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L’ALBERO DEI COLORI

In questo articolo vi proponiamo un lavoretto creativo per giocare sul contrasto tra bianco e nero e colore. L’abbiamo ribattezzato “albero dei colori“.  Questo laboratorio artistico è ottimo per sperimentare gli accostamenti tra colori primari, colori secondari e colori complementari (oltre che per giocare con i colori caldi e i colori freddi).

L’ALBERO DEI COLORI: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, ti serviranno questi materiali:

  • Foglio da disegno A4 (noi ti suggeriamo di utilizzare dei fogli rigidi);
  • Matite, o pennarelli, o pastelli a ceracolori a tempera (ti sconsigliamo gli acquerelli perché l’acqua danneggerebbe la struttura dell’albero, macchiando il foglio di nero).

Per cominciare, dovrai realizzare lo schema per il tuo albero dei colori. Puoi utilizzare un pezzo di cartoncino nero per il tronco e disegnare i rami con un pennarello nero, oppure puoi utilizzare il pennarello per l’intera struttura. Noi lo abbiamo realizzato così:

Vuoi stampare il nostro albero dei colori? Clicca qui.

Adesso sei pronta/o per colorare l’albero: scegli i tuoi colori preferiti – o una palette di classe – e comincia a riempire le forme geometriche alternando i vari colori. Noi abbiamo realizzato un albero autunnale, utilizzando i toni del giallo, del rosso, del marrone e un po’ di grigio:

L’albero dei colori si può proporre tra i lavoretti autunnali, oppure come cartoncino d’auguri per la Festa dei Nonni.

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L’IMPORTANZA DEI RIASSUNTI E DEGLI SCHEMI FATTI A MANO

Quanto tempo dedichiamo alla generazione di appunti a mano? Rientrano in questa categoria i riassunti, gli schemi, le mappe concettuali e le mappe mentali.

La ricerca scientifica ha riconosciuto che gli appunti presi a mano sono decisamente più efficaci di quelli generati tramite dispositivi elettronici. Questa osservazione non significa che tablet e tastiera siano da scartare. L’utilizzo dei dispositivi elettronici rimane uno strumento fondamentale per la raccolta di dati e fonti. Non lo è, invece, per l’elaborazione delle informazioni.

Infatti, gli studenti che prendono appunti con il pc o con il tablet tendono a riportare fedelmente le informazioni (è il famoso “copia/incolla”, o la trascrizione letterale di frasi e dialoghi); la ricerca scientifica ha rilevato che copiare esattamente un’informazione, sia essa dettata o copia/incollata rende l’apprendimento e l’elaborazione più difficoltosa.

Al contrario, schematizzare le informazioni all’interno di un riassunto o una mappa prevede una fase di elaborazione profonda. Questa seconda via dovrebbe essere utilizzata in classe (compatibilmente con la metodologia didattica dell’insegnante) in via preferenziale, in quanto permette di imparare meglio e più in fretta.

Secondo noi, manca la consapevolezza della dualità: tendiamo a schierarci “pro” o “contro” la penna o la tastiera, senza pensare che esiste una terza via, ottimale: integrare la tecnologia (per la fase di esplorazione e ricerca) ai classici appunti presi a mano, da utilizzare in fase di studio e di elaborazione.

 

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A PROPOSITO DI ERRORI

In questi giorni abbiamo letto alcune riflessioni che parlavano dell’uso improprio delle penne cancellabili a scuola. Il tono delle discussioni si potrebbe riassumere brevemente così: “avere contezza dei propri errori è fondamentale, dunque è sbagliato usare una penna cancellabile per mantenere il quaderno ordinato, dal momento che questa nasconde gli errori” (il sillogismo è rovesciato, ma il concetto è chiaro).

Riprendiamo l’argomento con un breve pensiero in tre atti:

Sbagliare è fondamentale; di questo siamo certi. Portale Bambini è a favore dell’errore educativo e dell’educazione al fallimento. Solo così si può sviluppare la resilienza e la capacità di affrontare le difficoltà e risolvere i problemi. Riflettere sui propri errori è altrettanto necessario.

Tuttavia, uno studente – tanto quanto un insegnante – potrebbe avere piacere ad avere un quaderno ordinato e pulito e non un cimitero di croci rosse.

Esiste però una strada alternativa: si chiama brutta copia (la mitica “brutta”). Gli insegnanti la utilizzano da decenni ed è uno strumento prezioso, che ci regala tre importanti benefici:

  • Permette di tenere d’occhio tutti i propri errori sulla brutta copia (dove l’insegnante ha ancor più licenza di usare simboli e colori);
  • Permette di mantenere un quaderno ordinato e pulito;
  • Prevede un esercizio di copiatura, che diversi studi scientifici (qui potete leggere uno dei più citati e accreditati, in lingua inglese) ritengono essenziale per l’elaborazione mentale delle informazioni e l’apprendimento.

Certo, la copiatura dei testi dalla brutta al quaderno richiede impegno. Del resto, senza impegno è impossibile ottenere risultati.

 

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Schede di prescrittura

Imparare a scrivere è la prima grande tappa dell’istruzione primaria: un traguardo fondamentale per ogni bambina e bambino. Ma come cominciare? Accanto al riconoscimento delle singole lettere (puoi aiutarti con il nostro alfabetiere), è importante anche esercitarsi nella scrittura di alcune semplici parole. Per questo abbiamo realizzato una serie di schede per la prescrittura: semplici parole da ripassare, completate da un’illustrazione da colorare.

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SCHEDE PER IMPARARE A SCRIVERE: TEMA AUTUNNO

Per cominciare, ecco qualche scheda per imparare a scrivere a tema autunnale, adatta ai primi mesi di scuola.

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SCHEDE PER IMPARARE A SCRIVERE: TEMA HALLOWEEN

Di seguito puoi trovare una piccola raccolta di schede per la prescrittura a tema Halloween. Sotto ciascuna scheda puoi trovare il link per scaricare il file PDF stampabile.

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Le decisioni in famiglia? Spettano ai grandi

paolo sarti scelte

Oggi ti proponiamo alcuni spunti di riflessione tratti da “Facciamola finita! Appello urgente ai genitori“, del pediatra Paolo Sarti:

Facciamola finita con questa improbabile e fallimentare pedagogia delle coccole, giustificativa ad oltranza, preservatrice di ogni sforzo, impegno, lotta o frustrazione. Siamo riusciti a rendere i nostri figli non solo inabili, ma anche insopportabili e decisamente antipatici.

Purtroppo siamo convinti che i bimbi debbano avere tutto con facilità, senza sforzo, forse perché diventiamo genitori sempre più tardi e non riusciamo ad imporci con i nostri figli. Quando parliamo di lasciare libertà ai bambini in realtà ci stiamo sottraendo al nostro compito di educatori, probabilmente per paura della loro reazione nel caso in cui fossero contrari alla nostra decisione. Perché i bambini devono fare gli adulti? Inevitabilmente finiranno per innervosirsi, diventare agitati perché incapaci di decidere per il meglio, essendo in grado di farlo solo in maniera utilitaristica, perché è così che funziona il pensiero di un bambino.

I genitori sono così fragili ed emotivi da ritrovarsi incapaci di imporre regole, di predisporre con autorità e solidità paletti tali da consentire al bambino di orientarsi una volta adulto: tutto subito, tutto gratis, tutto ossessivamente e individualmente amplificato. Facciamola finita di non fare i genitori. 

Il problema, secondo Paolo Sarti, comincia dalla libertà di scelta: i bambini non sono in grado di scegliere. Spetta solo a noi genitori prendere le decisioni importanti (questo non significa non ascoltare i più piccoli, ma non caricarli dell’onere della scelta).

E tu, come gestisci i processi decisionali in famiglia?

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LE LINEE GUIDA DEI PEDIATRI ITALIANI SULL’USO DI SMARTPHONE E TABLET

smartphone pediatri

L’uso esagerato dei dispositivi elettronici è causa di numerosi problemi, che la letteratura scientifica ha ben documentato. Tra i principali, troviamo disturbi dell’apprendimento e dello sviluppo, ma anche problemi legati al sonno, al ciclo sonno-vegli e al benessere del bambino. Sull’argomento si sono espressi i pediatri italiani, che hanno pubblicato le loro raccomandazioni sull’uso di smartphone e tablet in età infantile.

LE LINEE GUIDA DEI PEDIATRI ITALIANI

In un articolo pubblicato su “Italian Journal of Pediatrics” (potete leggerlo online, in lingua inglese), la Società Italiana di Pediatria (SIP) espone i risultati delle sue ricerche e una serie di raccomandazioni valide per tutti i genitori.

In particolare:

  • No a smartphone e tablet prima dei due anni di età;
  • No a smartphone e tablet per almeno un’ora prima di andare a dormire;
  • No a smartphone e tablet durante i pasti;
  • Dai 2 ai 5 anni il tempo limite giornaliero è di 1 ora;
  • Dai 5 agli 8 anni il tempo limite giornaliero è di 2 ore.

Inoltre, l’articolo si concentra sull’importanza di supervisionare l’uso dei media digitali: i bambini non dovrebbero mai essere abbandonati a se stessi durante questi tempi.

Queste raccomandazioni si basano sulle evidenze scientifiche dei danni che questi dispositivi possono arrecare alla salute dei bambini. Non si tratta di schierarsi pedagogicamente “pro o contro” la tecnologia, ma di riconoscere che nei più piccoli, un uso esagerato, nuoce seriamente allo sviluppo psicologico, neurologico e al benessere.

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