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Reggio Emilia Approach: un metodo pedagogico tutto italiano

reggio emilia approach

Il Reggio Emilia Approach è una filosofia pedagogica sviluppata dall’educatore Loris Malaguzzi che propone una nuova visione del bambino quale portatore di diritti e costruttore di conoscenza. Tale approccio educativo, inoltre, insiste sull’importanza delle relazioni sociali nell’educazione.

In senso più ampio, si intende con Reggio Emilia Approach la filosofia pedagogica delle scuole dell’infanzia reggiane, che sono un vero e proprio punto di riferimento internazionale per l’educazione dei bambini.

IL REGGIO EMILIA APPROACH

Il bambino è un portatore di diritti e conoscenza, che necessita di potersi sviluppare in libertà.

L’insegnante, secondo il Reggio Emilia Approach, è un “aiutante” del bambino lungo il suo percorso. Il bambino costruisce attivamente il proprio bagaglio di conoscenza, grazie alle interazioni sociali.

La famiglia, allo stesso modo dell’insegnante, aiuta il bambino nel suo percorso di sviluppo.

L’apprendimento è continuo e pervasivo: non vi è un confine rigido tra scuola e tempo libero; anche una gita o il tragitto verso casa può partecipare nella costruzione di conoscenze profonde.

LA SCUOLA SECONDO IL REGGIO EMILIA APPROACH

Vista l’importanza delle interazioni sociali per l’apprendimento, è evidente l’importanza che l’organizzazione dell’ambiente-scuola riveste all’interno del Reggio Emilia Approach.

La scuola deve essere accogliente ma soprattutto favorire le interazioni sociali; le scuole che seguono la filosofia di Reggio Emilia sono dotate, inoltre, di un atelier, vero e proprio laboratorio in cui sperimentare i linguaggi visivi, tattili e uditivi.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

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Pedagogia Waldorf-Steiner

pedagogia waldorf steiner

La pedagogia Waldorf, conosciuta anche come pedagogia steineriana è una corrente pedagogica che segue il pensiero antroposofico di Rudolf Steiner e le sue idee sull’educazione.

LA PEDAGOGIA

Rudolf Steiner sosteneva che la pedagogia non potesse prendere le mosse da idee quali la qualificazione professionale o il raggiungimento di determinati obiettivi; la pedagogia deve rispondere alle esigenze dello sviluppo del bambino. Tali esigenze sono individuate dall’osservazione antroposofica del bambino. La visione antroposofica dell’uomo crede nella tripartizione tra corpo, anima e spirito.

L’educazione armonica deve integrare:

  • le facoltà cognitive e quelle intellettuali (identificate come pensiero)
  • le facoltà creative e artistiche (identificate come sentimento)
  • le facoltà pratiche e quelle artigianali (identificate come volontà)

Quest’esigenza porta ad una ristrutturazione del curricolo scolastico: mentre la didattica tradizionale si concentra quasi esclusivamente sulle facoltà cognitive e su quelle intellettuali, la pedagogia Waldorf lascia spazio ai laboratori pratico-artigianali e a quelli artistici.

La scuola, inoltre, non deve porsi come obiettivo l’educazione di un “bambino perfetto” (come accade nel nostro sistema scolastico, che parte da obiettivi minimi e traguardi d’eccellenza) ma deve puntare a sviluppare, attraverso ciascun insegnamento, una comprensione profonda dell’individuo.

L’ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

L’educazione, secondo le idee di Steiner, dovrebbe comporsi di tre cicli: il primo, dalla nascita ai sette anni, il secondo, dai sette ai quattordici anni; il terzo, infine, dai quattordici ai ventuno anni.

Le scuole che seguono la pedagogia Waldorf non assegnano voti, in quanto mirano a dare un’educazione organica piuttosto che nozionistica. Al posto delle valutazioni, si usa una sorta di pagella che sintetizzi il profilo dell’allievo, con le sue caratteristiche.

“Il maestro dovrà chiedersi: a che scopo il bambino deve venir esaminato? Io l’ho sempre avuto davanti agli occhi, e so benissimo quello ch’egli sa o non sa”.
Rudolf Steiner

Le scuole steineriane sono autogestite da un Collegio docenti e sono autofinanziate dalle famiglie, dai docenti e dagli ex allievi.

CRITICHE ALLA PEDAGOGIA WALDORF

Le principali voci critiche che si sono levate contro la pedagogia Waldorf sono raggruppate intorno a tre obiezioni principali: la scarsa scientificità dell’impianto teorico (al contrario, per esempio, del metodo Montessori), le idee razziste di Rudolf Steiner e la concezione profondamente religiosa della sua pedagogia.

BIBLIOGRAFIA DI APPROFONDIMENTO

Per approfondire il pensiero di Rudolf Steiner consigliamo la lettura di:

Per approfondire la pedagogia Waldorf nella sua formulazione più moderna e per chi cerca degli “spunti pedagogici” suggeriamo di leggere:

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Glossario psico-pedagogico

Il glossario psico-pedagogico offre approfondimenti enciclopedici scientifici e ben documentati per ciascuna delle principali voci relative alla pedagogia, alle scienze della formazione e al coaching creativo. Per ciascuna voce troverai la definizione, i principali sviluppi della ricerca, una bibliografia di riferimento e (laddove presenti) i collegamenti con i nostri esercizi di coaching creativo.

A

B

C

D

G

M

P

T

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GUARDIE E LADRI

guardie e ladri scheda gioco

Guardie e ladri è uno dei giochi più antichi della storia. Mentre il nome “Guardie e ladri” è piuttosto moderno (risale al XVII secolo), le origini di questo gioco si perdono nella notte dei tempi.

GUARDIE E LADRI – SCHEDA DEL GIOCO

NUMERO DI GIOCATORI: 10 o più
ETÀ: 6 anni o più
MATERIALI: a) un prato o un cortile in cui correre, b) una prigione all’interno dell’area di gioco (è sufficiente un perimetro delimitato con un gesso colorato o con un nastro)
COME SI GIOCA: 

  • Si dividono i giocatori in guardie e ladri; la proporzione dovrebbe essere di due o tre ladri per ogni guardia.
  • Prima che il gioco cominci, i ladri si sparpagliano lungo l’area di gioco e, se l’area di gioco lo consente, si nascondono
  • Al “VIA!” le guardie cominciano ad inseguire i ladri con l’obiettivo di toccarli
  • Se un ladro viene toccato, la guardia che lo ha preso lo porta all’interno della prigione; lì il ladro dovrà aspettare che un altro ladro lo liberi toccandolo
  • Due o più ladri prigionieri possono prendersi per mano formando una catena: è sufficiente che uno di loro venga liberato perché tutti gli altri possano uscire dalla prigione

In questo gioco, i ladri non possono vincere in alcun modo: solo le guardie, se riescono ad imprigionare tutti i ladri, ottengono la vittoria. Per questa ragione, di solito, dopo qualche minuto si invertono i ruoli dei giocatori.

È possibile personalizzare una partita di “Guardie e ladri” semplicemente cambiando i personaggi: potrebbero essere “Indiani e cowboy”, “Alieni e Astronauti” o “Orchi e Cavalieri”. In questo modo sarà possibile inserire una partita a Guardie e ladri all’interno di un qualsiasi evento di animazione a tema.

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Educazione alla salute

Educare alla salute significa trasmettere il concetto di salute così come è stato definito dall’OMS: La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o di infermità (OMS, 1948).
A partire da questo caposaldo l’educazione alla salute deve promuovere gli stili di vita salutari ma soprattutto motivare l’individuo a perseguirli.
La conoscenza è essenziale, ma non è sufficiente. Se l’individuo non trasforma le conoscenze in abitudini l’educazione alla salute risulta inefficace.
Il fine dell’educazione alla salute è quello di promuovere la cultura della salute, ovvero la capacità dell’individuo di prendere decisioni che si ripercuotono positivamente sulla sua salute e su quella degli altri.

L’educazione alla salute si articola a partire da sei temi chiave:

  • Educazione alimentare;
  • Educazione motoria;
  • Ambiente e salute;
  • Benessere psicologico;
  • Contrasto di abusi e dipendenze;
  • Cultura della sicurezza.

Ogni nostro comportamento, in qualsiasi momento, ha implicazioni sulla salute, infatti per raggiungere uno stato di benessere fisico, mentale e sociale, l’uomo deve essere capace di identificare realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, agire sull’ambiente in cui vive. E’ questo che propone la Carta per la Promozione della salute adottata ad Ottawa nel 1986 affermando con forza che “ la salute è vista come una risorsa per la vita quotidiana e non l’obiettivo del vivere”.

SALUTE: LA DEFINIZIONE

La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto in un’assenza di malattia o di infermità” ( Oms 1948). Nel 1966 A. Seppilli, introduceva alcuni elementi che offrivano una chiave di lettura innovativa del concetto di salute: “La salute è una condizione di armonico equilibrio, fisico e psichico, dell’individuo, dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale”. Le parole “armonico equilibrio” all’interno della definizione danno una dimensione dinamica alla salute, l’equilibrio diventa una costante tra interno, la capacità di controllo, ed esterno, la situazione favorevole o sfavorevole dell’ambiente reale o percepita.

La promozione di adeguati stili di vita rappresenta, infatti, il più efficace mezzo di prevenzione tra i “determinanti della salute” per mettere in grado le persone e le comunità di avere un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla”. Oggi, è generalmente riconosciuto il fatto che la salute delle persone è fortemente influenzata da condizioni, modi di vita e comportamenti. A differenza dei fattori biologici e genetici, questi fattori d’influenza chiamati appunto, “determinanti della salute” agiscono nell’ambito di svariati processi che s’influenzano a vicenda. I determinati della salute sono rappresentati dall’insieme dei fattori personali, socioeconomici e ambientali che determinano lo stato di salute delle singole persone o delle popolazioni. La salute deriva dalla somma dei pre-requisiti (pace, acqua, cibo, casa, istruzione, lavoro, reddito sufficiente, essere parte della comunità) e dei determinanti (genoma, ambiente, stili di vita sani, rete dei servizi sanitari e sociali).

LA PROMOZIONE DELLA SALUTE

La promozione della salute è il processo che mette in grado le persone di aumentare il controllo sulla propria salute e di migliorarla” concetto fondamentale enunciato nel 1986 nella Carta di Ottawa. Essa, pone l’attenzione sull’elemento “Uomo”, centrale nel discorso preventivo, sulle sue azioni, sul rispetto della propria vita e quella degli altri, sul rispetto dell’ambiente, aspetti questi che incidono in modo sostanziale sui suoi comportamenti così da renderlo soggetto responsabile e autodeterminante.

In questo scenario, l’azione educativa è orientata alla creazione di capacità, precondizioni e relazioni favorevoli allo sviluppo di potenzialità personali e collettive. Ne deriva, che l’aspirazione principale di ogni intervento di educazione alla salute è quello di rendere i destinatari capaci di compiere scelte e di adottare comportamenti che contribuiscano a tutelare e migliorare la propria salute. Ciò è difficile, perché è opinione comune che basti fornire conoscenze riguardo a ciò che fa bene o male alla salute, per far sì che le persone finiscano con il convincersi autonomamente e liberamente ad optare per quelle soluzioni che risultano più salutari. Coinvolgere in prima persona attraverso la partecipazione attiva gli individui nei processi di cambiamento degli stili di vita erronei.

EDUCAZIONE ALLA SALUTE: COS’E’

Il concetto di promozione della salute non è sovrapponibile a quello di educazione alla salute,che è uno degli strumenti che può essere efficacemente usato per promuovere la salute; infatti, l’educazione alla salute si riferisce all’insieme delle opportunità di apprendimento progettate consapevolmente per migliorare le conoscenze, le abilità e le motivazioni che possono influire sui comportamenti individuali e comunitari rilevanti per la salute, consentendo alle persone di avere un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla. Più specificamente si parla di educazione sanitaria quando il cambiamento in gioco riguarda quelle conoscenze, atteggiamenti, abitudini, valori che contribuiscono ad esporre o a proteggere un danno alla salute

L’esito dell’educazione è l’alfabetizzazione sulla salute, mentre la promozione considera la salute come un diritto umano e difendere questo diritto vuol dire per i professionisti interagire e coordinarsi con la società civile e non occuparsi solo di salute, ma soprattutto di benessere e qualità della vita.

Esistono due livelli o modalità di educazione alla salute: una educazione alla salute formale o esplicita che si realizza ogni volta che qualcuno in modo intenzionale cerca di insegnare ad altri come tutelare la salute ( scuola, Asl, associazioni); e quella informale o implicita è fatta in modo non intenzionale, inconsapevole attraverso le relazioni quotidiane, i discorsi, l’osservazione delle abitudini, degli atteggiamenti, del comportamento altrui.

In passato, l’educazione alla salute era un compito che spettava solo ai professionisti sanitari di informare i cittadini sui rischi sanitari e di dare consigli sugli stili di vita, a differenza di oggi in cui attraverso un coinvolgimento attivo delle persone si avvia una sinergia con i professionisti, non solo sanitari, che fornisce supporto, le opportunità per rendere la persone in grado di scegliere in modo consapevole rispetto a quelli che sono i determinati di salute.

Gli sforzi di tutti coloro che operano per promuovere la salute devono tener conto dell’influenza che sul comportamento hanno gli stili di vita, i fattori ambientali, le tradizioni e i valori. Lavorare su questi aspetti è compito di tutti i settori della società e richiede il coinvolgimento attivo della popolazione verso l’obiettivo salute. Rivestono perciò una importanza strategica le iniziative di educazione e promozione alla salute a scuola:

  • alimentazione e promozione di stili di vita attivi: dieta mediterranea, disturbi della condotta alimentare (anoressia, bulimia, obesità)
  • ambiente e salute
  • affettività, sessualità e relazione
  • prevenzione dell’abuso di alcol
  • prevenzione degli incidenti stradali
  • dipendenza da tabacco e sostanze psicotrope
  • malattie mentali
  • bullismo e cyberbullismo
  • adolescenza
  • comunicazione e relazione
  • la cultura della sicurezza
  • la cultura della solidarietà

Questi interventi costituiscono la cultura della salute ovvero la capacità dell’individuo di prendere decisioni nel proprio quotidiano che si ripercuotano positivamente sulla sua salute e su quella degli altri.

FONTI
Guarino, A. (2008) Fondamenti di educazione alla salute. Teorie e tecniche per l’intervento psicologico in adolescenza, Franco Angeli
Simonelli I., Simonelli F. (2010) Atlante concettuale della saluto genesi- Modelli e teorie di riferimento per generare salute,  Franco Angeli
“Insieme per la Sicurezza” Azioni di prevenzione per gli incidenti stradali alcolcorrelati: tesi di laurea magistrale dell’autrice con ricerca sul campo in un Distretto sanitario di una Azienda sanitaria
www.retehphitalia.it
www.salute.gov.it
www.who.int
Carta di Ottawa per la promozione della salute

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Lavoretti con i tappi di sughero

Il sughero si ricava da una particolare quercia, il cui tronco ha una doppia corteccia: la parte più interna, chiamata madre, è ricoperta dal “fellogeno” che ha la proprietà di generare un tessuto morbido, elastico, leggero e spugnoso. Tale tessuto dà appunto origine al sughero.

Questo materiale è stato impiegato dall’uomo fin dall’antichità: gli Egizi, per esempio, lo usavano nella pesca per la realizzazione di galleggianti; i Greci per chiudere le anfore; i Romani per costruire ancore, galleggianti delle reti e i lati delle tonnare, ecc.

In Italia, i primi ad utilizzare il sughero furono i Sardi, che lo adoperavano per proteggere gli oggetti metallici dall’umidità, per calzature femminili e nel settore dell’artigianato. Se pensiamo agli utilizzi quotidiani del sughero, la prima cosa che viene in mente è il tappo di bottiglia, che oggi andiamo ad utilizzare nei nostri laboratori di riciclo creativo. Di seguito qualche idea.

LAVORETTI CON I TAPPI DI SUGHERO

  • timbrini con i tappi di sughero
  • pupazzetti di neve con i tappi di sughero
  • Topolino e Minnie con i tappi di sughero
  • angioletti con i tappi di sughero
  • barchette con i tappi di sughero

COME FARE I TIMBRINI CON I TAPPI DI SUGHERO

Cosa ti serve:

  • tappi di sughero
  • coltello
  • tempere
  • foglio

Come si fa:

  • incidi il motivo da stampare sulla base del tappo. Se non sei molto abile, puoi iniziare da motivi molto semplici, come una croce o un asterisco
  • versa un po’ di tempera in un piattino di plastica e bagna il tappo dove hai praticato l’incisione del timbro
  • ora usa il tappo come un timbrino

COME REALIZZARE UN PUPAZZETTO DI NEVE CON I TAPPI DI SUGHERO

Cosa ti serve:

  • tempera bianca
  • pennarelli
  • capsule del caffè
  • colla vinilica o colla a caldo

Come si fa:

  • per prima cosa dipingi di bianco i tappi con la tempera e lasciali asciugare
  • una volta asciutti, disegna con i pennarelli i dettagli (occhi, bocca, nasino, bottoncini sulla pancia)
  • incolla le capsule di caffè sulla testa del tuo pupazzo

COME REALIZZARE TOPOLINO E MINNIE CON I TAPPI DI SUGHERO

Cosa ti serve:

  • tappi di sughero
  • tempere o acrilici
  • Das
  • colla a caldo

Come si fa:

  • per prima cosa, prepara le orecchiette di Topolino e Minnie ed il fiocchetto di Minnie modellandoli con il Das o altra pasta modellabile; lascia poi asciugare per un po’ di ore e poi procedi a colorarle
  • nel frattempo, disegna con il pennarello i volti dei due personaggi, per avere uno schizzo da dipingere con le tempere, poi procedi con i colori
  • attacca con un goccio di colla a caldo le orecchiette ed il fiocchetto

COME REALIZZARE DEGLI ANGIOLETTI CON I TAPPI DI SUGHERO

Cosa ti serve:

  • pallina di pasta sale
  • tempere
  • nastro
  • corda
  • colla a caldo
  • pennarelli

Come si fa:

  • prepara una sfera con la pasta sale e, una volta asciugata, colorala e rifiniscila con i particolari del volto
  • una volta asciugata la sfera, incollala al tappo di sughero
  • ora prepara le ali, facendo un fiocco da incollare sul retro del tappo con un goccio di colla a caldo
  • infine fissa al fiocco la cordicella che servità ad appendere la tua decorazione

COME REALIZZARE UNA BARCHETTA DI SUGHERO

Cosa ti serve:

  • tappi di sughero (tre per ogni barchetta)
  • bastoncini del gelato
  • stuzzicadenti da spiedini
  • cartoncino colorato

Come si fa:

  • incolla i tre tappi di sughero uno accanto all’altro
  • spezza in due un bastoncino del gelato ed attacca le due parti sui tappi che hai precedentemente incollato
  • ritaglia un triangolo nel cartoncino colorato e incollalo sullo stuzzicadenti, eventualmente piegandolo a metà su se stesso; puoi personalizzare la vela con inserti di altri colori o disegni

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