Educazione e rispetto sono i pilastri della vita sociale; per vivere bene insieme agli altri (e far sì che gli altri stiano bene con noi) è necessario rispettarli ed usare riguardo e gentilezza nei loro confronti.
Scuola e famiglia sono i due grandi attori che dovrebbero trasmettere questi valori: la famiglia ha il dovere di introdurli già nei primi anni di vita del bambino, la scuola di consolidarli nel corso della crescita. Non può esistere una società dell’empatia né una società della gentilezza se mancano le basi della buona educazione.
Ecco una lista di dieci piccoli gesti attraverso i quali costruire l’educazione:
Ringraziare, sempre;
Usare il condizionale: siamo circondati da bambini che “vogliono”, ma il condizionale è d’obbligo!
Chiedere le cose per favore;
Parlare uno alla volta;
Ripulire lo spazio se lo si sporca (è agghiacciante, ma ci sono adulti e bambini che seminano rifiuti anche per casa);
Scusarsi per il disturbo;
Aiutare chi è in difficoltà;
Non urlare e non fare schiamazzi;
Salutare quando si incontra qualcuno;
Mangiare in modo educato e composto (quest’ultimo punto meriterebbe un’ampia discussione).
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Oggi vi proponiamo un lavoretto creativo per giocare con la simmetria. Il concetto di simmetria è uno dei fondamentali della matematica e della geometria elementare; il modo migliore per impararlo, è comprendere attraverso un’attività creativa il suo funzionamento.
GIOCHIAMO CON LA SIMMETRIA: ISTRUZIONI
Prima di cominciare, assicurati di avere:
Foglio di carta A4 (evita i fogli da disegno troppo rigidi, bisogna piegarlo a metà);
Piega il foglio bianco a metà. Poi, con i colori a tempera o con i colori acrilici, realizza una figura circolare, con uno dei bordi lungo la piega del foglio. Puoi giocare con i colori come preferisci; noi abbiamo utilizzato una paletta ampia, contenente tutti i colori primari e secondari. Ecco il nostro foglio:
Adesso, facendo attenzione a non sporcarti, dovrai richiudere l’altra metà del foglio su quella dipinta. Applica una leggera pressione al foglio, in modo che il colore su una metà si possa imprimere anche sull’altra. Poi, apri il foglio. Ecco cosa dovresti ottenere:
Per finire, è il momento delle ultime decorazioni: noi, che abbiamo scelto di realizzare un gufo, abbiamo ritagliato nella carta colorata il becco e le orecchie. Abbiamo anche ritoccato gli occhi con un po’ di colore a tempera bianco.
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Il racconto fantastico è un genere letterario che si distingue dagli altri perché i fatti, i personaggi e i luoghi di cui si parla non esistono nella realtà. Esistono varie tipologie di racconto fantastico, ciascuna con le sue caratteristiche:
Il romanzo fantastico e il romanzo fantastico breve
Esistono varie posizioni letterarie sul racconto fantastico: alcuni autori escludono mito, leggenda, favola e fiaba dal “racconto fantastico”, considerandoli generi a se. Chi sceglie questa classificazione, il racconto fantastico è la forma narrativa sviluppatasi nell’Ottocento, grazie ad autori come Edgar Allan Poe e Franz Kafka. Parlando di racconto fantastico alla scuola primaria, però, tutte queste forme si possono raggruppare, accantonando la diatriba letteraria: tutte le forme letterarie che abbiamo elencato sopra, infatti, condividono l’elemento fantastico, non reale.
IL RACCONTO FANTASTICO: CARATTERISTICHE
Ciò che caratterizza un racconto fantastico e che permette di riconoscerlo in modo semplice ed immediato è la presenza di almeno un elemento inverosimile, fantastico.
I personaggi di un racconto fantastico possono essere personaggi realmente esistenti (uomini o animali) ma anche personaggi di fantasia (divinità, mostri e creature soprannaturali).
Il tempo di un racconto fantastico può essere più o meno definito: miti e favole sono ambientati in un passato fuori dal tempo (“C’era una volta”, “In un tempo remoto”), le favole sono senza tempo mentre i romanzi e i racconti fantastici moderni possono presentare un tempo ben definito.
Le azioni compiute dai personaggi possono essere di fantasia, ovvero azioni impossibili nel nostro mondo. Gli animali delle favole parlano, un bambino potrebbe lanciare un incantesimo e così via.
IL RACCONTO FANTASTICO: PERCORSO DI LETTURA
Affrontando il racconto fantastico a scuola, vi suggeriamo un percorso di lettura in ordine cronologico:
Si comincia dai miti delle origini e dallo studio del mito.
Si prosegue con la favola classica, di Fedro ed Esopo. Noi suggeriamo di leggere queste tre favole:
Su Portale Bambini, però, abbiamo raccolto un centinaio di favole di Esopo e di favole di Fedro e non ci sono favole più o meno adatte alla lettura in classe. Sentiti libera/o di scegliere.
Dopo aver letto alcune favole, è possibile passare alle fiabe; in particolare, si potrebbero leggere:
Puoi trovare moltissime altre fiabe classiche (dai fratelli Grimm a Perrault e Andersen) nella nostra sezione dedicata alle favole e fiabe per bambini.
Infine, è possibile concludere il percorso con qualche leggenda popolare. Alla scuola primaria può essere difficile spiegare la differenza – sottile – tra leggenda e mito e tra leggenda e fiaba. Ad ogni modo, alcune leggende sono davvero interessanti anche per la sola lettura.
Il Cuorfolletto Creative Shop è il negozio online della nostra casa editrice. Qui potete acquistare le nostre raccolte di lapbook, minibook fai-da-te, giochi pop-up e tanti altri formati da stampare e costruire insieme, trasformando ogni attività in un piccolo laboratorio di meraviglia. Acquistando uno dei nostri prodotti, sostenete la casa editrice e ci aiutate a continuare a offrire anche tante attività gratuite.
Le raccolte disponibili nel Cuorfolletto Creative Shop possono essere acquistate anche con Carta del Docente. Vi offriamo un’assistenza continua per ogni fase dell’acquisto e del download dei materiali, oltre che un supporto dedicato nell’assemblaggio dei materiali, con video tutorial e spiegazioni.
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“Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuole dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri”.
P. Crepet
Le nostre scuole dell’infanzia e primarie sono da decenni delle vere e proprie officine creative: i bambini imparano a giocare con i colori, a ritagliare ed incollare, a costruire mappe e schemi, a lavorare e giocare in gruppo.
Si tratta di competenze fondamentali, che non dobbiamo perdere. L’uso intensivo dei dispositivi digitali deve essere limitato e attento a non inficiare motricità e manualità. Sempre più docenti si lamentano che i propri studenti arrivano in classe abituati a trascorrere ore davanti a uno schermo, ma incapaci di tenere in mano un paio di forbici! Stiamo assistendo al crollo della manualità nei più piccoli.
Si tratta di un lavoro che la scuola porta avanti nel corso degli anni, ma che necessita di un sostegno a casa: i bambini al di sotto dei 5 anni devono trascorrere non più di un’ora utilizzando schermi e tablet (banditi invece al di sotto dei 2 anni), come raccomandato dalla Società Italiana di Pediatria. Bisogna offrire loro la possibilità di giocare all’aria aperta, ma anche di sviluppare i sensi attraverso giochi e lavoretti manuali.
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Nel nostro articolo sul mito abbiamo introdotto la storia della Creazione ebraica. Qui puoi leggere per intero il primo capitolo della Genesi (e uno stralcio del secondo capitolo), contenente l’intero racconto.
Capitolo 1
1 In principio Dio creò il cielo e la terra.
2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu.
4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre
5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque».
7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.
8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne.
10 Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona.
11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne:
12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.
13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni
15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne:
16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.
17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra
18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.
19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo».
21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra».
23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne:
25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
26 E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
27 Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».
29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.
30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne.
31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Capitolo 2
1 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere.
2 Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro.
3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.
4aQueste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
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Educazione motoria alla scuola primaria? Presto potrebbe essere realtà. Marco Marin, campione olimpico e senatore, ha già predisposto un disegno di legge, che al momento è all’esame della Camera.
L’Onorevole Luigi Gallo, presidente della VII Commissione Cultura della Camera, ha dichiarato che le “scuole primarie devono essere luoghi di movimento per i bambini e troppo spesso invece i nostri fanciulli sono bloccati ai loro banchetti e seduti per ore mortificando crescita, cura, benessere sia psichico che fisico, e soprattutto apprendimento. Si perché ormai tutte le ricerche scientifiche dimostrano come l’attività motoria, esperienziale , tattile, di immersione nella realtà potenzia a dismisura l’apprendimento e il nostro cervello con stimoli coinvolgenti, riempiendo di conoscenze e saperi il nostro cuore come la nostra mente.“
Il ddl Marin, grazie anche al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti (ex docente di scienze motorie), potrebbe trovare terreno fertile e diventare realtà già nei prossimi anni.
Al momento, l’educazione motoria alla scuola primaria è relegata ad una sola ora settimanale (con l’eccezione degli istituti che hanno adottato una programmazione diversa), senza un docente titolare adeguatamente preparato. Certo, accanto al riconoscimento dell’importanza della ginnastica bisognerà anche dotare tutte le scuole primarie di una palestra adeguata. Molti istituti, infatti, ne sono sprovvisti o hanno palestre inagibili.
Questa piccola rivoluzione, a nostro avviso, è necessaria: la valenza formativa dello sport è enorme e questo non può essere delegato interamente alle famiglie. La scuola dovrebbe avere il compito di offrire a tutti solide basi del movimento e della ginnastica, lasciando poi alle famiglie la libertà di scegliere le attività sportive più adeguate ai propri figli.
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