. Proprio questa piccola “pretesa” contribuisce a spezzare il ciclo vizioso dell’eccesso di premura dei genitori moderni (il giornalismo ha coniato vari termini per descriverla, da “genitori elicottero” a “genitori spazzaneve” all’inglese “overparenting), a tutto vantaggio dell’autonomia.

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La danza delle streghe

La danza delle streghe (anche se alcuni la conoscono con il titolo “Le streghe fan così“) è una canzone assai diffusa, adatta specialmente ai bambini della scuola dell’infanzia: i versi molto brevi e il ritornello divertente la rendono ideale sia come ballo di gruppo che come canovaccio per realizzare una semplice recita.

LA DANZA DELLE STREGHE (o LE STREGHE FAN COSÌ)

E le streghe ballano
la danza per i maghi,
fanno un filtro magico
per spaventare i draghi.

Rit: Gira gira il mestolo
Tira su il coperchio
Fuoco fuoco notte e dì
Le streghe fan così. Bum!

Tre code di topo
e una di serpente,
questo è il filtro magico
ed è assai potente.

Rit: Gira gira il mestolo
Tira su il coperchio
Fuoco fuoco notte e dì
Le streghe fan così. Bum!

Svuotano i barili
bevendo a più non posso,
quando si ubriacano
finiscono nel fosso.

Rit: Gira gira il mestolo
Tira su il coperchio
Fuoco fuoco notte e dì
Le streghe fan così. Bum!

Di questa filastrocca abbiamo realizzato anche la versione illustrata:

la danza delle streghe

Vuoi stamparla? Clicca qui.

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PROBLEMI CON LA MATEMATICA? IL VERO PROBLEMA E’ COME VIENE INSEGNATA

Tra le materie più temute dagli studenti c’è sicuramente la matematica, che spicca sia per il numero di studenti in difficoltà che per la grande richiesta (sigh) di lezioni private. Il principale problema della matematica nella nostra scuola è il modo in cui viene insegnata. La didattica della matematica è ancora eccessivamente frammentata ed influenzata dal mercato.

Vi portiamo due esempi. Il primo è quello del Metodo Analogico, del maestro Camillo Bortolato. Divulgato da una casa editrice influente, Erickson, si è presto imposto come uno dei principali metodi “innovativi” per insegnare la matematica in Italia. Il metodo, però, non ha ricevuto la validazione della comunità scientifica. Al contrario: la Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica ha pubblicato una nota stampa fortemente scettica sul metodo (potete leggerla qui), che viene accusato di ignorare aspetti essenziali della matematica e di ridurre la stessa al “far di conto”, a discapito dei processi superiori.

Il secondo è quello del metodo Singapore: si tratta di un modello didattico per l’insegnamento della matematica adottato da tempo a Singapore, che ha dimostrato un potenziale notevole. Eppure, in Italia quasi nessuno lo conosce: si tratta di un metodo approfondito da pochi gruppi di ricerca e lavoro, a discapito dei suoi vantaggi e della semplicità di utilizzo. Tutto questo nonostante il metodo Singapore abbia ottenuto a livello mondiale ampio consenso.

Queste lacune derivano in larga parte dall’ampia autonomia didattica, alla quale non si affianca un’offerta formativa all’altezza della complessità del mondo della matematica. Il nostro consiglio? Dare un’occhiata al sito della CIIM (la sopracitata Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica): mette a disposizione dei docenti numerosi materiali, anche gratuiti, per approfondire la materia con la sicurezza di seguire protocolli validati dalla comunità scientifica. L’autonomia didattica è importante, ma non può prescindere dalla consapevolezza scientifica della propria disciplina.

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Regole di classe

La scuola dell’infanzia è una palestra fondamentale per allenarsi a rispettare le regole. Ecco perché abbiamo dedicato un’intera collezione di schede da stampare alle regole per la scuola dell’infanzia.

Regole di classe

Quante volte abbiamo parlato dell’importanza delle regole? In un mondo dalle preoccupanti tendenze lassiste, stabilire alcune semplici regole condivise è un’ottima idea per costruire una società migliore ed evitare inutili contrasti. Nella nostra raccolta abbiamo deciso di privilegiare le regole legate alla gentilezza e quelle legate al rispetto: secondo noi, nell’educazione dei più piccoli sono i pilastri fondamentali.

Tutte le regole che troverai utilizzano la prima persona plurale (“noi facciamo!”). Questo per aiutare i bambini a considerarsi come un gruppo prima che come individui. Del resto, le regole non sono una questione individuale, ma sociale: devono sempre esser messe in relazione all’altro per non risultare sterile etichetta.

NOI CONDIVIDIAMO

Una regola fondamentale per costruire un gruppo solidale ed affiatato è quella della condivisione: se un bambino ha qualcosa che gli altri non hanno, è giusto che la divida con loro. Vale per il pallone come per un sacchetto di caramelle: questa regola eviterà che chi ha di più possa ritirarsi in un angolo a godere delle sue cose, suscitando invidia e malumore.

NOI RINGRAZIAMO

Ringraziare è un atto di gentilezza che aiuta a coltivare buoni rapporti con le persone che ci aiutano o che ci offrono qualcosa. Imparare a ringraziare non è scontato per i bambini: occorre il buon esempio e la condivisione di questa semplicissima regola.

NOI SALUTIAMO

Il saluto è il primo gesto gentile che ci serve per costruire relazioni con gli altri. Un vicino di casa che ci saluta la mattina ci metterà istintivamente di buonumore; si tratta anche di un requisito indispensabile per approfondire e consolidare la conoscenza. Insegnare ai bambini a salutare e salutarsi è, perdonaci il gioco di parole, un’abitudine salutare.

NOI ASCOLTIAMO IN SILENZIO

L’ascolto è una delle competenze di cui il nostro mondo ha più bisogno; questa si costruisce fin da piccoli, abituandosi ad ascoltare in silenzio quello che un altro ha da dire. Secondo noi è una delle regole più importanti, per evitare la crisi dell’ascolto moderna (una tragedia, secondo noi).

NOI PARLIAMO UNO PER VOLTA

Rispettare i turni nella conversazione (il famoso “turn taking“) è fondamentale per un ingresso corretto alla scuola primaria. Tra le regole fondamentali c’è proprio il rispetto dei turni. Del resto, parlarsi gli uni sugli altri significa generare una gran confusione, oltre a mancare di rispetto verso chi sta parlando.

NOI AIUTIAMO CHI HA BISOGNO

Che sia un compagno che si è fatto male o una persona in difficoltà, prestare aiuto a chi ha bisogno è importante: se tutti ci aiutassimo, vivremmo in un paese davvero civile.

NOI CHIEDIAMO PER FAVORE

Non c’è nulla di più odioso di sentirsi dire “Devi fare” o “Dammi questo”. Chiedere le cose con un bel “Per favore” davanti, meglio se utilizzando un condizionale invece di un imperativo. Insegniamo ai più piccoli a chiedere le cose per favore, sin dalla più tenera età: diventeranno adulti piacevolmente educati.

NOI METTIAMO IN ORDINE

I bambini generano confusione: è normale, ed è giusto così. Tuttavia, dopo aver giocato e creato, è bene mettere in ordine. Questa regola basilare dovrebbe essere adottata in tutte le scuole e le famiglie del mondo.

Materiali per l’accoglienza

Se siete alla ricerca di idee creative e colorate per l’accoglienza alla scuola primaria, scoprite tutti i nostri materiali creativi: abbiamo decine di template illustrati da combinare insieme per un rientro a scuola coi fiocchi!

🚪 Cartelli per la porta dell’aula
👩‍🎓 Diplomi per il primo giorno di scuola
🏖️ Diplomi per aver svolto i compiti delle vacanze
🤗 Poster gigante di benvenuto
🙋‍♀️ Poster gigante di bentornato
📛 Segnanome
🇮🇹 Bandiere da appendere
🎉 Striscioni di benvenuto
📔 Copertine per quaderni
👩‍🏫 Regole di classe
🕰️ Orario di classe
🎂 Cartellone dei compleanni

Accoglienza a tema

Kit di materiali per l’accoglienza tematici. Ogni kit comprende il cartello per la porta dell’aula, il poster gigante di benvenuto/bentornato e il diploma per il primo giorno di scuola.

🐪 Antico Egitto
🏛️ Antica Grecia
🐝 Api
🦖 Dinosauri

Materiale per la classe prima

Se state per accogliere una classe prima, potrebbero interessarvi le nostre proposte di lettoscrittura, pregrafismo, avviamento al calcolo etc.

🇮🇹 Italiano per la classe prima
🧮 Matematica per la classe prima
✏️ Attività di pregrafismo
⚙️ Prerequisiti logici e topologici

Tag: regole di classe, regole della classe, regole per classe

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REALIZZIAMO UN CARTELLONE CON LE PAROLE GENTILI

gentilezza

Ci sono parole più importanti di altre? Forse no: ogni parola della nostra lingua ha una storia, una dignità. Tuttavia, ci sono parole che non possiamo non conoscere: “Grazie”, “Per piacere” (con la sua variante “Per favore”), “Scusa”, “Ti voglio bene”, “Ciao”, “Pazienza”. Sono le parole magiche della gentilezza, parole che sin dalla più tenera età dovremmo imparare ad utilizzare, per vivere felici e per aiutare gli altri a vivere felici. Del resto, la felicità, se viene condivisa, si trasforma in gioia, il sentimento più bello che ci sia.

Per ricordarci queste parole, abbiamo deciso di realizzare il Cartellone delle Parole Gentili: un piccolo lavoretto creativo a tecnica mista, da appendere alle pareti di un’aula o di una cameretta. Nella scelta delle parole da inserire, ci siamo ispirati a “Le sei storie delle paroline magiche” di Sara Agostini (ed. Gribaudo)

CARTELLONE DELLE PAROLE GENTILI: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, assicurati di avere:

  • Rotoli della carta igienica;
  • Forbici;
  • Colori a tempera;
  • Pennello piatto;
  • Foglio da disegno A3 o cartellone.

Noi abbiamo realizzato una versione casalinga del cartellone, quindi ci siamo accontentati di un foglio A3. In classe si potrebbe pensare anche ad un cartellone più grande, utilizzando un foglio di carta o cartoncino di dimensioni maggiori. Per cominciare, con le forbici si praticano delle incisioni sui rotoli della carta igienica (noi, partendo dall’estremità, abbiamo tagliato fino a metà del rotolo, realizzando 12 incisioni). Successivamente, si piegano verso l’esterno le strisce di cartone così ottenute, come nella foto qui sotto:

parole gentilezza

A questo punto, utilizzando il pennello piatto, si stende uno strato abbondante di colore a tempera sulle strisce di cartone, come nella foto:

parole gentilezza

Utilizzando il rotolo di cartone come uno stampo, si preme sul foglio in modo da realizzare dei raggi colorati, con uno spazio bianco all’interno. Noi abbiamo utilizzato i tre colori primari, giallo rosso e blu; naturalmente, potrai scegliere i tuoi colori preferiti (di più o di meno, divertiti a sperimentare).

gentilezza cartellone

Per concludere il cartellone delle parole gentili, abbiamo riempito lo spazio racchiuso tra i raggi con del colore dorato (noi abbiamo usato l’acrilico, ma si può sostituire con le tempere). Abbiamo anche decorato lo spazio bianco realizzando un manto erboso nella parte inferiore del foglio e colorando d’azzurro quella superiore (abbiamo utilizzato il pennello piatto). Infine, dopo aver fatto asciugare il colore, abbiamo scritto le paroline magiche della gentilezza con il pennarello indelebile nero.

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I BAMBINI RISPETTANO LE REGOLE A SCUOLA SE HANNO IMPARATO A FARLO A CASA

regole a casa

Spesso parliamo di rispetto delle regole e di gentilezza. In effetti, a scuola i bambini dovrebbero comportarsi in modo gentile e questa virtù dovrebbe occupare una posizione di rilievo nella progettazione pedagogica. D’altra parte, ogni volta che parliamo di gentilezza a scuola, non mancano gli insegnanti che ci fanno notare come questa vada trasmessa in primo luogo dai genitori, a casa. Hanno pienamente ragione.

La psicologia divide l’apprendimento in esplicito ed implicito. L’apprendimento esplicito è quello consapevole (per fare un esempio, è imparare a svolgere una moltiplicazione perché un insegnante ci fa vedere la sequenza procedurale per farlo) ed è alla base del sistema scolastico. Tuttavia, esiste una seconda forma di apprendimento, tanto sottovalutata quanto importante: l’apprendimento implicito. Questo si verifica ogni volta che impariamo qualcosa osservando e interagendo con l’ambiente (ad esempio, imparare a parlare nella propria madrelingua o imparare a correre), ma senza l’intenzione specifica di imparare.

Ebbene: la famiglia è il luogo in cui si impara, in modo implicito, a comportarsi con gli altri. Dunque, se nel tempo che abbiamo trascorso a casa nessuno ci ha fornito un valido esempio di come si rispettano le regole e di come si pratica la gentilezza, difficilmente potrò impararlo a scuola.

I bambini rispettano le regole a scuola solo se hanno imparato a farlo a casa. Naturalmente, la scuola ha un ruolo prezioso nel potenziamento e nel consolidamento: utilizzare delle regole di classe efficaci e condivise è importante, così come praticare e promuovere la gentilezza. Però, è in famiglia che si pongono le fondamenta dell’educazione.

A proposito: i tuoi bambini sono gentili e rispettosi? Puoi scoprirlo confrontando il loro comportamento con il nostro elenco di dieci piccoli gesti gentili: se a casa ne mettono in atto almeno la metà, siete sulla buona strada.

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