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L’Albero della Famiglia Fiorellina

“Una rondine non fa primavera, ma due upupe innamorate, due leprotti in un cespuglio, una cutrettola che corre sulla strada, due scoiattoli che si arrampicano tra i rami di un abete, sì. Se poi avvistiamo un rumoroso calabrone, una farfalla che si chiama Arcia, un lombrico, se sentiamo il canto di un cardellino, è primavera anche se il giorno dopo nevica”.
Mario Rigoni Stern

COME SI REALIZZA L’ALBERO DELLA FAMIGLIA FIORELLINA

Cosa ti serve:

  • foglio di carta A3 o cartoncino azzurro per lo sfondo
  • pennarelli
  • fogli bianchi
  • colla
  • forbici

Come si fa:

  • disegna sul foglio di carta A3 o sul cartoncino azzurro il tronco e i rami di un albero: dovranno essere abbastanza grandi da ospitare tanti fiorellini; se hai a disposizione carta o cartoncino bianco per lo sfondo, puoi colorarlo con la tempera azzurra
  • disegna tanti fiori di diverse dimensioni e colori: puoi ispirarti alle foto degli alberi primaverili, alla pittura impressionista, ma anche ad altre correnti artistiche (hai mai pensato a come potrebbe essere uno spigoloso fiore cubista?)
  • taglia i fiori e incollali sull’Albero: dopo un po’ di lavoro, potrai ammirare l’Albero della Famiglia Fiorellina

Ecco una foto per ispirarti:

PERCHÉ COSTRUIRE L’ALBERO DELLA FAMIGLIA FIORELLINA

Oltre a costituire un allenamento per lo sviluppo oculo-manuale, l’Albero della Famiglia Fiorellina è un po’ la rappresentazione artistica di un motto che ci sta molto a cuore: “L’unione fa la forza”. Questo lavoro costituisce un ottimo esercizio di team-building: l’ideale è realizzarlo insieme ad un gruppo di bambini, o, a casa, coinvolgendo tutta la famiglia.

Spesso sottovalutiamo il contributo che ciascuno di noi può fornire nel raggiungimento di un obiettivo comune. In realtà, tanti piccoli sforzi portano al successo globale, così come tanti piccoli fiori alla fine si trasformano nell’esplosione di colori che la Primavera ci porta.

Il messaggio di questo colorato laboratorio è molto semplice: il lavoro di squadra ci aiuta a conquistare la meta che ci siamo prefissati. Tuttavia, perchè ciò avvenga, serve essere consapevoli dell’importanza di ciascuno (con i suoi talenti e le sue specificità) e, contemporaneamente, della preziosa collaborazione di tutti.

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Abbiamo scritto di recente alcune guide a proposito della Primavera: scoprile, e utilizzale come spunti creativi per i tuoi prossimi laboratori.

Ecco da cosa potresti cominciare:

FONTI

Il laboratorio è ispirato a un lavoro che la Maestra Ami ha realizzato con la sua classe della scuola primaria.

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Il poster della pioggia

La fantasia è un posto dove ci piove dentro …
Italo Calvino

COME SI REALIZZA UN POSTER DELLA PIOGGIA

Cosa ti serve:

  • foglio di carta o cartoncino
  • nastro da pacchi azzurro o strisce di carta stagnola
  • colla
  • forbici
  • pennarelli

Come si fa:

  • Per prima cosa prepara la sagoma dell’ombrello sul foglio: puoi disegnarla a mano libera, oppure, cercare un cartamodello stampabile in rete.
  • Colora l’ombrello come più ti piace; ultimato il lavoro ritaglialo e mettilo da parte.
  • Procedi ora a preparare lo sfondo: puoi usare un foglio bianco o colorarlo di grigio o azzurrino chiaro.
  • Per personalizzare lo sfondo, applica dei pezzetti di nastro da pacchi o stagnola: rappresenteranno le gocce di pioggia che scendono.
  • Se vuoi arricchire lo sfondo, puoi incollare delle nuvole di carta o di ovatta.
  • Per concludere, incolla l’ombrello: se hai scelto un modello tridimensionale, dovrai piegare gli spicchi ed incollarne una sola faccia.

Ecco qualche foto del laboratorio:

FONTE

Il laboratorio è ispirato a un lavoro che la Maestra Ami ha fatto con i suoi bimbi della classe terza (scuola primaria), tratto dal sito krokotak.com, vera e propria risorsa per tutti i creativi.

COACHING CREATIVO: PERCHÉ COSTRUIRE UN POSTER DELLA PIOGGIA

Ritagliare, colorare, incollare sono attività importanti per lo sviluppo oculo-manuale. Il poster della pioggia permette di allenarci in tal senso e, contemporaneamente, ci offre uno spunto di riflessione non banale: il nostro ombrello colorato, anche in una giornata di pioggia, porta allegria. Non fermiamoci alle apparenze, non snobbiamo una giornata di maltempo: se il colore è dentro di noi, nulla potrà fermarci.

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Abbiamo scritto tante guide a proposito della pioggia; scoprile, e utilizzale come spunti creativi per i  tuoi prossimi laboratori. Ecco da cosa potresti cominciare:

 

Buon divertimento!

 

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L’uso dei colori nei disegni dei bambini

La nostra musa più potente è il bambino che è in noi.

Stephen Nachmanovitch

L’impulso a creare e ad usare i colori dei bambini se lasciato fluire senza giudizio o limitazioni di sorta è completamente naturale. Il desiderio di lasciare segni, tracce è insito in ogni essere umano, insieme a quello di dar voce a ciò che sta dentro di lui, che sente il bisogno di essere espresso.

Il bambino è attratto spontaneamente dal colore, fin dai primi mesi di vita, e già da subito riesce a percepire le differenze cromatiche, anche se inizialmente fatica a distinguere i colori fra loro. A sei anni i bambini si confondono ancora, scambiando spesso il blu con il viola o il rosso con l’arancione.

Quando noi adulti usiamo i colori, possiamo scegliere di usarli o in modo naturalistico/oggettivo ( il prato verde, il sole arancio, il mare blu ) oppure in maniera libera, come hanno insegnato le avanguardie artistiche del Novecento, dall’Impressionismo ai Fauves. Questo secondo modo di usare il colore riflette ed esprime maggiormente il mondo interiore della persona. I bambini tendo ad usare maggiormente la seconda modalità.

Art: Andrè Derain, Ponte di Waterloo

Il colore, nei disegni dei bambini, esprime le emozioni; queste possono essere complicate e tumultuose, cariche di contraddizioni per la/il piccola/o che le vive . L’arte ha il grande pregio di poter contenere più emozioni contemporaneamente, dà  al bambino la possibilità di dare forma e colore alla sua emotività.

La scelta del colore ha un significato psicologico nei bambini, ma bisogna tener conto dell’età dei bambini e della provenienza . A proposito dei colori è importante anche ricordare che molto del significato simbolico dei colori è legato alla cultura e tradizione da cui viene: gli stessi colori possono assumere un valore e un significato differente in diverse culture. Ad esempio, alcune tribù dell’Africa Orientale considerano il colore nero come il colore della gioia.

Altri colori, invece, hanno un significato simile per tutte le culture: il rosso è considerato universalmente il colore della potenza e della forza.

IL COLORE NEGLI STADI DELLO SVILUPPO ARTISTICO

Lo studio della modalità di uso dei colori nei bambini è estremamente affascinante. Il colore ha sempre connotazione emotive e ogni individuo possiede un suo modo personale di utilizzare i materiali artistici. Quando pensiamo all’arte infantile è importante ricordare le norme evolutive sull’uso del colore in ogni stadio.

  • Nello stadio dello scarabocchio il colore non ha molto importanza perché il piacere del bambino è legato all’esperienza motoria.
  • Negli stadi iniziali dello sviluppo artistico (primo e secondo stadio dai diciotto mesi a i quattro anni) i bambini non sono consapevoli delle scelte di colore. Spesso quando afferrano un pastello, un pennarello o un pennello lo fanno senza porsi troppe domande, ma in modo istintivo.
  • Nel terzo stadio, dai quattro ai sei anni, l’uso dei colori è soggettivo, slegato dalla realtà e i piccoli artisti associano il colore a quello che percepiscono nell’ambiente.
  • Solo nello stadio che va dai sei ai nove anni (quarto periodo) compare l’uso schematico del colore.

USO, SIGNIFICATI E CARATTERISTICHE DEI COLORI

Cosa significa se il bambino sceglie spesso un certo colore per i suoi disegni? Ci sono molti studi sull’argomento “colore” nei disegni dei bambini. Quasi tutti concordano su alcuni elementi in comune.

Il colore rosso, molto usato dai bambini di ogni età, viene associato alla’aggressività, al pericolo e alle emozioni forti. Il colore rosso, in bambini di cinque e sei anni, può essere abbinato a situazioni in cui il bambino è preoccupato per un pericolo oppure all’espressione della rabbia. L’espressione della rabbia nei lavori dei bambini può passare attraverso la rappresentazione di vulcani, la lava scende e incendia tutto..’elemento fuoco. I maschi amano i vulcani, riescono a dare forma con i colori a tumultuose emozioni, e questo li fa star meglio.
Kandinskij ha paragonato il colore rosso ad uno squillo di tromba, per la sua forza.

Il giallo è un colore puro, vitale, che spicca sul foglio di carta. Il verde, secondo la teoria cromatica di Kandinskijsi, associa alla tranquillità e al silenzio; spesso tanti prati nei disegni esprimono serenità e gioia. Il blu può essere scuro e simboleggiare la paura e la notte oppure può trasformarsi in tonalità azzurre o celesti, che indicano trasparenza.

L’arancio e violetto sono colori misti, che nascono dal giallo e rosso il primo, dal blu e dal rosso il secondo. L’arancio è squillante denota vivacità e forza mentre il viola evoca il mistero.

Il marrone è amato dai bambini, nasce spesso nella composizione di pozioni magiche, mescolando tutti i colori; è il colore della terra e rimanda anche al corpo.

L’uso eccessivo del nero sembra evocare emozioni negative, e paura o rabbia distruttiva. L’assenza di colore in un disegno di un bambino, invece, denota un vuoto affettivo e, spesso, tendenze antisociali.

Al bambino dobbiamo dare la possibilità di esprimersi con libertà. Dobbiamo lasciare che usi i colori come vuole. Tutti noi abbiamo un rapporto completamente personale e unico con il colore, basato sulle nostre esperienze di vita. Quando l’adulto accetta i modo di disegnare e dipingere di un bambino lo accetta cosi come è, con le sue piccole o grandi fantasie belle o brutte che siano. Un bambino che ha il privilegio di sentirsi accettato e compreso si sente meglio: si sente amato.

a cura della dott. sa Melania Cavalli,
arteterapeuta presso l’Atelier Arte Insieme

BIBLIOGRAFIA

GOETHE J.W. (2014). La teoria dei colori, Ed. Il Saggiatore, Milano
LÜSCHER M. (1993), I colori di Lüscher, Ed. RED, Como
MALCHIODI C. A. (2000), Capire i disegni infantili, Centro Scientifico Editore
OLIVERIO-FERRARIS A. (2012), Il significato del disegno infantile, Bollati Boringhieri
RICCI C. (2008), L’arte dei bambini, Armando Editore
KANDINSKIJ V.V. (1909), Lo spirituale nell’arte, SE Edizioni, 20015, Milano

 

 

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Tamburo fai da te

Oggi, scopri insieme a noi come realizzare dei fantastici tamburi fai da te. Si tratta di un laboratorio semplicissimo, che potrai realizzare a casa o in classe, per avvicinare i bambini alla musica attraverso gli strumenti più semplici e affascinanti per i bambini: le percussioni.

Per il tamburo dovrai utilizzare:

  • scatole di vari materiali e dimensioni, oppure vasi e vasetti di plastica
  • carta e cartoncino colorati
  • nastro idraulico o palloncino

Come prima cosa, decora il barattolo rivestendolo di carta o cartoncino colorati; potrai sbizzarrirti a decorarlo utilizzando matite, pennarelli e perfino le tempere. A questo punto, dovrai realizzare la parte superiore del tamburo: puoi utilizzare delle strisce di nastro idraulico incrociate (ti consigliamo di utilizzare un doppio rivestimento).
In alternativa, puoi ritagliare un cerchio da un palloncino, tenderlo per bene a fissarlo sui lati del tamburo con del nastro, con una corda, con della colla rapida o con dei chiodini (negli ultimi due casi dovrà intervenire un adulto).
Il nastro idraulico è più semplice e veloce da utilizzare; inoltre, sarà decisamente più resistente.

Per i battenti dovrai utilizzare:

  • bacchette di legno
  • palloncini colorati
  • ovatta e colla vinilica
  • spago o un altro nastro resistente

Dopo aver realizzato una pallina di ovatta, fissala con abbondante colla vinilica all’estremità delle bacchette di legno; aspetta che la colla si asciughi, poi rivesti le palline con i palloncini; infine, con lo spago o con il nastro, sigilla per bene l’estremità dei battenti. 

Per ispirarti nella realizzazione del tuo tamburo fai da te, utilizza le foto di questi meravigliosi strumenti, realizzati dalla maestra Daniela Cascino (FONTE: maestroalessandro.it)

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Analisi logica utilizzando i LEGO

Qualche giorno fa, sulla pagina Maestrainbluejeans abbiamo individuato una proposta simpatica e innovativa per insegnare l’analisi logica: quella di utilizzare i mattoncini di LEGO per enucleare i vari elementi che costituiscono la frase.

analisi logica con i LEGO
In questo caso si parla di analisi grammaticale, ma il principio è lo stesso: i blocchi dei vari colori individuano i vari elementi della frase. 

UN’INTRODUZIONE ALL’ANALISI LOGICA CON I LEGO

Facendo qualche ricerca in rete, abbiamo trovato un video, realizzato dal maestro Andrea Maiello, da cui vi suggeriamo di partire per approfondire l’uso dei LEGO per l’insegnamento dell’analisi logica. In questo video viene utilizzato come esempio LEGO Digital Designer, un software gratuito per costruire con i mattoncini online; naturalmente, potrete sostituire ai mattoncini digitali quelli di plastica (il procedimento non cambia)!

I VANTAGGI DI UN’ANALISI LOGICA “3D”

Se gli appassionati dei LEGO adoreranno questa metodologia dal primo istante, qualcuno potrebbe essere scettico: perché utilizzare dei mattoncini colorati per spiegare i principi dell’analisi logica?

Ecco qualche argomentazione a favore:

  • Utilizzare colori diversi per soggetti, verbi, complementi e per tutti gli altri elementi che costituiscono la frase rende più semplice la costruzione di uno schema mentale
  • Tramite la possibilità di incastrare i mattoncini uno sopra l’altro, è possibile collocare al posto gli aggettivi e le altre qualità dei sostantivi senza fare confusione
  • L’analisi logica viene coadiuvata da un processo tattile e visivo, ovvero quello dell’individuazione e costruzione; sulla base dei più recenti studi neuroscientifici, l’integrazione di facoltà cognitive diverse (ad esempio mettendo insieme il pensiero logico/razionale con l’esperienza tattile) potenziano l’apprendimento e amplificano la memorizzazione

Per cominciare, sarà sufficiente avere a disposizione una scatola di LEGO Classic, contenente i mattoncini quadrati e rettangolari in vari colori (rosso, giallo, blu, verde, viola). Se non ce l’hai, puoi trovarla in offerta su Amazon.it > LEGO Classic

Perché non sperimenti anche tu questa innovativa possibilità didattica?

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L’uccello a nove teste

L’UCCELLO A NOVE TESTE

Fiaba tibetana

C’erano una volta un re e una regina che avevano una figlia bellissima. Un giorno la ragazza stava passeggiando in giardino, quando scoppiò un fortissimo temporale che la portò via con sé. Il temporale era stato provocato dall’uccello con le nove teste. Il re stabilì che chiunque gli avesse riportato la figlia l’avrebbe avuta in sposa.

Un giovane contadino aveva visto l’uccello a nove teste portare la principessa nella sua caverna, che si trovava su una montagna scoscesa, non raggiungibile né dal basso né dall’alto. Mentre il ragazzo osservava la montagna, arrivò un tale che gli chiese cosa stesse facendo. Il ragazzo spiegò tutto e allora l’uomo si offrì di calarlo nella caverna con una cesta, per salvare la principessa.

Il ragazzo accettò e si lasciò calare. Ma dopo aver salvato la principessa per prima, l’uomo fuggì via con lei, lasciando il ragazzo nella caverna dell’uccello a nove teste. Il ragazzo cominciò a vagare nella caverna: ad un tratto vide un pesce attaccato alla parete. Il ragazzo lo staccò ed il pesce si trasformò in un ragazzo che si proclamò suo fratello per l’eternità. Il ragazzo uscì poi dalla caverna: aveva fame e vide un drago, in cima alla montagna, che leccava un sasso. Lo imitò e la fame scomparve. Chiese al drago come poteva andarsene dalla montagna. Il drago lo invitò a salire sulla sua schiena.

Il ragazzo fu di nuovo in pianura. Iniziò a camminare e trovò un guscio di tartaruga pieno di perle bellissime: erano perle fatate. Poco dopo arrivò in riva al mare: vi buttò dentro una perla e l’acqua si aprì, mostrandogli la casa del drago del mare. Il drago del mare riconobbe che lui aveva salvato suo figlio dall’uccello dalle nove teste: era infatti il padre del pesce e gli offrì ospitalità.

Il ragazzo visse per qualche tempo in fondo al mare, e poi decise di tornare sulla Terra. Il figlio del drago gli consigliò di chiedere in regalo una fiaschetta di zucca magica a suo padre. Il ragazzo fece così e si diresse verso la città della principessa.

La principessa stava per sposare l’impostore, quando arrivò il giovane che buttò per terra la fiaschetta: dalla fiaschetta uscì dell’acqua, che formò uno specchio magico nel quale fu visto cosa era veramente successo nella caverna. L’impostore fu allontanato e il principe sposò la principessa e vissero tutti felici e contenti.

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