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Imparare a studiare con tre tecniche efficaci

imparare a studiare

Il metodo di studio è uno di quei mostri con cui tutte le famiglie e gli studenti, chi più chi meno, devono confrontarsi. Oggi vediamo come imparare a studiare utilizzando tre strategie semplici ma di grande importanza.

IMPARARE A STUDIARE

Imparare a studiare è una di quelle competenze senza età e senza esclusioni: a tutti noi, chi prima e chi dopo, serviranno buone strategie per immagazzinare ed elaborare informazioni.

Cominciamo dicendo che l’approccio allo studio è fondamentale: stimolare la curiosità del bambino o del ragazzo permette di accendere in lui il vero motore dell’apprendimento: la motivazione.

TECNICA 1: LA PENNA VALE PIÙ DELLA TASTIERA

Sì, come suggerito dall’interessantissimo The pen is mightier than the keybord (una meta-analisi di studi scientifici sulle differenze tra studio con il pc e studio con carta e penna; potete leggere lo studio in lingua inglese cliccando sul titolo), usare carta e penna per annotare i concetti è ancora la strategia migliore.

Attenzione: il pc rimane una fonte essenziale per ricercare informazioni e confrontare le fonti, garantendoci una velocità e una profondità altrimenti impossibili; però, al momento di fissare i concetti essenziali nella nostra mente, nonché di riassumerli e strutturare le connessioni tra di loro, la pagina bianca di World si rivela inefficace.

Il processo copia-incolla tipico della scrittura col pc inibisce la capacità di elaborare le informazioni; al contrario, prendere appunti su carta, è il primo passaggio per ripensare in modo critico le informazioni. Quindi: prendere appunti e realizzare schemi provvisori con carta e penna, è il primo passaggio per uno studio efficace.

TECNICA 2: LA PIRAMIDE DELLE INFORMAZIONI

Avete mai costruito una piramide delle informazioni? Cominciamo dicendo che quando aprite un libro, non tutte le parole contenute al suo interno sono necessarie. Anzi, la maggior parte di esse sono lì per caso, per far volume, per supportare e argomentare i concetti principali.

Tuttavia, per sviluppare un metodo di studio veloce, è essenziale riuscire a scremarle nel minor tempo possibile. Quando costruiamo una piramide delle informazioni, al vertice collocheremo unicamente i concetti principali: Su uno scalino più basso, i concetti secondari, quelli che si collegano ai principali per creare la trama complessa dell’argomento. Infine, alla base della piramide troviamo i supporti dei concetti principali e secondari; si tratta, di solito, di esempi, casi di studio, esperimenti e altre informazioni che potremmo anche trascurare, ma che è bene ricordare collegandoli al proprio concetto di riferimento. Specialmente per lo studio universitario, si tratta di informazioni che possono fare la differenza tra una valutazione mediocre e un buon punteggio. Isolarli e disporli alla base della piramide come tanti mattoncini è il segreto per uno studio di successo.

Tutte le informazioni che non riusciamo a collocare all’interno della piramide delle informazioni, sostanzialmente, sono assolutamente inutili. O meglio, possiamo leggerle velocemente, ma difficilmente ci serviranno.

TECNICA 3: LE MAPPE

Alle mappe (mentali e concettuali) abbiamo dedicato due guide dedicate, che ti suggeriamo di leggere per approfondire l’argomento.

Una buona mappa concettuale si compone di due elementi fondamentali: i nodi concettuali e le relazioni associative; i nodi corrispondono ai concetti chiave dell’argomento che stiamo analizzando, mentre le relazioni sono ciò, appunto, mette in relazione tra loro nodi distinti.

Una buona mappa mentale, invece, parte dall’elaborazione grafica della gerarchia tra nodi, per esplorare a fondo

Impara a realizzare delle mappe mentali a prova di studio ⇒ Creare mappe concettuali e Creare mappe mentali

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Quattro idee per gestire la rabbia

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La rabbia (sotto forma di urla e strepiti, a volte vere e proprie aggressioni) è uno dei momenti più difficili da gestire in famiglia e fuori. Matthieu Ricard, maestro buddista, ha descritto la rabbia utilizzando una metafora, quella del camino:

“Quando ci arrabbiamo, se concentriamo la nostra attenzione a ciò che ci ha fatto arrabbiare, è come se continuassimo a mettere legna nel camino, alimentando il fuoco. Se invece la nostra attenzione si rivolge all’emozione stessa, è come se osservassimo il fuoco che crepita e, piano piano, si consuma”.

Come abbiamo sottolineato in un articolo sulla tecnica della nebbia (che serve appunto per gestire la rabbia), la soluzione migliore per gestire questi momenti è distrarre il pensiero dall’oggetto che ha scatenato la reazione collerica. Al contrario, riflettere sulla rabbia come emozione o distrarre il pensiero sono due strade per evitare il conflitto e mitigare il picco emotivo.

QUATTRO IDEE PER GESTIRE LA RABBIA

Perché la rabbia va gestita? Naturalmente, per evitarne i danni! Un bambino in collera rischia di essere pericoloso per se stesso e per chi gli sta vicino. Tuttavia, l’educazione emotiva ci insegna a non trascurare questo sentimento: esercizi come la mindfulness del caminetto e l’abbraccio holding sono utili per sperimentare la rabbia come emozione, spostandola dal suo bersaglio originale.

Accanto a queste tecniche, prova a parlare di rabbia direttamente con i bambini, magari dopo qualche ora: aiutali a capire cosa gli è successo, a descrivere le loro sensazioni e a riflettere su come queste siano naturali e si possano gestire senza problemi.

DISTRAZIONE

La strada migliore per controllare la rabbia è quella di sviare il pensiero distraendo il bambino da ciò che ne ha provocato la collera. Puoi provare tante strade diverse:

  • un indovinello divertente
  • una storia avvincente
  • il gioco
  • un lavoretto creativo

Ti abbiamo elencato le nostre preferite, ma ci sono davvero tanti modi diversi per distrarre un bambino catturando la sua attenzione; l’importante è crederci e riuscire a coinvolgerlo.

Naturalmente non è sempre possibile distrarre il bambino: pensa ad un momento di rabbia al supermercato; magari il bambino ha adocchiato qualcosa e tu non puoi o non vuoi prenderlo. La regola d’oro, in questi casi, è evitare quanto più possibile le situazioni di stress, specialmente quando poi non potremmo imporci, finendo per assecondare la rabbia del bambino.

MINDFULNESS

Tra gli obiettivi principali della mindfulness c’è proprio quello di riuscire a gestire la rabbia in modo ottimale, senza “nasconderla”, al contrario, evitando che possa danneggiare noi e chi ci sta intorno.

Riprendendo la metafora con cui abbiamo aperto l’articolo, un esercizio ispirato alla mindfulness da provare è quello del caminetto: “L’aria entra, l’aria esce… senti l’aria nella pancia… senti che si rilassa il viso… rilassa le spalle… la pancia…adesso immagina di essere un fuocherello che scoppietta allegramente nel caminetto. La fiamma danza di qua e di là, rossa e gialla; il fuoco scoppietta mentre, poco alla volta, divora la legna e la trasforma prima in carbone nero e poi in cenere. Ad ogni respiro un altro ciocco di legno è consumato dal fuoco, finché non resta che cenere. Adesso, fai tre respiri profondi e infine apri gli occhi: il fuoco nel caminetto si è spento.”

ATTIVITÀ FISICA

Abbiamo già sfatato il mito dello “sfogo della rabbia”: pensare di avere di fronte la persona o lo stimolo che ci ha fatto perdere le staffe non è mai una buona soluzione.

Può servire invece fare dell’attività fisica, in modo tale da distrarre i pensieri concentrandosi sullo sforzo fisico. Una passeggiata potrebbe essere più che sufficiente, anzi, nella maggior parte dei casi è un toccasana e permette di tornare a casa più sereni e rilassati di prima.

HOLDING

Un abbraccio fermo e deciso, per trasformarci in una sorta di contenitore per la rabbia del bambino. Per approfondire questa tecnica affascinante ti consigliamo di leggere il nostro articolo sul metodo Holding.

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CALENDARIO DELL’AVVENTO FAI DA TE

Ci stiamo avvicinando a dicembre: è quasi tempo di realizzare il calendario dell’avvento. Qualcuno potrà storcere il naso all’idea che una festività si fonda con una pratica così “commerciale”, forse a ragione; a tutti, però, consigliamo di leggere questo breve racconto:

La storia narra che il piccolo Gherard Lang, un bimbo tedesco nato alla fine dll’800, fosse sempre molto impaziente di festeggiare il Natale e chiedesse ogni giorno alla sua mamma: “Quando arriva Natale? Quanti giorni mancano ancora alla festa?”.

La mamma del piccolo, forse stanca di sentire ogni giorno la stessa domanda, decise un anno di cucinare dei biscotti speziati, tipici del periodo natalizio. Poi li divise in 24 piccoli sacchettini e ne diede uno al giorno al piccolo Gherard, dal 1 dicembre alla vigilia, in modo che fosse facile anche per lui tenere il tempo fino a Natale.

Fonte: Filastrocche.it

Non sappiamo se questa storia sia reale o se si tratti di una leggenda, però una cosa è certa: il calendario di cui ci parla è uno straordinario momento di condivisione, un filo magico per accompagnare nella crescita. Così vogliamo proporlo: qualcosa da realizzare insieme, da aprire insieme, da vivere. Un calendario dell’avvento fai da te per tutta la famiglia.

IL CALENDARIO DELL’AVVENTO FAI DA TE

Per festeggiare il Natale 2018, abbiamo realizzato un semplice calendario dell’Avvento fai da te. Sì, quest’anno staremo alla larga da supermercati e affini e ci fabbricheremo da noi il calendario tanto amato.

Per cominciare, abbiamo aperto uno scatolone di cartone arrivato insieme a qualche acquisto online e lo abbiamo dipinto come un cielo stellato:

Poi, abbiamo incollato sul calendario dei rotoli della carta igienica, dopo aver ripiegato verso l’interno le estremità inferiori e dopo averle fermate con dello scotch trasparente.

calendario dell'avvento fai da te 4

Abbiamo aspettato che la colla vinilica fosse asciutta, poi abbiamo dipinto d’oro i rotoli.

Abbiamo aspettato che i colori si asciugassero; poi abbiamo decorato le “caselle” del calendario ritagliando per ciascuna una bella stella di gomma crepla e scrivendo il numero del giorno corrispondente. Ecco qui la prima metà del nostro calendario dell’Avvento fai da te:

CALENDARIO DELL’AVVENTO FAI DA TE CON I BICCHIERI DEL CAFFÈ

Un’altra idea creativa, un pochino più laboriosa ma di grande effetto: questo calendario sarà perfetto per decorare il caminetto, la cucina o la cameretta.

Cosa ci serve: 

  • bicchieri per il caffé
  • filo di rafia o nastro rosso per i manici
  • nastro verde a cui appendere le mollette
  • mollette per il bucato
  • carta riciclata marrone per foderare i bicchieri
  • occhietti di plastica (si trovano su Amazon.it)
  • colla vinilica
  • colla a caldo

Come si fa: 

  • come prima cosa bisogna rivestire i bicchieri del caffé con la carta marrone; ci sono due alternative: scegliere i bicchieri bi-colore, che hanno già la parte esterna marrone o dipingerli con colori acrilici/tempere. Se decidiamo di rivestirli con la carta sarà sufficiente tagliare una striscia di carta ed incollarla intorno al bicchiere con poca colla vinilica
  • per incollare la rafia o il nastro dei manici utilizziamo una goccia di colla a caldo; lo stesso per gli occhietti di plastica
  • a questo punto, dovremo tendere il nastro verde nel punto in cui andremo a realizzare il calendario

CALENDARIO DELL’AVVENTO CON BUSTINE DI CARTA/CARTONE

Materiali semplici e di riciclo, con infinite possibilità di personalizzazione. I calendari dell’avvento interamente in cartone, con sacchetti o bustine

calendario dell'avvento fai da te

CALENDARIO DELL’AVVENTO CON I TUBI DELLA CARTA IGIENICA

L’ultima idea della nostra rassegna creativa. Realizzare un bel calendario dell’avvento con i tubi della carta igienica è semplicissimo e si possono realizzare casette dall’aspetto minimal ma molto elegante. Come questa:

calendario dell'avvento fai da te

Cosa ci serve: 

  • 24 tubi della carta igienica + 1, per il comignolo della casetta
  • carta per chiudere ciascun tubo
  • cartoncino per il tetto della casetta
  • pannello di cartoncino per la base (dovrete incollare tutti i tubi e la copertura del tetto, bisogna che sia abbastanza grande e robusto!)
  • colla a caldo

Come si fa: 

  • il primo passo è quello di ritagliare la base a forma di casetta; prima di tagliare, vi consigliamo di provare a disporre tutti i tubi e il tetto per verificare le dimensioni corrette
  • a questo punto, con la colla a caldo incolleremo i tubi e, una volta concluso, il tetto e il comignolo
  • infine, dovremo ritagliare dei piccoli cerchi di carta che coprano ciascun tubo; per una chiusura ottimale, vi consigliamo di lasciare una linguetta di carta che andremo poi ad incollare nella parte superiore di ogni tubo
  • se siete amanti del colore, potrete naturalmente dipingere con i colori a tempera o con gli acrilici l’intero calendario dell’avvento

Vi conviene cominciare subito a raccogliere i tubi della carta igienica!

E infine, se proprio non riuscirete a trovare un pomeriggio da dedicare alla realizzazione di un calendario dell’avvento artigianale, potete comunque recuperarne uno tra i tanti disponibili in commercio. Qui trovate una selezione.

LAVORETTI DI NATALE: scoprite anche la sezione dedicata al fai da te natalizio; una raccolta di idee per riscoprire arte e manualità in occasione delle feste > Lavoretti di Natale 

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Palline di Natale con lo spago

Dicembre si avvicina: siete pronti a decorare l’albero di Natale? Se siete stanchi dei soliti addobbi, ma anche nel caso in cui vogliate trasformare questo momento in un laboratorio creativo, abbiamo quello che fa per voi. Di seguito vi proponiamo un po’ di idee per addobbi fai da te: un modo per passare del tempo insieme e rendere ancora più magiche le festività. In alcuni viene utilizzata la colla a caldo, per cui, per determinati passaggi, sarà meglio che sia l’adulto ad operare.

PALLINE DI NATALE CON LO SPAGO E UN PALLONCINO

Le palline di Natale fai da te con lo spago sono diventate virali grazie al web e ormai tutti le conoscono. Realizzarne una non è complicato, specialmente utilizzando la nostra guida passo-a-passo che trovi di seguito.

Prima di cominciare, assicurati di avere con te:

  • spago;
  • colla vinilica;
  • acqua;
  • ciotola;
  • pennello;
  • palloncino;
  • materiali per decorare la pallina.

Prepara l’area di lavoro: per realizzare questo lavoretto ti suggeriamo di utilizzare una tovaglietta di plastica o un telo di protezione: la colla, infatti, sporcherà il piano di lavoro. Completato questo passaggio, gonfia un palloncino fino alla dimensione desiderata (ricordati che la pallina di Natale di spago, una volta finita, avrà le stesse dimensioni del palloncino).

palline di natale con spago e palloncino 1

Per cominciare, prepara nella ciotola una soluzione di acqua e colla vinilica; dovrai abbondare con la colla, fino ad ottenere un liquido denso. Poi, immergi lo spago, come nella foto:

palline di natale con spago e palloncino 2

Avvolgi lo spago imbevuto di colla intorno al palloncino in modo da creare un motivo intricato. Poi, spalma lo spago con della colla vinilica pura, aiutandoti con il pennello.
La maggior parte dei tutorial in rete non inserisce questo passaggio, ma secondo noi aiuta ad ottenere una pallina più robusta e soprattutto ti permetterà di ottenere un buon risultato anche se hai diluito eccessivamente la colla nel passaggio precedente.

palline di natale con spago e palloncino 3

Quando la colla sarà asciutta, potrai bucare il palloncino utilizzando uno stuzzicadenti: questo tornerà alle sue dimensioni iniziali e per te sarà facile rimuoverlo dalla pallina. Lo spago, reso rigido per effetto della colla, formerà invece una meravigliosa decorazione per l’albero di Natale, proprio come la nostra:

palline di natale con spago e palloncino 4

Come puoi vedere nella foto, è possibile decorare la pallina di spago utilizzando nastri, feltro e gomma crepla. Scatena la tua fantasia e realizza una fantastica pallina di Natale di spago in stile shabby chic.

ALTRE DECORAZIONI PER L’ALBERO DI NATALE FAI DA TE

Esistono tante altre tecniche che puoi sperimentare per realizzare delle belle decorazioni natalizie. Di seguito puoi trovare qualche esempio.

PALLINE DI NATALE CON SPAGO E NASTRI

Queste decorazioni si realizzano a partire da una pallina di polistirolo. Aiutandoti con degli spilli, dovrai fissare il nastro colorato lungo tutta la pallina: si comincia dal centro della pallina e si procede, piegando il nastro tra uno spillo e l’altro. Infine, potrai incollare un gancio con un po’ di colla a caldo.

decorazioni albero di natale fai da te 1

La stessa tecnica si può applicare utilizzando materiali diversi, come il tulle:

decorazioni fai da te per albero di natale

PALLINE DI NATALE CON LE CARAMELLE

Occorrente

  • palline di polistirolo
  • caramelle gommose
  • stuzzicadenti

Prendete una pallina di polistirolo, infilate gli stuzzicadenti nella pallina, lasciando tra loro abbastanza spazio per le caramelle. Fatto questo dovrete infilare le caramelle gommose sulle punte degli stuzzicadenti riempiendo tutta la superficie del polistirolo. Le palline realizzate potranno essere un addobbo per l’albero con l’aiuto di un gancetto o di un nastro colorato, oppure una decorazione per una ciotola colorata.

PALLINE DI NATALE CON LE FOTO

Occorrente

  • palline in plexiglass
  • foto (da fotocopiare a colori su carta leggera)
  • colori acrilici
  • colla vinavil
  • spugna
  • forbici
  • colla a caldo
  • nastro colorato

Scegliete foto orizzontali che si adattano meglio alla forma sferica delle palline di Natale. Meglio ancora se l’immagine è in posizione centrale. Fate una fotocopia a colori della fotografia su carta leggera, ritagliatela ed immergetela in una ciotola con dell’acqua per qualche secondo. Asciugate delicatamente la foto tra due pezzi di scottex. Così facendo la carta sarà più morbida e facile da incollare. Ora dovete aprire la pallina a metà ed incollare l’immagine al centro di una metà della sfera partendo dal centro e andando verso le estremità. Una volta asciutta la colla, il retro dell’immagine va ripassato con il colore acrilico bianco (senza uscire dai bordi). In questo modo si otterrà l’effetto trasparente. Una volta fatta la stessa cosa nell’altra metà della pallina, spugnate un po’ di acrilico di un colore tenue. Lasciate asciugare il colore ed il gioco è fatto: la pallina va chiusa e fissata con la colla a caldo. Potete fissarla con del nastro colorato, facendo un bel fiocco.

CRISTALLI DI NEVE CON I COTTON FIOC

Occorrente

  • bastoncini cotonati per orecchie di varie forme e misure
  • colla a caldo (possibilmente candelette glitterate)
  • una tovaglietta di plastica liscia o di silicone
  • nastrino fine tubolare
  • colla liquida
  • un pennellino
  • glitter in polvere

Dovete spremere una bolla di colla a caldo grande come un bottone sulla tovaglietta di plastica o silicone. Lì disporrete i bastoncini, premendo nella colla una delle estremità. Accostati l’uno all’altro, i bastincini formeranno una stella. Fate asciugare per qualche minuto e poi staccate la decorazione dalla tovaglietta.
Tagliate un segmento di cordino, fate un cappio e incollatelo sulla punta di un bastoncino con la colla a caldo. Potete usare del glitter argentato per abbellire il tutto.

DECORAZIONI CON I BISCOTTINI DI NATALE

In questo caso dovrete munirvi di stampini a tema natalizio e scegliere la vostra ricetta preferita: frolla o pan di zenzero. Poi mettetevi all’opera in cucina, decorando i biscotti, una volta cotti, con le apposite glasse ed appendendoli all’albero con un nastrino, una volta ultimati.

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5 attività per dire “ti voglio bene” ai bambini

Un bambino amato è anche un bambino che sa amare e che cresce sicuro dei propri sentimenti e della necessità di esprimerli. Sono tanti i modi per comunicare ai bambini il proprio affetto non solo con le parole.

“Ti voglio bene” è una frase semplice, ma non sempre facile da dire, Abituiamoci a farlo perchè, sembra scontato, sentirselo dire con sincerità fa bene, come dicevano anche nel nostro spunto sulle parole da riscoprire.

Non è necessario tuttavia dirlo per forza, anche perchè ci sono mille piccoli gesti per esprimere il nostro amore, ad adulti e bambini: un abbraccio, del tempo trascorso insieme, qualche momento di silenzio o domande che possano dimostrare all’altro che lo ascoltiamo davvero e lo capiamo.

Per fare tutto questo, bisogna immedesimarsi nell’altro, cercando di capire cosa prova davvero. Stasera vi proponiamo uno spunto molto semplice, per allenarvi nell’empatia e nell’ascolto. Sperimentate un po’ di modi diversi per dire ti voglio bene, anche senza parole.


SPUNT-ESERCIZIO: 5 MODI PER DIRE TI VOGLIO BENE, ANCHE SENZA PAROLE

L’amore aumenta la fiducia e l’autostima: ecco perché è importante non dimenticarsi mai di manifestarlo nei piccoli gesti quotidiani.

Coccole
Ritagliatevi uno spazio per un abbraccio, un po’ di coccole, un piccolo rallentamento nella frenesia del quotidiano per dire che ci siete, che siete davvero contenti di esserci.

Idee
I bambini sanno capirvi più di quanto immaginate: raccontatevi, fate capire loro le cose in cui credete e il motivo per cui lo fate, date loro il tempo di porvi domande su ciò che gli interessa.

Codice Segreto
Inventate un nome in codice per chiamarvi, un piccolo segreto tra voi e i bambini, per rafforzare il senso di intimità e di affettuosa complicità.

Rituale Magico
Non vi stiamo chiedendo di trasformarvi in Harry Potter, ma è bello creare un rituale collegato ad un momento particolare della giornata, ad esempio la nanna: raccontate o leggete una fiaba, fate progetti insieme.

Collaborazione
Ai bambini piace sentirsi parte della vostra vita: fateli partecipare alle vostre attività quotidiane, in cucina o in casa. Chiedete loro di aiutarvi a fare la lista della spesa, decidete ricette. Sono tutti modi per sentirsi più uniti e trasmettersi amore.

a cura di Alessia de Falco

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Libri sull’adolescenza per genitori

HA SENSO PER MAMMA E PAPÀ LEGGERE DI ADOLESCENZA?

Dipende. Da un lato, c’è chi sostiene che i genitori non debbano essere “professionisti”, e quindi, che sia meglio per loro vivere con naturalezza e una sorta di ingenuità il loro ruolo; dall’altra parte, c’è un mondo che corre come impazzito, in cui a dodici anni i ragazzi mutano completamente e per un genitore diventa difficile anche solo riuscire a scambiare due parole.

libri sull'adolescenza per genitori

Ecco perché abbiamo pensato di suggerire alcuni titoli in tema di adolescenza. Abbiamo individuato titoli per profani e per esperti, capaci di prestare soccorso tanto ai lettori occasionali quanto ai genitori-educatori più convinti.

LIBRI SULL’ADOLESCENZA (PER GENITORI)

Da non confondersi con le letture per l’adolescenza, ovvero i libri consigliati ai ragazzi adolescenti (perlopiù romanzi di formazione e saghe articolate con giovani protagonisti), questi libri tentano di essere il lumicino in grado di guidare mamma e papà nel buio di un’età indecifrabile.

In primo luogo vi segnaliamo i testi di Alberto Pellai; medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore proprio in questo campo, si occupa anche di divulgazione e prevenzione del disagio giovanile. Oltre ad un curriculum professionale di primo piano, il dott. Pellai è padre di 4 figli; pertanto, potete esser certi che i consigli che elargisce li ha sperimentati in prima persona.

QUESTA CASA NON È UN ALBERGO (Alberto Pellai)
Un libro che è anche e soprattutto una collezione di risorse concrete, di strumenti; il libro si contraddistingue per il taglio molto operativo, con tanto di pagine per l’autoanalisi e checkbox finali per assicurarvi di mettere in pratica i suggerimenti dell’esperto. Non è un manuale del “genitore perfetto”, non troverete spunti utopici su come dovreste comportarvi ma risorse concrete, derivanti da un’esperienza decennale di padre e psicoterapeuta.

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L’ETÀ DELLO TSUNAMI (Alberto Pellai, Barbara Tamborini)
Come sopravvivere a un figlio pre-adolescente. E’ il sottotitolo del testo, ma anche una promessa. Promessa che, Alberto Pellai riesce a mantenere, almeno secondo il nostro giudizio di lettori e quello di centinaia di genitori. Il testo affronta il tema della pre-adolescenza secondo un punto di vista scientifico e rigoroso, ma non per questo complicato. Al contrario, la lettura è estremamente fruibile e i consigli pratici per la gestione quotidiana non mancano.
Gli autori si concentrano sulla dimensione della comunicazione come sull’autoanalisi del genitore. Che genitori siete? Come vorreste diventare? Di fronte ad un figlio pre-adolescente o adolescente, il problema non è mai l’individuo, ma sempre l’interazione.

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E ORA BASTA! (Alberto Pellai) 
Spesso i genitori hanno paura di imporre una regola ad un adolescente: paura di perdere l’affetto, paura di rompere il canale comunicativo faticosamente aperto. Alberto Pellai, con la sua sensibilità di genitore, ci spiega quando è il momento di imporsi, ma anche come farlo. Sì, perché anche nella fermezza  e nei momenti più difficili non bisogna mai perdere le staffe e, soprattutto, dimenticarsi le regole della buona comunicazione. Questo è il terzo dei testi di Pellai che ci sentiamo di raccomandare a spada tratta; una trilogia per formarsi e ri-formarsi, per divenire genitori più consapevoli e soprattutto prepararsi all’adolescenza come un cavaliere si preparerebbe a un gran torneo.

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ADOLESCIENZA (Gustavo Pietropolli Charmet, Loredana Cirillo)
Manuale per genitori e figli sull’orlo di una crisi di nervi. Sessantacinque punti di conflitto; sessantacinque riflessioni per addentrarci nel mondo dell’adolescenza nella sua dimensione più strettamente pedagogica. Rispetto ai testi di Pellai, questo libro è più indicato agli “addetti ai lavori”: educatori e genitori che già masticano pedagogia e scienze dell’educazione. Rimane comunque un saggio lucidissimo, capace di farci entrare nella dimensione adolescente della vita.

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AMICI (Yumoto Kazumi) 
Un romanzo? Sì, perché non di soli saggi vive l’uomo, ma anche di poesia, lettere e arte. L’approccio saggistico è sicuramente utile per addentrarsi in un argomento, ma la profondità della nostra analisi e della nostra risposta dipenderà anche da come lo affrontiamo, mettendo in gioco fattori quali emozioni, aspettative e stati d’animo. Ecco perché anche un romanzo può aiutare.
Amici parla di tre ragazzi che decidono di guardare la morte da vicino, e invece, al suo posto, troveranno la vita in tutta la sua inaspettata bellezza. Una lettura che dovremmo fare noi grandi per poi passarla ai ragazzi! Lo consigliamo soprattutto a chi ama la narrativa poetica tipica degli autori giapponesi: lenta, fotografica, visionaria.

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a cura di Matteo Princivalle

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