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Attività ispirate al metodo Montessori da provare a casa

Abbiamo parlato del metodo Montessori e della sua attenzione allo sviluppo armonico del bambino. Uno sviluppo che deve seguire i suoi tempi, ma soprattutto educarlo alla Vita Pratica. Ecco allora alcuni spunti per realizzare delle attività di ispirazione montessoriana nella quotidianità. Forse non è nulla di nuovo, forse sono attività che ogni genitore tenta di inserire nella routine familiare, ma secondo noi è sempre bene ricordarne l’importanza.

Attività di Vita Pratica per tutti i giorni

Accanto ai giochi per stimolare le competenze utili alla Vita Pratica, possiamo iniziare con le attività vere e proprie. Il segreto per la riuscita di queste attività montessoriane è lo spirito con cui le affrontiamo: dobbiamo “metterci in gioco”, riscoprirci animatori ed educatori. Del resto, come giocate coi bambini a carte o con le costruzioni, così potete giocare a riordinare la cameretta, oppure a sistemare l’armadio. Servono fantasia e un po’ di inventiva.

Vestirsi e svestirsi: aiutiamo i bambini a vestirsi e svestirsi in autonomia; le prime volte sarà come un gioco, poi diventerà un piccolo rituale; infine, avrete insegnato loro l’autonomia. Anche piegare i vestiti, preparare le valige e lo zainetto,

Riordino e pulizie: tenere ordinato e pulito il proprio spazio è fondamentale per i bambini. Aiuta a generare ordine e pulizia mentale; in alcune culture, ad esempio quella giapponese, è normale che i bambini si fermino a pulire l’aula di scuola al termine delle lezioni. Noi dovremo lavorarci un po’ su.

Apparecchiare la tavola: una delle attività preferite dai bambini; apparecchiando diventeranno un elemento fondamentale della squadra-famiglia. Ai più piccoli possiamo far maneggiare ciò che non si rompe e responsabilizzarli nel tempo.

Attività in cucina: impastare, affettare (verdure morbide, possibilmente con un coltello non pericoloso), mescolare, travasare; sono tutte attività divertentissime per i bambini, che possiamo gradualmente introdurre nella routine familiare. Cominciamo facendo i biscotti la domenica, fino a diventare una vera e propria squadra ai fornelli.

Attività in giardino: se avete la fortuna di avere un giardino, fatevi assistere dai bambini nelle operazioni di giardinaggio. Se ne avete la possibilità, lasciate un angolo tutto per loro; un angolo in cui scavare, piantare, travasare, sotterrare. Sarà infinitamente più utile di un’altalena.

Orto in cameretta: se invece non avete il giardino, potete utilizzare uno dei tanti kit per bambini in commercio o meglio realizzarvi il vostro. Del resto, per coltivare un paio di piantine, basta un vasetto di plastica. La natura fa bene, anche a piccole dosi. Per qualche altra idea, leggete il nostro articolo sull’orto per bambini.

La regola d’oro, per tutte queste attività, è costruire un ambiente “a misura di bambino”: un ambiente sicuro, nel quale siano liberi di sperimentare, fare e giocare.

Allenarsi coi più piccoli?

Se volete allenarvi, vi consigliamo la collana “I libri del fare” Clementoni; libri cartonati adatti ai più piccoli con tante sagome e componenti per cominciare ad esercitarsi con i compiti di Vita Pratica. In particolare, Ogni cosa al suo posto…in cucina.

a cura di Matteo Princivalle

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Rispettiamo i tempi dei bambini! Lasciamoli giocare

Vogliamo un bambino competente…

Da qualche decennio a questa parte ci siamo lasciati convincere dalla retorica delle competenze e del profitto. Quella secondo cui i bambini a quattro anni devono cominciare a leggere, a sei devono essere in grado di calcolare la circonferenza della Terra perché “il nostro mondo è competitivo” e quindi bisogna stare un passo avanti agli altri.

In verità, si tratta di un abbaglio gigantesco. Come provarlo? Ad esempio, i fondatori di Google e Amazon e Wikipedia vengono dalla scuola Montessori, che fa dei tempi lenti del bambino un suo cavallo di battaglia. In compenso, la società delle competenze ha sfornato un’infinità di frustrati, di insicuri, di scoraggiati. Oltre all’aumento esponenziale dei disturbi dell’apprendimento e dello sviluppo. Sarà un fenomeno naturale? O è colpa di chi ha tentato di cancellare l’infanzia?

o un bambino felice?

Forse dobbiamo ripartire cercando di capire chi è il bambino. I bambini corrono, urlano, si sporcano e sporcano casa, a volte litigano, ogni tanto piangono, è normale che vi provochino o rispondano male (ed è altrettanto normale che gli si insegni la buona educazione).

 

Il bambino non si sviluppa facendo ore e ore di compiti, ma confrontandosi coi coetanei, giocando, esplorando. L’imprenditorialità non ha nulla a che vedere con le moltiplicazioni e la letteratura: ci sono stati grandi imprenditori analfabeti, o più recentemente senza una laurea. Sono coloro che hanno saputo adattarsi, coloro che vedevano oltre, persone dalla determinazione fuori dal comune e dalla volontà d’acciaio.

Non si tratta di doti comuni, ma di doni rari. Certo, possiamo cercare di svilupparli attraverso l’esercizio creativo, con una buona scuola di vita, non certo insegnando ai bambini a leggere a quattro anni. La determinazione si forma più giocando a pallone in spiaggia o rincorrendosi nei boschi che compilando un quaderno.

E qui arriviamo al secondo punto: mettere da parte le competenze, gli standard, il profitto non significa esaltare la società dell’ignoranza. Quanti diplomati e laureati si scambiano gattini su Facebook o condividono bufale immani scambiandole per realtà? Sono persone che hanno studiato, che sanno, ma a cui manca la cosa più importante: l’amore per la conoscenza. Sono figli di una scuola profondamente sbagliata.

Lasciar perdere l’idea della competizione e degli obiettivi minimi significa mettere al centro dell’educazione l’unico obiettivo davvero vitale: insegnare, a ciascuno secondo il suo tempo, che la cultura è uno strumento per vivere felici. Non per lavorare, non per vincere un concorso, ma per essere felici.

Spunt-esercizio: l’orologio magico

Il primo esercizio che dobbiamo imparare a padroneggiare è il rispetto del tempo. Che chimera! Cominciamo rispettando i tempi dei bambini, garantendo loro il diritto alla lentezza e il diritto a perdere tempo. Anche l’ozio è formativo, eccome se lo è!

Voi sapete rispettare i tempi degli altri? O vi servirebbe un orologio magico per farlo?

 

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Collage

Il collage è uno dei primi modi di avvicinare i bambini, anche molto piccoli, alle attività di bricolage. I bambini adorano assemblare i pezzi di carta e fare composizioni colorate, per cui si può provare, sotto la guida di maestre o genitori, a tagliare e incollare, creando piccoli capolavori. Il collage è un modo per passare del tempo insieme: si tratta di una tecnica che prevede di creare immagini, incollando pezzetti di carta, fogli di giornale, fotografie, fiocchi e decorazioni su un cartoncino. Con l’arrivo del digitale, viene spesso utilizzato per creare composizioni virtuali, con foto e immagini, come spiegato nell’approfondimento specifico sui collage foto.

collage

In realtà la cosa bella del collage è che, come spiega la sua etimologia, dal francese “coller” ovvero “incollare”, permette, a partire dall’incollaggio, di sperimentare con diversi materiali e di avere splendidi risultati. Quindi non limitate la vostra creatività: il collage permette ai bambini di allenarsi su diversi fronti, stimolando l’immaginazione e allenando la motricità fine. E’ un’attività di precisione ma, allo stesso tempo, permette di utilizzare la fantasia. Se ritagliamo una cucina verde da una pagina di giornale, potremmo trasformarla nel prato del nostro paesaggio collage. Visto com’è semplice?

Matisse e i collage espressionisti: qualche idea da copiare

Tra gli artisti che si sono appassionati a questa tecnica, troviamo Henri Matisse, che l’ha utilizzata lavorando sulla bidimensionalità e sulla sovrapposizione di forme geometriche più o meno curvilinee. Matisse era solito preparare grandi fogli dipingendoli con tempera diluita, dopodichè ritagliava le figure e creava le composizioni, dando vita a opere denominate “gouaches découpès“. E’ un’esperienza che si può proporre ai bambini, avendo l’accortezza di recuperare fogli di carta ruvida, fogli di carta colorata, dei cartoncini A3, delle forbici, della colla e degli acquerelli (o della tempera molto diluita).

In questo caso, ispirati da Matisse, fate disegnare ai bambini quadrati e rettangoli abbastanza ampi, suggerendo di colorarli secondo il loro gusto. Una volta asciugati, aiutateli a ritagliarli nella forma che preferite: ecco pronti i tasselli del vostro collage, da incollare sul cartoncino, in maniera schematica, ma astratta.

Sicuramente le opere d’arte di Henri Matisse, esponente dei Fauves e tra gli artisti espressionisti più influenti e importanti, affascinano non solo gli adulti, ma anche i bambini, colpiti da una forma d’arte davvero vicino al loro modo di sentire. Scoprirla attraverso la manualità, un laboratorio creativo, e non soltanto nella teoria, è un ottimo modo per innamorarsi dell’arte.

Come si realizza un collage con la carta

Abbiamo visto la versione espressionista del collage, che chiaramente si presta a molte varianti: potete realizzare paesaggi, animali, fiori e, più in generale, tutto ciò che la fantasia vi suggerisce. Recuperate come prima cosa i materiali: carta di riviste, cartoncino, colla stick e forbici. Si possono anche usare del cartoncino colorato, carta copiativa, buste di plastica, carta velina, carta riciclata, riviste, carta da parati o alluminio. Alcuni utilizzano vecchie fotografie, per dare un tocco retrò al collage.

I passaggi da seguire sono i seguenti:

  • create lo sfondo: se ad esempio volete riprodurre un bosco, iniziate con il verde del prato e l’azzurro del cielo, cui andrete via via a sovrapporre le nuvole, gli alberi, il sole e, perchè no, qualche animaletto
  • tagliate la carta: prendete le riviste e scegliete le pagine da ritagliare, orientandovi sulla base dei colori che vi servono. Potete anche create una sorta di cornice, utilizzando delle strisce di cartoncino colorato o nero
  • incollate: una volta preparati i pezzetti da assemblare, ricoprite il cartoncino. Fate scegliere ai bimbi i colori, vi stupirete degli accostamenti cromatici

Alcune idee per i collage di carta

Di seguito proponiamo qualche spunto creativo da rielaborare secondo il vostro gusto:

.- Paesaggio con i ritagli di giornale: proviamo con una barchetta in mezzo al mare o un prato con una casetta dei fiori, per poi avventurarci in panorami più complessi;
– Vestiti collage per le bamboline di carta: potreste provare a realizzare una sagoma di carta, che rappresenti un bambino e poi farvi aiutare dai piccoli stilisti a vestirla, scegliendo le fantasie più variopinte;
– Maschere collage: con la tecnica del collage si possono realizzare delle coloratissime maschere, ritagliando delle forme con occhi e bocca e decorandole con della carta di riviste colorate.

Le alternative alla carta

Oltre alla carta di giornale e ai cartoncini, ci sono suggestive varianti da provare, che prevedono l’utilizzo della carta velina e della stoffa.

Collage di carta velina

Bisogna preparare una base su cartoncino nero, intagliandola come se fosse una vetrata, con l’ausilio di un taglierino (in questo caso, meglio che ci sia un adulto a supervisionare o realizzare questa prima fase). Dopodichè, stando un po’ attenti a non strapparla, si taglierà la carta velina, incollandola negli spazi vuoti. L’effetto sarà davvero spettacolare, soprattutto alla luce appoggiato alla finestra o al balcone, dove il collage sembrerà una vetrata.

Collage di stoffa

Si tratta di una tecnica semplicissima che permette di realizzare originali composizioni fai da te. In questo caso si utilizzano i pezzetti di stoffa al posto della carta, colla vinilica e forbici. Tra le alternative da provare, suggeriamo l’albero di stoffa. Chiedete ai bambini di disegnare la sagoma dell’albero sul foglio e poi aiutateli a tagliare la stoffa a pezzetti piccoli. Dopodichè fissate i pezzetti sulla a sagoma, alternando i colori.

Non importa se l’albero non sarà realistico: fate scegliere gli scampoli di stoffa ai bimbi secondo la loro immaginazione.
Con la stessa tecnica si possono realizzare paesaggi variopinti e molto suggestivi che potranno andare a decorare la cameretta.

Collage di bottoni

Se poi volete osare, potete ispirarvi all’estro creativo di Michael Mapes, artista statunitense che utilizza per i suoi collage fotografie, bottoni, pezzi di vetro, lenti d’ingrandimento, lembi di tessuto, capsule, paillettes . Combinando i diversi materiali, l’artista dà vita a ritratti molto originali. Noi possiamo limitarci a una versione semplificata, usando ad esempio i bottoni per creare un bouquet collage di fiori.

collage michael mapes

Libri sul collage

Per approfondire questa tecnica, potete dare un’occhiata a: Artisti in erba di Fiona Watt. Troverete suggerimenti su tanti laboratori creativi, tra cui i collage con materiali semplici come carta e cartoncino.

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Autonomia…a piccoli passi! Il gioco dei lacci

Vedere un bambino che si allaccia le scarpe è sempre più raro. Spesso arrivano a 10, 11 anni senza essere in grado di realizzare un semplice nodo o un fiocco. Tra i bambini di 6 anni, poi, quelli che sanno allacciarsi le scarpe in autonomia sono davvero pochi.

“Colpa” (anche se è difficile parlare di colpe) delle scarpe col velcro? Sicuramente per tanti genitori sono una bella comodità; e non a torto: se abbiamo a disposizione scarpe comode e pratiche, perché utilizzare a tutti i costi quelle stringate?

I TELAI DELLE ALLACCIATURE: UNA SEMPLICE IDEA DI ISPIRAZIONE MONTESSORIANA

Di nodi e lacci si è occupata nientemeno che Maria Montessori; ideatrice del metodo Montessori, ha sempre sostenuto l’importanza della motricità fine e delle competenze utili per la vita pratica; accanto ai pannelli montessoriani, che lavorano sul concetto di aprire/chiudere, infilare/sfilare, mettere/togliere esistono i cosiddetti telai delle allacciature.

Si tratta di semplici tavole di legno o cartone robusto forate in modo che vi si possano intrecciare dei lacci da annodare. Esistono in commercio vari tipi di puzzle di legno da allacciare, con varie forme. Alcune (secondo noi più carine) imitano la forma di una scarpa o di uno scarponcino, come quello qui sotto (qui potete acquistarlo al prezzo promo di 10,62€):

scarpa da allacciare

In realtà, questo tipo di pannello delle attività è semplicissimo da realizzare anche a casa; la versione più veloce è quella con le scatole delle uova: è sufficiente praticare dei fori con coltello, forbici o cacciavite (operazione di cui si occuperà rigorosamente un adulto!) e utilizzarli come passanti per i lacci; alcune confezioni di uova le trovate addirittura già con i fori.
Certo, si tratta di un giocattolo usa e getta, ma a realizzarlo impiegherai pochi minuti, usando solo materiale di riciclo e ri-utilizzando il cartoncino anche dopo averci giocato. Un bel gesto ecologico, non trovi?

ATTIVITÀ DI VITA PRATICA E AUTONOMIA

Questi giochi con i lacci rientrano tra le attività che la Montessori ha definito compiti di “Vita Pratica”, ovvero quelli che sviluppano, attraverso il gioco libero, competenze utili all’autonomia e alla crescita, ma anche ad uno sviluppo naturale del bambino. Secondo noi, a patto che non si cada nel fanatismo, è un ottimo approccio per crescere bene.

L’importante, invece, è coltivare una visione globale dell’autonomia: autonomia non è solo allacciarsi le scarpe, ma anche sapersela cavare nelle varie situazioni (di vita pratica, ma anche emotive) che la vita ci può riservare. Dunque, il gioco dei lacci può essere un utile strumento per sviluppare un’abilità utile nella quotidianità, ma non deve diventare il recinto dell’autonomia. L’autonomia di tuo figlio, in fondo, sei tu; nessun gioco potrà sostituirti!

Se vuoi approfondire quest’ultimo punto, ti suggeriamo di leggere questo nostro spunto di riflessione, proprio sull’autonomia.

 

 

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Oltre all’affetto, i bambini hanno bisogno di autorevolezza

L’argomento “limiti e regole” è sicuramente il più difficile da affrontare in famiglia. Questo perché, quando si fa rispettare una regola, si finisce inevitabilmente per chiedersi:

Sarò un buon genitore? Non sarò troppo severo?

L’unica risposta a questa domanda si trova nell’intelligenza emotiva: il segreto è capire ciò di cui il bambino HA bisogno, non ciò che chiede a gran voce. E agire di conseguenza, costruendo un ambiente empatico, sensibile ma anche gentile e rispettoso. Un ambiente in cui ciascuno sa qual è il suo posto e lo occupa con felicità.

BISOGNO DI REGOLE

Le regole non servono solo a crescere persone educate, fanno bene al sistema nervoso e allo sviluppo emotivo. Sapere qual è il limite aiuta il bambino a sentirsi al sicuro; a sapere quali sono i confini dell’accettabile in quel mondo magico che è la famiglia. Le regole in famiglia hanno l’effetto benefico di aiutare lo sviluppo e il controllo emotivo, senza dover ricorrere a chissà quale laboratorio di educazione emotiva (comunque utile, ma a patto che ci sia questo lavoro a monte).

Al contrario, bambini che crescono in un ambiente carente di regole, sono più soggetti allo stress e a picchi emotivi incontrollati, poiché vivono in un ambiente altamente insicuro e mutevole. Non riuscendo a prevedere quello che potranno ottenere e quello che no, vivono in un perenne stato ansioso.

AFFETTO E AUTOREVOLEZZA

Se le regole sono necessarie, questo non significa tiranneggiare in famiglia. Cinquant’anni di studi psicologici e pedagogici ci hanno insegnato l’importanza dell’affetto, di un ambiente sicuro e confortevole e di una figura autorevole e non autoritaria.

Ma che differenza c’è tra autoritarismo e autorevolezza? Ne abbiamo parlato per bene nel MINI-SAGGIO dedicato alla leadership, una dote fondamentale in famiglia e nella vita. Il genitore autorevole riesce a spiegare le ragioni delle sue scelte e a coinvolgere emotivamente i bambini. Diventa una guida naturale, un punto di riferimento, una base sicura.

Accanto all’autorevolezza, che si ottiene attraverso: un comportamento sicuro di sé (ovvero, fatevi tutti i dubbi del caso, ma di fronte ad un bambino siate sempre fermi e irremovibili), un comportamento comprensivo, un comportamento orientato al dialogo, c’è anche l’affetto.

Questo però è un punto sul quale non serve lavorare particolarmente: ogni genitore ama i suoi figli più di tutto!

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Sensory bag

Conosci le sensory bag? Probabilmente sì, visto che spesso vengono proposte tra i laboratori creativi per i più piccoli. Si tratta di un particolare tipo di gioco sensoriale molto semplice da realizzare, ma molto apprezzato dai bambini. Può essere utilizzato a partire da un anno, sotto la supervisione di un adulto. Spesso si sottovaluta l’importanza dei giochi tattili, che aiutano ad esplorare il mondo e possono essere personalizzati.

La sensory bag o sacchetto magico permette di stimolare i sensi e sviluppare la fantasia. Anzi, la cosa più divertente è prepararne una con i bambini ed usarla nei momenti di noia, come ad esempio un viaggio o un pomeriggio di brutto tempo. Perché cimentarsi con un sacchetto sensoriale?

Il motivo è molto semplice:

  • è divertente
  • è facile
  • è un’attività creativa last second
  • gli ingredienti sono facilmente reperibili

Ecco la nostra sensory bag:

Puoi realizzarne anche una versione più semplice, senza giochi o oggetti all’interno:

Qui di seguito ti proponiamo due esperimenti base presi dal web, per iniziare a sperimentare: basterà poco per diventare degli appassionati!

IL SACCHETTO STREGATO

Il Sacchetto Stregato è una sensory bag in cui viene inserito del liquido colorato da unire e dividere creando gocce più o meno grandi. Come certo saprai, olio e acqua non si possono mescolare: i bambini scopriranno che, manipolando il sacchetto, gli elementi tendono a separasi creando un effetto molto divertente e nuove forme.

Cosa ti serve: 

  • sacchetto gelo con la zip
  • nastro adesivo
  • olio vegetale (o olio per bambini)
  • bicchiere
  • acqua
  • colorante alimentare (in polvere o gocce)
  • contagocce o cucchiaino da dessert
  • occhi mobili per pupazzi

Sono tutti materiali acquistabili nei grandi magazzini ma, se vuoi risparmiare tempo, puoi trovarli anche online

Come si fa: 

  • Riempi il bicchiere di acqua, aggiungendo il colorante alimentare (quanto basta) ed amalgamandolo.
  • Nel frattempo versa l’olio nel sacchetto gelo riempendone circa 1/5.
  • Inserisci con il contagocce le gocce d’acqua colorata nel sacchetto.
  • Inserisci nel sacchetto gli occhietti mobili.
  • Infine chiudi il sacchetto con del nastro adesivo a prova di liquido.

Il consiglio in più: dato che il sacchetto si apre facilmente, in molti lo fissano a una superficie rigida (ad esempio il tavolo) con lo scotch da pacchi, bloccandone le due estremità. In questo caso, avrai realizzato uno splendido “pannello stregato”.

IL “SACCHETTO STREGATO” PER LA NOTTE: UN AIUTANTE PER SCONFIGGERE LA PAURA DEL BUIO

Il Sacchetto Stregato può anche essere realizzato in versione notturna. In questo caso bisogna sostituire il colorante alimentare con tempera fluorescente, seguendo gli stessi passaggi elencati in precedenza. Solitamente le tempere fluorescenti vanno lasciate alla luce diretta prima dell’utilizzo, ma leggete le istruzioni sul prodotto per verificare. Anche in questo caso, se volete risparmiare tempo acquistando online, potete cliccare qui.

E non dimenticare di leggere il nostro approfondimento sullo sviluppo sensoriale: un ottimo modo per sfatare alcuni miti e vivere il concetto di esplorazione del mondo nel modo più corretto ed equilibrato.

 

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