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Sabrina

Sabrina è un nome femminile italiano.

SABRINA: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Sabrina di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

sabrina origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome SabrinaClicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME SABRINA

Sabrina è un nome di origine incerta, forse latina. Questo nome esiste fin dall’antichità, ma la sua diffusione è legata al film “Sabrina”, ispirato all’opera teatrale di Samuel Taylor e interpretata da Audrey Hepburn.

ONOMASTICO DEL NOME SABRINA

L’onomastico si festeggia il 29 gennaio, in memoria di Santa Sabrina.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Ambrogio è il bianco, mentre la sua pietra portafortuna è il Diamante.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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Fiocchi di neve di carta

I fiocchi di neve di carta sono un lavoretto semplice da realizzare e decisamente affascinante: la varietà infinita di motivi che puoi realizzare li rendono piuttosto versatili. Puoi utilizzarli sia come lavoretti di Natale che come lavoretti invernali: i bambini si divertiranno un sacco a inventare i loro personali fiocchi di neve.

FIOCCHI DI NEVE DI CARTA: ISTRUZIONI

Per realizzare i fiocchi di neve di carta ti basterà utilizzare:

  • un foglio di carta A4;
  • forbici;
  • penna, matita o pennarello.

Comincia piegando un margine del foglio verso il centro, così:

Con le forbici, taglia la striscia di carta in eccesso:

Piega a metà il triangolo di carta così ottenuto:

Sovrapponi i due lembi di carta, in modo da ottenere un triangolo, come puoi vedere in queste due foto:

Adesso piega l’angolo sinistro verso il basso:

Piega l’angolo destro sopra il sinistro:

Con un righello, traccia una linea in modo da pareggiare le estremità inferiori.

Taglia la carta in eccesso:

Adesso aiutandoti con la matita o con la penna, dovrai disegnare un motivo per il tuo fiocco di neve. Noi abbiamo provato con questo:

Ritaglia la carta seguendo le linee che hai tracciato. Dovresti ottenere un risultato simile a questo:

Aprendo il foglio di carta fino alle dimensioni originali, otterrai un bellissimo fiocco di neve di carta:

FIOCCHI DI NEVE DI CARTA: COME OTTENERE FIOCCHI DI NEVE DIVERSI

Perché questo lavoretto invernale è tanto meraviglioso? Semplice: partendo dalla stessa piegatura della carta, è possibile disegnare sul foglio tantissimi motivi diversi: a seconda di come ritaglierai il foglio nel passaggio finale, otterrai un fiocco diverso. Guarda:

fiocchi di neve di carta

Ecco alcuni motivi elaborati che abbiamo trovato in rete (la parte bianca del foglio è quella che dovrai scartare, mentre il fiocco si ottiene aprendo la parte colorata di nero):

fiocchi di neve di carta

Affascinante, vero?

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I PROPRI LIMITI E QUELLI DEGLI ALTRI

Giudicare gli altri non è solo inutile: è addirittura dannoso (per loro e per noi). Chi focalizza la sua attenzione sulla critica e sulla maldicenza, impedisce a se stesso di crescere. Immagina se un contadino, invece di bagnare i suoi ortaggi ed estirpare le erbacce che crescono nell’orto, trascorresse le sue giornate accanto all’orto di un vicino alla ricerca di qualche imperfezione da contestare. Tornando al suo orto, la sera, troverebbe le piante avvizzite e la terra infestata dalle erbacce.

Essere consapevoli di un unico limite presente all’interno di sé è più utile che esserlo di mille limiti di qualcun altro. Invece di criticare le persone e causando attriti e inquietudini nella loro vita, dovremmo praticare una percezione più pura di loro, e parlando degli altri, dovremmo parlare delle loro qualità“.
Dalai Lama

Per superare questa brutta abitudine, potresti provare con il gioco dei limiti. Concentrati sull’individuare un limite del tuo carattere: sei invidiosa/o? Ti fai vincere dalla fretta o dalla superficialità? Sei irascibile? Bene: individua un unico limite su cui lavorare. Per sette giorni, ogni volta che sarai sul punto di criticare qualcuno, pensa intensamente al tuo limite e prova a individuare una strategia per superarlo. Le prime volte la critica sarà automatica, ma col passare dei giorni diventerà più semplice troncarla sul nascere.
Dopo i primi sette giorni, sperimenta questo gioco per altri sette, poi passa ad un altro limite. Potresti proporre il gioco anche ai bambini: proprio da loro potresti ricevere degli spunti inaspettati.

FONTI

Dalai Lama, La via della tranquillità, Rizzoli, 2000 (ed. originale 1998)

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“ODIO IL CELLULARE DELLA MAMMA”

Cosa succede quando in un tema in classe un alunno scrive che detesta gli smartphone perché i suoi genitori sono sempre al cellulare? È accaduto in una scuola primaria della Louisiana, negli Stati Uniti. La traccia era particolare: “Descrivi un’invenzione che non ti piace”. Ben 4 bambini della classe hanno indicato lo smartphone come invenzione terribile. La cosa non sorprende.

Questo fatto, che si accosta alla protesta di un gruppo di bimbi tedeschi contro gli smartphone dei genitori, ci invita a considerare il problema della tecnologia sotto una luce diversa: spesso parliamo dei fenomeni di dipendenza nei bambini e nei ragazzi. Ma cosa dovremmo dire dei genitori?

Cominciamo con una considerazione: per i bambini la tecnologia è un ripiego. Se c’è un adulto disponibile ad ascoltarli o a giocare con loro, saranno naturalmente propensi a scegliere l’adulto. Lo smartphone viene dopo: è una reazione alla solitudine; se vivi con dei genitori che trascorrono la loro giornata dietro uno schermo, è inevitabile che finisca per farlo anche tu.

Se riusciamo a costruire una routine condivisa e soddisfacente, lo smartphone resterà nel cassetto. Le nostre armi migliori per combattere questi dispositivi “diabolici” sono i giochi in scatola, i racconti e perfino gli indovinelli. Abbiamo tante possibilità di trascorrere il tempo veramente in compagnia. Non barrichiamoci dietro una chat o un social network: i nostri bambini hanno bisogno di noi.

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I NONNI: UN TESORO PREZIOSO PER I LORO NIPOTINI

La famiglia non è composta esclusivamente da mamma e papà: i nonni (ma anche zii e cugini) sono portatori di un bagaglio emotivo e educativo inestimabile. Purtroppo, le nostre vite e la modernità hanno allentato i rapporti familiari e questo è un dramma che dovremmo cercare di contrastare.
Ma perché i nonni sono tanto importanti? Ecco qualche spunto di riflessione su queste figure:

  • punti di vista diversi: i nonni, grazie al grado di coinvolgimento emotivo differente da quello di mamma e papà, sono capaci di guardare ai propri nipoti con occhi diversi;
  • gioia e pazienza: i nonni, solitamente, hanno meno impegni dei genitori e dedicano con gioia il proprio tempo ai nipoti, impiegandolo per giocare o raccontare la loro vita e le loro fiabe preferite;
  • presenza educativa: dai racconti dei loro tempi al temperamento indulgente, i nonni sono un punto di riferimento educativo molto prezioso. I loro insegnamenti sono diversi da quelli della scuola e della famiglia, ma arricchiscono ugualmente l’anima dei più piccoli.

Insomma, queste figure non si sostituiscono a mamma e papà (né dovrebbero farlo); tuttavia, proprio come la scuola e le altre agenzie educative, anche i nonni possono lasciare dei ricordi positivi e indelebili nell’anima dei propri nipotini: ecco perché la relazione con i nonni è tanto preziosa, al punto che andrebbe coltivata come un tesoro.

Naturalmente, è impossibile generalizzare: ci sono nonni e nonni, proprio come ci sono genitori e genitori. Qualcuno sarà più predisposto al contatto emotivo con i nipotini, qualcun altro invece sarà più restio. Esiste un libricino simpatico, intitolato “Essere nonni” (Red!, 2016), che ci viene in aiuto con giochi, ricette e attività “per vivere con gioia accanto a un nipotino“; potete acquistarlo qui

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LA GIUSTA DISTANZA EMOTIVA

Nel vedere un amico commettere uno sbaglio, devi consigliarlo con sincerità e guidarlo con buone intenzioni, ma se lui davvero non ti ascolta, allora basta, non dire più nulla, poiché non ti devi umiliare“.
Yu Dan

Questo pensiero, che trae le mosse dai Dialoghi di Confucio, entra di buon diritto tra gli spunti da affrontare se decidiamo di iniziare un percorso legato all’educazione emotiva e alla consapevolezza di sé. L’idea di fondo è quella che esista una giusta distanza emotiva che andrebbe sempre mantenuta, non solo sul lavoro, ma anche con i propri amici e con i propri cari. L’esempio che viene portato più spesso è quello dei porcospini di Schopenauer.

Il noto filosofo, infatti, raccontò la storia di due porcospini che durante l’inverno avevano deciso di abitare nella stessa tana, in modo tale da aiutarsi e da superare meglio i rigori dell’inverno. Tuttavia, i porcospini non capivano a quanta distanza si dovessero posizionare: se si abbracciavano, si ferivano con gli aculei dell’amico; al contrario, se si allontanavano troppo il freddo tormentava i due animaletti. Per qualche tempo, la vita dei porcospini fu un vero tormento: continuavano ad avvicinarsi e allontanarsi tra loro. Poi, finalmente, trovarono la giusta distanza per stare al calduccio senza ferirsi.

FONTI

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