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LAVORETTI DI NATALE CON I ROTOLI DELLA CARTA IGIENICA

Se hai già letto il nostro articolo sui lavoretti con i rotoli di carta igienica saprai che i tubi di cartoncino della carta igienica sono un materiale di riciclo ideale per le creazioni artistiche. In questo articolo scoprirai invece come riciclare i rotoli della carta igienica per realizzare dei lavoretti di Natale semplici e meravigliosi: dal Babbo Natale con un tubo di cartoncino (renne incluse) alle stelle natalizie di carta. Puoi trovare altri spunti natalizi nell’articolo sui lavoretti di Natale.

BABBO NATALE CON UN ROTOLO DI CARTA IGIENICA

L’albero di Natale può essere arricchito con personaggi fatti a mano a partire dai rotoli della carta igienica. Potrete dividere ogni rotolo di cartoncino in due parti cilindriche in modo da ricavare due personaggi per ciascuno. Per fissarle all’albero dovete fissare una striscia di cartoncino in alto.

STELLE NATALIZIE CON I ROTOLI DELLA CARTA IGIENICA

Potete realizzare delle stelle a partire dal cartoncino dei rotoli di carta igienica, che abbellirete con tanti bottoncini colorati. Sono molto semplici da creare, anche come lavoretto da fare con i bambini.

Sempre tagliando cerchiolini dal rotolo di carta, potete creare anche forme più complesse. Nell’immagine qualche idea.

Per realizzare queste decorazioni per l’albero di Natale dovrete suddividere i rotoli di carta in varie strisce e piegare ciascuna leggermente su se stessa in modo da creare dei petali. Poi andranno uniti con dello scotch e dipinti con tempere e glitter.

Se invece vuoi realizzare una stella di Natale di cartoncino (quella realizzata ritagliando e piegando due fogli di cartoncino rosso), ti suggeriamo di dare un’occhiata all’articolo sulla stella di Natale di carta fai da te. Per un laboratorio più semplice, puoi utilizzare anche i nostri disegni delle stelle di Natale da colorare.

PUPAZZI DI NEVE

I rotoli di cartoncino possono costituire la base per realizzare vari personaggi tipici del Natale, come i pupazzi di neve o i folletti. Il procedimento è analogo a quello di Babbo Natale citato più sopra: dovete tagliare in due il cilidro di carta e decorarlo a piacere. Personalizzate le vostre creazioni con feltro, bottoni, perline e brillantini.

 

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Poca pazienza con i bambini? Ecco la sfida dei due minuti

La pazienza è la virtù dei forti, ma non tutti siamo così forti. Ogni genitore, anche il più calmo, perde la pazienza più o meno di frequente. Nessuno di noi è perfetto e, a complicare il tutto, ci sono le frustrazioni date dal lavoro, dal poco tempo, dai conflitti del mondo adulto che spesso ci portiamo dietro anche quando siamo con i nostri bambini.

QUALI GENITORI SI INNERVOSISCONO E SI STANCANO? TUTTI!

Non cadere nel luogo comune di pensare che gli altri siano più pazienti di te: i bambini sono meravigliosi, ma richiedono un concentrato di energie e pazienza da far invidia al Mahatma Gandhi. Risultato? Tutti i genitori prima o poi perdono il controllo, si sfiancano e si chiedono cosa stanno sbagliando di fronte a piccoli testardi, cocciuti, spesso ribelli.

Prova a pensare a queste situazioni:

  • Quando il bambino sbaglia e non fa le cose come le avevi in mente tu
  • Quando tuo figlio non ti ascolta in nessun modo e non obbedisce
  • Quando non riesci a sopportare le frustrazioni e vorresti evitarle ai figli
  • La sera quando torni esausta/o dal lavoro
  • Quando ti imponi di fare delle cose con lui anche se non ne hai voglia e sei stanca/o

Tu cosa fai? Ti capita di perdere le staffe? Non colpevolizzarti! In parte si tratta di circostanze in cui, partendo dal conflitto, potrai allenarti a migliorare la propria comunicazione e la propria efficacia.

Insomma, bisogna imparare a vedere il lato positivo del perdere la pazienza: ci insegna che siamo umani, che abbiamo dei limiti e che, se non impariamo a riconoscerli, difficilmente riusciremo ad aiutare i nostri bambini a controllarsi a loro volta.

COACHING CREATIVO: LA METAFORA DELLA FARFALLA

La pazienza è soggettiva: c’è chi resta imperturbabile anche di fronte alle circostanze più irritanti, chi invece sbotta facilmente ed ha scarsa tolleranza allo stress e agli imprevisti.

La prima cosa da fare è interrogarti su quanto sei paziente, magari partendo da una riflessione sincera sulle situazioni menzionate in precedenza. Dopo un’attenta autoanalisi, probabilmente arriverai alla conclusione che no, non sei per niente paziente.

Però non colpevolizzarti: torni a casa la sera stanca/o morto dal lavoro, piena/o di pensieri e nervosismo. Ci sta che tu non sia propriamente un modello di serenità e che la tolleranza al capriccio sia pari a zero. Prova ad allontanarti mezzo minuto dalle urla e ammettere: “Sento che mi sto arrabbiando, non c’è nulla di strano, come viene la rabbia se ne va…”. Togliersi temporaneamente dal “campo di battaglia” non vuol dire “estrarsi dalla lotta”, ma cercare di ridurre il rischio di farsi travolgere dall’arrabbiatura.

Il consiglio che sentiamo di darti è di rinunciare all’iper-controllo: se sei stata/o otto ore in ufficio, hai praticato la pazienza tutto il giorno. Non puoi pretendere di continuare a farlo appena rientrata/o a casa. Per cui, non potendo consigliarti di litigare di più in ufficio o rivedere le tue priorità (se potesti lavorare meno e in modo meno stressante probabilmente lo avresti già fatto), ti suggeriamo un consiglio tratto dal sito www.donothingfor2minutes.com che lancia la sfida dei “2 minuti senza fare niente”.

Siediti, rilassati e non fare nulla, isolati dal mondo. Ce la farai a resistere? A volte ci creiamo l’alibi del “Mi stanno chiamando”. E se fossi io a rispondere troppo in fretta, generando un circolo di fretta ed ansia? Insegna a far aspettare (un attimo!): imparerai anche tu ad avere più pazienza.

Un ultimo spunto: la metafora della farfalla per ricordarci che ogni cosa richiede tempo. Alcune volte non possiamo agire per forzare le cose, ma dobbiamo lasciare che seguano il loro corso. Ci lasciamo prendere dall’impazienza quando i risultati (anche con i bambini) non arrivano subito. Quando diciamo “Smettila” e non otteniamo la risposta desiderata.

Pensa a questo: hai mai cercato di aiutare una farfalla a uscire dal bozzolo? Se ci provassi, magari con l’intento di alleviare la farfalla dallo sforzo necessario per aprire un varco e di velocizzare il processo, quella farfalla morirebbe. Il doloroso e faticoso processo che il bruco attraversa per diventare farfalla in realtà dà all’animale il tempo necessario per crescere le ali e lo sforzo necessario per svilupparle.

Velocizzare questo processo crea danni irreparabili. Cosa vogliamo dirti? Semplicemente che essere pazienti è parte di un lavoro di squadra che ha i suoi tempi. I bambini ti ascolteranno se tu saprai ascoltare loro; ti considereranno un esempio se riuscirai ad esserlo.

Un esempio non tanto nel controllarti sempre o apparire perfetta/o, ma nel tuo lavoro costante per crescere e migliorarti. Questo, in definitiva, il valore più profondo dell’allenare e capire la pazienza.

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Imparare a studiare con tre tecniche efficaci

imparare a studiare

Il metodo di studio è uno di quei mostri con cui tutte le famiglie e gli studenti, chi più chi meno, devono confrontarsi. Oggi vediamo come imparare a studiare utilizzando tre strategie semplici ma di grande importanza.

IMPARARE A STUDIARE

Imparare a studiare è una di quelle competenze senza età e senza esclusioni: a tutti noi, chi prima e chi dopo, serviranno buone strategie per immagazzinare ed elaborare informazioni.

Cominciamo dicendo che l’approccio allo studio è fondamentale: stimolare la curiosità del bambino o del ragazzo permette di accendere in lui il vero motore dell’apprendimento: la motivazione.

TECNICA 1: LA PENNA VALE PIÙ DELLA TASTIERA

Sì, come suggerito dall’interessantissimo The pen is mightier than the keybord (una meta-analisi di studi scientifici sulle differenze tra studio con il pc e studio con carta e penna; potete leggere lo studio in lingua inglese cliccando sul titolo), usare carta e penna per annotare i concetti è ancora la strategia migliore.

Attenzione: il pc rimane una fonte essenziale per ricercare informazioni e confrontare le fonti, garantendoci una velocità e una profondità altrimenti impossibili; però, al momento di fissare i concetti essenziali nella nostra mente, nonché di riassumerli e strutturare le connessioni tra di loro, la pagina bianca di World si rivela inefficace.

Il processo copia-incolla tipico della scrittura col pc inibisce la capacità di elaborare le informazioni; al contrario, prendere appunti su carta, è il primo passaggio per ripensare in modo critico le informazioni. Quindi: prendere appunti e realizzare schemi provvisori con carta e penna, è il primo passaggio per uno studio efficace.

TECNICA 2: LA PIRAMIDE DELLE INFORMAZIONI

Avete mai costruito una piramide delle informazioni? Cominciamo dicendo che quando aprite un libro, non tutte le parole contenute al suo interno sono necessarie. Anzi, la maggior parte di esse sono lì per caso, per far volume, per supportare e argomentare i concetti principali.

Tuttavia, per sviluppare un metodo di studio veloce, è essenziale riuscire a scremarle nel minor tempo possibile. Quando costruiamo una piramide delle informazioni, al vertice collocheremo unicamente i concetti principali: Su uno scalino più basso, i concetti secondari, quelli che si collegano ai principali per creare la trama complessa dell’argomento. Infine, alla base della piramide troviamo i supporti dei concetti principali e secondari; si tratta, di solito, di esempi, casi di studio, esperimenti e altre informazioni che potremmo anche trascurare, ma che è bene ricordare collegandoli al proprio concetto di riferimento. Specialmente per lo studio universitario, si tratta di informazioni che possono fare la differenza tra una valutazione mediocre e un buon punteggio. Isolarli e disporli alla base della piramide come tanti mattoncini è il segreto per uno studio di successo.

Tutte le informazioni che non riusciamo a collocare all’interno della piramide delle informazioni, sostanzialmente, sono assolutamente inutili. O meglio, possiamo leggerle velocemente, ma difficilmente ci serviranno.

TECNICA 3: LE MAPPE

Alle mappe (mentali e concettuali) abbiamo dedicato due guide dedicate, che ti suggeriamo di leggere per approfondire l’argomento.

Una buona mappa concettuale si compone di due elementi fondamentali: i nodi concettuali e le relazioni associative; i nodi corrispondono ai concetti chiave dell’argomento che stiamo analizzando, mentre le relazioni sono ciò, appunto, mette in relazione tra loro nodi distinti.

Una buona mappa mentale, invece, parte dall’elaborazione grafica della gerarchia tra nodi, per esplorare a fondo

Impara a realizzare delle mappe mentali a prova di studio ⇒ Creare mappe concettuali e Creare mappe mentali

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Quattro idee per gestire la rabbia

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La rabbia (sotto forma di urla e strepiti, a volte vere e proprie aggressioni) è uno dei momenti più difficili da gestire in famiglia e fuori. Matthieu Ricard, maestro buddista, ha descritto la rabbia utilizzando una metafora, quella del camino:

“Quando ci arrabbiamo, se concentriamo la nostra attenzione a ciò che ci ha fatto arrabbiare, è come se continuassimo a mettere legna nel camino, alimentando il fuoco. Se invece la nostra attenzione si rivolge all’emozione stessa, è come se osservassimo il fuoco che crepita e, piano piano, si consuma”.

Come abbiamo sottolineato in un articolo sulla tecnica della nebbia (che serve appunto per gestire la rabbia), la soluzione migliore per gestire questi momenti è distrarre il pensiero dall’oggetto che ha scatenato la reazione collerica. Al contrario, riflettere sulla rabbia come emozione o distrarre il pensiero sono due strade per evitare il conflitto e mitigare il picco emotivo.

QUATTRO IDEE PER GESTIRE LA RABBIA

Perché la rabbia va gestita? Naturalmente, per evitarne i danni! Un bambino in collera rischia di essere pericoloso per se stesso e per chi gli sta vicino. Tuttavia, l’educazione emotiva ci insegna a non trascurare questo sentimento: esercizi come la mindfulness del caminetto e l’abbraccio holding sono utili per sperimentare la rabbia come emozione, spostandola dal suo bersaglio originale.

Accanto a queste tecniche, prova a parlare di rabbia direttamente con i bambini, magari dopo qualche ora: aiutali a capire cosa gli è successo, a descrivere le loro sensazioni e a riflettere su come queste siano naturali e si possano gestire senza problemi.

DISTRAZIONE

La strada migliore per controllare la rabbia è quella di sviare il pensiero distraendo il bambino da ciò che ne ha provocato la collera. Puoi provare tante strade diverse:

  • un indovinello divertente
  • una storia avvincente
  • il gioco
  • un lavoretto creativo

Ti abbiamo elencato le nostre preferite, ma ci sono davvero tanti modi diversi per distrarre un bambino catturando la sua attenzione; l’importante è crederci e riuscire a coinvolgerlo.

Naturalmente non è sempre possibile distrarre il bambino: pensa ad un momento di rabbia al supermercato; magari il bambino ha adocchiato qualcosa e tu non puoi o non vuoi prenderlo. La regola d’oro, in questi casi, è evitare quanto più possibile le situazioni di stress, specialmente quando poi non potremmo imporci, finendo per assecondare la rabbia del bambino.

MINDFULNESS

Tra gli obiettivi principali della mindfulness c’è proprio quello di riuscire a gestire la rabbia in modo ottimale, senza “nasconderla”, al contrario, evitando che possa danneggiare noi e chi ci sta intorno.

Riprendendo la metafora con cui abbiamo aperto l’articolo, un esercizio ispirato alla mindfulness da provare è quello del caminetto: “L’aria entra, l’aria esce… senti l’aria nella pancia… senti che si rilassa il viso… rilassa le spalle… la pancia…adesso immagina di essere un fuocherello che scoppietta allegramente nel caminetto. La fiamma danza di qua e di là, rossa e gialla; il fuoco scoppietta mentre, poco alla volta, divora la legna e la trasforma prima in carbone nero e poi in cenere. Ad ogni respiro un altro ciocco di legno è consumato dal fuoco, finché non resta che cenere. Adesso, fai tre respiri profondi e infine apri gli occhi: il fuoco nel caminetto si è spento.”

ATTIVITÀ FISICA

Abbiamo già sfatato il mito dello “sfogo della rabbia”: pensare di avere di fronte la persona o lo stimolo che ci ha fatto perdere le staffe non è mai una buona soluzione.

Può servire invece fare dell’attività fisica, in modo tale da distrarre i pensieri concentrandosi sullo sforzo fisico. Una passeggiata potrebbe essere più che sufficiente, anzi, nella maggior parte dei casi è un toccasana e permette di tornare a casa più sereni e rilassati di prima.

HOLDING

Un abbraccio fermo e deciso, per trasformarci in una sorta di contenitore per la rabbia del bambino. Per approfondire questa tecnica affascinante ti consigliamo di leggere il nostro articolo sul metodo Holding.

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CALENDARIO DELL’AVVENTO FAI DA TE

Ci stiamo avvicinando a dicembre: è quasi tempo di realizzare il calendario dell’avvento. Qualcuno potrà storcere il naso all’idea che una festività si fonda con una pratica così “commerciale”, forse a ragione; a tutti, però, consigliamo di leggere questo breve racconto:

La storia narra che il piccolo Gherard Lang, un bimbo tedesco nato alla fine dll’800, fosse sempre molto impaziente di festeggiare il Natale e chiedesse ogni giorno alla sua mamma: “Quando arriva Natale? Quanti giorni mancano ancora alla festa?”.

La mamma del piccolo, forse stanca di sentire ogni giorno la stessa domanda, decise un anno di cucinare dei biscotti speziati, tipici del periodo natalizio. Poi li divise in 24 piccoli sacchettini e ne diede uno al giorno al piccolo Gherard, dal 1 dicembre alla vigilia, in modo che fosse facile anche per lui tenere il tempo fino a Natale.

Fonte: Filastrocche.it

Non sappiamo se questa storia sia reale o se si tratti di una leggenda, però una cosa è certa: il calendario di cui ci parla è uno straordinario momento di condivisione, un filo magico per accompagnare nella crescita. Così vogliamo proporlo: qualcosa da realizzare insieme, da aprire insieme, da vivere. Un calendario dell’avvento fai da te per tutta la famiglia.

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO FAI DA TE

Per festeggiare il Natale 2018, abbiamo realizzato un semplice calendario dell’Avvento fai da te. Sì, quest’anno staremo alla larga da supermercati e affini e ci fabbricheremo da noi il calendario tanto amato.

Per cominciare, abbiamo aperto uno scatolone di cartone arrivato insieme a qualche acquisto online e lo abbiamo dipinto come un cielo stellato:

Poi, abbiamo incollato sul calendario dei rotoli della carta igienica, dopo aver ripiegato verso l’interno le estremità inferiori e dopo averle fermate con dello scotch trasparente.

calendario dell'avvento fai da te 4

Abbiamo aspettato che la colla vinilica fosse asciutta, poi abbiamo dipinto d’oro i rotoli.

Abbiamo aspettato che i colori si asciugassero; poi abbiamo decorato le “caselle” del calendario ritagliando per ciascuna una bella stella di gomma crepla e scrivendo il numero del giorno corrispondente. Ecco qui la prima metà del nostro calendario dell’Avvento fai da te:

CALENDARIO DELL’AVVENTO FAI DA TE CON I BICCHIERI DEL CAFFÈ

Un’altra idea creativa, un pochino più laboriosa ma di grande effetto: questo calendario sarà perfetto per decorare il caminetto, la cucina o la cameretta.

Cosa ci serve: 

  • bicchieri per il caffé
  • filo di rafia o nastro rosso per i manici
  • nastro verde a cui appendere le mollette
  • mollette per il bucato
  • carta riciclata marrone per foderare i bicchieri
  • occhietti di plastica (si trovano su Amazon.it)
  • colla vinilica
  • colla a caldo

Come si fa: 

  • come prima cosa bisogna rivestire i bicchieri del caffé con la carta marrone; ci sono due alternative: scegliere i bicchieri bi-colore, che hanno già la parte esterna marrone o dipingerli con colori acrilici/tempere. Se decidiamo di rivestirli con la carta sarà sufficiente tagliare una striscia di carta ed incollarla intorno al bicchiere con poca colla vinilica
  • per incollare la rafia o il nastro dei manici utilizziamo una goccia di colla a caldo; lo stesso per gli occhietti di plastica
  • a questo punto, dovremo tendere il nastro verde nel punto in cui andremo a realizzare il calendario

CALENDARIO DELL’AVVENTO CON BUSTINE DI CARTA/CARTONE

Materiali semplici e di riciclo, con infinite possibilità di personalizzazione. I calendari dell’avvento interamente in cartone, con sacchetti o bustine

calendario dell'avvento fai da te

CALENDARIO DELL’AVVENTO CON I TUBI DELLA CARTA IGIENICA

L’ultima idea della nostra rassegna creativa. Realizzare un bel calendario dell’avvento con i tubi della carta igienica è semplicissimo e si possono realizzare casette dall’aspetto minimal ma molto elegante. Come questa:

calendario dell'avvento fai da te

Cosa ci serve: 

  • 24 tubi della carta igienica + 1, per il comignolo della casetta
  • carta per chiudere ciascun tubo
  • cartoncino per il tetto della casetta
  • pannello di cartoncino per la base (dovrete incollare tutti i tubi e la copertura del tetto, bisogna che sia abbastanza grande e robusto!)
  • colla a caldo

Come si fa: 

  • il primo passo è quello di ritagliare la base a forma di casetta; prima di tagliare, vi consigliamo di provare a disporre tutti i tubi e il tetto per verificare le dimensioni corrette
  • a questo punto, con la colla a caldo incolleremo i tubi e, una volta concluso, il tetto e il comignolo
  • infine, dovremo ritagliare dei piccoli cerchi di carta che coprano ciascun tubo; per una chiusura ottimale, vi consigliamo di lasciare una linguetta di carta che andremo poi ad incollare nella parte superiore di ogni tubo
  • se siete amanti del colore, potrete naturalmente dipingere con i colori a tempera o con gli acrilici l’intero calendario dell’avvento

Vi conviene cominciare subito a raccogliere i tubi della carta igienica!

E infine, se proprio non riuscirete a trovare un pomeriggio da dedicare alla realizzazione di un calendario dell’avvento artigianale, potete comunque recuperarne uno tra i tanti disponibili in commercio. Qui trovate una selezione.

LAVORETTI DI NATALE: scoprite anche la sezione dedicata al fai da te natalizio; una raccolta di idee per riscoprire arte e manualità in occasione delle feste > Lavoretti di Natale 

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Palline di Natale con lo spago

Dicembre si avvicina: siete pronti a decorare l’albero di Natale? Se siete stanchi dei soliti addobbi, ma anche nel caso in cui vogliate trasformare questo momento in un laboratorio creativo, abbiamo quello che fa per voi. Di seguito vi proponiamo un po’ di idee per addobbi fai da te: un modo per passare del tempo insieme e rendere ancora più magiche le festività. In alcuni viene utilizzata la colla a caldo, per cui, per determinati passaggi, sarà meglio che sia l’adulto ad operare.

PALLINE DI NATALE CON LO SPAGO E UN PALLONCINO

Le palline di Natale fai da te con lo spago sono diventate virali grazie al web e ormai tutti le conoscono. Realizzarne una non è complicato, specialmente utilizzando la nostra guida passo-a-passo che trovi di seguito.

Prima di cominciare, assicurati di avere con te:

  • spago;
  • colla vinilica;
  • acqua;
  • ciotola;
  • pennello;
  • palloncino;
  • materiali per decorare la pallina.

Prepara l’area di lavoro: per realizzare questo lavoretto ti suggeriamo di utilizzare una tovaglietta di plastica o un telo di protezione: la colla, infatti, sporcherà il piano di lavoro. Completato questo passaggio, gonfia un palloncino fino alla dimensione desiderata (ricordati che la pallina di Natale di spago, una volta finita, avrà le stesse dimensioni del palloncino).

palline di natale con spago e palloncino 1

Per cominciare, prepara nella ciotola una soluzione di acqua e colla vinilica; dovrai abbondare con la colla, fino ad ottenere un liquido denso. Poi, immergi lo spago, come nella foto:

palline di natale con spago e palloncino 2

Avvolgi lo spago imbevuto di colla intorno al palloncino in modo da creare un motivo intricato. Poi, spalma lo spago con della colla vinilica pura, aiutandoti con il pennello.
La maggior parte dei tutorial in rete non inserisce questo passaggio, ma secondo noi aiuta ad ottenere una pallina più robusta e soprattutto ti permetterà di ottenere un buon risultato anche se hai diluito eccessivamente la colla nel passaggio precedente.

palline di natale con spago e palloncino 3

Quando la colla sarà asciutta, potrai bucare il palloncino utilizzando uno stuzzicadenti: questo tornerà alle sue dimensioni iniziali e per te sarà facile rimuoverlo dalla pallina. Lo spago, reso rigido per effetto della colla, formerà invece una meravigliosa decorazione per l’albero di Natale, proprio come la nostra:

palline di natale con spago e palloncino 4

Come puoi vedere nella foto, è possibile decorare la pallina di spago utilizzando nastri, feltro e gomma crepla. Scatena la tua fantasia e realizza una fantastica pallina di Natale di spago in stile shabby chic.

ALTRE DECORAZIONI PER L’ALBERO DI NATALE FAI DA TE

Esistono tante altre tecniche che puoi sperimentare per realizzare delle belle decorazioni natalizie. Di seguito puoi trovare qualche esempio.

PALLINE DI NATALE CON SPAGO E NASTRI

Queste decorazioni si realizzano a partire da una pallina di polistirolo. Aiutandoti con degli spilli, dovrai fissare il nastro colorato lungo tutta la pallina: si comincia dal centro della pallina e si procede, piegando il nastro tra uno spillo e l’altro. Infine, potrai incollare un gancio con un po’ di colla a caldo.

decorazioni albero di natale fai da te 1

La stessa tecnica si può applicare utilizzando materiali diversi, come il tulle:

decorazioni fai da te per albero di natale

PALLINE DI NATALE CON LE CARAMELLE

Occorrente

  • palline di polistirolo
  • caramelle gommose
  • stuzzicadenti

Prendete una pallina di polistirolo, infilate gli stuzzicadenti nella pallina, lasciando tra loro abbastanza spazio per le caramelle. Fatto questo dovrete infilare le caramelle gommose sulle punte degli stuzzicadenti riempiendo tutta la superficie del polistirolo. Le palline realizzate potranno essere un addobbo per l’albero con l’aiuto di un gancetto o di un nastro colorato, oppure una decorazione per una ciotola colorata.

PALLINE DI NATALE CON LE FOTO

Occorrente

  • palline in plexiglass
  • foto (da fotocopiare a colori su carta leggera)
  • colori acrilici
  • colla vinavil
  • spugna
  • forbici
  • colla a caldo
  • nastro colorato

Scegliete foto orizzontali che si adattano meglio alla forma sferica delle palline di Natale. Meglio ancora se l’immagine è in posizione centrale. Fate una fotocopia a colori della fotografia su carta leggera, ritagliatela ed immergetela in una ciotola con dell’acqua per qualche secondo. Asciugate delicatamente la foto tra due pezzi di scottex. Così facendo la carta sarà più morbida e facile da incollare. Ora dovete aprire la pallina a metà ed incollare l’immagine al centro di una metà della sfera partendo dal centro e andando verso le estremità. Una volta asciutta la colla, il retro dell’immagine va ripassato con il colore acrilico bianco (senza uscire dai bordi). In questo modo si otterrà l’effetto trasparente. Una volta fatta la stessa cosa nell’altra metà della pallina, spugnate un po’ di acrilico di un colore tenue. Lasciate asciugare il colore ed il gioco è fatto: la pallina va chiusa e fissata con la colla a caldo. Potete fissarla con del nastro colorato, facendo un bel fiocco.

CRISTALLI DI NEVE CON I COTTON FIOC

Occorrente

  • bastoncini cotonati per orecchie di varie forme e misure
  • colla a caldo (possibilmente candelette glitterate)
  • una tovaglietta di plastica liscia o di silicone
  • nastrino fine tubolare
  • colla liquida
  • un pennellino
  • glitter in polvere

Dovete spremere una bolla di colla a caldo grande come un bottone sulla tovaglietta di plastica o silicone. Lì disporrete i bastoncini, premendo nella colla una delle estremità. Accostati l’uno all’altro, i bastincini formeranno una stella. Fate asciugare per qualche minuto e poi staccate la decorazione dalla tovaglietta.
Tagliate un segmento di cordino, fate un cappio e incollatelo sulla punta di un bastoncino con la colla a caldo. Potete usare del glitter argentato per abbellire il tutto.

DECORAZIONI CON I BISCOTTINI DI NATALE

In questo caso dovrete munirvi di stampini a tema natalizio e scegliere la vostra ricetta preferita: frolla o pan di zenzero. Poi mettetevi all’opera in cucina, decorando i biscotti, una volta cotti, con le apposite glasse ed appendendoli all’albero con un nastrino, una volta ultimati.

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