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Leandro

Leandro è un nome di origine greca. È la forma italianizzata del nome greco Leandròs, che si compone di leon, “leone” e andròs, “uomo”. Significa “uomo-leone”. Secondo altre etimologie, potrebbe significare anche “uomo del popolo”. Questo nome è legato al giovane Leandro, protagonista del mito greco di Ero e Leandro.

L’onomastico si festeggia il 13 marzo, in ricordo di San Leandro, vescovo di Siviglia.
Il colore legato al nome Leandro è il blu.
La pietra portafortuna per Leandro è lo zaffiro.

Cliccate qui per scaricare o per stampare la scheda del nome Leandro.

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Libri sull’educazione dei neonati e dei bambini

Come dovrebbero comportarsi una “brava mamma” e un “bravo papà”? Cosa c’è da sapere sulla vita dei neonati e sull’educazione dei bambini? Come gestire la routine quotidiana della neo-famiglia e come affrontare le mille difficoltà che si incontreranno lungo il cammino? Queste domande riguardano tutti i genitori, nessuno escluso. Fortunatamente, esistono molti manuali dedicati proprio ai neonati e all’educazione dei bambini nei primi anni di vita. Si tratta di letture pensate proprio per i genitori in attesa o per i genitori durante i primissimi mesi di vita del bambino.

Di seguito vi proponiamo una selezione di libri sull’educazione dei bambini (e sulla cura dei neonati) che abbiamo letto e apprezzato. Nessuno di questi libri vi risparmierà le difficoltà dell’essere genitori. Si tratta piuttosto di “bussole” capaci di orientarci nel mare sconfinato della genitorialità.

COMPRENDERE I BAMBINI

libri sull'educazione dei bambini comprendere i bambini

Il primo libro che vi suggeriamo è “Comprendere i bambini”, scritto dalla pediatra di impostazione montessoriana Silvana Quattrocchi Montanaro. Questo libro è un valido aiuto alla genitorialità da zero a tre anni: l’autrice guida i neo-genitori alla scoperta del loro bambino, al quale attribuisce il più alto rispetto e la massima considerazione (nel solco della tradizione montessoriana).

Il libro affronta tutti i temi classici della vita neonatale: allattamento, contatto con la madre, divezzamento (o svezzamento), sviluppo del linguaggio e gestione delle crisi infantili. A questi, però, integra numerosi spunti originali, dall’importanza della figura paterna – con relativi consigli – allo sviluppo armonico del bambino e della sua mente assorbente. Di questo testo abbiamo apprezzato moltissimo il capitolo sulla comunicazione con il bambino. Spesso, infatti, ci si concentra sui bisogni fisiologici e sullo sviluppo senso-motorio trascurando quella parte della relazione che è la comunicazione.

Cliccate qui per scoprire “Comprendere i bambini”.

IL NUOVO METODO DANESE

Questo libro non affronta i primi mesi di vita del neonato nel dettaglio, come il testo precedente, ma si rivolge più in generale al mondo della famiglia. L’autrice delinea una serie di linee-guida, prese in prestito dal sistema educativo danese (e più in generale dalla ricerca scientifica internazionale degli ultimi vent’anni, come si può scoprire avventurandosi nella ricca bibliografia), che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità del clima sociale in famiglia e di aiutare bambini e genitori a crescere felici.

Il testo si legge facilmente ed è ricco di spunti di riflessione. Senza la pretesa di trasformare mamma e papà in “professionisti” dell’educazione, tocca tutti gli argomenti degni di nota legati all’educazione affettiva, alle regole e alla socializzazione. Lo riteniamo una buona lettura per tutti.

Cliccate qui per scoprire “Il nuovo metodo danese per educare i bambini alla felicità a scuola e in famiglia“.

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Melissa

Melissa è un nome di origine greca. Deriva da melissa, che nel dialetto ionico (uno dei dialetti della Grecia antica) significava “colei che fa il miele”. Questo nome era utilizzato sia per indicare le api, sia per le sacerdotesse.

Il nome Melissa è adespota. L’onomastico si può festeggiare il 1° novembre, nel giorno di Ognissanti.
Il colore legato al nome Melissa è il giallo.
La pietra portafortuna per Melissa è il topazio giallo.

Cliccate qui per scaricare o per stampare la scheda del nome Melissa.

 

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Le emozioni negative

Le emozioni negative (come paura, rabbia e disgusto) ci aiutano ad evitare dei potenziali pericoli. Quando proviamo un’emozione negativa, solitamente abbiamo una reazione emotiva estremamente veloce, che precede il pensiero razionale).

Le emozioni sono un’eredità del nostro cervello “animale”, legate alla sopravvivenza. Prendiamo come esempio la paura: si attiva a velocità record quando il nostro cervello riconosce un pericolo potenziale. Quando proviamo paura, il nostro cervello ha due possibilità: scappare dalla minaccia o combattere per eliminarla.

Immaginate uno struzzo nella savana: i suoi occhi scorgono tra i cespugli un’ombra che si muove, a pochi metri da lui. Potrebbe essere un predatore. Il cervello dello struzzo è progettato per sopravvivere, così si attiva l’emozione della paura. In una frazione di secondo ecco il nostro struzzo che corre via alla velocità della luce.
Se il nostro pennuto si fosse fermato a riflettere su ciò che aveva visto, analizzando l’ombra e facendo delle ipotesi, non avrebbe avuto alcuna chance di sopravvivere.
In questo caso, la reazione – che possiamo chiamare reazione emotiva – dello struzzo è stata attivata da un’emozione primaria, la paura, e gli ha salvato la vita.

Notate che il pericolo era solo potenziale: abbiamo parlato di un’ombra tra i cespugli, non di un predatore. La paura, però, si è attivata lo stesso. Infatti, è sufficiente un ipotetico pericolo per attivare i meccanismi della paura. Questo significa che potremmo(noi come lo struzzo) provare paura e comportarci di conseguenza sulla base di un semplice sospetto.

La paura è utile anche a noi genitori e agli educatori: immaginate di vedere un bambino che si sporge da un precipizio. Potrebbe cadere e farsi molto male. Il nostro cervello, in una frazione di secondo, ci fa provare paura e guida il nostro comportamento: ed ecco la mamma che afferra bruscamente il suo bambino e lo allontana dallo strapiombo.
In casi come questo il pensiero razionale è lento e inefficace. Una reazione emotiva, al contrario, ha il giusto tempismo e ci permette di evitare efficacemente il pericolo.

Ciò che abbiamo detto a proposito della paura vale anche per le altre emozioni negative: la rabbia, ad esempio, ci aiuta ad affrontare un “nemico” che in qualche modo ci danneggia; il disgusto ci aiuta ad evitare cibi e sostanze che potrebbero rivelarsi tossiche e così via. Esistono centinaia di casi in cui una reazione emotiva immediata è utile per la sopravvivenza quotidiana.

Anche la rabbia ha una funzione precisa: ci permette di difenderci da un pericolo cercando di distruggerlo.

Purtroppo, le emozioni negative possono incidere negativamente sulle nostre relazioni. Le reazioni emotivo-sentimentali negative sono la causa principale dell’inquinamento sociale e dei suoi frutti (siano essi uno scarso coinvolgimento a scuola o una forma di disagio in famiglia). Queste reazioni non sono immediate; seguono un’emozione negativa, ma sono il frutto della nostra scelta deliberata di dare sfogo alla nostra frustrazione. Ecco qualche esempio di reazione emotivo-sentimentale negativa.

  • Perché non presti mai i tuoi giocattoli a tuo fratello? Sei un’egoista. Pensa a tutte le cose che noi facciamo per te; tu, invece, non fai altro che chiedere e pretendere. Dovresti vergognarti”.
  • Non hai studiato neanche una pagina. Sei il più pigro e svogliato della classe. Se continui così, non combinerai mai nulla nella vita”.
  • Basta. Non riesci a giocare due minuti da solo senza disturbare noi adulti! Sei davvero fastidioso. Adesso vai in camera e lasciaci in pace”.

PER EDUCARE CON LE FAVOLE:

Per aiutare i più piccoli a riconoscere le emozioni e a coltivare le buone pratiche che ci fanno stare meglio abbiamo scritto la raccolta di racconti “Cuorfolletto e i suoi amici”.

libri cuorfolletto e i suoi amici

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Giosuè

Giosuè è un nome di origine ebraica. Deriva dal nome ebraico Yehoshu’a, che significa “Dio è salvezza”. Giosuè è un nome di tradizione biblica: è colui che successe a Mosè come capo del popolo di Israele.

L’onomastico del nome Giosuè si festeggia il 1° settembre, giorno in cui si ricorda il patriarca biblico San Giosuè.
Il colore legato al nome Giosuè è il rosso.
La pietra portafortuna per Giosuè è il rubino.

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Fabrizio

Fabrizio è un nome di origine latina. Deriva dal nome latino Fabricius, attribuito ai membri della Gens Fabricia, un’antica famiglia patrizia di Roma, nota per la sua integrità morale. Il nome deriva da faber, che significa “artefice”.

Fabrizio è un nome adespota. L’onomastico si può festeggiare il 1° novembre, nel giorno di Ognissanti.
Il colore legato al nome Fabrizio è il rosso.
La pietra portafortuna per Fabrizio è il rubino.

Cliccate qui per scaricare o per stampare la scheda del nome Fabrizio.

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