Stai cercando un’idea didattica creativa per aiutare i bambini a memorizzare i complementi dell’analisi logica? Noi abbiamo provato ad utilizzare la ruota dei complementi, un semplice dispositivo di cartoncino composto da due dischi rotanti. Ecco la nostra ruota in azione:
RUOTA DEI COMPLEMENTI: ISTRUZIONI
Questa foto può aiutarti a capire come abbiamo realizzato la nostra ruota:
La base è una sagoma di cartoncino circolare, divisa in tanti spicchi quanti erano i complementi da inserire (puoi inserirne di più o di meno a seconda delle esigenze didattiche). La copertura è un foglio di cartoncino colorato, di dimensioni inferiori a quelle della base (tanto più piccole da lasciar leggere le domande cui risponde ciascun complemento. Dalla copertura abbiamo ritagliato uno spicchio, necessario per permettere a chi la utilizza di leggere il nome del complemento selezionato. Il modo migliore per realizzare i due dischi circolari è utilizzare un compasso: questo strumento permetterà di regolare l’apertura con precisione millimetrica. Noi abbiamo utilizzato una caraffa graduata di plastica, utilizzando la parte alta (più larga) per il disco più grande e il fondo (più stretto) per il disco più piccolo. I due dischi in cartoncino sono tenuti fermi da un fermacampioni al centro.
Il Cuorfolletto Creative Shop è il negozio online della nostra casa editrice. Qui potete acquistare le nostre raccolte di lapbook, minibook fai-da-te, giochi pop-up e tanti altri formati da stampare e costruire insieme, trasformando ogni attività in un piccolo laboratorio di meraviglia. Acquistando uno dei nostri prodotti, sostenete la casa editrice e ci aiutate a continuare a offrire anche tante attività gratuite.
Le raccolte disponibili nel Cuorfolletto Creative Shop possono essere acquistate anche con Carta del Docente. Vi offriamo un’assistenza continua per ogni fase dell’acquisto e del download dei materiali, oltre che un supporto dedicato nell’assemblaggio dei materiali, con video tutorial e spiegazioni.
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Oggi vogliamo proporvi un gioco per riscoprire la magia del silenzio: chi ha detto che ci si può divertire solo attraverso i suoni e i rumori? Il silenzio, nella nostra società, è sempre più raro; eppure, si tratta di un tesoro prezioso che ci aiuta a vivere con consapevolezza e ad ascoltare la nostra anima.
Il gioco del dragone è molto diverso dal gioco del silenzio: in questo caso, il silenzio non è il fine del gioco, ma una condizione necessaria per poter giocare.
Si tratta di un’attività che divertirà moltissimo i più piccoli e che si può utilizzare per intrattenere un gruppo di medie dimensioni da 20 minuti a un’ora.
IL GIOCO DEL DRAGONE
Tipologia: gioco sensoriale
Svolgimento: uno dei bambini viene bendato e si siede ad un tavolo (o a un banco); questo giocatore sarà il “dragone cieco” e dovrà reclutare i suoi “apprendisti draghetti”. Per entrare a far parte della squadra, gli aspiranti draghetti dovranno riuscire a raggiungere il tavolo del dragone e a depositare una matita nella sua ciotola senza che questi se ne accorga. Il compito del dragone cieco è quello di individuare il momento in cui i draghetti depositano la matita. Per farlo, quando crede di averne sentito il rumore, deve alzare le braccia: se effettivamente l’aspirante draghetto stava posando la matita, questo viene eliminato. Se il dragone sbaglia o se l’aspirante draghetto riesce a posare la matita senza farsi sentire, può entrare a far parte della squadra del dragone.
Dopo che tutti i bambini hanno provato a giocare, si può scegliere un nuovo dragone cieco e il gioco ricomincia.
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Il divario linguistico è un problema globale: i bambini che possiedono un vocabolario più ricco, già dai primi anni di scuola, fanno meno fatica e riescono a cogliere maggiori opportunità rispetto ai bambini che partono con un lessico povero.
Questo dipende anche dall’approccio educativo della famiglia: lo ha studiato un’equipe di ricercatori americani guidati da Jessica Logan.
La scoperta è sorprendente: i genitori che hanno letto ai propri figli un libro illustrato al giorno fino al momento dell’ingresso alla scuola dell’infanzia hanno “regalato” loro la familiarità con circa 78.000 parole ogni anno. Considerando che nelle famiglie che leggono libri e raccontano storie, di solito, si eccede abbondantemente il libro al giorno, questi bambini fanno il loro ingresso a scuola con un vocabolario superiore al milione di parole.
Secondo le autrici dello studio citato, leggere a casa è una strategia efficace per ridurre il gap lessicale, quel “million word gap” – così hanno deciso di chiamarlo – che si trasforma poi in un divario scolastico, culturale e umano.
Per i bambini non è un peso: nei primi anni di vita, l’apprendimento è spontaneo e gioioso. La semplice esposizione alla lettura genera apprendimento durevole, una condizione molto lontana da quella della scuola dell’obbligo (che nel suo stesso nome porta le radici della costrizione).
In Italia, fortunatamente, si stanno facendo passi avanti: dal 2016 al 2018 il mercato della letteratura infantile ha registrato un netto + 13% nei volumi, segnale inequivocabile dell’interesse di mamme e papà verso i libri. Eppure, potremmo fare molto di più.
Lo studio si è basato sul numero di parole contenute in ciascun libro, dunque il concetto stesso di libro va colto in senso ampio: lo stesso effetto benefico si potrebbe ottenere inventando una storia di fantasia o leggendo storie, favole e fiabe trovate sul web (come quelle contenute nella nostra raccolta).
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Il modo migliore per imparare a coniugare i verbi è avere delle tabelle dei verbi strutturate con la coniugazione di tutti i modi e tutti i tempi per ciascuna coniugazione (in aggiunta ai verbi essere e avere, che vengono utilizzati anche come ausiliari).
Abbiamo realizzato un set di tabelle dei verbi pronte da stampare. Ogni coniugazione è composta da 3 tabelle: nella prima si trova il modo indicativo, nella seconda si trovano il modo congiuntivo e il modo condizionale ed infine, nella terza tabella, si trovano il modo imperativo e i modi indefiniti (infinito, participio e gerundio). Puoi scaricare e stampare tutte le tabelle in formato PDF cliccando sui link qui sotto:
In questa sezione puoi trovare la corretta coniugazione dei tempi verbali italiani, suddivisi nelle tre coniugazioni (ARE, ERE, IRE).
PRIMA CONIUGAZIONE: VERBI IN -ARE (Mangiare)
MODO INDICATIVO
PRESENTE Io mangio Tu mangi Egli mangia Noi mangiamo Voi mangiate Essi mangiano
IMPERFETTO Io mangiavo Tu mangiavi Egli mangiava Noi mangiavamo Voi mangiavate Essi mangiavano
PASSATO REMOTO Io mangiai Tu mangiasti Egli mangiò Noi mangiammo Voi mangiaste Essi mangiarono
FUTURO SEMPLICE Io mangerò Tu mangerai Egli mangerà Noi mangeremo Voi mangerete Essi mangeranno
PASSATO PROSSIMO Io ho mangiato Tu hai mangiato Egli ha mangiato Noi abbiamo mangiato Voi avete mangiato Essi hanno mangiato
TRAPASSATO PROSSIMO Io avevo mangiato Tu avevi mangiato Egli aveva mangiato Noi avevamo mangiato Voi avevate mangiato Essi avevano mangiato
TRAPASSATO REMOTO Io ebbi mangiato Tu avesti mangiato Egli ebbe mangiato Noi avemmo mangiato Voi aveste mangiato Essi ebbero mangiato
FUTURO ANTERIORE Io avrò mangiato Tu avrai mangiato Egli avrà mangiato Noi avremo mangiato Voi avrete mangiato Essi avranno mangiato
MODO CONGIUNTIVO
PRESENTE Che io mangi Che tu mangi Che egli mangi Che noi mangiamo Che voi mangiate Che essi mangino
IMPERFETTO Che io mangiassi Che tu mangiassi Che egli mangiasse Che noi mangiassimo Che voi mangiaste Che essi mangiassero
PASSATO Che io abbia mangiato Che tu abbia mangiato Che egli abbia mangiato Che noi abbiamo mangiato Che voi abbiate mangiato Che essi abbiano mangiato
TRAPASSATO Che io avessi mangiato Che tu avessi mangiato Che egli ebbe mangiato Che noi avemmo mangiato Che voi aveste mangiato Che essi ebbero mangiato
MODO CONDIZIONALE
PRESENTE Io mangerei Tu mangeresti Egli mangerebbe Noi mangeremmo Voi mangereste Essi mangerebbero
PASSATO Io avrei mangiato Tu avresti mangiato Egli avrebbe mangiato Noi avremmo mangiato Voi avreste mangiato Essi avrebbero mangiato
MODO IMPERATIVO
PRESENTE – Mangia Mangi Mangiamo Mangiate Mangino
MODI INDEFINITI
INFINITO
PRESENTE Mangiare
PARTICIPIO
PRESENTE Mangiante
GERUNDIO
PRESENTE Mangiando
PASSATO Aver mangiato
PASSATO Mangiato
PASSATO Avendo mangiato
SECONDA CONIUGAZIONE: VERBI IN -ERE (Credere)
MODO INDICATIVO
PRESENTE Io credo Tu credi Egli crede Noi crediamo Voi credete Essi credono
IMPERFETTO Io credevo Tu credevi Egli credeva Noi credevamo Voi credevate Essi credevano
PASSATO REMOTO Io credei Tu credesti Egli credette Noi credemmo Voi credeste Essi credettero
FUTURO SEMPLICE Io crederò Tu crederai Egli crederà Noi crederemo Voi crederete Essi crederanno
PASSATO PROSSIMO Io ho creduto Tu hai creduto Egli ha creduto Noi abbiamo creduto Voi avete creduto Essi hanno creduto
TRAPASSATO PROSSIMO Io avevo creduto Tu avevi creduto Egli aveva creduto Noi avevamo creduto Voi avevate creduto Essi avevano creduto
TRAPASSATO REMOTO Io ebbi creduto Tu avesti creduto Egli ebbe creduto Noi avemmo creduto Voi aveste creduto Essi ebbero creduto
FUTURO ANTERIORE Io avrò creduto Tu avrai creduto Egli avrà creduto Noi avremo creduto Voi avrete creduto Essi avranno creduto
MODO CONGIUNTIVO
PRESENTE Che io creda Che tu creda Che egli creda Che noi crediamo Che voi crediate Che essi credano
IMPERFETTO Che io credessi Che tu credessi Che egli credesse Che noi credessimo Che voi credeste Che essi credessero
PASSATO Che io abbia creduto Che tu abbia creduto Che egli abbia creduto Che noi abbiamo creduto Che voi abbiate creduto Che essi abbiano creduto
TRAPASSATO Che io avessi creduto Che tu avessi creduto Che egli avesse creduto Che noi avessimo creduto Che voi aveste creduto Che essi avessero creduto
MODO CONDIZIONALE
PRESENTE Io crederei Tu crederesti Egli crederebbe Noi crederemmo Voi credereste Essi crederebbero
PASSATO Io avrei creduto Tu avresti creduto Egli avrebbe creduto Noi avremmo creduto Voi avreste creduto Essi avrebbero creduto
MODO IMPERATIVO – Credi Creda Crediamo Credete Credano
MODI INDEFINITI
INFINITO
PRESENTE Credere
PASSATO Aver creduto
PARTICIPIO
PRESENTE Dormiente
PASSATO Dormito
GERUNDIO
PRESENTE Dormendo
PASSATO Avendo dormito
TERZA CONIUGAZIONE: VERBI IN -IRE (Dormire)
MODO INDICATIVO
PRESENTE Io dormo Tu dormi Egli dorme Noi dormiamo Voi dormite Essi dormono
IMPERFETTO Io dormivo Tu dormivi Egli dormiva Noi dormivamo Voi dormivate Essi dormivano
PASSATO REMOTO Io dormii Tu dormisti Egli dormì Noi dormimmo Voi dormiste Essi dormirono
FUTURO SEMPLICE Io dormirò Tu dormirai Egli dormirà Noi dormiremo Voi dormirete Essi dormiranno
PASSATO PROSSIMO Io ho dormito Tu hai dormito Egli ha dormito Noi abbiamo dormito Voi avete dormito Essi hanno dormito
TRAPASSATO PROSSIMO Io avevo dormito Tu avevi dormito Egli aveva dormito Noi avevamo dormito Voi avevate dormito Essi avevano dormito
TRAPASSATO REMOTO Io ebbi dormito Tu avesti dormito Egli ebbe dormito Noi avemmo dormito Voi aveste dormito Essi ebbero dormito
FUTURO ANTERIORE Io avrò dormito Tu avrai dormito Egli avrà dormito Noi avremo dormito Voi avrete dormito Essi avranno dormito
MODO CONGIUNTIVO
PRESENTE Che io dorma Che tu dorma Che egli dorma Che noi dormiamo Che voi dormiate Che essi dormano
IMPERFETTO Che io dormissi Che tu dormissi Che egli dormisse Che noi dormissimo Che voi dormiste Che essi dormissero
PASSATO Che io abbia dormito Che tu abbia dormito Che egli abbia dormito Che noi abbiamo dormito Che voi abbiate dormito Che essi abbiano dormito
TRAPASSATO Che io avessi dormito Che tu avessi dormito Che egli avesse dormito Che noi avessimo dormito Che voi aveste dormito Che essi avessero dormito
MODO CONDIZIONALE
PRESENTE Io dormirei Tu dormiresti Egli dormirebbe Noi dormiremmo Voi dormireste Essi dormirebbero
PASSATO Io avrei dormito Tu avresti dormito Egli avrebbe dormito Noi avremmo dormito Voi avreste dormito Essi avrebbero dormito
MODO IMPERATIVO
PRESENTE – Dormi Dorma Dormiamo Dormite Dormano
MODI INDEFINITI
INFINITO
PRESENTE Dormire
PASSATO Aver dormito
PARTICIPIO
PRESENTE Dormiente
PASSATO Dormito
GERUNDIO
PRESENTE Dormendo
PASSATO Avendo dormito
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Possiamo imparare ad ascoltare attraverso la pittura? Noi ci abbiamo provato mescolando musica e action painting. Quando ascoltiamo una traccia musicale o una canzone, quali sentimenti evoca in noi? Cosa sentiamo nel cuore e nella mente? Sapremmo esprimere queste sensazioni attraverso un disegno o attraverso i colori?
ACTION PAINTING MUSICALE: ISTRUZIONI
Dopo aver scelto una traccia musicale per il laboratorio, versa qualche goccia di colore su un foglio di carta.
Nel video qui sotto puoi vedere la nostra sperimentazione; abbiamo utilizzato una paletta di silicone da cucina e una spugna abrasiva.
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Questa mattina stavamo passeggiando sotto un glicine meraviglioso. Ci siamo fermati, cercando di immergerci nei colori della natura, cercando di ascoltarla e di viverla.
LABORATORIO DI FOCALIZZAZIONE NATURALE: ISTRUZIONI
L’ideale è partire da un elemento naturale vero e proprio, come il nostro glicine. Potrebbe essere il prato della scuola o l’albero che si trova nel giardinetto del condominio. Il primo passaggio consiste nel mettersi in ascolto.
Solo in un secondo momento possiamo “trascrivere” ciò che abbiamo sentito attraverso l’arte. Noi lo abbiamo fatto utilizzando una foglia avanzata dall’insalata di rape rosse, un rotolo della carta igienica e i colori a tempera.
Attraverso questi semplici strumenti è possibile sperimentare tecniche diverse e vivere la ricchezza e la complessità della rappresentazione artistica dal punto di vista tecnico.
Le foglie possono trasformarsi in strumenti di pittura straordinari:
Il rotolo della carta igienica si può trasformare tagliandolo in piccole strisce, come fossero le setole di un pennello.
Ed ecco la nostra composizione: abbiamo realizzato la base con il rotolo della carta igienica, le foglie utilizzando proprio la foglia come stampo e infine i fiori del glicine con il pennello.
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