In questa sezione potete trovare i nostri poster giganti collaborativi; si tratta di gigantografie da stampare su 25 fogli A4 e da assemblare insieme per decorare una parete.
Per colorare i nostri poster giganti vi consigliamo di utilizzare i matitoni Woody 3in1 di STABILO®: con la loro mina extra-large, colorarli sarà un gioco da ragazzi. I Woody sono disponibili anche in school box da 38 e 76 pezzi con più pezzi per ciascun colore, ideali da tenere in classe.
Realizzati da voi
In questo paragrafo troverete una raccolta di poster giganti realizzati in classe.
Scuola Primaria “G. Rodari” di Trecate, NO (classe 4A)
Scuola Primaria “Falcone e Borsellino” di Codevigo, PD
Scoprite i coloring book di Cuorfolletto: all’interno troverete tutti i nostri personaggi doodle più amati da colorare.
Sviluppo della motricità fine, attraverso azioni come ritagliare, incollare e piegare con precisione;
Sviluppo cognitivo, perché il bambino nella realizzazione di un lavoretto deve risolvere numerosi problemi legati a dimensioni come lo spazio e la progettazione;
Sviluppo sensoriale, perché i lavoretti coinvolgono una varietà di sensi contemporaneamente;
Grinta e perseveranza, necessarie a portare a termine l’esecuzione del lavoretto. Realizzare un lavoretto creativo è un ottimo allenamento per l’attenzione e la progettualità.
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La Giornata internazionale della donna (conosciuta impropriamente come “festa della donna“) si celebra l’8 marzo di ogni anno per commemorare i progressi artistici, scientifici e sociali compiuti dalle donne di tutto il mondo e per ricordare che uomini e donne sono uguali e devono godere degli stessi diritti.
L’8 marzo è una giornata per riflettere sulle numerose battaglie combattute dalle donne per affermare l’uguaglianza di genere e per ricordarci che c’è ancora molta strada da fare.
Pixel art – Per celebrare la Giornata della donna abbiamo realizzato questo schema di pixel art che permette, seguendo le istruzioni, di ottenere la scritta “8 marzo”. La pixel art è un ottimo esercizio per abituarsi a lavorare coi reticoli e le coordinate.
Donne che hanno fatto la storia – L’8 marzo rappresenta un’occasione importante per parlare ai bambini della parità di genere, un tema di fondamentale importanza. È importante sapere che le donne di tutto il mondo hanno lottato duramente – e continuano a lottare ancora oggi – per il riconoscimento dei propri diritti: diritto di voto, diritto al lavoro e alla parità di salario, etc. Un’idea per celebrare questa giornata è quella di leggere in classe la biografia di alcune grandi donne che hanno contribuito al progresso dell’umanità nel campo delle scienze e delle arti.
In questa sezione potete trovare tanti materiali per realizzare un laboratorio creativo per la Giornata internazionale della donna: mimose da colorare, decorazioni per la classe e biglietti da stampare e personalizzare.
Poster gigante – In vista dell’8 marzo abbiamo realizzato un poster gigante coloratissimo; lungo i margini della sagoma centrale, i bambini potranno aggiungere i loro pensieri su come si possa promuovere la parità di genere e la cultura del rispetto.
L’8 marzo 1917 le donne russe organizzarono una grande manifestazione per chiedere allo zar l’uscita del paese della Prima Guerra Mondiale; da quella manifestazione ebbe inizio la rivoluzione che rovesciò il governo zarista e portò al potere i bolscevichi. Alcuni collegano la nascita della festa con l’incendio avvenuto nella fabbrica Triangle di New York, dove persero la vita 146 persone, perlopiù giovani donne, ma si tratta di un’attribuzione erronea, che prese piede soprattutto dopo l’isolamento della Russia dal mondo occidentale. Già dal 1918, diverse associazioni femministe avevano scelto l’8 marzo come giornata di festa e quando l’Assemblea delle Nazioni Unite, nel 1977, decise di dedicare una giornata all’anno ai diritti delle donne fu scelto l’8 marzo.
Perché si regala la mimosa per la festa della donna?
La mimosa fu scelta come simbolo della Giornata internazionale della donna perché era una delle prime piante a fiorire in primavera, era un fiore umile e poco costoso ed era un potente simbolo di resilienza: la mimosa infatti cresce e fiorisce anche su terreni aridi e scoscesi. La mimosa, inoltre, era il fiore che i partigiane regalavano alle donne che facevano da staffette.
Chi ha scelto la mimosa come simbolo?
Furono l’ex partigiana Rita Montagnana e la parlamentare Teresa Mattei a proporre la mimosa come simbolo per l’8 marzo.
Tag: giornata della donna
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State cercando attività e laboratori da proporre in primavera? Scoprite il Maxi Pack – Primavera sul Cuorfolletto Creative Shop: all’interno troverete il nostro “Canto di primavera”, un racconto poetico accompagnato dai nostri laboratori di scrittura e tante altre attività dedicate alla nuova stagione.
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Il Neolitico è la fase della preistoria che va dal 10.000 a.C. al 3.000 a.C. Neolitico significa “età della pietra nuova”. Durante il Neolitico l’uomo fece alcune importanti scoperte che rivoluzionarono il suo modo di vivere. La scoperta più importante fu quella dell’agricoltura. Le prime piante ad essere coltivate furono i cereali e i legumi, fondamentali per l’alimentazione dell’uomo. Coltivare i campi era un lavoro molto faticoso: per questo l’uomo inventò attrezzi come la zappa, la falce e l’aratro. L’uomo inoltre imparò che poteva allevare gli animali per ricavarne latte e carne. Agricoltura e l’allevamento permisero all’uomo di diventare sedentario: non era più necessario spostarsi per trovare cibo. L’uomo imparò inoltre che poteva conservare a lungo i cereali e anche il formaggio, ricavato dal latte. In questo modo era possibile sopravvivere all’inverno, quando non si potevano coltivare i campi. L’uomo del Neolitico cominciò a costruire case con mattoni d’argilla e tetti di legno, più comode e durevoli delle tende. Nacquero i primi villaggi, formati da qualche decina di case vicine tra loro. I villaggi si trovavano vicino ai fiumi, necessari per l’irrigazione dei campi. I villaggi divennero sempre più grandi, fino a diventare città con migliaia di abitanti. Nei villaggi comparvero i primi artigiani, specializzati nella lavorazione del legno, dell’argilla o dei metalli. Nacque anche il commercio: i contadini, per esempio, barattavano sacchi di cereali con attrezzi da lavoro. Chi si occupava del commercio erano i mercanti, o commercianti, che viaggiavano da un villaggio all’altro. La società si trasformò: i clan di cacciatori furono sostituiti da villaggi abitati da contadini, allevatori, artigiani e commercianti. Gli uomini del Neolitico costruirono i primi edifici religiosi, come menhir, dolmen e i primi templi della storia antica. Le civiltà del Neolitico non erano tutte uguali: ci sono molte differenze tra le culture europee e quelle africane e mesopotamiche.
Neolitico significa “età della pietra nuova” (dal greco antico “neos”, che significa nuovo e “lithos”, che significa pietra): con questo termine si indica l’ultima fase della preistoria, che va dal 10.000 a.C. al 3000 a.C. circa, quando venne inventata la scrittura. Con il passaggio dal Paleolitico al Neolitico, l’uomo (Homo Sapiens) è diventato sedentario e ha scoperto l’allevamento e l’agricoltura.
Il Neolitico corrisponde a una serie di grandi cambiamenti climatici che favorirono lo sviluppo dell’uomo e delle prime grandi civiltà umane. Infatti, intorno al 10.000 a.C. il clima si fece molto più caldo e i ghiacciai rimasti dall’ultima glaciazione cominciarono a sciogliersi, formando grandi fiumi e specchi d’acqua. Il clima mite portò alla formazione di grandi foreste e comparvero i cereali, specie vegetali particolarmente adatte all’alimentazione dell’uomo.
I grandi mammiferi tipici dell’era glaciale, come lo smilodonte (o tigre dai denti a sciabola), il mammut e il rinoceronte lanoso si estinsero, mentre al loro posto comparvero mammiferi più piccoli e docili: bovini, equini e ovini.
Questi cambiamenti climatici permisero all’uomo di svilupparsi rapidamente e di conseguire una serie di scoperte e invenzioni molto importanti.
Allevamento e agricoltura
L’uomo diede la caccia agli animali per migliaia di anni: in questo periodo imparò a conoscerne le caratteristiche e il comportamento; fu così che si accorse che poteva tenere con sé alcuni animali. Il primo animale addomesticato dall’uomo fu il cane, estremamente utile nelle battute di caccia: l’uomo lo nutriva e gli forniva un riparo in cambio della sua fedeltà.
Successivamente, l’uomo si accorse che poteva costruire stalle e recinti in cui far vivere pecore, capre, mucche, cavalli e animali da cortile: questi animali, nutriti e accuditi al meglio, erano una fonte di carne fresca e di latte per gli uomini. Alcuni animali, come le mucche, i cavalli e gli asini, erano docili e si potevano utilizzare per il trasporto.
Già dalla comparsa dell’Homo Sapiens le donne si erano specializzate nella raccolta delle bacche e delle specie vegetali commestibili; nel tempo, queste donne raccoglitrici compresero il funzionamento del ciclo vegetale e si accorsero che interrando i semi delle piante e prendendosi cura dei germogli era possibile far crescere delle nuove piante che, una volta adulte, avrebbero prodotto frutti.
Le prime piante coltivate dall’uomo nel neolitico furono i cereali (grano, orzo, farro, riso) e i legumi (ceci, fagioli e lenticchie).
Coltivare i campi era un lavoro molto faticoso: per questo motivo l’uomo del Neolitico inventò numerosi attrezzi per rendere l’agricoltura più semplice ed efficiente. I più importanti sono:
la zappa, composta da un bastone di legno con una pietra levigata legata stretta all’estremità con dei tendini animali, che serviva a smuovere il terreno rompendo le zolle;
l’aratro, una struttura in legno con una punta che serviva a creare i solchi nel terreno in cui seminare le piante;
la falce, un bastone ricurvo sul quale erano inserite delle pietre affilate, che serviva a tagliare l’erba e le spighe di cereali.
Allevamento e agricoltura furono due scoperte cruciali per migliorare l’alimentazione dei primi uomini: coltivando una grande varietà di frutta, verdura e cereali e allevando vari animali gli uomini del Neolitico potevano mangiare molti alimenti diversi, variando la propria dieta e assicurandosi una salute migliore. Anche noi dovremmo seguire una dieta varia e ricca di cibi diversi.
La scoperta dei metalli
Gli uomini del Neolitico fanno una terza grande scoperta, che ha rivoluzionato la storia dell’umanità: si accorgono che alcune pietre contengono al loro interno delle sostanze particolari, i metalli. Mettendo sul fuoco queste pietre, i metalli si sciolgono e colano al di fuori delle pietre stesse poi, quando la temperatura si raffredda, si solidificano.
Facendo colare questi metalli fusi in uno stampo, si raffreddano e si induriscono assumendo la forma dello stampo. Gli attrezzi metallici sono molto più resistenti di quelli in pietra e di quelli in legno. Le punte e le lame di metallo sono molto più leggere e affilate di quelle in pietra: nasce così l’industria delle armi. Gli artigiani che si specializzano nella lavorazione dei metalli si chiamano fabbri.
Non tutti i metalli sono facili da lavorare. Il primo metallo utilizzato dagli uomini del Neolitico fu il rame, che si fonde a bassa temperatura. La lavorazione del rame cominciò all’incirca nel 5500 a.C. Successivamente, intorno al 3000 a.C. gli uomini si accorsero che potevano mescolare due metalli fusi tra loro, formando una lega. La prima lega ad essere utilizzata fu il bronzo, che si otteneva unendo rame e stagno.
Infine, intorno al 1000 a.C. venne messa a punto la lavorazione del ferro, un metallo molto più resistente del rame e del bronzo. Col ferro si potevano realizzare armi e armature di qualità superiore.
Gli storici hanno chiamato Età dei Metalli la porzione di preistoria e di storia a partire dalla scoperta della lavorazione del rame, dividendola in:
Età del Rame: dal 5500 a.C. al 3000 a.C.
Età del bronzo: dal 3000 a.C. al 1000 a.C.
Età del ferro: dal 1000 a.C. in poi
I villaggi e le case
Gli uomini del Neolitico non sono più nomadi: la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento permettono loro di vivere sempre nello stesso luogo, producendo tutto il cibo necessario alla sopravvivenza; campi e bestiame, inoltre, hanno bisogno di cure e di sorveglianza; per queste ragioni, l’uomo diviene sedentario.
Gli uomini del Neolitico si stabilivano in luoghi pianeggianti e vicini ai corsi d’acqua, che erano più semplici da coltivare e da irrigare. Qui non costruivano più tende e capanne, ma case e palafitte. Queste abitazioni erano costruite per durare nel tempo. Le case erano realizzate con mattoni di argilla e con terra impastata insieme all’argilla. Le palafitte, invece, erano costruite sull’acqua o su terreni paludosi ed erano sopraelevate dal terreno grazie a dei robusti pali. I primi villaggi erano costituiti esclusivamente da case, mentre le strutture religiose (i megaliti) si trovavano al di fuori dell’abitato.
I primi villaggi del Neolitico erano piuttosto piccoli, composti da qualche decina di case. Con l’Età dei Metalli, questi villaggi diventarono sempre più grandi, fino a formare le città: le case erano di forma quadrata, composte interamente di mattoni e con un tetto piatto di legno. Nelle città, inoltre, si trovavano granai, nei quali venivano depositate le scorte di cereali e di cibo, magazzini, forni e diverse botteghe artigiane (vasai, fabbri, tessitori, falegnami). Nelle città si trovavano anche templi imponenti e palazzi in cui si riunivano i re e gli anziani.
La società del Neolitico
Le condizioni di vita favorevoli, insieme alla scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento, portarono all’aumento della popolazione e alla formazione di villaggi sempre più numerosi. All’interno dei villaggi nacquero i mestieri: la maggior parte degli uomini si occupava di agricoltura e allevamento, mentre altri divennero artigiani: vasai, tessitori, costruttori.
Gli uomini del Neolitico svilupparono anche la cultura religiosa: credevano negli spiriti degli antenati e negli spiriti che personificavano le forze della natura. Accanto alle pitture rupestri, che nel tempo divennero più complesse e particolareggiate, gli uomini del neolitico costruirono delle strutture megalitiche, ovvero grandi monumenti in pietra. I megaliti si dividono in:
menhir, ovvero grandi pietre allungate conficcate nel terreno in posizione verticale;
dolmen, archi composti da due pietre disposte in verticale con una pietra appoggiata orizzontalmente su di esse;
cromlech, monumenti formati da tanti menhir disposti in cerchio, in fila o in ordine geometrico.
A partire dall’Età dei Metalli, la società umana divenne più complessa: nelle città si scambiavano un gran numero di merci. I contadini barattavano cibo in cambio di attrezzi e oggetti di uso quotidiano. Presto nacque una nuova professione, quella del mercante: i mercanti viaggiavano da una città all’altra facilitando lo scambio del cibo e delle merci.
Con la nascita del commercio, gli uomini dovettero inventare un sistema per tenere nota degli scambi e delle merci che possedevano. Inizialmente utilizzavano disegni stilizzati, realizzati su tavolette di argilla. Questo metodo impegnava molto tempo e fu così che nacquero i primi caratteri stilizzati, che rappresentavano sulla tavoletta la lingua parlata.
Nacque così la scrittura, la più importante scoperta dell’umanità. La scrittura non veniva utilizzata esclusivamente dai mercanti, ma anche dai sacerdoti, che la utilizzarono per tramandare i miti, dai re e dagli anziani che scrivevano leggi e regole e dagli uomini di cultura, che tramandavano la storia dei popoli. Con l’invenzione della scrittura finì la Preistoria e cominciò la Storia, il periodo storico in cui ci troviamo ancora oggi.
Artigianato e tessitura
L’uomo del Neolitico ha bisogno di costruire dei contenitori in cui raccogliere i cereali, i semi e gli altri alimenti che produce: per questo scopo, comincia a realizzare vasi e contenitori d’argilla. L’argilla è facile da lavorare e si può lasciare asciugare al Sole. Gli artigiani del Paleolitico scoprono che l’argilla si può anche cuocere sul fuoco: una volta cotta, l’argilla si trasforma in ceramica, un materiale più resistente e impermeabile all’acqua. Questa scoperta portò alla costruzione di numerosi forni e alla nascita di una nuova professione artigiana: il vasaio.
Anche l’arte di confezionare gli abiti progredì: rispetto ai vestiti di pelli cucite del Paleolitico, gli uomini del Neolitico impararono a tessere abiti a partire dalla lana delle pecore che allevavano e dalle fibre vegetali, utilizzando il telaio. Il telaio era uno strumento composto da un telaio di legno sul quale venivano inseriti dei fili in senso verticale. Le tessitrici, utilizzando una spoletta di legno o d’osso, intrecciavano tra i fili verticali un altro filo, questa volta in senso orizzontale; poi, con un pettine spingevano i fili orizzontali verso l’alto, in modo da rendere il tessuto più fitto e resistente. I fili disposti in verticale sul telaio prendono il nome di ordito, mentre quelli intrecciati con la spoletta formano la trama. Grazie a questa tecnica di lavorazione gli uomini del Neolitico riuscirono a realizzare coperte, tappeti, tende e abiti sempre più complessi. La tessitura era un’arte riservata alle sole donne.
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Tag: il neolitico, schede didattiche sul neolitico, neolitico scuola primaria
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In questo articolo troverete i nostri materiali sulla Preistoria per i bambini della scuola primaria: una raccolta di schede didattiche gratuite per ripassare i concetti fondamentali, i nostri lapbook e pop-up per costruire un quadro di civiltà interattivo e un riassunto che potrete utilizzare come punto di partenza per progettare il vostro piano di lezione.
La preistoria è il periodo storico che va dalla comparsa dei primi uomini sulla Terra (2,5 milioni di anni fa) fino all’invenzione della scrittura (3000 a.C.). Il termine preistoria deriva dal latino prae, “prima” e historia, “racconto”. Questa parola significa “prima che gli uomini raccontassero attraverso la scrittura”.
La preistoria comincia con la comparsa dei primi esemplari di Homo Habilis (gli australopitechi, ancora più antichi, non appartengono al genere Homo): i primi uomini primitivi a fabbricare e utilizzare semplici strumenti (i chopper) nella loro vita quotidiana. La preistoria termina con l’invenzione della scrittura, nel 3000 a.C. La scrittura fu ideata dalle prime grandi civiltà umane, ovvero la civiltà egizia e le civiltà mesopotamiche.
La preistoria viene suddivisa in tre grandi periodi: Paleolitico, Mesolitico e Neolitico. Nei prossimi paragrafi approfondiremo ciascuno di essi.
Il paleolitico
Paleolitico significa “età della pietra antica” e deriva dal greco pàleos, “antico” e lìthos, “pietra”. Il Paleolitico è il periodo che va da 2,5 milioni di anni fa a 20.000 anni fa.
Durante questo periodo Homo Habilis imparò a fabbricare i primi utensili di pietra, i chopper, che venivano utilizzati per tagliare. Homo Erectus scoprì come usare il fuoco e come lavorare la pietra. 40.000 anni fa comparvero i primi esemplari di Homo Sapiens, la specie a cui apparteniamo anche noi.
Gli uomini del paleolitico erano nomadi: si nascondevano nelle grotte o abitavano all’interno di semplici capanne di pelle, paglia, ossa e legno. L’uomo del Paleolitico si nutriva degli animali che cacciava e di frutti e radici.
Il mesolitico
Il mesolitico è il periodo che va dal 20.000 a.C. al 10.000 a.C. durante il quale Homo Sapiens imparò a fabbricare utensili più sofisticati, come arco e frecce e coltelli composti da un manico in legno nel quale erano incastonate schegge affilate di selce.
Il neolitico
Neolitico significa “Età della pietra nuova” e deriva dal greco nèo, “nuovo” e lìthos, “pietra”. Il Neolitico è il periodo che va dal 10.000 a.C. al 3.000 a.C. Nel Neolitico l’uomo fece importanti scoperte che rivoluzionarono il suo modo di vivere. Le più importanti furono la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento.
Tra la metà del Neolitico e l’inizio della storia propriamente detta troviamo l’Età dei metalli, il periodo durante il quale gli uomini impararono ad estrarre e forgiare i metalli: rame, bronzo e ferro.
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Età della pietra e età dei metalli (1)
Età della pietra e età dei metalli (2)
Domande e risposte
In questo paragrafo abbiamo raccolto le domande più frequenti sulla preistoria e le relative risposte. Potete utilizzarle come strumento per ripassare (specialmente se utilizzate il metodo di studio delle flashcard) o per strutturare una verifica.
Che differenza c’è tra preistoria e storia?
Gli archeologi hanno la storia dell’uomo in due periodi: la preistoria e la storia, che comincia con l’invenzione della scrittura e della metallurgia, intorno al 3.000 a.C.
Quando inizia la preistoria?
La preistoria comincia con la comparsa sulla terra della specie Homo Habilis, due milioni e mezzo di anni fa (2.500.000 a.C.).
Quando inizia la storia?
La storia comincia intorno al 3.000 a.C., quando l’Homo Sapiens inventò la scrittura e scoprì l’arte della metallurgia, la lavorazione dei metalli.
Come vivevano gli uomini nella preistoria?
I nostri antenati vivevano all’interno di grotte o semplici capanne di paglia. Si nutrivano di frutti selvatici, radici e degli animali che riuscivano a cacciare a mani nude o con i chopper, pietre taglienti simili a coltelli. Nel corso della preistoria l’uomo fece molte scoperte che resero la vita più comoda: 1) il fuoco, che permetteva di illuminare le grotte, riscaldarsi e tenere alla larga gli animali selvatici, 2) le armi da lancio, come giavellotti, arco e frecce, che permisero di cacciare con più facilità, 3) l’agricoltura e l’allevamento.
Cosa vuol dire preistoria?
Il termine preistoria significa “prima che gli uomini cominciassero a raccontare” e fa riferimento all’invenzione della scrittura, che permise alle civiltà antiche di raccontare la propria storia. Historia in latino significa “racconto”.
In quali periodi si divide la preistoria?
La preistoria si divide in tre periodi, Paleolitico, Mesolitico e Neolitico. Alcuni testi riportano unicamente il Paleolitico e il Neolitico. Questa suddivisione, presente nei sussidiari per la scuola primaria, è una semplificazione dei sistemi, molto più complessi, attraverso cui gli archeologi hanno descritto questo lungo periodo storico.
Ricerca sulla preistoria
Dovete realizzare una ricerca sulla preistoria? Ecco alcune curiosità che potreste inserire all’interno del vostro elaborato.
Bambini preistorici. Nell’Età della pietra non esistevano né scuola né giocattoli; fin dai primi anni di età i bambini seguivano gli adulti e imparavano ad utilizzare le pietre scheggiate e a raccogliere frutti e materiali utili. I bimbi preistorici non avevano molto tempo per giocare: la cosa più importante era imparare a sopravvivere.
La dieta preistorica. Il menù preistorico era composto prevalentemente da carne. Si mangiava tutto ciò che si riusciva a cacciare: grandi mammiferi, ma anche topi, scoiattoli, uccelli, pesci, rettili e piccoli invertebrati. Anche le carcasse lasciate a terra dai predatori costituivano un’importante fonte di cibo. La dieta era completata da tuberi, radici e frutta selvatica.
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In questo articolo troverete i nostri materiali sugli Egizi per i bambini della scuola primaria: una raccolta di schede didattiche gratuite per ripassare i concetti fondamentali, i nostri lapbook e pop-up per costruire un quadro di civiltà interattivo e un riassunto che potrete utilizzare come punto di partenza per progettare il vostro piano di lezione.
Schede didattiche
Per cominciare, ecco tre schede didattiche gratuite sugli Egizi che potrete utilizzare in classe per ripassare questa affascinante civiltà. Il quiz a scelta multipla può essere utilizzato anche come verifica.
❤️ Trasformate la storia in un laboratorio creativo! Per aiutarvi a rendere le vostre lezioni ancora più coinvolgenti, abbiamo realizzato una raccolta di 11 lapbook sulla civiltà dell’Antico Egitto. È disponibile nel Cuorfolletto Creative Shop (anche con Carta Docente) a questo link:
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Linea del tempo
L’esercito nell’Antico Egitto (1)
L’esercito nell’Antico Egitto (2)
La piramide sociale
Economia nell’Antico Egitto (1)
Economia nell’Antico Egitto (2)
La civiltà egizia
L’Antico Egitto, o civiltà dell’Antico Egitto (altri usano chiamarla civiltà egizia) è quella civiltà antica che si è sviluppata lungo la Valle del Nilo tra il 3900 a.C. e il 332 a.C. Si tratta, insieme alle civiltà mesopotamiche (Sumeri, Assiri, Babilonesi) di una delle prime civiltà di cui la storia ha traccia.
LE 5 DOMANDE CHIAVE PER CAPIRE L’ARGOMENTO
Chi: Antico Egitto (o civiltà dell’Antico Egitto)
Che cosa: una delle più antiche civiltà umane di cui abbiamo notizia
Quando: dal 3900 a.C. al 332 a.C.
Dove: la civiltà dell’Antico Egitto si sviluppò lungo la valle del fiume Nilo, in Egitto (Africa)
Perché: il corso del Nilo consentiva facilità nel trasporto e negli spostamenti; inoltre, rendeva fertili tutte le terre della valle del Nilo. Queste due circostanze hanno permesso agli uomini di abitare quelle zone, dando vita alla civiltà dell’Antico Egitto
Breve storia dell’Antico Egitto
I primi uomini si stabilirono lungo la Valle del Nilo circa 120 000 anni fa. Inizialmente, la valle del Nilo era suddivisa in due territori: il Basso Egitto, che comprendeva l’area nei dintorni del delta del Nilo e l’Alto Egitto, che comprendeva i territori attraversati dal Nilo a Sud dell’Egitto. Non vi era un unico faraone e le popolazioni del Basso e dell’Alto Egitto erano spesso in guerra tra loro finché, intorno al 3000 a.C., un re guerriero di nome Menes riuscì ad unificare l’Egitto, divenendo il primo faraone.
Il fiume Nilo
Nell’antichità, l’agricoltura era molto diversa da quella di oggi: non esistevano macchinari a motore né fertilizzanti o sostanze chimiche utili a concimare la terra e sconfiggere i parassiti. La coltivazione era possibile solo in presenza di un terreno fertile e di facile lavorazione. Il Nilo, grazie alle sue inondazioni, copriva di limo tutte le aree desertiche circostanti, rendendole facilmente coltivabili. Il limo era un fango dal colore nerastro dalle incredibili proprietà fertilizzanti. Ogni anno, in estate il Nilo inondava i campi e si ritirava in autunno, lasciandoli intrisi d’acqua e ricoperti di limo: le condizioni ideali per l’agricoltura. Lungo le sponde del Nilo era possibile produrre orzo e grano, gli alimenti principali di cui si nutrivano gli abitanti dell’Antico Egitto; era possibile coltivare anche i papiri, da cui si ricavavano fogli simili a carta, ulivi e lino. Fu proprio la presenza del Nilo a permettere lo sviluppo di una civiltà ricca e prospera come quella dell’Antico Egitto.
Società
Con le civiltà dei fiumi assistiamo per la prima volta all’organizzazione degli uomini in grandi gruppi. Perché questo fosse possibile, erano necessarie regole, leggi e ruoli sociali molto più complessi rispetto a quelli delle società primitive. La civiltà dell’Antico Egitto era strutturato secondo una gerarchia piramidale: al vertice si trovava il faraone, che governava in modo assoluto ed era considerato una divinità. Sotto di lui, si trovavano i sacerdoti, gli scribi e i funzionari statali; vi era poi l’esercito seguito dal popolo. Infine, sul gradino più basso della piramide sociale, vi erano gli schiavi.
Piramide sociale dell’Antico Egitto:
Faraone
Sacerdoti
Funzionari e scribi
Soldati
Popolo libero
Schiavi
Di seguito troverai le principali informazioni su ciascuna classe sociale.
Il faraone – Il faraone era la massima autorità nell’Antico Egitto: regnava come sovrano incontrastato e si credeva che fosse l’incarnazione del dio Horus, figlio di Osiride. Ogni faraone stabiliva chi sarebbe stato il suo successore, solitamente scegliendo uno trai i suoi figli.
Sacerdoti – Il ruolo di sacerdote era particolarmente importante nell’Antico Egitto. I sacerdoti più importanti avevano enormi poteri, che si passavano di padre in figlio. Vi erano poi i sacerdoti minori, che rivestivano la carica di sacerdote solo per un certo periodo.
Scribi e funzionari
Scribi e funzionari – Il faraone affidava tutti i compiti amministrativi (far pagare le tasse, stabilire le leggi e le azioni di governo da compiere, far rispettare le leggi, etc.) a un gran visir, una sorta di primo ministro. Naturalmente, era impossibile per una persona sola amministrare un’intero paese; per questa ragione, il gran visir era aiutato da numerosi funzionari e dagli scribi, ovvero coloro che avevano imparato a leggere, scrivere e contare. La scrittura geroglifica era molto complessa ed erano in pochi a poterla studiare; per questa ragione, lo scriba era una figura importante e di grande prestigio nell’Antico Egitto. Gli scribi erano presenti in tutto il territorio dell’Antico Egitto, dal palazzo del faraone agli uffici periferici, dove si occupavano di documentare tutto quello che accadeva.
Contadini, artigiani e commercianti – La maggior parte della popolazione dell’Antico Egitto non apparteneva alle caste di cui abbiamo parlato finora, ma erano contadini, artigiani, commercianti, muratori. Il popolo era costituito da uomini liberi, che lavoravano per conto proprio o dello stato. Solitamente stipulavano un contratto che stabiliva il loro lavoro e quello che avrebbero ricevuto in cambio. Il popolo egizio era l’equivalente dei nostri lavoratori dipendenti e dei piccoli imprenditori.
Gli schiavi – Al di sotto di tutti, vi erano gli schiavi. Questi erano principalmente prigionieri di guerra catturati nel corso delle guerre e delle incursioni dell’esercito egizio e non avevano diritti né libertà: erano di proprietà del re o dei sacerdoti. Venivano impiegati per i lavori più duri come la costruzione degli edifici monumentali, gli scavi nelle miniere o il lavoro nei campi.
L’esercito – L’esercito del faraone aveva il compito di proteggere i confini dell’Egitto dalle invasioni di popoli vicini, come i temuti Ittiti. Il cuore dell’esercito era la fanteria, che combatteva con archi, lance e spade ricurve a forma di falce. I fanti non portavano armature, ma si proteggevano con grandi scudi di legno e pelle. Nell’Antico Regno, i soldati erano principalmente contadini e artigiani arruolati solo in caso di emergenza. Col tempo, nacquero i primi soldati di professione, che servivano il faraone in cambio di terre e una parte del bottino sottratto ai nemici. Il faraone poteva anche assumere mercenari, soldati stranieri pagati per combattere per lui. L’esercito era guidato dal faraone, che conduceva personalmente una delle sue armate. Le altre erano affidate ai membri della casa reale, che sceglievano i propri capitani tra i nobili del regno. Accanto alla fanteria, il faraone poteva contare su carri da guerra veloci e letali. A bordo di ogni carro combattevano un arciere e un auriga, che guidava i cavalli proteggeva l’arciere con il suo scudo.
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