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Disegni di Frozen da colorare

In questa sezione potete trovare tanti disegni di Frozen da colorare. Cliccate sui disegni o sui pulsanti colorati per stampare i file PDF da colorare.

Attenzione: queste immagini sono tratte liberamente dal web. I disegni da colorare qui presenti sono raccolti senza fine di lucro e sono disponibili gratuitamente per il download. Non siamo proprietari dei diritti d’autore dei personaggi presenti in questa pagina. Per richieste di rimozione ai sensi del DMCA, contattateci.

Disegni di Frozen da colorare

I benefici del coloring

Frozen è uno tra i cartoni animati preferiti dai bambini. In questa sezione potete stampare tanti disegni di Frozen da colorare per i più piccini.

Colorare è un’attività dai risvolti benefici: attraverso questa pratica, i bambini potranno allenare la muscolatura della mano ad impugnare correttamente lo strumento di scrittura (penna, matita, pennarello) e a sostenere lo sforzo fisico necessario ad esercitare il tratto. Sembra una sciocchezza, ma oggi i bambini sono abituati a reggere tra le mani smartphone e tablet per numerose ore ogni giorno, col risultato che i muscoli necessari alla scrittura si indeboliscono. Ecco perché così tanti bambini fanno fatica a scrivere! Abituarli a colorare sin da piccoli è un esercizio formidabile: se lo proponiamo attraverso il gioco, daremo loro una marcia in più. Infine, secondo alcuni studi scientifici l’attività del coloring aiuta i bambini ad eliminare lo stress e l’ansia. Benché non si tratti di un’attività terapeutica, è comunque una pratica molto rilassante.

I nostri disegni:

Tag: Frozen, disegni di Frozen, disegni di Frozen da colorare

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Il leone e l’asino

ll leone e l’asino è una favola di Esopo adatta ai bambini dai 6 anni in su.

Il leone e l’asino

Un leone e un asino si misero in società e decisero di andare a caccia insieme. Un giorno trovarono un gruppo di capre, nascoste in una grotta; il leone aspettò fuori, mentre l’asino entrò. Una volta nella grotta, terrorizzò le capre con il suo raglio. Le capre corsero fuori dalla grotta, dove trovarono il leone e furono divorate. Finito il banchetto, l’asino chiese al leone se aveva combattuto con valore. Il compagno, gli disse: “Avrei avuto paura di te anche io sentendoti ragliare, se non sapessi che sei solo un asino”.

Morale: Chi si vanta delle proprie gesta, può ingannare chi non lo conosce, ma non i propri compagni.

Scoprite le Favole Geometriche

Favole geometriche – (Esopo)

Età di lettura: da 3 anni
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Età di lettura: da 3 anni
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I due piccioni

l due piccioni è una favola di Jean de la Fontaine adatta ai bambini dai 6 anni in su.

I due piccioni

C’erano una volta due piccioni che vivevano insieme, come fratelli. Un giorno, uno dei due fu preso da una gran voglia di viaggiare e di vedere il mondo; così, chiamò l’altro e gli disse che sarebbe partito.
“Fratello mio” rispose l’altro piccione “Se te ne andrai, io non ti rivedrò mai più e soffrirò terribilmente; non abbandonarmi qui da solo”. Ma l’altro piccione, volle partire ugualmente e lo rassicurò che, entro pochi giorni, sarebbe tornato.

Aveva percorso poche miglia quando fu sorpreso da una tempesta, che lo costrinse a nascondersi nel tronco di un albero e gli infradiciò le penne. Ripartì col bel tempo e volò fino ad un campo, in cui vide un piccione e pensò di andare a salutarlo. Purtroppo, quel piccione era uno zimbello, una trappola, e così il piccione viaggiatore fu preso nella trappola di un cacciatore. Per fortuna, l’animale riuscì a liberarsi a colpi di becco e riprese il volo. Stava assaporando la libertà, quando un falco gli piombò addosso e lo ghermì tra i suoi artigli; il piccione sarebbe stato ucciso, se non fosse scesa dal cielo un’aquila: il falco, per sfuggirle, lasciò cadere il piccione, che volò via più veloce che poté.

Fu così che il piccione, passando sopra un prato, fu colpito da una pietra, lanciata da un fanciullo con la fionda. Il proiettile fracassò un’ala al piccione; la povera bestia, dopo quest’ultima sfortuna, decise di tornare a casa e si trascinò ferito fino al nido in cui lo aspettava il compagno.

Morale: Se vi prende il desiderio di partire per luoghi lontani e vivere avventure, è meglio cercare conforto in un amico e in voi stessi.

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Orsetti del cuore da colorare

In questa sezione potete trovare tanti orsetti del cuore da colorare. Cliccate sui disegni o sui pulsanti colorati per stampare i file PDF da colorare.

Attenzione: queste immagini sono tratte liberamente dal web. I disegni da colorare qui presenti sono raccolti senza fine di lucro e sono disponibili gratuitamente per il download. Non siamo proprietari dei diritti d’autore dei personaggi presenti in questa pagina. Per richieste di rimozione ai sensi del DMCA scrivete a: portalebambini@gmail.com

Orsetti del cuore da colorare

I benefici del coloring

Colorare è un’attività dai risvolti benefici: attraverso questa pratica, i bambini potranno allenare la muscolatura della mano ad impugnare correttamente lo strumento di scrittura (penna, matita, pennarello) e a sostenere lo sforzo fisico necessario ad esercitare il tratto. Sembra una sciocchezza, ma oggi i bambini sono abituati a reggere tra le mani smartphone e tablet per numerose ore ogni giorno, col risultato che i muscoli necessari alla scrittura si indeboliscono. Ecco perché così tanti bambini fanno fatica a scrivere! Abituarli a colorare sin da piccoli è un esercizio formidabile: se lo proponiamo attraverso il gioco, daremo loro una marcia in più. Infine, secondo alcuni studi scientifici l’attività del coloring aiuta i bambini ad eliminare lo stress e l’ansia. Benché non si tratti di un’attività terapeutica, è comunque una pratica molto rilassante.

Scoprite i nostri libri da colorare

Se vi piacciono i nostri disegni da colorare, scoprite gli album da colorare: li trovate in vendita su amazon.it, a soli € 3,90!

Libri da colorare per bambini – CANI

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I nostri disegni:

Tag: orsetti del cuore, orsetti del cuore da colorare, disegni orsetti del cuore

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Le 7 caratteristiche delle persone resilienti

Tutti sappiamo quanto sia importante la resilienza: decenni di studi psicologici e manageriali hanno individuato nella resilienza l’elemento chiave che ci permette di superare le difficoltà e di crescere. Ma quali sono le caratteristiche delle persone resilienti?

Secondo la prof. ssa Karen Reivich della University of Pennsylvania esistono otto dimensioni della resilienza. Se escludiamo la parte biologica (una delle otto dimensioni che influenzano la resilienza), esse sono:

  1. Autoconsapevolezza: la prima caratteristica delle persone resilienti è la capacità di riconoscere i propri stati emotivi e quello che avviene dentro di noi;
  2. Autoregolazione: la seconda caratteristica delle persone resilienti è la capacità di modificare i propri pensieri e il proprio comportamento in base alle circostanze; l’autoregolazione permette di pensare e di agire in base ai propri obiettivi e non esclusivamente in base ai propri desideri e agli impulsi. Anche la capacità di porsi degli obiettivi in modo efficace e strutturato rientra nella sfera dell’autoregolazione.
  3. Agilità mentale: la terza caratteristica delle persone resilienti è la capacità di guardare le cose da più punti di vista differenti. L’agilità mentale include tutte quelle abilità che ci permettono di definire un problema, di analizzarlo e di cercare soluzioni; il problem solving è un componente mentale dell’agilità mentale.
  4. Ottimismo: la caratteristica più importante delle persone resilienti. L’ottimismo, da quello che è emerso dagli studi scientifici, è un fattore protettivo importante per quanto riguarda le malattie cardiovascolari e allunga l’aspettativa di vita e la qualità della stessa. Non solo: le persone con uno stile di pensiero ottimistico sono naturalmente resilienti.
  5. Autoefficacia: le persone resilienti sanno di potercela fare; se una certa strada non è percorribile, ne individueranno un’altra. Per fare questo, è necessaria la consapevolezza di poter contare sulle proprie abilità per affrontare i problemi, ovvero il senso di autoefficacia.
  6. Relazioni sociali: la resilienza si sviluppa in presenza di una rete di sostegno; parenti e amici sono fondamentali nei momenti di difficoltà. Le persone resilienti hanno in comune una solida rete di relazioni sociali: avere delle persone su cui contare è una variabile cruciale per sviluppare la resilienza.
  7. Spiritualità: credere in qualcosa di grande, più grande di noi, è un elemento comune alla maggior parte delle persone resilienti. La nostra fede (in una religione, in una causa sociale o ambientale, in un ideale) ci permette di superare i nostri limiti.

Cosa hanno in comune queste sette dimensioni della resilienza? Sono nelle nostre mani: possiamo allenare ciascuna di queste aree attraverso semplici esercizi introspettivi. Non solo: possiamo allenare anche i nostri figli affinché, coltivando queste sfere della propria personalità, possano crescere sereni e resilienti.

PER EDUCARE CON LE FAVOLE:

Per aiutare i più piccoli a riconoscere le emozioni e a coltivare le buone pratiche che ci fanno stare meglio abbiamo scritto la raccolta di racconti “Cuorfolletto e i suoi amici”.

libri cuorfolletto e i suoi amici

TORNA A:

Fonti: Reivich, K., & Shatte, A. (2003). The Resilience Factor: 7 Keys to Finding your Inner Strength and Overcoming Life’s Hurdles. New York, NY: Broadway Books

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Crepet: I prof. dicono i no che i genitori non hanno mai detto ai figli

Alunni e genitori picchiano gli insegnanti, professor Crepet cosa è cambiato di tanto profondo nella scuola italiana?
Se tuo padre e tua madre non ti hanno mai detto un no da quando sei nato, il primo no che ti dice un esterno non lo accetti. L’educazione è una fatica che nessuno è più disposto a fare: coinvolge i genitori, i nonni, gli educatori, anche quelli fuori scuola a incominciare dall’ambito sportivo.
Tutto questo ha una ricaduta drammatica: è una generazione che non conosce più i sogni perché non sono state insegnate le passioni. A forza di dire di sì tutto diventa grigio, si perdono i colori.

Paolo Crepet

I toni di Crepet possono piacere o meno, però qualche domanda su sogni e passioni dobbiamo farcela: i nostri ragazzi hanno ancora delle grandi passioni? Passioni per cui sacrificherebbero volentieri il proprio tempo, per cui sono disposti a fare fatica?

Quello che notiamo è che l’abbondanza di stimoli, o meglio, l’eccesso di stimoli, finisce per sopprimere la passione. E qui entra in gioco l’educazione: fino a qualche decennio fa educare significava dare ai ragazzi opportunità. Il genitore-educatore permetteva ai figli di viaggiare, di studiare le lingue, di studiare la musica. Oggi, paradossalmente, educare significa togliere in modo consapevole.
Quei “no” a cui si riferisce Crepet non vanno detti con cattiveria o come forma di ritorno al passato; al contrario. Abbiamo bisogno di una generazione di genitori che comprenda quando il “no” aiuta a crescere, quando è il momento di togliere. La passione, così come la creatività, si sviluppa se viviamo in un ambiente ricco di stimoli, ma solo se abbiamo dei momenti di “vuoto” in cui elaborare e personalizzare gli stimoli a cui siamo sottoposti.
Ecco perché è così importante che i bambini abbiano spazi e tempi vuoti, in cui annoiarsi. Ecco perché è così importante che i genitori smettano di dare (con l’eccezione dell’amore sano, che non è mai troppo).

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