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Miti sulla creazione del mondo

I miti sulla creazione del mondo sono chiamati anche miti cosmogonici e ci raccontano, attraverso una narrazione fantastica, come nacque la Terra così come la conosciamo. Questi miti sono racconti affascinanti e, soprattutto, universali: tutti i popoli del mondo e tutte le culture hanno i propri miti sulla creazione e questi sono straordinariamente simili tra loro. Tale similitudine ci aiuta a capire il valore sociale del pensiero narrativo: la storia dell’umanità nasce dalle storie ed è attraverso le storie.

Tre volte sulla Terra. Il mito di Doondari

Mito della creazione raccontato dai nomadi Fulani (popolazione dell’Africa sub-sahariana)

Doondari fu il Creatore.
In principio, Doondari scese sulla Terra e creò una pietra, che creò il ferro, che creò il fuoco, che creò l’acqua, che creò l’aria.
Doondari scese di nuovo sulla Terra e plasmò questi cinque elementi per creare l’uomo.
Poiché l’uomo era troppo arrogante, Doondari creò la cecità. Quando anche la cecità divenne arrogante, Doondari creò il sonno. Quando anche il sonno divenne troppo arrogante, Doondari creò le preoccupazioni. Quando, infine, anche le preoccupazioni degli uomini divennero troppo arroganti, Doondari creò la morte. Ma anche la morte divenne arrogante, tanto arrogante da sfidare il Creatore.
Così Doondari, discese sulla Terra per una terza volta, assumendo le sembianze di Gueno, l’eroe immortale, e sconfisse la morte.

Il mito cinese di Pangu

In principio nell’universo non esisteva nulla, solo il caos. Nel caos, tuttavia, si formò un uovo, che rimase dormiente per diciottomila anni. All’interno dell’uovo, lo yin e lo yang si mescolarono in modo così perfetto che ad un certo punto, senza che l’uovo si schiudesse, ne nacque Pangu: un essere gigantesco, con due grandi corna.
Pangu desiderò creare la Terra: con un’ascia distrusse l’uovo cosmico e da esso nacquero la Terra e il Cielo. Per diciottomila anni Pangu si mise tra Terra e Cielo per tenerli separati; ogni giorno la Terra si faceva più bassa e il Cielo più alto e ogni giorno Pangu cresceva insieme alla distanza tra loro. Pangu non affrontò questa fatica da solo; quattro animali leggendari lo aiutarono a separare il Cielo e la Terra: la tartaruga, la fenice, l’unicorno e il dragone.
Infine, Pangu terminò la sua creazione: i suoi occhi divennero il Sole e la Luna, la sua voce divenne il tuono, il suo respirò formò il vento. Le sue corna e il suo corpo divennero alte montagne e così la Terra diventò così come noi la conosciamo.

Haido-Hwedo: il serpente cosmico

Mito della creazione raccontato dai Fon (etnia africana del Benin)

In principio esisteva solo Haido-Hwedo, il serpente cosmico.
Quando nacque Mawu-Lisa, il Creatore, Haido-Hwedo diventò il suo servitore e trasportò Mawu-Lisa lungo tutto l’Universo, tenendolo nella sua bocca, con le fauci spalancate. Quando Mawu-Lisa creò la Terra, Haido-Hwedo si attorcigliò intorno ad essa e dentro di essa. Ancora oggi il serpente cosmico custodisce la Terra e mantiene l’equilibrio. Haido-Hwedo è invisibile, ma talvolta possiamo vederlo anche noi: quando la luce del Sole attraversa l’acqua, appare all’uomo sotto forma di arcobaleno.

Il mito greco della creazione

In principio era il Caos, al di là del tempo e dello spazio. All’improvviso comparve Gea, la madre Terra, che generò Urano, il cielo. Sempre Gea, generò anche Ponto, il mare primordiale. Da Urano e Gea nacque una stirpe di Titani, uno dei quali, Crono (il tempo), ferì il padre e prese il suo posto. Crono, proseguì l’opera di creazione della Terra che, sotto il suo regno, visse l’età d’oro. Il mito prosegue poi con il regno di Zeus, che uccise suo padre Crono dando inizio a un nuovo regno.

Il mito giapponese della creazione

Secondo gli Ainu (una popolazione del Giappone dalle origini misteriose, che abita le isole a Nord del paese), fu la divinità Kamui a creare il nostro mondo: Kamui plasmò il mondo come un oceano adagiato su una trota gigantesca; poi, inviò un messaggero che fece emergere le isole. Gli animali che vivevano con Kamui, guardando quel mondo meraviglioso, convinsero la divinità a farli abitare sulla Terra. Kamui, per completare la sua creazione, modellò i primi uomini, gli Ainu, con il corpo di terra e i capelli d’erba.

Il mito ebraico della creazione

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno. Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno. Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno. Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.

Il mito della creazione nell’Antico Egitto

All’inizio c’erano solo le acque del caos, sovrastate dal buio e dal silenzio. Otto creature, con la testa di rana i maschi e di serpente le femmine, nuotavano nelle acque del caos, prima della creazione. Le creature poi si fusero, formando il Grande Uovo. Dopo un tempo lunghissimo, il guscio si ruppe ed apparve il Creatore, padre e madre di tutte le cose, fonte di ogni vita, il dio Sole. Le due metà del guscio separarono le acque del caos ed il Creatore le fece diventare il mondo. Mentre giaceva nell’abisso delle acque, il Creatore si sentiva molto solo e voleva abitare con altri esseri il nuovo mondo. Così i pensieri del Creatore divennero gli dei e tutte le altre cose del mondo e le sue parole diedero vita alla terra.

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Tag: miti sulla creazione del mondo, miti della creazione

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Il cavallo di Troia

Il cavallo di Troia

Testo (a cura di): Alessia de Falco, Matteo Princivalle

La guerra di Troia durava ormai da dieci anni; tuttavia, gli Achei, guidati dal re Agamennone, non erano ancora riusciti ad espugnare le mura di Troia e il loro esercito era stanco e scoraggiato. Durante l’assemblea dei re, Ulisse, sovrano di Itaca e fidato consigliere di Agamennone, fece questa proposta agli altri:
“Se non riusciamo a conquistare Troia con la forza, dovremmo provare con l’inganno. Ecco cosa faremo: costruiremo un grande cavallo di legno: nel suo ventre faremo nascondere i più forti dei nostri soldati.
Abbandoneremo il cavallo sulla spiaggia; il resto dell’esercito, salirà sulle navi e fingerà di allontanarsi; uno di noi, rimarrà sulla spiaggia e convincerà i troiani a far entrare in città il cavallo, come dono agli dei. Potrebbe occuparsene mio cugino Sinone, che è bravo con le parole.
Nella notte, l’esercito tornerà sulla spiaggia e aspetterà fuori dalle mura, mentre i soldati nascosti nel cavallo usciranno, uccideranno le sentinelle e apriranno le porte di Troia. Così conquisteremo la città”.
Il piano di Ulisse era così ingegnoso che i re greci decisero di seguirlo: fabbricarono il cavallo, lo lasciarono fuori dalle mura di Troia e fecero allontanare le navi con i soldati a bordo. Il giovane Sinone chiese aiuto ai troiani, fingendo di essere un traditore che era riuscito a fuggire dai greci. Con le sue parole, li convinse che quel cavallo era un dono dei greci al dio Poseidone, perché li aiutasse a tornare a casa sani e salvi. Soltanto Laocoonte, un sacerdote della città di Troia, fu contrario: disse a tutti che si trattava di un inganno, ma un serpente marino uscì dalle acque e lo divorò, insieme ai suoi due figli. Questo segno convinse i troiani che dovevano portare il cavallo in città, senza perdere altro tempo.
Dopo aver trasportato il cavallo dentro le mura, i troiani prepararono un grande banchetto e iniziarono i festeggiativi per la vittoria: dopo dieci anni di guerra, erano riusciti a sconfiggere i greci. Quella notte, mentre i soldati ubriachi dormivano per le strade, Ulisse e i soldati nascosti nel cavallo uscirono, uccisero tutte le sentinelle e aprirono le porte della città: fuori dalle mura, li aspettavano Achille e Agamennone, con tutto l’esercito.
I greci entrarono nella città e la distrussero: incendiarono le case e i templi, rubarono i tesori e uccisero tutti i soldati. Fu così che, dopo dieci anni, la città di Troia venne distrutta e la guerra finì.

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Tag: cavallo di Troia, mito del cavallo di Troia

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Pigmalione e Galatea

Pigmalione e Galatea

Testo (a cura di): Alessia de Falco, Matteo Princivalle

C’era una volta uno scultore, Pigmalione, che non aveva mai preso una moglie e aveva sempre rifiutato le ragazze che avrebbero voluto sposarlo (a chi gli chiedeva perché rispondeva: “Preferisco la mia arte”). Lo scultore era molto bravo nel suo lavoro e tutti in città lo consideravano un grande artista; i re e i ricchi mercanti delle isole vicine facevano a gara per comprare una delle sue statue e lui lavorava dall’alba al tramonto.

Un giorno Pigmalione si mise a scolpire una statua d’avorio, bianca come il latte; il ragazzo diede alla statua la forma di una fanciulla, bella come Venere. Era il suo capolavoro; quando vide la statua finita, gli piacque così tanto che se ne innamorò.
Da quel giorno lo scultore cominciò a tenere la statua accanto a sé: la abbracciava, la accarezzava, la copriva quando faceva freddo e la sera la stendeva nel suo letto perché potesse dormire con lui.

Si innamorò a tal punto della sua opera che decise di andare al tempio di Venere; dopo aver reso alla dea i migliori omaggi, le chiese: “Oh Venere, vorrei tanto avere in moglie una donna uguale in tutto e per tutto alla fanciulla che ho scolpito”.
La dea, udendo quella preghiera, decise di esaudirla, perché Pigmalione era un uomo dal cuore gentile e sapeva che avrebbe trattato la fanciulla con amore e con rispetto.

Quando lo scultore tornò a casa, scoprì  che la statua si era trasformata in una ragazza coi capelli chiari e con la pelle bianca come l’avorio. Pigmalione e Galatea – era questo il nome della fanciulla, voleva dire “bianca come il latte” – si sposarono al cospetto di Venere e vissero per sempre felici e contenti.

SCOPRITE ANCHE:

* Questo mito compare nella raccolta delle Metamorfosi di Ovidio; in seguito, è stato ripreso da altri mitografi.

** Dal mito di Pigmalione deriva un famoso effetto psicologico, l’effetto Pigmalione (o “profezia che si autoavvera”): così come Pigmalione si era innamorato della sua statua al punto da averla trasformata – per intercessione della divinità – avviene lo stesso per le nostre credenze: spesso ci convinciamo di qualcosa al punto tale che i pensieri divengono realtà. Per approfondire questo effetto e scoprire qualche caso applicato al mondo dell’educazione ti suggeriamo di leggere il nostro articolo sull’effetto Pigmalione e sugli stereotipi.

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Tag: Pigmalione, mito di Pigmalione, Pigmalione e Galatea

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Aggettivi con la A

In questa sezione del paroliere puoi trovare un elenco di aggettivi con la A (aggettivi che iniziano con la lettera a) divisi tra aggettivi per descrivere persone, cose e animali.

Aggettivi con la A

Abbacchiato, abbacinante, abbagliante, abbagliato, abbandonato, abbarbicato, abbassabile, abbassato, abbastanza, abbattibile, abbattuto, abbiente abbigliato abbinabile abbinato, abbondante, abbordabile, abbracciato, abbreviato, abbronzante, abbronzato, aberrante, abietto, abile, abilitativo, abilitato, abissale,
abitabile, abitativo, abitato, abituale, abituato, abitudinario, abnorme, abolitivo, abominevole, aborigeno, aborrito, abortivo, abrasivo, abrogabile, abrogativo, abruzzese, abulico, abusato, abusivo, accademico,
accaldato, accampato, accanito, accanto, accarezzevole, accartocciato, accasciato, accatastabile,
accattivante, accecante, accelerato, acceleratore, accentuato, accerchiato, accertabile, accertato, acceso, accessibile, accessoriabile, accessoriato, accessorio, accettabile, accetto, acciaccato, accidentale, accidentato, accidioso, accigliato, accoccolato, accogliente, accolto, accomandatario, accomodante, accompagnato, accomunabile, acconciabile, acconcio, accoppiabile, accorato, accorciabile, accordabile, accorto, accostabile, accostato, accovacciato, accreditabile, accreditato, accresciuto, accucciato, accumulabile, accurato, accusabile, accusatore, accusatorio, acerbo, acetilenico, acetoso, acheo, acido, acidulo, acinoso, aconfessionale, acquatico, acquattato, acqueo, acquietabile, acquifero, acquisito, acquistabile, acquitrinoso, acquoso, acre, acrilico, acrimonioso, acritico, acrobatico, aculeato, acuminato, acustico, acuto, adamantino, adamitico, adattabile, adattativo, adattato, adattivo, adatto, addebitabile, addestrabile, addestrato, addetto, addizionale, addobbato, addolcente, addolorato, addomesticabile, addomesticato, addominale, addormentato, addossato, adeguabile, adeguato, aderente, adescabile, adesivo, adeso, adiacente, adimensionale, adiposo, adirato,
adolescente, adolescenziale, adombrabile, adoperabile, adorabile, adorante, adorato, adottabile, adottato, adottivo, adriatico, adulatorio, adulterabile, adulterino, adultero, adulto, adunabile, aerato, aereo, aerobico, aerodinamico, aeronautico, aeronavale, aeroportuale, aeroso, aerospaziale, aerostatico, affabile, affaccendato, affacciato, affamato, affannato, affannoso, affaristico, affascinante, affascinato, affaticato, affermabile, affermativo, affermato, afferrabile, affettato, affettivo, affetto, affettuoso, affezionabile, affezionato, affiancato, affiatato, affidabile, affidatario, affievolito, affilato, affine, affittabile, affittato, afflitto, affollato, affrancabile, affranto, affrettato, affrontabile, affumicato, affusolato, afono, afoso, africano, afro, afroamericano, afrocubano, afrodisiaco, afroso, agamico, agevolato, agevole, agganciato, aggettivato, agghiacciante, agghindato, aggiornabile, aggiornato, aggiuntivo, aggiunto, aggiustabile, aggrappato, aggravante, aggravato, aggraziato, aggregabile, aggregativo, aggregato, aggressivo, aggrovigliato, agguerrito, agiato, agile, agitabile, agitato, agognato, agonale, agonistico, agonizzante, agostano, agostiniano, agrario, agreste, agricolo, agrigentino, agro, agroalimentare, agrodolce, agroindustriale, aguzzo, aitante, akkadico, alabastrino, alare, alato, albanese, alberato, alberghiero, albino, albuminoso, alcalinizzante, alcalino, alchemico, alcolemico, alcolico, alcolizzato alcuno, aleatorio, alessandrino, alfabetico, alfanumerico, algebrico, algerino, algido, alginico, algoso, alienabile, alienato, alieno, alimentare, allacciato, allagato, allampanato, allargato, allarmante, allarmato, allarmistico, alleato, allegabile, allegorico, allegro, allelico, allenato, allergico, allettante, allibito, allineato, allopatico, allora, allucinante, allucinato, allucinatorio, allungabile, allungato, allusivo, alluvionale, alluvionato, alogeno, alpinistico, alpino, alsaziano, altalenante, alterabile, alterato, alternativo, alternato, alterno, altero, altezzoso, alticcio, altisonante, alto, altoatesino, altolocato, altrettanto, altro, altrui, altruista, altruistico, alveolare, alzabile, alzato, amabile, amalfitano, amalgamato, amante, amaranto, amareggiato, amaro, amarognolo, amato, amatoriale, amazzonico, ambedue, ambientale, ambientalista, ambiguo, ambito, ambivalente, ambizioso, ambrato, ambrosiano, ambulante, ambulatoriale, ameno, americano, amichevole, amico, amletico, ammaccabile, ammaccato, ammaestrabile, ammalato, ammaliante, ammaliato, ammaliatore, ammalorato, ammanettato, ammantato, ammassato, ammazzasentenze, ammiccante, amministrativo, ammirabile, ammirato, ammirevole, ammissibile, ammobiliato, ammonito, ammonitore, ammorbidito, ammortizzabile, ammucchiato, ammuffito, ammutolito, amorale, amorevole, amorfo, amoroso, ampezzano, ampio, amplificato, ampolloso, anabolizzante, anacronistico, anafilattico, anaglifico, anagrafico, anagrammatico, anale, analfabeta, analgesico, analitico, analizzabile, analogico, analogo, anarchico, anatolico, anatomico, ancestrale,
anconetano, ancorato, andaluso, andato, andino, androgino, anecumenico, aneddotico, anemico, anestetico, angelico, anginoso, anglicano, anglo, angloamericano, anglofilo, angloindiano, anglosassone, angolare, angolato, angoloso, angosciante, angosciato, angoscioso, angusto, animale, animalesco, animalista, animato, animatore, animistico, animoso, annacquato, annebbiato, annerito, annesso,
annichilito, annodato, annoiato, annonario, annoso, annuale, annullabile, annunciato, annuo, anomalo, anonimo, anoressico, anormale, ansante, ansimante, ansioso, antagonista, antartico, antecedente, anteriore, anterolaterale, anteromediale, anterosuperiore, antiabortista, antiaderente, antiaereo, antiage, antiasmatico, antiautoritario, antibatterico, antibiotico, antiborghese, anticalcare, anticanceroso, anticarro, anticastrista, anticellulite, anticipato, anticipatore, anticlericale, antico, anticomunista, anticoncezionale, anticonformista, anticongiunturale, anticonsumista, anticonvenzionale, anticorrosivo, anticorruzione, anticostituzionale, anticrimine, anticrisi, anticristiano, antidebito, antideficit, antidemocratico, antidepressivo, antidiluviano, antidoping, antidroga, antiestetico, antifascista, antifebbrile, antifurto, antigas, antigienico, antigovernativo, antigrasso, antiliberale, antillano, antimafia, antimeridiano, antimissile, antimissilistico, antimonioso, antinazionale, antincendio, antinfettivo, antinfiammatorio, antinflativo, antinflazionistico, antinfluenzale, antinquinamento, antintrusione, antinucleare, antinvecchiamento, antioccidentale, antiorario, antiossidante, antiparassitario, antipatico, antipellagroso, antipernicioso, antipioggia, antipode, antipopolare, antiproibizionista, antiproiettile, antiquario, antiquato, antiracket, antirazionale, antirecessivo, antireferendario, antireligioso, antiretorico, antireumatico, antirinculo, antirivoluzionario, antirock, antirughe, antirumore, antiscientifico, antiscippo, antisdrucciolevole, antisemita, antisindacale, antismog, antisociale, antisocialista, antisolare, antisommergibile, antispastico, antisportivo, antistante, antistress, antistupro, antiterrorismo, antiterroristico, antitetico, antitrust, antitumorale, antiusura, antivirale, antizanzare, antologico,
antropico, antropizzato, antropologico, antropometrico, antropomorfo, anulare, anziano, anziate,
aortico, apache, apatico, aperto, apicale, apocalittico, apocrifo, apolitico, apollineo, apologetico, apoplettico, apostolico, appagabile, appagante, appagato, appaltatore, appannato, apparecchiato, apparente, appariscente, appartato, appartenente, appassionante, appassionato, appassito, appellabile, appenninico, appesantito, appeso, appetibile, appetitoso, appianabile, appiattito, appiccicato, appiccicoso, applaudito, applicabile, applicativo, applicato, appoggiato, appollaiato, apportatore, apposito, appostato, apprensivo, apprezzabile, apprezzato, approfondito, appropriabile, appropriato, approssimativo, appuntito, apribile, aprioristico, aquilino, arabico, arabile, arabo, araldico, aranciato,
arancio, arancione, arbitrale, arbitrario, arboreo, arcadico, arcaico, arcano, archeologico, archetipico, archetipo, architettonico, archivistico, arciconsolare, arciducale, arcigno, arcinoto, arcivescovile, arcuato, ardeatino, ardente, ardimentoso, ardito, arduo, areale, arenario, arenoso, aretino, argentato, argenteo, argentifere, argentino, argilloso, argomentato, arguto, arido, arioso, aristocratico, aritmetico, armato, armatoriale, armeno, armonico, armonioso, aromatico, aromatizzato, arrabbiato, arredato, arrendevole, arreso, arrestabile, arrestato, arretrato, arricchito, arricciato, arrivato, arroccato, arrogante, arrossato, arrostito, arrosto, arrotolato, arrotondato, arruffato, arrugginito, artefatto, arterioso, artesiano, artico, articolare, articolato, artificiale, artificioso, artigianale, artigiano, artistico, arturiano, arzigogolato, arzillo, asburgico, ascellare, ascendente, ascensionale, ascetico, ascientifico, asciutto, ascoltabile, ascorbico, asessuale, asessuato, asettico, asfaltato, asfissiante, asfittico, asiatico, asimmetrico, asinino, asmatico, asociale, aspirante, asportabile, aspro, assassino, assatanato, assediato, assegnabile, assembleare, assennato, assente, asservito, assetato, assiale, assicurabile assicurativo assicurato assicuratore, assiderato, assiduo, assiepato, assillante, assimilabile, assiomatico, assistenziale, assistito, associativo, associato, assodato, assoggettabile, assolato, assolutistico, assoluto, assolutorio, assonnato, assopito, assorbente, assorbito, assordante, assortito, assorto, assunto, assurdo, astemio, astenico, asteroidale, astigiano, astioso, astrale, astratto, astringente, astrofisico, astrologico, astronautico, astronomico, astruso, astuto, atavico, ateistico, atemporale, ateniese, ateo, atlantico, atletico, atmosferico, atomico atomizzato, atonale, atonico, atriale, atro, atroce, attaccabile, attaccabrighe, attaccato, attempato, attendibile, attento, attenuato, atterrito, atteso, attestato, attiguo, attillato, attinente, attitudinale, attivabile, attivo, atto, attonito, attorcigliato, attraente, attrattivo, attratto, attrezzato, attribuibile, attuabile, attuale, attuariale, attuativo, attutito, audace, audio, audiovisivo, augurabile, augurale, augusto, aulico, aumentabile, aumentato, aureo, auricolare, aurifero, ausiliare, ausiliario, auspicabile, auspicato, austero, australe, australiano, austriaco, autarchico, autenticabile, autentico, autistico, autoadesivo, autobiografico, autocelebrativo, autocorrettivo, autocritico, autoctono, autodidattico, autodistruttivo, autofago, autofilotranviario, autogestito, autografo, autoimmune, autoimmunitario, autolivellante, automatico, automatizzato, automobilistico, automunito, autonomista, autonomo, autoptico, autopunitivo, autorevole, autoriale, autoritario, autorizzato, autostradale, autosufficiente, autunnale, avanzato, avariato, avaro, avido, avito, avorio, avulso, avvantaggiato, avveduto, avvelenato, avvenente, avveniristico, avventato, avventista, avventuroso, avvenuto, avverabile, avverbiale, avversario, avverso, avvertibile, avvezzo, avviato, avvicinabile, avvilente, avvilito, avvincente, avvinghiato, avvinto, avvolgente, avvolto, aziendale, azionabile, azionario, azotato, azzardato, azzardoso, azzeccato, azzimato, azzurrato, azzurro.

Aggettivi dalla A alla Z:
Aggettivi con la A
Aggettivi con la B
Aggettivi con la C
Aggettivi con la D
Aggettivi con la E
Aggettivi con la F
Aggettivi con la G
Aggettivi con la I
Aggettivi con la L
Aggettivi con la M
Aggettivi con la O
Aggettivi con la P
Aggettivi con la Q
Aggettivi con la R
Aggettivi con la S
Aggettivi con la T
Aggettivi con la U
Aggettivi con la V
Aggettivi con la Z

🔴 Aggettivi con la A
🟠 Animali con la A
🟡 Città con la A
🟢 Cose con la A
🔵 Frutta con la A
🟣 Mestieri con la A
🔴 Nomi maschili con la A
🟠 Nomi femminili con la A

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La storia di re Mida

Testo (a cura di): Alessia de Falco, Matteo Princivalle

La storia di re Mida

C’erano una volta due contadini che attraversavano un bosco per raggiungere i loro campi. Ad un certo punto intravidero una strana creatura addormentata ai piedi di un albero. Aveva le zampe da capra, coperte di pelo, la coda e due grosse corna da montone.
Era Sileno, un vecchio satiro. Sileno era stato il maestro del dio Dioniso, l’inventore del vino. Durante una festa si era ubriacato, era scappato dal palazzo del dio e dopo essersi perso si era addormentato nel bosco.
“Cosa facciamo?” chiese uno dei contadini.
“Non lo so. Se questo mostro si sveglia potrebbe attaccarci”.
“Potremmo ucciderlo”.
“Sei impazzito? E se fosse il servitore di qualche divinità? La sua vendetta cadrebbe su di noi”.
“E se lo portassimo da re Mida? Lui saprà cosa farne”.
“È una buona idea”.
“Leghiamolo stretto, così non potrà scappare né attaccarci”.
I contadini immobilizzarono il satiro con delle grosse funi, lo caricarono sul loro carretto e raggiunsero il palazzo del re, che li ricevette nel suo salone.
“Maestà, abbiamo trovato questo mostro nel bosco. Stava dormendo”.
“Perché l’avete disturbato?”
“Avevamo paura che si svegliasse e ci attaccasse”.
Re Mida si avvicinò alla creatura e si accorse che era un satiro.
“Ma questo è Sileno, il maestro del dio Dioniso. Slegatelo immediatamente”.
I contadini obbedirono e liberarono il satiro. Re Mida svegliò Sileno e lo accolse nel suo palazzo con tutti gli onori: per dieci giorni e dieci notti lo invitò ai suoi banchetti.
La mattina dell’undicesimo giorno, qualcuno bussò alle porte del palazzo.
“Chi è?” domandarono le guardie.
“Dioniso”.
Le guardie aprirono e si inchinarono al dio, poi lo condussero da re Mida.
“Sto cercando il mio satiro Sileno. Dieci giorni fa è scappato dal mio palazzo e l’ho cercato da Est a Ovest, senza trovarlo. Voi l’avete visto?”
Re Mida portò Dioniso nella sala dei banchetti: Sileno era lì, che mangiava, beveva e cantava. Il re lo riconsegnò al dio.
“Sono in debito con te, Mida”, disse il dio riconoscente. “Esprimi un desiderio e io lo esaudirò. Qualsiasi cosa”.
La cosa che re Mida desiderava più di tutte le altre era l’oro: trascorreva le sue giornate a contare le monete d’oro e i gioielli che possedeva e ne voleva sempre di più.
“Vorrei trasformare in oro tutto ciò che tocco”, disse re Mida. Era quello il suo desiderio. “Va bene” disse Dioniso, poi concesse al re questo potere e lasciò il palazzo insieme a Sileno.
Il re provò subito il suo nuovo potere: toccò un albero del suo giardino e questo si trasformò in oro. Provò con il pozzo e anche quello diventò d’oro massiccio. Re Mida provò a trasformare le case, le strade e le montagne: tutto ciò che toccava diventava d’oro. Per due giorni il re non fece altro che toccare tutto ciò che vedeva e il suo regno divenne il più ricco di tutti.
Il terzo giorno però, il re tornò a casa per mangiare; afferrò una grossa coscia d’agnello e quella … si trasformò in oro. Provò con una mela e diventò d’oro anche quella. Chiese a un servitore di dargli da mangiare, ma appena le sue labbra toccavano le pietanze, quelle diventavano d’oro, con il piatto e tutto il resto.
Il re scoppiò a piangere.
“Morirò di fame e di sete per la mia avidità”.
In quell’istante entrò nel salone sua figlia, la principessa. Vide il padre in lacrime e corse ad abbracciarlo, ma appena le sue braccia sfiorarono le spalle del re, anche la principessa si trasformò in una statua d’oro.
“Questa è una maledizione” disse re Mida, poi uscì dal palazzo e si mise in cammino per raggiungere il palazzo di Dioniso.
Quando arrivò al palazzo, chiese al dio di sciogliere l’incantesimo e di liberarlo da quel potere terribile.
“Sei sicuro?” domandò il dio. “Se scioglierò l’incantesimo non potrai più trasformare nulla”.
“Sono sicuro” rispose il dio.
“Vai al fiume che scorre qui vicino e immergiti. Il dio che vive nell’acqua laverà il tuo potere e tu tornerai come prima”.
Il re fece come aveva detto Dioniso: trovò il fiume e si immerse nell’acqua limpida e fredda. Il dio Pattolo, che viveva nel fiume, lavò via il suo potere. Da quel giorno, nascoste sul fondo del fiume, si possono trovare migliaia di pepite d’oro.
Re Mida tornò al palazzo e scoprì che tutto ciò che aveva trasformato in oro era tornato come prima, compresa sua figlia.
“Ti chiedo perdono” le disse abbracciandola, “sono stato uno sciocco; questa maledizione però mi ha insegnato che la ricchezza non porta nulla di buono. Ti prometto che da oggi governerò saggiamente”.
Re Mida mantenne fede alla sua promessa e il suo fu un regno felice.

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Tag: mito di Re Mida

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Il mito di Prometeo

Il mito di Prometeo

Testo (a cura di): Alessia de Falco, Matteo Princivalle

Prometeo ed Epimeteo. Dopo aver dato vita a tutte le creature viventi, Zeus incaricò il titano Epimeteo, fratello di Prometeo, di distribuire tra loro poteri e qualità, in modo che ognuno avesse qualcosa. E così, Epimeteo diede le zanne e gli artigli ai leoni, il veleno ai serpenti e agli insetti, le ali agli uccelli; ad alcuni animali diede quattro zampe veloci con cui scappar via, ai pesci la capacità di respirare sott’acqua e così via. Epimeteo continuò a distribuire poteri e qualità finché non furono terminati tutti.
Solo allora si accorse che aveva dimenticato l’uomo: senza armi né doti particolari, era totalmente indifeso e incapace di sopravvivere. Allora, Prometeo, rubò agli dei l’intelligenza e la memoria e le diede agli uomini. Questo gesto causò l’ira di Zeus, che odiava gli uomini e disprezzava il titano Prometeo per la gentilezza con cui li trattava.

Prometeo e il fuoco. Un tempo gli uomini partecipavano ai banchetti degli dei sull’Olimpo, durante i quali ricevevano la parte peggiore del cibo. Non appena toccò a Prometeo fare le parti, il titano lasciò agli uomini la carne migliore; agli dei, invece, lasciò le ossa e le interiora, dopo averle nascoste in una crosta di grasso dorato. Era un affronto troppo grande per Zeus, che pieno di collera tolse il fuoco agli uomini e li scacciò dall’Olimpo.
Senza il fuoco, gli uomini soffrivano il freddo ed erano costretti a nascondersi nelle caverne. Inoltre, la notte non potevano muoversi ed erano facili prede per le bestie selvatiche. Prometeo era tanto dispiaciuto per loro che decise di rubare il fuoco per restituirglielo. Così, salì sull’Olimpo di notte, mentre tutti gli dei dormivano; prese una torcia dal carro di Elio, la accese e la rubò, per restituirla agli uomini. Non appena Zeus si accorse del furto, decise di punire Prometeo per l’eternità: lo fece incatenare sulla cima di una montagna, completamente nudo. Ogni giorno, un’aquila piombava su di lui, gli squarciava il petto con i suoi artigli e gli divorava il fegato; la notte, ogni notte, la ferita si rimarginava.

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Tag: Prometeo e il fuoco, mito di Prometeo

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