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Battaglia navale

Battaglia navale è uno dei giochi con carta e penna più conosciuti e giocati al mondo, nonché uno dei più divertenti.
In questo articolo troverete: 1) le regole del gioco, 2) lo schema da scaricare e da stampare per giocare a battaglia navale e 3) le varianti più diffuse del gioco.

1. Regole della battaglia navale

  • Per poter giocare, ogni giocatore deve avere 2 griglie da 10×10 caselle (indicate con numeri e lettere) e una matita.
  • Prima di cominciare la partita, ogni giocatore dovrà disporre le sue navi disegnandole sulla prima delle 2 griglie.
  • Le navi da schierare sono:
    1 portaerei (nave lungha 6 caselle)
    2 corazzate (nave lunga 4 caselle)
    3 incrociatori (nave lunga 3 caselle)
    4 torpedinieri (nave lunga 2 caselle)
  • Per posizionare una nave è sufficiente colorare leggermente le caselle sulle quali intendiamo schierarla.
  • Quando i giocatori hanno schierato la propria flotta, comincia il gioco.
  • Si gioca a turni
  • Il giocatore di turno dovrà colpire una casella della griglia avversaria, indicandone il nome.
    Esempio: A1, E3, F4.
  • L’avversario dovrà dire se la casella era vuota (“acqua”), se ha colpito una nave (“colpito”) o se ha colpito una nave e l’ha affondata (“colpito e affondato”). Una nave viene colpita quando tutte le sue caselle sono state colpite. Il giocatore di turno segnerà sulla seconda delle due griglie le caselle colpite, i colpi a vuoto e le navi centrate.
  • Dopo ogni colpo il turno passa all’altro giocatore.
  • Vince la partita il primo giocatore che riesce ad affondare tutte le navi della flotta avversaria.

2. Schema della plancia da stampare

Su portalebambini.it abbiamo realizzato lo schema della battaglia navale da scaricare e da stampare. Potete utilizzarlo per una battaglia navale fai da te semplice e divertentissima. Cliccate sull’immagine qui sotto per stamparla.

3. Varianti

Ecco alcune varianti della battaglia navale per rendere più divertenti le vostre partite.

  • Una delle varianti più popolari prevede che il giocatore di turno non colpisca una sola casella, ma colpisca tante volte quante sono le sue navi (quindi, si comincia con 10 colpi a disposizione ogni turno). Ogni volta che una nave viene affondata si sottrae 1 colpo da quelli a disposizione del giocatore.
    Questa variante rende il gioco più veloce e conferisce un vantaggio al giocatore che riesce ad affondare le navi nemiche.
  • Un’altra variante prevede che se un giocatore colpisce una delle caselle adiacenti a una nave nemica, l’avversario non dica “acqua”, ma “in vista”. In questo modo è possibile individuare più facilmente le navi nemiche. Questa variante rende il gioco più semplice ed è utile soprattutto se a giocare sono i bambini.

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Educare alla creatività

In questa sezione di portalebambini.it potete trovare il nostro percorso di educazione creativa. Abbiamo raccolto letture, approfondimenti e attività pratiche frutto di 8 anni di ricerca e lavoro sul campo.

1. Cos’è la creatività?

Un punto di forza! Esistono numerose definizioni “scientifiche” di creatività, ma la verità è che gli studiosi sono ancora impegnati nel tentativo di comprenderla appieno.

Secondo la prospettiva dell’educazione positiva, la creatività è un punto di forza personale, ovvero una caratteristica che tutti noi possediamo (chi più, chi meno) e che si può allenare. Secondo la classificazione VIA effettuata dagli psicologi positivi si tratta della capacità di avere delle idee originali (ovvero diverse dalle altre esistenti) e utili (da un punto di vista materiale o da un punto di vista della comunicazione e della condivisione). Non è una definizione perfetta, ma secondo noi è sufficientemente buona.

Vi suggeriamo alcune letture per conoscere meglio la creatività. Ciascuna di esse affronta concetti chiave, caratteristiche particolari e false credenze di questo punto di forza.

LETTURE

2. Allenare la creatività

Ed eccoci alla parte pratica.
Per cominciare, vi suggeriamo di prendere confidenza con il concetto di pensiero laterale. Formulato da Edward de Bono, sotto alcuni punti di vista è simile al pensiero creativo. Negli anni de Bono ha applicato il pensiero laterale ai contesti lavorativi, aziendali e formativi, formulando un gran numero di esercizi efficaci.
Perché questi esercizi siano efficaci, occorre praticarli con costanza: se avete deciso di intraprendere un percorso per sviluppare la creatività, vi suggeriamo un periodo di pratica quotidiana non inferiore a un mese. Potete cominciare dagli esercizi che abbiamo inserito qui sotto, tra i percorsi esperienziali. La lettura chiave, invece, presenta il pensiero laterale e offre la teoria necessaria per apprezzare appieno gli esercizi.

ATTIVITÀ

Ricordate sempre che la creatività si allena usandola. Gli esercizi che abbiamo proposto sono degli “attivatori”, ma da soli non sono sufficienti: ci piace considerarli come trampolini di lancio, capaci di rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di utilizzare appieno la creatività nella vita quotidiana.

ATTIVITÀ

5. Educazione creativa e crescita personale

La crescita personale si sviluppa a partire da un concetto centrale: quello di cambiamento. A volte il cambiamento è consapevole, altre volte ci investe in modo imprevisto. Genitori, insegnanti e educatori si trovano ad affrontare quotidianamente il cambiamento e i suoi effetti.
La creatività è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per governare questi cambiamenti.

LETTURE

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Il lupo e la volpe

il lupo e la volpe

Il lupo e la volpe

Jean de la Fontaine

C’era una volta una vecchia volpe che una notte passò accanto a un pozzo; non ci vedeva più molto bene e confuse il riflesso della luna sul fondo del pozzo per una caciotta.
La volpe saltò dentro uno dei due secchi che si trovavano sul bordo del pozzo e si calò giù con la corda. Quando arrivò in fondo, scoprì di aver preso un abbaglio, ma era troppo tardi: infatti non poteva più risalire.
L’animale, rimase intrappolato nel pozzo per due giorni quando una sera passò di lì un lupo.
“Caro lupo, guarda che caciotta ho trovato in questo pozzo” gli disse la volpe, “è troppo grande per me, vieni a mangiare anche tu”.
Il lupo, che non sospettava di nulla, si sedette nell’altro dei due secchi, che era rimasto sul bordo del pozzo; i secchi erano uniti con una fune ad una carrucola e così, mentre il lupo scendeva, la volpe risaliva verso l’uscita. Quando il lupo si accorse di essere stato ingannato, ormai troppo tardi: la volpe era sgattaiolata via e lui si trovava sul fondo del pozzo.

Solo un ingenuo crede a chi lo attira con allettanti false promesse.

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La favola del prezzemolo

La favola del prezzemolo

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Nell’orto di uno scrittore crescevano rigogliose menta, origano, melissa, salvia, maggiorana, rosmarino e una pianta di prezzemolo.
Tra le aiuole era difficile annoiarsi: le giornate d’estate trascorrevano tra racconti fantastici, qualche pettegolezzo e tanti bagni di Sole.
Soltanto il prezzemolo faceva eccezione: a lui non interessava diventare sempre più verde, come gli altri. Voleva diventare un giornalista, viaggiare e fare grandi inchieste. Si allenava intervistando le sue vicine d’aiuola, interrompendo i loro discorsi con voce squillante per domandare: “Chi?” “Che cosa?” “Quando?” “Dove?”.
All’inizio il prezzemolo suscitò curiosità, ma presto risultò invadente. Bastava che si avvicinasse alla salvia perché quella lo mandasse via con brutte parole: “Non mi seccare, vai a intervistare i vermi”.
Con le altre piante andava ancora peggio.
Un giorno lo scrittore scese nell’orto per cogliere alcuni aromi e mentre si chinava per recidere qualche foglia gli parve di udire un singhiozzo disperato.
“È certamente il caldo” pensò il ragazzo, ma il pianto proseguì a dirotto.
Guardando meglio, si accorse che era proprio la pianta di prezzemolo a singhiozzare.
Una persona qualsiasi avrebbe pensato: “È impossibile!”, ma lui era uno scrittore e domandò semplicemente: “Perché piangi?”
“Piango perché sono triste. Le altre piante mi dicono che faccio troppe domande, che sono un ficcanaso.
Ma io voglio diventare un giornalista, devo fare domande”.
“Sei curioso, e la curiosità ti riempie di energia. Ma ti sei mai chiesto se alle altre piante fanno piacere le tue domande?”
“Ma io devo raccontare la verità!” strillò il cespuglio di prezzemolo.
Sul volto dello scrittore si disegnò un sorriso.
“Perché vuoi farlo? E quale verità vuoi raccontare? Quella di chi scrive? Quella di chi racconta? Quella di chi legge? Quella di chi vive? Io sono uno scrittore, invento storie di sana pianta. Eppure, c’è del vero anche lì, tra le mie righe fantastiche”.
Il prezzemolo scosse le foglioline, pensieroso.
“Quindi tutte le mie domande sono inutili? Dovrei rinunciare al mio sogno?”
“No, per nessuna ragione al mondo dovresti farlo.
Ma prima di domandare agli altri, domanda al tuo cuore”.
“E cosa dovrei domandargli?”
“La domanda più importante. La “domanda delle domande”: perché?
Perché vuoi raccontare la verità?
Perché vuoi diventare un giornalista?
Perché le altre piante ti hanno messo da parte?”.
Il prezzemolo rimase quieto nella sua aiola per qualche tempo. Meditò sulle parole dello scrittore e imparò ad ascoltare: il suo cuore, il silenzio, il mondo.
Infine, un giorno, trovò le risposte alle sue domande e decise di dare vita ad un piccolo giornale, “l’Orticello”.

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La civiltà cinese

La civiltà cinese: materiale per la scuola primaria

Di seguito potete trovare i nostri materiali per la scuola primaria sulla civiltà cinese. Troverete: 1) uno schema riassuntivo stampabile, 2) le schede di esercitazione stampabili, 3) un breve ripasso con le informazioni principali.

1. Schema riassuntivo

Ecco uno schema riassuntivo sulla civiltà cinese. Potete utilizzare questo schema per studiare, o come punto di partenza per costruire una mappa concettuale (trovate più informazioni nella nostra guida alle mappe concettuali). Cliccate sull’immagine qui sotto per scaricare il file stampabile.

la civiltà cinese mappa concettuale per la scuola primaria

2. Schede didattiche

Qui sotto potete trovare alcune schede di esercitazione sulla civiltà cinese per i bambini della scuola primaria (potete usarle anche come verifiche). Cliccate su ciascuna scheda per stamparla.

i cinesi scuola primaria schede didattiche 1

3. Ripasso per la scuola primaria

  • La civiltà cinese fu un’antica civiltà che occupò il territorio della Cina.
  • Questa civiltà si sviluppò dal 3000 a.C. fino al 1600 d.C.
  • I primi villaggi cinesi sorsero lungo le sponde del Fiume Giallo già nel 3000 a.C., favoriti dal terreno molto fertile di quest’area.
  • Le prime città invece nacquero intorno al 1600 a.C.
  • Per più di mille anni, le sei dinastie più importanti combatterono tra loro per conquistare il potere e regnare sui territori del Fiume Giallo.
  • Il primo sovrano che riuscì a sconfiggere tutte le altre dinastie e a unificare tutta la Cina fu Ying Zhen della dinastia Quin, che divenne il primo imperatore della Cina (il nome Cina deriva proprio da Quin) e si fece chiamare “Qin Shi Huangdi” (che significa “il primo imperatore della dinastia Qin).
  • Sotto il suo regno Qin Shi costruì la Grande Muraglia, un’opera imponente per proteggere il suo regno dalle invasioni dei popoli barbari, lunga più di 6000 chilometri.
  • Alla sua morte, l’imperatore venne sepolto in una tomba monumentale, nascosta sotto una collina. La tomba conteneva anche un esercito di terracotta, con soldati, cavalli, carmi e altre armi da guerra, come corredo funerario del grande imperatore. Ad oggi sono stati rinvenuti circa 8000 soldati di terracotta, ma è probabile che ce ne siano molti altri.
  • L’imperatore era la carica più importante dell’impero, ed era considerato anche il capo religioso.
  • L’imperatore amministrava il territorio con l’aiuto dei nobili e dei funzionari, che occupavano il gradino inferiore della piramide sociale.
  • Sotto di loro vi erano i guerrieri, seguiti dagli uomini liberi (artigiani, contadini, allevatori).
  • La civiltà cinese non aveva un’unica religione: anticamente si veneravano le forze della natura, poi si aggiunsero il Confucianesimo (introdotto da Confucio) e il Taoismo (introdotto da Lao Tzu), due dottrine erano fondate sull’equilibrio e sul benessere.
  • I cinesi furono grandi scienziati e inventori: a loro dobbiamo l’invenzione del carro a due ruote, della carriola, della carta, della bussola e della polvere da sparo.
  • I cinesi conoscevano la scrittura: cominciarono ad utilizzarla già nel 1200 a.C. La scrittura cinese era del tipo ideografico, ovvero ciascun segno rappresentava un oggetto.

Schede di storia:
🔴 Storia – Classe prima
🟠 Storia – Classe seconda
🟡 Storia – Classe terza
🟢 Storia – Classe quarta
🔵 Storia – Classe quinta
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Gli articoli partitivi

Gli articoli partitivi: materiale per la scuola primaria

Di seguito potete trovare i nostri materiali per la scuola primaria sugli articoli partitivi. Troverete: 1) uno schema riassuntivo stampabile, 2) le schede di esercitazione stampabili, 3) un breve ripasso con le informazioni principali.

1. Schema riassuntivo

Ecco uno schema riassuntivo sugli articoli (determinativi, indeterminativi e partitivi). Potete utilizzare questo schema per studiare, o come punto di partenza per costruire una mappa concettuale (trovate più informazioni nella nostra guida alle mappe concettuali). Cliccate sull’immagine qui sotto per scaricare il file stampabile.

gli articoli partitivi determinativi indeterminativi mappa concettuale schede didattiche scuola primaria

2. Schede didattiche

Qui sotto potete trovare alcune schede di esercitazione sugli articoli partitivi per i bambini della scuola primaria (potete usarle anche come verifiche). Cliccate su ciascuna scheda per stamparla.

gli articoli partitivi schede didattiche scuola primaria 1

SCOPRITE ANCHE LE ALTRE SCHEDE DIDATTICHE:

3. Ripasso per la scuola primaria

  • Gli articoli partitivi si formano aggiungendo la preposizione semplice DI agli articoli determinativi.
  • Gli articoli partitivi sono sette: del, dello, della, dell’, dei, degli e delle.
  • L’articolo partitivo si utilizza per indicare una parte imprecisata di un’unità più grande.
    Es. “Per favore, puoi passarmi dei biscotti”; in questo caso, stiamo chiedendo all’altra persona di passarci alcuni biscotti, ma non tutti quelli presenti nella scatola.
  • Quando si utilizza l’articolo partitivo? Ecco un esempio:
    Immaginate di aiutare il papà che sta appendendo dei quadri: voi siete gli addetti alla cassetta degli attrezzi e avete il compito di passargli i materiali necessari.
    Ad un certo punto vi chiede: “Puoi passarmi i chiodi?”. Quanti chiodi passereste al papà?
    Immaginate invece che vi chieda: “Puoi passarmi dei chiodi?”. Quanti chiodi passereste al papà?
    Nel primo caso, il papà ha usato un articolo determinativo (I). Quindi, si stava riferendo a tutti i chiodi nella scatola. Nel secondo caso, invece, il papà ha usato un articolo partitivo (DEI). Questo perché si riferiva solo a una parte dei chiodi, ad alcuni chiodi. E voi, avete interpretato le frasi del papà nel modo corretto?
  • Ed ecco un altro esempio:
    Siete a tavola con la vostra famiglia. Accanto al vostro piatto, avete un piatto pieno di arance. Al termine della cena, la mamma vi chiede: “Per favore, mi porgeresti le arance?”
    Quante arance passereste alla mamma?
    Immaginate invece che vi chieda: “Per favore, mi porgeresti delle arance?”
    Quante arance passereste alla mamma?
    Nel primo caso, la mamma ha usato un articolo determinativo (LE). Quindi, si stava riferendo a tutte le arance nella ciotola. Nel secondo caso, invece, la mamma ha usato un articolo partitivo (DELLE). Quello che vi ha chiesto è di passarle alcune delle arance presenti nella ciotola.
  • Questi esempi ci insegnano che l’articolo partitivo indica soltanto una parte del nome a cui si riferisce.

4. Filastrocca degli articoli partitivi

Imparare gli articoli partitivi non è difficile. Tuttavia, è facile confonderli con gli articoli indeterminativi o con i pronomi indefiniti, che vengono utilizzati in modo simile ai partitivi. Abbiamo ideato questa filastrocca per aiutare i bambini a ricordare la forma dell’articolo partitivo

FILASTROCCA DEGLI ARTICOLI PARTITIVI
Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Una maestra che viaggia nei secoli
sta insegnando a dei cavernicoli
ad usare per bene gli articoli.
Ed ecco che un primitivo
va alla lavagna e scrive in corsivo:
“DEI”: articolo partitivo.

filastrocca degli articoli partitivi

Cliccate qui per stampare questa filastrocca.

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Lapbook e pop-up. La Preistoria
Lapbook e pop-up. L’Antico Egitto
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Schede di italiano:
🔴 Italiano – Classe prima
🟠 Italiano – Classe seconda
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🟢 Italiano – Classe quarta
🔵 Italiano – Classe quinta
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