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Carlo Magno. Riassunto

Carlo Magno è stato uno dei sovrani europei più importanti dell’Alto Medioevo. In questo articolo troverete un riassunto sulla vita e sulle imprese Carlo Magno.

Carlo Magno. Riassunto

Carlo Magno nacque nel 742 dal re dei franchi Pipino il Breve. Alla morte del padre, divenne re insieme a suo fratello Carlomanno e in seguito alla morte di quest’ultimo, re dei franchi.

Carlo Magno cercò di unificare l’Europa occidentale dando vita a un unico grande impero, l’Impero Carolingio o Sacro Romano Impero, il primo dopo la caduta di quello romano.

Carlo Magno conquistò il regno dei longobardi sconfiggendo il re Desiderio, sconfisse i Sassoni e fermò l’avanzata dell’esercito islamico in Spagna.

Il 25 dicembre dell’800 fu incoronato imperatore da papa Leone III.

Carlo Magno suddivise il suo impero in comitati e marche, amministrate da conti e marchesi, suoi vassalli, cavalieri che avevano giurato fedeltà all’imperatore in cambio di terre (questo fenomeno prende il nome di feudalesimo). Inoltre promosse la cultura, fondò numerose scuole (la più importante era la Scuola Palatina di Aquisgrana) ed emanò le leggi capitolari, leggi valide in tutto l’impero.

Alla sua morte, avvenuta nell’814, divenne imperatore suo figlio, Ludovico il Pio.

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L’impero carolingio. Riassunto

In questo articolo troverai un riassunto sull’Impero Carolingio.

L’Impero Carolingio. Riassunto

L’Impero Carolingio fu fondato da Carlo Magno e nacque nell’800, quando il sovrano fu incoronato imperatore da papa Leone III.

L’Impero Carolingio era costituito dal regno dei Franchi (l’attuale Francia), dal regno longobardo (l’Italia centro-settentrionale) e dai territori sottratti a Sassoni, Bavari e Avari (Germania occidentale). La capitale dell’impero era Aquisgrana, in Germania.

L’Impero Carolingio fu il primo grande di religione cattolica dell’Alto Medioevo, nato dall’alleanza tra Papa e Imperatore.

L’impero era diviso in contee (o comitati) e marche, governate da conti e marchesi. Conti e Marchesi erano vassalli dell’imperatore: giuravano fedeltà al sovrano in cambio di un territorio da governare e di una rendita in denaro. Alla morte dei vassalli, le terre tornavano all’imperatore che poteva nominare un nuovo vassallo. In caso di guerra, i vassalli avevano il dovere di radunare un esercito e combattere al fianco dell’imperatore. L’imperatore invece si impegnava ad aiutarli se i loro territori fossero stati attaccati da un nemico.

L’imperatore emanava dei capitolari, leggi che valevano in tutto il territorio dell’impero.

L’imperatore inviava dei messaggeri, i missi dominici, ad ispezionare marche e contee, per controllare l’operato dei vassalli.

Carlo Magno promosse la cultura e le arti, aprì numerose scuole per insegnare latino, matematica, teologia, musica e canto. La scuola più importante era la Scuola Palatina, ad Aquisgrana. Questo movimento culturale prende il nome di Rinascimento carolingio.

Alla morte di Carlo Magno, nell’814, divenne imperatore suo figlio, Ludovico il Pio. Nell’843, i tre figli di Ludovico il Pio – Lotario, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico – firmarono il trattato di Verdun, che divideva l’impero in tre regni indipendenti. Questa data segna la fine dell’Impero Carolingio.

Date chiave:

  • 800
  • 814
  • 843

Parole chiave:

  • Vassallo
  • Capitolari
  • Missi dominici
  • Rinascimento Carolingio
  • Scuola Palatina
  • Trattato di Verdun

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L’Alto Medioevo. Riassunto

L’Alto Medioevo è il periodo storico che va dalla Caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.) all’Anno Mille (1000 d.C.). In questo articolo troverai un riassunto di questo affascinante periodo storico.

L’Alto Medioevo. Riassunto

Nel 476 il re barbaro Odoacre conquistò Roma ed esiliò l’ultimo imperatore, Romolo Augustolo. In seguito alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente e alle invasioni barbariche, in Europa si formarono i regni romano-barbarici.

L’Impero Romano d’Oriente invece sopravvisse alle invasioni barbariche e mantenne il controllo dell’Europa Orientale.

Nel VII secolo, nella penisola araba nacque una nuova religione, l’Islam, ad opera del profeta Maometto. I suoi seguaci conquistarono un vasto impero, che comprendeva la penisola araba, l’Africa settentrionale, la Spagna e il Medio Oriente.

Dopo un periodo di frammentazione e instabilità, nell’800, Carlo Magno fondò il primo grande impero europeo, l’Impero Carolingio, che poteva contare anche sul supporto del papa. L’impero tuttavia non durò a lungo e nell’843 fu diviso tra gli eredi di Carlo Magno col Trattato di Verdun.

In questo periodo si svilupparono i fenomeni del vassallaggio e del feudalesimo.

Durante l’Alto Medioevo i regni europei subirono le invasioni dei saraceni (popolazioni arabe di religione islamica) da Sud e dei popoli vichinghi da Nord.

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C’è o ci sono

Esercizi con c’è – ci sono

esercizi con c'è ci sono

C'è - ci sono

Completa le seguenti frasi scegliendo tra C'È e CI SONO.

1 / 8

... UN POLPO.

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2 / 8

... DUE MEDUSE.

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3 / 8

... UN PESCE PALLA.

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4 / 8

... UNO SQUALO.

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5 / 8

... DUE PESCI PAGLIACCIO.

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6 / 8

... TANTI ANIMALI.

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7 / 8

... UN GRANCHIO.

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8 / 8

... ALCUNI CORALLI.

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Lettura e comprensione. Primavera
Lapbook e pop-up. I Romani
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Giochi di una volta

Giochi di una volta. In questo articolo abbiamo raccolto alcuni tra i più bei giochi di una volta, testimonianza d’un tempo in cui ci si divertiva tanto, con poco.

Indice:
🔴 Lippa
🟠 Biglie
🟡 Le cinque pietre
🟢 Tiro al bersaglio con la cerbottana
🔵 Gioco degli astragali
🟣 Gioco delle piastre
🔴 Ruzzola

Giochi di una volta

Gli uomini giocano fin dai tempi più remoti. Gli storici hanno rinvenuto tracce di giochi presso tutte le civiltà antiche, alcuni dei quali si sono tramandati fino a tempi non molto lontani. Molti di questi giochi tradizionali si possono proporre ai nostri bimbi, con ottimi risultati.

Lippa. Tra i giochi d’un tempo, la lippa è uno dei più famosi. Per giocare servono un bastone di legno, che funge da mazza, e un “lippino”, ossia un pezzo di legno più piccolo con le estremità appuntite. Dopo aver posizionato il lippino per terra, bisogna colpirlo una prima volta con la mazza, mirando a una delle estremità appuntite, per farlo saltare in aria e una seconda volta per scagliarlo quanto più lontano possibile. Ogni gruppo di ragazzi aveva le sue regole: c’era chi giocava a squadre, chi a punti e perfino chi – non senza pericolo – tentava di fermare al volo il lippino scagliato dagli avversari. Ogni regione italiana ha il suo termine dialettale per indicare questo gioco, diffuso in tutto il paese.

Biglie. Le biglie un tempo erano uno dei giochi più amati. Con le biglie si organizzavano i giochi più vari: dal classico circuito, scavato nella sabbia o nel terreno, dove vinceva chi arrivava per primo al traguardo, alla “buchetta”, antenato del minigolf, passando per alcune varianti simili al moderno gioco delle bocce. Anche in questo caso, ogni quartiere aveva i suoi giochi e le sue regole. Una curiosità: le biglie si lanciavano con il pollice e l’indice, oppure con il pollice e il medio.

Le cinque pietre. Per giocare si utilizzavano cinque pietre. Dopo aver posizionato le pietre al suolo, abbastanza vicine tra loro, il giocatore ne afferrava una e la lanciava in aria; poi, prima che la pietra cadesse, ne prendeva un’altra tra quelle per terra e riprendeva quella che stava cadendo. Il gioco proseguiva lanciando in aria le due pietre e provando a prenderne una terza da terra, recuperando le due pietre lanciate in precedenza, e così via, fino a prendere tutte e cinque le pietre. I più esperti giocavano con sei, sette o perfino otto pietre.

Tiro al bersaglio con la cerbottana. La cerbottana veniva ricavata svuotando una canna o un fusto di bambù; come proiettili si utilizzavano piccole palline di carta, inumidite con la saliva. C’era chi usava un bersaglio e chi organizzava delle vere e proprie battaglie.

Gioco degli astragali. Questo gioco è simile a quello delle cinque pietre, ma ancora più antico; vi basti sapere che era praticato già dai bambini dell’antica Grecia e dagli egizi. Si giocava con cinque noccioli di frutta o con cinque piccole ossa di animali, gli astragali. I giocatori dovevano lanciare per aria i cinque noccioli, riprenderli al volo e poggiarli a terra: per ogni nocciolo acchiappato al volo e poggiato a terra si totalizzava un punto.

Gioco delle piastre. Il gioco delle piastre è l’antenato delle bocce moderne. Invece di utilizzare delle bocce rotonde, si lanciavano dei grossi sassi piatti, dei dischi di legno o di metallo. Lo scopo del gioco era lanciare le proprie piastre quanto più vicino possibile ad un bersaglio. Il vantaggio di usare delle piastre piatte rispetto alle bocce è che si poteva giocare anche su terreni in pendenza o incolti.

Ruzzola. La ruzzola era un oggetto a forma di disco, che veniva lanciato dai giocatori con l’obiettivo di farla ruotare più lontano di quella degli avversari. Si giocava con cerchi di legno dalle forme e dimensioni più disparate. Questo gioco era praticato già dagli Etruschi.

Scoprite anche:
🔴 Giochi di animazione
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🟡 Giochi sulla fiducia
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🟣 Giochi musicali
🔴 Giochi psicomotori
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Giochi psicomotori per bambini

La psicomotricità è una disciplina che mira all’armonia tra la componente psicologica e quella motoria nello sviluppo infantile. La psicomotricità, nella sua tradizione classica (quella definita da Bernard Aucouturier e André Lapierre) considera tre sfere costitutive della personalità: quella motoria, quella cognitiva ed infine quella affettiva. Nel corso degli anni questa disciplina ha tentato di utilizzare come strumento principale quello ludico, con la convinzione che solo giocando il bambino possa integrare queste tre sfere in modo armonico ed apprendere in modo equilibrato e permanente. Da questo percorso nasce l’ampia gamma di giochi psicomotori esistenti.

Che differenza c’è tra gioco psicomotorio e seduta di psicomotricità? La seconda, che deve essere condotta da uno psicomotricista esperto, è un’attività educativa vera e propria, condotta in modo formale ed assistita dallo psicomotricista stesso. In altre parole: alle feste di compleanno non organizzeremo alcuna attività di psicomotricità!

I giochi psicomotori, invece, sono giochi (quindi attività libere, spontanee e definite da un insieme di regole) che nello svolgimento integrano componenti motorie ad altre legate al pensiero. Chiunque può proporre un gioco psicomotorio e alcuni di questi piacciono moltissimo ai più piccoli, in quanto sfida ottimale con cui confrontarsi.

Giochi psicomotori per bambini

Ecco una rassegna di alcuni ottimi giochi psicomotori da sperimentare con i bambini:

CORSA A DUE: si formano delle coppie; i due giocatori di ogni coppia dovranno stare schiena contro schiena, tenendosi le mani. Uno dei due sarà “Avanti”, l’altro “Dietro”. Le coppie saranno allineate al centro della stanza o dell’area di gioco; le pareti o due linee colorate rappresenteranno il termine del campo. L’animatore o lo psicomotricista darà inizio al gioco scegliendo se dare il segnale “Avanti” o quello “Dietro”. Al segnale, il partecipante con quel nome dovrà correre in linea retta fino al confine, tenendo l’altro compagno che dovrà correre girato di schiena.
Per rendere più complesso il gioco l’animatore potrebbe invertire i comandi a metà campo, facendo correre i giocatori di qua e di là.

RAGNATELA: un gioco in cui i più piccoli dovranno superare una “ragnatela” costituita da fili di lana intrecciati, senza mai toccarli. Per il regolamento completo e qualche suggerimento, leggete > Ragnatela, gioco psicomotorio

L’OMBRA: un gioco imitativo, a coppie; uno dei due partecipanti impersonerà se stesso, l’altro la sua ombra. Il primo giocatore farà dei gesti (come battere le mani, fare un salto, mettersi in una posa strana) che l’ombra dovrà imitare alla perfezione. Per rendere il gioco più complicato e divertente, è possibile tagliare un filo di lana con una lunghezza di 1,5/2m e chiedere ai due partecipanti di tenerne un’estremità tra i denti. I due dovranno continuare a muoversi senza mai far cadere il filo che li unisce.

GIOCHI D’ANIMAZIONE: la maggior parte dei giochi d’animazione per bambini sono in realtà giochi psicomotori (o meglio, la maggior parte dei giochi sono anche psicomotori in quanto integrano componenti motorie ad altre cognitive). Per scoprire altri giochi da provare, date un’occhiata a > Giochi d’animazione per bambini

IL GIOCO DELLE TROTTOLE SALTERINE: un gioco divenuto virale grazie a un video, gli psicomotricisti lo conoscono da decenni. Si realizza un percorso utilizzando un tappeto o un telo. Sul telo si disegnano le impronte di due piedoni, rivolte in varie direzioni (Su, Giù, Destra, Sinistra). I bambini, a turno, dovranno seguire il percorso saltando da un’impronta all’altra seguendone la direzione.

Attività psicomotorie per bambini

Al di fuori del campo dei giochi veri e propri (ricordiamo che un gioco, per essere tale, almeno secondo la definizione classica di Roger Caillois, deve essere libero, normato da regole, imprevedibile, improduttivo e separato nello spazio e nel tempo dalla realtà), ci sono un’infinità di attività psicomotorie utili per lo sviluppo dei bambini.

In particolare:

  • i travasi liquidi della tradizione montessoriana, che prevedono lo spostamento di un liquido da un contenitore all’altro, richiedono abilità manuali ma anche una serie di operazioni mentali
  • i travasi solidi, come sopra ma con oggetti solidi (es. cesto pieno di palline o oggetti)
  • manipolazione, specialmente con le paste modellabili
  • attività di cucina, come lavare, tagliare, impastare, decorare, schiacciare

PSICOMOTRICITÀ IN CUCINA: per una rassegna più articolata di attività che possiamo proporre ai bambini in cucina, tutte accomunate dall’esercizio psicomotorio, vi consigliamo di consultare questo articolo > Montessori in cucina, idee da provare con i bimbi

  • piegare, tagliare, incollare: sì, i lavoretti creativi sono esercizi psicomotori eccezionali
  • allacciare/slacciare

Scoprite anche:
🔴 Giochi di animazione
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🟡 Giochi sulla fiducia
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🔴 Giochi psicomotori
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