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Caccia al tesoro per bambini

caccia al tesoro in casa per bambini cover

La caccia al tesoro è uno dei giochi preferiti dai bambini; stimolante, divertentissima e avventurosa è adatta per trascorrere delle belle domeniche insieme. In questa pagina abbiamo raccolto tutte le informazioni necessarie per progettare una buona caccia al tesoro da proporre ai vostri piccoli.

INDOVINELLI PER LA CACCIA AL TESORO IN CASA

Di seguito puoi trovare alcuni indovinelli che abbiamo ideato per allestire una caccia al tesoro a casa.

  • TAVOLO
    Sopra di lui mangi ogni giorno,
    ha quattro gambe, si trova in soggiorno.
  • CASSETTO
    Se al prossimo indizio vuoi arrivare
    tra calze e magliette devi cercare.
  • LAVATRICE
    Indovina indovinello,
    lava i panni ed ha un cestello.
  • LIBRO SUL COMODINO
    Accanto al letto c’è un libricino,
    dentro è nascosto un bigliettino.
  • LETTO
    Questa mattina, quando ti sei alzato,
    sotto le coperte si è intrufolato.
  • DIVANO
    È bell’e disteso a guardar la tv,
    vai a cercarlo dove ti siedi anche tu.
  • CUSCINO
    Quando dormi la tua testa riposa sul…
    Non stai sognando, è proprio lì il bigliettino.
  • VASCA DA BAGNO/DOCCIA
    Il prossimo indizio si era sporcato;
    a fare un bagnetto io l’ho portato.

Ecco il file da stampare e ritagliare:

caccia al tesoro in casa bigliettini

Clicca qui per stampare questo foglio con i bigliettini.

COME SARÀ LA VOSTRA CACCIA AL TESORO?

Prima di procedere con la progettazione vera e propria, vediamo di dare una struttura al gioco definendo: luogo, relazioni tra i partecipanti e strumenti da utilizzare.

IN CASA O ALL’APERTO?

Naturalmente, una caccia al tesoro all’aperto ha tutto un altro gusto: i bambini sono liberi di muoversi e scorrazzare, inoltre la ricerca degli indizi diviene molto più divertente. L’ideale sarebbe organizzarla in un parco, magari preparandola prima con un gruppo di 4-5 genitori, che fungeranno anche da animatori. Non è difficile sapete?

Per i bambini più piccoli o nelle giornate di pioggia è possibile anche nascondere il tesoro in casa; in questo caso, per evitare che i bambini la devastino, può essere utile incentrarla sulla risoluzione di rompicapo più che sulla ricerca “fisica”(date un’occhiata alla caccia al tesoro enigmistica per ispirarvi).

COMPETITIVA O COLLABORATIVA?

Si può giocare alla caccia al tesoro sia nella variante collaborativa, in cui c’è un’unica squadra che deve trovare gli indizi per il tesoro, sia nella variante competitiva; in questo caso ci saranno due o più squadre che si sfidano in una prova a tempo: la prima squadra che trova il tesoro, vince.

A noi piacciono le cacce al tesoro collaborative, perché danno modo ai bambini di fare squadra senza l’eccessiva pressione della competizione, però tutti i suggerimenti in questa pagina si adattano bene ad entrambe le versioni.

CON O SENZA MAPPA?

Ci sono sostanzialmente due modi per giocare alla caccia al tesoro: il primo è quello classico, con una mappa dettagliata dell’area di gioco in cui è indicata la posizione del tesoro (oppure viene indicato, di volta in volta, un punto intermedio nel quale si riceverà il punto successivo). Vi è poi un’altra versione, molto più comoda da organizzare, nella quale i partecipanti devono risolvere una serie di enigmi sparpagliati nell’area di gioco; dopo che li avranno risolti tutti, riceveranno un indizio finale contenente la posizione del tesoro.

Noi consigliamo la seconda, per questi motivi: 1) è più comoda e veloce da preparare; soprattutto, non vi occorre una mappa dettagliata 2) ogni enigma verrà fornito da un adulto, permettendo di controllare meglio l’area di gioco e gli spostamenti dei giocatori 3) soprattutto in spazi contenuti, come un piccolo giardino, è molto più divertente: infatti la maggior parte del tempo viene spesa a risolvere/interpretare gli indizi.

PROGETTATE UNA CACCIA AL TESORO

E adesso, potete sbizzarrirvi ad architettare i dettagli della caccia al tesoro!

IL TESORO

Il tesoro più comune è costituito da un sacco o un bauletto pieno di caramelle. Il design è affidato a voi: potrebbe essere un bauletto pieno di monete di cioccolato, oppure un sacco di iuta infiocchettato, oppure una valigetta nera.

E’ bello anche personalizzare il tesoro in base al tema della vostra caccia al tesoro (caccia al tesoro dei pirati → dobloni di cioccolato, caccia al tesoro degli alieni → gelatine gommose e così via).

NASCONDERE IL TESORO

Se giocate in casa, dovreste scegliere un angolo che i bambini solitamente non frequentano o a cui non pensano come nascondiglio: sotto un cuscino, dentro la vasca da bagno, in frigorifero. Naturalmente questo dipenderà dall’età del partecipante: nascondere in frigo il tesoro è ottimo se a giocare è un bambino di 6 anni, un po’ meno per uno di 3.

Se giocate in un parco avete l’imbarazzo della scelta: dai cespugli alle buche a un vecchio muretto. L’importante è che, siccome i bambini andranno in giro da soli per il parco, non sia in un punto troppo isolato (o, possibilmente che ci sia un genitore nei paraggi).

IL PERCORSO DELLA CACCIA AL TESORO

Prima di passare agli indizi veri e propri, dobbiamo stabilire un percorso che i bambini percorreranno prima di arrivare al tesoro. Ci vuole un punto di partenza, una serie di punti intermedi (uno per ogni indizio) ed infine un punto di arrivo, in cui è nascosto il tesoro e dove il gioco finisce.

Guardate questo schema, che rappresenta bene l’andamento di una caccia al tesoro:

caccia al tesoro per bambini

Ciascun punto intermedio (da 1 a 6) corrisponde a un indizio che i giocatori devono trovare. Secondo noi, il numero ideale di indizi per una buona caccia al tesoro è 6-8: abbastanza per giocare un’ora abbondante, non eccessivo per evitare che i partecipanti si stanchino. Chiaramente le cose cambiano se state organizzando una caccia per adulti! In quel caso possono esserci anche 20-25 indizi.

A questo punto bisogna strutturare lo schema del gioco. Ve ne forniamo due esempi:

1 All’inizio i giocatori ricevono un indizio la cui soluzione porta al punto 1; lì ne riceveranno un altro che, se risolto conduce al punto successivo e così via.

2 All’inizio i giocatori ricevono un indizio; sull’indizio c’è scritto dove o a chi portarlo una volta risolto. Questa persona, se la soluzione è corretta, fornirà l’indizio successivo.

GLI INDIZI DELLA CACCIA AL TESORO: INDOVINELLI E COMPAGNIA

Una volta che avrete stabilito tutti i punti intermedi necessari per arrivare al tesoro, è il momento di scegliere gli indizi. Si tratta di prove intermedie che i partecipanti devono risolvere per arrivare al tesoro.

Naturalmente, gli indizi sono lasciati alla vostra fantasia. Ecco alcuni indizi divertenti che potete utilizzare:

  • indovinelli, un classico di ogni caccia al tesoro, che potreste inventare a tema con il luogo del gioco o prendere dalla nostra pagina di indovinelli per bambini
  • indovinelli logici (nella nostra sezione dedicata agli indovinelli logici ne trovate di facili e difficili, tutti con le loro soluzioni, se volete ispirarvi)
  • scioglilingua (prendete spunto dai nostri scioglilingua difficili) che i bambini devono ripetere per un certo numero di volte.
  • anagrammi, acrostici, parole da trovare conoscendo solo il numero delle lettere e una o due lettere, vari altri giochi linguistici
  • dettagli fotografici del luogo da trovare
  • piccoli problemi matematici

Se decidete che ciascun indizio porti al punto successivo, è un po’ più difficile: dovrete inventarli volta per volta. Una sfida creativa! Noi abbiamo provato, per due dei punti del percorso, a indicare su un bigliettino il numero di lettere che componevano il luogo da cercare (“piazza”) e due lettere della parola, in una specie di gioco dell’impiccato.

UN ESEMPIO: CACCIA AL TESORO PER BAMBINI IN UN PICCOLO BORGO

caccia al tesoro in un borgo

Riprendiamo lo schema a sei punti e proviamo ad adattarlo a un piccolo borgo cittadino. Naturalmente lo stesso schema, utilizzando punti di riferimento diversi, si può applicare al parco e da qualunque altra parte. Abbiamo stabilito sei punti dai quali passerà il percorso dei giocatori.

Adesso, dall’inizio bisogna fare in modo che i bambini arrivino alla piazza del borgo. L’indizio iniziale potrebbe essere un bigliettino di carta con l’indicazione:

IL PROSSIMO INDIZIO SI TROVA NELLA _ I _ Z _ _

Una volta giunti in piazza, il genitore/animatore lì presente consegnerà il secondo indizio, che deve condurre al bar. Nel nostro caso si trattava di uno scioglilingua, abbastanza complicato e sicuramente buffo.

“UN BARO IN UNA BARA AL BAR BARA.”
SE AL BARISTA RIPETERETE QUESTO SCIOGLILINGUA 20 VOLTE, AVRETE IL VOSTRO INDIZIO.

NOTA: in un piccolo borgo è facile coinvolgere le persone del posto, come in questo caso il barista. E’ anche un bel modo di socializzare ed esplorare. Se ciò non fosse possibile, al suo posto può esserci un genitore/animatore.

E ora, si punta al parco. In questo caso abbiamo utilizzato un simil-anagramma (il gioco linguistico) mescolando le lettere della parola “parco”.

OH NO! LE LETTERE SI SONO MESCOLATE ALLA RINFUSA. MA CHE POSTO VORRANNO INDICARE?
A – R – O – P -C

Dal parco, si passa all’edicola. Qui siamo ricorsi ad un altro gioco linguistico, l’acrostico

 SE VUOI SCOPRIRE DOVE ANDARE, DA CIASCUNA PAROLA UNA LETTERA DOVRAI PESCARE.
“ERANO DUE IMPICCIONI CHE OPPORTUNAMENTE LASCIAI ANDARE.”

Dall’edicola alla pineta. Qui, torniamo di nuovo alla parola da scoprire “tipo impiccato”; nel nostro caso, abbiamo fornito un’unica lettera rendendo il tutto più complicato. In realtà, nel borgo c’erano numerosi cartelli segnaletici che indicavano la pineta e che potevano fornire un grande aiuto.

DALL’EDICOLA DI CORSA FINO ALLA P _ _ _ _ _

Poi fino alla fontana.

L’indizio per la fontana era costituito da una fotografia con l’incisione sul parapetto, recante una data. I bambini dovevano cercare, nel borgo, l’elemento con quel dettaglio.
-> FOTO <-

Ed infine, verso il tesoro! Quest’ultimo, verosimilmente, dovrebbe trovarsi non troppo distante dalla fontana. L’indicazione per il tesoro può indicare il luogo in cui si trova attraverso uno dei meccanismi sopra detti: un indovinello, un anagramma, un acrostico, ma anche attraverso un disegno o una fotografia di un dettaglio del luogo.

Caccia al tesoro al buio

Organizzare una vera e propria caccia al tesoro in casa può rivelarsi piuttosto complicato, sia in termini di preparazione che di esecuzione, soprattutto per via degli spazi angusti. Così, abbiamo pensato di cambiare le regole del gioco e progettare una caccia al tesoro al buio, pensata proprio per questi piccoli spazi e in particolare per la cameretta dei bambini. L’abbiamo sperimentata molte volte, aumentando gradualmente la difficoltà dei nascondigli, con ottimi risultati.

  • Per cominciare, scegliete un oggetto di piccole dimensioni e nascondetelo nella cameretta. Se possibile, fate nascondere l’oggetto a una terza persona.
  • Successivamente create il buio nella stanza.
  • Date al bambino una piccola fonte luminosa (una torcia, una luce LED, etc.) e cominciate la caccia al tesoro. Durante la caccia al tesoro rimanete accanto ai bambini; potete anche aiutarli con una seconda fonte di luce.
  • L’obiettivo è riuscire a trovare l’oggetto al buio.
  • Una partita ideale dovrebbe durare 2-5 minuti; se i bambini non riescono a trovare il tesoro, dopo i primi minuti perderanno l’interesse per il gioco. Al contrario, se lo trovano troppo facilmente, potrebbero annoiarsi. Noi vi suggeriamo di procedere per gradi, cominciando con nascondigli semplici (sotto il cuscino, sulla cucina giocattolo, su una mensola) e di aumentare la difficoltà da una partita all’altra.

Scoprite anche:
🔵 Anagrammi
🟣 Caccia al tesoro (con indovinelli)
🟠 Crucipuzzle
🔴 Indovinelli a trabocchetto
🟡 Indovinelli per bambini
🟢 Indovinelli in rima
🔵 Indovinelli logici e matematici
🟣 Indovinelli sugli animali
🔴 Labirinti
🟠 Parole e frasi palindrome
🟡 Rebus
🟢 Scioglilingua italiani
🔵 Scioglilingua in inglese
🟣 Sudoku
🔴 Trova le differenze
🟠 Unisci i puntini
↩️ Enigmistica per bambini – Tutti i giochi

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Grammatica della fantasia

La “Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie” è uno dei capolavori di Gianni Rodari. È uno di quei libri che tutti gli educatori, i creativi, i genitori e gli insegnanti dovrebbero tenere bene in vista sul proprio comodino, così da leggerne qualche pagina ogni sera. In questo articolo proveremo a trasmetterti l’amore che proviamo per la “Grammatica della fantasia”. Ecco la nostra copia, in bella mostra nel disordine dell’atelier:

grammatica della fantasia gianni rodari

LETTURE SCELTE

La Grammatica della fantasia si prefigge di tracciare le linee guida di una nuova disciplina, la “fantastica”. Dietro di essa, non si cela un semplice esercizio di stile, ma gli ideali di Gianni Rodari:

  • Io spero che il libretto possa essere utile a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione; a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo“.
  • L’incontro decisivo tra i ragazzi e i libri avviene sui banchi di scuola. Se avviene in una situazione creativa, dove conta la vita e non l’esercizio, ne potrà sorgere quel gusto della lettura col quale non si nasce perché non è un istinto. Se avviene in una situazione burocratica, se il libro sarà mortificato a strumento di esercitazioni (copiature, riassunti, analisi grammaticale eccetera), soffocato dal meccanismo tradizionale: «interrogazione-giudizio», ne potrà nascere la tecnica nella lettura, ma non il gusto. I ragazzi sapranno leggere, ma leggeranno solo se obbligati“.
  • L’immaginazione del bambino, stimolata a inventare parole, applicherà ai suoi strumenti su tutti i tratti dell’esperienza che sfideranno il suo intervento creativo. Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico: insomma, all’uomo intero, e non solo al fantasticatore“.
  • La mente è una sola. La sua creatività va coltivata in tutte le direzioni“.

A partire da questo nobile incarico, il libro si articola in 45 brevi capitoli (di cui 43 legati agli spunti fantastici): mattone dopo mattone, imparerai a costruire la tua storia, accompagnato dalle esperienze di Rodari.

LE PAROLE

  • “Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore… Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni…”

IL BINOMIO FANTASTICO

  • Una storia può nascere solo da un binomio fantastico. Cavallo-cane non è veramente un binomio fantastico. È una semplice associazione…
    Occorre quindi una certa distanza tra le due parole, occorre che l’una sia sufficientemente estranea all’altra, e il loro accostamento discretamente insolito perché l’immaginazione sia costretta a mettersi in moto“.

L’ERRORE CREATIVO

  • In ogni errore giace la possibilità di una storia. Una volta, a un bambino che aveva scritto – insolito errore – cassa per casa, suggerii di inventare la storia di un uomo che abitava in una cassa“.
  • Se un bambino scrive nel suo quaderno «l’ago di Garda», ho la scelta tra correggere l’errore con un segnaccio rosso o blu, o seguirne l’ardito suggerimento e scrivere la storia e la geografia di questo «ago» importantissimo, segnato anche nella carta d’Italia. La Luna si specchierà sulla punta o nella cruna? Si pungerà il naso?

VIAGGIO INTORNO A CASA MIA

  • Che cos’è un tavolo, per un bambino di un anno, indipendentemente dagli usi che ne fanno gli adulti? E’ un tetto. Ci si può accucciare là sotto e sentirsi padroni di casa…

COSTRUZIONE DI UN INDOVINELLO

  • La costruzione di un indovinello è un esercizio di logica o di immaginazione? Probabilmente tutte e due le cose insieme“.

Gli spunti creativi di Rodari non si esauriscono qui: si passa attraverso la matematica delle storie, la funzione del giocattolo e l’insalata di favole; si parla di storie per giocare e del ruolo da protagonista che riveste il bambino nei processi fantastici. Una miniera!

I NOSTRI LABORATORI

A partire dalla “Grammatica della fantasia”, abbiamo realizzato alcune esperienze creative, che vogliamo proporti. Cominciamo dal binomio fantastico, che può nascere dalle parole, ma anche da un taccuino e da un paio di auricolari:

grammatica della fantasia pensiero laterale

Dal binomio fantastico descritto nella Grammatica, abbiamo pensato di dare vita all’esercizio dei binomi fantastici illustrati.

Dietro un cane abbozzato coi fiammiferi si può celare un indovinello formidabile:

indovinelli pensiero laterale

Si tratta di un indovinello legato al pensiero laterale, che guardacaso è tipico della mente creativa. Puoi trovare la soluzione nella sezione dedicata agli indovinelli sul pensiero laterale.

E per finire, da una goccia d’acqua potrebbe nascere una storia coraggiosa e commovente che parla di grammatica e di esclusione:

Puoi trovare il testo integrale della “Filastrocca di una goccia d’acqua” in questo articolo. La filastrocca è una nostra interpretazione creativa e al tempo stesso un omaggio a Gianni Rodari.

Ma perché la fantasia? Perché creare storie? Semplicemente: inventare aiuta a star meglio; in qualche misura fa parte del nostro essere umani, è una costante che ci caratterizza dai tempi in cui scarabocchiavamo sulle pareti delle caverne ad oggi. L’uomo è tale – anche – perché crea. E allora, niente è più sbagliato che etichettare la fantasia come “roba da bambini”, nasconderla e rinnegarla; al contrario, dovremmo accoglierla, svilupparla ed utilizzarla per conoscerci meglio e vivere bene.

Se le nostre parole e le nostre immagini ti hanno convinto del valore di questo testo, puoi acquistare la “Grammatica della fantasia” cliccando qui. Siamo certi che l’investimento verrà ripagato ampiamente.

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LABORATORIO DELLA BELLEZZA

Il nostro mondo sta perdendo il contatto con la bellezza: meravigliarci e riconoscere cosa è bello e cosa non lo è diventa ogni giorno più difficile. Di chi è la colpa? Forse del marketing, forse della tecnologia digitale. Più probabilmente, tutti noi abbiamo qualche piccola colpa: per distrazione, egocentrismo o stanchezza trascuriamo spesso la bellezza. Bellezza che invece andrebbe nutrita, innaffiata, concimata: la felicità passa anche attraverso la capacità di meravigliarsi, sapete? Ripartiamo da qui: una bella palestra per allenarsi insieme ai bambini.

E’ importante ogni tanto chiedersi:

  • I tuoi bimbi si meravigliano di fronte a qualcosa di bello?
  • E tu? Cos’è che suscita la vostra meraviglia?

La capacità di meravigliarsi e la sensibilità alla bellezza sono talenti imprescindibili per poter vivere bene. Alcuni di noi sono maggiormente predisposti alla cosa, ma bastano pochi, semplici esercizi quotidiani per aprire la mente alla meraviglia e all’arte.

La nostra scuola, spesso, non valuta queste due attitudini: infatti, non sono inquadrabili come “competenze” e nemmeno spendibili nel mondo del lavoro (o meglio, lo sarebbero anche, in un mondo del lavoro ideale e illuminato). Quindi, a meno di trovare un insegnante “illuminato”, tocca provvedere da sé.

Come? Ad esempio, con la palestra della meraviglia che trovi qui sotto. Ovvero, una serie di piccole azioni per andare alla ricerca del bello che passa sotto i nostri occhi ogni giorno. E per inventare quello che non ci passa! Bastano 5 minuti al giorno per allenarsi ad apprezzare il bello.

E INFINE, UN ESERCIZIO PER TUTTA LA FAMIGLIA

Più che un gioco esercizio oggi è bene proporre una palestra: una serie di micro-esercizi per riscoprire la bellezza e la meraviglia. Sono gesti apparentemente banali, ma molto più profondi di quanto possa sembrare.

1. Inventa una storia
Può essere lunga o corta, puoi ispirarti ai classici (prendi esempio dal lavoro che abbiamo fatto su Tremotino) o dare vita ad un tuo personaggio. La narrazione è un momento magico, in grado di regalare grande felicità e di aprire gli occhi e la mente alla bellezza.

2. Cerca un fiore da ammirare
Hai presente la rosa de “Il piccolo principe”? Tu hai un fiore da contemplare? Non serve abitare in cima a un monte: anche nelle grandi città ci sono tanti spazi verdi e cortili fioriti. Scegli il tuo e, di tanto in tanto, vai a trovarlo coi bambini. Quest’attività piace un sacco ai piccoli, che si sentiranno dei veri e propri esploratori e guardiani.

3. Le parole della gentilezza
Quali sono le parole più belle che conosci? Parole che aiutano gli altri a stare bene, che mettono il buonumore. Parlane coi bambini, realizzate insieme il vocabolario delle “parole belle e gentili” e poi usatele. Una frase al giorno, o anche di più. L’importante è assaporare la gioia che deriva da una frase gentile detta con sincerità.

4. Disegnate, fate arte
L’arte non ha confini. Noi spesso citiamo il disegno, ma le forme d’arte sono molte, molte di più. Un giorno in settimana, porta l’arte in famiglia, meglio se insieme. Provate a realizzare qualcosa di bello a partire dalle vostre emozioni e dal vostro sentire. Poi, confrontatevi con gli altri membri della famiglia. Cos’hanno fatto loro? Perché? Come si sentivano?

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Mai giudicare senza conoscere: ecco il gioco dello specchio per pensarci un po’ su

E’ molto difficile essere obiettivi quando si parla del proprio bambino/a. Ai nostri occhi risulta la creatura più perfetta dell’universo e difficilmente riusciamo a scorgerne i difetti che, come tutti, ha. Per cui a volte si tende a minimizzare o a imputare colpe di accadimenti del quotidiano a fattori esterni.

Tipico esempio: il piccolo litiga con un amico e l’altro è “quello capriccioso”.  Succede anche in altri ambiti (Io sono al lavoro e mi distraggo, ma è il capo ad assegnarmi un carico eccessivo).

Non è un discorso generalizzabile, perché ciascuno di noi ha un maggior o minore senso critico. Di solito il metro-misura che usiamo con gli altri è direttamente proporzionale al modo in cui percepiamo noi stessi. Se siamo in grado di metterci in discussione, è abbastanza probabile riuscirci anche quando ci rapportiamo al comportamento altrui. Figli compresi. Ricordiamoci che l’amore non è mai un alibi ma, piuttosto, una forza in più per lavorare su se stessi e sul proprio equilibrio.

Scopriamo-ci con due domande

E’ importante ogni tanto chiedersi:

1 Stiamo dando giudizi troppo alla leggera?
2 Riusciamo a vedere i nostri difetti con la stessa prontezza con cui individuiamo quelli altrui?

Pillole di riflessione per genitori coach

Ecco, si parte proprio da qui, dalla difficoltà ad ammettere errori e debolezze. Ma, niente paura: se ci focalizziamo, possiamo migliorarci e, soprattutto, insegnarlo ai bambini.

Conoscere se stessi è un compito difficile, ma necessario. Dato che siamo tutti esseri umani, abbiamo un enorme vantaggio: l’essere tutti imperfetti, ciascuno a modo suo. Questo è un ottimo punto di partenza, perché ci offre la possibilità di conoscere noi stessi, osservando chi ci circonda.

In un mondo dove prevale la competizione, l’antagonismo, impariamo la collaborazione. Valutiamo tutti, giudichiamo, confrontiamo, secondo parametri più o meno equi, più o meno oggettivi. E se invece provassimo a metterci in discussione?

E infine … Il gioco esercizio per tutta la famiglia!

Conoscete il gioco dello specchio? Si fa spesso da piccoli ed è un modo estremamente semplificato di focalizzare l’attenzione sul fatto che, per giudicare noi stessi in modo obiettivo, dobbiamo vederci “da fuori”. Oltre a fare una cosa non propriamente fisiologica, ossia collaborare. Quando spesso è molto più istintivo mettere in difficoltà.

Leggete qui (da www.professionemamma.net):

Un ragazzo di fronte all’altro, uno compie gesti, l’altro li deve riprodurre come se fosse il suo riflesso nello specchio. I ragazzi esecutori realizzano gesti stravaganti a scatti, lo specchio fatica a riprodurre i movimenti.  E’ divertente mettere l’altro in difficoltà, vedere come non riesce ad eseguire il suo compito. Interviene l’insegnante e svela lo scopo del gioco: lo spettatore non deve capire chi sia l’esecutore e chi lo specchio…

Allora i movimenti devono essere lenti e prevedibili. Ci deve essere cooperazione fra esecutore e specchio, cooperazione e complicità.

La cooperazione deve essere posta come regola del gioco.

La cooperazione va imparata… L’antagonismo invece è già perfettamente acquisito fin da piccoli.

Ecco, ricordiamoci la collaborazione, anteponiamola agli elenchi di difetti, diventiamo meno intransigenti di fronte alla debolezza altrui e, suvvia, vogliamoci un po’ più di bene. A noi stessi prima, perché passiamo dalla tolleranza eccessiva al rigore estremo. Poi a chi ci sta intorno.

LAVORATE INSIEME PER DIVENTARE UNA FAMIGLIA FELICE, CON IL NOSTRO EBOOK FELICE COME UN FIORE!

a cura di Alessia de Falco

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Chi è libero dentro, è libero ovunque. Cominciando dai bambini.

Amare significa lasciare liberi.

Fai ciò che ti piace”: abbiamo mai avuto il coraggio di dirlo davvero a un figlio? Siamo l’arco che lancia i figli verso il domani, lo sappiamo, il loro ponte, la loro connessione con il futuro. Eppure troppo spesso li vorremmo nostro specchio, nostra proiezione verso quel futuro che a volte temiamo. Perché significa distacco.

Se però quell’autonomia, che tanto cerchiamo di portare nella vita di un figlio, fiorisce, ecco allora che deve necessariamente subentrare il nostro compito: lasciare andare lontano, oltre il nostro orizzonte.

E’ il nostro dovere verso la vita che ci è stata data e che abbiamo dato a nostra volta. Essere “sanamente” responsabili significa insegnare il rispetto attraverso il rispetto della libertà. Incominciando dai figli.

E’ un passaggio temuto, specialmente in un mondo che ci appare pericoloso, sterile, ostile. Ma è un’avventura, l’avventura di un bambino che si fa grande e di un genitore che si fa bambino, accanto a lui, che apre il cuore, proprio mentre l’uomo del domani apre la mente a nuovi pensieri, che, forse, non ci contempleranno.

SCOPRITE COSA SONO AMORE, FELICITA’ E FANTASIA SECONDO NOI: LEGGETE Felice come un FIORE!

Ci chiederemo sempre se, nel lasciarli andare, abbiamo svolto bene il nostro compito, gli abbiamo lasciato ali per volare senza farsi male cadendo. Perché, lo sappiamo, cadranno. E si rialzeranno, con o senza di noi.

Allora, in bilico tra passato e futuro, non ci resta che guardare questo presente che corre via veloce: un giorno bimbi e il giorno dopo quasi adulti, nel disperato e a volte maldestro tentativo di staccarsi da noi.

Star vicino a un figlio senza soffocarlo è una delle avventure più difficili: sbagliamo sempre, sappiamo anche questo. Però una cosa va detta e ricordata: l‘irresponsabilità ha un peso significativo nel rendere infelici le persone.

Allora proviamo a ripartire da qui: nel dare ali ai nostri bimbi che volano ogni giorno un po’ più lontano da noi, insegniamo loro ad essere responsabili in modo sano, con dignità. Significa ascoltare, ma anche farsi ascoltare.

Amare, ma anche farsi amare nel modo giusto, senza tossicità. Insegniamo loro ad amarsi come prima cosa, perché solo così ameranno gli altri. A non caricarsi di una responsabilizzazione eccessiva, a non isolarsi nel tentativo di non farcela, ma a parlare, parlare sempre, dividendo il fardello, se necessario.

Non si può pretendere dagli altri una dedizione che non siamo capaci di contraccambiare. A noi, che ormai siamo adulti, non resta che riscoprire un dono che la vita ci ha fatto: i bambini sono maestri troppe volte non ascoltati. Dovremmo a volte avvicinarci a loro, prestando attenzione a ciò che dicono.

Così riscopriremo la dignità del rispetto, la parola che non cade dall’alto, l’insegnamento che, mantenendo comunque l’autorità di guida e di esempio, che tutti i genitori hanno, si basa sul confronto, sul dialogo, sulla “sana” libertà. Quella che a volte prevede qualche limite, spesso dimenticato. Solo così saremo pronti al volo, quando sarà il momento.

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Libri sulla famiglia: cosa leggere per riscoprirsi famiglia felice

Essere una famiglia felice.

Quant’è difficile, eh? Bastasse un libro a rendere una famiglia migliore saremmo un paese di lettori. Quando si parla di libri sulla famiglia si entra in un campo minato (noi l’abbiamo sperimentato in prima persona) fatto di metodi, regole ed esperti che ci dicono come dovremmo crescere i nostri figli. In questa guida vi segnaliamo due testi che riteniamo ricchi di spunti.

un elenco di libri per diventare felici come questa famiglia

La famiglia secondo Portale Bambini, in un ebook

Il primo testo che vi raccomandiamo è il nostro Felice come un FIORE.
Dopo aver letto e ascoltato a lungo, abbiamo deciso di scrivere un testo diverso dagli altri: un ebook per tutta la famiglia, per crescere ed essere felici insieme. Parole semplici, una storia, dei laboratori, tante riflessioni. Secondo noi ci sono alcuni elementi chiave che accomunano le famiglie felici, per dirla con Tolstoj:

Tutte le famiglie felici si assomigliano tra loro; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.

Ecco i punti su cui lavorare (e su cosa ci concentriamo in Felice come un FIORE):felice come un fiore - libri sulla famiglia

  • Lavoro di squadra: ciascuno deve fare la sua parte e assumersi le sue responsabilità. Se ci sono armonia e collaborazione tutto andrà per il meglio
  • Fantasia: la vita è piena di problemi, ma quel che conta è imparare a superarli in modo creativo e senza perdere l’unità
  • Ascolto: l’ascolto attivo permette di costruire una relazione ricca, così salda da prevenire i problemi
  • Narrazione: raccontarsi e raccontare sono elementi vitali per una crescita armonica di ciascun membro della famiglia

Felice come un FIORE è un percorso attraverso i campi della fantasia progettato affinché genitori E bambini lo possano attraversare insieme.

Non è un saggio ma, appunto, un percorso, popolato da personaggi simpatici e da oggetti magici, da realizzare con oggetti di riciclo e poco più: un modo affinché la fantasia ci possa dare una mano nella vita di tutti i giorni.

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E in un libro: Genitori affidabili, non perfetti

Abbiamo parlato tante volte dell’importanza di essere presenti e affidabili, ma di come il genitore perfetto non esista. Sono dello stesso avviso Elisabetta Rossini e Elena Urso, pedagogiste milanesi che hanno pubblicato nel corso degli anni diversi albi su questo tema.

Anche loro non hanno seguito la strada del “saggio”, preferendo l’albo illustrato, utilizzandolo per raccogliere i pensieri

 

 

 

Si può studiare l’arte di essere famiglia su un manuale?

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