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Il dilemma del porcospino

A proposito di empatia, ecco una storiella che andrebbe letta:

Alcuni porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di riscaldarsi li portò nuovamente a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro fra due mali. finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.

Così il bisogno di società, che scaturisce dal vuoto e dalla monotonia della propria interiorità, spinge gli uomini l’uno verso l’altro; le loro molteplici repellenti qualità e i loro difetti insopportabili, però, li respingono di nuovo l’uno lontano dall’altro. La distanza media, che essi riescono finalmente a trovare e grazie alla quale è possibile una coesistenza, si trova nella cortesia e nelle buone maniere.

A colui che non mantiene quella distanza, si dice in Inghilterra: keep your distance! − Con essa il bisogno del calore reciproco è soddisfatto in modo incompleto, in compenso però non si soffre delle spine altrui. − Colui, però, che possiede molto calore interno preferisce rinunciare alla società, per non dare né ricevere sensazioni sgradevoli.

Il testo è conosciuto come il dilemma del porcospino e si trova nell’opera Parerga e Paralipomena del filosofo Arthur Schopenauer. Nella sua semplicità, ci aiuta a comprendere come ciascuno abbia uno spazio vitale da rispettare. Dunque, dobbiamo avvicinarci, ma non troppo.

Comprendere le dimensioni e la natura del nostro spazio vitale e di quello delle persone a cui vogliamo bene: ecco cos’è, in fondo, l’empatia.

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Arlecchino: macchie di colore con le cannucce

Avete presente il puntinismo (o pointillisme, in francese), quella tecnica/corrente artistica che realizza opere meravigliose fatte di migliaia di piccoli punti di colore?

Quest’anno abbiamo voluto sperimentare una variante creativa (e, forse, più adatta ai bambini) in cui per realizzare i puntini si utilizzano le cannucce.

Visto che siamo in periodo di Carnevale, abbiamo realizzato un simpatico Arlecchino puntinista, colorato in punta di cannuccia.

LABORATORIO DI CARNEVALE CON LE CANNUCCE

Materiali: 

  • foglio di carta con un disegno da colorare
  • cannucce
  • colori a tempera
  • piattini o coppette per i colori

Procedimento: 

  • Se deciderai di cominciare da un foglio bianco, dovrai prima di tutto realizzare il tuo disegno
  • A questo punto, dovrai versare un po’ di colore nei piattini o nelle coppette
  • Adesso, si può iniziare: si intinge la punta della cannuccia nel colore, poi la si picchietta delicatamente sul foglio

 

 

cannucce_colore_arlecchino

  • Sentiti libera/o di utilizzare colori diversi, di sovrapporli o di sperimentare altre varianti creative!

Questo laboratorio nasce dall’idea di colorare un disegno con qualcosa che assomigliasse a un timbro: nel nostro caso la punta di una cannuccia, ma si potrebbero usare anche tappi di bottiglia (magari con figure più semplici).

Ecco il disegno: il corpo di Arlecchino è stato colorato interamente con le cannucce, lo sfondo con i tappi di bottiglia.

tempere_cannucce_puntinismo

Si tratta di un laboratorio artistico per sviluppare il coordinamento occhio-mano, ma è anche un ottimo esercizio per stimolare l’attenzione ai dettagli e la capacità di concentrarsi.

Con i più piccoli, si potrebbe cominciare da forme più semplici (un quadrato, una stella), magari utilizzando un unico colore; poi, via via evolversi verso veri e propri disegni puntinisti.

 

 

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L’educazione è fatta di piccoli passi

È facile, leggendo il pensiero educativo degli altri, farsi sogni di gloria: “insegnerò l’amore per la vita”, oppure “da domani, la buona educazione diventerà la regola.”  È un po’ come i propositi per l’anno nuovo: grandi progetti che poi rimangono nel cassetto. 

Noi abbiamo provato ad adottare una soluzione diversa: abituarci all’idea di far passare il cambiamento dalle piccole azioni. Per farlo, abbiamo escogitato un nuovo SPUNT-ESERCIZIO: il biglietto del cambiamento. 

IL CAMBIAMENTO NASCE DALLE PICCOLE AZIONI

Il segreto per evitare che l’educazione resti teoria è darsi piccoli obiettivi raggiungibili. Per farlo, devi scomporre il problema (o il risultato finale che vuoi ottenere) in una serie di micro-azioni.

Se non impari a vedere le piccole azioni dietro i grandi risultati, non riuscirai mai a conseguirli! Rimarrai una/un simpaticissima/o – e altrettanto inconcludente – idealista (non che gli ideali siano sbagliati, al contrario!, però devono tradursi in pratica). Questo vale anche per l’educazione: si costruisce giorno dopo giorno, attraverso il fare.

Puoi cominciare pensando a qualcosa che per te è importante. Facciamo un esempio: voglio insegnare l’amore per l’ordine. In questo caso, non basterà tenere la casa ordinata con cura maniacale. Dovrai individuare una serie di azioni da compiere insieme e che trasmettano questo principio.

Le piccole azioni sono semplici da replicare, impegnano poco tempo e non rischiano di stufare. Ecco perché ci piacciono tanto!

SPUNT-ESERCIZIO: CINQUE MINUTI DI CAMBIAMENTO

Lo spunto di oggi comincia da un biglietto decorato: il biglietto del cambiamento. Puoi prepararne uno solo, o realizzare la scorta per tutta la settimana. Se sei alle prime armi, potrai cominciare da un solo biglietto per 7 giorni. Se sei esperto e determinato, sentiti libero di realizzare un biglietto per ogni giorno.

Ma cos’è un biglietto del cambiamento? Si tratta di un semplice foglietto di carta, delle dimensioni di un A6 o similare. La prima parte dello SPUNT-ESERCIZIO consiste nel decorarlo in modo che, da pezzo di carta, diventi “un bel pezzo di carta”. Se vuoi sperimentare qualche tecnica nuova, dai un’occhiata alla nostra sezione dedicata ai lavoretti creativi.

biglietto della creatività

Decorare il biglietto non è una perdita di tempo o un orpello inutile: è fondamentale! Attraverso il lavoro creativo e manuale, puoi lasciarti le distrazioni alle spalle e ritrovare il focus sul presente, il famoso “qui e ora”.

Serve a concentrarti sui tuoi obiettivi e a liberare la mente dal fastidioso rumore di fondo che ci assilla (hai presente le notifiche sullo smartphone, i mille pensieri quotidiani e tutte le interazioni di cui potresti fare a meno?)

Quindi: realizza un bel biglietto. Un biglietto coi fiocchi, che strappi un “che bello!” a chi lo vedrà. E ricorda: mettendoci la tua creatività, hai già azionato la macchina del cambiamento.

La seconda parte dell’esercizio sarà quella di scrivere sul foglietto una o più azioni da compiere insieme in cinque minuti. Non devono essere azioni casuali, ma finalizzate a raggiungere il nostro obiettivo.

L’importante è che siano piccole azioni: hai al massimo cinque minuti per compierle! Ah, anche l’insieme è importante: condividere un’azione con la propria famiglia è il modo migliore per arrivare a condividere un valore, un ideale o anche solo un abito mentale.

Naturalmente, il biglietto del cambiamento non si limita alle mura di casa: è possibile portarlo a scuola, sul lavoro e ovunque ci sia bisogno di cambiare per migliorare.

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Ninna nanna, ninna oh

Ninna nanna, ninna oh,
questo bimbo a chi lo do?

Lo darò alla Befana
che lo tiene una settimana.

Lo darò all’Uomo Nero
che lo tiene un anno intero.

Lo darò all’Uomo Bianco
che le tiene finché è stanco.

Ninna nanna, ninna oh,
questo bimbo lo terrò!

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Maschere in cartapesta: come a Venezia!

Ogni Carnevale, a Venezia, si rivive la magia della “la città delle maschere”. Come saprete, le elaborate maschere veneziane sono note in tutto il mondo per la loro bellezza e complessità. Affascinati dalla loro bellezza, oggi vogliamo provare a realizzarle con voi, utilizzando la cartapesta.

Se invece non avete voglia di cimentarvi con colla vinilica e fogli di giornale, tenete conto che, in alternativa, esistono in commercio delle maschere già pronte per essere dipinte. Le trovate nei colorificio o online, su Amazon.it.Prima di passare alla lavorazione, vi raccontiamo qualcosa di più sulle principali maschere veneziane.

LE MASCHERE A VENEZIA

Le maschere veneziane risalgono al XIII secolo e furono per secoli molto popolari, La tradizione vuole che le maschere potessero essere indossate tra il 5 ottobre e Natale (25 dicembre), il giorno di S. Stefano (26 dicembre), il Martedì Grasso (la 7° settimana prima della Pasqua) e alla festa dell’Ascensione (39 giorni dopo Pasqua).

In pratica, i veneziani trascorrevamo buona parte dell’anno con il volto mascherato! Successivamente le leggi divennero più rigorose e il periodo di tempo in cui uno poteva indossare una maschera in pubblico fu diminuito. Ma quali erano i personaggi più in voga? Ecco una carrellata.

Bauta

Questa maschera veniva usata esclusivamente dagli uomini e copriva tutto il viso, offrendo all’indossatore l’anonimato totale. Anche oggi, il mento sporgente consente a chi la indossa di parlare, mangiare e bere senza dover rivelare la propria identità. il costume completo includeva un tricorno ed un mantello nero. Nel XVIII secolo i cittadini dovevano obbligatoriamente indossare questa maschera, insieme al costume, quando prendevano decisioni politiche. Questo permetteva a tutti di agire via anonimato.

Moretta / Servetta Muta

La moretta o servetta muta era destinata alle aristocratiche o nobildonne. La mascherina nera non riproduce alcun lineamento del volto e, in particolare, non ha nemmeno la bocca. Nella versione originale l’indossatrice doveva tenere la maschera sul volto stringendo fra i denti un bottoncino interno: per questo si chiamava “la servetta muta”. La maschera donava alle donne un alone di mistero.

Larva / Volto

Simile alla bauta, la larva (nel significato di “fantasma”) o volto copre tutto il viso. È senza dubbio il design più riconoscibile dato che continua ad essere usata oggi da uomini e donne.

Pantalone

Molte maschere di carnevale sono riprese dai personaggi della Commedia dell’arte. Il nome Pantalone significa letteralmente “colui che porta i pantaloni”. Questa maschera è caratterizzata da una fronte corrucciata e dal lungo naso adunco.

Arlecchino

Anche questa maschera è ripresa dalla Commedia dell’arte. Il personaggio di Arlecchino fa la controparte di Pantalone. 

Zanni

Un altro personaggio classico del teatro italiano, lo Zanni, viene considerato il sempliciotto, con una fronte bassa ed un lungo naso.

Colombina

La maschera può essere fissata con un nastro o tenuta con un bastoncino. È possibile che questa maschera sia divenuta popolare più recentemente, poiché non esistono documenti storici o dipinti raffiguranti questa maschera indossata per il Carnevale.

Gnaga

Nessuno di quelli che indossavano questa maschera poteva essere arrestato, perché stava semplicemente recitando un ruolo. Stando così le cose, chi indossava la maschera Gnaga poteva lanciare richiami ai gatti insieme a commenti osceni ai passanti e rimanere impunito.

Medico della Peste

La maschera del medico della peste fu ideata nel XVII secolo in Francia dal medico Charles de Lome per curare gli appestati. Gli occhi sarebbero stati coperti dal vetro a protezione. Avrebbero poi riempito il naso a becco con fiori secchi, erbe, spezie ed altri elementi aromatici, che servivano come una sorta di maschera antigas ante litteram. Anche il resto del costume serviva da protezione, tentando di fermare il contagio della malattia.

COME REALIZZARE UNA MASCHERA DI CARTAPESTA

Che vogliate rivelare la vostra vera personalità o garantirvi l’anonimato, le maschere possono essere utili e divertenti come travestimento di Carnevale,. Di seguito vi proponiamo come realizzarne una utilizzando la cartapesta. 

Cosa ci serve:

  • bacinella
  • colla vinilica
  • quotidiani vecchi
  • acqua tiepida
  • pennello
  • colori a tempera
  • elastico
  • palloncino gonfiabile
  • brillantini e strass

Come si fa:

  • Bisogna per prima cosa preparare la cartapesta. A questo proposito vi invitiamo a leggere la nostra guida dedicata con tutti i dettagli
  • Una volta creata la pasta modellabile, dovete gonfiare il palloncino ed utilizzarlo come base per appoggiare la cartapesta e modellarla, dandole la forma della maschera che preferite
  • Non dimenticate di rendere più spesse le protuberanze per naso e bocca, oltre ovviamente a lasciare dei fori
  • Dopo tre o quattro strati di carta posti solo sulla parte anteriore del palloncino e, adeguatamente incollati (meglio utilizzare per questo una soluzione di colla e acqua), è bene lasciare che l’opera riposi almeno per una notte
  • Una volta asciugata la carta pesta, fate scoppiare il palloncino con uno spillo e rimuovetelo delicatamente.
  • Ora avete la vostra maschera, che andrà rifinita con decorazioni e colori. Provate a dipingerla lasciandovi ispirare dalla vostra fantasia o dai personaggi dei fumetti e dei cartoon.

Se volete, provate a dare un’occhiata alle tipiche maschere in stile veneziano di cui vi abbiamo parlato prima, impreziosendo la vostra maschera con degli strass, oppure applicando alcuni brillantini o glitter.

 

 

 

 

 

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Costumi di Carnevale fai-da-te

Il Carnevale può essere una divertente occasione di festa, in particolar modo per i bambini, oltre che una splendida opportunità per passare del tempo insieme, magari dedicandosi al fai-da-te. Avete già pensato al vostro travestimento? Noi abbiamo cercato alcune idee sul web semplicissime, ma molto carine, per poter realizzare splendidi costumi di Carnevale spendendo davvero poco.

COSTUME DA DRAGO

Cosa ci serve:

  • tuta con cappuccio del colore che più vi piace
  • gomma crepla
  • tubo carta igienica
  • cartoncino giallo e rosso
  • forbici
  • colla stick

Come si fa:

  • tagliate dei triangoli colorati nella gomma creola e fissateli alla giacca della tuta con dei punti di cucitura. La gomma crepla è un materiale molto duttile e si presta ad essere cucito o applicato con la colla a caldo
  • per rendere più credibile il travestimento, potete realizzare una coda da un triangolo di stoffa imbottita, sempre decorandolo con i triangoli di gomma crepla
  • e per sputare le fiamme? Semplice: applicate al rotolo di carta igienica dei coni di carta colorati e sagomati in cima ad imitare le fiamme: il vostro drago è pronto!

COSTUME DA GATTO

Cosa ci serve:

  • tuta nera
  • tulle
  • trucchi per bambini
  • cerchietto
  • gomma crepla

Come si fa:

  • applicate ai polsi e alle caviglie della tuta del tulle, arricciandolo
  • posizionate le orecchiette appuntite e fissatele al cerchietto con la colla a caldo (in alternativa potete modellarle con degli scovolini)
  • truccate leggermente il vostro gattino, facendo il nasino e i baffetti

COSTUME DA CIVETTA

Cosa ci serve:

  • pannolenci o feltro
  • ago e filo
  • maglietta scura
  • pantaloni scuri o leggins

Come si fa:

  • tagliate le piume del gufo, fissandole sulla tuta con il filo; abbiate l’accortezza di mischiare le tonalità
  • realizzate con il cartoncino una maschera per il viso, riproducendo il becco e gli occhi tondi della civetta

COSTUME DA LEONE

Cosa ci serve:

  • tuta nera o arancione
  • peluche
  • ago e filo
  • trucchi per bambini

Come si fa:

  • fissate il peluche intorno al collo, ai polsi e alle caviglie
  • truccate il musetto, facendo il nasino e i baffi

COSTUME DA SQUALO

Cosa ci serve:

  • cartoncino spesso (va bene quello degli scatoloni)
  • tempere
  • taglierino

Come si fa:

  • in questo caso il costume è davvero semplicissimo: si tratta di disegnare e ritagliare nel cartoncino lo squalo, praticando un foro all’altezza delle branchie per far passare la mano del bambino
  • colorate con le tempere e lasciate asciugare: ovviamente con lo stesso procedimento potrete realizzare molti altri animali

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