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L’ALBERO DELL’INCLUSIONE

L’albero dell’inclusione è un laboratorio artistico corale, che abbiamo realizzato per riflettere sul valore della diversità e della differenza.

ALBERO DELL’INCLUSIONE: ISTRUZIONI

Per cominciare, si realizza il tronco ritagliando un rettangolo da un foglio di cartoncino. Noi abbiamo personalizzato il tronco con una bella frase di Gregory Bateson: “La saggezza è saper stare con la differenza senza eliminare la differenza“.
Secondo noi si tratta di un bello spunto per riflettere sul concetto di diversità e soprattutto sul valore dell’inclusione. D’altra parte, si potrebbe sostituire con una poesia o con un altro motto, meglio se ideato dai bambini.

La chioma è stata realizzata ritagliando tante sagome di mani da fogli di riviste e giornali, che abbiamo poi incollato le une sulle altre, con la colla vinilica. Per realizzare una mano, non dovrai fare altro che poggiarla sul foglio e tracciarne il contorno con un pennarello. Poi, ritaglia lungo la linea che hai tracciato.

Questo albero si presta ad una realizzazione collettiva: ogni bambino può realizzare una o due sagome delle sue manine, da attaccare insieme a quelle degli altri.

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LABORATORIO DEI QUADRATI-PATCHWORK

In questo laboratorio creativo realizzeremo dei quadretti ornamentali in cartone e cartoncino utilizzando la tecnica del patchwork, ovvero accostando tanti pezzi di colori diversi in modo tale che formino un motivo decorativo.

QUADRI REALIZZATI CON IL PATCHWORK: ISTRUZIONI

Per cominciare, dovrai ritagliare dei triangolo colorati, che diventeranno gli elementi del patchwork. Puoi scegliere qualsiasi dimensione, l’importante è che siano tutti della stessa grandezza (anche quelli di colori diversi). Quando avrai realizzato un numero sufficiente di triangoli (per un patchwork quadrato 4×4 servono 32 triangoli, due per ciascun quadrato da formare), potrai cominciare a disporli su una base. La base può essere un foglio di carta o di cartone.

Disponi i triangoli seguendo lo schema; per ottenere il patchwork delle foto qui sotto, lo schema è il seguente (sotto le foto trovi la spiegazione):

1\1 – 3\1 – 1/2 – 1/1
1\2 – 2\3 – 2/3 – 3/1
1/3 – 3/2 – 3\2 – 2\1
1/1 – 2/1 – 1\3 – 1\1

Abbiamo utilizzato tre numeri per identificare i tre colori/stampe differenti da combinare insieme (nella seconda foto 1 corrisponde al rosso, 2 al marrone e 3 alla stampa con i giocatoli; nella prima foto 1 corrisponde alla stampa gialla, 2 alla stampa blu e 3 alla stampa rosa). Lo barra può essere \ o / a seconda di come deve essere posizionata la diagonale: \ significa che la diagonale deve partire dall’angolo in alto a sinistra e finire nell’angolo in basso a destra, mentre / significa che la diagonale deve partire dall’angolo in basso a sinistra e finire nell’angolo in alto a destra.

Dopo aver ultimato il patchwork ed esserti assicurata/o che tutti i triangoli siano orientati e posizionati correttamente, potrai incollarli, uno per volta, utilizzando la colla stick, la colla per collage o la colla vinilica.
Questi simpatici quadretti ornamentali si possono utilizzare per decorare porte e pareti, oppure appendere a una ghirlanda.

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LIBRO TUNNEL

Il libro tunnel è un diorama tridimensionale composto sovrapponendo gli elementi di scena su più fogli, distanziati da una struttura a fisarmonica. Per capire meglio come funziona questo libro, ti invitiamo a guardare il nostro video:

LIBRO TUNNEL: ISTRUZIONI

Come puoi vedere nel video, il libro tunnel si compone di questi elementi:

  • copertina con alette;
  • fogli laterali con piega a fisarmonica;
  • foglio chiuso sul retro;
  • fogli ritagliati al centro lungo le pieghe a fisarmonica, con gli elementi di scena.

La realizzazione è lunga, ma non complessa. Dovrai cominciare scegliendo il formato del libro tunnel: noi siamo partiti da un foglio A4 per la copertina, dal quale abbiamo ricavato le alette. Abbiamo utilizzato il foglio con le alette chiuse come modello e abbiamo ritagliato tutti gli altri fogli delle stesse dimensioni. In totale abbiamo utilizzato, oltre alla copertina, 4 fogli: 3 ritagliati al centro e uno pieno, quello finale.

Tutti i fogli centrali sono ritagliati come fossero delle cornici. I personaggi e gli elementi di scena sono stati ritagliati nel cartoncino bianco, colorati e incollati alla cornice con la colla vinilica.

Per assemblare il libro abbiamo incollato i fogli alle pieghe a fisarmonica dei fogli bianchi laterali, utilizzando la colla vinilica:

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INVECE DI GIUDICARE, OFFRIAMO UN’ALTERNATIVA

Il pensiero laterale offre ai genitori una cassetta degli attrezzi molto sofisticata: imparare ad evitare i giudizi e a lavorare su un ampio ventaglio di soluzioni, anche sulle più improbabili, è utile in più di un’occasione.
Decidere di allenare il proprio pensiero laterale è vantaggioso anche sul piano dell’intelligenza emotiva e dell’allenamento emotivo dei figli. Leggi questo breve estratto in cui John Gottman, in “Intelligenza emotiva per un figlio: una guida per i genitori” ci insegna a non giudicare, ma ad offrire un’alternativa concreta:

Come genitori nessuno di noi vuole che i nostri figli si accontentino di costruire scatole traballanti. Non vogliamo che i figli crescano pigri, ritrosi, aggressivi, stupidi, codardi, falsi. Ma non vogliamo nemmeno che questi difetti divengano le caratteristiche con cui i nostri figli definiscono se stessi. Come si può evitare questo genere di etichette negative? La risposta è astenersi dalle critiche generali e persistenti sui tratti della personalità del bambino. Quando si correggono i figli, bisogna concentrare l’attenzione su un episodio specifico, che è avvenuto qui e ora nella loro vita. Invece di dire: «Sei così distratto e confusionario,» bisogna dire: «Nella tua stanza i giocattoli sono sparsi dappertutto».
Invece di dire: «Leggi troppo lentamente,» è bene dire: «Se ogni sera ti dedicherai alla lettura per mezz’ora, imparerai a leggere più in fretta».
Invece di «Sei muto come un pesce,» dite: «Se parli più forte, la cameriera può sentire quello che dici».

Il principio è semplicissimo; eppure, quante volte non riusciamo a comportarci così? Troppe. Questo dipende in parte dalla stanchezza (lo stesso Gottman insegna che ci sono casi in cui si è troppo stanchi per educare in modo efficace, e in quei casi sarebbe meglio farlo presente ai ragazzi e ritagliarsi una pausa rigenerante), ma più frequentemente la responsabilità è delle nostre abitudini mentali poco creative. Siamo talmente abitudinari che ci “dimentichiamo” di cercare un’alternativa creativa da offrire ai nostri figli.

Lavoriamo sul pensiero laterale a partire da questi casi, quelli in cui giudichiamo per incapacità di offrire una soluzione. Cominciamo giocando e perseveriamo, finché questa buona abitudine non sarà diventata uno stile di pensiero vero e proprio.

La tecnica di offrire un’alternativa è efficace anche nel caso delle reazioni emotive. Come possiamo trasformare una reazione emotivo-sentimentale negativa in una risposta educativa?

Cominciamo con il primo esempio della lezione precedente: “Perché non presti mai i tuoi giocattoli a tuo fratello? Sei un’egoista. Pensa a tutte le cose che noi facciamo per te; tu, invece, non fai altro che chiedere e pretendere. Dovresti vergognarti”.
In questo caso, dobbiamo considerare che la bambina o il bambino in questione sta agendo sulla base di un suo diritto, benché questo lo stia mettendo in una posizione sociale scomoda. Inoltre, fino ai sette anni di età, un comportamento simile è del tutto naturale: il piacere della condivisione non è innato e si costruisce nel tempo.
Una risposta educativa di ampio respiro, in questo caso, è mostrare al bambino il piacere con cui noi condividiamo qualcosa. Rendiamolo partecipe delle nostre emozioni positive e dei nostri sentimenti positivi mentre condividiamo qualcosa.
Una risposta educativa immediata è quella di rivolgersi al fratello, offrendogli un’alternativa, magari proponendogli un piccolo gioco insieme.
In questo caso gli obiettivi educativi sono due: 1) nell’immediato, togliere l’attenzione dal bambino/bambina che non ha prestato il suo giocattolo per prendersi cura del bambino “offeso”. L’attenzione negata non è una punizione, ma una conseguenza dell’azione, 2) successivamente (dopo che tutti avranno smaltito la carica emotiva legata a quell’episodio), mostrare al bambino che non vuole prestare i suoi giocattoli che è bello condividere.

Secondo esempio: “Non hai studiato neanche una pagina. Sei il più pigro e svogliato della classe. Se continui così, non combinerai mai nulla nella vita”.
In questo caso, dobbiamo trovare un modo di far comprendere al bambino la situazione e le conseguenze della sua azione. Tuttavia, dobbiamo prestare grande attenzione: il nostro intervento rischia di scoraggiare, di avvilire o di danneggiare la motivazione del bambino.
Una risposta educativa potrebbe essere quella di chiedere al bambino perché non ha fatto i compiti, cercando di comprendere eventuali difficoltà (personali e didattiche). Successivamente, potremo chiedergli di svolgerli in classe, approfittandone per correggerli.
La nostra risposta dovrebbe cercare di valorizzare lo studente e le sue qualità: mortificarlo, infatti, non avrà altro effetto che quello di allontanarlo ulteriormente dal mondo della scuola.
In questo caso gli obiettivi educativi sono: 1) confortare e sostenere, 2) far comprendere le conseguenze della mancanza, 3) offrire un’occasione per recuperare (correzione in classe di uno o due esercizi).

Per finire, analizziamo l’ultimo degli esempi che avevamo proposto: “Basta. Non riesci a giocare due minuti da solo senza disturbare noi adulti! Sei davvero fastidioso. Adesso vai in camera e lasciaci in pace”.
Questo è forse il caso più semplice. Infatti, la reazione negativa è stata causata esclusivamente dal fastidio dell’adulto. In questo caso, una risposta educativa adeguata potrebbe essere quella di proporre al bambino una sorta di “missione speciale”: giocare per 3 minuti senza mai chiamare i genitori. Non possiamo spingerci oltre perché il bambino non sarebbe in grado di portare a termine il compito. Ricordiamoci che la padronanza del tempo non è scontata per i bambini.

FONTI

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GIOCHI FAI DA TE CON I TAPPI DI PLASTICA

Sapevi che con i tappi di plastica si possono realizzare tanti semplici giochi fai da te? In questo articolo scopriremo insieme come realizzarne qualcuno.

TAPPAB(R)UCHI: ISTRUZIONI

Per realizzare questo gioco ti serviranno:

  • una striscia di cartoncino;
  • tappi di varie dimensioni;
  • pennarelli.

Dopo aver ritagliato una striscia di carta rettangolare, metti in fila i tappi per realizzare il corpo del bruco e, con il pennarello nero, ripassa il contorno di ciascun tappo. Su un altro foglio di carta o cartoncino bianco, ripeti la stessa operazione; questa volta, però, dovrai ritagliare le sagome e incollarle sui tappi. Colora i cartoncini sui tappi e quelli sulla striscia di cartoncino con i colori corrispondenti.

Il gioco consiste nel ricomporre il bruco mettendo ogni tappo al posto giusto. Nella versione che abbiamo realizzato noi ci sono due variabili: forma e colore. Se volessi realizzare un gioco montessoriano dovresti eliminare una variabile, ad esempio utilizzando tappi della stessa dimensione e variando solo il colore o utilizzando tappi di dimensioni diverse, ma tutti dello stesso colore.

Ecco il nostro Tappab(r)uco:

TAPGRAM© 2: ISTRUZIONI

Il Tapgram© è un gioco da tavolo ispirato al tangram. Invece di utilizzare le tessere di legno, però, utilizzeremo i tappi e dei quadrati di cartoncino 5×5 cm. Per riuscire a disegnare gli occhi abbiamo ritagliato un cerchio di cartoncino e lo abbiamo incollato su ciascun tappo con la colla vinilica.

Ecco gli animali che abbiamo realizzato. I tappi, naturalmente, si possono scambiare tra loro:

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LABORATORIO DEGLI ALBERI

Hai mai giocato con le texture? Utilizzando vari elementi naturali e artificiali come fossero degli stampi è possibile dipingere in modo diverso dal solito.

LABORATORIO DEGLI ALBERI: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, dovrai raccogliere degli elementi naturali da utilizzare per dipingere. Noi abbiamo lavorato con delle pigne, della corteccia di abete e dei ramoscelli. Con un pennello, stendi il colore a tempera sulla superficie dell’oggetto che utilizzerai per dipingere. Non devi verniciare in modo uniforme: devi passare il pennello in modo tale che il colore si depositi solo sugli elementi in rilievo.

Adesso, utilizzando le pigne, i ramoscelli e la corteccia impregnata di colore a tempera, premila sul foglio, come se fosse uno stampo. Otterrai un effetto molto particolare. Ecco la nostra pittura con le texture naturali:

A partire da queste semplici texture, abbiamo ritagliato degli alberi ed è così che il nostro laboratorio delle texture si è trasformato nel laboratorio degli alberi:

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