arlecchino la maschera

Arlecchino è una delle maschere più famose del carnevale italiano, originaria di Bergamo. La maschera Arlecchino comprende:

  • il vestito a losanghe di tutti i colori;
  • la maschera nera;
  • il batocio, o battacchio: questo bastone, composto da due listelli di legno uniti insieme ad un’estremità, era una sorta di strumento musicale che veniva utilizzato dalle maschere della Commedia dell’Arte per colpirsi facendo rumore (senza farsi male).

LA STORIA DI ARLECCHINO

C’era una volta, in un quartiere povero di Bergamo, un bambino di nome Arlecchino. Quando arrivò il Carnevale, tutti i bambini ricevettero in dono dalle proprie mamme un bel costume da indossare in quei giorni di festa. Solo Arlecchino rimase senza maschera: la sua mamma, infatti, era troppo povera per comprare delle stoffe colorate. Così, il povero bimbo dovette andare a festeggiare indossando la sua casacca bianca.
Quando gli altri bambini scoprirono che Arlecchino non aveva un costume, chiesero alle loro mamme i ritagli di stoffa avanzati da ciascun costume e li portarono alla mamma di Arlecchino, perché ne facesse un costume. La mamma cucì insieme tutti i ritagli e gli scampoli di stoffa: nacque così il costume più colorato e più originale del Carnevale.

ARLECCHINO NELLA COMMEDIA DELL’ARTE

Arlecchino è una maschera nata in seno alla Commedia dell’Arte. Arlecchino (Arlechì in dialetto bergamasco) rappresenta il servo astuto, mescolando tra loro la figura dello Zanni (un’altra maschera della Commedia dell’Arte con caratteristiche simili) e le figure degli Arlequin francesi. Gli Arlequin erano demoni farseschi, dai quali è ripresa la maschera nera col lungo naso adunco (in origine rappresentava un corno demoniaco). Nella Commedia dell’Arte Arlecchino è un servo imbroglione, pigro e non troppo intelligente. Arlecchino non riesce quasi mai ad ingannare il suo padrone o gli altri servi.

Se vuoi approfondire le origini della maschera di Arlecchino nella Commedia dell’Arte e le sue radici storiche popolari, ti suggeriamo di leggere la scheda che gli ha dedicato l’Enciclopedia Treccani.

LA MASCHERA DI ARLECCHINO: DISEGNI DA STAMPARE E COLORARE

Clicca qui per scaricare questo disegno della maschera di Arlecchino.

Clicca qui per scaricare questo disegno della maschera di Arlecchino.

Clicca qui per scaricare questo disegno della maschera di Arlecchino.

Clicca qui per scaricare questo disegno della maschera di Arlecchino.

Clicca qui per scaricare questo disegno della maschera di Arlecchino.

Clicca qui per scaricare questo disegno della maschera di Arlecchino.

arlecchino la maschera

Clicca qui per scaricare questo disegno della maschera di Arlecchino.

FILASTROCCHE SU ARLECCHINO

Di seguito alcune filastrocche su Arlecchino. La figura di Arlecchino si presta ad una bella riflessione con i bambini, focalizzando l’attenzione su come, anche partendo da cenci colorati ed assemblati con fantasia, possa nascere un costume meraviglioso.

FILASTROCCA DI CARNEVALE

Danza lieta, mascherina,
danza fino a domattina!
Son coriandoli le stelle!
e i panini son frittelle.
Sono tutti sorridenti,
sono tutti assai contenti.
Lo sapete che Arlecchino
fu vestito, poverino,
con cenci regalati
dai bambini fortunati?
Arlecchino sorridente
è l’immagine vivente
dell’aiuto che può dare
chi anche agli altri sa pensare.
Danza lieta, mascherina,
danza fino a domattina!

ARLECCHINO

L. Maraldi

Con un saltello e un inchino
eccomi a voi: sono Arlecchino.
Son tra le maschere di Carnevale
la più festosa, la più geniale.
Il mio vestito? Fu una sorpresa,
lo cucì mamma con poca spesa
perché potessi ben figurare
al gran ballo di Carnevale.
So far scherzetti, son birichino,
rido alla vita come un bambino.
Saluto tutti anche a distanza
con un leggero passo di danza

IL VESTITO DI ARLECCHINO

Gianni Rodari

Per fare un vestito ad Arlecchino
ci mise una toppa Meneghino,
ne mise un’altra Pulcinella,
una Gianduia, una Brighella.
Pantalone, vecchio pidocchio,
ci mise uno strappo sul ginocchio,
e Stenterello, largo di mano
qualche macchia di vino toscano.
Colombina che lo cucì
fece un vestito stretto così.
Arlecchino lo mise lo stesso
ma ci stava un tantino perplesso.
Disse allora Balanzone,
bolognese dottorone:
“Ti assicuro e te lo giuro
che ti andrà bene li mese venturo
se osserverai la mia ricetta:
un giorno digiuno e l’altro bolletta!”.

SCOPRI LE ALTRE MASCHERE DI CARNEVALE

ALTRE RISORSE SUL CARNEVALE

Pin It on Pinterest