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Avete già un giardino delle fate? E’ così bello!

Gnomi e fate popolano da sempre la fantasia dei più piccoli. Nella stagione autunnale, i colori e le atmosfere incentivano ad esplorare la magia dei boschi e scoprire gli abitanti che li popolano. Qualche giorno fa abbiamo parlato del foliage e di come questo periodo dell’anno, in cui le foglie cadono per rinnovarsi in primavera, più verdi che mai, ci insegni il potere del cambiamento.

L’autunno però ci regala altre magie: ad esempio, grazie ai materiali che si possono raccogliere durante una passeggiata fuori porta, è possibile realizzare semplici laboratori e creare i personaggi tanto amati dai bambini, fate e gnomi in primis. I doni della natura, foglie, sassolini, castagne, diventano materiali preziosi e sempre nuovi. Qui di seguito qualche idea per lavorare e stupirsi insieme.

CREIAMO UN GIARDINO DELLE FATE O DEGLI GNOMI

Se hai un giardino – ma basta anche un balcone o un terrazzino – potrai approfittare di questi spazio per creare un laboratorio incantato con i bimbi. Spesso l’autunno e l’inverno ci costringono a trascorrere più tempo in casa a causa delle giornate di pioggia e, in questi casi, è buona norma trovare valide alternative per impegnare il tempo di grandi e piccini. Oggi ti proponiamo il giardino delle fate.

Si tratta di un angolo che potrai ricreare nel verde, con un piccolo habitat in miniatura per le amiche fate (o gli amici gnomi). Non esiste una regola per realizzare un giardino di questo tipo e progettarlo insieme a tutta la famiglia più diventare un momento divertente all’insegna della creatività. E’ anche un’occasione per fare giardinaggio e scoprire le piante autunnali ed invernali. Qui ti diamo solo qualche linea guida per iniziare; potrai aggiungere quello che preferisci:

  • Prendi un vaso capiente e coloralo con i colori che più ti piacciono; in alternativa potrai usare una cassetta della frutta, sempre riverniciandola, oppure un vasetto di vetro.
  • Scegli piante stagionali per ricreare l’habitat di fate e gnomi: è meglio scegliere piante invernali, che non temono il freddo e che sbocciano anche nei mesi più gelidi. Tra queste troviamo le eriche, con le loro sfumature violacee.
  • Ricordati di personalizzare l’ambiente con un semplice vialetto in miniatura, con ghiaia e sassolini.
  • Ricrea un ambiente dove gnomi e fate possano rifocillarsi: ad esempio con dei sassolini colorati potete realizzare tavolo e sedute.
  • A questo punto immaginati come potrebbe essere la casetta per i tuoi amici fatati: mobili, tazzine, piattini. Potresti riutilizzare alcuni degli accessori che hai, magari buttati in qualche angolo della casa, oppure realizzarli ex novo con pasta sale o cartoncino.
  • E ora, che ne dici di realizzare i protagonisti delle tue storie: potrai usare delle pigne, realizzando il volto su una pallina da ping pong e i cappellini con del feltro per gli gnomi. Per le fate puoi dipingere le pigne di qualche colore vivace, applicando delle ali colorate e un cappellino glitterato.

Si tratta solo di spunti, ovviamente, ma l’importante è far scatenare la voglia di fantasia.

FELICE COME UN FIORE: L’EBOOK PER TUTTI I CREATIVI

Se ti piace il mondo incantato di fate e gnomi, provate a dare un’occhiata all’ebook Felice come un FIORE, dove abbiamo raccolto un po’ delle esperienze e dei laboratori creativi sperimentati in questi anni. L’idea è quella di mettersi alla prova, proprio attraverso la creatività, lavorando su se stessi.

Nel libro troverai cinque laboratori, uno per ciascun capitolo della storia. Ti permetteranno di realizzare gli strumenti del vero folletto e scoprire il non-metodo FIORE:

  • come fare un fioramuleto
  • come realizzare la bussola del cuore
  • come costruire un fogliacorno
  • come creare un lucecappello
  • come scrivere la pergamena del sorriso

In questo caso, le fate e gli gnomi sarete voi nello splendido giardino del cuore che si chiama famiglia.

 

 

 

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Fair Play: impariamo la lealtà e il rispetto da Pallard

L’importanza del fair play

Vi è mai capitato di pensare che al mondo non ci sia lealtà? Che servirebbe lavorare sul gioco sportivo come valore? Sul rispetto delle regole ma, soprattutto, degli altri?

In effetti a scuola questo tema viene trattato solo in modo marginale, mentre nel mondo in cui viviamo meriterebbe un’ora ogni settimana! Vogliamo presentarvi il progetto S.C.U.O.L.A., tra i pochissimi operativi in Italia per insegnare il fair play e i valori dello sport. Un laboratorio didattico e creativo per sfornare piccoli cavalieri insomma!

E quel che è meglio, questo progetto si appoggia ad un personaggio fantastico e alle sue avventure galattiche. Insomma, ci sono tutti i presupposti perché sia amato dai bambini.

Il fair play viene da un’altra Galassia

Cornelius Pallard è arrivato sulla terra per parlare ai nostri bambini di Fair Play nella vita. Ha scelto di iniziare entrando tra i banchi delle scuole italiane primarie e secondarie di primo grado, per interagire con tutti i piccoli amici terrestri di età compresa tra gli 8 ed i 13 anni.

Ma chi è Cornelius Pallard? Cornelius Pallard – per gli amici Pallard – è un nuovo personaggio dei fumetti, simbolo del bene e detentore di tutti i valori dello sport, nato dalla mente creativa di Manuela Trombetta e Mauro Grimaldi. E’ il protagonista di un percorso ludico-valoriale-sportivo – denominato Progetto S.C.U.O.L.A. – rivolto alle scuole e proposto da ASI (Ente di Promozione Sportiva del CONI) in collaborazione con UNICEF.

Il Progetto è inserito nel catalogo scuole 2017-2018 di UNICEF ed è gratuito sia per le famiglie che per la scuola, in quanto sostenuto dalle aziende private o da quei cittadini che vorranno donare i materiali didattici ad una o più classi.

I RUOLI DEI PERSONAGGI

Pallard vive in una lontana Galassia ed è il custode del pianeta Sferix dove si gioca prevalentemente a calcio. E’ arrivato sulla Terra insieme ai suoi amati nipotini per far confrontare i nostri bambini con un modello valoriale corretto: Lunetta simbolo di onestà e di rispetto delle regole, Tiki Taka simbolo di determinazione ed impegno, Matthews simbolo del rispetto della salute e dell’ambiente e Panola simbolo di pace, di rispetto per gli altri e di solidarietà. Con loro ci sono altri amici che custodiscono le regole degli sport: Pivottino custode della Pallacanestro sul pianeta Baskio; Haka custode del rugby sul pianeta Metha; Ondina custode del nuoto su Akua. C’è poi Isa, custode dell’acceleratore sportivo, che convoglia l’energia sportiva e combatte ogni pigrizia.

Ma come sempre c’è chi di quest’ordine proprio non ne vuole sapere e cerca in ogni maniera di rompere l’equilibrio perfetto: il perfido Avidik, pronto a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri fantastici protagonisti ed ai piccoli alunni terrestri!

IL METODO

Un impianto creativo a fumetti, quindi, da cui partire in allegria per stimolare in classe la creatività e la partecipazione dei più piccoli, nella ricerca del Fair Play – ovvero del gioco giusto – nello sport, ma soprattutto nella vita.

Il Rispetto delle regole in campo è importante, ma quali sono le regole che si devono rispettare quando si è a scuola? O a casa? O quando si è a tavola? O se si incontra qualcuno in difficoltà? Lo diranno i bambini stessi, guidati dai docenti, dai genitori ed ovviamente con l’aiuto di Pallard. Ciascun bambino sarà stimolato a ragionare, a esprimere la sua opinione, a sviluppare il suo senso critico su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, apprenderà attraverso un metodo induttivo e divertente l’importanza di rispettare gli altri, di non essere violenti, di impegnarsi nello studio, di alimentarsi bene e soprattutto scegliere uno sport da fare. Tante le letture, gli aneddoti, le curiosità sullo sport, giochi e storie a fumetti che divertiranno i piccoli.

Il Progetto S.C.U.O.L.A. (acronimo di Sport Corretto Unito Onesto Leale Atletico) si rivolge sia alle scuole che ai genitori, ponendo sempre al centro i bambini. Il format prevede:

  • la consegna a ciascun bambino di un libro didattico illustrato di 200 pagine che utilizzerà nel corso dell’anno
  • schede con attività per gli insegnanti
  • un gioco valoriale del G.O.A.L. (Gioco Onesto Atletico Leale)
  • attività sportive da far fare a scuola o in eventi extra scolastici con il supporto di personale ASI
  • attività solidali a favore di UNICEF per un sostegno ai bambini in difficoltà
  • momenti formativi per i genitori e per i docenti
  • una tessera con sconti e servizi ad uso delle famiglie
  • una newsletter per i genitori dove mensilmente verranno affrontati temi di interesse con l’aiuto di pediatri, nutrizionisti, medici, psicologi o specialisti sportivi
  • attività volte alla prevenzione della salute dei piccoli

PROPONI ALLA TUA SCUOLA DI ACCOGLIERE PALLARD ED I SUOI AMICI!

Proponi alla Dirigente Scolastica della scuola di tuo figlio di aderire al più presto per entrare nella lista di scuole che per prime riceveranno il materiale didattico. Basta richiederlo alla mail progettoscuola@galateacomunicazione.it oppure a manuela.trombetta@gmail.com

a cura di Portale Bambini 
in collaborazione con Manuela Trombetta

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Creare un laboratorio di fiabe per educare alla felicità

Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.

Questa frase di Gilbert Keith Chesterton racchiude tutto il potere di quei “C’era una volta” che tanto amiamo. Luoghi incantati, ma anche personaggi avventurosi e straordinari che ci insegnano, attraverso un viaggio nell’immaginazione, a credere nei sogni, ad essere coraggiosi e determinati, ad amare ed essere altruisti.

 La fiaba, momento di ascolto e di confronto

La lettura e l’ascolto di una fiaba contribuiscono allo sviluppo emotivo ed affettivo del bambino e, contemporaneamente, fanno bene all’adulto, che ritaglia del tempo “lento” per raccontare e raccontarsi. Dei benefici della lettura avevamo già parlato nel nostro articolo Leggere ai bambini fa bene agli adulti: la lettura favorisce l’empatia e permette al narratore adulto di sintonizzarsi con la sua parte ‘infantile’ dimenticata.

La fiaba costituisce un importante momento di confronto anche per il bambino che, attraverso l’ascolto, viene sollecitato nello sviluppo del pensiero razionale e del pensiero fantastico, arricchendo il linguaggio e la capacità personale di espressione e racconto.


La fiaba, ambiente educativo di apprendimento

Le fiabe sono concepite come strutture narrative che danno forma, senso e significato a una ‘realtà’ condivisa. Rappresentano una metafora della vita, la raffigurazione di concetti astratti presenti nel quotidiano, come il bene, il male, il bisogno, la sfortuna, la morte. Raccontare una fiaba significa provare a dire ciò che è difficile spiegare nella vissuto di ogni giorno: si tratta di un percorso di crescita, un processo di individuazione pieno di difficoltà, durante il quale non si ottiene “tutto e subito”.

Come creare un laboratorio di fiabe con i bambini

Abbiamo visto che creare una fiaba non rappresenta solo un atto ricco di valenze simboliche, ma è un vero e proprio atto di amore. Noi aggiungiamo che questo atto d’amore diventa nel tempo un passaporto per il pensiero divergente, grazie alla creazione di mondi fantastici. L’immaginazione è una risorsa imprescindibile per conquistare un pensiero libero, uno spirito indipendente, una mente creativa.

Un laboratorio di fiabe è uno spazio privilegiato per potenziare l’ascolto condiviso, lo sviluppo del pensiero narrativo, la capacità di immaginare e fantasticare. Non è difficile crearne uno, seguendo qualche accorgimento:

  • Date un’identità al laboratorio, scegliendo uno spazio fisso e creando un cerchio delle storie (una prassi molto simile a quella proposta dal circle time). Lo spazio circolare aiuta ad annullare le distanze e favorisce l’ascolto e la condivisione.
  • Create il vostro rito: se ci pensate, come nel teatro, la narrazione si nutre di ritualità, che rafforza l’identità del percorso ed amplifica il piacere dell’esperienza. Inventate un rito di apertura per iniziare il laboratorio (un saluto particolare, una canzone …) ed un rito di chiusura. Dovranno essere due momenti giocosi e coinvolgenti.
  • Narrate con passione e senza fretta: la voce deve far appassionare i bambini alla storia. Accelerate .. rallentate … create delle sospensioni temporali … gustatevi un attimo di silenzio. La fretta è bandita: non si va mai di corsa! Per i bambini il piacere di ascoltare nasce dallo stupore: cosa accade ora? E poi cosa succederà?
  • Sperimentate la ricchezza dei linguaggi espressivi: la narrazione può essere tradotta o trasferita in altre esperienze espressive e creative. Già il semplice (apparentemente!) atto di disegnare la fiaba è un’elaborazione importante da parte del bambino. Rappresentare graficamente i contenuti narrativi aiuta a personalizzare ed interiorizzare quanto è stato ascoltato.

Le fiabe per costruire relazioni felici

Le fiabe aiutano i genitori a trovare spunti interessanti ed acquisire consapevolezza del mondo emotivo dei propri figli. A questo proposito, per approfondire, vi segnaliamo “Le fiabe per… costruire relazioni felici. Un aiuto per grandi e piccini” (edito da FrancoAngeli). E’ un libro pensato per genitori, ma anche per educatori, nonni, babysitter, insegnanti, allenatori. L’obiettivo è sollecitare, coltivare, innaffiare nuove modalità possibili di stare insieme, di comportarsi reciprocamente.

Le autrici Daniela Marinaro e Cristina Rota spiegano che “Il libro descrive creativamente una serie di situazioni tipiche che coinvolgono adulti e ragazzi; per ognuna di esse, attraverso lo svolgimento di una fiaba, propone riflessioni e suggerimenti per valutare le nostre azioni, contestualizzare le reazioni dei più piccoli, gestire l’emotività, provare a trarre quindi il massimo beneficio e soddisfazione dal nostro compito di educatori”.

La fiaba diventa così un modo di costruire relazioni felici, lavorando insieme, in modo creativo, sui significati e sulle interpretazioni che ciascuno dà, agli eventi della narrazione e, più in generale, della vita.

a cura di Alessia de Falco

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Il silenzio che ci rende forti e ci fa crescere

Avete mai provato a rimanere in silenzio a contemplare la natura? Avete mai provato a rimanere in silenzio, senza far nulla? Per dieci minuti, non di più.

Nel mondo in cui viviamo, perennemente connesso, il rumore ha assunto dimensioni imbarazzanti. Non soltanto quello del traffico o dei call-center. Siamo sopraffatti da un rumore di fondo mentale, un vociare costituito da notifiche e programmi tv. La nostra mente è sempre distratta: i rumori ottengono proprio questo scopo, strapparle anche solo un attimo di attenzione.

Leggendo un articolo sull’importanza del silenzio, ci siamo convinti a proporre questo tema anche nell’ottica di crescere attraverso l’educazione. In effetti, avevamo parlato di noia come carburante per la creatività e per la personalità, ma mai dei benefici di chi riesce a godere del silenzio.

L’opportunità di rimanere in silenzio

Tempo fa, rimanere in silenzio era un castigo per i bambini irrequieti, per chi esagerava. Oggi dovremmo dire che è un’opportunità: il momento del silenzio è uno dei pochi momenti di vera introspezione a cui ancora possiamo accedere. La mente, nel momento in cui smette di prestare attenzione agli stimoli di rumore esterno, è libera di guardare dentro di sé e di crescere.

Inoltre, apprezzare i momenti di silenzio è un aiuto prezioso nella gestione dello stress. Imparare a conoscersi e comprendere quando è il momento di staccare la spina, di isolarsi per un po’ (giusto il tempo di ricaricare le batterie). Se rimaniamo in silenzio e ci ascoltiamo, questo recupero sarà più veloce e più efficace.

Ecco qualche domanda per entrare nel vivo della questione:

  • avete paura del silenzio? 
  • vi capita mai di apprezzare un momento di silenzio? 
  • quanto/quando?

Avete risposto? Allora siete pronti per procedere con la pratica!

SPUNT-ESERCIZIO: gioco del silenzio 2.0

Come insegnare ai bambini ad apprezzare il silenzio? Secondo noi, la soluzione ottimale è realizzare un momento a metà strada tra il gioco (il famoso gioco del silenzio, che però non riscuote un grande successo) e un rituale da condividere.
Bisogna ritagliarsi cinque minuti, una volta alla settimana – ma potrebbero essere di più, di meno o quanto vi pare – in cui esercitarsi tutti insieme. Seduti sul tappeto, oppure in cameretta, dare vita ad uno spazio-tempo dedicato al silenzio e ad ascoltare se stessi. Inizialmente per i bambini sarà buffo, ma i benefici saranno quasi immediati. Questa attività, tra l’altro, riesce a calmare i piccoli molto più di tablet o tv; l’importante è sapersi mettere in gioco.

Naturalmente, il tema del silenzio si lega strettamente a quello della mindfulness: se vi avventurate sul sentiero dell’attenzione cosciente, la mindfulness appunto, imparerete ad amare ed esercitare il silenzio. Per cominciare, vi proponiamo due esercizi da sperimentare con i bambini(un’introduzione ludica alla meditazione): l’omino del latte e il budino.

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Le magie della carta: tre lab per scatenare la creatività

Carta e cartoncino sono amici della creatività e … Del portafoglio. Siamo spesso portati a pensare che, per stimolare i più piccoli, servano laboratori specifici o chissà quali materiali. Per cui spesso ci scoraggiamo, di fronte all’impossibilità di frequentare corsi ad hoc o di recuperare nei colorifici o nei negozi specializzati tutto ciò che ci serve. Oggi vi vogliamo parlare di un materiale davvero a portata di mano: la carta. E’ il primo e più facile strumento per far sbizzarrire la fantasia.

Lavorare con la carta: cosa impara il bambino

Lavorare con la carta è un passatempo utile e divertente che aiuta a sviluppare:

  • Motricità fine: tagliare, incollare e colorare sono attività che impegnano il bambino e lo aiutano a sviluppare la manualità. In un mondo spesso pigro, immobilizzato di fronte a tv e smartphone, il fare aiuta il pensare.
  • Concentrazione: oggi i bambini, immersi in una molteplicità di stimoli, faticano a mantere l’attenzione focalizzata. Allenarli con un laboratorio della carta è un buon modo per favorire la concentrazione ed il relax.
  • Creatività: circondati da giochi pre-confenzionati, i bambini hanno perso un po’ l’entusiasmo per le cose semplici. Creare qualcosa da zero insegna ad apprezzare la semplicità e anche “l’arte dell’arrangiarsi.

Tre lab con la carta per i più piccoli

Facciamo le lanterne di carta
Per iniziare, proviamo con una forma cilindrica. Ritagliate due cilindri nella carta, ricavando delle strisce (ricordandovi di non tagliare fino in cima). Poi unite i cilindri facendoli combaciare, attaccando tra di loro le varie strisce. Poi create la base, realizzando un cerchio che possa essere inserito all’interno del diametro del cilindro di base, dove applicherete il lumino ben saldato con il nastro adesivo. Ricordatevi di aggiungere un piccolo manico, sempre in carta, per poter poggiare la lanterna dove volete.

Realizziamo una casetta delle bambole portatile
E’ una soluzione pronta all’uso e d’effetto, utile per passare il tempo al ristorante o in viaggio. Per realizzare la mini casa delle bambole servono un cartoncino di riciclo e qualche personaggio minuscolo degli ovetti di cioccolata. Piegate il cartoncino a metà e disegnate la casa, facendovi aiutare dai bambini. Ecco pronta una scenografia da tenere in borsa.

Personalizziamo i segnalibri
Con i cartoncino si possono realizzare segnalibri colorati e divertenti. Basta disegnare come campione su cartoncino, un quadrato di 5 x 5 cm e un triangolo rettangolo di base e altezza 5 cm e diagonale 7 cm.
Una volta ritagliati, costituiranno il modello per realizzare tanti segnalibri da colorare e personalizzare con i musetti di animali (ad esempio la ranocchia, il cagnolino, il pesciolino colorato).

Un libro per sperimentare con la carta

Se volete saperne di più sui laboratori della carta, potete dare un’occhiata a 365 cose da fare con carta e cartone di Fiona Watt, un libro pensato per bambini dai sei anni in su, con tanti spunti per progetti e attività creative semplici, ma di grande effetto. Lo raccomandiamo a tutti i lettori per via delle idee semplici ma d’effetto che si trovano all’interno.

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L’amore tra bambini e animali li renderà adulti migliori

Il 4 ottobre è la Festa di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia. Nei dipinti è sovente raffigurato in compagnia dei tanto amati animali, con cui comunicava, cuore a cuore, come solo l’amore incondizionato sa fare. Al di là della sua storia, del suo cambio di vita così radicale (da figlio di un mercante a uomo umile e votato alla povertà), al di là dei messaggi religiosi che qui non affronteremo, ci piace pensare che a volte la storia ci regala pagine con insegnamenti universali.

Per noi San Francesco, ed il racconto che ne faremo ai bambini, è un’occasione per riflettere sul tema prezioso e profondo dell’empatia, a partire da chi non può comunicare a parole. E’ anche un’occasione per insegnare ai bambini ad amare e rispettare gli animali, rendendoli un domani adulti migliori.

San Francesco e gli animali: l’empatia che non ha bisogno di parole

L’empatia è l’arte di indossare i panni degli altri, di capire che cosa accade nella loro mente. Significa capire perché gli altri si sentono in un dato modo, senza il filtro del nostro punto di vista. Cosa ci insegna San Francesco? Fondamentalmente, ci insegna quello che viene detto in tanti libri che oggi diventano best-seller, mostrandoci parole nel tentativo di farle diventare mantra.


Perché gli animali possono insegnarci l’empatia meglio di chiunque altro

L’empatia non è solo una parola, è uno stile di vita. E parte dalle creature più piccole, più indifese, quelle che spesso vengono considerati “giochi” e poi abbandonate. Gli animali sono i migliori insegnanti di empatia, con il loro esserci privo di parola, ma fatto di cuore.

L’empatia è fatta di ascolto silenzioso. Quando si dice “bisogna calarsi nei panni degli altri”, spesso si incappa in un errore: troppo presi a capire, ci dimentichiamo di ascoltare. Proviamo ad immaginarci gatti, o cagnolini, accanto al nostro padrone: immaginiamo di poter sentire, senza parlare. Diventa più forte il gesto, nel momento del conforto, laddove la parola manca.

L’empatia è fatta di abbracci e carezze, Gli animali, con il loro strusciarsi sulle nostre gambe, o il loro scodinzolare, ci insegnano che quel “calarsi nei panni degli altri”, spesso significa solo ascoltare in silenzio. O tendere la mano per una carezza.

Insegniamo ai bambini l’amore per gli animali

Il dono più grande che possiamo fare ai nostri figli, anche da laici (perchè quello di San Francesco è un messaggio universalmente valido), è di interiorizzare semplicità ed empatia e renderle parte della nostra vita. Insegnare l’amore per gli animali è parte di questo percorso una filosofia di vita quotidiana. Come fare?

SPUNT-ESERCIZIO: lezioni di “animalità”

  • adottate un animale: l’ideale sarebbe poter ospitare in famiglia un animaletto e prendersene cura tutti insieme, scegliendolo con attenzione perché sia compatibile con lo stile di vita della famiglia. Questa è tuttavia una strada non sempre percorribile, a causa degli impegni di lavoro e della logistica. Se non siete certi di potergli dedicare il tempo e le attenzioni che merita, però, potete ovviare con i consigli successivi
  • leggete insieme libri sulla natura, imparando a conoscerla nel suo insieme e sottolineando l’importanza che ciascuna creatura riveste nell’ecosistema
  • fate gite immersi nella natura: ci sono tanti parchi dove fare gite fuori porta. Se non avete questa possibilità, optate per un acquario o un museo di storia naturale. Non è la stessa cosa, ma può ugualmente aiutarci a imparare/insegnare l’importanza di tutelare l’ambiente.
  • fate volontariato in un rifugio: quest’ultima opzione è la più sfidante, ma può insegnarci tantissimo; molte associazioni danno la possibilità anche ai privati di dare una mano con animali feriti o abbandonati e coinvolgere i bambini in quest’esperienza può essere il primo passo verso la responsabilizzazione che deriva dall’accudire un animale domestico

 

a cura di Alessia de Falco

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