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Canzoni in inglese per bambini

canzoni in inglese per bambini

Introdurre l’inglese in casa è tutt’altro che semplice per chi non ha la fortuna di avere un nucleo familiare bilingue. Se vogliamo provarci, però, dobbiamo cominciare da piccoli momenti di condivisione in cui l’inglese non diventi un esercizio o un ostacolo, ma un modo per stare insieme.

Ad esempio, le canzoni per bambini. In questa pagina abbiamo raccolto cinque canzoni in inglese per bambini da cui cominciare. Per ciascuna troverai il testo e il video, per ascoltarla senza uscire da Portale Bambini. Comincia subito!

I’M A LITTLE TEAPOT

I’m a little teapot
Short and stouts
Here is my handle
Here is my spout
When I get all steamed up
I just shout
Tip me over and pour me out

I’m a very special pot
It’s true
Here’s an example of what I can do
I can turn my handle into a spout
Tip me over and pour me out

I’m a little teapot
Short and stouts
Here is my handle
Here is my spout
When I get all steamed up
I just shout
Tip me over and pour me out

I’m a very special pot
It’s true
Here’s an example of what I can do
I can turn my handle into a spout
Tip me over and pour me out.

ADESSO ASCOLTA LA CANZONE: 

https://youtu.be/mdu5lLpMH_w

IF YOU’RE HAPPY AND YOU KNOW IT

Una versione molto simile al nostro “Se sei felice e tu lo sai

If you’re happy and you know it, clap your hands (clap clap)
If you’re happy and you know it, clap your hands (clap clap)
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it
If you’re happy and you know it, clap your hands. (clap clap)

If you’re happy and you know it, stomp your feet (stomp stomp)
If you’re happy and you know it, stomp your feet (stomp stomp)
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it
If you’re happy and you know it, stomp your feet. (stomp stomp)

If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!)
If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!)
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it
If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!)

If you’re happy and you know it, do all three (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!)
If you’re happy and you know it, do all three (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!)
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it
If you’re happy and you know it, do all three. (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!)

ADESSO ASCOLTA LA CANZONE: 

THE INCY WINCY SPIDER

La versione originale di una delle canzoni più amate di sempre dai bambini: Whisky il ragnetto

The Incy Wincy spider went up the waterspout
Down came the rain and washed the spider out
Out came the sun and dried up all the rain
Now Incy Wincy spider went up the spout again!

The Incy Wincy spider went up the waterspout
Down came the rain and washed the spider out
Out came the sun and dried up all the rain
Now Incy Wincy spider went up the spout again!

ADESSO ASCOLTA LA CANZONE: 

OLD MCDONALD HAD A FARM

La versione inglese de “Nella vecchia fattoria” 

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a cow, E-I-E-I-O
With a “moo-moo” here and a “moo-moo” there
Here a “moo” there a “moo”
Everywhere a “moo-moo”
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a pig, E-I-E-I-O
With a (snort) here and a (snort) there
Here a (snort) there a (snort)
Everywhere a (snort-snort)
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a horse, E-I-E-I-O
With a “neigh, neigh” here and a “neigh, neigh” there
Here a “neigh” there a “neigh”
Everywhere a “neigh, neigh”
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a chicken, E-I-E-I-O
With a “cluck, cluck” here and a “cluck, cluck” there
Here a “cluck” there a “cluck”
Everywhere a “cluck, cluck”
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a duck, E-I-E-I-O
With a “quack, quack” here and a “quack, quack” there
Here a “quack” there a “quack”
Everywhere a “quack, quack”
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

ADESSO ASCOLTA LA CANZONE:

LONDON BRIDGE

London Bridge is falling down,
Falling down, falling down.
London Bridge is falling down,
My fair lady.

London Bridge is broken down,
Broken down, broken down.
London Bridge is broken down,
My fair lady.

Build it up with wood and clay,
Wood and clay, wood and clay,
Build it up with wood and clay,
My fair lady.

Wood and clay will wash away,
Wash away, wash away,
Wood and clay will wash away,
My fair lady.

Build it up with bricks and mortar,
Bricks and mortar, bricks and mortar,
Build it up with bricks and mortar,
My fair lady.

Bricks and mortar will not stay,
Will not stay, will not stay,
Bricks and mortar will not stay,
My fair lady.

Build it up with iron and steel,
Iron and steel, iron and steel,
Build it up with iron and steel,
My fair lady.

Iron and steel will bend and bow,
Bend and bow, bend and bow,
Iron and steel will bend and bow,
My fair lady.

Build it up with silver and gold,
Silver and gold, silver and gold,
Build it up with silver and gold,
My fair lady.

Silver and gold will be stolen away,
Stolen away, stolen away,
Silver and gold will be stolen away,
My fair lady.

Set a man to watch all night,
Watch all night, watch all night,
Set a man to watch all night,
My fair lady.

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Il mago di Oz

il mago di oz

Il mago di Oz (nell’edizione originale il titolo era “Il meraviglioso mago di Oz“) è un romanzo per bambini e ragazzi scritto da Lyman Frank Baum nel 1900.

IL MAGO DI OZ: LA TRAMA

Dorothy è una piccola bambina orfana che abita in Kansas con i suoi zii. Un giorno, un tornado spazza via la loro casa, con Dorothy all’interno, trasportandola nel paese di Oz. Qui, la casa, cadendo per terra, schiaccia la strega malvagia dell’Est.

Nel paese di Oz, infatti, esistono quattro streghe: due buone (la strega del Nord e la strega del Sud) e due cattive (la strega dell’Est e la strega dell’Ovest). Nella capitale del regno, la città di Smeraldo, vi è inoltre un potentissimo mago, il mago di Oz.

il mago di oz
Dorothy e i suoi compagni in un’illustrazione d’epoca de “Il mago di Oz”

Presto Dorothy incontra la strega del Nord, che la ringrazia per aver tolto di mezzo la strega malvagia dell’Est e le dona le sue scarpette di cristallo. Dorothy chiede alla strega di aiutarla a tornare in Kansas, dai suoi zii; la strega non può fare nulla per lei, ma le suggerisce di recarsi nella città di Smeraldo e di chiedere aiuto al mago di Oz.

Dorothy si incammina così verso la città. Lungo la strada, incontra tre compagni: uno spaventapasseri che vorrebbe avere un cervello, un boscaiolo di latta che vorrebbe avere un cuore e infine un leone che vorrebbe essere coraggioso. I quattro compagni superano gli ostacoli lungo la strada e giungono al cospetto del mago di Oz, che promette loro di aiutarli ad esaudire ogni desiderio: prima, però, dovranno uccidere la strega malvagia dell’Ovest.

La strega invia i suoi aiutanti per sconfiggere Dorothy e i suoi compagni e, finalmente, le terrificanti scimmie alate riescono a rapire Dorothy e il leone e a portarli alla strega dell’Ovest come prigionieri, dopo aver fatto a pezzi lo spaventapasseri e il boscaiolo di latta. La strega, però, non può fare del male alla bambina perché è protetta dalla magia delle scarpette d’argento. Così, cerca di rubargliene una. Dorothy, infuriata per il furto della scarpetta, lancia alla strega dell’Ovest un secchio d’acqua che, inaspettatamente, uccide la strega sciogliendola.

Dopo aver liberato il leone e ricostruito lo spaventapasseri e il boscaiolo, Dorothy torna alla città di Smeraldo; lì scopre che il mago di Oz non è un vero mago: si tratta solo di un vecchio ventriloquo arrivato a Oz dal Nebraska, durante una gita in mongolfiera. Il mago finge di donare un cervello, un cuore e il coraggio ai tre compagni di Dorothy (in realtà, ciascuno di loro aveva già le qualità che desiderava, senza saperlo) e propone a Dorothy di costruire una nuova mongolfiera e di tornare insieme negli Stati Uniti.

Tuttavia, a causa di un incidente, Dorothy rimane a terra e il mago parte da solo. La bambina non ha altra soluzione che andare alla ricerca della strega del Sud. Qui, scopre che le sue scarpette d’argento hanno il potere di portarla ovunque ella desideri; è sufficiente battere tre volte tra loro i tacchi delle scarpette.

Nel finale, Dorothy, dopo aver salutato i suoi compagni, utilizza il potere delle scarpette e torna in Kansas, dove può riabbracciare i suoi zii.

IL MAGO DI OZ: EDIZIONI CONSIGLIATE

In commercio puoi trovare decine di edizioni diverse de “Il mago di Oz”. Noi ti suggeriamo due edizioni economiche, prodotte da Edizioni Crescere e Socialibri, due realtà editoriali partner di Portale Bambini.

il mago di ozIL MAGO DI OZ 
Classici per ragazzi

Editore: Edizioni Crescere
Prezzo di copertina: 3,32€
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Se sei un’insegnante e desideri far adottare “Il mago di Oz” a tutta la tua classe, scrivici: inoltreremo la tua richiesta a Edizioni Crescere per offrirti un ulteriore sconto sul prezzo di copertina. Ti sarà sufficiente segnalarcelo tramite questo modulo di contatto.


IL MAGO DI OZ
il mago di ozEdizione ad alta leggibilità per DSA

Editore: Socialibri
Prezzo di copertina: 8,42€
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Compiti autentici di italiano

Applicare la didattica per competenze e il compito autentico all’insegnamento della lingua italiana può sembrare una sfida epica. In realtà, se ci pensiamo bene, non è difficile trovare problemi della vita quotidiana e professionale che richiedono una conoscenza impeccabile della lingua italiana.

COMPITI AUTENTICI DI ITALIANO

Quali sono i compiti autentici che ci richiedono la padronanza della lingua italiana? Per progettare dei compiti autentici efficaci per le lezioni di italiano, dovremmo partire da questa domanda, a cui non è difficile rispondere. Ecco qualche proposta:

  • Organizzazione di un convegno, sia per struttura che per singoli interventi
  • Stesura di una sceneggiatura teatrale
  • Scrittura di componimenti brevi, come favole e fiabe
  • Scrittura di un ricettario
  • Redazione di un giornalino, di una rivista o di un inserto
  • Stesura di un contenuto giornalistico
  • Stesura e organizzazione di un vocabolario

Ciascuno di questi compiti, soddisfa le condizioni richieste dalla definizione di compito autentico. Infatti:

  • Sono problemi aperti, che non presentano un’unica soluzione ma un ampio ventaglio di possibilità
  • Sono problemi complessi, che richiedono l’integrazione di numerosi processi cognitivi
  • Sono problemi che stimolano l’innovazione e la ricerca personale
  • Sono problemi realistici, con cui i professionisti della comunicazione si trovano a lavorare ogni giorno

COMPITI AUTENTICI DI ITALIANO: PROPOSTE ED ESEMPI

REDAZIONE DI UN GIORNALINO DI CLASSE 
Una pratica vecchia di un secolo e che soddisfa pienamente i requisiti del compito di realtà; chiedere agli alunni di documentare gli avvenimenti della propria scuola o del proprio quartiere è un esercizio eccellente per educare all’uso della lingua italiana all’interno di un progetto di comunicazione.

SCENEGGIATURA PER UNO SPETTACOLO DI CLASSE 
Anche la sceneggiatura è un bel compito di realtà, che permetterà ai bambini di immergersi nella dimensione più emozionale della nostra lingua. Per la scuola primaria, è bene che le sceneggiature siano brevi e non troppo complesse; è fondamentale, inoltre, che la sceneggiatura non sia imposta ma nasca dalle reali passioni dei ragazzi.

STESURA DI UNA RACCOLTA DI POESIE
Accanto al giornalino di classe e agli articoli legati alla cronaca, anche arte e poesia sono candidati ideali per progettare un compito autentico. Bisognerà formare un comitato che valuti le poesie e decida la linea editoriale della raccolta, oltre a far partecipare gli alunni della classe nella composizione delle singole poesie.

BIBLIOGRAFIA

Glatthorn A., Performance standards and authentic learning, Eye on Education, Larchmont, NY, 1999
Marconato G., Molinari M., Musco F., Competenti si diventa, Pearson, 2016

 

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Compito autentico

compito autentico

Il compito autentico è una tipologia di esercitazione didattica. Si tratta di una delle forme di esercitazione preferite dalla didattica delle competenze che ha vissuto un momento di grande notorietà negli ultimi anni.

IL COMPITO AUTENTICO: DEFINIZIONE E CARATTERISTICHE

Il compito autentico, o compito di realtà (anche se questa definizione è usata solo in Italia) è un “problema complesso e aperto, posto agli studenti per dimostrare la loro padronanza di qualcosa” (Glatthorn, 1999). I compiti autentici sono contraddistinti da alcune caratteristiche:

  • Vengono svolti da piccoli gruppi di lavoro
  • Sono realistici e simulano problemi reali, come quelli di fronte a cui potrebbe trovarsi un lavoratore o un individuo all’interno del contesto sociale
  • Richiedono di lavorare non per “elencazione a memoria” ma attraverso lo sviluppo di una ricerca e/o di un progetto
  • Accertano la padronanza su un certo numero di conoscenze, abilità e competenze
  • Non sono scontati: richiedono innovazione, fantasia e potenzialmente si possono risolvere seguendo più strade diverse

Si tratta dunque di un preciso sottoinsieme delle attività definite come “didattica laboratoriale”.

Secondo i suoi sostenitori, il compito autentico presenta questi punti di forza:

  • Motiva gli studenti a lavorare
  • Stimola l’apprendimento collaborativo
  • Permette di sviluppare abilità e competenze sul campo, immediatamente spendibili

Le principali criticità del compito autentico, invece, sono legate a:

  • Difficoltà di valutare in modo oggettivo e individuale le competenze acquisite e messe in campo
  • Difficoltà nell’applicarlo a tutti gli oggetti di insegnamento

COMPITO AUTENTICO: ESEMPI

Progettare un compito autentico non è difficile; in linea di massima, è sufficiente chiedersi: “Come questa conoscenza/abilità/competenza è utile nella vita reale?”. A partire dalla risposta, non sarà difficile individuare un compito da proporre alla propria classe.

REDAZIONE DI UNA RIVISTA GEOGRAFICO-SCIENTIFICA (per la terza classe della scuola primaria)
Immaginiamo di trovarci nel paese X, che sorge sulle sponde del fiume Y. Un compito autentico potrebbe quello di far realizzare agli studenti della terza classe della scuola primaria una rivista che contenga informazioni sulle specie animali e vegetali che popolano il fiume e l’area circostante.
Tale compito richiederebbe conoscenze in campo scientifico e geografico, ma anche un processo di raccolta, selezione e redazione delle informazioni, così come una chiara impronta stilistica e un processo di editing. Si tratta, in altre parole, di un compito che: a) simula il lavoro di un qualsiasi redattore giornalistico, b) richiede conoscenze, abilità e competenze diverse tra loro, c) lascia spazio alla fantasia e alla capacità di innovare di ciascun gruppo di lavoro.

COLTIVAZIONE DI UNA O PIÙ SPECIE VEGETALI IN CASA O IN CLASSE (per la terza classe della scuola primaria)
Si chiede agli alunni di coltivare una specie vegetale, realizzando una breve scheda di coltivazione, con le principali informazioni utili per la coltivazione. Si potrebbero formare gruppi di 4-5 bambini che coltivino la stessa specie e, unendo le schede di tutta la classe, realizzare un piccolo manuale dell’orto.

SCENOGRAFIA DI UNA FIABA DA RAPPRESENTARE CON I BURATTINI (per la quarta classe della scuola primaria)
Si chiede agli alunni di ideare una scenografia per una fiaba breve, che dovranno successivamente scrivere e portare in scena tramite uno spettacolo di burattini.

MISURAZIONE DELLA SUPERFICIE DI UN’AULA E DEI COSTI PER PAVIMENTARLA (per la quarta e la quinta classe della scuola primaria)
Si chiede agli alunni di mettere a punto una strategia che permetta loro di misurare la superficie della loro aula, calcolando poi quante piastrelle dovranno acquistare per rivestirla e la spesa conseguente.

BIBLIOGRAFIA

Glatthorn A., Performance standards and authentic learning, Eye on Education, Larchmont, NY, 1999
Marconato G., Molinari M., Musco F., Competenti si diventa, Pearson, 2016

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Come studiare storia

come studiare storia

Quando si parla dei compiti di storia, grandi e piccini possono essere colti da un improvviso attacco di sonno dovuto alla noia che spesso è associata a questa materia. Eppure questa disciplina di per sé non è così monotona, è la didattica frontale che la rende soporifera.

Come possiamo farla apprezzare ai nostri figli? Come aiutarli a studiare? Cercheremo in questo articolo di dare qualche indicazione per aiutarvi a rispondere a queste domande e per mostrarvi la storia da un punto di vista diverso.

STUDIARE STORIA COME FOSSE UN’INDAGINE INVESTIGATIVA

Provate a immaginare vostro figlio come un piccolo investigatore pronto a scoprire i misteri che lo circondano. Pensate a quanto sarebbe emozionato se provaste a nascondergli un nuovo gioco per casa e gli chiedeste di trovarlo. Cercherebbe per ogni stanza come un piccolo Sherlock Holmes, seguirebbe la logica, oppure procederebbe a caso?

Un’indagine come questa altro non è che ciò di cui si occupa la storia. Tale termine deriva infatti dal latino historia, che significa ricerca e indagine. Essa è la disciplina che scopre e indaga gli eventi passati cercando delle connessioni tra di loro e con il presente. È molto complessa e ricca di curiosità, che sono ciò su cui bisogna concentrarsi per poter catturare l’attenzione di grandi e piccini.

QUAL È  IL PROGRAMMA DI STORIA ALLA SCUOLA PRIMARIA

Durante il primo anno, i bambini acquisiscono il concetto di tempo, ciò che viene prima, ciò che succede dopo, e quello di durata degli eventi. Importanti sono anche i cambiamenti, cioè cosa fa l’uomo per provocarli e come questi impattino sullo sviluppo e sull’evoluzione.

Nel corso del secondo anno questi concetti sono approfonditi grazie all’introduzione dell’orologio, strumento fondamentale per la percezione del tempo presente e la quantificazione effettiva della durata. Inoltre inizia a essere introdotto il concetto di linea del tempo che diventerà fondamentale per tutto il percorso scolastico.

Durante il triennio successivo gli alunni imparano invece dei primi contenuti e delle prime informazioni sulle popolazioni, a partire dalla preistoria, tema centrale della classe terza, per poi procedere con le civiltà della mesopotamia, degli Egizi e dei Romani, fino ad arrivare alla caduta dell’impero romano d’occidente. Il programma è vasto ma viene presentato ai bambini tramite concetti chiave e concentrandosi su come apprendere la storia, per prepararli allo studio accurato dei fatti storici che affronteranno negli anni di scuola successivi.

IL GIUSTO APPROCCIO PER STUDIARE STORIA?

Uno dei modi possibili per affrontare questa materia è utilizzare le 5 domande fondamentali che ci si pone quando si affronta una comprensione del testo e qualsiasi argomento di studio.

  • CHI?

È importantissimo concentrarsi sui personaggi della storia, come per esempio la civiltà dell’Antico Egitto. Chi era questo popolo e da dove venivano, qual è la loro evoluzione e quali le loro tradizioni. È molto utile mostrare delle immagini ai bambini per aiutarli a memorizzare anche l’aspetto di questi popoli e avere un rimando visivo nel momento in cui dovranno affrontare le interrogazioni.

  • CHE COSA?

Cosa facevano gli Egizi, quali sono le caratteristiche peculiari di questo popolo, quali scoperte hanno fatto e come esse hanno impattato sulla vita di oggi. Si possono proporre ai bambini dei documentari riguardanti l’argomento di studio per aiutarli a focalizzare l’attenzione sulle informazioni più importanti. Con questi supporti multimediali i piccoli alunni riescono a memorizzare le curiosità che resteranno più impresse e li aiuteranno ad approfondire le loro esposizioni.

  • QUANDO?

È importantissimo collocare nel tempo un popolo o un evento. Permette di comprendere il contesto in cui esso ha vissuto e come questo può avere modificato la civiltà o l’evento. La linea del tempo è lo strumento cardine che è utilizzato a scuola. Per aiutare i vostri figli con il difficile compito di memorizzazione delle date potete pensare di costruire con loro delle linee del tempo in cartoncino da appendere alle pareti della loro cameretta in cui poi attaccare dei post-it con le date e delle immagini che richiamino gli argomenti di studio. La storia diventerà così interattiva e meno noiosa.

  • DOVE?

A volte si perde di vista la localizzazione geografica, che invece per un bambino della scuola primaria è motivo di interesse e può permettere di far nascere nuove curiosità. Si possono utilizzare cartine, mappamondi o anche programmi satellitari per tablet e computer per visualizzare dove i fatti sono avvenuti. In questo modo i piccoli esploratori potranno acquisire nuove conoscenze geografiche che saranno utili anche per le altre materie.

  • PERCHÉ?

Come mai questo popolo è importante e perché si studia a scuola. Questa domanda durante il ciclo della scuola primaria si interfaccia molto con le altre quattro, proprio perché il motivo e le cause che portano a certi eventi sono importanti. La riflessione su cause e conseguenze è centrale durante la scuola primaria per aiutare i bambini a comprendere come si verificano le azioni, a che cosa portano e iniziare a ragionare sui vissuti propri e degli altri.

Ogni bambino ha delle caratteristiche particolari e delle preferenze che riguardano anche la scuola. Può essere che vostro figlio sia uno storico appassionato oppure terribilmente annoiato dalla storia, questi piccoli consigli potranno aiutarvi ad accendere delle piccole fiamme di interesse verso i compiti di storia.

a cura della dott. sa Paola Secchi
psicologa presso www.ieled.it

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Misure di capacità

misure di capacità scuola primaria

Solitamente, alla scuola primaria, viene introdotto il litro come unità di misura di capacità.  In realtà, non si tratta di un’unità di misura utilizzata ufficialmente dal sistema internazionale di unità di misura (SI). È però l’unità di misura di capacità più utilizzata nella vita di tutti i giorni. Al supermercato, per esempio, possiamo acquistare 1 l di latte o 2 litri d’acqua; difficilmente troveremo 1 dm³ di latte!

L’unità di misura di capacità è il litro, che troviamo rappresentato dalla marca l.

DEFINIZIONE DI LITRO: un litro (1 l)  corrisponde allo spazio occupato da un cubo che ha per lato un decimetro ( 1 dm³). Il litro è un’unità di misura del volume, che non fa parte del sistema internazionale di unità di misura (SI)ma viene frequentemente utilizzato per misurare il volume dei liquidi e la capacità dei contenitori.

DEFINIZIONE DI CAPACITÀ: la capacità di un contenitore, espressa in decimetri cubi (dm³) o, più frequentemente, in litri (l) è la grandezza che indica la quantità di liquido  (volume) che può contenere.

MISURE DI CAPACITÀ: SOTTOMULTIPLI

DECILITRO 

Il decilitro è la decima parte del litro. Un litro, dunque, corrisponde a 10 decilitri. Per indicarlo si utilizza la marca dl.

1 l = 10 dl

CENTILITRO 

Il centilitro è la centesima parte del litro. Un litro, dunque, corrisponde a 100 centilitri. Per indicarlo si utilizza la marca cl.

1 l = 100 cl

MILLILITRO

Il millilitro è la millesima parte del litro. Un litro, dunque, corrisponde a 1000 millilitri. Per indicarlo si utilizza la marca ml.

1 l = 1000 ml 

MISURE DI CAPACITÀ: MULTIPLI

DECALITRO 

Il decalitro è equivalente a 10 litri. Per indicarlo si utilizza la marca dal.

10 l = 1 dal

ETTOLITRO 

L’ettolitro è equivalente a 100 litri. Per indicarlo si utilizza la marca hl.

100 l = 1 hl 

CHILOLITRO

Il chilolitro è equivalente a 1000 litri. Per indicarlo si utilizza la marca kl. In realtà, quest’unità di misura dal nome inconsueto non si utilizza frequentemente.

1000 l = 1 kl

QUALE STRUMENTO SI UTILIZZA PER MISURARE LA CAPACITÀ?

Lo strumento di misurazione della capacità è il cilindro graduato. Si tratta di un contenitore tubolare che presenta delle tacche con le varie unità di misura. Riempendo il cilindro graduato con un liquido qualsiasi, sarà sufficiente verificare la tacca che raggiungerà per sapere il suo volume e la capacità necessaria per contenerlo.

cilindro graduato misura di capacità
Ecco una serie di cilindri graduati, utili a misurare la capacità dei liquidi.

Schede di matematica:
🔴 Matematica – Classe prima
🟠 Matematica – Classe seconda
🟡 Matematica – Classe terza
🟢 Matematica – Classe quarta
🔵 Matematica – Classe quinta
↩️ Matematica – Tutte le schede

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