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Lavoretti con i tappi di plastica

La plastica è in assoluto uno dei materiali più inquinanti e disperdere materiali plastici nell’ambiente significa causare problemi danni a flora e fauna molto gravi, sul medio lungo periodo. Purtroppo la plastica è molto economica e duratura e ben si presta a tantissimi utilizzi industriali, a discapito delle alternative più green.

E’ possibile tuttavia proteggere l’ambiente attraverso piccoli gesti: il riciclo dei materiali plastici è uno dei più importanti, da effettuare attraverso la raccolta differenziata. Se invece vuoi dare nuova vita ad un oggetto di plastica, anche a quelli più banali come i tappi, dai un’occhiata alle nostre raccolte di spunti creativi con materiali da riciclo. Di seguito trovi qualche esempio.

LAVORETTI CON I TAPPI DI PLASTICA

  • Acquario con tappi di plastica
  • Quadro naif con tappi di plastica
  • Zoo con tappi di plastica
  • Alfabeto con tappi di plastica
  • Mostriciattoli con tappi di plastica

COME REALIZZARE UN ACQUARIO CON I TAPPI DI PLASTICA

Cosa ti serve:

  • cartoncino azzurro
  • cannuccia
  • tempera bianca
  • sacchetti di plastica verde
  • cartoncino colorato
  • tappi
  • colla
  • forbici
  • occhietti movibili
  • colla glitterata

Come si fa:

  • taglia i triangolini di cartoncino per formare i codini dei pesci ed incollali sul cartoncino, nei punti in cui vuoi posizionare i pesciolini
  • incolla in prossimità dei triangolino i tappi che formeranno il corpo dei pesciolini
  • decora i pesciolini con gli occhietti movibili e la colla glitter
  • intingi la cannuccia nella tempera bianca e disegna le tue bollicine
  • ora taglia striscioline dal sacchetto di plastica ed incolla le alghe

COME REALIZZARE UN QUADRO NAIF CON I TAPPI DI PLASTICA

Cosa ti serve:

  • tappi di tanti colori
  • colla a caldo
  • cartoncino spesso
  • matita

Come si fa:

  • schizza a matita il disegno da rivestire di tappi
  • metti un goccio di colla a caldo su ogni tappo e fissali sul supporto
  • ricopri di tappi il supporto: sarà un lavoro un po’ lungo, ma il risultato è strabiliante

COME REALIZZARE UNO ZOO DI TAPPI

Cosa ti serve:

  • tappi di tanti colori
  • colla a caldo
  • gomma crepla
  • forbici

Come si fa:

  • taglia i dettagli per ciascun animaletto nella gomma crepla
  • fissa i dettagli su ciascun tappo con un goccio di colla a caldo
  • puoi fissare gli animaletti sui cartoncini e personalizzarli con ulteriori dettagli, disegnati con il pennarello

COME REALIZZARE UN ALFABETO CON I TAPPI DI PLASTICA

Cosa ti serve:

  • tappi di tanti colori
  • colla a caldo
  • gomma crepla
  • forbici

Come si fa:

  • taglia ciascuna lettera nella gomma crepla
  • fissa ogni lettera su ciascun tappo con un goccio di colla a caldo
  • usa i tappi per comporre parole con i bimbi

COME REALIZZARE DEI MOSTRICIATTOLI CON I TAPPI

Cosa ti serve:

  • tappi di tanti colori
  • colla a caldo
  • gomma crepla
  • forbici

Come si fa:

  • taglia i dettagli dei mostriciattolo nella gomma crepla
  • fissa i dettagli in gomma crepla su ciascun tappo con un goccio di colla a caldo
  • puoi anche colorare i tappi con gli acrilici, creando mostruose sfumature per i tuoi eroi

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Sequenze narrative

Il testo narrativo scritto si può dividere in sequenze, ovvero frasi e insiemi di frasi che abbiano dei punti in comune. La divisione in sequenze ci permette di analizzare a fondo un testo narrativo qualsiasi.

Esistono quattro tipologie di sequenze:

  • SEQUENZE NARRATIVE: sono le sequenze che “mandano avanti la storia”, quelle in cui avvengono i fatti più importanti che compongono la narrazione
  • SEQUENZE DESCRITTIVE: corrispondono ad una descrizione particolareggiata di un personaggio, di un ambiente o di un evento
  • SEQUENZE DIALOGICHE: corrispondono ad un dialogo tra due personaggi
  • SEQUENZE RIFLESSIVE: corrispondono ai momenti di riflessione dell’autore o di un personaggio

Ciascuna sequenza presenta: un luogo, un tempo, dei personaggi, un’azione o un fatto. Quando cambiano uno o più di questi elementi, significa che ci troviamo di fronte a una nuova sequenza, diversa dalla precedente.

Nell’analisi di un testo breve, della lunghezza di qualche riga o di poche pagine è possibile esercitarsi a riconoscere le varie sequenze.

Nel caso di un romanzo, però, vi sono centinaia (o migliaia) di sequenze: analizzarle tutte sarebbe impossibile. In questo caso, si ricorre ad un nuovo concetto, quello di MACROSEQUENZA. Una macrosequenza è un insieme di sequenze (narrative, descrittive, dialogiche e riflessive) che hanno uno o più punti in comune tra loro (gli stessi personaggi, lo stesso luogo o lo stesso tempo).

ESERCIZI SULLE SEQUENZE NARRATIVE

Un classico esercizio sulle sequenze narrative consiste nel chiedere di dividere in sequenze un brano di testo (tratto da un bel classico per bambini e ragazzi, se possibile!). Si potrebbero usare quattro colori diversi, per individuare le quattro tipologie di sequenze.

Dividere in sequenze non è sempre semplice e, diversamente dall’analisi grammaticale, non è scontato; per questa ragione ti consigliamo di cominciare con delle esercitazioni di gruppo da discutere con tutta la classe.

Ecco due esempi.

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Dividi questo testo in sequenze, individuando con quattro colori diversi le sequenze narrative, quelle descrittive, quelle dialogiche e quelle riflessive. 

Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, – e a che serve un libro, pensò Alice, – senza dialoghi né figure?
E si domandava alla meglio, (perché la canicola l’aveva mezza assonnata e istupidita), se per il piacere di fare una ghirlanda di margherite mettesse conto di levarsi a raccogliere i fiori, quand’ecco un coniglio bianco dagli occhi rosei passarle accanto, quasi sfiorandola.

Non c’era troppo da meravigliarsene, né Alice pensò che fosse troppo strano sentir parlare il Coniglio, il quale diceva fra se: «Oimè! oimè! ho fatto tardi!» (quando in seguito ella se ne ricordò, s’accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le sembrò una cosa naturalissima): ma
quando il Coniglio trasse un orologio dal taschino della sottoveste e lo consultò, e si mise a scappare, Alice saltò in piedi pensando di non aver mai visto un coniglio con la sottoveste e il taschino, né con un orologio da cavar fuori, e, ardente di curiosità, traversò il campo correndogli appresso e arrivò appena in tempo per vederlo entrare in una spaziosa conigliera sotto la siepe.

Un istante dopo, Alice scivolava giù correndogli appresso, senza pensare a come avrebbe fatto poi per uscirne. La buca della conigliera filava dritta come una galleria, e poi si sprofondava così improvvisamente che Alice non ebbe un solo istante l’idea di fermarsi: si sentì cader giù rotoloni in una specie di precipizio che rassomigliava a un pozzo profondissimo.

PINOCCHIO

Dividi questo testo in sequenze, individuando con quattro colori diversi le sequenze narrative, quelle descrittive, quelle dialogiche e quelle riflessive. 

Appena entrato in casa, Geppetto prese subito gli arnesi e si pose a intagliare e a fabbricare il suo burattino.
“Che nome gli metterò?” disse fra sé e sé. “Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina”.
Quando ebbe trovato il nome al suo burattino, allora cominciò a lavorare a buono, e gli fece subito i capelli, poi la fronte, poi gli occhi. Fatti gli occhi, figuratevi la sua maraviglia quando si accòrse che gli occhi si movevano e che lo guardavano fisso fisso. Geppetto, vedendosi guardare da quei due occhi di legno, se n’ebbe quasi per male, e disse con accento risentito: “Occhiacci di legno, perché mi guardate?”
Nessuno rispose.
Allora, dopo gli occhi, gli fece il naso; ma il naso, appena fatto, cominciò a crescere: e cresci, cresci, cresci, diventò in pochi minuti un nasone che non finiva mai.
Il povero Geppetto si affaticava a ritagliarlo; ma più lo ritagliava e lo scorciva, e più quel naso impertinente diventava lungo.
Dopo il naso gli fece la bocca.
La bocca non era ancora finita di fare, che cominciò subito a ridere e a canzonarlo.
“Smetti di ridere!” disse Geppetto impermalito; ma fu come dire al muro.
“Smetti di ridere, ti ripeto!” urlò con voce minacciosa.
Allora la bocca smesse di ridere, ma cacciò fuori tutta la lingua.

ESERCIZI SVOLTI

Per capire meglio come individuare le sequenze, proviamo a svolgere una parte dell’esercizio sul testo tratto da “Alice nel paese delle meraviglie”

Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, – e a che serve un libro, pensò Alice, – senza dialoghi né figure?
E si domandava alla meglio, (perché la canicola l’aveva mezza assonnata e istupidita), se per il piacere di fare una ghirlanda di margherite mettesse conto di levarsi a raccogliere i fiori, quand’ecco un coniglio bianco dagli occhi rosei passarle accanto, quasi sfiorandola.

Questa è un’unica SEQUENZA RIFLESSIVA, che riporta i pensieri di Alice annoiata dal libro che stava leggendo.

Non c’era troppo da meravigliarsene, né Alice pensò che fosse troppo strano sentir parlare il Coniglio, il quale diceva fra sé: «Oimè! oimè! ho fatto tardi!» (quando in seguito ella se ne ricordò, s’accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le sembrò una cosa naturalissima):

Questa è una SEQUENZA RIFLESSIVA: anche se introduce la figura del Coniglio e l’azione della sequenza immediatamente successiva, riporta ancora i pensieri di Alice.

ma quando il Coniglio trasse un orologio dal taschino della sottoveste e lo consultò, e si mise a scappare, Alice saltò in piedi pensando di non aver mai visto un coniglio con la sottoveste e il taschino, né con un orologio da cavar fuori, e, ardente di curiosità, traversò il campo correndogli appresso e arrivò appena in tempo per vederlo entrare in una spaziosa conigliera sotto la siepe. 

Questa, invece, è una SEQUENZA NARRATIVA: infatti, Alice vede (o immagina di vedere) un coniglio e scatta all’inseguimento. Curiosità: è grazie a questa sequenza narrativa che Alice scopre il Paese delle Meraviglie; se non avesse inseguito il coniglio non sarebbe mai caduta nella sua tana!

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Meridiani e paralleli

Meridiani e paralleli sono linee immaginarie, che dividono la superficie della terra come se fosse una griglia. Ma come riconoscerli? Ecco le loro definizioni:

  • I MERIDIANI sono le circonferenze (immaginarie) che passano per i due poli.
    Il meridiano 0 è il MERIDIANO DI GREENWICH (PRIME MERIDIAN in inglese)
  • I PARALLELI sono le circonferenze (immaginarie) perpendicolari all’asse di rotazione terrestre.
    Il parallelo 0 è il PARALLELO DELL’EQUATORE
meridiani e paralleli
Il meridiano di Greenwich; a Est e a Ovest si vedono gli altri meridiani 
meridiani e paralleli
Il parallelo dell’Equatore in un’antica rappresentazione della sfera terrestre

ORIENTARSI CON MERIDIANI E PARALLELI

Perché abbiamo bisogno di utilizzare un reticolato immaginario formato da meridiani e paralleli? Per orientarci: infatti, qualsiasi punto della sfera terrestre può essere individuato dall’incrocio di un meridiano e di un parallelo.

Per individuare la posizione esatta di un qualsiasi punto sulla sfera terrestre si utilizzano due valori:

  • la LATITUDINE, ovvero la distanza di quel punto dall’equatore; se il punto si trova a Nord dell’Equatore si parla di latitudine Nord, mentre se il punto si trova a Sud dell’Equatore si parla di latitudine Sud
    La latitudine varia da 0° a 90°
  • la LONGITUDINE, ovvero la distanza di quel punto dal meridiano di Greenwich; se il punto si trova a Est di Greenwich si parla di longitudine Est, mentre se il punto si trova a Ovest di Greenwich si parla di longitudine Ovest.
    La longitudine varia da 0° a 180°

Un esempio: la città di Roma, capitale del nostro paese, ha queste coordinate:

  • latitudine 41.54°N (Nord)
  • longitudine 12.29°E (Est)

Questo sistema permette di individuare con precisione tutte le città italiane, ma anche qualsiasi località nel mondo, dalle metropoli americane ai deserti dell’Asia e dell’Africa ai piccoli villaggi!

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Lavoretti con le pigne

Con la bella stagione, capita più frequentemente di trascorrere delle giornate all’aria aperta e di beneficiare del contatto con la natura. Sono momenti preziosi per adulti e bambini, perché consentono di rallentare e di disintossicarsi dallo stress e dalle routine quotidiane. Ne abbiamo parlato spesso, essendo profondamente convinti che il nostro stile di vita debba essere decisamente più slow.

Passeggiare all’aria aperta ha anche un altro risvolto positivo: ci permette infatti di raccogliere una serie di materiali che ben si prestano ai nostri laboratori creativi. Nella nostra sezione dedicata ai lavoretti creativi, vi abbiamo già dato qualche spunto per utilizzare le foglie ed i fiori essiccati. Oggi invece, parliamo delle pigne: in che cosa possiamo trasformarle?
Per scoprirlo leggete le idee che vi riportiamo di seguito.

Lavoretti con le pigne

Folletti con le pigne

Prima di cominciare, assicurati di avere con te:

  • Pigne;
  • DAS o pasta di sale;
  • Cartoncino;
  • Forbici;
  • Pennarello indelebile.

In questo primo lavoretto con le pigne che ti proponiamo, utilizzerai una pigna come base per realizzare il corpo di un simpatico folletto dei boschi. Per cominciare, dovrai dipingere la pigna con il colore acrilico o con la vernice spray (evita di farlo nelle vicinanze dei bambini). Successivamente, dovrai modellare sulla sommità della pigna la testa del folletto con la pasta modellabile che hai scelto di utilizzare.

Una volta che la pasta modellabile sarà asciugata, potrai disegnare con il pennarello il volto del folletto, oltre ad aggiungere un cappellino realizzato con i ritagli di cartoncino. Ecco i nostri due folletti con le pigne:

lavoretti con le pigne

Gufetto con le pigne

Cosa ti serve:

  • pigne
  • tappi di sughero o di plastica
  • occhietti movibili
  • cartoncino
  • colla a caldo

Come si fa:

  • per prima cosa prepara la base, tagliando una sezione di tappo di sughero e incollandovi sopra la pigna con la colla a caldo; in alternativa al tappo di sughero, puoi usare un tappo di plastica
  • fissa gli occhietti sulla pigna
  • prepara ora il becco, tagliando un piccolo rombo di cartoncino e piegandolo a metà. Poi incolla il becco sulla pigna

Riccio con le pigne

Cosa ti serve:

  • pigne
  • occhietti movibili
  • fieno secco o rametti sottili

Come si fa:

  • attacca gli occhietti alla pigna
  • poi fissa il fieno secco o i rametti sottili alla pigna. In alternativa puoi usare gli stuzzicadenti, ma devi prestare attenzione a farli usare ai bambini

Prodotti acquistabili sul web

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Come realizzare le fate con la lana cardata
Guida sui lavoretti in feltro
Come realizzare pupazzetti in fimo 

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Canzoni in inglese per bambini

canzoni in inglese per bambini

Introdurre l’inglese in casa è tutt’altro che semplice per chi non ha la fortuna di avere un nucleo familiare bilingue. Se vogliamo provarci, però, dobbiamo cominciare da piccoli momenti di condivisione in cui l’inglese non diventi un esercizio o un ostacolo, ma un modo per stare insieme.

Ad esempio, le canzoni per bambini. In questa pagina abbiamo raccolto cinque canzoni in inglese per bambini da cui cominciare. Per ciascuna troverai il testo e il video, per ascoltarla senza uscire da Portale Bambini. Comincia subito!

I’M A LITTLE TEAPOT

I’m a little teapot
Short and stouts
Here is my handle
Here is my spout
When I get all steamed up
I just shout
Tip me over and pour me out

I’m a very special pot
It’s true
Here’s an example of what I can do
I can turn my handle into a spout
Tip me over and pour me out

I’m a little teapot
Short and stouts
Here is my handle
Here is my spout
When I get all steamed up
I just shout
Tip me over and pour me out

I’m a very special pot
It’s true
Here’s an example of what I can do
I can turn my handle into a spout
Tip me over and pour me out.

ADESSO ASCOLTA LA CANZONE: 

https://youtu.be/mdu5lLpMH_w

IF YOU’RE HAPPY AND YOU KNOW IT

Una versione molto simile al nostro “Se sei felice e tu lo sai

If you’re happy and you know it, clap your hands (clap clap)
If you’re happy and you know it, clap your hands (clap clap)
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it
If you’re happy and you know it, clap your hands. (clap clap)

If you’re happy and you know it, stomp your feet (stomp stomp)
If you’re happy and you know it, stomp your feet (stomp stomp)
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it
If you’re happy and you know it, stomp your feet. (stomp stomp)

If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!)
If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!)
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it
If you’re happy and you know it, shout “Hurray!” (hoo-ray!)

If you’re happy and you know it, do all three (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!)
If you’re happy and you know it, do all three (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!)
If you’re happy and you know it, then your face will surely show it
If you’re happy and you know it, do all three. (clap-clap, stomp-stomp, hoo-ray!)

ADESSO ASCOLTA LA CANZONE: 

THE INCY WINCY SPIDER

La versione originale di una delle canzoni più amate di sempre dai bambini: Whisky il ragnetto

The Incy Wincy spider went up the waterspout
Down came the rain and washed the spider out
Out came the sun and dried up all the rain
Now Incy Wincy spider went up the spout again!

The Incy Wincy spider went up the waterspout
Down came the rain and washed the spider out
Out came the sun and dried up all the rain
Now Incy Wincy spider went up the spout again!

ADESSO ASCOLTA LA CANZONE: 

OLD MCDONALD HAD A FARM

La versione inglese de “Nella vecchia fattoria” 

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a cow, E-I-E-I-O
With a “moo-moo” here and a “moo-moo” there
Here a “moo” there a “moo”
Everywhere a “moo-moo”
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a pig, E-I-E-I-O
With a (snort) here and a (snort) there
Here a (snort) there a (snort)
Everywhere a (snort-snort)
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a horse, E-I-E-I-O
With a “neigh, neigh” here and a “neigh, neigh” there
Here a “neigh” there a “neigh”
Everywhere a “neigh, neigh”
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a chicken, E-I-E-I-O
With a “cluck, cluck” here and a “cluck, cluck” there
Here a “cluck” there a “cluck”
Everywhere a “cluck, cluck”
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O
And on his farm he had a duck, E-I-E-I-O
With a “quack, quack” here and a “quack, quack” there
Here a “quack” there a “quack”
Everywhere a “quack, quack”
Old Macdonald had a farm, E-I-E-I-O

ADESSO ASCOLTA LA CANZONE:

LONDON BRIDGE

London Bridge is falling down,
Falling down, falling down.
London Bridge is falling down,
My fair lady.

London Bridge is broken down,
Broken down, broken down.
London Bridge is broken down,
My fair lady.

Build it up with wood and clay,
Wood and clay, wood and clay,
Build it up with wood and clay,
My fair lady.

Wood and clay will wash away,
Wash away, wash away,
Wood and clay will wash away,
My fair lady.

Build it up with bricks and mortar,
Bricks and mortar, bricks and mortar,
Build it up with bricks and mortar,
My fair lady.

Bricks and mortar will not stay,
Will not stay, will not stay,
Bricks and mortar will not stay,
My fair lady.

Build it up with iron and steel,
Iron and steel, iron and steel,
Build it up with iron and steel,
My fair lady.

Iron and steel will bend and bow,
Bend and bow, bend and bow,
Iron and steel will bend and bow,
My fair lady.

Build it up with silver and gold,
Silver and gold, silver and gold,
Build it up with silver and gold,
My fair lady.

Silver and gold will be stolen away,
Stolen away, stolen away,
Silver and gold will be stolen away,
My fair lady.

Set a man to watch all night,
Watch all night, watch all night,
Set a man to watch all night,
My fair lady.

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Il mago di Oz

il mago di oz

Il mago di Oz (nell’edizione originale il titolo era “Il meraviglioso mago di Oz“) è un romanzo per bambini e ragazzi scritto da Lyman Frank Baum nel 1900.

IL MAGO DI OZ: LA TRAMA

Dorothy è una piccola bambina orfana che abita in Kansas con i suoi zii. Un giorno, un tornado spazza via la loro casa, con Dorothy all’interno, trasportandola nel paese di Oz. Qui, la casa, cadendo per terra, schiaccia la strega malvagia dell’Est.

Nel paese di Oz, infatti, esistono quattro streghe: due buone (la strega del Nord e la strega del Sud) e due cattive (la strega dell’Est e la strega dell’Ovest). Nella capitale del regno, la città di Smeraldo, vi è inoltre un potentissimo mago, il mago di Oz.

il mago di oz
Dorothy e i suoi compagni in un’illustrazione d’epoca de “Il mago di Oz”

Presto Dorothy incontra la strega del Nord, che la ringrazia per aver tolto di mezzo la strega malvagia dell’Est e le dona le sue scarpette di cristallo. Dorothy chiede alla strega di aiutarla a tornare in Kansas, dai suoi zii; la strega non può fare nulla per lei, ma le suggerisce di recarsi nella città di Smeraldo e di chiedere aiuto al mago di Oz.

Dorothy si incammina così verso la città. Lungo la strada, incontra tre compagni: uno spaventapasseri che vorrebbe avere un cervello, un boscaiolo di latta che vorrebbe avere un cuore e infine un leone che vorrebbe essere coraggioso. I quattro compagni superano gli ostacoli lungo la strada e giungono al cospetto del mago di Oz, che promette loro di aiutarli ad esaudire ogni desiderio: prima, però, dovranno uccidere la strega malvagia dell’Ovest.

La strega invia i suoi aiutanti per sconfiggere Dorothy e i suoi compagni e, finalmente, le terrificanti scimmie alate riescono a rapire Dorothy e il leone e a portarli alla strega dell’Ovest come prigionieri, dopo aver fatto a pezzi lo spaventapasseri e il boscaiolo di latta. La strega, però, non può fare del male alla bambina perché è protetta dalla magia delle scarpette d’argento. Così, cerca di rubargliene una. Dorothy, infuriata per il furto della scarpetta, lancia alla strega dell’Ovest un secchio d’acqua che, inaspettatamente, uccide la strega sciogliendola.

Dopo aver liberato il leone e ricostruito lo spaventapasseri e il boscaiolo, Dorothy torna alla città di Smeraldo; lì scopre che il mago di Oz non è un vero mago: si tratta solo di un vecchio ventriloquo arrivato a Oz dal Nebraska, durante una gita in mongolfiera. Il mago finge di donare un cervello, un cuore e il coraggio ai tre compagni di Dorothy (in realtà, ciascuno di loro aveva già le qualità che desiderava, senza saperlo) e propone a Dorothy di costruire una nuova mongolfiera e di tornare insieme negli Stati Uniti.

Tuttavia, a causa di un incidente, Dorothy rimane a terra e il mago parte da solo. La bambina non ha altra soluzione che andare alla ricerca della strega del Sud. Qui, scopre che le sue scarpette d’argento hanno il potere di portarla ovunque ella desideri; è sufficiente battere tre volte tra loro i tacchi delle scarpette.

Nel finale, Dorothy, dopo aver salutato i suoi compagni, utilizza il potere delle scarpette e torna in Kansas, dove può riabbracciare i suoi zii.

IL MAGO DI OZ: EDIZIONI CONSIGLIATE

In commercio puoi trovare decine di edizioni diverse de “Il mago di Oz”. Noi ti suggeriamo due edizioni economiche, prodotte da Edizioni Crescere e Socialibri, due realtà editoriali partner di Portale Bambini.

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Classici per ragazzi

Editore: Edizioni Crescere
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Se sei un’insegnante e desideri far adottare “Il mago di Oz” a tutta la tua classe, scrivici: inoltreremo la tua richiesta a Edizioni Crescere per offrirti un ulteriore sconto sul prezzo di copertina. Ti sarà sufficiente segnalarcelo tramite questo modulo di contatto.


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