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La tristezza è un momento di crescita, non un nemico

Le lacrime non sono una debolezza. La tristezza non ci rende deboli, al contrario, ci fortifica e ci aiuta a costruire quelle risorse interiori che ci serviranno a superare i grandi ostacoli della vita.

  • Cos’è la tristezza per voi?

Secondo noi, un momento straordinario per crescere. Eppure, nella narrazione delle emozioni, la tristezza è una specie di buco nero: non mancano libri e idee per lavorarci; però, al momento pratico, di fronte ad un bambino triste, si cerca in tutti i modi di fargli tornare il buon umore. Dimenticandoci che essere tristi non è un male. E’ una richiesta della mente e del cuore di prendersi un attimo per pensare, un momento per ricostruire.

Molte grandi opere artistiche e letterarie sono nate in momenti di tristezza. La tristezza non è un nemico da combattere, ma una compagna da accogliere. E’ uno stato di transizione, è il momento in cui ci si prepara a reagire ad una sconfitta o a una ferita.

Solo la mente che riesce a rielaborare la propria tristezza sarà davvero forte. Questo è un messaggio educativo importante, che sta alla base dell’apprendimento per errori: l’errore avrà conseguenze e la tristezza sarà quasi certamente una di queste. Però, non bisogna scoraggiarsi: bisogna trovare nelle proprie lacrime una via d’uscita.

LASCIARE SPAZIO ALLA TRISTEZZA

Come insegnare ad un bambino a non temere la tristezza? Il primo passo è rispettare il suo pianto e il suo stato emotivo, senza cercare di fargli tornare il sorriso a tutti i costi. E’ giusto che pianga, è giusto che possa rimanere da solo.

Questo non significa permettergli di fare ciò che vuole, regole e buone abitudini sono sacrosante. E’ però un invito a concedergli il tempo e la possibilità di elaborare da solo la propria emozione.

Di fronte ad un momento di tristezza, è importante esserci, ma senza invadere gli spazi del bambino: l’adulto deve essere un punto di riferimento disponibile ed accogliente. Saranno i piccoli, una volta rielaborata la tristezza, a cercare un abbraccio.

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I GIOCHI CHE CALMANO I BAMBINI

Bambini che non stanno fermi un secondo: che problema! Vi capita mai di non avere un momento di tregua? E’ normale: per mamme e animatori, intrattenere i bambini nei momenti liberi è un incubo. Però, con un pizzico di strategia e i giusti ferri del mestiere, riusciremo a sopravvivere al meglio, calmando i più piccoli e facendoli anche divertire.

Ecco un elenco di cinque soluzioni da sperimentare:

Busy bag

Queste bustine anglosassoni spopolano: una soluzione tascabile e da viaggio per intrattenere i bambini durante i piccoli momenti di attesa (ad esempio al ristorante, o dal medico). Realizzarle è semplice: è sufficiente prendere una piccola busta di plastica trasparente con una chiusura zip e realizzare un piccolo gioco da mettere all’interno.

Ecco alcune idee di giochi per i più piccoli:

  • puzzle con gli stecchini dei ghiaccioli
  • memory con i tappi di plastica delle bottiglie
  • lacci e perline per realizzare collane
  • puzzle di feltro
  • personaggi di feltro

Un memory con le tessere di legno o feltro è ottimo per essere custodito in una bustina di plastica.

Coloring

Il coloring, ovvero colorare un albo o dei fogli prestampati, è una delle attività che riescono ad intrattenere al meglio i bambini, specie quelli più grandicelli (3-5 anni). In commercio si trovano albi per tutti i gusti, ma potreste anche realizzare i vostri personaggi da colorare su un’agenda tascabile.

Pannelli delle attività

Non sono propriamente tascabili, ma un pannello delle attività può essere un ottimo compagno di viaggio. Un’alternativa sono i cubi delle attività, che esistono anche in piccolo formato. Se l’obiettivo è calmare un bambino in casa, avere un pannello delle attività o un cubo delle attività può essere un’ottima idea, specialmente tra i 2 e i 4 anni.

La tavola delle serrature è il pannello delle attività più venduto su Portale Bambini! Potete trovarlo qui

In commercio trovate numerosi modelli di pannelli e cubi delle attività, a prezzi contenuti (10-25€). Se siete amanti del bricolage, però, potreste realizzarne uno personalizzato, con le attività preferite dal vostro bambino.

Barattolo della calma

E’ famoso come rimedio simil-montessoriano (in realtà non ha nulla a che vedere con il metodo Montessori) per tranquillizzare i bambini. Non illudetevi: non ipnotizzerà i bambini. Però, vi regalerà qualche minuto di pace. Scoprite come realizzarne uno con una bottiglia di vetro, acqua e glitter sulla nostra pagina dedicata al barattolo della calma.

barattolo della calma

 

Laboratorio dei racconti

Nei momenti di attesa, inventare una storia insieme ai più piccoli può essere un’ottima idea. Come realizzare un laboratorio dei racconti? Si può provare con una busy bag modificata, che contenga dei cartoncini disegnati: su ciascun cartoncino ci dovrà essere un personaggio, un oggetto o un luogo. Si pescano a caso due cartoncini e si inventa una storia che contenga entrambi gli elementi. Alla base di un buon laboratorio dei racconti c’è la reciprocità: o si inventa insieme, o si lascia inventare il bambino ma si ascolta con attenzione la storia.

Queste attività renderanno i bambini degli angioletti?

Garantire un risultato sarebbe scorretto: i bambini sono tutti diversi tra loro. Qualcuno si incanterà a guardare il barattolo della calma, altri lo ignoreranno (e qualcuno potrebbe anche pensare di allenarsi nel lancio del peso con il suo bel barattolo). Si procede per tentativi, cercando di intuire i gusti del bambino e le sue attività preferite. Non sempre riusciranno, ma in tanti momenti, avere un’attività rilassante già pronta, è un vero e proprio salva-vita.

 

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I bambini devono essere felici, non i migliori

Un proverbio Indu dice che, per essere perfettamente felici, bisognerebbe non sapere nulla della propria felicità. Il problema è proprio questo: esiste un solo sentimento umano, per quanto puro, che non sia stato sfiorato da qualche più o meno impercettibile riflessione o elucubrazione sfociata poi in ovvietà?
Ci affanniamo a porci domande su qualsiasi cosa, a chiederci come essere felici. Finiamo per trasferire il concetto della felicità in altri ambiti, come la soddisfazione di status symbol, di aspettative condivise, di convenzioni. Sarò felice se divento ricco, sarò felice se farò il bravo a scuola, sarò felice se …

VINCE SOLO CHI AMA DAVVERO

Un esempio tra tutti: la competizione dilagante. Il voto migliore, la vittoria al calcetto, ma anche l’Iphone 8 o la vacanza nella località di tendenza. Si cerca di dare un valore quantitativo a ogni dimensione della felicità, quasi a soddisfare un bisogno.
A farne le spese sono soprattutto i più piccoli, che si trovano immersi in un mondo di aspettative, sia su quello che possono fare per essere felici, sia su quello che il mondo, genitori in primis, potrà fare per la loro felicità. Con risultati che si allontanano sempre di più dal benessere e dalla vera soddisfazione.
Cos’è la felicità? Non esiste una risposta univoca, ma è certo che si può essere felici soltanto amando ciò che si è e quello che si fa. Sin da bambini.

COACHING CREATIVO: IL POSTER DELLA FELICITÀ

Quando avevo cinque anni, mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita. Quando andai a scuola, mi domandarono come volessi essere da grande. Io scrissi “felice”. Mi dissero che non avevo capito il compito, e io dissi loro che non avevano capito la vita“.
John Lennon

In questa famosissima frase è racchiusa l’essenza della felicità. Provate ad aprire il quaderno dei vostri pensieri e scrivete “Voglio essere felice”. Non chiedetevi come (ora vi spieghiamo il perché). Prima però, un passo indietro: nella letteratura psicologica non esiste un concetto univoco di felicità. Martin Seligman, uno dei principali autori in materia, ha individuato tre dimensioni chiave della vita felice:

  • le emozioni positive e il piacere (la vita piacevole)
  • l’impegno (la vita impegnata)
  • il senso (la vita piena di significato)

A queste, negli anni, ha aggiunto le relazioni sociali positive (famiglia, amici, affetti) e il raggiungimento dei propri obiettivi.
Per essere felici bisogna essere in grado di far fiorire ciascuna di queste dimensioni, facendo attenzione al significato. Dare significato vuol dire apprezzare, essere grati e soddisfatti, laddove la soddisfazione nasce in primo luogo dalla conoscenza ed accettazione di se stessi.

A tutti i genitori che spesso dimenticano che bisogna essere felici, non essere i migliori, proponiamo un esercizio che si chiama “al meglio”. Provate a riflettere e raccontare un episodio in cui vi siete sentiti davvero al massimo: non migliori, non bravi, ma semplicemente desiderosi di portare avanti quel momento e quelle sensazioni in eterno.

  • Quali erano i vostri punti di forza in quel momento?
  • Eravate creativi, determinati, pazienti?
  • Cosa vi permetteva, in quel contesto, di essere così felici?

Provate a scriverlo o disegnarlo con i bambini, quasi fosse un fumetto. Diventerà il vostro poster della felicità. Ricordare quel momento vi aiuterà a tenere sempre a mente che la felicità è fatta di attimi preziosi e perderla alla ricerca di qualcosa che è solo confronto, esteriorità o, peggio, emulazione, non porta assolutamente a nulla.

UN LIBRO PER VOI: L’ALMANACCO DEL CUORE

Abbiamo realizzato questo almanacco come un percorso di crescita della durata di 90 giorni: attraverso 90 pensieri illustrati da colorare (accompagnati da un manuale di istruzioni e vari modi d’uso) potrete focalizzarvi su ciò che conta davvero. Questo libro è un vero e proprio eserciziario di coaching creativo per riscoprire la semplicità del benessere.
Per acquistarlo, cliccate sulla copertina qui sotto:

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Carta crespa: usiamola per realizzare lavoretti creativi

La carta crespa è una carta lavorata in modo tale di risultare piuttosto ruvida ed elastica. La carta crespa viene realizzata mediante un processo che prende il nome di “feltrazione” e prevede l’assemblaggio di fibre di cellulosa o di materiali di recupero, trattati prima in sospensione acquosa ed in un secondo momento disidratati ed essiccati. Dalla lavorazione nascono i fogli con una superficie caratterizzata da una trama di pieghe piccole e sottili, ruvida ed elastica, estremamente versatile

Si trova facilmente nelle cartolerie, venduta in rotoli assortiti di svariati colori.

Perché usare la carta crespa con i bambini

La carta crespa si manipola facilmente e permette di creare diverse forme, bisogna solo avere l’accortezza di toccarla con la dovuta delicatezza per non strapparla e il gioco sarà fatto. E’ u.n materiale estremamente duttile, indicato anche per i lavoretti con i più piccoli, che si potranno esercitare a piegare ed appallottolare. Qui di seguito vi forniamo qualche spunto creativo, tra quelli più comuni da provare con la carta crespa.

Fiori con la carta crespa

I fiori sono un vero e proprio classico da realizzare con la carta crespa. Per realizzarli, dovrete ritagliare una lunga striscia di carta crespa ed incollarla arrotolandola su un supporto rigido (una cannuccia o uno stecchino per gli spiedini). Con le forbici, incidete il lato superiore della striscia, realizzando i petali del fiore: ispiratevi a questi modelli per dare la forma ai vostri petali.

Farfalle di carta crespa

Realizzare delle farfalline colorate con la carta crespa è semplicissimo: ritagliate un quadrato di carta crespa, poi, con del filo da cucino o uno spago, chiudetelo al centro e arrotolate per bene. Otterrete una forma simile a quella di una farfalla con le ali spiegate. Potete anche ritagliare i due lati delle ali con le forbici, per renderle più eleganti.

Quadretti con la carta crespa

La carta crespa viene spesso utilizzata per realizzare dei quadretti in rilievo. Come fare? Su un foglio da disegno (A4 o A3), si realizza la base. Ad esempio, un albero, con il tronco ed i rami. Dopo aver colorato e rifinito la base, si preparano delle piccole palline di carta crespa (i bambini adorano arrotolarle) che verranno incollate sul foglio. Nel caso dell’albero, potremmo realizzare foglie e fiori con le palline di carta crespa.

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I legami forti si nutrono di tre parole: “Ti voglio bene”

Alla base di ogni famiglia felice c’è una frase: “Ti voglio bene”

L’abc della felicità è talmente semplice che a volte ce lo scordiamo. Educare non è semplice, mettersi nei panni degli altri nemmeno, trovare il giusto equilibrio in famiglia sembra addirittura un’impresa da Guiness dei Primati. Perché è tutto così difficile?

La mente si arricchisce di quel che riceve, il cuore di quel che dà.
(Victor Hugo)

In questa frase c’è la risposta a tanti dei perché che ci affliggono, come genitori e come adulti. I legami familiari e, più in generale, i legami tra persone amiche, affetti o anche semplicemente conoscenti, si nutrono di empatia e rispetto.

Diciamo “Ti voglio bene” ogni volta che possiamo

Ciascuno di noi ha caratteristiche che lo rendono unico e, in virtù di questo, diverso dagli altri. Anche nel dimostrare il nostro affetto c’è chi è più aperto, chi più introverso e questa diversità nei modi può generare incomprensioni.

Il cuore non ha regole e per questo possiamo solo limitarci a seguire una buona norma: non dimentichiamoci di dire e far sentire il nostro “Ti voglio bene”. Una carezza, un abbraccio, ma anche quelle tre parole che, dette con sincerità, cambiano la giornata. Non abbiate paura di dirle: a una mamma, a un papà, ai bambini e ai nonni. Tutti abbiamo bisogno di quelle tre potentissime parole: “Ti voglio bene”.

Traduciamo il nostro “Ti voglio bene” in azioni di empatia e rispetto

Le case felici sono costruite con mattoni di pazienza
(Harold E. Kohn)

Teniamo a mente questa frase e portiamola nelle nostre vite: non sempre è facile metterci nei panni degli altri, non sempre è facile trovare gli equilibri in una famiglia, ma il nostro “ti voglio bene”, tradotto in azioni, ci aiuterà a tener saldi i rapporti e rafforzarli nel tempo.

SPUNT-ESERCIZIO: un “Ti voglio bene” al giorno porta felicità tutto intorno

Cosa significa dire “Ti voglio bene” e tradurlo in azioni? Significa nutrire i rapporti familiari di empatia e rispetto. Di seguito alcuni spunti da portare ogni giorno nelle nostre vite:

  • Valorizziamo gli sforzi: sentirsi dire che il nostro sforzo è stato apprezzato ci aiuterà a proseguire
  • Dividiamoci i compiti e chiudiamo un occhio se non è tutto perfetto. Lo sarà nel tempo
  • Rispettiamo diritti e doveri: come i doveri, vanno rispettati i diritti. Ogni membro della famiglia, adulti compresi, hanno diritto all’empatia e alla comprensione. Ognuno deve sforzarsi di fare un passo verso l’altro, in modo tale che non sia sempre la stessa persona a dover cedere
  • Diciamo “Ti voglio bene” anche quando ci sembra superfluo

Le parole contano, contano eccome. Anche quando ci sembra che i nostri gesti parlino per noi, nel dubbio fermiamoci e diciamo “Ti voglio bene”. Alleniamoci alla lentezza del cuore, che ha volte ha bisogno della lentezza di una frase, nel turbinio di azioni, fatte con amore, si intende, ma intrise di frenesia che ci consuma.

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Casette di cartone: dove trovarle e come costruirle

Oggi parliamo di un gioco-accessorio-costruzione che i bambini adorano: è un vero must have per tutte le famiglie creative e, con un po’ di buona volontà, si realizza a costo zero; stiamo parlando delle casette di cartone!

Quando eri piccola/o avevi un “rifugio”, un piccolo spazio tutto tuo, in cui leggere e riflettere sulla vita e in cui invitare gli ospiti speciali?
I bambini adorano gli spazi magici, che costruiscono con materiali di fortuna e tanta fantasia: spesso si tratta di cose semplici: due sedie e una coperta, a formare una tenda di fortuna, un armadio in cui rintanarsi, una casetta di cartone.

E proprio delle casette di cartone ci occuperemo in questo speciale: sono economiche, altamente personalizzabili e sicure. Un giocattolo ideale per realizzare un rifugio incantato per bambini.

CASETTE DI CARTONE FAI DA TE

Realizzare una casetta di cartone è semplicissimo: è sufficiente mettere da parte un paio di scatoloni per imballaggi di grosse dimensioni e successivamente ricavarne un tetto, porte e finestre. Potresti ispirarti a questo modello:

casette di cartone per bambini

Oppure a questo, se ti senti in vena di professionismo:

casette di cartone bellissime

Costruire una casetta come questa non sarà semplicissimo: occorrono determinazione, fantasia e dovrai raccogliere cartoni per qualche settimana. Però, che soddisfazione avere un angolo della casa strutturato così! Possiamo solo immaginare la gioia di questi bimbi!

Cosa ti serve per realizzare una casetta di cartone:

  • scatoloni di grosse dimensioni (ad esempio, quelli utilizzati per l’imballaggio degli elettrodomestici)
  • cutter
  • nastro adesivo o colla a caldo

Il cutter, o taglierino, è indispensabile per tagliare il cartone in modo preciso, soprattutto per ricavare porte e finestre. Quest’operazione, però, deve essere eseguita da un adulto. Per questi lavoretti, di solito, utilizziamo un cutter con manico a coltello (come questo), decisamente più maneggievole quando si taglia al di fuori di un piano di lavoro.

Qualche consiglio:

  • porta e finestre si realizzano in cinque minuti con il cutter; attenzione a mettere in sicurezza i bimbi mentre tagli
  • per il tetto, l’ideale è utilizzare le due alette di cartone all’estremità della scatola (quelle per aprirla/chiuderla): tagliane due, inclina le due rimanenti in posizione spiovente e fissale con dei piccoli triangoli di cartone all’interno.
  • decora la tua casetta con quadretti sulle pareti, zentangle, soprammobili di pasta sale e quel che altro ti pare; scopri tantissime idee creative all’interno della nostra sezione lavoretti creativi

CASETTE DI CARTONE PRONTE DA MONTARE

In commercio si trovano diversi modelli di casette di cartone pronte da montare. Solitamente noi, tra una soluzione commerciale e il fai da te, preferiamo l’artigianalità; in questo caso, però, anche le casette che trovate in vendita possono essere ampiamente personalizzate: i bimbi possono colorarle, decorarle incollando fogli e carta crespa, foderarle, addobbarle e arredarle.

In sostanza: l’unica differenza è il prezzo. Se per te è ok spendere 20-40€ per una casetta già pronta, puoi ordinarla e riceverla in pochi giorni. In particolare, ti segnaliamo questi due modelli (semplici ed economici):

casetta di cartone per bambini
La trovi qui: AMAZON.IT

Questo modello, sempre intorno ai 25€, è completamente da colorare, a tema giungla tropicale.

casette di cartone
La trovi qui: AMAZON.IT

Se invece vuoi una scelta più ampia e scoprire cosa offrono i vari produttori, dai un’occhiata al catalogo. Si possono trovare prodotti per tutti i gusti (persino una casetta a forma di space shuttle)! E ricorda che il cartone è un materiale universale e compatibile: potresti iniziare da una di queste casette e poi ampliarla in modo artigianale con un garage, un balconcino e chissà cos’altro, semplicemente incollando o fissando col nastro gli ambienti aggiuntivi.

MANUTENZIONE DELLA CASETTA DI CARTONE

Non appena montata e colorata, la casetta di cartone ti sembrerà perfetta: un rifugio magnifico per leggere e confidarsi, pronto ad accompagnare i bambini nella loro crescita. Niente di più sbagliato! Già dopo la prima settimana il cartone comincerà a mostrare segni di cedimento: non è un materiale progettato per sostenere l’impeto dei più piccoli.

Questo, però, non è un problema. Anzi, per noi è un punto di forza: queste casette necessiteranno di una manutenzione costante: un rattoppo di qua, un rinforzo di là, un po’ di carta crespa per coprire questo e quel buco, il tetto da rifare. Il cartone è un materiale di uso talmente comune che trovare pezzi di ricambio e accessori non è per nulla difficile. Inoltre, grazie al peso contenuto, se anche la casetta dovesse crollare, nessuno si farebbe male.

Rispetto ai giocattoli e ai playground di plastica, così asettici e impersonali, la casetta di cartone sarà un elemento vivo della casa, una parte integrante dell’arredo e della popolazione bambina; un simbolo della fantasia e della creatività.

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