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Karol

Karol è un nome di origine germanica, che condivide origini e significato col nome Carlo. Deriva dal nome Karl, che significa “uomo libero” o “forte”. Il nome era utilizzato già nel latino medievale, nella forma Carolus.

L’onomastico del nome Karol si festeggia il 4 novembre, in ricordo di San Carlo.
Il colore legato al nome Karol è il rosso.
La pietra portafortuna per Karol è il granato.

Cliccate qui per scaricare e per stampare la scheda del nome Karol.

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Carola

Carola è un nome di origine germanica. È la forma femminile di Carlo (Carolus in latino), che deriva dalla radice germanica carl. Questa significa “uomo libero”. Carola si può tradurre letteralmente come “donna libera”. Il nome Carola era utilizzato già nel Medioevo.

L’onomastico del nome Carola si festeggia il 4 novembre, in ricordo di San Carlo (si festeggia insieme a Carlo e Carla).
Il colore legato al nome Carola è il giallo.
La pietra portafortuna per Carola è il topazio.

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Le frazioni

Spesso ci capita di dover dividere un’unità in parti uguali. Ecco qualche esempio:

  • Quattro amici devono dividere in quattro parti uguali una pizza.
  • Lina e Gina devono dividere in due parti uguali una tavoletta di cioccolato.
  • Il papà deve dividere un pacchetto di patatine (immaginiamo che ci siano 80 patatine) in tre parti uguali, da distribuire ai suoi tre bambini.
  • Ad una festa, cinque invitati devono dividersi in parti uguali una bottiglia di succo di frutta.

Tutte le persone degli esempi devono frazionare un’unità (la pizza, la tavoletta di cioccolato, le patatine, il succo di frutta) in più parti uguali. Per farlo, devono ricorrere al concetto di frazione.

Recuperiamo l’esempio della pizza: come dovranno procedere i quattro amici? Per cominciare, dovranno dividere la pizza in quattro parti uguali, ovvero quattro fette. Poi, ciascuno ne prenderà una.
In “matematichese” diremo che ogni amico avrà preso “un quarto” della pizza, ovvero una frazione di quella pizza. Abbiamo diviso la pizza in frazioni!

Le frazioni, sempre in “matematichese”, vengono scritte così:

Quando scriviamo al computer, numeratore e denominatore vengono scritti sulla stessa riga, separati da una linea obliqua, così: 1/4.

1 è il NUMERATORE, ovvero il numero di parti
4 è il DENOMINATORE, ovvero il numero di parti in cui è stata divisa l’unità
La linea che separa i due numeri è la LINEA DI FRAZIONE e rappresenta un’operazione: la divisione. Le FRAZIONI, infatti, sono un altro modo per scrivere (e per intendere) le DIVISIONI.

Le frazioni che hanno NUMERATORE uguale a 1 si chiamano UNITÀ FRAZIONARIE. Infatti, rappresentano la parte più piccola in cui è stata diviso l’intero.
Ad esempio, se dividiamo una pizza in quattro parti, l’unità frazionaria è la parte più piccola che possiamo prendere di quella pizza, ovvero 1/4 (“un quarto” o “uno su quattro”).
Se avessimo diviso la pizza in otto parti, l’unità frazionaria sarebbe stata 1/8 (“un ottavo” o “uno su otto”).

Schede di matematica:
🔴 Matematica – Classe prima
🟠 Matematica – Classe seconda
🟡 Matematica – Classe terza
🟢 Matematica – Classe quarta
🔵 Matematica – Classe quinta
↩️ Matematica – Tutte le schede

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I numeri ordinali in inglese

NUMERI ORDINALI DA 1 A 30

NUMERO CARDINALE NUMERO ORDINALE
1 first
2 second
3 third
4 fourth
5 fifth
6 sixth
7 seventh
8 eighth
9 ninth
10 tenth
11 eleventh
12 twelfth
13 thirteenth
14 fourteenth
15 fifteenth
16 sixteenth
17 seventeenth
18 eighteenth
19 nineteenth
20 twentieth
21 twenty-first
22 twenty-second
23 twenty-third
24 twenty-fourth
25 twenty-fifth
26 twenty-sixth
27 twenty-seventh
28 twenty-eighth
29 twenty-ninth
30 thirtieth

Come si formano i numeri ordinali in inglese?
La regola generale è: “aggiungere -th al numero cardinale“. Ad esempio, per formare il numero ordinale “settimo” prendiamo il numero 7, “seven” e aggiungiamo -th in fondo al numero (desinenza). Il risultato è “seventh”.

Eccezioni alla regola
Come per tutte le regole, anche in questo caso esistono diverse eccezioni. Ad esempio, i numeri “primo”, “secondo” e “terzo” sono casi particolari, “first”, “second”, and “third”.
I numeri che finiscono con una vocale si comportano diversamente. Il numero nine, che finisce con una vocale, ha come ordinale “ninth”. In questo caso, prima di aggiungere -th, è sufficiente eliminare la vocale “e”.
Anche “five” finisce per vocale, ma non basta eliminare la vocale! Prima di aggiungere -th, dobbiamo eliminare la vocale e trasformare la “v” di five in “f”: l’ordinale è “fifth”.

ALTRI NUMERI ORDINALI

NUMERO CARDINALE NUMERO ORDINALE
100 hundredth
500 five hundredth
1,000 thousandth
1,500 one thousand five hundredth
100,000 hundred thousandth
1,000,000 millionth

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La massa, trattata da massa, rimane massa

Qual è lo strumento più potente a nostra disposizione per trasmettere il pensiero critico? Rispondiamo con un pensiero di Danilo Dolci, educatore e critico acuto della società dei media, che si è sviluppata negli ultimi decenni.

“Se non significa per ognuno poter effettivamente partecipare, la parola democrazia manca di senso in ogni sistema politico: finché ognuno non viene rispettato come essere creativo già dalla sua infanzia; finché ognuno, persona o gruppo, esprimendosi impara a ipotizzare, confrontarsi, associarsi, costruire, esercitare civili conflitti. Senza vero comunicare non può esistere effettivo democratizzarsi, sia nel sistema capitalista che in quello socialista. Natura dei media e struttura sociopolitica corrispondono, interagiscono. I media, si dice, “sono liberamente accessibili agli individui”. Sì: ai consumatori. Altro è la televisione e altro il telefono. Finché il trasmettere non tende a comunicare, non si perviene alla democrazia. Ove si espande massa, incapace di autogestione e di coordinamento, non cresce la democrazia. La massa non è, non è ancora sociale organismo. La massa acquiescente, trattata da massa, rimane massa. Altro è partecipare – e altro la passività a cui il dominio finge di lasciar partecipare. Solo apprendendo veramente a comunicare, una massa può trasformarsi in organismo sociale”.

BIBLIOGRAFIA
Danilo Dolci, Il fascino della divisa, “Dal trasmettere al comunicare”, 1988, p. 174

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Le regole della casa

LE REGOLE DELLA CASA

Se lo apri… Chiudilo;
Se lo usi… Rimettilo a posto;
Se lo sporchi… Puliscilo;
Se lo bagni… Asciugalo;
Se sbagli… Chiedi scusa;
Se parti o torni… Saluta;
Se qualcuno è triste…
Fagli un sorriso!

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