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Lavoretti per Santa Lucia

Stai cercando qualche idea per realizzare un semplice lavoretto per Santa Lucia? Prova a realizzare questa coroncina di cartone colorato:

lavoretti santa lucia corona

CORONA DI SANTA LUCIA: ISTRUZIONI

Prima di cominciare, assicurati di avere con te:

  • fogli di cartoncino colorato nei vari colori;
  • forbici;
  • colla vinilica o colla stick;
  • spillatrice;
  • pennarelli.

Comincia ritagliando il cartoncino verde che formerà la base della corona. Taglia due strisce lungo i due lati lunghi di un foglio A4, uniscile con due punti di spillatrice e ripiegale a formare un cilindro. Poi fermale con altri due punti di spillatrice.

Adesso ritaglia le candele e le bacche di agrifoglio. Per le candele, dovrai sovrapporre due pezzi di cartoncino: uno per la cera e uno per la fiammella.

Infine, incolla le candele all’interno della corona, che adesso è pronta per essere indossata:

*Per fissare i vari elementi hai tre strade di fronte a te: utilizzare una spillatrice, utilizzare il nastro di carta o utilizzare la colla. Tutte e tre garantiscono buoni risultati. 

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I GENITORI FORTI RENDONO FORTI I PROPRI FIGLI

Un genitore forte ti insegna che nessuna difficoltà può schiacciarti: ti insegna a coltivare la tua resilienza e a rialzarti dopo ogni caduta.
Un genitore forte ti insegna il rispetto: la forza non equivale alla violenza, ma a una sicurezza di sé così grande da non averne bisogno.
Un genitore forte ti insegna l’amore, nella sua essenza più pura: autenticità, passione e dedizione.

Tutti noi siamo genitori forti: dobbiamo solo risvegliare il potenziale umano che dorme dentro di noi e decidere di migliorare noi stessi. Diventare una famiglia dovrebbe essere il primo motore di crescita: assumersi la responsabilità di crescere un figlio significa assumersi la responsabilità di crescere. Eppure, spesso vincono la stanchezza, le paure e le nostre debolezze.
Investire nella relazione genitore-figlio è fondamentale, ma in famiglia non dobbiamo dimenticare di destinare una parte di energia alla crescita personale individuale.

Ma qual è il fondamento scientifico di queste affermazioni? Stiamo parlando dell’effetto definito “contagio emotivo“: le persone modificano i propri sentimenti sulla base dei sentimenti di chi le circonda. Se i tuoi genitori sono felici, è molto probabile che anche tu sarai felice. Allo stesso modo, una famiglia malinconica, violenta o insoddisfatta finirà per contagiare anche i bambini. Ecco perché dovresti investire tempo ed energie per migliorare te stesso e diventare una persona forte. Impara a coltivare i sentimenti e i legami, distinguendoli dalle connessioni. Leggi, annoiati, scopri la dimensione dell’ozio creativo. Esistono centinaia di buoni punti di partenza per migliorare se stessi: devi solo scegliere uno dei sentieri possibili e percorrerlo con coraggio.

FONTI

 

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DIVENTIAMO GIARDINIERI DELL’ANIMA

In presenza di amore, vi è la speranza di costruire vere famiglie, una vera fratellanza, un’equanimità reale, una pace reale. Se nella tua mente l’amore è stato smarrito, se continui a considerare gli altri come nemici, non importa quanta conoscenza o istruzione tu abbi, non importa quanto progresso materiale sia stato raggiunto, avrai solo sofferenza e confusione“.
Dalai Lama

L’amore dovrebbe essere alla base di qualsiasi legame familiare: una famiglia è, in estrema sintesi, un gruppo di persone unite dall’amore. Purtroppo, la società contemporanea rende estremamente difficile coltivare i sentimenti: ne abbiamo parlato a proposito della differenza, non sottile, tra legami e connessioni.

Ecco allora che ti proponiamo di trasformarti in una/un giardiniera/e dell’anima: i sentimenti non si possono comprare, vanno seminati e coltivati con passione e con costanza. Un buon giardiniere dell’anima è una persona che ha compreso i limiti dei modelli consumistici e che ha rinunciato a pensare all’educazione in termini esclusivamente professionalizzanti. Un giardiniere dell’anima sa che la felicità viene prima della perfezione e che i sentimenti sono tutto (senza che questi escludano la necessità di pensare bene).

In altre parole: i sentimenti non si trovano qui o là, si producono e si consolidano. Per rimettere al centro l’amore, dobbiamo tornare a considerarci come artefici della vita, come persone capaci di produrre qualcosa di grande. Senza questa volontà non c’è passione e senza passione non riusciremo a costruire legami davvero forti.

FONTI

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Emozioni e sentimenti

Umberto Galimberti, filosofo contemporaneo che ha analizzato a lungo il mondo delle emozioni, distingue tre forme emotive: l’impulso, l’emozione e il sentimento:

  • L’impulso, irrazionale ed istintivo, è quello che conduce ad un gesto: un gesto di rabbia potrebbe essere un pugno, un’ingiuria, una reazione fisica o verbale;
  • L’emozione è il luogo in cui l’impulso lascia il posto alla risonanza emotiva; viviamo un’emozione nel momento in cui “sentiamo”, “ci sentiamo”; si tratta di uno stato transitorio tra impulso e sentimento;
  • Il sentimento è una sorta di “forma evoluta” delle emozioni, che supera l’impulso. Il sentimento d’amore è quello che, tra due innamorati, permette loro di capirsi prima ancora di spendere parole.

Cosa succede quando le emozioni di base vengono rielaborate attraverso il pensiero razionale? In estrema sintesi possiamo dire che si trasformano in sentimenti, che conservano una traccia dell’emozione e di ciò che la ha causata, ma integrano molti altri fattori, come la nostra esperienza, le nostre credenze, i nostri valori e le nostre aspettative.

L’amore non è un oggetto preconfezionato e pronto per l’uso. È affidato alle nostre cure, ha bisogno di un impegno costante, di essere ri-generato, ri-creato e resuscitato ogni giorno. Mi creda, l’amore ripaga quest’attenzione meravigliosamente. Per quanto mi riguarda (e spero sia stato così anche per Janina) posso dirle: come il vino, il sapore del nostro amore è migliorato negli anni”. (Zygmunt Bauman)

Il nostro percorso di riscoperta dei sentimenti profondi potrebbe cominciare da due parole in apparenza scontate: legami e connessioni. È proprio Bauman che pone l’attenzione sulla differenza tra legame e connessione:

I legami sono stati sostituiti dalle “connessioni”. Mentre i legami richiedono impegno, “connettere” e “disconnettere” è un gioco da bambini. Su Facebook si possono avere centinaia di amici muovendo un dito. Farsi degli amici offline è più complicato. Ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità. Ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza“.

Imparare a distinguere un legame da una connessione dovrebbe essere il nostro esercizio analitico di educazione sentimentale, accompagnato da quello pratico di coltivare i legami.

PER EDUCARE CON LE FAVOLE:

Per aiutare i più piccoli a riconoscere le emozioni e a coltivare le buone pratiche che ci fanno stare meglio abbiamo scritto la raccolta di racconti “Cuorfolletto e i suoi amici”.

libri cuorfolletto e i suoi amici

TORNA A:

BIBLIOGRAFIA
Z. Bauman, Amore liquido, sulla fragilità dei legami affettivi, Laterza, 2006
http://www.repubblica.it/speciali/repubblica-delle-idee/edizione2012/2012/11/20/news/bauman_le_emozioni_passano_i_sentimenti_vanno_coltivati-47036367/

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PERCHE’ AI BAMBINI PIACCIONO TANTO GLI INDOVINELLI?

Perché ai bambini piacciono tanto gli indovinelli?

A occhio e croce, direi,” sostiene Gianni Rodari “perché essi rappresentano la forma concentrata, quasi emblematica, della loro esperienza di conquista della realtà. Per un bambino il mondo è pieno di oggetti misteriosi, di avvenimenti incomprensibili, di figure indecifrabili. La loro stessa presenza nel mondo è un mistero da chiarire, un indovinello da risolvere, girandogli attorno con domande dirette o indirette. La conoscenza avviene, spesso, in forma di sorpresa“.

L’indovinello non è semplicemente un passatempo infantile: “in queste sfide s’irrobustisce il senso di sicurezza del bambino, la sua capacità di crescere, il suo piacere di esistere e di conoscere“. L’indovinello, a ben pensarci, è una prima forma di amore per la scoperta e della conoscenza. È una prima forma di intrattenimento culturale per i bambini, attraverso il mezzo della parola e delle sue sfumature.

Questa considerazione ci porta alla necessità di analizzare l’indovinello fin dalla sua costruzione. A questo proposito, ti suggeriamo di leggere la guida su come si costruisce un indovinello. Se invece stai cercando una raccolta di indovinelli, ti suggeriamo di leggere la nostra pagina degli indovinelli.

FONTI

G. Rodari, Grammatica della fantasia, introduzione all’arte di inventare storie, Einaudi, 2010 (ed. originale 1980)

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COME SI COSTRUISCE UN INDOVINELLO

La costruzione di un indovinello è un esercizio di logica o di immaginazione? Probabilmente tutte e due le cose insieme“.
Gianni Rodari

Nella sua “Grammatica della fantasia” Rodari ha dedicato un capitolo proprio alla costruzione degli indovinelli: processo divertente tanto quanto la loro soluzione. Inventare un indovinello può sembrare una cosa banale (o, al contrario, un’impresa impossibile), ma tutti noi possiamo farlo: dobbiamo imparare a giocare con le parole.
Il beneficio che si ricava da questa attività è la capacità di scomporre e ricomporre le parole, i suoni e i significati della nostra lingua secondo una logica ben precisa.

Ecco come procedere, secondo la regola individuata da Gianni Rodari:

  • straniamento: dopo aver scelto un oggetto, si deve descrivere come se fosse la prima volta che lo si vede (ad esempio, di una matita diremo che è un bastoncino di legno a forma di cilindro, che termina con una punta scura; questa, può lasciare un segno nero se la facciamo scorrere su una superficie bianca);
  • comparazione e associazione: si sceglie un elemento della descrizione fatta nel primo passaggio e si individua una associazione (ad esempio, la superficie bianca del foglio può diventare un campo bianco, o un campo innevato);
  • terza operazione: si individua la metafora che costruirà l’indovinello (su un campo bianco traccia un sentiero nero);
  • quarta operazione (opzionale): aggiustare l’indovinello in versi o in rima.

Prova anche tu ad inventare il tuo indovinello: questo esercizio si può sperimentare mentre aspettiamo il nostro turno dal dottore, al ristorante e perfino in classe. Se stai cercando qualche modello a cui ispirarti, scopri la nostra pagina degli indovinelli. Una precisazione: gli indovinelli di cui parla Rodari sono gli indovinelli basati su metafore; sono ben diversi dagli indovinelli logici e dagli enigmi.

FONTI

G. Rodari, Grammatica della fantasia, introduzione all’arte di inventare storie, Einaudi, 2010 (ed. originale 1980)

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