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BRACCIALE E COLLANE DELL’AMICIZIA

Ti ricordi i bracciali e le collane dell’amicizia che realizzavi quand’eri bambina/o? Si tratta di un semplice passatempo creativo: non sono altro che bracciali o collane realizzati annodando il filo di lana o cotone. Quest’attività merita di essere trasmessa anche ai bambini di oggi: si tratta di un allenamento insostituibile per le abilità di motricità fine, oltre ad essere un’attività che rilassa e aiuta a concentrarsi.

BRACCIALI E COLLANE DELL’AMICIZIA: ISTRUZIONI

Per aiutarti a realizzare il tuo primo bracciale dell’amicizia abbiamo realizzato tre video-tutorial: nel primo troverai le indicazioni per cominciare il lavoro; nel secondo ti mostreremo come annodare la parte centrale del bracciale mentre nell’ultimo ti aiuteremo a chiuderlo.

Per cominciare, dovrai scegliere, disporre e annodare i fili e realizzare una treccia. Puoi farlo con questo tutorial:

Dopo aver realizzato la treccia e il nodo di apertura, è arrivato il momento di intrecciare i nodi. Ecco il tutorial:

Quando il bracciale o la collana dell’amicizia avrà raggiunto la giusta lunghezza (dovrai deciderlo tu!), chiudilo così:

BRACCIALI DELL’AMICIZIA “A LISCA DI PESCE”

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LA LIBERTA’ DEI BAMBINI HA BISOGNO DI REGOLE

Pensare che un bambino possa provvedere in tutto e per tutto a se stesso è una forma di violenza: significa ignorare l’immaturità infantile. Un bambino ha diritto a non sapere come comportarsi, a non sapere quali alimenti fanno bene e quali no, a non riconoscere le situazioni di pericolo. Sarebbe assurdo pretendere il contrario.
È in questi casi che entra in gioco l’educazione: di fronte a un problema, il bambino ha bisogno di limiti, di regole. La differenza tra un genitore dispotico e un – ipotetico – “buon genitore” è che il primo utilizza le regole a suo uso e consumo o utilizza le regole per stabilire come i figli dovrebbero crescere; il secondo, al contrario, ricorre alle regole per offrire al bambino dei limiti che possano dargli sicurezza e aiutarlo a vivere al meglio la sua infanzia.

Le regole, idealmente, dovrebbero essere poche ma buone, strettamente necessarie per garantire al bambino la sicurezza e la serenità. Crescendo, queste regole verranno interiorizzate e non saranno più necessarie. La libertà del bambino, in altre parole, si farà via via più ampia, insieme con la sua comprensione del concetto di libertà.

Naturalmente, occorre riconoscere le regole utili dalle regole fini a se stesse, quelle legate alla “doma sociale”, al perbenismo e al desiderio di mamma e papà di plasmare i propri figli. Come spiega lo psicanalista Massimo Recalcati:

Il culto delle regole è una illusione pedagogica del nostro tempo. L’essere umano non è però un cavallo che deve essere domato. L’educazione non è un dressage. Per amare il segreto del figlio bisogna innanzitutto disarmarsi. Per disarmarsi è necessario rinunciare ad avere delle aspettative sui propri figli. Ecco il dono più grande e più difficile della genitorialità: non caricare i figli dei nostri progetti. Se infatti, come diceva Sartre, i genitori hanno dei progetti sui loro figli, i figli hanno fatalmente dei destini che non sono mai felici. Ma ai genitori spetta un altro decisivo compito: testimoniare che la vita, o, meglio, la propria vita, può avere un senso; incarnare il desiderio, mostrare che si può vivere su questa terra con passione e slancio. E’ questa la forma più preziosa dell’eredità della quale i nostri figli hanno necessità“.

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Le regole del domino

Il domino è un antichissimo gioco di origine cinese, da giocare con delle apposite tessere in legno o cartone. L’importante è che le tessere siano di forma rettangolare, divise a metà, e che ciascuna delle due metà riporti dei punti (la versione classica) oppure un simbolo.

Se stai cercando un’edizione economica del domino in legno, ti suggeriamo quella prodotta da “Dal Negro” (12,32 €).
Questo, invece, è il nostro domino; le tessere riportano delle semplici illustrazioni.

domino gioco

LE REGOLE DEL DOMINO

Tipologia: gioco competitivo, domino
Regole: si può giocare in 2, 3 o 4, utilizzando un mazzo di tessere da domino da 28 o 55 tessere. Per cominciare si mescolano le tessere e si impilano a faccia in giù; ogni giocatore pesca 7 tessere (che può guardare, ma non far vedere agli altri).
Per stabilire quale giocatore comincerà il gioco, i partecipanti rivelano ai compagni una tessera: chi avrà scelto la tessera col maggior numero di punti (vanno sommati i punti nell’area superiore e in quella inferiore della tessera) comincerà; gli altri giocatori seguiranno in senso orario.
Durante il suo turno, il primo giocatore mette sul tavolo una delle tessere. Il giocatore alla sua sinistra dovrà attaccarne un’altra che abbia lo stesso punteggio; se non ha alcuna tessera con lo stesso punteggio di una delle due facce sul tavolo, dovrà pescare altre tessere dal mazzo finché non ne troverà una che si può attaccare. Tutti i giocatori, durante il loro turno, dovranno attaccare una tessera a quelle sul tavolo, formando un “serpentone” di tessere; è importante che le tessere su tavolo non si incrocino mai tra loro e che il serpente non venga chiuso.
Vince il primo giocatore che rimane senza tessere.
Giocando a domino può capitare di concludere la partita con uno stallo, ovvero terminando le tessere nel mazzo senza che un giocatore riesca ad attaccarle tutte sul tavolo; in questo caso, vince il giocatore con il punteggio più basso (o con meno tessere in mano, se si gioca con delle tessere illustrate).

Di seguito puoi trovare alcune foto del domino commentate:

In questo caso il giocatore di turno ha una sola possibilità: attaccare la tessera con il camion dei pompieri rosa alla sinistra della tessera sul tavolo (può scegliere se attaccarla sul lato al centro a sinistra, sul lato in alto a sinistra o su quello in basso a sinistra).

regole del domino

In questo caso, il giocatore di turno può scegliere se attaccare la tessera con il polpo giallo a destra o quella rosa con il camion dei pompieri a sinistra.

Ecco la forma “classica” che assumerà il serpentone di tessere sul tavolo:

regole domino

IL DOMINO È UN OTTIMO GIOCO PER IMPARARE

Il domino, per via del suo particolare meccanismo di gioco, si presta a numerose rivisitazioni didattiche. Un buon esempio è il domino delle tabelline che abbiamo realizzato qualche tempo fa: le tessere (autoprodotte), invece di riportare simboli o punti presentano un lato con una moltiplicazione tra quelle delle tabelline e l’altro con il prodotto di una di queste moltiplicazioni. Trovi le regole per giocare nell’articolo sul domino delle tabelline.

domino delle tabelline

Naturalmente, puoi inventare le tue varianti del domino, utilizzando i simboli e gli elementi grafici che preferisci.

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LE DIECI ANTI-REGOLE PER CRESCERE FIGLI FELICI

Lo psichiatra Raffaele Morelli nel suo libro “Crescerli senza educarli“,  propone un approccio estremamente originale: invece di prescrivere regole, propone una lista di anti-regole per genitori anti-educatori. L’educazione – secondo l’autore – utilizza un linguaggio primordiale, istintivo e non ha bisogno di una grammatica artificiale, come quelle che permea la maggior parte delle tesi educative moderne. Scopriamo insieme queste anti-regole:

LE DIECI ANTI-REGOLE PER CRESCERE FIGLI FELICI

  • Il genitore peggiore è quello che vuole essere perfetto
  • Non è vero che un buon genitore gioca coi figli
  • Non è vero che dobbiamo parlare di più con loro
  • È bene che i bambini dicano le bugie
  • Non dobbiamo aver paura di lasciarli da soli
  • Uno schiaffo non è la fine del mondo
  • Ci sono cose che solo la mamma può fare
  • Dobbiamo insegnare la passione, non il sacrificio
  • I bambini che crescono in un matrimonio senza conflitti sono destinati all’infelicità
  • I bambini ci stanno educando e non lo sappiamo

Una buona famiglia, secondo Morelli, è quella in cui i genitori riescono a superare il desiderio di perfezione (che di solito si traduce in un eccessivo controllo sulla vita dei figli e sui meccanismi della vita famigliare):

Molti genitori organizzano ogni minuto della vita dei figli per timore che si annoino o soffrano di solitudine. Sbagliato! È quando non hanno niente da fare che i bambini attivano le loro risorse migliori. L’atteggiamento giusto è lasciare che si inventino da soli come passare il tempo. I bambini sanno costruire mondi fantastici, popolati di amici immaginari, animali che parlano e altri personaggi straordinari, in cui vivere grandi avventure. Quando avranno voglia di compagnia, saranno loro a chiederla…

Guai a idealizzare la famiglia “perfetta” dove non si litiga, non si perde la pazienza, dove i genitori danno sempre il buon esempio… Si tratta di un modello irrealizzabile e, a lungo andare, controproducente. Meglio, molto meglio, puntare sulla spontaneità. Ogni genitore è quello che è, con il suo carattere e i suoi limiti: non può arrivare a far tutto, ha momenti di nervosismo, di stanchezza… Quando un padre e una madre sono naturali trasmettono ai propri figli un modo “sano” di affrontare la vita. Questo è ciò che conta più di tutto“.

FONTI

R. Morelli, Crescerli senza educarli, Mondadori, 2016

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Lapbook delle prime parole in inglese

Stai cercando una soluzione per raccogliere tutte le prime parole in inglese (colori, giorni della settimana e mesi, numeri etc.)? Noi abbiamo preparato questo lapbook tematico:

Il lapbook è una soluzione grafica 3D, che raccoglie in un unico foglio sagome, cartellini e piccole creazioni di carta contenenti testi e parole. Si tratta di una sorta di mappa mentale, ma anziché svilupparla su un foglio, si utilizza la carta in tutte le sue possibilità e dimensioni.

LAPBOOK DELLE PRIME PAROLE IN INGLESE: ISTRUZIONI

Per cominciare, realizza la struttura del lapbook: noi abbiamo utilizzato un foglio di cartoncino azzurro piegato in due (di dimensioni leggermente maggiori di un foglio A4). Ti suggeriamo di scegliere la forma a cartellina, con la piega a metà del foglio: in questo modo sarà possibile chiudere il lapbook proteggendo gli elementi all’interno. Puoi personalizzare la copertina della cartellina con il nome e il cognome del suo proprietario.

A questo punto, dovrai realizzare i singoli elementi del lapbook. Noi abbiamo utilizzato:

  • Sole e raggi  per la coniugazione del verbo “to HAVE”;
  • fiore e petali per la coniugazione del verbo “to BE”
  • nuvole e gocce di pioggia per i numeri;
  • disco girevole per i giorni della settimana;
  • arcobaleno per i colori;
  • foglie apribili per le persone;
  • cartoncini con i saluti e la domanda “What’s your name”.

Ciascun elemento è stato realizzato con un inserto in cartoncino bianco (più resistente della carta da fotocopie). Ecco qualche foto da cui trarre ispirazione:

Schede di inglese:
🔴 Inglese – classe prima
↩️ Inglese – tutte le schede

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Il fiore delle tabelline

Stai cercando un’idea per raccogliere le tabelline in formato tascabile, così da averle sempre a portata di mano per un ripasso? Prova con il fiore delle tabelline.

fiore delle tabelline

FIORE DELLE TABELLINE: ISTRUZIONI

Per realizzare questo oggetto ti serviranno:

  • fogli di cartoncino colorato;
  • fogli a quadretti;
  • fermacampione;
  • penne e matite.

Per cominciare, sui fogli a quadretti scrivi tutte le tabelline, poi ritaglia la colonna di ciascuna tabellina in modo da ottenere una striscia rettangolare. Su un foglio di cartoncino colorato, prepara la sagoma di un petalo del fiore: dovrà essere grande abbastanza da contenere il rettangolo con le tabelline. Ritagliala. Adesso, utilizzandola come modello, ritaglia altri dieci petali (in totale dovranno essere undici). Incolla su ciascun petalo una delle strisce di carta contenenti le tabelline e usane uno come copertina. Sovrapponi tutti i petali e con un punteruolo fai un foro alla base. Infine, fai passare attraverso i fori un fermacampioni e ferma il tuo fiore delle tabelline.

Su Portale Bambini puoi trovare altre risorse per imparare le tabelline, tra cui le filastrocche in rima per ciascuna tabellina e le cruci-tabelline. Scopri tutte le nostre idee:

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