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Inviti di compleanno fai da te: festeggiamo creativamente

Le feste di compleanno sono uno dei momenti più attesi dai bambini, sia che si tratti del festeggiato, sia che si tratti dei suoi amichetti. Oggi si tende ad affidarsi a realtà specializzate per l’organizzazione delle festicciole ma, se avete tempo e voglia, il fai da te è un’ottima soluzione per risparmiare e personalizzare quanto più possibile il compleanno. Partiamo dagli inviti: qui vi diamo qualche idea per realizzarli, con soluzioni simpatiche ed originali.

COME REALIZZARE GLI INVITI DI COMPLEANNO FAI DA TE

INVITO DI COMPLEANNO A FORMA DI CONO DI GELATO

Cosa ti serve:

  • cartoncino colorato
  • forbici
  • colla
  • matita

Come si fa:

  • disegna la sagoma del cono e delle palline del gelato
  • incolla le palline del gelato
  • scrivi i dettagli della festa, il nome del festeggiato e quello dell’invitato

INVITO DI COMPLEANNO CON LE MONGOLFIERE

Cosa ti serve:

  • cartoncino colorato per le mongolfiere e le nuvolette
  • cartoncino bianco o beige per il biglietto
  • forbici
  • colla
  • pennarello

Come si fa:

  • disegna due cuori per ogni mongolfiera e piegali a metà
  • incolla la metà di un cuore sul cartoncino e poi quella dell’altro, in modo che insieme formino un cuore
  • disegna con il pennarello la base della mongolfiera e incolla le nuvolette
  • scrivi i dettagli della festa, il nome del festeggiato e quello dell’invitato

INVITO DI COMPLEANNO CON LE MONGOLFIERE

Cosa ti serve:

  • cartoncino colorato
  • forbici
  • colla
  • pennarello

Come si fa:

  • taglia un rettangolo di cartoncino, in modo tale da poterlo poi ripiegare in tre parti
  • ritaglia, dando una forma arrotondata il lato del cartoncino che servirà per realizzare il volto del mostro
  • ritaglia a dei cerchi per gli occhi ed incollali sul cartoncino: quello più interno sarà nero, gli altri due di due colori a scelta a formare l’occhio
  • ora incolla i dentini del mostro, che avrai ricavato dal cartoncino bianco
  • all’interno della busta-mostro, scrivi i dettagli della festa, il nome del festeggiato e quello dell’invitato

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La linea del tempo

linea del tempo

La linea del tempo è uno strumento grafico fondamentale per lo studio dei fenomeni storici: ci permette, infatti, di rappresentare uno o più eventi nella loro dimensione cronologica. Ci permette, in altre parole, di rappresentare graficamente il PRIMA e il DOPO e di individuare le relazioni cronologiche tra gli eventi.

Scarica la linea del tempo stampabile in formato PDF ⇒ Linea del tempo – Scheda stampabile

CARATTERISTICHE DELLA LINEA DEL TEMPO

La linea del tempo è una linea:

  • IMMAGINARIA, in quanto si tratta di una convenzione che utilizziamo per dare una forma allo scorrere del tempo
  • SENZA INIZIO e SENZA FINE, poiché non sappiamo quando il tempo sia iniziato né quando finirà
  • ORDINATA e PROGRESSIVA, poiché viene suddivisa in segmenti della stessa misura che rappresentano la stessa quantità di tempo, in ordine di successione cronologica

La linea del tempo che utilizziamo nei paesi occidentali utilizza come ANNO 0 la nascita di Cristo.

Non tutti i popoli e le culture conteggiano il tempo utilizzando la nascita di Cristo come anno 0. Ad esempio:

  • gli antichi romani utilizzavano come anno 0 la fondazione di Roma (per noi è il 753 a.C.)
  • gli antichi greci utilizzavano come anno 0 la prima Olimpiade (776 a.C.)
  • i popoli di cultura islamica utilizzano come anno 0 la fuga di Maometto a Medina (per noi è il 622 d.C.)

LE PRINCIPALI MISURE DI TEMPO

La linea del tempo serve principalmente per misurare tempi lunghi, nell’ordine degli anni, dei secoli e dei millenni; la misura fondamentale dunque è l’ANNO.

Di seguito, ecco alcuni multipli dell’ANNO che è bene conoscere e ricordare:

  • LUSTRO = 5 anni
  • DECENNIO = 10 anni
  • SECOLO = 100 anni
  • MILLENNIO = 1000 anni

Un ANNO si può a sua volta suddividere in:

  • 12 MESI
  • 365 GIORNI

ESERCIZI CON LA LINEA DEL TEMPO

Padroneggiare la linea del tempo richiede tempo ed esercizio; di seguito, abbiamo indicato i principali esercizi che si possono svolgere per abituare i bambini ad utilizzare la linea del tempo e le progressioni/regressioni temporali.

Questi esercizi richiedono un quaderno a quadretti, in modo tale da poter dividere lo spazio in intervalli uguali in modo semplice ed immediato.

DIVIDERE LA LINEA DEL TEMPO

Data una determinata unità di misura e fissati due estremi, si chiede ai bambini di suddividere la linea del tempo secondo quella unità. Questo è il primo esercizio.

COLLOCARE EVENTI SULLA LINEA DEL TEMPO

Si forniscono ai bambini delle schede con una serie di date di eventi significativi (meglio se illustrate) e si chiede loro di indicare sulla linea del tempo la loro posizione.

TROVARE SULLA LINEA DEL TEMPO LE DATE DI NASCITA DI TUTTI I BAMBINI DELLA CLASSE

In questo caso si utilizza una linea del tempo che riporti il periodo di tempo in cui sono situate le nascite dei bambini di una classe (2-3 anni) divisa ulteriormente in mese; poi, si chiede ai bambini di individuare su questa linea del tempo il momento della nascita di ciascuno.

Schede di storia:
🔴 Storia – Classe prima
🟠 Storia – Classe seconda
🟡 Storia – Classe terza
🟢 Storia – Classe quarta
🔵 Storia – Classe quinta
↩️ Storia – Tutte le schede

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BIGLIETTI DI AUGURI FAI DA TE (PER IL COMPLEANNO E NON SOLO)

Non c’è niente di più bello di un pensiero che nasce dal cuore. Ecco perché, avendo un po’ di tempo a disposizione, è davvero piacevole realizzare biglietti d’auguri personalizzati. Non serve essere grandi artisti, basta un disegno, una frase, un’idea creativa. Per aiutarvi, abbiamo raccolto qui di seguito un po’ di spunti, scegliendo diversi materiali.

BIGLIETTI DI AUGURI FAI DA TE (PER IL COMPLEANNO E NON SOLO)

In questa guida abbiamo cercato di raccogliere un po’ di idee creative diverse dal solito. Utilizzare i bottoni, o gli avanzi di frutta e verdura significa dare vita a dei biglietti originali, caratteristici e soprattutto indimenticabili. Divertiti a sperimentare con l’arte.

BIGLIETTI ANIMATI

 

BIGLIETTI DI AUGURI CON FRUTTA, VERDURA E PENNARELLI

L’idea è molto semplice: realizzare dei biglietti di auguri fai da te a tecnica mista. Come prima cosa, utilizzando degli avanzi di frutta o verdura realizza un motivo centrale (noi abbiamo usato gli avanzi di un broccolo e di un cavolo verza, come puoi vedere nella foto). Per farlo, intingi la verdura nel colore a tempera, poi picchiettalo sulla superficie del foglio.

Non appena il colore si sarà asciugato, potrai ultimare i tuoi biglietti di auguri fai da te utilizzando i pennarelli. Nell’esempio qui sotto abbiamo scelto uno schema di colori molto semplice. In questo caso, il tocco in più è conferito dalla carta che deciderai di utilizzare per i biglietti. Noi ti suggeriamo di utilizzare la carta acquerello.

biglietti di auguri fai da te

BIGLIETTI D’AUGURI CON I BOTTONI COLORATI

Nel nostro articolo dedicato ai lavoretti con i bottoni, ti abbiamo raccontato come realizzare divertenti laboratori creativi a partire da questi piccoli oggetti. Qui ti proponiamo di usarli anche per i tuoi biglietti di auguri, incollandoli sul cartoncino a formare delle mongolfiere o dei fiori colorati. Di seguito qualche foto:

BIGLIETTI D’AUGURI CON IL CARTONCINO

Anche in questo caso puoi divertirti a realizzare soggetti colorati, come una girandola composta da centri concentrici, oppure dei cuori, ottenuti sovrapponendo due strati di colore diverso.

BIGLIETTI D’AUGURI POP UP

I biglietti d’auguri pop up sono un’alternativa originale ai classici biglietti d’auguri. Anche se apparentemente complicati, non sono così difficili da realizzare. Basta piegare a metà il cartoncino, disegnare il paesaggio al suo interno e incollare le figure pop up ai due lati del cartoncini. Quando ritagli la figura pop up, ricordati di ricavare due lembi di carta per fissarla.

BIGLIETTI D’AUGURI COLLAGE

Anche in questo caso, via libera alla fantasia. Servono cartoncino e ritagli di carta di giornale o carta da regalo e poi via a creare combinazioni davvero carine. Puoi ad esempio realizzare fiori o i tuoi personaggi preferiti (qui ti mostriamo un biglietto ispirato a “Il Piccolo Principe”), ispirandoti anche al nostro articolo sul collage.

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Poesie sul 25 aprile, Festa della Liberazione

Il 25 aprile è l’anniversario della liberazione d’Italia, simbolo della vittoria delle forze partigiane durante la Seconda Guerra Mondiale oltre che della fine del conflitto. I tedeschi si arrenderanno l’8 maggio, mentre i giapponesi lo faranno il 2 settembre del 1945.

Ogni anno si festeggiano la libertà e la democrazia conquistate in quella giornata. Un modo molto bello di ricordare è documentarsi sulla storia, attraverso racconti, testimonianze, libri. Noi abbiamo scelto di raccogliere e pubblicare delle poesie, nella speranza che la bellezza dell’arte porti ovunque l’amore per la libertà.

POESIE SUL 25 APRILE, FESTA DELLA LIBERAZIONE

APRILE 1945

D. Buzzati

Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia,
nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio,
tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano,
i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte
che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori
le case non saranno mai più cosi ‘ immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno
qua uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell’aria,
notte e dì, capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici.

L’UOMO LIBERO

D. Turco

L’Uomo Libero non ha confini,
il suo limite è l’infinito,
le sue vie sono sempre aperte
come le porte di un tempio invisibile
è lui, il sacerdote dell’Ignoto

L’Uomo Libero spregia le catene
ma non si lascia travolgere dalla lotta,
il suo campo di battaglia è la vita,
la prima preoccupazione, l’Amore.

L’Uomo Libero è vento:
accende le ceneri addormentate,
spettina le foglie degli alberi,
grida dall’alba del sole
al tramonto della luna
per ricordare al mondo
una sola parola: libertà!

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BES: Bisogni Educativi Speciali

bes bisogni educativi speciali

L’acronimo BES significa Bisogni Educativi Speciali: con questo termine si individuano tutti quei bambini e quei ragazzi che vivono una condizione di svantaggio scolastico.

Rientrano nella definizione di BES i ragazzi:

  • in condizione di disabilità
  • che soffrono di disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) o di disturbi evolutivi specifici
  • in condizioni socio-economiche o culturali-linguistiche di svantaggio

L’introduzione del concetto di BES ha permesso di focalizzare l’attenzione non tanto sui deficit individuali (che possono essere più o meno invalidanti) quanto piuttosto sulle specifiche esigenze educative dei singoli bambini e ragazzi, anche in virtù del background da cui provengono.

Bambini e ragazzi identificati come BES devono essere appositamente tutelati dalle istituzioni scolastiche, in accordo con specifiche direttive e circolari ministeriali.

“Ogni alunno con continuità o per determinati periodi, può manifestare dei Bisogni Educativi Speciali per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta”.

COME LA SCUOLA DEVE TUTELARE I BES

Purtroppo, le direttive ministeriali a tutela degli studenti individuati come BES non sono poi così chiare. Sostanzialmente, troviamo 4 casi distinti:

  • Alunni con disabilità, per i quali vale la legge 104/92: questi alunni sono seguiti da un insegnante di sostegno (o da un assistente in mancanza del sostegno) e vi è l’obbligo di redigere un PEI (Piano Educativo Individualizzato
  • Alunni con DSA, per i quali vale la legge 170/2010:  questi alunni, presentando la specifica certificazione, sono tutelati tramite l’obbligo di redigere un PDP (Piano Didattico Personalizzato)
  • Alunni con disturbi evolutivi specifici: in questo caso il Consiglio d’Istituto ha facoltà di redigere un PDP o meno; la valutazione spetta ai docenti
  • Alunni con svantaggio socio-economico o culturale o linguistico: anche in questo caso il Consiglio d’Istituto ha facoltà di redigere un PDP o meno; la valutazione spetta ai docenti

Negli ultimi due casi, non è previsto l’obbligo di legge di redigere un PDP; tuttavia, gli insegnanti devono tutelare il percorso formativo dell’alunno ed attivare tutte le misure di personalizzazione necessarie.

La giurisprudenza, però, si è espressa diversamente: vi sono casi di sentenze che hanno sancito l’obbligatorietà del PDP di fronte alle difficoltà conclamate di un alunno. Questo parere pare confermare le disposizioni della Legge 53/2003 sull’obbligo per la scuola di disporre tutti gli interventi e gli strumenti necessari all’inclusione degli alunni in condizione di svantaggio.

Il principio che dovrebbe guidare insegnanti e genitori è quello della mediazione: essendo in gioco il futuro di un bambino, è bene mettere da parte i rancori e le perplessità personali e raggiungere un accordo educativo (questo non lo dice la legge, ma il buonsenso). In ogni caso, la tensione tra scuola e famiglia si rifletterà su bambini e ragazzi.

IL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO

Il PDP viene compilato dalla scuola e sottoposto alla famiglia: ciascun genitore ha facoltà di sottoscriverlo o meno. Il PDP, a partire dalla diagnosi medica specialistica e dall’individuazione delle difficoltà dell’alunno, descrive l’insieme degli interventi volti all’integrazione scolastica e all’inclusione nei processi di apprendimento.

Sostanzialmente, il PDP dovrebbe includere:

  • un’introduzione che presenti l’alunno e le sue difficoltà (comprensive delle opportune rilevazioni mediche)
  • la descrizione della situazione attuale e delle difficoltà e dei punti di debolezza dell’alunno
  • l’insieme delle attività didattiche personalizzate e individualizzate
  • l’insieme degli strumenti compensativi
  • l’insieme delle dispense e delle agevolazioni a cui l’alunno avrà diritto
  • gli strumenti e le operazioni di valutazione
  • il patto con la famiglia, ovvero tutti gli interventi che scuola e famiglia metteranno in campo congiuntamente

La mancata sottoscrizione del PDP da parte della famiglia (che è libera di rifiutarlo) comporterà l’esclusione dell’alunno dagli strumenti e dalle misure compensative e dispensative altrimenti previste.

 

BES: STIAMO ESAGERANDO CON LE DIAGNOSI?

In conclusione di questa guida ai BES, vale la pena sottolineare come diversi pedagogisti in Italia si stiano schierando contro l’eccesso di medicalizzazione e la proliferazione delle diagnosi di BES e DSA. In particolare, il dott. Daniele Novara, accanito sostenitore della soluzione pedagogica invece di quella medica.

In verità, la legge lascia all’istituto scolastico la massima autonomia nel determinare gli interventi – pedagogici – a tutela dei bisogni educativi speciali. Se da un lato dobbiamo constatare come le diagnosi di DSA si siano moltiplicate esponenzialmente, dall’altra non si può certo dire che vi sia una “psichiatrizzazione” della scuola. Almeno, non in termini catastrofici.

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GHIRLANDE PRIMAVERILI FAI DA TE

La primavera ci porta buon umore e voglia di fare, con le sue giornate a poco a poco più lunghe e la natura che si risveglia. Se sei alla ricerca di idee creative, prova a dare un’occhiata alle nostre ghirlande di primavera: un’esplosione di colori ed allegria, ispirate ai fiori di questa stagione, come margherite, fiori di campo, rose.

Puoi utilizzare i materiali più disparati, dal feltro a rametti di legno o carta. L’ideale è come sempre impiegare materiali di riciclo, sfruttando al meglio ciò che si ha a disposizione ed assemblandolo con un po’ di fantasia.

COME REALIZZARE UNA GHIRLANDA DI PRIMAVERA

GHIRLANDA CON LANA E FIORI DI FELTRO

Cosa ti serve:

  • fogli di feltro
  • sagoma circolare di polistirolo
  • gomitoli di lana colorata
  • forbici
  • colla a caldo

Come si fa:

  • Per prima cosa devi annodare il filo di lana attorno alla sagoma di polistirolo, per poi avvolgerla completamente; è un lavoro che richiede un po’ di pazienza e precisione, perché il filo deve rimanere ben teso
  • A questo punto, attacca le tue decorazioni in feltro: puoi ritagliare delle margherite ed incollarle con la colla a caldo

Guarda qui che begli spunti, dal web:

GHIRLANDA CON UN TUBO DELL’ACQUA

Cosa ti serve:

  • tubo dell’acqua
  • fiori di carta o feltro
  • nastro adesivo

Come si fa:

  • annoda il tubo dell’acqua, fermandolo con del fil di ferro o del nastro adesivo
  • nel punto dove hai fissato il tubo con il fil di ferro o nastro adesivo, applica la tua decorazione: puoi creare un bouquet con il feltro oppure con la carta colorata

GHIRLANDA CON GLI OMBRELLINI DI CARTA

Cosa ti serve:

  • sagoma circolare di polistirolo
  • ombrellini da gelato

Come si fa:

  • armandoti di tanta, tantissima pazienza, infila gli ombrellini fino a rivestire completamente la sagoma di polistirolo: lo sforzo vale il risultato! Puoi ottenere un risultato altrettanto colorato utilizzando dei fiori di carta di diverse dimensioni, da fissare con gli spilli al supporto di polistirolo. Trovi sotto un esempio

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ALTRI APPROFONDIMENTI

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