Blog

Filastrocche dei mesi

Imparare è semplice se utilizziamo le rime delle filastrocche. In questo articolo puoi trovare alcune tra le più belle filastrocche dei mesi dell’anno (quasi tutte con una versione illustrata da stampare e colorare). Dai un’occhiata anche alle filastrocche dei giorni della settimana.

Filastrocca dei mesi

Gennaio mette ai monti la parrucca.
Febbraio grandi e piccoli imbacucca.
Marzo libera il sol di prigionia.
April di bei colori orna la via.
Maggio vive tra musiche di uccelli.
Giugno ama i frutti appesi ai ramoscelli.
Luglio falcia le messi al solleone.
Agosto, afoso, ansando le ripone.
Settembre i dolci grappoli arrubina.
Ottobre di vendemmia empie le tina.
Novembre ammucchia foglie morte in terra.
Dicembre ammazza l’anno e lo sotterra.

Di questa filastrocca è disponibile anche la versione illustrata, da stampare a colori o in bianco e nero. Clicca qui per scaricare la scheda di “Gennaio mette ai monti la parrucca”.

TRENTA DÌ CONTA NOVEMBRE

Filastrocca popolare

Trenta dì conta novembre
con april, giugno e settembre.
Di ventotto ce n’è uno,
tutti gli altri ne han trentuno.

Di questa filastrocca è disponibile anche la versione illustrata, da stampare a colori o in bianco e nero. Clicca qui per scaricare la scheda di “Trenta dì conta novembre”.

NOVEMBRE
Alessia de Falco e Matteo Princivalle
Novembre è arrivato.
Che cosa ha portato?
Pioggia, nebbia e vento.
E per chi non è contento?
Kiwi e zucche in quantità.
Che delizia, che bontà!

DICEMBRE
Alessia de Falco e Matteo Princivalle
Dicembre è arrivato
che cosa ha portato?
Vento, gelo e oscurità.
Sai che bella novità!
E anche il Natale.
Ma allora è speciale!

Scoprite anche:
🌞 Filastrocche del buongiorno
😴 Filastrocche della buonanotte
Filastrocche sui giorni della settimana
📆 Filastrocche sui mesi
🕰️ Filastrocche sul tempo
💐 Filastrocche sulle 4 stagioni

TORNA A:

Tag: filastrocche dei mesi, filastrocca dei mesi, filastrocche dei mesi per bambini, filastrocche dei mesi dell’anno

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Il gioco dei quattro cantoni

gioco dei quattro cantoni

Il gioco dei quattro cantoni è uno tra i più classici giochi di una volta all’aria aperta. Si può giocare all’aperto, in un prato o in un piazzale, ma anche in un grande salone.

IL GIOCO DEI QUATTRO CANTONI

Giocatori: 5 giocatori
Età: dai 6 anni in su
Ruoli: animatore (adulto)
Regole:

  • Per cominciare si prepara il campo di forma quadrata, collocando 4 birilli (ma potrebbero essere grossi sassi, bandiere, stracci o qualsiasi altra cosa) nei quattro angoli;
  • Quattro bambini si collocheranno nei quattro angoli, mentre il quinto si posizionerà al centro;
  • Al via, i bambini devono in senso orario dal loro cantone a quello successivo; il bambino al centro dovrà cercare di raggiungere uno dei cantoni prima degli altri. Se ci riesce, il giocatore rimasto senza cantone si metterà al centro e il gioco ricomincerà da capo, mentre se non ci riesce, sarà lui a tornare al centro;
  • Per rendere il gioco più divertente e movimentato, dopo un paio di scambi si potrà invertire il senso di rotazione, o introdurre gli scambi in diagonale.

Il gioco dei quattro cantoni è un classico gioco di movimento, che premia da un lato la velocità nella corsa, mentre dall’altro insegna ai bambini a studiare i movimenti dei coetanei, alla ricerca di un loro punto debole. In altre parole, dietro un semplice gioco infantile si nascondono una varietà di apprendimenti motori e strategici di non poco conto. Ecco perché, come tutti i giochi di una volta, anche questo andrebbe tutelato e dichiarato “Patrimonio dell’Infanzia”.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

ORIGAMI FARFALLA

L’origami farfalla presenta un livello di difficoltà simile a quello dell’origami rana (con cui condivide anche molte delle piegature): si tratta di un origami di difficoltà intermedia, adatto a tutti colori che si stanno appassionando a quest’arte straordinaria. Se sei alle primissime armi, ti consigliamo di sperimentare prima gli origami facili.

ORIGAMI FARFALLA: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, assicurati di utilizzare dei fogli di carta per origami. La carta origami è di forma quadrata (solitamente 10×10 cm o 15×15 cm) e bicolore, ovvero le due facce del foglio hanno colori diversi; questo ti permetterà di ottenere effetti cromatici interessanti, ma anche di verificare le piegature in modo più semplice. Noi ti consigliamo di utilizzare questa carta per origami.

Si comincia piegando il foglio di carta da origami in quattro, lungo la metà dei lati.

A questo punto si piega il foglio anche lungo le diagonali. Assicurati di piegare per bene il foglio da entrambi i lati.

Adesso dovrai piegare il foglio per ottenere un triangolo: per riuscirci,

Adesso piega l’angolo sinistro e quello destro verso il centro, come nella foto:

Adesso gira la figura dall’altra parte e piega l’angolo inferiore verso l’alto, come nelle due foto seguenti:

Gira nuovamente la figura e piegala a metà. Dovresti ottenere un triangolo come questo:

Per finire, aprite la figura: comincerete ad intravedere le ali della farfalla. Potete piegarle leggermente nella parte interna (come abbiamo fatto noi) per ottenere una forma più simile a quella di una vera farfalla.

Ed ecco finito anche questo origami! Semplice, vero?

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Mia

Mia è un nome femminile italiano.

MIA: SCHEDA DEL NOME

Questa è la scheda del nome Mia di Portale Bambini; una simpatica scheda stampabile in cui puoi trovare un riepilogo di tutte le principali informazioni legate a questo nome:

mia origine significato nome onomastico

Vuoi stampare la scheda del nome MiaClicca qui.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEL NOME MIA

Mia è una forma del nome Maria tipica delle lingue di origine germanica o frisona. Il nome Maria discende dal nome ebraico “Miriam”. Questo nome  deriva dalla parola egizia “Mry”, che significa amore.

ONOMASTICO DEL NOME MIRIAM

Il nome Mia è adespota. L’onomastico si può festeggiare il 1 novembre, giorno di Ognissanti.

CURIOSITÀ

Il colore legato al nome Mia è il verde, mentre la pietra portafortuna è l’Ametista.

SCOPRI I LIBRI DEI NOMI DI PORTALE BAMBINI

Questa scheda fa parte del progetto “Libro dei nomi” di Portale Bambini: una raccolta open source di nomi maschili e femminili completi delle loro schede illustrate da stampare. Ci auguriamo che queste schede possano essere donate a migliaia di bambini, aiutandoli a non dimenticare le proprie radici. Il diritto al nome (e alla conoscenza di esso), infatti, è incluso tra i diritti fondamentali dei bambini.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

La lentezza è un diritto fondamentale dei bambini

Oggi ti proponiamo una pillola di lentezza. La lentezza fa bene, specialmente ai bambini: li aiuta a vivere sereni combatte ansia e stress, nemici del nostro mondo e portatori – reali – di malattia.

Tra i peggiori nemici della lentezza c’è la frenesia del mattino: casa-scuola-lavoro diventano una sorta di slalom olimpionico. Lo spunto da cui vogliamo partire è la “Lettera ai genitori per l’inizio della scuola” di Alberto Pellai. Questa lettra, tra i vari spunti che offre, parla anche di una gestione diversa del tempo mattutino:

“Al mattino, se possibile, rallentiamo le corse. A volte mi sembra di essere il vostro portachiavi. Mi svegliate, mi alzate, mi vestite, mi colazionate, mi lavate i denti, mi buttate sulla macchina. E l’unica frase che riuscite a dire è: Corri che è tardi. Possiamo rallentare un po’? Altrimenti al mattino sono così stressato, che tra qualche settimana comincerò ad avere mal di pancia o qualche altro disturbo psicosomatico.

È bello svegliarsi al mattino con i volti dei tuoi genitori che sorridono. Con una bella canzoncina. Con una carezza sulla testa. Ma anche con la televisione spenta. Con i vostri cellulari ancora sconnessi. Così abbiamo il tempo di dirci buongiorno. Poi magari vi racconto che ho un po’ di “ansietta” perché a scuola non so bene che cosa mi aspetta. Allora voi mi guardate negli occhi e mi fate un sorriso. Poi magari papà mi dice anche una barzelletta. E mamma mi fa un massaggino sulla pancia. E io, non so dirvi perché, comincio subito a stare meglio. E l’ansia scompare. E mi viene da ridere. E ho voglia di uscire di casa insieme a voi”.

Queste considerazioni ci hanno fatto riflettere sulle parole che scambiavamo con una lettrice, a proposito di penna rossa (ovvero critica dell’errore) e penna verde (ovvero pratica costruttiva). Viviamo in un mondo capacissimo di criticare, ma perlopiù incapace di offrire soluzioni concrete, per migliorare la vita. Alberto Pellai, in poche righe, è riuscito a sfumare il rosso nel verde: ha analizzato il problema della fretta mattutina e poco dopo ha offerto un’alternativa.

Sarebbe bello che tutte le famiglie si svegliassero con il sorriso. Per riuscirci, è sufficiente puntare la sveglia un quarto d’ora prima e anticipare di un poco il momento della nanna! Prova anche tu.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

IL VALORE INESTIMABILE DEGLI ORTI DIDATTICI

orto didattico

Sono sempre di più le scuole che decidono di allestire un orto didattico. Il Trentino, per fare un esempio, ha approvato lo scorso anno un provvedimento per attrezzare ciascuna scuola con un orto didattico. Ma anche le grandi città non sono da meno: a Milano, per fare un esempio, troviamo un gran numero di orti urbani, tradizione pluridecennale della metropoli, e sono tante le scuole che portano avanti una fiera tradizione “orticola”.

Ma quali sono i benefici che un orto didattico può portare ai ragazzi che lo frequentano? Eccone sei:

  • Insegna a riconoscere e classificare frutti ed ortaggi, in perfetta sinergia con i programmi disciplinari scientifici;
  • Insegna ad agire in modo preciso e organizzato, seguendo un programma scientifico e rispettando i principi logici di un metodo scientifico;
  • Insegna a rispettare i tempi della natura, tempi che hanno scandito la vita dei nostri nonni e che la scienza sta rivelando essere ritmi estremamente salutari;
  • Insegna a vivere la poesia e la magia della natura, capaci di suscitare la meraviglia e lo stupore; queste sensazioni potranno essere rielaborate, in seguito, attraverso il linguaggio o attraverso l’arte;
  • Insegna che il movimento e la fatica producono frutti incredibilmente saporiti;
  • Insegna che la responsabilità e la costanza sono una condizione essenziale per mettere a frutto il proprio lavoro.

Questi sono, a nostro avviso, i grandi benefici che le attività all’interno di un orto didattico possono portare a bambini e ragazzi. L’orto didattico si inserisce all’interno di quelle attività e quei progetti volti a rispettare i diritti naturali dei bambini, ovvero quei diritti legati alla crescita in un contesto che presenti stimoli naturali e tempi simili a quelli della natura.

Fino a qualche anno fa, la scelta di vivere la natura era legata a convinzioni pedagogiche e alle osservazioni personali dei singoli educatori/insegnanti. Oggi, invece, la scienza ha dimostrato che stare a contatto con la natura è in grado di ridurre lo stress e di migliorare lo stato di salute e l’umore. La prova è il programma “Nature Prescription” organizzato dal servizio sanitario britannico: i medici che vi aderiscono raccomandano ai propri pazienti attività immersi nella natura come terapia. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.