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Il cestino dei tesori: un gioco euristico per i piccoli

Avete mai sentito parlare del cestino dei tesori? Si tratta di un gioco euristico per bambini tra i 6 e i 12 mesi, molto apprezzato in ambiente montessoriano e da tutti quei genitori che vogliono educare i bambini all’autonomia, alla semplicità e al piacere di aiutare in casa e nella vita. Si tratta di un cestino progettato per stimolare i sensi del bambino e impegnarlo in un gioco di esplorazione di alcuni “tesori” di uso quotidiano.

cestino dei tesori

PERCHÉ UTILIZZARE IL CESTO DEI TESORI?

I bambini sono dei piccoli esploratori; sin dai primi mesi adorano curiosare qua e là, con tutti e cinque i sensi. A partire dai 6 mesi, quando riescono a stare seduti in modo stabile, le loro possibilità di manipolare oggetti diventano decisamente più ampie. Il cestino dei tesori è uno strumento per aiutarli a conoscere una grande varietà di oggetti toccando, guardando, annusando, assaggiando, scuotendo e ascoltando.

Lo sviluppo sensoriale è la grande conquista dei primi mesi di vita; per i bambini, avere occasioni di sperimentare i 5 sensi è vitale per rasserenarli e aiutarli a crescere in modo armonico e appagante. La pedagogista Elinor Goldschmied ha introdotto questo strumento di gioco educativo principalmente per favorire la stimolazione dei sensi. Aveva infatti notato come spesso, il pianto e la frustrazione dei bambini piccoli erano dovuti alla mancanza di adeguate stimolazioni sensoriali; appena avevano a disposizione un cesto dei tesori, si calmavano come per magia. E’ lo stesso principio di cui abbiamo parlato a proposito di pannelli montessoriani delle attività: per i bambini, il lavoro motorio e mentale è una grande fonte di rilassamento e concentrazione.

Il cestino dei tesori permette, in un unico oggetto (peraltro economico e semplice da allestire), di stimolare tutti e cinque i sensi: vista, tatto, gusto (i piccoli proveranno senz’altro a succhiare i vari tesori), udito e olfatto (anche se in maniera marginale).

Rispetto ad una cameretta piena di giocattoli costosi che non vengono considerati (o meglio, che vengono considerati alla stregua di una catenina o di una pallina o degli altri piccoli tesori) e occupano spazio, la pedagogia della Goldschmied suggerisce di preferire un ambiente pulito e libero da inutili cianfrusaglie e di lasciar giocare i piccolissimi con il cesto dei tesori. In questo modo si stimolano non solo i sensi, ma anche la capacità del bambino di concentrarsi e prestare attenzione.

CESTINO DEI TESORI FAI DA TE

La realizzazione di un cestino dei tesori è davvero semplice. Il cestino dovrà essere un cesto di vimini basso e largo, in grado di contenere numerosi oggetti differenti. C’è chi consiglia di evitare i cestini coi manici, in quanto si rischia che il bambino lo rovesci mentre il fine è quello di fargli esplorare i vari elementi dentro il cestino.

Una volta procurato il cestino (potete trovarlo online, date un’occhiata a questo) è il momento di recuperare gli oggetti con cui riempirlo. Qualcuno pensa erroneamente che si possano recuperare alla rinfusa oggetti vecchi, ma non è assolutamente così! Dovrete scegliere con cura oggetti che possano piacere al bambino.

cestino dei tesori

Ecco qualche consiglio per la selezione:

  • anelli di legno, come quelli delle tende
  • cucchiai, di metallo e di legno
  • sacchetti di stoffa
  • mollette da bucato
  • chiavi e catenine di bigiotteria
  • spazzole e pennelli
  Le combinazioni migliori sono quelle con cui il bambino può interagire (ad esempio un sacchetto da riempire, un cucchiaino che si può far passare attraverso gli anelli di legno, le mollette per fermare altri oggetti); più il cestino dei tesori sarà interattivo, migliore sarà il coinvolgimento del bambino. Spesso si pensa, sbagliando, che un gioco pedagogico “debba piacere” o che si possa proporre anche se non piace. I bambini, in realtà, sono molto esigenti: scegliete con cura o il vostro cestino sarà un fallimento (prendete un paio di ciascuno degli oggetti che abbiamo consigliato e sarete già a buon punto)!

Come per il gioco euristico l’ambiente ludico dovrà essere sgombro dalle distrazioni.

E I GRANDI?

Il ruolo dell’adulto è quello di osservatore silente: sarà opportuno rimanere accanto al bambino, per evitare che possa utilizzare in modo sbagliato i tesori, ma senza disturbarlo. Persino le parole potrebbero essere una fonte di distrazione, distogliendo il piccolo dalla sua esplorazione.

Invece, bisognerà intervenire attivamente nella cura e nella pulizia del cestino e dei suoi oggetti (che andrebbero lavati e disinfettati dopo esser stati utilizzati).

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Punto croce: riscopriamolo con i bambini

Il punto croce ci riporta indietro nel tempo, alle tovaglie ricamate dalla nonna e ai corredini.
Anche oggi, in concomitanza con le nascite, mamme e nonne che hanno tempo (e pazienza!) si cimentano con questa antica tecnica di ricamo per personalizzare bavaglini o lenzuolini. In che cosa consiste il punto croce? Si tratta di un ricamo su tela o canovaccio, in cui vengono riprodotti schemi su base quadrettata.

Di norma si usa il “cotone mouliné”, ma possono essere usati anche lana, viscosa o lino. I fili vengono lavorati con un ago dalla cruna larga e devono formare una serie di X sovrapposte. Prima si ricamano le barre diagonali inclinate verso destra, poi si torna indietro formando le barre diagonali in senso inverso.

Perché ricamare a punto croce con i più piccoli

Riscoprire quest’hobby con i bimbi può essere una bella occasione per creare dei momenti di chiacchiere e condivisione in famiglia, allenando la concentrazione e la motricità fine. Sappiamo che i più piccoli, bombardati da molteplici stimoli, spesso faticano a mantenere l’attenzione o realizzare lavoretti manuali.

In questo caso, praticare un hobby che richiede attenzione, ma anche creatività (dopo un po’ di pratica iniziale, gli schemi si possono disegnare, facendo sbizzarrire la fantasia ci aiuta) è un ottimo modo per dire no a smartphone e pc. Inoltre è un modo per riscoprire la tradizione, spesso dimenticata a discapito di altre attività creative. Ah ricordiamolo, non è vietato ai maschi! Anzi!

Cosa serve

  • Schemi di ricamo: potete scegliere imparaticci a punto croce da eseguire su Tela Aida
  • Aghi da ricamo: rispetto agli aghi da rammendo, hanno una cruna più grande e non sono appuntiti.
  • Filato: si usa solitamente il cotone moulinè, venduto in matassine. Il filato è composto da sei fili.



Per i bambini esistono appositi kit con una trama più larga e motivi semplici per iniziare. Si tratta di piccoli disegni che possono poi essere incorniciati per realizzare quadretti o utilizzati per piccoli gadget come scatoline o portaspilli. Questo è un esempio.

Se volete cimentarvi in autonomia, potete provare a disegnare un piccolo motivo su un foglio a quadretti, disegnando con i pennarelli le croci che andranno a comporre il disegno.

Online potete scaricare tantissimi schemi gratuiti, semplici e divertenti, fatti apposta per i bambini. Sono inoltre in vendita trovate mini kit con schemi, tela e matassine. I kit hanno il vantaggio di includere tutto l’occorrente, permettendovi di testare, senza spendere cifre esose, l’interesse per quest’hobby. Spesso però sono disegni abbastanza complessi e potrebbero scoraggiare i più piccoli dopo qualche tentativo. Se pensate che sia questo il caso, recuperate della Tela Aida grande (un tessuto a trama regolare con 42 quadretti in 10 cm) e provate con qualche disegno basic, scelto da Internet o inventato da voi.

Il trucco del punto croce

Se avete eseguito correttamente il punto croce, la prova del nove è il rovescio del lavoro che dovrà essere ordinato e regolare.

E se non piace ai bambini?

Niente paura, può capitare che i bambini si stanchino di ricamare o si scoraggino di fronte ai primi tentativi. Possono ad esempio annoiarsi a dover contare i quadretti. In questo caso non occorre insistere o spazientirsi, ma è bene trasmettere in ogni caso la gioia di aver condiviso un momento insieme. Per invogliarli a provare potete far scegliere ai più piccoli lo schema, in modo tale che siano più motivati a terminare il progetto. Ricordatevi, la cosa più importante è divertirvi insieme!

Metodo Montessori: impariamo a usare ago e filo

Ogni attività che proponiamo al bambino rappresenta un’occasione per stimolare il bambino a conquistare una nuova competenza. Secondo il Metodo Montessori, allestire un lavoro (così definito per la serietà del suo intento) significa curare in modo particolare:

  • l’ordine estetico
  • l’ordine del materiale
  • l’ordine di presentazione d’esecuzione

Nel caso di un’attività dedicata al cucito, dobbiamo scegliere un materiale piacevole al tatto, prestando attenzione agli accostamenti cromatici e alle tipologie di materie impiegate.
L’ordine è importante per favorire la concentrazione: allestiamo un piccolo kit su un vassoio, dove riporremo ciò che ci occorre. Nel caso del punto croce, serviranno tela Aida, cotone, ago con la cruna larga, forbici.

E’ possibile favorire la concentrazione e l’attenzione, evitando di mescolare diversi canali comunicativi: se uso la parola, non compio gesti con le mani. Può essere utile privilegiare l’esempio, mostrando attraverso l’azione e non tramite una spiegazione verbale. In ogni caso, un momento di condivisione di un hobby è sempre importante, indipendentemente dall’approccio adottato e dalla tecnica proposta.

a cura di Alessia de Falco






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Dieci pillole di mindfulness per i bambini e per noi stessi

Sappiamo che la mindfulness può farci del gran bene. Ne abbiamo parlato in più articoli, citando in modo particolare il testo Il genitore consapevole di Jon Kabat Zinn.

Tra i tanti effetti positivi della mindfulness, uno ci sembra particolarmente utile a tutti i “genitori acrobati” che, insieme ai figli, fanno piroette per stare in equilibrio durante la giornata. Cari funanboli (sì, oggi siete funamboli), la mindfulness vi e ci insegna ad essere meno reattivi, a restare focalizzati sul presente. A goderci la vita per quello che è e ci dà. ORA: Calmare e calmarsi è importante: uno dei nostri articoli più letti si intitola proprio “Le attività che calmano i bambini”. Non tratta nello specifico la mindfulness, ma ci parla del bisogno di calma e di ritrovare tempi e spazi.

La mindfulness non è una ricetta magica

Non aspettatevi il miracolo: la mindfulness può aiutarvi, non certo cambiarvi. E nemmeno cambiare i vostri figli. Però un merito ce l’ha, a prescindere: ci insegna a lasciar andare le nostre aspettative per aprirci alla ricchezza dell’esperienza, momento per momento. Questo è uno spunto prezioso per tutti noi, adulti e bambini.

Accettare non significa non reagire. Mindfulness vuol dire:

  • lasciare spazio e tempo per il cambiamento, anziché a spingere in una direzione precisa
  • riconoscere che i nostri pensieri sono “solo” pensieri
  • vivere il valore dell’esperienza

La mindfulness è rispetto per chi non è interessato alla mindfulness

Quindi, se volete davvero sperimentare la mindfulness, preparatevi all’insegnamento più grande: i bambini sono bambini e hanno diritto ai loro capricci, alla loro esuberanza, alle grida e al movimento (con tutto quello che ci siamo detti giorni fa, ovvero esistono le regole perché sono la traduzione pratica del concetto di rispetto). Quindi niente mindfulness per sbarazzarsi dei normali comportamenti infantili! E nemmeno mindfulness su persone interessate a fare altro, perché anche questo è rispetto!

SPUNT-ESERCIZIO: dieci modi di portare la mindfulness nelle nostre vite

Rendete semplici le cose
Kabat Zinn dice che “Mindfulness è portare l’attenzione al momento presente, momento per momento, intenzionalmente e senza giudicare”. Tradotto per i piccoli, significa provare a sentire il corpo o focalizzarci sui suoni, sulle sensazioni e sui colori.
C’è un esercizio, di cui abbiamo parlato in un altro approfondimento, che si chiama “calmo e attento come una ranocchia”.

Ascoltate le campane (ma può bastare della buona musica, sapete?)
In alcune scuole americane è stato sviluppato un programma in cui in classe, veniva proposto ogni giorno un momento di pausa, ascoltando il suono delle campane, con netti miglioramenti sui livelli di attenzione, tanto che la sua diffusione sul territorio nazionale è stata molto ampia.
Non serve che diventiate esperti di campane tibetane: basta ascoltare un po’ di musica, insieme e rilassarsi o ballare. Insieme.

Inventatevi un rito per la sera
Il momento della nanna è un buon momento per la pratica mindfulness. Si può provare il Body Scan, la pratica con cui aiutiamo i bambini a portare l’attenzione a tutto il corpo, parte per parte, iniziando dal piedi sinistro (Provatelo e scoprirete che resistere al sonno è una vera impresa!

Fate attenzione al respiro
Chiediamo ai bimbi di focalizzarsi sul pancino che scende e sale, , magari mettendo un peluche sulla pancia, mentre stanno sdraiati sul pavimento. E’ un’azione semplicissima, che diventa un potente strumento di self management e di consapevolezza del respiro.

Camminate mindful
Dai che lo sapete: camminare e stare all’aperto fa bene! Allora proviamo a non farci fagocitare da corsi e impegni e proviamo a fare una passeggiata, portando l’attenzione all’ambiente che ci circonda, con suoni, odori. Poi per un minuto l’attenzione alle sensazioni del corpo che cammina….e dopo un po’ di tempo, un minuto alle sensazioni interne ed esterne!

Ricordatevi di dire grazie
Proviamo non solo a dire grazie ma, alla sera, a chiederci se c’è qualcosa per cui hanno provato gratitudine. In questo modo impariamo ed insegniamo a connettere la parola grazie con il sottostante sentimento di gratitudine per l’abbondanza nelle nostre vite. Possiamo farlo in qualsiasi momento e, soprattutto, possiamo partecipare anche noi alla pratica!

Viva i supereroi!
Spesso i bambini sono affascinati dai supereroi, che, per antonomasia, hanno abilità sensoriali molto sviluppate. Perché non usarli come stimolo per “sviluppare i sensi”? Il superpotere di manipolare, di assaporare un cibo, di buttare colori su un foglio.

Meditate con i vostri bambini
Meditare richiede una situazione di tranquillità. Ma a volte la meditazione si traduce in un abbraccio silenzioso, in una carezza. Amore è meditazione.

Il tempo della settimana
Siamo come il tempo: a volte nuvolo, a volte soleggiato, a volte instabile. Pensarci così aiuta a non identificarci troppo con le emozioni transitorie. Può diventare un bel gioco: fate un cartellone in cui tutti disegnano “L’umore del giorno”.

Mangiate mindful 
Ve lo spieghiamo con l’esercizio dell’uvetta: fate assaggiare l’uvetta, o un altro cibo, ai piccoli, chieendo di masticare lentamente e gustarsi le sensazioni del cibo.

Il vero segreto della Mindfulness: essere emotivamente presenti. Ma soprattutto, concludendo, non dimentichiamo mai che il modo migliore per stabilizzare l’attenzione dei nostri bambini è … giocarci insieme essendo emotivamente presenti! Insegnare la mindfulness ai propri bambini li aiuta a sviluppare la capacità di regolare le emozioni e la concentrazione.

 

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Anche col freddo, stare all’aria aperta fa bene!

Non servono certo gli esempi di paesi come Danimarca o Finlandia: i nostri pediatri lo sostengono da decenni (un esempio, ed un secondo esempio). Eppure, il luogo comune che l’aria fredda della stagione autunnale ed invernale faccia ammalare è duro a morire.

L’aria aperta fa bene, anche d’inverno!

Cominciano le giornate uggiose, quelle ventilate e le temperature sono in calo. Si sta così bene al calduccio, vero? Eppure, i bambini dovrebbero uscire anche quando il clima è più rigido.



Nei paesi del nord è naturale vedere i bimbi che giocano sotto la pioggia o nella neve. Addirittura, i neonati vengono lasciati a dormire all’aperto (ben coperti, chiaramente), anche con temperature di -10 °C e oltre. Eppure, nessuno si ammala: merito di questo stile di vita sano, temprato dal freddo!

Da noi capita un po’ meno: i nostri bambini trascorrono l’inverno chiusi in casa. Si tratta di una cattiva abitudine, che dovremmo superare! Infatti, il movimento all’aria aperta ha due grandi benefici: da un lato stimola le difese immunitarie, dall’altro aiuta i bambini a crescere sereni, muovendosi anche nel periodo invernale. Contrariamente a quel che si pensa, è più facile ammalarsi rimanendo in casa, a scuola o in altri luoghi chiusi: sono l’ambiente ideale per la trasmissione di agenti patogeni. Al freddo, invece, non troverete microbi o batteri!

I segreti per uscire nella brutta stagione

Ecco qualche suggerimento per uscire in sicurezza:

  • sciarpa e cappello di lana: proteggere la testa e la gola dei bambini è il primo modo per evitare raffreddamenti ed infezioni. Quando la temperatura si abbassa o c’è un po’ di vento, è fondamentale indossare sciarpa e cappello. Questi indumenti non sono particolarmente amati dai bambini: sarà necessario un po’ di sforzo per insegnar loro che sono fondamentali
  • uscire nelle ore più calde: uscire quando il sole è alto nel cielo è la scelta più saggia. Anche se la temperatura va sottozero
  • attenzione a chi è già ammalato: con i bambini ammalati o convalescenti ci vorrà un po’ più di cautela; in questo caso il suggerimento migliore è confrontarsi con il proprio pediatra

E sull’ultimo consiglio, riprendiamo la nostra filosofia della fiducia: esiste un professionista della salute, in grado di consigliarvi al meglio per crescere un bambino robusto e felice. Si chiama pediatra. Consultatelo e ascoltate i suoi consigli. A suon di dubbi, sospetti e “cuggini” (che poi sono il male peggiore) non si va da nessuna parte. Quando vediamo genitori che chiedono consigli medici (o comunque attinenti la sfera della salute) in chat, magari sulle pagine Facebook, ci si accappona la pelle!

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TECNICHE DI PITTURA (PER BAMBINI E NON SOLO)

Trascorrere del tempo con i bambini significa accettare la sfida di inventare e sperimentare. Basta davvero poco per giocare con la creatività e la pittura ce lo insegna. Anche se non siamo grandi artisti, si possono trovare mille modi per vivere l’arte e portarla nelle nostre vite.

DIPINGERE INSIEME FA BENE A GRANDI E BAMBINI

Disegnare o dipingere insieme è un modo per raccontarci e conoscerci, un momento che va oltre le parole. Abbiamo pensato di raccontarvi qui alcune tecniche, basate sull’utilizzo di materiali alternativi, da sperimentare con i bimbi.

Dipingere costituisce un bellissimo modo di esprimersi, manifestando la parte più profonda delle nostre emozioni. Sembra impossibile, ma dipingere è una terapia per la mente e un formidabile momento di crescita personale. Cezanne diceva, tanto tempo fa, che “Non si tratta di dipingere la vita, si tratta di far vivere la pittura”. Noi dipingendo, lavoriamo su noi stessi e diamo vita a ciò che creiamo, con tanti benefici per grandi e piccini:

  • dipingere aiuta superare il muro della comunicazione e a liberare la creatività, esercizio utile soprattutto per le persone timide ed introverse
  • dipingere rafforza l’autostima; se praticata in un ambiente non competitivo e rilassante, la pittura aiuta ad acquistare fiducia in noi stessi e a valorizzarci
  • dipingere migliora la motricità. Maneggiare un pennello o una matita ci aiuta a regolare i movimenti della mano e sviluppare connessioni cerebrali relazionate con questa abilità
  • dipingere aumenta la concentrazione. Si tratta di un lavoro minuzioso che ci insegna a restare focalizzate
  • dipingere aiuta a far fluire le emozioni. La pittura aiuta a mettere a fuoco ciò che proviamo e a raccontarlo, quando le parole non bastano

LE TECNICHE DI PITTURA PER BAMBINI PIÙ CONOSCIUTE

TEMPERA: i colori a tempera sono assolutamente atossici (ed economici) e si rivelano un’ottimo supporto per i primi esperimenti di pittura con i bambini. Proviamoci!

ACQUERELLO: la pittura ad acquerello è leggermente più complicata per i principianti, ma permette di realizzare cromatismi altrimenti impensabili. A noi, personalmente, piace moltissimo e la consigliamo a tutti. Le abbiamo dedicato un’intera guida > Acquerello: scopriamo una delle tecniche più amate

TECNICHE DI PITTURA…SPECIALI!

Vi piacerebbe sperimentare qualcosa di nuovo accanto ai classici acquerelli o colori a tempera? Niente di più semplice: esistono tecniche di pittura miste utilizzando sale, latte, colla e perfino il cioccolato. Solo per i bambini più coraggiosi e appassionati!

PITTURA CON SPUGNE ED ALTRI OGGETTI

Sapevi che si può dipingere utilizzando il fondo di una bottiglia o un pezzetto di spugna come tampone per stendere il colore? Si tratta di una tecnica di pittura adatta anche ai più piccoli. Guarda cosa abbiamo realizzato noi:

tecniche di pittura

PITTURA ALLA FARINA E SALE

E’ una tecnica utilizzabile anche con i più piccoli e per giunta super economica: bisogna mischiare in una ciotola mezza tazza di farina, mezza tazza di sale fino e mezza tazza di acqua, fino ad ottenere un composto omogeneo. Una volta pronto, andrà trasferito in diverse ciotole, dove andremo ad aggiungere il colorante per cibi. Si tratta di una soluzione che non si stende a pennello, ma a gocce o con una sac-à-pochè: il risultato sarà una composizione in rilievo, con un simpatico effetto 3D.

PITTURA ALLA COLLA VINILICA

Anche usando la colla vinilica si possono creare piccoli capolavori. Basta usare la colla per disegnare su un foglio spesso o cartoncino fiori, animali o linee astratte. Dopo aver lasciato asciugare il disegno, gli spazi interni alle linee di colla possono essere colorati con acquerelli o tempere. E’ divertente vedere come il colore resta delimitato dalla colla, creando un effetto molto carino.

tecniche di pittura per bambini

PITTURA AL LATTE

Immergiamo un foglio nel latte, avendo l’accortezza di essere rapidi per non fare macerare la carta. Poi stendiamo il foglio su una tovaglietta di plastica e lo macchiamo con delle gocce di colorante naturale. Ora, facciamo una magia: versiamo una goccia di detersivo e osserviamo. Le macchie di colore inizieranno a muoversi, creando mutazioni graduali e continue sotto i vostri occhi.

PITTURA AL CAFFÈ O AL TE

Sì, avete capito bene: le bevande come caffè o té si prestano come base per splendidi dipinti. Possiamo schizzare il disegno con una matita e poi usare il caffè o il té come un normale colore ad acqua. Per ottenere le diverse tonalità, le bevande vanno diluite con acqua.

PITTURA AL CIOCCOLATO

Terminiamo questa carrellata con una variante della soluzione precedentemente presentata: proviamo con il cioccolato. Bisogna diluire del cacao con dell’acqua per ottenere una pittura divertente, biologica e assolutamente innocua adatta anche per i più piccini. Il composto si conserva in frigo per alcuni giorni.

UN LIBRO PER SCOPRIRE TECNICHE E LABORATORI SEMPRE NUOVI

Sicuramente, il miglior modo per impratichirsi con la pittura è … Provare. E riprovare. Nessuno nasce Giotto, nemmeno abbiamo la pretesa di diventarlo. Ma l’arte è fatta di allenamento e pratica.

Uno scrittore che di questa pratica ha fatto un vero e proprio cavallo di battaglia è Hervé Tullet: scrittore conosciuto in tutto il mondo per i suoi albi, organizza un sacco di laboratori d’arte per bambini. Ha raccolto le sue esperienze nel volume “La fabbrica dei colori. I laboratori di Hervé Tullet”. È un testo che offre tantissimi spunti da sperimentare a scuola, a casa e al parco!

laboratori di pittura per bambini

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Pezzettino: un capolavoro di Leo Lionnni

pezzettino leo lionni copertina

Pezzettino è un albo dello scrittore e illustratore Leo Lionni. L’albo racconta la storia di Pezzettino, una forma che non riesce a trovare il suo posto nel mondo. Attraverso le immagini e i colori, un tema così complicato si fa semplice, adatto anche ai lettori più piccini.

Pezzettino

Presentiamo il libro:
titolo: Pezzettino
autore: Leo Lionni (sceneggiatore e illustratore)
pubblicato nel: 1975
edito da: Babalibri
VEDI L’OFFERTA su Amazon.it

La recensione di Portale Bambini

Recensire un albo di Leo Lionni senza renderlo banale è un compito arduo. Di tanti illustratori di fama, Lionni è decisamente al vertice della classifica: sa giocare con le forme come nessuno altro, è in grado di trattare i temi più alti con pochi tratti e qualche colore. Insomma, rimane inarrivabile.

Pezzettino è un cubetto rosso, con la ferma convinzione di essere un pezzo mancante, una parte di un insieme più grande. Così, attraversa una pagina dopo l’altra alla ricerca di una figura da completare, della sua figura da completare. Le delusioni, però, arrivano una dopo l’altra: non è un pezzettino di Quello-che-Corre, né di Quello-che-Vola, né di alcun altro personaggio tra quelli che incontra.

Pezzettino, nella sua semplicità geometrica, si dispera per questa sua solitudine. Tuttavia, un saggio, lo invita a compiere un viaggio presso un’isola misteriosa, un’isola che aiuta a scoprire la propria personalità. E così il nostro cubetto si rimette in cammino; giunto sull’isola, infine, la rivelazione: quando cade, inciampando, va in mille pezzi. Letteralmente.

Scopre così che dietro le sue dimensioni minute, dietro la forma semplice si celava un microcosmo di altre parti. Scopre che la sua condizione non era di “inferiorità”, ma di “diversità”. Questo messaggio arriva con grande chiarezza ai più piccoli: Pezzettino è un individuo tanto quanto Quello-che-Vola: tra loro c’è una differenza morfologica, ma entrambi hanno pari dignità, hanno tutti e due la stessa essenza.

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Un messaggio così profondo, però, non viene affidato ad una riflessione di tipo morale, pedagogico: Leo Lionni, nella sua grandezza, lascia che sia il bambino ad intuire questa verità semplicemente attraverso l’interiorizzazione delle geometrie e dei colori che riempiono l’albo.

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Pezzettino: laboratori da provare a casa e a scuola

Pezzettino è un testo dominato dalle geometrie; quindi, ideare dei laboratori creativi è semplice e naturale. Un’idea semplice ed efficace è quella di ritagliare dei quadretti di carta o cartoncino colorato e far comporre ai bambini il loro personaggio. Si tratta di un laboratorio creativo particolarmente diffuso nelle scuole dell’infanzia e al nido, per via dei pochi materiali richiesti e del grande divertimento con cui i bambini realizzano la propria squadra di forme. Anche combinare tra loro più Pezzettini è un bel gioco-esercizio, in questo caso per stimolare il team building ed il pensiero condiviso.

pezzettino leo lionni
Assemblare il vostro Pezzettino con dei quadretti di carta colorata/cartone è il più classico dei laboratori creativi

Un uso “strumentale” del testo potrebbe essere quello di far imitare ai bambini le figure nel libro scegliendo e disponendo i quadretti colorati. Un modo alternativo per insegnare ad imitare una forma (meccanismo che è alla base del disegno infantile), impadronendosi dei meccanismi di rappresentazione spaziale.

a cura di Matteo Princivalle





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