CHI E’ ARLECCHINO

Arlecchino è una delle maschere più famose della commedia dell’arte, una forma teatrale nata nel Cinquecento, caratterizzata dal fatto che, nelle rappresentazioni, non si usavano testi scritti, ma cannovacci. Nei secoli, Arlecchino è rimasto famoso sia per le peculiarità del suo costume multicolore, sia per le caratteristiche del suo personaggio, molto irriverente.

Oggi vogliamo raccontarvi qualcosa sulla tradizione e su come nel tempo questa figura, tanto amata, si sia evoluta. Tutti quei pezzettini di stoffa colorati, assemblati insieme nel costume di Arlecchino, ci fanno riflettere sulla collaborazione, che spesso manca (prima tra gli adulti e poi tra i bambini), ma anche sulla capacità di reinventare e reinventarsi, a partire da ciò che si ha.

LA STORIA DI ARLECCHINO

Arlecchino ha origini bergamasche e riprende la figura dello Zanni, famosa nella tradizione popolare. La maschera in dialetto si chiamava Arlechì, anche se poi, diffondendosi per l’Europa, il nome è diventato Arlequin in francese, Harlequin in inglese. E’ possibile trovare tante storie su Arlecchino, ne abbiamo scelta una in particolare che ci è sembrava particolarmente significativa, anche oggi:

Tanti anni fa un bambino, chiamato appunto Arlecchino, viveva con la sua mamma in un’umile dimora. Quando arrivò Carnevale, la maestra organizzò una bella festa e chiese a tutti i bambini di vestirsi in maschera. Purtroppo la mamma di Arlecchino non poteva permettersi di acquistare la stoffa per il suo abito e così le altre mamme intervennero e le portarono ognuna un piccolo scampolo. Così anche Arlecchino ebbe il suo abito, coloratissimo. La mattina del martedì grasso, quando Arlecchino entrò in classe lo accolsero con un fragoroso applauso perché il suo vestito, non solo era il più bello, ma anche il più originale.

Nella tradizione popolare le cose non sono andate proprio così: Arlecchino ne combina di tutti i colori, inventa imbrogli e scherzi a spese dei padroni dai quali é a servizio, ma non gliene va mai bene una. E’ un po’ ingenuo, pigro, non molto propenso a lavorare. Ma questo suo lato un po’ “birichino” lo lasciamo alla Commedia dell’Arte, che poi nei secoli è stata ripresa, anche in epoca contemporanea.

Con l’inizio del XX secolo molti drammaturghi cercarono di portare in scena le maschere, lavorando sulle movenze del corpo degli attori, dato che non era possibile avvalersi dell’espressività del viso. Fra i registi che tentarono nell’impresa ricordiamo Max Reinhardt e Giorgio Strehler, che si focalizzarono su Il servitore di due padroni di Goldoni per rimettere in scena Arlecchino.

IL COSTUME DI ARLECCHINO: IDEE PER REALIZZARLO

Come ben sapete, il costume di Arlecchino nasce dall’assemblaggio di numerose toppe colorate. E’ un travestimento che non passa mai di moda, tanto da ritrovarlo puntualmente ad ogni Carnevale. Qui di seguito vi diamo qualche spunto per realizzarlo con poca spesa e, dove possibile, con materiali di riciclo.

Cosa ci serve:

  • leggins neri o bianchi
  • maglia a manica lunga o dolcevita nera o bianca.
  • pezzetti di feltro o stoffa colorata
  • colla a caldo
  • colori per stoffa (in alternativa al feltro)
  • carta crespa bianca per il colletto
  • cartoncino nero ed elastico per la mascherina
  • cappello nero

Come si fa:

  • ritagliate rombi di diverse misure nel feltro o nelle stoffe colorate ed applicateli con la colla a caldo sui leggins scuri. Nella versione chiara, potete disegnare i rombi sui leggins e colorarli con i colori per stoffa. Ricordatevi di mettere della carta di giornale all’interno dei pantaloni, altrimenti il colore potrebbe macchiare il retro
  • fate lo stesso con la maglietta, applicando i rombi o dipingendo. Non preoccupatevi dell’irregolarità delle forme o della disposizione delle toppe: l’Arlecchino contemporaneo vuol essere molto originale!
  • arricciate la carta crespa bianca su se stessa a formare una raggiera della dimensione del collo del bambino e fissatela con un punto di pinzatrice dietro al collo
  • tagliate nel cartoncino la maschera, foratela ai lati e fateci passare l’elastico, annodandolo da ambo le parti (dopo aver misurato la lunghezza, in relazione al viso del bambino; la maschera ovviamente non dovrà cadere!)

Se volete, potete anche realizzare i coriandoli fai da te, da fornire in un sacchetto al nostro piccolo Arlecchino.

FILASTROCCHE SU ARLECCHINO

Di seguito alcune filastrocche su Arlecchino ed il Carnevale. La figura di Arlecchino si presta ad una bella riflessione con i bambini, focalizzando l’attenzione su come, anche partendo da cenci colorati ed assemblati con fantasia, possa nascere un costume meraviglioso. Il problema è che spesso siamo troppo presi a cercare il nuovo e non riusciamo a vedere il potenziale della creazione con ciò che già abbiamo. Proviamo a leggere insieme.

FILASTROCCA DI CARNEVALE

di Anonimo

Danza lieta, mascherina,
danza fino a domattina!
Son coriandoli le stelle!
e i panini son frittelle.
Sono tutti sorridenti,
sono tutti assai contenti.
Lo sapete che Arlecchino
fu vestito, poverino,
con cenci regalati
dai bambini fortunati?
Arlecchino sorridente
è l’immagine vivente
dell’aiuto che può dare
chi anche agli altri sa pensare.
Danza lieta, mascherina,
danza fino a domattina!

ARLECCHINO

di L. Maraldi

Con un saltello e un inchino
eccomi a voi: sono Arlecchino.
Son tra le maschere di Carnevale
la più festosa, la più geniale.
Il mio vestito? Fu una sorpresa,
lo cucì mamma con poca spesa
perché potessi ben figurare
al gran ballo di Carnevale.
So far scherzetti, son birichino,
rido alla vita come un bambino.
Saluto tutti anche a distanza
con un leggero passo di danza

IL VESTITO DI ARLECCHINO

di G. Rodari

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.

LAVORETTI CON ARLECCHINO

Arlecchino si presta molto bene a ideare laboratori sul collage, come potete vedere da questa immagine. Bastano colla stick, avanzi di carta e forbici per realizzare le toppe, da applicare al disegno.

   

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