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PERCHE’ AI BAMBINI PIACCIONO TANTO GLI INDOVINELLI?

Perché ai bambini piacciono tanto gli indovinelli?

A occhio e croce, direi,” sostiene Gianni Rodari “perché essi rappresentano la forma concentrata, quasi emblematica, della loro esperienza di conquista della realtà. Per un bambino il mondo è pieno di oggetti misteriosi, di avvenimenti incomprensibili, di figure indecifrabili. La loro stessa presenza nel mondo è un mistero da chiarire, un indovinello da risolvere, girandogli attorno con domande dirette o indirette. La conoscenza avviene, spesso, in forma di sorpresa“.

L’indovinello non è semplicemente un passatempo infantile: “in queste sfide s’irrobustisce il senso di sicurezza del bambino, la sua capacità di crescere, il suo piacere di esistere e di conoscere“. L’indovinello, a ben pensarci, è una prima forma di amore per la scoperta e della conoscenza. È una prima forma di intrattenimento culturale per i bambini, attraverso il mezzo della parola e delle sue sfumature.

Questa considerazione ci porta alla necessità di analizzare l’indovinello fin dalla sua costruzione. A questo proposito, ti suggeriamo di leggere la guida su come si costruisce un indovinello. Se invece stai cercando una raccolta di indovinelli, ti suggeriamo di leggere la nostra pagina degli indovinelli.

FONTI

G. Rodari, Grammatica della fantasia, introduzione all’arte di inventare storie, Einaudi, 2010 (ed. originale 1980)

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COME SI COSTRUISCE UN INDOVINELLO

La costruzione di un indovinello è un esercizio di logica o di immaginazione? Probabilmente tutte e due le cose insieme“.
Gianni Rodari

Nella sua “Grammatica della fantasia” Rodari ha dedicato un capitolo proprio alla costruzione degli indovinelli: processo divertente tanto quanto la loro soluzione. Inventare un indovinello può sembrare una cosa banale (o, al contrario, un’impresa impossibile), ma tutti noi possiamo farlo: dobbiamo imparare a giocare con le parole.
Il beneficio che si ricava da questa attività è la capacità di scomporre e ricomporre le parole, i suoni e i significati della nostra lingua secondo una logica ben precisa.

Ecco come procedere, secondo la regola individuata da Gianni Rodari:

  • straniamento: dopo aver scelto un oggetto, si deve descrivere come se fosse la prima volta che lo si vede (ad esempio, di una matita diremo che è un bastoncino di legno a forma di cilindro, che termina con una punta scura; questa, può lasciare un segno nero se la facciamo scorrere su una superficie bianca);
  • comparazione e associazione: si sceglie un elemento della descrizione fatta nel primo passaggio e si individua una associazione (ad esempio, la superficie bianca del foglio può diventare un campo bianco, o un campo innevato);
  • terza operazione: si individua la metafora che costruirà l’indovinello (su un campo bianco traccia un sentiero nero);
  • quarta operazione (opzionale): aggiustare l’indovinello in versi o in rima.

Prova anche tu ad inventare il tuo indovinello: questo esercizio si può sperimentare mentre aspettiamo il nostro turno dal dottore, al ristorante e perfino in classe. Se stai cercando qualche modello a cui ispirarti, scopri la nostra pagina degli indovinelli. Una precisazione: gli indovinelli di cui parla Rodari sono gli indovinelli basati su metafore; sono ben diversi dagli indovinelli logici e dagli enigmi.

FONTI

G. Rodari, Grammatica della fantasia, introduzione all’arte di inventare storie, Einaudi, 2010 (ed. originale 1980)

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Sabrina

Sabrina è un nome femminile italiano.

SABRINA: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Sabrina di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

sabrina origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome SabrinaClicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME SABRINA

Sabrina è un nome di origine incerta, forse latina. Questo nome esiste fin dall’antichità, ma la sua diffusione è legata al film “Sabrina”, ispirato all’opera teatrale di Samuel Taylor e interpretata da Audrey Hepburn.

ONOMASTICO DEL NOME SABRINA

L’onomastico si festeggia il 29 gennaio, in memoria di Santa Sabrina.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Ambrogio è il bianco, mentre la sua pietra portafortuna è il Diamante.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

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Fiocchi di neve di carta

I fiocchi di neve di carta sono un lavoretto semplice da realizzare e decisamente affascinante: la varietà infinita di motivi che puoi realizzare li rendono piuttosto versatili. Puoi utilizzarli sia come lavoretti di Natale che come lavoretti invernali: i bambini si divertiranno un sacco a inventare i loro personali fiocchi di neve.

FIOCCHI DI NEVE DI CARTA: ISTRUZIONI

Per realizzare i fiocchi di neve di carta ti basterà utilizzare:

  • un foglio di carta A4;
  • forbici;
  • penna, matita o pennarello.

Comincia piegando un margine del foglio verso il centro, così:

Con le forbici, taglia la striscia di carta in eccesso:

Piega a metà il triangolo di carta così ottenuto:

Sovrapponi i due lembi di carta, in modo da ottenere un triangolo, come puoi vedere in queste due foto:

Adesso piega l’angolo sinistro verso il basso:

Piega l’angolo destro sopra il sinistro:

Con un righello, traccia una linea in modo da pareggiare le estremità inferiori.

Taglia la carta in eccesso:

Adesso aiutandoti con la matita o con la penna, dovrai disegnare un motivo per il tuo fiocco di neve. Noi abbiamo provato con questo:

Ritaglia la carta seguendo le linee che hai tracciato. Dovresti ottenere un risultato simile a questo:

Aprendo il foglio di carta fino alle dimensioni originali, otterrai un bellissimo fiocco di neve di carta:

FIOCCHI DI NEVE DI CARTA: COME OTTENERE FIOCCHI DI NEVE DIVERSI

Perché questo lavoretto invernale è tanto meraviglioso? Semplice: partendo dalla stessa piegatura della carta, è possibile disegnare sul foglio tantissimi motivi diversi: a seconda di come ritaglierai il foglio nel passaggio finale, otterrai un fiocco diverso. Guarda:

fiocchi di neve di carta

Ecco alcuni motivi elaborati che abbiamo trovato in rete (la parte bianca del foglio è quella che dovrai scartare, mentre il fiocco si ottiene aprendo la parte colorata di nero):

fiocchi di neve di carta

Affascinante, vero?

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I PROPRI LIMITI E QUELLI DEGLI ALTRI

Giudicare gli altri non è solo inutile: è addirittura dannoso (per loro e per noi). Chi focalizza la sua attenzione sulla critica e sulla maldicenza, impedisce a se stesso di crescere. Immagina se un contadino, invece di bagnare i suoi ortaggi ed estirpare le erbacce che crescono nell’orto, trascorresse le sue giornate accanto all’orto di un vicino alla ricerca di qualche imperfezione da contestare. Tornando al suo orto, la sera, troverebbe le piante avvizzite e la terra infestata dalle erbacce.

Essere consapevoli di un unico limite presente all’interno di sé è più utile che esserlo di mille limiti di qualcun altro. Invece di criticare le persone e causando attriti e inquietudini nella loro vita, dovremmo praticare una percezione più pura di loro, e parlando degli altri, dovremmo parlare delle loro qualità“.
Dalai Lama

Per superare questa brutta abitudine, potresti provare con il gioco dei limiti. Concentrati sull’individuare un limite del tuo carattere: sei invidiosa/o? Ti fai vincere dalla fretta o dalla superficialità? Sei irascibile? Bene: individua un unico limite su cui lavorare. Per sette giorni, ogni volta che sarai sul punto di criticare qualcuno, pensa intensamente al tuo limite e prova a individuare una strategia per superarlo. Le prime volte la critica sarà automatica, ma col passare dei giorni diventerà più semplice troncarla sul nascere.
Dopo i primi sette giorni, sperimenta questo gioco per altri sette, poi passa ad un altro limite. Potresti proporre il gioco anche ai bambini: proprio da loro potresti ricevere degli spunti inaspettati.

FONTI

Dalai Lama, La via della tranquillità, Rizzoli, 2000 (ed. originale 1998)

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“ODIO IL CELLULARE DELLA MAMMA”

Cosa succede quando in un tema in classe un alunno scrive che detesta gli smartphone perché i suoi genitori sono sempre al cellulare? È accaduto in una scuola primaria della Louisiana, negli Stati Uniti. La traccia era particolare: “Descrivi un’invenzione che non ti piace”. Ben 4 bambini della classe hanno indicato lo smartphone come invenzione terribile. La cosa non sorprende.

Questo fatto, che si accosta alla protesta di un gruppo di bimbi tedeschi contro gli smartphone dei genitori, ci invita a considerare il problema della tecnologia sotto una luce diversa: spesso parliamo dei fenomeni di dipendenza nei bambini e nei ragazzi. Ma cosa dovremmo dire dei genitori?

Cominciamo con una considerazione: per i bambini la tecnologia è un ripiego. Se c’è un adulto disponibile ad ascoltarli o a giocare con loro, saranno naturalmente propensi a scegliere l’adulto. Lo smartphone viene dopo: è una reazione alla solitudine; se vivi con dei genitori che trascorrono la loro giornata dietro uno schermo, è inevitabile che finisca per farlo anche tu.

Se riusciamo a costruire una routine condivisa e soddisfacente, lo smartphone resterà nel cassetto. Le nostre armi migliori per combattere questi dispositivi “diabolici” sono i giochi in scatola, i racconti e perfino gli indovinelli. Abbiamo tante possibilità di trascorrere il tempo veramente in compagnia. Non barrichiamoci dietro una chat o un social network: i nostri bambini hanno bisogno di noi.

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