Sapevi che il canto potenzia le difese immunitarie? Gli studiosi del Tenovus Cancer Care e del Royal College of Music hanno analizzato la saliva di un gruppo di coristi, scoprendo che dopo un’ora di esercizi canori il livello di cortisolo e di chitochine infiammatorie si erano abbassate. Allo stesso modo, il canto migliora l’umore.
Ma i benefici del canto non si fermano all’umore: cantando si apprendono meglio le lingue straniere. Lo hanno scoperto gli psicologi della University of West Ontario: chi apprende una canzone in lingua inglese migliora il suo vocabolario e, contemporaneamente, la sua pronuncia. Da decenni il canto viene utilizzato come approccio privilegiato per l’apprendimento delle lingue straniere nei primi anni di vita, con buone evidenze scientifiche.
Per concludere la nostra riflessione (con l’obiettivo di promuovere le pratiche canore nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria), c’è un’ultima evidenza scientifica: il canto corale si è rivelato un valido alleato della memoria, utile a combattere i sintomi della demenza.
L’estate può trasformarsi in un’occasione per introdurre i bambini al canto corale: i centri estivi e le colonie sono ambienti ideali per introdurre degli spazi dedicati al canto, così come le serate sulla spiaggia o in montagna. Se stai cercando degli spunti per realizzare un piccolo canzoniere per bambini, scopri le canzoni che abbiamo inserito nella sezione dedicata alle canzoni per bambini.
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Prima di cominciare, prova a rispondere a questa domanda: in due parole o meno, cosa vorresti per i tuoi figli?
La maggior parte dei genitori a cui è stato proposto questo quiz hanno risposto “felicità”, “stima di sé“, “gentilezza”, “salute”, “soddisfazione”, “altruismo”.
Adesso, una seconda domanda: in due parole o meno, cosa insegna la scuola ai tuoi figli?
La maggior parte dei genitori risponde “disciplina”, “problem solving“, “lettura e scrittura”, “matematica”.
Tra la risposta alla prima e alla seconda domanda c’è una certa discrepanza. Infatti, ciò che desideriamo per i nostri figli è prevalentemente il benessere. Questo, non è un valore chiave della scuola: per un secolo, la scuola è stata un’istituzione incentrata sul successo: verifiche da sostenere, esami da superare, buoni voti per entrare al meglio nel mondo del lavoro. In altre parole, la scuola è incentrata sulla realizzazione e sul raggiungimento di determinati obiettivi. E se fosse possibile un’altra scuola, in cui la realizzazione viene promossa accanto al benessere?
Allo stato attuale, il 20% degli studenti americani manifesta sintomi depressivi in età scolare: una percentuale dieci volte più alta di quello che accadeva cinquant’anni fa. In Italia la situazione non è dissimile: nonostante il benessere economico e i programmi scolastici molto ambiziosi, non siamo in grado di garantire il benessere alle nuove generazioni. Il motivo di questa situazione critica è ad oggi causa di dibattito: le ragioni non sono genetiche né ambientali; infatti, le popolazioni Amish, che abitano a pochi chilometri da Philadelphia(e respirano la stessa aria, calcano lo stesso suolo e mangiano gli stessi alimenti degli abitanti della Pennsylvania), mostrano un tasso di depressione dieci volte inferiore alla media americana. Quasi sicuramente, la ragione è legata alla modernità, alla tecnologia e al benessere.
La scuola, però, non può ignorare quest’emergenza: infatti, il benessere influenza in modo profondo l’apprendimento. Gli studenti che sperimentano emozioni positive prestano attenzione più a lungo e in modo più intenso; allo stesso modo, il benessere produce pensiero critico e pensiero creativo.
La soluzione, secondo noi, è l’educazione positiva: una disciplina recente che si fonda su alcuni punti chiave:
insegnare ai bambini e ai ragazzi a identificare i propri punti di forza;
insegnare a sfruttare quei punti di forza;
educare alla resilienza;
aiutare bambini e ragazzi a trovare un significato, uno scopo e degli obiettivi da perseguire.
Integrare l’educazione positiva nel curricolo tradizionale non è impossibile, ma soprattutto non significa rinunciare ai saperi – preziosi – della scuola. Trasmettere i saperi della nostra cultura è il punto di partenza: la felicità non può fondarsi sull’ignoranza.
Tuttavia, gli esperimenti di educazione positiva condotti in tutto il mondo, possono rassicurare: negli istituti che hanno adottato programmi di educazione positiva, accanto al morale degli studenti, anche le performance accademiche sono cresciute (staccando nettamente quelle delle scuole di controllo, che invece utilizzavano programmi tradizionali).
FONTI
Martin E. P. Seligman, Randal M. Ernstb, Jane Gillhamc, Karen Reivicha and Mark Linkins, Positive education: positive psychology and classroom interventions , Oxford Review of Education Vol. 35, No. 3, June 2009, pp. 293–311
Laghi italiani – In questo articolo troverete i nostri materiali e le schede didattiche sui laghi… Leggi tutto: I laghi italiani
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Abbiamo parlato in più di un’occasione dei benefici connessi con la natura e l’aria aperta. Recentemente, tutti gli studi in materia sono stati analizzati alla ricerca di un’associazione tra il tempo libero trascorso nella natura e il benessere percepito. L’analisi ha coinvolto un campione di quasi 20.000 partecipanti: un numero significativo. Rispetto a coloro che non trascorrevano tempo nella natura, coloro i quali passavano più di 120 minuti ogni settimana nella natura hanno riportato un grado di benessere percepito significativamente più alto. L’associazione natura-benessere raggiunge il suo picco massimo tra i 200 e i 300 minuti ogni settimana; tempi maggiori non producono un ulteriore aumento del benessere.
I ricercatori hanno evidenziato la necessità di condurre degli studi longitudinali su questo effetto, per scoprire se il beneficio del tempo trascorso nella natura sia paragonabile al beneficio prodotto dall’attività fisica e per poter stilare delle linee guida. Infatti, da quest’analisi è risultato che la natura, nella costruzione del benessere, giochi un ruolo importante, paragonabile a quello esercitato dall’attività fisica, dalla qualità del proprio lavoro e dalle condizioni socio-economiche dell’ambiente in cui si vive.
FONTI
Mathew P. White, Ian Alcock, James Grellier, Benedict W. Wheeler, Terry Hartig, Sara L. Warber, Angie Bone, Michael H. Depledge & Lora E. Fleming, Spending at least 120 minutes a week in nature is associated with good health and wellbeing, Scientific Reports volume 9, Article number: 7730 (2019), https://doi.org/10.1038/s41598-019-44097-3
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L’ottimismo è un fattore protettivo molto importante: le persone che coltivano uno stile di pensiero ottimistico reagiscono meglio alle difficoltà della vita e godono di una salute migliore. È importante comprendere l’importanza dell’ottimismo: questo è associato con la salute e con un funzionamento immunologico positivo. Uno studio del 2012 condotto da Julia Boehm e Laura Kubzansy ha scoprto che nella popolazione in salute, l’ottimismo era associato in modo consistente con un minor rischio di malattie cardiovascolari. L’ottimismo è stato individuato come il fattore di protezione più forte per ridurre il rischio di eventi cardiaci. Lo studio in questione si ferma all’associazione: ottimismo e salute cardiaca sono fattori che si presentano insieme; questo non significa che l’ottimismo sia la causa della buona salute. Potrebbero esserci altri fattori in gioco: ad esempio, il fatto che le persone ottimiste riescono a gestire lo stress e ad affrontare le sfide in modo migliore.
In ogni caso, riteniamo che sia molto importante promuovere l’ottimismo nei processi educativi; per farlo, vi proponiamo un piccolo esercizio di disegno e scrittura creativa.
Prendi un foglio di carta e piegalo a metà. Su un lato, rappresenta qualcosa di cui vai fiero e che ha cambiato la tua vita; sull’altra metà, rappresenta una sfida che stai affrontando. Sul retro delle due metà del foglio descrivi le immagini. Quando descriverai ciò di cui vai fiero, sottolinea il tuo contributo a quel risultato, il ruolo che hai svolto e che lo ha reso possibile (ad esempio: mi sono esercitato duramente ogni giorno). Quando descriverai la sfida che stai affrontando, prova a sottolineare gli aspetti sorprendenti o stimolanti di questa sfida: quali qualità dovrai mettere in gioco per superarla? Come diventeresti se dovessi avere successo?
Frequenza: una ripetizione Tecnica: disegno e scrittura creativa Dimensioni del foglio: A4
Ecco il nostro foglio dell’ottimismo (sul retro vanno descritte le illustrazioni seguendo le istruzioni):
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Il benessere non dipende esclusivamente dal fatto di provare emozioni positive; esistono altri fattori ugualmente importanti. Uno di questi è il coinvolgimento (engagement in inglese), che è il motore che ci alimenta e che ci da energia quando ci troviamo a fare qualcosa che ci interessa.
Il punto più alto del coinvolgimento è lo stato di flow, il flusso nel quale ci troviamo mentre facciamo qualcosa che ci assorbe totalmente: le persone che si trovano in uno stato di flow sono un tutt’uno con l’attività che stanno praticando e provano un senso di profondo benessere. Questo flusso è tipico dei musicisti mentre suonano, degli artisti visivi mentre creano, degli sportivi mentre si allenano e mentre si cimentano con una competizione, ma anche degli hobbisti mentre sono immersi nei loro lavori creativi.
Per prendere consapevolezza del coinvolgimento e della sua importanza, possiamo immaginarlo come una fonte di energia: è l’idea che ci ha guidato nella costruzione di questo esercizio creativo.
Pensa ad un momento della tua vita in cui ti sei sentita/o pieno di energia. Inventa un simbolo per descrivere quella sensazione: immagina che si tratti di una fonte di energia rinnovabile: la TUA fonte di energia personale.
Che cos’è che alimenta quella fonte di energia? Prova a rappresentarlo con un disegno.
Tecnica: libera
Dimensioni del foglio: A4 (consigliato)
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La buona comunicazione si costruisce a partire dalle piccole cose. Ad esempio: quando i tuoi bambini o il tuo partner ti danno una buona notizia come reagisci? Come rispondi? I ricercatori hanno analizzato un gran numero di casi alla ricerca di una regola e hanno scoperto che le nostre risposte alle buone notizie possono essere di quattro tipi diversi. Infatti, esistono quattro schemi di risposta:
ATTIVA e COSTRUTTIVA: una risposta entusiasta, incoraggiante, autentica e che fa trasparire il nostro supporto all’interlocutore.
ATTIVA e DISTRUTTIVA: una risposta con cui cerchiamo di monopolizzare la conversazione; spesso la risposta attiva e distruttiva sottolinea gli aspetti negativi e i possibili problemi che possono derivare dalla buona notizia;
PASSIVA e COSTRUTTIVA: una risposta priva di energia, in cui il nostro supporto verso l’interlocutore è minimo;
PASSIVA e DISTRUTTIVA: una risposta attraverso la quale ignoriamo il nostro interlocutore, facendogli capire che non siamo interessati a quello che ha da dirci.
Clicca qui per scaricare questo schema stampabile.
Facciamo un esempio: immaginiamo un bambino che torna a casa da scuola – perdonateci il luogo comune – con un compito svolto in modo impeccabile; supponiamo che abbia ricevuto una buona valutazione e che la annunci con gioia a uno dei suoi genitori. Ecco quattro possibili risposte:
ATTIVA e COSTRUTTIVA: “Hai fatto un ottimo lavoro; siamo davvero felici per te
ATTIVA e DISTRUTTIVA: “Hai fatto il tuo dovere. Dovresti prendere tutti voti come questo”.
PASSIVA e COSTRUTTIVA: “Bravo”.
PASSIVA e DISTRUTTIVA: “Scusa, sto cucinando”.
A te quale tra queste quattro risposte piacerebbe ricevere? La risposta che genera l’effetto migliore, in termini di benessere, qualità della relazione e conseguenze, è la risposta attiva e costruttiva.
L’educazione positiva ha individuato e testato un particolare esercizio per aiutare le persone a modificare il proprio schema di risposta: il suo nome è Active-Constructive Responding. Per mettere in pratica questo esercizio, dovrai memorizzare le caratteristiche di una risposta attiva e costruttiva: entusiasmo, autenticità, partecipazione e supporto. Adesso, aspetta una buona occasione per sperimentare questo stile di risposta: non appena ti si presenterà, prova a rispondere in modo attivo e costruttivo. Metti alla prova la risposta attiva e costruttiva in tre o quattro occasioni, poi domandati: come hanno reagito le persone di fronte alle tue nuove risposte? Come ti sei sentita/o a rispondere così?
Laghi italiani – In questo articolo troverete i nostri materiali e le schede didattiche sui laghi… Leggi tutto: I laghi italiani
Fonti: What Does a Wellbeing Orientation Mean in Mental Health Services? (2017). In M. Slade, L. Oades, & A. Jarden (Eds.), Wellbeing, Recovery and Mental Health (pp. 99-206). Cambridge: Cambridge University Press
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