Il 3 maggio si celebra la Giornata mondiale della libertà di stampa: un’occasione per parlare con i bambini di questo diritto importante.
Schede didattiche
Per quest’occasione abbiamo realizzato alcune semplici schede didattiche. Le prime che vi proponiamo presentano un’immagine da colorare seguendo le istruzioni matematiche e il testo dell’art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana, che tutela la libertà di stampa.
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Tutti sappiamo cos’è un’emozione, ma sapreste spiegarlo a un bambino? Vi trovate in difficoltà? Non siete gli unici: ad oggi non esiste una definizione “universale” di emozione. Psicologi e neuroscienziati hanno proposto centinaia di teorie, ma nessuna di queste è stata adottata dalla maggioranza della comunità scientifica. La verità è che le emozioni sono talmente complesse che è molto difficile darne una definizione precisa ed esaustiva.
Lungo il nostro percorso di educazione emotiva in classe dovremo necessariamente chiedere ai bambini:
Cos’è un’emozione?
Prova a spiegarlo con un esempio.
Queste domande si prestano sia ad un momento di riflessione in circle time che ad un lavoro scritto sul quaderno. È importante permettere ai bambini di utilizzare esempi tratti dalla loro esperienza.
Caratteristiche di un’emozione
Come abbiamo detto, non esiste una definizione universale di emozione. Tuttavia, ci sono alcuni capisaldi comuni alle varie teorie, che ci permettono di analizzare le dimensioni e gli effetti concreti degli stati emotivi. Saranno questi i pilastri su cui costruiremo il nostro percorso di educazione emotiva:
Le emozioni sono dentro di noi;
Le emozioni sono causate da un evento esterno, dal ricordo di un evento o dal pensare ad un evento;
Le emozioni causano risposte fisiche e psicologiche;
Le emozioni possono essere piacevoli o spiacevoli;
Le emozioni hanno una durata breve;
Le emozioni influenzano il nostro comportamento;
Ognuno di noi reagisce in modo diverso alle emozioni.
Anche queste affermazioni meritano un momento di approfondimento: è possibile organizzare un piccolo momento di discussione per ciascuna di esse; ecco alcune domande guida:
Pensa a un’emozione che hai provato in passato; prova a descriverla.
Cosa è successo prima che la provassi?
Come hai reagito?
È stata un’emozione positiva o negativa?
Quanto è durata?
Sulla base di queste domande è possibile realizzare la carta d’identità di un’emozione. Adesso provate con il libro “Cuorfolletto e i suoi amici”. Leggete ad alta voce il racconto “La magia” (a pag. 3). Ecco alcune domande di comprensione per approfondire il tema delle emozioni:
Per quale motivo Marta si rattrista?
Qual è la reazione di Cuorfolletto?
Qual è la reazione di Marta?
Chi aiuta Marta a superare la tristezza? Come?
PER EDUCARE CON LE FAVOLE:
Per aiutare i più piccoli a riconoscere le emozioni e a coltivare le buone pratiche che ci fanno stare meglio abbiamo scritto la raccolta di racconti “Cuorfolletto e i suoi amici”.
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In occasione dell’uscita in libreria di “Cuorfolletto e i suoi amici” (il nostro libro-laboratorio di educazione emotiva) abbiamo realizzato dieci giochi, uno per ciascun capitolo del libro. Ogni gioco è progettato per stimolare un’area particolare della sfera emotiva: insieme costituiscono una piccola palestra emozionale, che potrete utilizzare in classe o in famiglia.
Gli indovinelli emotivi
Il gioco degli indovinelli emotivi è un’attività per esercitare l’autoconsapevolezza emotiva e l’empatia in un contesto ludico. Si può giocare in forma scritta o più semplicemente a voce.
Come si gioca?
Formate delle coppie. Il primo giocatore dovrà formulare un indovinello emotivo all’altro. Ecco come fare:
Pensa a una situazione in cui hai provato un’emozione molto forte.
Descrivi la situazione all’altro giocatore senza nominare l’emozione che hai provato.
Chiedigli di indovinare che emozione hai provato.
Il secondo giocatore ha a disposizione 3 tentativi per risolvere l’indovinello emotivo. Poi si invertono i ruoli e il gioco ricomincia.
Obiettivi educativi:
Per chi formula l’indovinello emotivo, il gioco ha l’obiettivo di potenziare la capacità di esprimere le proprie emozioni a partire da un ricordo. Questa capacità è particolarmente utile perché il ricordo di un’emozione positiva è in grado di suscitare nuovamente quell’emozione; questo meccanismo è alla base di tecniche come il “diario della gratitudine”.
Per chi deve risolvere l’enigma, il gioco ha l’obiettivo di stimolare l’ascolto attivo e la capacità empatica di riconoscere le emozioni altrui; queste competenze, che spesso non vengono stimolate a sufficienza, sono alla base dell’intelligenza emotiva.
PER EDUCARE CON LE FAVOLE:
Per aiutare i più piccoli a riconoscere le emozioni e a coltivare le buone pratiche che ci fanno stare meglio abbiamo scritto la raccolta di racconti “Cuorfolletto e i suoi amici”.
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Essere consapevoli delle proprie emozioni è una delle abilità che costituiscono la cosiddetta “intelligenza emotiva“, competenza indispensabile per vivere bene e relazionarsi positivamente con gli altri. Esistono numerosi esercizi per stimolare l’autoconsapevolezza emotiva: oggi ve ne proponiamo uno adatto ai bambini dai 3 in su (ma utile anche agli adulti).
Il dado delle emozioni di Cuorfolletto è un laboratorio realizzato in collaborazione con Caterina Conca, educatrice e autrice del blog SOS EducAzione: si tratta di un semplice supporto per aiutare i bambini a rievocare il ricordo di un’emozione specifica e a raccontare ad alta voce quell’episodio.
Per realizzarlo, stampate la matrice che abbiamo realizzato per voi, colorate Cuorfolletto, ritagliate lungo i bordi, piegate le facce del dado e incollate le linguette.
Per aiutare i più piccoli a riconoscere le emozioni e a coltivare le buone pratiche che ci fanno stare meglio abbiamo scritto la raccolta di racconti “Cuorfolletto e i suoi amici”.
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È primavera! Brunello il pipistrello ne ha approfittato per fare una gita nei campi alla ricerca di tanti fiori colorati. Prova anche tu, con questo gioco.
Istruzioni
Scaricate la scheda del gioco cliccando sull’immagine o sul pulsante.
Stampate la scheda.
Colorate i personaggi.
Cercate nel vostro giardino o al parco degli elementi naturali dei colori indicati, poi incollateli sul foglio per costruire il ponte dei colori. In questo modo Brunello potrà attraversarlo per tornare dalla sua mamma.
Brunello il pipistrello è il volume n. 1 della biblioteca del Cuorfolletto. Questo racconto in rima è completato dai sottotitoli emotivi di Cuorfolletto, che dà un nome alle emozioni provate dai personaggi della storia trasformando la lettura in una vera e propria palestra di educazione emotiva.
Brunello vuol fare una gita nel prato. Riuscirà a evitare i pericoli in agguato? Un’avventura in rima per piccoli lettori: leggetela da soli o coi vostri genitori.
Un albo illustrato per stimolare il pensiero divergente. Con tre giochi creativi e sottotitoli emotivi per i più piccoli. Età di lettura: da 3 a 8 anni.
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Scoprite tante poesie e filastrocche di Pasqua in questa sezione di filastrocche.
Filastrocche di Pasqua
LE UOVA DI CIOCCOLATO Alessia de Falco e Matteo Princivalle Mamma gallina è disperata perché Pasqua è quasi arrivata. «Non mangiate le mie uova», dice triste mentre cova. «Voglio che escano i pulcini soffici, gialli e birichini.» Quella notte ci pensa Artù, suo marito, il gallo blu: porta le uova della gallina da qualche parte giù in cantina. Al loro posto ha fabbricato tre grandi uova di cioccolato. Che sorpresa quella mattina! È felice mamma gallina, saranno contenti anche i pulcini e insieme a loro tutti i bambini.
UNA PASQUA SENZA RIFIUTI Alessia de Falco e Matteo Princivalle Un’allegra famigliola festeggiava in un’aiuola. «Perché dopo aver mangiato lasciate rifiuti nel prato?» chiede loro un piccolo fiore. «Pasqua è la festa dell’amore, me se continuerete ad inquinare ci sarà ben poco da festeggiare.»
LA LEPRE DI PASQUA Alessia de Falco e Matteo Princivalle Una tortora con le ali gelate era caduta tra le zolle appena arate. “Aiuto!” implorava la bestiola, “sono ferita, affamata e sola”. Passava di lì la Primavera che la raccolse sul far della sera, la strinse al petto e la riscaldò e per guarirla in lepre la mutò. “Eccoti qui, sei come nuova e c’è di più: puoi ancora fare le uova”. La lepre si inchinò per ringraziare, poi si allontanò e si mise a covare Non fece uova bianche e stinte ma rosse, verdi, gialle e variopinte. Da quel giorno porta le sue uova colorate a tutti i bambini che se le sono meritate. E a chi si comporta male? “Niente uova” esclama la lepre pasquale.
IL PULCINO PASQUALINO Alessia de Falco e Matteo Princivalle Il Pulcino Pasqualino che dona le uova ad ogni bambino, un anno si accorse di un problemino: “Gli uomini litigano in continuazione altro che uova, serve loro una lezione”. E dopo aver detto così le nascose nel marsupio del canguro Mimì. Gli uomini, a cui non arrivarono le uova, si dissero: “Questa sì che è cosa nuova. Se le uova di Pasqua vogliamo trovare, dobbiamo smetterla di litigare, per una volta ci dovremo aiutare”. E così fecero: grandi e piccini cercarono insieme, da bravi vicini. Mai punizione fu più azzeccata perché trascorsero una splendida giornata.
IL BRUCO MANGIANOIA Alessia de Falco e Matteo Princivalle C’è un uovo di Pasqua dai mille colori dipinto a pastelli, coperto di fiori. È l’uovo del Bruco Mangianoia, che vive sull’Albero della Gioia. Il bruco da lontano ha sentito gridare “Che Pasqua sarà se non possiamo festeggiare?” Così è uscito dall’uovo ed è apparso in città per riportare la fantasia e la serenità . Ha detto: “Se non potete uscire fuori, giocate con i colori dei vostri cuori. Rosso è l’amore, gialla la curiosità, azzurra la pace, rosa la bontà. È una magica pittura: tornerete sereni Sarà Pasqua e voi mille arcobaleni.
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