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Angelica

Angelica è un nome femminile di origine latina medievale, che significa “angelica”.

angelica origine e significato del nome

Angelica è un nome di origine rinascimentale. Fu utilizzato per la prima volta da Matteo Maria Boiardo come personaggio dell’Orlando Innamorato e successivamente da Ludovico Ariosto nell’Orlando Furioso. Il nome Angelica deriva dall’aggettivo latino angelicus (angelica al femminile), che significa appunto “angelica”.

L’onomastico del nome Angelica si festeggia il 6 dicembre, in ricordo della Beata Angelica da Milazzo.
Il colore legato al nome Angelica è il blu.
La pietra portafortuna per Angelica è lo zaffiro.

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Stelle marine di pasta sale

La pasta sale è una pasta modellabile facile da realizzare e molto versatile. Ad esempio, può essere utilizzata per realizzare una moltitudine lavoretti estivi, come la ghirlanda di stelle marine che vi proponiamo in questo articolo. Prima di spiegarvi il procedimento, vi ricordiamo che per realizzare la pasta sale servono solo tre ingredienti: acqua, sale e farina. Per saperne di più sul procedimento e sulle dosi degli ingredienti, vi suggeriamo la nostra guida:

Una volta preparato l’impasto, ci si può sbizzarrire a creare simpatici oggetti, da far asciugare all’aria o previa cottura e da colorare con i colori a tempera o gli acrilici. Ora però torniamo al nostro lavoretto estivo: la ghirlanda di stelle marine di pasta sale.

Come realizzare una ghirlanda di stelle marine di pasta di sale

  • Prendete un pezzo di impasto e arrotolatelo per formare una pallina delle dimensioni di una polpetta. Ponete la pallina su una superficie leggermente infarinata (per evitare che si attacchi) e, aiutandovi con le mani, appiattitela per formare un disco.
  • Una volta creato il disco, con un coltello o uno stuzzicadenti incidete nell’impasto le braccia della stella marina.
  • Rimuovete l’impasto in eccesso e modellate la forma della stella marina; con l’aiuto di uno stuzzicadenti, personalizzate la stella marina con piccole incisioni.
  • Fate un buco in cima alla stella marina (potete usare l’estremità non appuntita di una penna a sfera).
  • Lasciate asciugare all’aria o, per velocizzare il processo cuocete in forno a 100 C° in una teglia rivestita di carta forno (bastano 80 C° se usate un forno ventilato) per mezz’ora.
  • Quando la stella marina sarà asciutta, potete applicare una vernice lucidante, come ad esempio il Vernidas. Potete anche dipingere la stella marina con i colori a tempera o con i colori acrilici a base d’acqua.
  • Una volta ultimato il lavoro, legate un cordoncino nel foro della stella e legatelo ad anello. Dopo aver preparato il numero necessario di stelle marine, a seconda dell’addobbo che volete realizzare, fate passare un filo di juta attraverso gli anelli di corda per fare una ghirlanda.

Per dare un tocco magico a questo laboratorio creativo, potreste raccontare ai bambini alcune informazione sulle stelle marine mentre lavorate insieme. In questo modo, oltre ad esercitare la manualità, appagherete anche la loro curiosità, aiutandoli a conoscere meglio questi meravigliosi invertebrati marini.

Risorse creative:

A proposito di stelle marine:

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Volete essere felici? Provate a rendere felice qualcun altro

Uno studio recente ha rivelato che comportarsi in modo gentile verso gli altri per renderli felici è un tassello importante per la felicità individuale. La ricerca, pubblicata nel 2021 sul Journal of Positive Psychology, è stato condotta da Milla Titova (Elon University) e Kennon Sheldon (University of Missouri).

Leggete anche:

Nell’esperimento, un gruppo di studenti universitari hanno riferito sulla loro felicità e sul loro senso di autonomia, competenza e connessione con gli altri — tutto ciò che i ricercatori considerano «bisogni psicologici di base» per il benessere. Poi sono stati casualmente incaricati di fare qualcosa per: 1) rendersi più felici, 2) rendere un’altra persona più felice o 3) socializzare. (Assegnare un gruppo a socializzare ha contribuito a determinare se cercare la felicità per un altro ha avuto un effetto al di là della semplice presenza di qualcuno.)

Più tardi quel giorno, dopo aver fatto i loro compiti, i partecipanti hanno riferito ciò che hanno fatto, e poi compilato nuovamente la loro felicità e hanno bisogno di questionari. Coloro che avevano fatto qualcosa per far sentire meglio un’altra persona erano molto più felici se stessi dei partecipanti degli altri gruppi, e la loro maggiore felicità era legata a un forte sentimento di connessione con quella persona.

Questo risultato non è stato troppo sorprendente per guidare la ricercatrice Milla Titova, che dice che si adatta alle ricerche precedenti sulla felicità. Dare agli altri ti rende più felice che dare a te stesso e perseguire la felicità direttamente per te stesso a volte può essere addirittura controproducente.

«Rendere felici gli altri è un’esperienza più significativa per le persone rispetto a socializzare o fare qualcosa per migliorare la propria felicità», dice. «Quando puntiamo a rendere gli altri più felici, ci sentiamo connessi a loro — le nostre esigenze di relazione sono migliori — il che è importante per noi».

Successivamente i ricercatori hanno provato a modificare l’esperimento e a ripeterlo in un parco cittadino, con persone che non si conoscevano tra loro. Ancora una volta, hanno scoperto che coloro che compievano un gesto gentile per gli altri, anche se si trattava di perfetti sconosciuti, erano più felici di coloro che procuravano un beneficio a se stessi.

È controintuitivo per alcune persone, ma se la giornata non sta andando per il verso giusto, dovresti pensare a fare qualcosa di bello per un’altra persona o per i tuoi compagni di stanza invece di concentrarti su te stesso», dice. «Questo può essere il contrario di ciò che viene in mente naturalmente, ma è certamente più efficace».

Altri studi su gentilezza e gratitudine:

Bibliografia

  1. Happiness comes from trying to make others feel good, rather than oneself. Su: www.researchgate.net

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La storia (a lieto fine) delle lontre italiane

*Questo articolo fa parte del nostro “Giornale dei bambini”: una raccolta di articoli di attualità e approfondimento per guidare i più piccoli alla scoperta del mondo. Ogni articolo è arricchito da una sezione dedicata alla comprensione e ai collegamenti interdisciplinari con il curricolo della scuola primaria.

La lontra (nome scientifico Lutra lutra) è un mammifero semi-acquatico presente da sempre in Italia.
Ma negli anni ’80 è arrivata a un passo dall’estinzione. A causa dell’inquinamento chimico dei fiumi e della distruzione degli habitat fluviali, il numero di lontre selvatiche si è ridotto drasticamente.

Quando il “Gruppo Lontra Italia”, insieme agli esperti del WWF hanno organizzato il primo censimento delle lontre italiane nel 1982 erano rimasti appena un centinaio di esemplari. La situazione era drammatica e bisognava agire immediatamente.

Ma questa è una storia a lieto fine: infatti, dopo il censimento il WWF si attivò immediatamente per creare delle Oasi protette per le lontre. Questi parchi naturali hanno permesso alle lontre di salvarsi dall’estinzione: negli anni il numero di esemplari è lentamente cresciuto all’interno delle aree protette e il grado di minaccia per la lontra eurasiatica si è progressivamente ridotto.

Oggi, nel 2021, ci sono quasi 800 lontre in Italia. Anche se la specie non è ancora fuori pericolo, si tratta di una grande vittoria, resa possibile grazie all’impegno di tante persone che hanno agito per salvare la biodiversità prima che fosse troppo tardi.

Nonostante questo successo, c’è ancora molto lavoro da fare: all’inizio del XX secolo la lontra era diffusa in tutt’Italia, mentre oggi è quasi assente nelle regioni del Nord, a causa dell’inquinamento chimico dei fiumi. È necessario ridurre l’inquinamento, ripristinare gli habitat naturali e istituire nuove aree protette se vogliamo che questi animali tornino a popolare gli argini fluviali del nostro paese.

Concetti chiave per comprendere il testo

Comprensione del testo

  1. Perché le lontre rischiavano l’estinzione?
  2. Quante lontre erano rimaste in Italia negli anni ’80?
  3. Come sono riusciti i volontari del WWF a salvare questi animali?
  4. Cosa dobbiamo fare se vogliamo che le lontre tornino in tutta la penisola italiana?

Articolo da stampare

Se avete intenzione di utilizzare in classe questo testo, potete scaricare la scheda da stampare cliccando sul pulsante qui sotto.

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Ancilla

Ancilla è un nome femminile di origine latina, che significa “ancella”.

ancilla origine e significato del nome

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Benedetto

Benedetto è un nome maschile di origine latina, che significa “benedetto”.

Auguri di buon onomastico per Benedetto

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