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Realizziamo insieme un diario della natura

È tornata la bella stagione e stiamo raccogliendo le migliori idee per cominciare a vivere la natura e gli spazi aperti a partire dalle prime tiepide giornate di sole. La prima che ti presentiamo è il diario naturale.

Il diario naturale è un semplice raccoglitore attrezzato in modo tale da permettere al bambino di raccogliere e conservare i piccoli reperti che catturano la sua attenzione: fiori, foglie, corteccia e ramoscelli.

Art: bimbonaturale.org

PERCHÉ REALIZZARE UN DIARIO NATURALE?

Il diario naturale permette al bambino di stimolare la sua curiosità verso i fenomeni del mondo che lo circondano; se hai a che fare ogni giorno con un bambino, ti sarai resa/o conto che adorano collezionare gli oggetti che catturano la loro fantasia: foglie, frammenti di corteccia, sassi. E presto, arriveranno anche i fiori da cogliere.

Spesso liquidiamo le loro richieste di portare a casa questi piccoli oggetti. Eppure, non ci rendiamo conto che in quelle foglie secche, in quei sassi, perfino in un fiore calpestato, i bambini hanno visto la bellezza. Il diario naturale ci aiuta a recuperare questa preziosa consapevolezza.

Naturalmente, riempire la cameretta di foglie secche – spesso di dubbia provenienza! – risulta scomodo e poco igienico. Ecco perché utilizzare il diario naturale: insegnare ai bambini a riporre tutto con cura all’interno delle buste trasparenti, oppure incollando fiori e foglie alle pagine di cartoncino, sarà un po’ come salvare capra e cavolo.

E per di più, avrai l’opportunità di ri-scoprire insieme a loro la bellezza degli oggetti naturali.

COME REALIZZARE IL DIARIO NATURALE

Realizzare un diario naturale è semplice; ti occorreranno:

  • Un raccoglitore ad anelli formato A4
  • Buste trasparenti
  • Pagine di carta e cartoncino
Perché non realizzare un diario naturale ispirato ai vecchi erbari?

Saranno sufficienti due passaggi per approntare il diario:

  • Decorare la copertina esterna del raccoglitore: noi abbiamo optato per un collage di carta riciclata; collage e patchwork sono le tecniche che si prestano di più per decorare un raccoglitore (e più semplici da realizzare con l’aiuto del bambino); in alternativa, potrai scegliere un raccoglitore che abbia una stampa a motivi naturali (come quelli della serie Pigna Nature, che puoi trovare scontati del 28% su Amazon.it) e risparmiarti questo passaggio.
  • Riempirlo: ti consigliamo di inserire un mix di buste trasparenti e fogli bianchi; le prime serviranno a conservare i reperti, i secondi come supporto per gli schizzi, gli scarabocchi e le annotazioni del bambino. Potrai anche inserire dei fogli di cartoncino o di carta di grammatura superiore se desideri incollare fiori e foglie secche in stile “erbario”.

Un suggerimento: per evitare che, afferrando il diario al rovescio, tutti i reperti si spargano sul pavimento, ti suggeriamo di sigillare le buste trasparenti una volta piene; sarà sufficiente un poco di scotch trasparente, qualche goccia di colla a caldo o colla rapida.

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Zentangle: l’arte che fa bene a grandi e bambini

Lo Zentangle è un processo di disegno astratto a mano libera, che richiede di ripetere semplici linee geometriche (segmenti retti, curve, zig-zag) su un foglio di piccole dimensioni. Nonostante alcune somiglianze, non va confuso con i mandala né con il coloring.

Questo è un esempio di Zentangle:

zentangle

In questo articolo, ti introdurremo alla nostra visione dello Zentangle; ti suggeriamo di leggerlo integralmente, ma se proprio vai di corsa, utilizza il menù qui sotto per arrivare direttamente a ciò che stavi cercando.

INTRODUZIONE ALLO ZENTANGLE

Ma io non sono capace di disegnare!

Cara maestra, cara mamma, hai mai sentito questa frase? Noi sì, molte volte, quando abbiamo proposto un disegno a mano libera. È una risposta immediata di molti bimbi ma, soprattutto, di molti genitori che si cimentano con qualche laboratorio insieme ai figli.

Partiamo sfatando un mito: tutti sanno disegnare, anche chi non si sente portato. È una capacità che si acquisisce, così come la scrittura, anzi, per molti aspetti viene ancora prima: è la prima forma di espressione scritta che utilizziamo. Pensiamoci: se riusciamo a scrivere in stampato minuscolo e corsivo, perché non dovremmo riuscire a disegnare? Il vero problema, per molti, è un altro: abbiamo perso la capacità di osservare.

Betty Edwards, autrice del libro best-seller Disegnare con la parte destra del cervello, spiega:

Tutti possono imparare a disegnare, purché imparino a far emergere la capacità di “vedere artisticamente”, ossia di percepire la realtà non secondo gli schemi precostituiti della mente razionale che è gestita dall’emisfero sinistro del cervello, bensì attraverso lo sviluppo delle categorie intuitive e della creatività, cui presiede l’emisfero destro.

Esistono numerose pratiche ed esercizi utili per potenziare l’emisfero destro del cervello, quello più irrazionale e creativo. La tecnica dello Zentangle può aiutarci parecchio in questo senso. Ecco perché, secondo noi, dovresti sperimentarla.

zentangle

LE REGOLE DELLO ZENTANGLE

Con la parola Zentangle facciamo riferimento ad un processo di disegno che ripete forme geometriche e curvilinee. E’ un esercizio intuitivo e anche divertente, che però richiede il rispetto di alcune regole:

  • I riquadri su cui disegnare misurano 89 mm per lato (questa è la misura di cui si parla sul sito ufficiale del metodo zentangle.com, altre fonti riportano 85 mm e secondo noi non cambia proprio nulla; anzi, scegli il millimetro che preferisci!)
  • Si usa sempre una penna nera su sfondo bianco, senza altri colori
  • Si parte da una linea, incrociandola in modo ripetitivo con linee di uguale spessore
  • Il riquadro non ha orientamento
  • I disegni dovrebbero essere astratti, senza disegni riconoscibili
  • Viene fissato un tempo di 15 minuti per concludere la sessione; il fatto di stabilire una deadline (i 15 minuti di tempo) non deve essere concepito come una forma di stress, ma piuttosto come un incentivo a raggiungere l’obiettivo.
  • Bisogna creare intorno a sé un ambiente sereno e rilassante

IL METODO ZENTANGLE

Il metodo Zentangle è stato ideato da Rick Roberts e Maria Thomas, partendo dal presupposto che, date alcune regole base, il disegno di schemi astratti poteva aiutare il rilassamento. Zentangle significa “groviglio zen”, proprio per sottolineare il concetto di meditazione. E’ possibile apprendere il metodo seguendo appositi corsi: per diventare Maestro Zentangle occorre una specifica certificazione (che, al momento, si consegue unicamente in lingua inglese).

Nel nostro paese abbiamo pochissimi insegnanti certificati per il metodo Zentangle, tra cui Tina Festa. Ideatrice e fondatrice del metodo Caviardage, puoi leggere qui una sua intervista sullo Zentangle, utile soprattutto per capire la filosofia che si cela dietro queste piccole opere d’arte.

Le opere che non seguono le linee guida ufficiali, ma ne traggono semplicemente spunto, vengono definite creazioni “d’ispirazione Zentangle”. Un po’ come quelle che realizziamo noi.

CREA IL TUO ZENTANGLE

Per prima cosa ti serve il materiale adeguato: si consiglia di usare carta da stampante fine e senza righe o quadretti. In alternativa si possono adoperare la carta pergamena o quella ruvida, purché senza motivi in superficie. Puoi usare anche carta colorata, ma non verrà considerato uno Zentangle in senso stretto.

Questo è un esempio di Zentangle che potrai usare come ispirazione per muovere i primi passi; l’abbiamo trovato su sito zentangle.com, nella sezione dedicata ai principianti e ci è piaciuto da subito:

Comincia anche tu:

  • Ritaglia il foglio in un quadrato di 8,5 cm di lato;
  • Delimita il perimetro entro cui sviluppare la tua creazione; con una matita, a mano libera, traccia una linea vicino ai bordi, va bene anche se ondulata. Il perimetro a matita è la base per iniziare, non preoccuparti se è irregolare;
  • Incomincia a disegnare la sequenza con la matita, senza esercitare un’eccessiva pressione. Se non sai da dove iniziare, potrai trarre ispirazione da alcuni motivi base pubblicati online. Eccone alcuni.
  • Ora passa alla penna: ripercorrendo i contorni della stringa iniziale e realizzando il groviglio. Scegli forme semplici, come linee, punti, cerchi o ghirigori. Potrai, ma è facoltativo, decorare con ombreggiature a matita.
  • Il groviglio si genera con una linea per volta. Nel farlo, cerca di liberarti da problemi e preoccupazioni. Capirai da te quando l’opera è ultimata. A quel punto potrai incorniciarla o conservarla in un apposito raccoglitore, insieme alle altre che via via andrai creando.
  • Il disegno non va colorato. Chi decide di farlo, avrà realizzato ugualmente un piccolo capolavoro che però non sarà considerato un vero e proprio Zentangle.

APPROFONDIMENTI E CURIOSITÀ

ZENTANGLE O DOODLING?

Che differenza c’è tra uno Zentangle e gli scarabocchi, detti anche doodling dall’inglese? Nel secondo caso ci riferiamo a quei disegni che spesso si fanno ai margini dei quaderni o sui fogli di scarto, per occupare il tempo. Premettiamo che entrambi possono produrre risultati molto belli e creativi.

Esistono però alcune differenze:

  • Il metodo Zentangle richiede concentrazione e massima attenzione, va fatto in via esclusiva e non ad esempio mentre si parla al telefono, come spesso accade per gli scarabocchi.
  • Il metodo Zentangle è accompagnato da una cerimonia di creazione: richiede di isolarsi in un luogo tranquillo, disconnessi dalle distrazioni e dallo stress.

L’ARTE COME TERAPIA

Più volte abbiamo parlato dei benefici dell’arte e del processo creativo e, soprattutto, dell’importanza di coltivarli sin dalla più tenera età.
Alcuni studi ritengono che l’attività cerebrale di chi colora sia simile a quella di chi medita, grazie alla ripetizione di alcuni gesti come colorare e riempire spazi. Vi invitiamo a leggere a questo proposito i nostri approfondimenti sull’art theraphy per tutti e sui Mandala:

Tornando allo Zentangle, ribadiamo che si tratta di un metodo molto diverso da arte e pittura, un’attività meditativa basata su un processo creativo.
In quest’ottica, al di là delle regole precedentemente elencate, esiste una vera e propria filosofia alla base della tecnica:

  • La creazione è un flusso non pianificato
  • Non bisogna prefiggersi un obiettivo finale, ma lasciare che lo schema si sviluppi liberamente
  • Bisogna ascoltare il proprio io, raggiungendo una sensazione di libertà e rigenerazione
  • Creando, bisogna riaccostarsi alla meraviglia, alla bellezza della vita

La caratteristica più affascinante dello Zentangle è la sua universalità, il suo essere senza tempo: servono carta, penna e relax.

I BENEFICI DELLO ZENTANGLE

Come spesso diciamo, arte e creatività ci aiutano ad entrare in connessione con noi stessi, stabilendo un linguaggio non verbale di figure e proporzioni. Questo lavoro ci aiuta a perdere il controllo: il fatto che il disegno non sia sviluppato in modo intenzionale è un messaggio potentissimo ai giorni nostri. Lasciati andare, rilassati, smetti di controllare tutto, recupera la consapevolezza dello spazio-tempo.

Praticare lo Zentangle potrà aiutarti nella tua vita quotidiana:

  • facilitando il rilassamento
  • motivandoti e potenziando l’autostima (tutti possiamo essere artisti!)
  • allenando le nostre capacità creative

È un ottimo esercizio anche per i più piccoli. Lo Zentangle si può infatti praticare sin da bambini: già a partire dai 7 anni si può provare. Dovrai aiutarli inizialmente, spiegando loro le regole di questo processo. La loro fantasia e l’intuizione faranno il resto del lavoro!

Se invece desideri approfondire la tematica più ampia del disegno infantile, ti invitiamo a leggere quello che abbiamo scritto a proposito del disegno infantile e su come insegnare ai bambini a disegnare.

LASCIATI ISPIRARE DA…

Sapevi che alcuni artisti realizzano le loro opere con il metodo Zentangle e sono famosi in tutto il mondo? Ad esempio Banar Designs, crea un contorno di motivi geometrici intorno a celeberrimi dipinti della storia dell’arte.

zentangle banar designs

UNA NOTA FINALE

Ti sembra che questa tecnica sia un tantino “rigida”? Che ci siano troppi schemi da seguire e che lasci poco spazio alla creatività personale? Il primo, grande, insegnamento che possiamo trarre dall’arte è quello dell’umiltà: accostandoci a una nuova tecnica o processo, cominceremo seguendo passo dopo passo un maestro (sia esso una persona, un tutorial o una guida online come questa).

Superarla, innovandola e facendola propria è il passo successivo. Dopo aver penetrato appieno lo spirito dello Zentangle, solo allora saremo pronti per evolverlo, aggiungendo un pizzico delle forme e dei colori che turbinano nella nostra anima. Ma prima, non scordare l’umiltà, penna alla mano.

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Hanako dal grande cappello: una fiaba giapponese

Tanto tempo fa viveva in Giappone un Samurai ricco e potente, e generoso e buono, il quale avrebbe potuto essere felice accanto alla sua giovane e bella sposa se la sua casa fosse stata allietata dal sorriso di un bambino. Ma il cielo non aveva mandato bambini e il Samurai si sentiva più povero del più povero coltivatore di riso.
Un giorno andò alla pagoda con la moglie; si prostrarono con la fronte sul pavimento e pregarono fino a sera, chiedendo con tutto il cuore agli dei il dono di un figlio; poi tornarono a casa un pò consolati. La preghiera non fu vana: qualche tempo dopo nacque una bambina graziosissima, che fu chiamata Hanaco.
Da quel giorno i due sposi furono veramente felici. Circondarono la loro creatura delle cose più bella e delle premure più affettuose, e spesso sedevano presso di lei sospirando:
“Oh, la nostra piccola, la nostra cara Hanaco!”
La bambina, da parte sua, meritava tanto affetto e tanta ammirazione, perché cresceva buona, ubbidiente e bella. Era anche molto intelligente, e a pochi anni sapeva già suonare diversi strumenti alla perfezione e la grazia di un usignolo. Ma purtroppo tanta serenità non era destinata a durare: Hanaco aveva appena compiuto dieci anni, quando il suo babbo morì. La mamma pianse tanto che si ridusse l’ombra di se stessa, e un giorno non poté più alzarsi da letto. Allora chiamò a sé Hanaco e le disse:
– Figlia mia cara, sento che sto per lasciarti perché vado a raggiungere il tuo babbo; ma non disperarti, perché la nostra protezione non ti mancherà mai. Ti auguro di trovare nella vita chi ti ami e ti protegga, quando sarai sola. Adesso inginocchiati affinché io ti dia la mia benedizione, e compia ciò che gli dei mi hanno comandato.
Hanaco si inginocchiò piangendo e la mamma le posò sul capo un cofanetto chiuso, e su questo, un cappellone di paglia a forma di cupola, ma tanto grande che le scese quasi fino al mento.
“Non levarlo, tesoro mio – aggiunse la mamma teneramente – e un giorno saprai perché ho fatto questo”.
La benedisse ancora e spirò. Per dire la verità, Hanaco cercò subito di levarsi quel cappellone che le dava fastidio, ma per quanti sforzi facesse non vi riuscì. Allora si rassegnò a tenerlo, e andò al funerale della mamma, che fu messa a riposare accanto al Samurai.
Intanto la gente, che già aveva guardato con molto stupore la strana acconciatura dell’orfanella, incominciò a sorridere, e poi a ridere, e infine a farsi beffe di lei. I ragazzi la segnavano a dito e la inseguivano per la strada chiamandola ” cappellona”, mentre gli uomini e le donne si voltavano a guardarla motteggiandola e battendosi il dito sulla fronte.
La bambina era sempre più avvilita. ” Perché rimango in questo paese pieno di gente cattiva, dove non c’è più nessuno che mi voglia bene? ” si disse. ” Voglio andarmene di qui: la protezione del babbo e della mamma mi seguirà dappertutto.”
Detto fatto, senza nemmeno pensare a mettere un indumento in un fagottino, né qualche moneta nelle tasche, si avviò per la prima strada che vide. Cammina, cammina, dopo aver attraversato villaggi e campagne, giunse in riva a un fiume. Sedette sulla sponda e fissò l’acqua che fluiva in turbini e vortici.
Questo spettacolo le fece girare la testa e a un tratto ruzzolò nel fiume; ma non andò a fondo perché il cappellone la tenne a galla e venne trascinato dalla corrente. Un barcaiolo che passava di là con la sua barca, vide quella strana cupola galleggiare e pensò che si trattasse di un cappello.
” Mi farebbe proprio comodo” disse tra sé. ” Ora lo prendo.” Si sporse sull’acqua puntellandosi sulla pertica, agguantò il capello, e lo trovò molto pesante, tanto che fece fatica a issarlo sulla barca.
Quale fu la sua meraviglia quando vide che, sotto il capello, c’era una bambina che pareva quasi legata al grande copricapo! Ancora sbigottito, il barcaiolo spinse la barca fino a riva e Hanaco poté scendere a terra e riprendere il viaggio.
Cammina, cammina, mentre percorreva una bella strada attraverso ricche risaie, vide venire una splendida carrozza in cui sedeva un vecchio signore che era il principe di quel paese. Incuriosito per lo strano aspetto della giovane il principe ordinò di fermare i cavalli e fece cenno alla fanciulla di avvicinarsi
” Chi sei? ” domandò. ” E perché porti sulla testa quello strano cappellone di paglia?”
” Lo porto perché non posso levarmelo” rispose Hanaco.
E raccontò la sua storia. Il principe si commosse.
” Povera piccola”  disse ” vieni al mio palazzo. Vivrai sotto la mia protezione e nessuno oserà disturbarti.”
Fece salire Hanaco accanto al cocchiere e insieme ritornarono al palazzo: Hanaco fu affidata alla servitù e incaricata di preparare l’acqua per i bagni. Tutti i giorni attingeva al pozzo sacchi e secchi d’acqua, faceva bollire caldari, e riempiva tinozze e tinozze. Spesso era tanto stanca che sedeva su una panchina di marmo nel giardino con le mani abbandonate sulle ginocchia, e talvolta si metteva a piangere ricordando quando era stata felice nel palazzo del potente Samurai suo padre, circondata da servi pronti a ogni suo cenno.
Ora, invece, i servi la maltrattavano e la sollecitavano a sbrigare il fretta il suoi lavoro perché ce n’era già dell’altro pronto. Soltanto il figlio più giovane dei sovrani le dimostrava un po’ di compassione e le diceva qualche parola buona. A poco a poco i due giovani presero l’abitudine di frequentarsi e ogni giorno sedevano sulla panchina sotto il ciliegio e chiacchieravano insieme senza stancarsi. Ma i servi, invidiosi, riferirono tutto al principe che si adirò tutto al principe che adirò moltissimo e chiamò il figlio minore:
” Non voglio più che tu frequenti quella piccola intrigante” disse. – Domattina la caccerò via”.
” Ma io voglio bene ad Hanaco – esclamò il giovane angosciato. Se la caccerete via, chene sarà di lei? Vi prego, concedetemela in moglie!”
A quelle parole la principessa madre diventò rossa di collera e disse:
” Tu vuoi sposare quella serva, quel piccolo mostro? Come avresti il coraggio di presentarti ai ricevimenti con una ragazza ignorante come lei?”
” Io le voglio bene e se voi la caccerete me né andrò di casa” .
A queste parole la principessa si calmò un pò, e decise di aspettare alcuni giorni, sperando di riuscire a trovare una soluzione migliore. La soluzione le fu suggerita dal più scaltro dei suoi ministri.
” Altezza ”  le consigliò ” organizzate il più sontuoso ricevimento che abbiate mai dato. Invitate tutte le vostre nuore e le dame più intelligenti e colte della città e invitate anche Hanaco. Sfigurerà a tal punto che lo stesso principe né resterà disgustato” .
” Ottima idea!” approvò la principessa madre.
Giunta la sera della festa, quando le signore cominciarono ad arrivare con i loro ventagli di seta e gli abiti trapuntati d’ora, Hanaco si rifugiò sotto l’albero del ciliegio e cominciò a pregare. Poco dopo giunse anche il giovane principe che accorgendosi che Hanaco pregava, giunse le mani e pregò con lei.
Allora accadde il miracolo: il capello di Hanaco volò via, e il bellissimo volto della fanciulla apparve in tutto il suo splendore. Anche il cofanetto volò a terra e da esso uscì un rivolo splendente di monete d’oro. Gli abiti di Hanaco divennero sontuosi, i suoi capelli neri, lunghi e lisci, le scesero con grazia lungo le spalle. Il principe s’inchinò, le offerse la mano e la condusse nella sala del ricevimento.
Quando gli invitati videro quella meravigliosa fanciulla, rimasero ammutoliti. Hanaco salutò amabilmente tutti, poi prese uno strumento a corda e lo suonò alla perfezione; cantò con la dolcezza di un usignolo e danzò come una farfalla sui fiori.
” Ma è un prodigio!”  esclamarono tutti.
” E’ una ninfea celeste!”
”  E’ la figlia del più ricco e potente Samurai del Giappone” disse un vecchio che l’aveva riconosciuta.
Fu così che Hanaco trovò chi l’avrebbe protetta e amata per tutta la vita; e i vecchi principi furono felicissimi di dare il loro consenso alle nozze.

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Il pomo della discordia: un mito greco che ci parla di invidia

Il mito di Paride e il pomo della discordia, riassunto brevemente di seguito, prende luogo nell’antico Olimpo ed è un perfetto esempio di come l’insidiosa invidia lasci sempre a mani vuote chi da essa è colto.

In un’alba di primavera nel mare argentato di Cipro nacque Venere, la Dea della luce, della bellezza e dell’amore. Dallo Zefiro gentile la conchiglia ove giaceva la Dea era stata portata sulla riva. Qui, la valva opalescente si era dischiusa e ne era balzata fuori, meravigliosa di freschezza e di grazia la Dea.Mentre Venere si avviava lungo la spiaggia avvolta da veli vaporosi, i fiori nascevano sotto i suoi piedi e accorrevano le Ore dalle ali di farfalla. Esse le asciugavano il corpo, le posavano sul capo una scintillante corona d’oro e le cingevano le bianche braccia con monili preziosi.

Giove intanto mandava dal Cielo un carro tirato da bianche colombe e in quel cocchio Venere apparve agli Dei riuniti sull’Olimpo ad attenderla. Un saluto trionfale accolse la nuova Dea e tutti, unanimi, la elessero regina della bellezza!

Ma le altre due Dee, Giunone e Minerva, che fino allora avevano tenuto lo scettro della bellezza sull’Olimpo, sentirono una punta di invidia a quelle ovazioni entusiaste. E ne approfittò la livida Discordia per eccitare gli animi al rancore e gettare inosservata per terra un pomo di massiccio oro, dove era scritto “Alla più bella”.

Giunone subito lo raccolse, Minerva glielo strappò di mano, Venere reclamò per sé la mela scintillante. Giove per mettere fine al litigio disse alle tre Dee: “Scendete tutte e tre sul monte Ida e chiedete il giudizio del principe Paride che sta guardando pascere i suoi armenti sulla prateria. Egli deciderà quale di voi sia la più bella!”.

Le Dee obbedirono e, scese sulla montagna, dissero al bel principe pastore: “A chi di noi daresti tu il pomo destinato alla Dea più bella?” Paride rimase a lungo stupito davanti a quelle sfolgoranti bellezze e veramente non sapeva neppure lui quale scegliere.

Ma infine, mentre le divinità attendevano intrepide il suo giudizio, si accostò a Venere e le diede il pomo, dicendo: “A te Venere, il pomo della bellezza”. E così, da allora, la Dea nata dalla schiuma candida delle acque di Cipro restò incontrastata regina di grazia e di amore nell’Olimpo e il suo irresistibile sorriso assoggettò il Cielo e la Terra.

(fonte: ilpaesedeibambinichesorridono.it)

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Alla scoperta della linoleografia

La linoleografia è una tecnica di stampa che utilizza una matrice in linoleum, successivamente inchiostrata ed utilizzata per stampare su carta. Si tratta di una particolare tipologia di incisione a rilievo, dal momento che si lavora incidendo la matrice.

Forse non sai che questa tecnica era particolarmente cara ad alcuni grandi artisti del passato, primi tra tutti Vasilij Vasil’evič KandinskijHenri Matisse e Pablo Picasso. Scopri insieme a noi come funziona, cosa si può realizzare e come proporla ai bambini.

LINOLEOGRAFIA: DI COSA STIAMO PARLANDO

La linoleografia è una tecnica di stampa ad incisione. Si comincia da una sottile lastra di linoleum, solitamente di forma rettangolare, che viene incisa utilizzando una serie di appositi scalpelli. Il linoleum è un materiale molto più semplice da incidere rispetto al legno; si tratta di un composto chimico realizzato a partire dalla polvere di sughero mescolata con diversi polimeri e olii naturali.

Un esempio di lastra di linoleum incisa, pronta per essere inchiostrata.

Dopo aver inciso la matrice, questa verrà inchiostrata utilizzando un rullo a superficie piatta; successivamente, un foglio di carta o cartoncino verrà pressato sulla matrice; questa, verrà così stampata sulla sua superficie.

Il risultato di questo procedimento è quello che possiamo ammirare in una famosa opera di Pablo Picasso, Danseurs Et Musicien, del 1959:

linoleografia

Dietro l’apparente semplicità delle linee, si nasconde però un lavoro di incisione lungo e meticoloso, da non sottovalutare. Anzi, ti sfidiamo a realizzare una linoleografia come questa!

Esistono anche linoleografie in più colori, come questa stampa del 1991, Diamanti, di Mimmo Paladino:

linoleografia

Per ottenere questo risultato, è possibile stampare alternando matrici diverse (una per ciascun colore), oppure inchiostrando solo una porzione della matrice per volta. Il linoleum non è un materiale poroso, dunque, una volta asciugata la vernice, è possibile stampare di nuovo con un colore diverso. Sarà sufficiente inchiostrare la matrice con un altro colore, che andrà a sovrapporsi al primo utilizzato (ormai asciutto).

LINOLEOGRAFIA IN SINTESI

Ricapitolando, ecco quali materiali si utilizzano nella linoleografia:

  • Lastra di linoleum
  • Scalpelli per l’incisione
  • Inchiostri da stampa
  • Rullo a superficie piatta
  • Fogli di carta (ma anche tessuto o cartoncino)

Ed ecco come procedere:

  • Utilizzando gli scalpelli, si incide la lastra di linoleum (matrice) realizzando un negativo della composizione da stampare
  • Con il rullo a superficie piatta, si inchiostra la matrice
  • Attraverso una leggera pressione, si preme il foglio (o la superficie scelta per la linoleografia) sulla matrice, imprimendo la stampa
  • La stessa matrice può essere utilizzata più e più volte; inoltre, dopo una prima incisione e stampa si potrà continuare a scolpire la stessa matrice per realizzare una stampa allo stesso tempo simile e diversa alla prima (è la famosa tecnica della stampa “a forma persa”).

 

LINOLEOGRAFIA “FAI DA TE”

In commercio esiste un fantastico kit per la linoleografia “fai da te”: si tratta di quello prodotto da Essdee, che contiene tutto il necessario per cominciare a stampare. In particolare, troverai all’interno:

  • Scalpelli con varie punte per incidere le lastre di linoleum
  • Strumento per creare dei semplici timbri personalizzati
  • Rullo per la vernice
  • Vernice nera
  • Fogli di linoleum
  • Base d’appoggio per non sporcare

 

Scoprilo online, su Amazon.it > Kit ritaglia e stampa Linoleum

Si tratta di un regalo originale, particolarmente adatto per gli amanti dell’arte e per chi desidera organizzare con i suoi bambini un laboratorio diverso dal solito. L’unica raccomandazione è quella di assistere i più piccoli nell’uso degli scalpelli per incidere il linoleum; non sono strumenti particolarmente pericolosi, ma servono attenzione e delicatezza per evitare di tagliarsi o graffiarsi.

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CADAVERE SQUISITO: UN GIOCO CARTA E PENNA

cadavere squisito gioco
Art: Walt Disney, La danza degli scheletri (1929)

Non preoccupatevi, non vi stiamo proponendo nulla di macabro! Cadavere squisito è un gioco surrealista, inventato nel 1925 a Parigi; si tratta di un semplice gioco carta e penna, un po’ come il tris o la battaglia navale.

CADAVERE SQUISITO: IL GIOCO

Tipologia: cooperativo
Materiale occorrente: carta e penna
Giocatori: 3 o più giocatori
Dove si gioca: ovunque

  • I giocatori si dispongono in cerchio; a turno, ciascuno scriverà una parola per comporre una frase; si dovrà rispettare quest’ordine: nome, aggettivo, verbo – nome, aggettivo, verbo
  • Il testo, però, dovrà essere coperto utilizzando un ritaglio di foglio: ogni giocatore, durante il suo turno, potrà vedere solo la parola scritta dal giocatore prima di lui
  • Quando ogni giocatore avrà scritto la sua parola, si potrà scoprire il foglio e leggere la frase ottenuta; il risultato sarà una simpatica frase di stampo surrealista

Una curiosità: il nome di “Cadavere squisito” o “Cadaveri squisiti” deriva dalla prima frase formata dai giocatori di questo gioco, nel 1925. La frase era questo: “le cadavre exquis boira le vin nouveau”. Si traduce più o meno così: il cadavere squisito berrà il vino novello.

VARIANTI

La variante più conosciuta è quella grafica: invece di scrivere una frase, i giocatori dovranno realizzare un disegno; a turno, ciascuno disegnerà parte di una figura e passerà poi il foglio al giocatore successivo, coprendo metà del suo tratto.

Un’altra possibilità è quella di realizzare un collage: ciascun giocatore ritaglierà un elemento da una pagina di una rivista e lo incollerà sul foglio, coprendone poi la maggior parte e passando il turno al giocatore successivo; il principale limite di questa variante è che richiede materiali in più: fogli di rivista con immagini, forbici, colla.

Infine, per i giocatori di “cadavere squisito” più esperti, è possibile realizzare un intero racconto alternandosi; in questo caso, invece di una sola parola i giocatori dovranno comporre una frase ciascuno (e i giocatori scriveranno lasciando scoperta solo l’ultima frase scritta).

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