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Perseveranza: non dire mai “non ce la posso fare”

Perseveranza: capacità di lavorare duro per raggiungere i propri obiettivi, a dispetto delle barriere e degli ostacoli che si possono incontrare. Le persone perseveranti ricavano un grande piacere dal portare a termine i compiti che si erano prefissati (VIA Institute of Character). All’interno della classificazione VIA delle forze caratteriali, la perseveranza rientra nell’orbita del coraggio.

Ecco alcune domande per esplorare il tuo rapporto con la perseveranza:

  • Perseveri fino al raggiungimento dei tuoi obiettivi?
  • Che cosa ferma la tua perseveranza, impedendoti di portare a termine un compito?
  • Quando, perseverando, riesci a raggiungere un obiettivo, come ti senti? Questo stato d’animo influenza il tuo comportamento anche in seguito?

La perseveranza è estremamente utile nella vita quotidiana, nel lavoro e nello studio. Ecco qualche esempio di come potresti applicare la perseveranza nella tua vita:

  • Stilando delle liste di micro-obiettivi da portare a termine ogni giorno (o settimanalmente);
  • Concentrandoti sull’impegno nel lavoro invece che sul risultato; lavorare sodo è il modo migliore per raggiungere l’eccellenza nel lavoro e nello studio. Le persone perseveranti non cercano di guardano alla perfezione (finirebbero inevitabilmente per sviluppare pensieri pessimistici e per fare un confronto demotivante), ma si concentrano sullo svolgimento del proprio lavoro.

Ed ecco alcuni esercizi di perseveranza per cominciare subito a lavorare:

  • Scegli un modello positivo di perseveranza; studia il cammino che ha percorso e cerca delle analogie con la tua vita: come potresti seguire il tuo modello?
  • Tieni un piccolo “diario della perseveranza”: individua cinque obiettivi settimanali da portare a termine; la prima settimana sarà semplice raggiungere gli obiettivi, ma per raggiungere costantemente gli obiettivi nel tempo occorre una buona dose di perseveranza.

FONTI

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COME FARE LO SLIME: TANTE RICETTE DA PROVARE A CASA

slime fai da te ricette

Si può fare in casa lo slime? Questa domanda, a giudicare dalle ricerche in rete, interessa decine di migliaia di genitori creativi. A due anni dalla prima stesura di questa guida, dopo tante prove, ci siamo resi conto che l’unica ricetta che funziona veramente (e che ti permetterà di realizzare un fluffy slime di qualità) è quelle che prevede l’utilizzo della colla trasparente e del liquido per le lenti a contatto.
Tuttavia, l’utilizzo della colla richiede una certa cautela: i bambini non dovranno ingerire lo slime e, dopo l’uso, dovranno lavare le mani con acqua e sapone.

Per chi preferisce evitare l’uso del borace e di altri attivatori, ecco due ricette artigianali sicure al 100% e ugualmente funzionanti:

FLUFFY SLIME CHE NON SPORCA

Ingredienti: amido di mais, balsamo per capelli

In una ciotola capiente versate l’amido di mais  e aggiungete poco balsamo, poi cominciate a mescolare con le dita. Se gli ingredienti faticano ad amalgamarsi, aggiungete del balsamo fino a ottenere un composto gelatinoso.

Abbiamo provato questa ricetta a casa ed è riuscita alla perfezione. Unica nota: bisogna mescolare a lungo per dare alla pasta la consistenza desiderata. Ecco cosa abbiamo ottenuto:

SLIME CHE RIMBALZA

Ingredienti: gomma di guar, acqua, colorante alimentare in polvere 

In una ciotola, versate due o tre cucchiai di gomma di guar e un pizzico di colorante in polvere. Aggiungete pochissima acqua e cominciate a mescolare, finché il miscuglio non avrà preso una bella consistenza gommosa.

Rispetto al fluffy slime precedente, questo risulterà più gommoso e più compatto. Se modellate una pallina con questo composto e la lanciate per terra, rimbalzerà! Ecco il nostro slime che rimbalza:

FLUFFY SLIME FAI DA TE: LA RICETTA

E adesso, veniamo al fluffy slime con il liquido per lentine. Infatti, è possibile realizzare un fluffy slime molto simile a quelli commerciali utilizzando:

  • colla trasparente (colla per carta);
  • schiuma da barba;
  • bicarbonato;
  • coloranti alimentari o colori a tempera;
  • liquido per lenti a contatto.

Per cominciare, versa sul fondo di una ciotola la colla trasparente (colla per carta). Aggiungi la schiuma da barba e comincia a mescolare gli ingredienti. Aggiungi un cucchiaio da minestra di bicarbonato, i coloranti e spruzza un po’ di liquido per le lenti a contatto; continua a mescolare energicamente, come se dovessi montare il composto.
Dopo qualche minuto, gli ingredienti cominceranno ad assumere una consistenza densa e viscosa; aggiungi altro liquido per le lenti a contatto, in abbondanza.
Per concludere la lavorazione, inumidisci le mani con il liquido per le lenti a contatto e lavora lo slime con le mani, come se fosse pasta.

Ecco il video che sintetizza i passaggi per realizzare lo slime:

Esistono anche diverse versioni che non prevedono l’utilizzo della colla e del liquido per le lenti a contatto. I risultati, tuttavia, sono molto lontani da quelli del fluffy slime ottenuto col primo procedimento (nonché dagli slime industriali).

SLIME CON L’AMIDO DI MAIS

Ingredienti:

  • amido di mais
  • acqua
  • coloranti alimentari (opzionale)
  • essenze profumate (opzionale)

Preparazione: 

  • In una ciotola versa l’amido di mai a cratere;
  • Se hai deciso di realizzare dello slime colorato, mescola l’acqua con il colorante alimentare in un recipiente;
  • Incorpora l’acqua nell’amido di mais, mescolandola poco alla volta, fino ad ottenere un impasto omogeneo e privo di grumi;
  • Se hai deciso di realizzare lo slime profumato, versa qualche goccia di olio essenziale profumato nell’impasto e mescolalo con cura;
  • Adesso, puoi giocare con questo composto anche con le mani; trattandosi di un fluido non newtoniano, la sua consistenza oscillerà tra lo stato liquido e quello solido, a seconda della forza che le applicherai (questo effetto è particolarmente divertente e stupirà i più piccoli; ne avevamo già parlato a proposito di esperimenti per bambini).

come fare lo slime

Delle varie ricette che abbiamo provato, questa è sicuramente la migliore: bastano due/tre ingredienti semplicissimi da trovare, si prepara in un attimo, è profumato e non utilizza né saponi né colla.

SLIME FAI DA TE: ALTRE RICETTE ATOSSICHE PER TUTTI

SLIME CON IL SAPONE DI MARSIGLIA

Ingredienti:

  • 100 g di scaglie di sapone di Marsiglia
  • acqua bollente
  • 50 g di amido di mais (o Maizena)
  • colorante alimentare (facoltativo)

Preparazione:

  • La prima parte della ricetta va realizzata senza bambini;
  • In una ciotola capiente versa l’acqua bollente;
  • Sciogli il sapone di Marsiglia;
  • Aggiungi il colorante alimentare amalgamandolo per bene;
  • Lascia riposare il composto per un’ora;
  • Con una frusta dovrai smontare il composto: otterrete una consistenza viscida e spumosa;
  • infine, incorpora l’amido di mais con la frusta, fino ad ottenere una consistenza più densa.

slime fai da te

Questa ricetta è un po’ più complessa delle precedenti; vi consigliamo di cominciare dallo Slime con la pasta di mais: semplice ed efficace.

SLIME COMMESTIBILE

Ingredienti:

  • 420 ml di latte condensato dolce
  • 15 g di amido di mais
  • Qualche goccia di colorante alimentare (facoltativo)

Preparazione:

Si versa il latte condensato in un pentolino, aggiungendo lentamente l’amido di mais ed amalgamando gli ingredienti.
Il composto va sciolto a fuoco lento, senza smettere di mescolare, come fosse un budino. Fate attenzione a non farlo attaccare al tegame.
Quando la miscela si sarà addensata, toglietela dal fuoco. Dovrebbe apparire gelatinosa e piuttosto difficile da mescolare.
A questo punto va aggiunto il colorante alimentare, lasciando raffreddare il tutto. La consistenza è diversa da quello non edibile, ma rappresenta una soluzione per chi ha bimbi molto piccoli.

FARE LO SLIME CON LA COLLA

In rete abbiamo trovato un gran numero di ricette per realizzare lo slime fatto in casa con la colla e il borotalco. Ci sono video che circolano in rete in cui i risultati sono estremamente vicini a quelli dell’originale, ma per la nostra esperienza e per quella dei nostri lettori, in pratica è quasi impossibile ottenere quei risultati. Vi riportiamo le due ricette più utilizzate, con la raccomandazione di verificare opportunamente gli ingredienti (per fare un esempio, l’acido borico è un composto che presenta una certa tossicità, specialmente se ingerito).

SLIME SEMPLICE CON LA COLLA VINILICA

Ingredienti:

  • 150 ml di colla vinilica
  • colorante alimentare
  • 70 gr di Borotalco

Preparazione: 

  • In una ciotola versa la colla vinilica;
  • Con un cucchiaino, amalgama la colla con il colorante alimentare;
  • Incorpora, poco alla volta, il borotalco (senza smettere di mescolare);
  • Quando la pasta comincia a diventare densa e uniforme, puoi continuare a lavorarla con le mani.

slime fai da te con la colla

FLUFFY SLIME

Ingredienti:

  • una tazza di colla vinilica
  • mezza tazza di schiuma da barba
  • bicarbonato
  • tre cucchiai di shampoo per capelli profumato
  • colorante alimentare e/o glitter

Preparazione: 

  • In una ciotola, versa la colla vinilica;
  • Aggiungi il colorante/glitter e amalgamatelo con un cucchiaio;
  • Aggiungi la schiuma da barba (è importantissimo che ci sia più colla che schiuma) e mescola con energia;
  • Continuando a mescolare, aggiungi il bicarbonato; il composto si indurirà rapidamente, assumendo una consistenza densa e gommosa;
  • Quando avrai raggiunto la consistenza desiderata, aggiungi lo shampoo per renderlo profumato e incorporalo mescolando con le mani.

Il Fluffy Slime è il preferito dei bambini; questa versione con la schiuma da barba si propone di imitarne la consistenza spumosa.

SLIME FAI DA TE: QUALCHE CONSIGLIO

Ecco alcuni consigli che ti proponiamo, anche se la maggior parte sono soltanto regole di buon senso:

  • Se mettete lo slime in una tazza e provi a schiacciarlo, emetterà un suono buffo;
  • Lo Slime non è indicato per giocare sui tappeti, perché si riempie di sporcizia e residui;
  • Lo Slime fai da te potrebbe sporcare le superfici delicate; usa una tovaglietta di plastica o un’altra protezione apposita;
  • Non lesinare sul colorante alimentare, otterrai tonalità più sgargianti;
  • Per conservare lo Slime, riponilo in un luogo fresco, chiuso in un contenitore: se lo lascerai esposto all’aria aperta non impiegherà molto a seccarsi!

E qualche consiglio per renderlo un gioco davvero speciale:

  • Fare insieme è un prezioso momento di condivisione; approfitta di un pomeriggio di pioggia e dai vita al vostro Slime con tutta la famiglia (magari insieme ad una tazza di latte e cannella);
  • Perché non realizzi una piccola casetta per Slime? Come una casa delle bambole, ma progettata per il dolce riposo della nostra viscida gelatina. Bastano del cartone, un po’ di colla e tanta, tanta fantasia. Prova anche tu!

SLIME CHE SI MUOVE

Forse non tutti sanno che esiste una ricetta per creare uno slime in movimento. E’ semplicissimo: bisogna mescolare 90 grammi di amido di mais e 480 ml di olio di semi. Una volta mescolati vanno fatti riposare in frigo. Rimescolato il composto, allontanando e avvicinandolo a un oggetto elettrostatico, lo faranno muovere come se avesse vita propria. E’ un ottimo esperimento per piccoli scienziati. E se volete giocare con l’amido di mais e olio di semi, provate anche la nostra ricetta della sabbia cinetica fai da te.

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I bambini coccolati non sono bambini viziati

Esiste un limite alle coccole? Un confine oltre il quale gli abbracci, le carezze e l’affetto sconfina nel vizio? In verità no: al contrario, gli studi scientifici mettono in evidenza gli effetti positivi delle coccole e del contatto con i genitori (ma anche con gli altri caregiver). I ricercatori della Duke University del North Carolina hanno condotto uno studio longitudinale per analizzarne gli effetti a lungo termine. A distanza di trentacinque anni, gli adulti che da bambini erano stati coccolati e accuditi costantemente, avevano sviluppato livelli più bassi di ansia, angoscia e ostilità. Le coccole non sono “vizi”, ma una necessità per i bambini, che si trasformerà in un importante fattore protettivo in età adulta. Le relazioni affettuose aiutano lo sviluppo dell’ippotalamo, l’area del cervello che controlla lo stress.
Fare le coccole significa essere presenti, significa prendersi cura del bambino e questo non è mai un male. I bambini che hanno sviluppato una relazione di accudimento affettuoso sapranno distaccarsi dai genitori in modo graduale e naturale.

Non è la presenza a costituire una fonte di pericolo, ma l’assenza: il problema nasce quando il bambino vive relazioni caratterizzate dall’assenza, relazioni in cui la mancanza di qualcuno pronto a coccolarlo viene colmata in altro modo. Il terreno fertile nel quale germoglia il vizio non è l’affetto, ma l’assenza, condita dai sensi di colpa. I bambini viziati non sono bambini coccolati, ma bambini soli, bambini che hanno imparato a chiedere e piangere per ottenere qualcosa (mai la presenza!).

Un esercizio per combattere il vizio è ricominciare a vivere dei piccoli momenti di tempo condiviso, solo noi e i bambini. Un ottimo esercizio è quello suggerito dal neuropsichiatra Giovanni Bollea: “quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono fondamentali. Devono essere dedicati al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati“.
La presenza, accanto alla fermezza, è la miglior medicina ai capricci.

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I ragazzi che si ritrovano grazie a WhatsApp per andare a pulire la città

Un gruppo di ragazzi della città di Cartagena, in Spagna, si sono coordinati utilizzando un gruppo WhatsApp per ripulire strade, spiagge e aree verdi della città. Dopo il successo della prima uscita, i ragazzi si stanno già mobilitando per iniziative future: dai venti partecipanti delle prime uscite, il gruppo è già cresciuto e, ad oggi, conta un centinaio di volontari.

Due spunti di riflessione. Primo: l’utilizzo della tecnologia per coordinarsi. Tutti noi siamo preoccupati per l’uso che fanno i nostri ragazzi della tecnologia digitale, e soprattutto dell’ecosistema social/messenger. Tuttavia, la tecnologia è uno strumento, e come tale deve essere considerato. Se viene utilizzata al servizio di buone idee e di un ideale, la tecnologia non è fonte di pericolo, ma uno strumento per crescere. In questo caso, ha permesso a un gruppo di persone di coordinarsi e ritrovarsi nella vita reale. Educare i ragazzi ad un utilizzo virtuoso dei media (la disciplina – emergente – che si occupa di educare all’uso dei media è la media education) è compito nostro: sono gli educatori che devono mettere in luce il potenziale dei media digitali e insegnare a fronteggiarne i pericoli. Fintanto che utilizziamo un approccio proibizionista, non solo non otterremo risultati, ma inibiremo le iniziative di questo genere.
Il secondo spunto è legato alla lotta per l’ambiente: questo ideale esercita un certo fascino sui giovani e sono sempre di più le ragazze e i ragazzi di tutto il mondo che si impegnano per la salvaguardia dell’ambiente. Ma questa lotta può aiutarli o è tempo perso?
Secondo Martin Seligman, il padre della psicologia positiva, gli ideali ambientalisti (alla pari di tutti gli altri ideali) sono una componente chiave del benessere: infatti, ci permettono di trovare un significato nella nostra vita e ci danno l’occasione di lottare per un ideale “più grande di noi”, qualcosa in cui credere senza riserve. Coloro che lottano per i propri ideali, sperimentano un senso di benessere decisamente più profondo di coloro che ne sono privi. Anche per questo dovremmo incoraggiare i nostri ragazzi.

FONTI

  • https://www.authentichappiness.sas.upenn.edu/
  • https://www.murcia.com/noticias/2019/06/20-jovenes-se-movilizan-por-movil-para-recoger-basura-en-cartagena.asp

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A CHE ETA’ IL GIOCO DOVREBBE ESSERE SOSTITUITO DALLO STUDIO?

Qual è l’età giusta per andare a scuola e per imparare a leggere e scrivere? Rispondere a questa domanda è impossibile: le naturali differenze tra un bambino e l’altro impongono una risposta personalizzata. Ci sono bambini che a quattro anni muovono i primi passi nella lettura e nella scrittura e altri per i quali occorrono due anni in più.
Ciascun genitore dovrebbe sostenere serenamente i propri bambini, senza l’ansia di precorrere i tempi e affidandosi ai consigli degli insegnanti della scuola dell’infanzia. Insegnare a leggere e a scrivere a tutti i costi non è una sempre una buona idea: l’unica cosa di cui tutti i bambini hanno bisogno sono affetto e tempo per i giochi. Il tempo trascorso a giocare, si trasforma in una carica di serenità che permette di studiare meglio e di più negli anni successivi.

A titolo di esempio, in Finlandia, paese considerato da molti un’eccellenza mondiale dell’educazione, i bambini entrano alla scuola primaria a sette anni; prima di quell’età l’apprendimento passa attraverso il gioco e non attraverso la lezione frontale. Del resto, fino ad una certa età, la lezione frontale – che invece, se condotta correttamente, è molto utile per i più grandicelli – dovrebbe essere sostituita dai giochi educativi.
Attraverso il gioco i bambini imparano, eccome. In Finlandia, dove si utilizza questo approccio, il tasso di alfabetizzazione è altissimo, così come il tasso di accesso alla scuola secondaria (pari al 94%).
Utilizzare giochi didattici durante la scuola dell’infanzia e fino ai sette anni non significa limitare l’apprendimento dei bambini, ma proporglielo sotto una veste diversa; i bambini imparano la stessa quantità di informazioni ma, a differenza dell’apprendimento tradizionale, imparano che lo studio è un’attività piacevole, proprio come il gioco.
Questo insegnamento è la vera sfida delle nostre scuole (e della scuola in generale): insegnare ai bambini che studiare è faticoso, ma bellissimo. Proprio come una partita a nascondino.

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Dodici abbracci al giorno

“Abbiamo bisogno di quattro abbracci al giorno per sopravvivere. Abbiamo bisogno di otto abbracci al giorno per mantenerci in buona salute. Servono dodici abbracci al giorno per crescere”.
Virginia Satir

Gli abbracci hanno un potere straordinario. Virginia Satir, psicologa conosciuta in tutto il mondo per il suo lavoro nel campo della terapia familiare, ha riconosciuto il potere degli abbracci per migliorare la qualità delle nostre relazioni e della nostra vita.
Quando abbracciamo qualcuno, il livello di cortisolo (l’ormone alla base dello stress) nel suo sangue si abbassa, mentre aumenta la produzione di dopamina, l’ormone legato al piacere. I ricercatori hanno dimostrato l’importanza del contatto della nostra pelle con quella degli altri; questo fenomeno è più accentuato nel caso dei bambini e di chi si prende cura di loro.
Dietro il gesto di abbracciare qualcuno – sia esso un bambino o un adulto – si nasconde una pratica altamente benefica: quella dell’amore consapevole. L’amore, oltre ad essere sincero, deve essere dimostrato: abbracciare qualcuno è il modo migliore per renderlo consapevole dell’amore che proviamo per lui.

Voglio amarti senza stringerti a me troppo forte, apprezzarti senza giudicarti, essere con te senza risultare invadente, invitarti senza pretendere, lasciarti senza senso di colpa, criticarti senza ricorrere all’insulto e aiutarti senza farti sentire uno stupido. Se anche tu farai lo stesso per me, allora potremo davvero conoscerci e arricchirci a vicenda“.
Virginia Satir

L’amore è alla base dell’autostima e delle relazioni con gli altri. Il suo potere è immenso; imparare a dimostrarlo in modo consapevole agli altri è uno strumento che ci permetterà di vivere meglio. È questo il senso dei dodici abbracci giornalieri (e di tutti gli altri gesti attraverso i quali possiamo esprimere il nostro affetto attraverso il contatto).

FONTI

  • https://exploringyourmind.com/best-virginia-satir-quotes-reflect/

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