La signora March sorrise e cominciò subito. Erano già tanti anni che raccontava le storielle al suo piccolo uditorio che ormai conosceva bene i suoi gusti.
C’erano una volta quattro ragazze che avevano abbastanza da mangiare, da bere e da vestire: avevano genitori che le amavano assai, amici buoni, eppure non erano contente! (Qui l’uditorio, di sottecchi, si scambiò un’occhiata espressiva, e cominciò a lavorare con alacrità grandissima).
Queste ragazze desideravano di essere buone e prendevano, ogni tanto, delle eccellenti risoluzioni, che però non erano mantenute a puntino, perché era un continuo ritornello: «Se potessi aver questo! Se potessi aver quest’altro!» dimenticandosi sempre di quello che già avevano e di quante belle e divertenti cose potevano fare.
Disperate domandarono un giorno ad una vecchietta che desse loro la chiave per essere felici ed essa rispose: “Quando siete scontente, ricordatevi soltanto di tutto il bene che avete e siatene riconoscenti”. (A questo punto, Jo alzò la testa come per parlare, ma poi cambiò idea vedendo che la storia non era ancora terminata).
Essendo esse delle ragazze ragionevoli, decisero di accettare il suo consiglio e ben presto furono meravigliate nel vedere come erano migliorate le loro condizioni!
L’una scoprì che i danari non riuscivano a scacciare dalla casa il dolore e la vergogna: un’altra che, benché povera, era molto più felice colla sua giovinezza, la sua salute e l’allegria, di una certa vecchietta brontolona e malata che non poteva godere del suo danaro; una terza che, quantunque il preparare il pranzo fosse molto noioso, pure l’andare a mendicare era anche peggio; e la quarta che i più begli anelli d’oro non valevano quanto la buona condotta. Decisero perciò di non brontolar più, di contentarsi di tutto ciò che avevano e, credete a me, non furono né deluse né scontente d’aver seguito il consiglio della vecchierella.
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Per cominciare, potreste scegliere uno dei classici per l’infanzia che si possono leggere online gratuitamente (in modo perfettamente legale: infatti si tratta di titoli per i quali è scaduto il copyright). Qui trovate una lista di titoli disponibili.
E a lettura ultimata, provate a premiare i vostri piccoli lettori donando loro un diploma per l’occasione. Ecco due diplomi da regalare ai bambini dopo la lettura del loro primo romanzo. Cliccate sulle immagini qui sotto per stamparli.
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Presto arriverà la notte di San Lorenzo (la notte tra l’11 e il 12 agosto): per una settimana potremo ammirare le stelle cadenti nel cielo stellato la sera.
Per i bambini può essere un momento magico e sarebbe bello farglielo vivere in quanto tale, approfittando delle sere della tarda estate per leggere e raccontare storie, ma anche per parlare insieme di stelle e pianeti.
Un libro per parlare dello spazio
I bambini sono appassionati di scienza e le stelle sono un interessante argomento di discussione. Perché non provare con un libro che ci guidi alla scoperta degli astri e dei corpi celesti?
Noi abbiamo un consiglio: La “Guida per giovani astronauti” “dell’astronauta Umberto Guidoni)
Il Piccolo Principe: un’avventura tra stelle e pianeti
Abbiamo già parlato più volte de Il Piccolo Principe, piccolo capolavoro letterario che racconta di un principe approdato sulla Terra dopo un lungo viaggio spaziale (che nasconde sottotraccia un viaggio parallelo nell’esistenza umana).
Intrecciare curiosità scientifica e favole è un’ottima idea. Accrescere la curiosità dei bambini e al tempo stesso la loro sete di conoscenza li renderà autonomi e insegnerà loro a meravigliarsi (non dobbiamo dimenticare che la meraviglia è l’essenza della scienza).
Le favole insegnano che la magia non può sostituire la bontà. Si tratta di una vera e propria palestra di vita, un esercizio benefico tanto a chi legge quanto a chi ascolta.
Oltre al Piccolo Principe, che vi abbiamo segnalato e che consigliamo di leggere, ci sono moltissime altre storie ambientate nello spazio. Le più belle, tuttavia, sono quelle che vengono dal vostro cuore e dalla vostra fantasia. Perché non provate ad inventarne una con i vostri bambini?
Sapevate che…
Le stelle cadenti sono ammassi di materiali ferrosi, rocce, ghiaccio e gas che si staccano dalle stelle e che, entrando nella nostra atmosfera a gran velocità per l’attrito vengono viste come scie luminose che cadono.
Vengono chiamate Perseidi perché per un effetto di prospettiva, sembrano arrivare tutte dalla costellazione di Perseo. In realtà provengono da un’altra parte.
Nella nostra tradizione, quando passa una stella cadente bisogna chiudere gli occhi ed esprimere un desiderio. Nell’antichità non era così: le stelle cadenti erano viste come presagi infausti di sventura.
Divertirsi sotto le stelle
Il cielo estivo non è il più adatto a guardare le stelle, ma con l’aiuto di uno smartphone e di qualche app per guardare il cielo (noi abbiamo provato la versione gratuita di Skyview) potrete rilassarvi a cercare la vostra costellazione preferita. Se volete riconoscere qualcosa, vi conviene iniziare dai pianeti, che sono più luminosi e semplici.
In alternativa, le serate di agosto sono perfette per organizzare delle cacce al tesoro notturne. Riescono molto bene in campeggio, in spiaggia, tra i boschi e ovunque ci si possa muovere in libertà. Preparate un bel tesoro con cioccolata e caramelle e nascondetelo da qualche parte, poi create una scia con dei piccoli pezzetti di carta colorati che i bambini dovranno seguire, illuminandoli con una torcia. Naturalmente devono essere abbastanza distanti da richiedere ciascuno una piccola ricerca.
E voi, cos’altro sapete sulle stelle cadenti?
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Secondo un’antica leggenda, mille anni fa, una gatta affamata trovò una finestra aperta e si intrufolò in casa, alla ricerca di qualcosa di buono da mettere sotto i denti.
Su un bel tavolo di legno dipinto, trovò un oggetto rosso e scintillante, che assomigliava a un pezzo di carne. La gatta affamata spiccò un balzo, si leccò i baffi, lo afferrò e lo mangiò in un sol boccone.
“Che strano sapore che ha” pensò la gatta.
E infatti quello non era un pezzo di carne, e quella in cui si era intrufolata non era la casetta di una comare: era entrata nello studio di un alchimista e ciò che aveva mangiato non era altro che la pietra filosofale, quella vera.
Si dice che la pietra filosofale renda immortale chi la possiede e che possa trasformare in oro tutto ciò che tocca. Pensate alla disperazione dell’alchimista quando scoprì che la sua pietra – che era unica al mondo – era finita nella pancia di un gatto!
Qualche tempo dopo la gatta mise al mondo sette bei gattini. Presto si scoprì che il potere della pietra era passato a loro: se uno dei gattini miagolava, ecco che sulla sua lingua compariva una bella moneta d’oro.
Purtroppo (o per fortuna), i gatti non sanno cosa farsene dell’oro e quindi non diedero molto peso a quell’incantesimo.
Il tempo passò e i gattini rimasero giovani, dolci e affamati tanto che la mamma, ormai anziana, li chiamò “Matagot”, che nella lingua antica significa “gatti magici”.
Secondo la leggenda sono ancora in circolazione e quando hanno la pancia vuota, avvicinano un essere umano (specialmente i bambini, perché hanno un cuore gentile). Se l’umano li accoglie nel cortile di casa e offre loro un boccone dal suo piatto e un po’ di latte dal suo bicchiere, la mattina dopo troverà una grossa moneta d’oro sotto il guanciale.
La prossima volta che incontrerete un gattino, sapete come trattarlo!
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Scoprite come realizzare una barchetta di carta origami, con la guida passo-a-passo. Noi abbiamo dovuto fare qualche tentativo, ma non è impossibile! Se avete già provato a realizzare i nostri origami facili, la barchetta di carta è una buona sfida con cui cimentarvi.
Istruzioni
Si comincia con un foglio di carta in formato A4. Rispetto agli altri origami, per la barchetta di carta non occorre un foglio quadrato.
Si piega il foglio a metà sul lato lungo:
A questo punto si apre il foglio, poi si piega a metà sull’altro lato.
Si piegano i due angoli del foglio verso l’interno:
Adesso dovrai sollevare la striscia di carta che è rimasta al di sotto delle pieghe. Comincia da quella sul lato frontale:
E poi procedi con la striscia sul retro.
Adesso dovrai piegare all’interno gli angoli sporgenti. Riapri una delle due strisce di carta per eseguire la prima piega:
Poi richiudila e piega gli angoli dall’altra parte. Il risultato finale deve essere un triangolo, come quello nella foto:
Adesso dovrai aprire il triangolo per formare un rombo; per riuscirci, devi tirare lungo i due angoli al centro del triangolo.
Piega i due lembi inferiori del rombo, uno da una parte e l’altro dall’altra; in questo modo otterrai di nuovo un triangolo.
Trasforma di nuovo il triangolo in un rombo; per riuscirci dovrai aprirlo dal basso, tirando i due angoli al centro, come hai già fatto in precedenza.
Siamo arrivati all’ultimo passaggio: dovrai tirare le due estremità del rombo verso l’esterno: in questo modo, otterrai la tua barchetta di carta, pronta per navigare!
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Il modo più divertente per allenare il pensiero laterale (e per farlo conoscere agli amici) è senza dubbio quello di risolvere qualche indovinello sul pensiero laterale. In questo articolo potete trovare una raccolta di indovinelli sul pensiero laterale, ciascuno con la sua soluzione. Inizialmente vi sembreranno impossibili, ma dopo qualche tentativo vi accorgerete che è tutt’altro che impossibile.
Per risolvere questi indovinelli, dovrete scomporre e ricomporre quante più informazioni possibili in quanti più modi possibili. Potrebbero tornarvi utili le tecniche descritte da Edward De Bono (il più grande teorico del pensiero laterale) nel suo libro “Creatività e pensiero laterale: manuale di pratica della fantasia“. E adesso, veniamo all’elenco degli indovinelli.
Indovinelli sul pensiero laterale
IL CANE MAGICO Un uomo e il suo cane si trovano sulle sponde opposte di un fiume. Ad un certo punto l’uomo chiama il cane: questo attraversa il fiume e lo raggiunge, senza bagnarsi. Non c’erano ponti, né barche, né rami o altri oggetti sui quali passare: il cane ha semplicemente attraversato il corso del fiume. Com’è possibile che il cane non si sia bagnato? Soluzione: è inverno e il fiume è ghiacciato.
2 + 11 C’è un solo caso in cui, sommando 2 a 11, la risposta corretta è 1. Qual è? Soluzione: l’unico caso in cui sommando due a undici si ottiene uno è su un orologio: infatti, se sono le 11 e sommiamo 2 ore, le lancette si troveranno sull’1.
IL FALSO MEDICO Un ciarlatano vende provette piene d’acqua dichiarando che si tratta di una medicina miracolosa, capace di guarire da tutte le malattie e di fungere da rimedio contro tutti i veleni. Il re della città, che lo ritiene un imbroglione, escogita una prova per costringerlo a confessare e lo invita a palazzo, raccomandandogli di portare la sua medicina. La prova si svolge nella stanza del re; il sovrano utilizza solo un bicchiere pieno d’acqua, non usa la forza né minaccia il ciarlatano. Tuttavia, al termine della prova, il ciarlatano confessa e abbandona il paese. Com’è possibile? Soluzione: il re mette alla prova il ciarlatano ordinandogli di bere il veleno mortale contenuto nel bicchiere, per vedere se l’antidoto funziona davvero. In realtà il bicchiere contiene solo acqua e il re sta mentendo. Il ciarlatano, che non vuole morire e non sa che il bicchiere contiene solo acqua, è costretto a confessare.
LO ZOPPO Uno zoppo, inciampando, cadde addosso al Re buttandolo a terra. Per le leggi del suo paese avrebbe dovuto condannare a morte lo zoppo. Tuttavia, voleva mostrare al popolo di essere clemente con quell’infermo e gli propose una prova. Mise sul tavolo due bicchieri capovolti. Sotto uno di questi, disse allo zoppo, c’è una pallina nera, sotto l’altro una pallina bianca. Se scoprirai la pallina nera, morirai, mentre se scoprirai la bianca, avrai salva la vita. In verità, le palline erano entrambe nere, eppure, lo zoppo, riuscì ad aver salva la vita. Come? Soluzione: lo zoppo, che sospettava l’inganno del re, invece di scegliere uno dei due bicchieri, escluse l’altro. Disse a tutti, indicando un bicchiere: “Sotto questo bicchiere c’è la pallina nera, perciò io sceglierò l’altro”. Poi scoprì il bicchiere, mostrando la pallina nera. Il re, che non poteva certo rivelare l’inganno al popolo, non ebbe altra scelta che lasciarlo andare.
L’INCIDENTE Un uomo e suo figlio sono coinvolti in un incidente stradale. Il padre muore e il figlio, gravemente ferito, viene portato in ospedale. Quando arriva, il chirurgo dice: “Non posso operare questo ragazzo – perché è mio figlio!!!”. Com’è possibile? Soluzione: il chirurgo è la madre del ragazzo.
L’ASSASSINO La polizia riceve una telefonata anonima e irrompe in una casa per arrestare un sospetto assassino. Di lui, la polizia sa solo due cose: si chiama Giovanni e si trova all’interno della casa. Una volta dentro, gli agenti trovano un medico, un falegname, un meccanico e un pompiere che giocano a carte. I poliziotti arrestano il pompiere e lo portano via. Perché sono sicuri di aver catturato l’uomo giusto? Soluzione: il pompiere è l’unico uomo: il medico, il falegname e il meccanico erano donne.
LE UOVA MAGICHE Ci sono sei uova in un cestino. Ognuna delle sei persone prende un uovo. Come mai un uovo rimane nel cestino? Soluzione: l’ultima delle sei persone ha preso il cestino con l’uovo dentro.
L’UOMO AL BAR Un uomo entra in un bar e chiede al barista un bicchier d’acqua. Il barista prende da sotto il bancone un fucile a canne mozze e lo punta verso quest’uomo, minacciando di sparare. L’uomo lo ringrazia ed esce dal bar. Perché? Soluzione: l’uomo aveva il singhiozzo.
VISITE DI PRIMAVERA State andando a trovare il vostro cuginetto. Scendete dalla macchina per entrare a casa sua ma, passando per il vialetto, vi accorgete che in giardino ci sono una carota ed un berretto di lana. Perché? Soluzione: fino a poco tempo prima c’era un pupazzo di neve. Evidentemente si è sciolto.
L’ASCENSORE Un uomo abita al decimo piano di un palazzo. Tutti i giorni, quando esce di casa, prende l’ascensore e scende al pianterreno. Al rientro, però, prende l’ascensore fino al settimo piano e poi sale a piedi gli ultimi tre piani, nonostante odi camminare. Tuttavia, quando incontra il suo vicino di casa Ernesto, sale con lui fino al decimo piano; e a dire il vero, anche nei giorni di pioggia. Perché mai gli altri giorni si ferma al settimo? Soluzione: il signore dell’ascensore è un nano: sfortunatamente non arriva al bottone del decimo piano. A meno che non ci sia con lui Ernesto a premere il bottone o che, in un giorno di pioggia, non si aiuti con la punta dell’ombrello.
BANCAROTTA Un uomo spinge la sua automobile fino ad arrivare davanti a un Hotel. A questo punto si rende conto di aver fatto bancarotta. C’è da fare qualche considerazione: stranamente, a) spingeva l’auto con un dito, b) nonostante la bancarotta, la cosa non lo turba affatto (no, non è un politico), c) insieme a lui c’erano tre ragazzi che, accortisi della bancarotta, cominciano a ridere. Com’è possibile? Soluzione: l’uomo sta giocando a Monopoly. L’auto era la sua pedina e i ragazzi i suoi figli con gli amichetti, che stavano giocando insieme a lui.
IL FANTASMA E LA PISTOLA Un uomo giace morto in un prato eppure nessuno può vederlo. L’uomo aveva con sé una pistola eppure nessuno può vederla. L’uomo ha sparato un colpo ed è morto per questa ragione, eppure non si è suicidato o ferito in alcun modo. L’uomo è morto da poche ore, nessuno ha portato via il corpo. Il cadavere si trova sulla terraferma, non è in fondo a un lago o al mare. Perché è morto? Soluzione: il prato era costeggiato da una parete di roccia. Lo sparo ha causato una frana che ha seppellito l’uomo e la sua pistola, uccidendolo.
IL DONGIOVANNI Un uomo sposa 20 donne della sua città, ma nessuno lo accusa di poligamia. Com’è possibile? Abbiamo qualche informazione in più: la città è una città italiana; l’uomo non è vedovo né ha mai divorziato; l’uomo è cristiano cattolico, religione che proibisce la poligamia; non ha mai nascosto a nessuno il fatto di aver sposato 20 donne; le altre donne della città desiderano essere sposate da lui; colmo dei colmi: l’uomo ha tutte le intenzioni di accontentarle! Soluzione: l’uomo è un prete.
Indovinelli illustrati
In che direzione va l’autobus? Destra o sinistra?
Soluzione: a sinistra; infatti, le porte d’ingresso che si trovano sulla destra non si vedono.
Fai volgere il cane a sinistra ruotando solo due fiammiferi (e l’occhio).
Questo è il secondo indovinello:
E infine, ecco l’ultimo: di che colore saranno i punti grigi della piramide?
Soluzioni
Per far volgere il cane a sinistra è sufficiente ruotare i due fiammiferi che compongono la testa del cane all’interno del corpo; in questo modo, sarà come se l’animale si stesse voltando a sinistra;
L ‘auto è parcheggiata nello spazio numero 87; il segreto è guardare i numeri al contrario, scoprendo la – semplicissima – sequenza;
I punti grigi saranno, partendo dalla linea più in basso: rosso-rosso-rosso, blu-blu, blu; la soluzione si ottiene guardando i punti sulle prime due righe: sopra i due punti rosso-blu c’è un punto rosso, sopra i due punti blu-blu c’è un punto blu, sopra i due punti blu-rosso c’è un punto rosso e così via. In sostanza, la sequenza di due punti di colore diverso fa sì che il punto sopra di loro sia rosso mentre la sequenza di due punti di colore uguale fa sì che il punto sopra di loro sia blu.
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