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VENTAGLI DI CARTA FAI DA TE

I ventagli di carta sono semplicissimi da realizzare: è sufficiente un foglio di carta da riciclare e un po’ di colla. Si possono utilizzare per rinfrescarsi nelle calde giornate estive, ma anche come decorazioni: appesi a porte, finestre e pareti donano un tocco di colore originale. Puoi anche combinarli insieme per realizzare un bellissimo festone di carta. Scopriamo insieme come realizzare un ventaglio di carta fai da te.

VENTAGLIO DI CARTA: ISTRUZIONI

Per cominciare, prendi un foglio di carta. Noi abbiamo scelto la pagina di una rivista, che conferisce al ventaglio un aspetto variegato e multicolore. Per realizzare un ventaglio monocromo, utilizza un foglio di carta colorato. Per un effetto retro, usa un foglio di giornale o un foglio stampato in bianco e nero.

Piega il foglio a fisarmonica, per tutta la sua lunghezza.

Adesso chiudi il foglio piegato a fisarmonica e ripiegalo a metà.

Utilizzando la colla stick, incolla tra loro le due metà interne del foglio; infine, aggiusta la carta sui lati in modo tale che prenda la forma a ventaglio.

Complimenti! Hai realizzato il tuo primo ventaglio di carta.

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RISCOPRIAMO L’ATTIVITÀ MANUALE PER ALLENARE LA CONCENTRAZIONE

Greche, lavori geometrici, frame ispirati allo zentangle e all’arte astratta: tutte queste forme di disegno funzionano in modo eccellente per ritrovare la concentrazione e per allenare l’attenzione:

Anche il lavoro manuale, di cucito e di artigianato è un’attività capace di stimolare la concentrazione. Si tratta di attività capaci di generare un flusso, così come lo ha descritto lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi: mentre siamo immersi in un flusso di attività, tutte le nostre energie mentali sono concentrate in esso, eliminando le distrazioni dell’ambiente circostante, le distrazioni di natura mentale e generando una potente motivazione intrinseca.

E così, nonostante alcuni definiscano queste attività come “la morte della creatività”, potrebbe essere proprio la riscoperta dei quaderni riempitempo e dei piccoli lavoretti manuali a riportare in auge il concetto di allenamento attentivo. Una volta, del resto, le distrazioni erano poche e l’attenzione fluiva naturale. Oggi, la difficoltà a concentrarsi sul compito è uno dei problemi più diffusi nel mondo della scuola. Insegnanti e genitori si rendono conto di trovarsi di fronte ragazzi che fanno una grande fatica a concentrarsi sullo studio.

Ecco un elenco di attività da sperimentare per allenare la concentrazione:

Non mancano gli studi scientifici sul potere rilassante e sugli effetti benefici per la concentrazione di queste attività. Ad esempio, Herbert Benson, docente di medicina ad Harvard, ha analizzato e descritto il potere benefico del lavoro a maglia.

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REALIZZIAMO UN SEMPLICE LABIRINTO

Fabbricarsi i giochi da sé è un ottimo modo per risparmiare, riscoprire una serie di abilità manuali e creative e soprattutto per passare del tempo di qualità insieme. Per cominciare, ti proponiamo questo semplice labirinto. Noi lo abbiamo realizzato in circa 30 minuti e il gioco si è rivelato molto divertente.

labirinto busy bag

LABIRINTO FAI DA TE: ISTRUZIONI

Ecco come realizzare il tuo labirinto in poche, semplici mosse:

  • su un foglio in formato A4 di gomma crepla o cartoncino, disegna il percorso da seguire per uscire dal labirinto;
  • taglia dei segmenti di cannucce e incollali al foglio (con la colla vinilica o con la colla a caldo) in modo da rendere il percorso ricco di ostacoli;
  • se vuoi, incolla anche degli elementi decorativi (noi abbiamo sparpagliato qua e là qualche cuore);
  • se hai utilizzato il cartoncino,ripassa il percorso da seguire con un pennarello indelebile (sulla gomma crepla ti consigliamo di usare il lapis e di non ripassare, poiché finiresti per macchiare il foglio);
  • infila il foglio in una busta trasparente;
  • inserisci una pedina (perché il gioco riesca bene è necessario utilizzare una pedina dal fondo liscio e piatto, come lo scarabeo che abbiamo utilizzato noi).

Adesso sei pronta/o a giocare!

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Esperimenti con l’acqua

In questo articolo raccoglieremo alcuni semplici esperimenti con l’acqua, da realizzare con i bambini.

IL FIORE MAGICO

Il fiore magico è un semplice esperimento scientifico per bambini, che ai più piccoli appare come una vera e propria magia.

ISTRUZIONI:

  • Su un foglio di carta, disegna un fiore con dei bei petali sporgenti (la forma della margherita è la più adatta).
  • Ritaglia il fiore, poi richiudi i petali su se stessi, verso il centro.
  • Prepara un piattino pieno d’acqua, o una ciotola abbastanza larga perché il fiore possa galleggiare liberamente al suo interno.
  • Deposita il fiore sulla superficie dell’acqua.
  • Aspetta e osserva.
  • Dopo qualche minuto, i petali del fiore cominceranno a schiudersi.

Spiegazione: questo fenomeno è legato alla capillarità. La carta, infatti, è formata da fibre di cellulosa intrecciate fra loro; nell’intreccio delle fibre sono presenti dei minuscoli spazi vuoti, simili a canali (capillari). L’acqua, a contatto con la carta, riempie questi canali e genera una forza in grado di muovere le foglie di carta.

Ecco il video del nostro esperimento (il video è stato accelerato; in verità abbiamo aspettato ben 5 minuti prima che il fiore si schiudesse completamente):

Schede di scienze:
🔴 Scienze – Classe prima
🟠 Scienze – Classe seconda
🟡 Scienze – Classe terza
🟢 Scienze – Classe quarta
🔵 Scienze – Classe quinta
↩️ Scienze – Tutte le schede

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I BAMBINI E L’INTROSPEZIONE

Zygmunt Bauman, qualche anno fa, ci raccontò la scomparsa dell’introspezione: “l’introspezione è un’attività che sta scomparendo. Sempre più persone, quando si trovano a fronteggiare momenti di solitudine nella propria auto, per strada o alla cassa del supermercato, invece di raccogliere i pensieri controllano se ci sono messaggi sul cellulare per avere qualche brandello di evidenza che dimostri loro che qualcuno, da qualche parte, forse li vuole o ha bisogno di loro“.

Opera di E. (5 anni)

Guardando questi quadretti di carta, ci siamo convinti che dovremmo riscoprire l’introspezione a partire dai bambini: loro, pur con i limiti linguistici, artistici e concettuali tipici della condizione infantile, sono dei veri campioni nel rielaborare gli stimoli attraverso la propria personalità artistica. Non è un caso che Maria Montessori abbia definito la mente del bambino come mente assorbente. Il bambino rielabora costantemente il proprio mondo interiore, lo accresce attraverso gli stimoli esterni ed è spinto ad esplorare il mondo da una curiosità insaziabile.

Noi, al contrario, viviamo in un circolo vizioso di cattiva tecnologia, che inquina i nostri pensieri ripetendoli in un ciclo infinito ed immoto. La tecnologia ci ha illuso di essere liberi di comunicare. Non che questo non sia possibile, almeno in linea di principio. Le scoperte tecnologiche degli ultimi decenni ci hanno donato una libertà potenziale enorme. Il problema è che noi, invece di raccogliere quel potenziale, siamo stati intrappolati dalla tecnologia commerciale, che ci ha assoggettato ad una logica della banalità disarmante.

Invece di utilizzare gli strumenti tecnologici per contaminare le nostre idee con i pensieri di qualità che vengono prodotti dall’altra parte del mondo, invece di fare e veicolare cultura, ci limitiamo ad utilizzare lo smartphone per denigrare questo o quell’altro politico o per cercare continue conferme sociali. Il risultato è quello che ha ben descritto Bauman, nelle parole che abbiamo citato in apertura.
In questi casi, la cosa migliore da farsi è osservare i bambini: osservarli in silenzio, perdendoci nell’immensità della loro introspezione. Le loro opere parlano per loro. Per ritrovare il senso dell’introspezione, dobbiamo ritrovare il bambino che dorme dentro di noi.

FONTI

  • Z. Bauman, Intervista sull’identità, Laterza, 2009

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La favola del colibrì

La favola del colibrì

Una antica favola africana racconta del giorno in cui scoppiò un grande incendio nella foresta.
Tutti gli animali abbandonarono le loro tane e scapparono spaventati.
Mentre se la dava letteralmente a gambe, il leone vide un colibrì che stava volando in direzione delle fiamme.
“Dove stai andando?” – chiese il Re della Foresta – “c’è un incendio, dobbiamo scappare!”.
Il colibrì rispose: “Vado al lago, per raccogliere acqua da buttare sull’incendio”.
Il leone domandò prontamente: “Sei forse impazzito? Non crederai di poter spegnere un incendio gigantesco con quattro gocce d’acqua?”
“Io faccio la mia parte” gli rispose il colibrì, poi riprese il volo.

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