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KINTSUGI DI CARTA

Il kintsugi (letteralmente “riparare con l’oro”) è un’antica arte giapponese, che consiste nella realizzazione di vasi e altri oggetti di ceramica ottenuti saldando insieme dei frammenti con l’oro liquido (o con speciali lacche a cui viene aggiunta la polvere d’oro).
Il kintsugi permette di riparare un oggetto rotto rendendolo più bello e prezioso dell’originale: ogni manufatto kintsugi, infatti, ha un valore artistico inestimabile, in parte per il metallo prezioso che contiene, in parte per via della sua unicità.

Il kintsugi rappresenta alla perfezione l’essenza della resilienza: anche quando cadiamo, anche quando una parte di noi si rompe, è sempre possibile raccogliere i cocci e dare loro una nuova forma, ancora più bella di prima.

KINTSUGI DI CARTA

Ispirati dall’arte del kintsugi, abbiamo voluto sperimentarla su carta, impiegando un vecchio cartoncino realizzato con gli acquerelli. Per cominciare, abbiamo tagliato il cartoncino acquerellato in tanti piccoli pezzi.
Successivamente, li abbiamo ri-composti insieme su un foglio di carta e li abbiamo incollati con la colla vinilica (va benissimo anche la colla stick). In questa foto puoi vedere il cartoncino da cui siamo partiti e la composizione su foglio.

Infine, abbiamo unito i frammenti riempendo le giunture con del colore a tempera dorato. Il risultato è un kintsugi su carta, perfetto per comprendere – in modo semplice – la complessità e la bellezza di quest’arte.

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RISCOPRIAMO LA BELLEZZA DELLA SCRITTURA E DEL TRATTO A MANO

Scrivere a mano significa progettare: la pagina bianca può assumere molteplici forme diverse; lettera, testo, discorso, mappa concettuale, riassunto. Quando ci si siede alla scrivania e si decide di riempire una pagina, si sta facendo progettazione.

Scrivere a mano significa ritagliarsi il tempo per pensare: infatti, mentre la mano scrive, la mente dispone le parole così come prenderanno forma sul foglio. Al contrario, la scrittura digitale è fatta di copia-incolla, la possibilità di modificare qualsiasi porzione di testo in pochi secondi rende la scrittura frammentaria, discontinua e automatica.

Scrivere a mano significa imparare: l’apprendimento non è un fatto esclusivamente cognitivo; in tutti i processi di apprendimento c’è una componente psicomotoria, legata al movimento e ai saperi pratici. Scrivere a mano significa pensare con la mano: l’apprendimento che ne deriva è più profondo, efficace e duraturo di quello di chi impara leggendo o scrivendo al pc.

RISCOPRIAMO LA BELLEZZA DEL TRATTO A MANO

Per riscoprire la scrittura a mano, occorre tornare ad allenare le nostre mani a tratteggiare sul foglio. In Cina e in Giappone, la calligrafia è considerata alla stregua di un’arte, che richiede pratica costante e duro lavoro.

Per cominciare, abbiamo preparato e sperimentato un bell’esercizio: a partire da un paio di occhi disegnati su un foglio bianco, abbiamo dato vita a un leone e ad un porcospino. Non è un esercizio di scrittura, ma un laboratorio artistico centrato sul tratto a mano. Si potrebbe addirittura utilizzare come primo approccio – artistico – al pregrafismo.
Il leone è stato realizzato con dei semplici pennarelli:

Per il porcospino, invece, abbiamo utilizzato gli acquerelli:

Si tratta di un esercizio molto semplice, dal quale, però, possono nascere degli animali e delle composizioni meravigliose. Per realizzarli, occorre sedersi davanti a un foglio bianco (con un paio di occhi) e progettare una forma, lasciando infine che il tratto scorra libero e armonico.

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La quercia e la canna

La quercia e la canna

Esopo

In un campo erano cresciute vicine una quercia e una canna. La quercia, abbassando lo sguardo alla canna, le disse: “Come sei sfortunata! Al primo soffio del vento ti pieghi fino a toccare la terra; io, invece, sono forte e robusta e non mi sposto di un millimetro; se solo fossi cresciuta vicino al mio tronco, avrei potuto proteggerti io!” Ma la canna le rispose: “So che mi dici così perché sei mia amica e vorresti proteggermi, ma non preoccuparti. Il vento mi piega, ma non mi spezza; tu piuttosto, fino a che punto riuscirai a resistere?”.
Poi giunse il vento del Nord, così forte come non si era mai visto e piegò la canna fino a terra. Quando il vento si fu calmato, la canna tornò dritta come prima; la quercia, invece, era stata spezzata e giaceva per terra, con le radici al vento.

MORALE: chi sa adattarsi resiste meglio alle difficoltà rispetto a chi le affronta di petto.

Audiofiaba

Le nostre storie:

I nostri libri:

Favole geometriche – (Esopo)

Età di lettura: da 3 anni
€ 8,84

Favole geometriche – (Fedro)

Età di lettura: da 3 anni
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Favole geometriche – (La Fontaine)

Età di lettura: da 3 anni
€ 8,84

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FIORI DI LANA

Il fiore di lana è un semplice oggetto fatto a mano, che puoi utilizzare come portachiavi. È un laboratorio interessante poiché permette di sviluppare la manualità e di lavorare su un telaio.

FIORE DI LANA: ISTRUZIONI

I materiali necessari per realizzare il fiore di lana sono:

  • filo di lana in due colori diversi;
  • stuzzicadenti;
  • forbici;
  • base di cartone spesso o polistirolo.

Per cominciare, dovrai realizzare il telaio per i fiori di lana. Prendi un foglio di cartone spesso quadrato o un blocco di polistirolo; aiutandoti con un compasso, traccia un cerchio e quattro segmenti disposti come nella figura. Infine, nei punti d’intersezione tra il cerchio e i segmenti, infila degli stuzzicadenti. Il telaio deve essere esattamente così:

Adesso, fai passare il filo di lana tra gli stuzzicadenti, formando i quattro petali del fiore.

Dopo aver ultimato i petali, lega il fiore al centro con un filo di lana di un colore contrastante.

Sfila la lana dal telaio ed ecco il tuo fiore di lana fatto a mano:

Puoi utilizzare questo fiore come portachiavi, facendo passare un anello metallico all’interno di uno dei petali.

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LE MARIONETTE ARTISTICHE

L’arte narrativa è solitamente bidimensionale. È dal nostro incontro con la pagina che nasce la terza dimensione della narrazione: siamo noi a dare vita alle storie, interiorizzandole e trasformandole attraverso il nostro vissuto e la nostra personalità.
È un concetto per noi prezioso ed abbiamo voluto rappresentarlo artisticamente, con marionette artistiche. Il principio è semplice: si sceglie un artista (noi abbiamo chiesto aiuto a Joan Mirò, ma ciascuno deve sentirsi libero di ispirarsi a chi preferisce) e si realizzano delle sagome ispirate alle sue opere e al suo stile. In un secondo momento, si assemblano queste sagome per realizzare una marionetta artistica tridimensionale: ecco che l’arte ha guadagnato una dimensione: quella della personalità.

MARIONETTE ARTISTICHE: ISTRUZIONI

Per cominciare, disegna le varie sagome della vostra marionetta ispirandoti all’artista che hai scelto. Noi abbiamo preso come modello Joan Mirò (in realtà ci abbiamo messo del nostro rispetto alle figure iconiche mironiane).

Il secondo step è la realizzazione della base. Puoi ripiegare una striscia di cartone in modo tale da formare un triangolo o un quadrilatero stabile. Noi abbiamo incollato l’estremità con la colla vinilica, ma va benissimo anche la colla a caldo.

Per finire, dovrai ritagliare le sagome colorate ed incollarle sulla base in modo tale da formare la tua marionetta artistica 3D.

La marionetta artistica è pronta a vivere grandi avventure e a guidarti nel mondo del pensiero narrativo. Non scordare mai i suoi preziosi insegnamenti.

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COSTRUIRE UN CESTINO INTRECCIATO

Realizzare un cestino intrecciato è un semplice laboratorio di intreccio, adatto anche ai bambini. Intreccio e tessitura sono due arti ancestrali, che l’uomo pratica sin dal Neolitico. Mantenere viva la loro memoria è un esercizio storico e artistico importante, oltre ad essere un’attività dai validi risvolti educativi (si allenano la motricità fine e la capacità di attenzione).

CESTINO INTRECCIATO: ISTRUZIONI

Per cominciare, dovrai realizzare la struttura del cestino. Noi abbiamo utilizzato un formato quadrato: su tutte le superfici laterali dovrai praticare dei tagli come quelli nella foto.

Partendo dalla base, comincia ad intrecciare il filo di lana (o uno spago molto sottile) intorno alle strisce di cartone. \

Ecco il lavoro di intreccio che comincia a prendere forma:

Dopo aver intrecciato il filo fino alla sommità delle strisce, dovrai dare qualche giro di filo in modo tale da fermare le strisce su ogni lato e da conferire alla scatola una forma rigida. Per concludere, puoi incollare l’estremità del filo con la colla a caldo o annodarla a uno dei fili sottostanti.
Ecco il nostro cestino ultimato:

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