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Programmi di inglese per la Scuola Primaria

Obiettivo: al termine del ciclo della Scuola Primaria, gli studenti devono raggiungere il Livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue Comunitarie.
Il British Council descrive così le competenze che rientrano in questo livello: “Level A1 corresponds to basic users of the language, i.e. those able to communicate in everyday situations with commonly-used expressions and elementary vocabulary“.

Di seguito puoi trovare gli obiettivi di apprendimento così come vengono descritti dalle “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione” (che, a partire dal 2012, costituiscono le linee guida di riferimento per tutte le scuole italiane):

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (CLASSE TERZA)

  • Ascolto (comprensione orale): Comprendere vocaboli, istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano, pronunciati chiaramente e lentamente relativi a se stesso, ai compagni, alla famiglia.
  • Parlato (produzione e interazione orale): 1) Produrre frasi significative riferite ad oggetti, luoghi, persone, situazioni note, 2) Interagire con un compagno per presentarsi e/o giocare, utilizzando espressioni e frasi memorizzate adatte alla situazione.
  • Lettura (comprensione scritta): Comprendere cartoline, biglietti e brevi messaggi, accompagnati preferibilmente da supporti visivi o sonori, cogliendo parole e frasi già acquisite a livello orale.
  • Scrittura (produzione scritta): Scrivere parole e semplici frasi di uso quotidiano attinenti alle attività svolte in classe e ad interessi personali e del gruppo.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (CLASSE QUINTA)

  • Ascolto (comprensione orale): 1) Comprendere brevi dialoghi, istruzioni, espressioni e frasi di uso quotidiano se pronunciate chiaramente e identificare il tema generale di un discorso in cui si parla di
    argomenti conosciuti, 2) Comprendere brevi testi multimediali identificandone parole chiave e il senso generale.
  • Parlato (produzione e interazione orale): 1) Descrivere persone, luoghi e oggetti familiari utilizzando parole e frasi già incontrate ascoltando e/o leggendo, 2) Riferire semplici informazioni afferenti alla sfera personale, integrando il significato di ciò che si dice con mimica e gesti, 3) Interagire in modo comprensibile con un compagno o un adulto con cui si ha familiarità, utilizzando espressioni e frasi adatte alla situazione.
  • Lettura (comprensione scritta): 1) Leggere e comprendere brevi e semplici testi, accompagnati preferibilmente da supporti visivi, cogliendo il loro significato globale e identificando parole e frasi familiari.
  • Scrittura (produzione scritta): Scrivere in forma comprensibile messaggi semplici e brevi per presentarsi, per fare gli auguri, per ringraziare o invitare qualcuno, per chiedere o dare notizie, ecc.
  • Riflessione sulla lingua e sull’apprendimento: 1) Osservare coppie di parole simili come suono e distinguerne il significato, 2) Osservare parole ed espressioni nei contesti d’uso e coglierne i rapporti di significato, 3) Osservare la struttura delle frasi e mettere in relazione costrutti e intenzioni comunicative, 4) Riconoscere che cosa si è imparato e che cosa si deve imparare.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola primaria per la lingua inglese:

  • L’alunno comprende brevi messaggi orali e scritti relativi ad ambiti familiari;
  • Descrive oralmente e per iscritto, in modo semplice, aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente ed elementi che si riferiscono a bisogni immediati;
  • Interagisce nel gioco; comunica in modo comprensibile, anche con espressioni e frasi memorizzate, in scambi di informazioni semplici e di routine;
  • Svolge i compiti secondo le indicazioni date in lingua straniera dall’insegnante, chiedendo eventualmente spiegazioni;
  • Individua alcuni elementi culturali e coglie rapporti tra forme linguistiche e usi della lingua straniera

IL PROGRAMMA DI INGLESE TRA MITO E REALTÀ

Secondo le indicazioni, i bambini, al termine della classe quinta, dovrebbero essere in grado di comunicare in modo efficace – benché elementare – nella vita quotidiana. Ad esempio: chiedere il permesso di giocare e le regole di un gioco a dei coetanei, chiedere da mangiare e da bere, chiedere di andare in bagno.
Ma queste abilità comunicative sono trasmesse in modo efficace dalla scuola? Purtroppo no, come si evince dai risultati dei test Invalsi. La preparazione dei nostri studenti è ancora insufficiente e, soprattutto, eccessivamente legata allo studio mnemonico del vocabolario.

RISORSE PER L’INGLESE SUL NOSTRO SITO

Su Portale Bambini potete trovare una raccolta di risorse per l’insegnamento della lingua inglese nella Scuola Primaria. Le abbiamo progettate per favorire un utilizzo interattivo e per stimolare le conversazioni in inglese, vera e propria lacuna del nostro insegnamento. Scoprile tutte, nella pagina dedicata alle schede didattiche in inglese.

FONTI

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L’equazione del cambiamento

Quali sono i fattori che regolano il cambiamento? Vi proponiamo a questo proposito una formula matematica, la così detta Equazione del Cambiamento di Gleicher:

Cambiamento = Insoddisfazione x Visione x Primi passi

Perché un cambiamento possa avvenire, occorre che il prodotto di questi tre fattori sia superiore allo status quo, ovvero alla situazione attuale.

C = Cambiamento
I = Insoddisfazione (per la condizione attuale)
V = Visione (il progetto che desideriamo realizzare)
P = Primi Passi (per realizzare il nostro progetto)
S = Status quo

Prendete un ambito della vostra vita che desiderate cambiare e provate a ricondurlo a questa formula. Qual è il risultato? Se siete pronti a cambiare, potete passare all’ultimo paragrafo di questa lezione, volto a scomporre l’obiettivo per renderlo specifico, rilevante, raggiungibile e, naturalmente, sfidante.

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Giochi per imparare l’inglese

giochi per imparare l'inglese

Insegnare l’inglese ai bambini è più semplice se decidiamo di utilizzare dei giochi didattici. Esistono molte proposte ludiche da portare nei playgroup: ecco qualcuno dei giochi per imparare l’inglese più efficaci che potete utilizzare.

MEMORY

Il memory è un famoso gioco da tavolo. Si gioca con un mazzo contenente coppie di tessere. Poiché le tessere possono raffigurare qualsiasi oggetto, il memory è un gioco didattico straordinario per imparare il vocabolario di base in inglese (animali, oggetti scolastici, numeri, colori etc.). Perché l’attività didattica sia efficace, però, occorre che il gioco si svolga in inglese. Ecco un set di istruzioni che potete usare (e spiegare) in classe:

  1. Mix up the cards.
  2. Lay them in rows, face down.
  3. Turn over any two cards.
  4. If the two cards match, keep them.
  5. If they don’t match, turn them back over.
  6. Remember what was on each card and where it was.
  7. Watch and remember during the other player’s turn.
  8. The game is over when all the cards have been matched.
  9. The player with the most matches wins.

Queste istruzioni sono oro puro! Infatti, presentano ai bambini in modo chiaro e schematico una serie di azioni che si possono estendere a tanti altri ambiti della vita quotidiana (mescolare, disporre, girare, ricordarsi, etc.).

DOMINO

Il domino è un altro gioco dalle regole molto semplici, che si può utilizzare per insegnare l’inglese. Di seguito trovate un regolamento in inglese. Potete anche realizzare un domino fai da te (sostituendo i numeri sulle tessere con gli oggetti che state studiando).

  1.  To begin the dominoes are placed face down and “shuffled.” 
  2.  Each player then draws seven dominoes for his hand. The remaining dominoes (the boneyard), if any, are left face down on the table to be drawn later if a player is unable to play from his hand.
  3. Teacher choose one player to start the game.
  4. The player who starts, play any domino he wishes from his had.
  5. The player who comes next, plays a domino with the same number or shape of the domino played before; dominoes must be layed hand to hand. 
  6. If a player can’t play any domino, he has to draw one of the faced down dominoes.
  7. The first player with no dominoes in his hand win the game.

Come nel caso del memory, anche questo regolamento è molto interessante per via dei verbi d’azione che permette di imparare.

FLASHCARD

Uno dei giochi per imparare l’inglese più utilizzati dagli specialisti è quello delle flashcard. Si comincia dalla preparazione delle flashcard. Queste carte, hanno un valore molto importante nell’apprendimento in generale. Si possono scaricare in rete o realizzare a casa, scegliendo il tema su cui vogliamo lavorare. Ciascuna flashcard deve raffigurare un oggetto e avere sotto l’immagine la parola corrispondente. Le flashcard vengono mostrate lentamente ai bambini, una alla volta; per ciascuna carta si ripete insieme a loro il nome dell’oggetto raffigurato. Per rinforzare l’apprendimento, possiamo poi invitare i bambini, a turno, a cercare il colore Green, Black, Pink, indicando con il dito.

Una flashcard dovrebbe avere più o meno questo aspetto, con un’immagine su un lato e la parola corrispondente sul lato opposto (nella figura c’è la lettera A, ma la parola corrispondente sarebbe “Apple”):

A questa tecnica abbiamo dedicato una scheda a parte (Flashcard: cosa sono e come si utilizzano), in cui potrai trovare numerosi consigli per realizzarle ed utilizzarle.

ACTION SONGS

Le action songs non sono altro che canzoncine che uniscono movimenti e azioni alla musica.  Conoscerai anche tu la canzoncina “Se sei felice e tu lo sai, batti le mani…”. Esistono moltissime action songs come questa anche in inglese (“If you are happy and you know clap your hands!”). In questo modo i bambini impareranno parole in inglese senza neanche accorgersene e si divertiranno un mondo!

STAMPS AND FUN

Anche gli stamps sono un gioco ottimale, oltre che un modo, per i bambini, di imparare l’inglese; si tratta di semplici stampini che raffigura animali, frutta e verdura, fiori e altri semplici soggetti.

Attraverso il gioco dei timbri, ad esempio, possiamo giocare a riconoscere e a conoscere gli animali. Possiamo iniziare dividendo la conoscenza degli animali per habitat:

  • Fattoria
  • Mare
  • Savana
  • Deserto
  • Polo nord
  • Bosco

Questo aiuterà i bambini a restringere il loro campo di apprendimento, focalizzandosi lentamente su ciò che si impara. Dopo aver fatto gli stamps, possiamo invitare i bambini a colorarli, imitare il verso, trovare insieme un particolare che possa farli memorizzare!

ROLL THE DICE: IL GIOCO DEL DADO

Il gioco del dado ha sempre il suo fascino. Realizzare un dado gigante per far giocare i bambini con i numeri è un buon modo per farli apprendere attraverso il gioco. Inoltre, il dado, può essere realizzato per imparare anche su altre tematiche che vedremo in seguito. Esistono vari modi in cui si può utilizzare il dado gigante per imparare. Un gioco può essere quello di lanciare, a turno, il dado e contare tutti insieme in inglese il numero che verrà fuori.

ES: Se esce il numero due, tutti insieme conteremo “Two”.

Quando i bambini avranno familiarizzato con i numeri (e questo avverrà molto presto, perché i numeri e i colori saranno sempre rinforzati nei giochi) potremmo utilizzare la piccola variante di utilizzare al posto della conta i salti: quando esce un numero si eseguono i salti corrispondenti. Saltellando impareranno nuove paroline e si divertiranno!

ES: Se esce il numero 3, tutti insieme salteremo contando: “Jump, Jump, Jump”.

Schede di inglese:
🔴 Inglese – classe prima
↩️ Inglese – tutte le schede

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Accoglienza (Scuola dell’Infanzia): giochi e laboratori per accogliere

Accogliere una bambina o un bambino a scuola significa introdurla/o in una nuova dimensione umana e sociale; significa accompagnarlo lungo i primi passi della vita e presentargli quella tappa fondamentale della crescita che è la scuola. L’accoglienza è molto più che l’ingresso nell’edificio-scuola.

Gli obiettivi dell’accoglienza sono principalmente:

  • costruire un ambiente caratterizzato da emozioni positive;
  • favorire la socializzazione e la collaborazione;
  • introdurre le norme e le regole della vita scolastica;
  • costruire la relazione educativa.

L’accoglienza è una tappa da non sottovalutare: la qualità di una Scuola dell’Infanzia si misura anche dalla professionalità con la quale viene gestita l’accoglienza dei bambini.

LEGGI ANCHE: Accoglienza nella Scuola Primaria (giochi e laboratori)

GIOCHI PER ACCOGLIERE I BAMBINI A SCUOLA

Di seguito puoi trovare tre giochi che riteniamo particolarmente utili nel corso dell’accoglienza a scuola, ovvero nei primi giorni di scuola dell’infanzia (scoprirai che sono gli stessi giochi che abbiamo proposto per l’accoglienza alla scuola primaria; questo perché li riteniamo utilissimi per socializzare). Il gioco è uno strumento privilegiato per accogliere i bambini. Tuttavia, sarà necessaria una grande sensibilità per mettere i bambini a proprio agio.

CATENA

Si tratta di un gioco di memoria e coordinazione. Si dispongono i bambini in cerchio (in piedi o seduti, non fa differenza), poi si sceglie uno di loro che aprirà il gioco. Il primo giocatore deve fare un gesto con il proprio corpo (battere le mani, schioccare le dita, alzare un braccio, fare l’occhiolino, pestare i piedi per terra e così via); il giocatore successivo dovrà ripetere questo gesto e poi farne un’altro. Il giocatore successivo dovrà ripetere i due gesti dei giocatori precedenti e aggiungere il suo. In questo modo, si formerà una catena di gesti. Se un giocatore sbaglia la sequenza, si ricomincia da capo, partendo da un altro giocatore.

Note: questo gioco permette ai bambini di interagire tra loro focalizzandosi su una sequenza motoria. Specialmente per i più timidi, questo espediente, rispetto ai giochi in cui ci si presenta e si racconta di sé, permette di allentare la tensione.

RAGNATELA DELL’AMICIZIA

La ragnatela dell’amicizia è un classico gioco sull’amicizia utilizzato per l’accoglienza scolastica, che si può adattare anche per diventare un momento di gioco collettivo.

Per cominciare, ci si siede tutti in cerchio, ciascuno con le proprie matite e un foglio bianco. L’insegnante dovrà avere con sé un grosso gomitolo di lana colorata. Ogni bambino dovrà disegnare il proprio ragnetto, scrivendo il suo nome sotto l’illustrazione. Poi, il maestro darà il gomitolo ad un bambino. Questo dovrà srotolarlo passandolo ad un amico. A turno, ogni bambino dovrà passare il gomitolo ad un amico o ad un compagno, finché tutti non l’avranno ricevuto e passato. L’ultimo bambino chiuderà il cerchio restituendo il gomitolo al primo.

Note: Dopo aver terminato il gioco, è possibile riprodurre su una circonferenza la forma della ragnatela: sarà sufficiente inserire sulla circonferenza i nomi di tutti i bambini nell’ordine in cui erano seduti e ricostruire i vari passaggi: otterrai un bellissimo disegno geometrico da colorare. Il gioco dell’amicizia è utile per approfondire le dinamiche sociali all’interno della classe, così come per monitorarne l’evoluzione.

LEGGI ANCHE: Giochi per fare amicizia (una raccolta di giochi per conoscersi e stringere legami)

LABORATORI CREATIVI PER L’ACCOGLIENZA

AQUILONI IN GOMMA CREPLA

La prima idea è quella di realizzare un aquilone di gomma crepla per ciascun bambino. La sagoma si può ritagliare con un paio di forbici, gli occhi sono occhietti adesivi per pupazzi e i tratti del volto sono realizzati con il pennarello indelebile (attenzione però a non toccare la gomma crepla perché anche il pennarello indelebile macchia sulla sua superficie liscia). Dietro ciascun aquilone abbiamo incollato un nastro colorato con la colla a caldo (vanno bene anche la colla vinilica o il nastro di carta): questi nastri penderanno dall’aquilone e si potranno utilizzare per attaccare, ad esempio, un cartoncino con il nome di ciascun bambino.

GIRANDOLE DI CARTONCINO

Questo lavoretto è semplice da realizzare e può essere proposto come attività per accogliere i bambini.

DECORAZIONI PER MATITE IN GOMMA CREPLA

Queste farfalle sono semplicissime da realizzare: si ritagliano nella gomma crepla con le forbici e al centro si realizzano due tagli paralleli, della lunghezza di circa 1,5 cm. Facendo passare attraverso i tagli una matita, la sagoma di gomma crepla resterà fissata ad essa, diventando una decorazione colorata.

FIORI DI GOMMA CREPLA

I fiori di gomma crepla si ritagliano con un paio di forbici.

MAGLIETTE DI GOMMA CREPLA O DI CARTONCINO

Le magliette sono un’alternativa agli aquiloni: semplici e colorate, si possono appendere ad una parete per simboleggiare la squadra-classe.

ACCOGLIENZA TRA SCUOLA E FAMIGLIA

Come ogni anno, settembre è un mese di grandi cambiamenti. Si torna al lavoro, si fanno buoni propositi e, per i più piccini, si comincia l’asilo. Spesso i genitori manifestano una certa preoccupazione per la nuova avventura e si angustiano su come potranno viverla i bambini. L’inserimento alla scuola dell’infanzia è una tappa fondamentale del percorso che ognuno compie, crescendo, verso l’autonomia e la socializzazione.
Per rendere piacevole e costruttivo questo momento di distacco, bisogna lavorare prima di tutti su noi stessi, come adulti, chiedendoci: sappiamo affrontare il cambiamento? Perché la vera domanda che dobbiamo porci, come genitori che vedono il proprio figlio crescere, non è “Gli mancherò?” o “Andrà tutto bene?”, ma “Saprò accompagnarlo verso nuove avventure, trasmettendogli sempre la gioia della scoperta?”. Ecco, se vi state ponendo quest’ultima domanda, di seguito troverete qualche riflessione che potrà esservi utile.
Noi crediamo che un buon inserimento all’asilo e poi a scuola primaria nasca da un solido patto di fiducia tra genitori e insegnanti. Favorire l’attaccamento a persone esterne al nucleo familiare di origine, come ad esempio una maestra, significa imparare a collaborare. Significa fidarsi, cosa non sempre semplicissima. In questi giorni sul web trovate tantissime proposte di lavoretti sull’accoglienza di cui, a fine articolo, parleremo anche noi.
Prima di pensare a quali possono essere le soluzioni più creative per accogliere il bambino a scuola, vogliamo proporti alcuni spunti per un diverso tipo di accoglienza: quella che ciascun genitore offre alla scuola, alla maestra, come parte di una famiglia allargata che ha il compito di arricchire il più possibile le esperienze di vita del bambino. Educare significa anche questo: non aver paura di aprirsi al mondo. Adulti in primis.

  • accoglienza significa fiducia: affrontare il distacco non è mai semplice: il modo migliore per porsi davanti ad una situazione nuova è avere fiducia, nelle capacità del bambino e nelle persone che lo accompagnano nella sua crescita.
  • accoglienza significa ascolto: fatti raccontare la giornata dai tuoi bambini, dimostrando entusiasmo e partecipazione. Partecipa alle piccole e grandi scoperte del quotidiano con gioia ed entusiasmo.
  • accoglienza significa sorriso: un bel sorriso è la più grande fonte di incoraggiamento: mostrati positiva/o e sarai uno splendido esempio.
  • accoglienza significa aiutare a vivere le emozioni: di fronte al pianto, a qualche momento di sconforto, ai capricci, non scoraggiarti: cambiare non è facile! L’ideale è miscelare fermezza ed empatia: un bambino che non vuole stare all’asilo va confortato, non assecondato. Sicuramente l’esperienza dell’asilo richiede un carico emotivo non indifferente, ma non sottovalutare mai le capacità dei tuoi figli. Regala loro il dialogo, credi in loro: rafforzerai l’autostima e la fiducia in se stessi.
  • accoglienza significa accettare i tempi del bambino: Evita i paragoni, diffida da quelli che dicono “Ah ma mio figlio non lo ha mai fatto …”, ascolta il cuore: ogni bambino ha i suoi tempi e non vanno forzati. È giusto incentivare l’autonomia, con la gradualità necessaria per ciascuno. Bisogna essere pronti al cambiamento ma, se non lo si è ancora, bisogna prendersi il tempo necessario per diventarlo.
  • accoglienza significa cooperazione e rispetto delle regole: perché l’accoglienza sia un momento coerente, occorre che i genitori, prima ancora dei bambini, imparino a rispettare le regole della scuola. Cooperare significa essere puntuali, partecipare alle riunioni e, soprattutto, prendere parte alla vita della scuola e dell’asilo, che non devono essere un parcheggio, ma parte integrante della famiglia. I bambini andranno all’asilo, noi ci torniamo con loro.

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I bambini hanno bisogno di giocare: il tempo perso nell’infanzia non si recupera più

Non dobbiamo tentare di trasformare i bambini in piccoli adulti: l’infanzia è il periodo della vita dedicato al gioco, all’apprendimento attraverso il gioco, alla formazione di un gruppo e alle prime esperienze sociali.
È proprio la sperimentazione attraverso i giochi che permette ai bambini di maturare e di sviluppare una mente pronta ad apprendere e a cimentarsi con le sfide degli anni successivi.

Il gioco migliora il comportamento: per i bambini è un’occasione sociale, ma anche un modo per muoversi ed utilizzare le proprie energie in modo costruttivo. Un esempio? A scuola, se i bambini hanno la possibilità di muoversi durante la ricreazione, il comportamento in classe migliora.
Inoltre, giocare stimola e favorisce l’apprendimento: l’apprendimento psicomotorio (ovvero quello che avviene per mezzo del gioco) è estremamente importante. Un esempio è costituito da tutti quei giochi di movimento per i quali è necessario contare (come nascondino e campana): i bambini possono esercitarsi con i numeri (e con il calcolo mentale) in un contesto piacevole e sfidante.

I paesi con i migliori sistemi d’istruzione nel mondo riconoscono l’importanza del gioco: in Finandia, Estonia e Corea del Sud, l’ingresso alla scuola primaria è posticipato a 7 anni. Non si tratta di “scuole all’acqua di rose”: Finlandia e Corea del Sud sono conosciute per l’elevato grado di competizione nei gradi superiori delle scuole. Il punto è un altro: ai bambini si riconoscono i propri diritti, tra cui quello al gioco. Il tempo per lo studio viene in seguito, con la fine dell’infanzia. Prima di quel momento, è il gioco ad occupare la maggior parte delle giornate dei bambini.
Anche noi dovremmo prendere spunto da questi paesi e dalla loro concezione privilegiata dell’infanzia: concediamo ai bambini più tempo per giocare, per stare all’aria aperta e per frequentare i propri amici.

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Disegni con le lettere: un passatempo creativo

La creatività si allena imparando a guardare le cose sotto nuovi punti di vista. Così, ad esempio, le lettere dell’alfabeto potrebbero trasformarsi in punti di partenza da trasformare in piccoli disegni. Di seguito, puoi trovare alcuni esperimenti che abbiamo realizzato:

E tu, che disegni realizzeresti a partire dalle lettere del nostro alfabeto?

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