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Cinque libri per nonni sprint e per super nipotini

La festa dei nonni si avvicina e, in attesa di proporvi il nostro speciale (dovete attendere fino a domani!), abbiamo fatto un giro sul web alla ricerca di qualche libro a tema. Il legame tra nonni e nipoti è da sempre speciale: chi è già stato genitore, nel nipotino scopre un nuovo ruolo, diverso, unico.

E’ un legame benefico per adulti e bambini:

  • i nonni sono una presenza amorevole e rassicurante che, per fortuna, ha potuto lasciare alle spalle ritmi frenetici e stress del lavoro
  • i nipotini sono una vera palestra per in nonni, che si mantengono attivi e curiosi
  • tra nonni e nipotini è scambio reciproco di saggezza da un lato, nuovi stimoli dall’altro.

Insomma un legame davvero unico che vale la pena, se ne abbiamo la possibilità, di coltivare nel tempo. Fare i nonni oggi è un mestiere complesso: bimbi sempre più tecnologici, giornate sempre più piene, genitori spesso troppo presi a causa del lavoro. Nei libri che vi presentiamo di seguito si parla di tutto questo, offrendo qualche spunto di riflessione che può servire da stimolo a tutti. I primi due sono pensati per i nonni, i tre successivi per nonni e nipotini insieme.

“Essere nonni” di Grazia Honegger Fresco

Giochi, ricette e racconti per vivere con gioia con il proprio nipotino. Essere nonni è un’esperienza che ci aiuta a riscoprire un mondo dell’infanzia fatto di tenerezza, gioco e complicità. In questo libro si raccontano i tanti, differenti modi di essere nonni affettuosi e disponibili, oltre alle numerose occasioni di incontro con i nipoti. Cosa ci vuol dire l’autrice? Che diventare nonno significa imparare a vivere in modo nuovo, più maturo, le diverse esperienze e i diversi ruoli, senza eliminare le peculiarità proprie di ogni età, ma anzi valorizzando i contributi che ogni membro della famiglia può offrire proprio grazie alle sue differenze. La continuità tra passato e futuro è il valore più grande di questa relazione.

ESSERE NONNI

“Manuale di sopravvivenza per nonni di oggi” di Caroline Cotinaud

Quanto sono cambiati i nonni del terzo millennio spesso ancora professionalmente attivi e molto diversi dai loro predecessori, ma non per questo meno pronti a riversare sui nipotini in arrivo tonnellate di coccole, come da tradizione. In questo caso è una nonna a raccontare, con irresistibile umorismo, come usare il kit di sopravvivenza per affrontare le sfide dell’accudimento moderno: per esempio, sapete regolare uno scalda-biberon? o distinguere tra un iPod e un podcast? La nonnitudine oggi e le sue zone d’ombra: il confine da non superare tra il proprio ruolo e quello dei genitori, l’importanza di esserci nei momenti difficili (l’arrivo di un fratellino, la separazione dei genitori …), o semplicemente la stanchezza sempre in agguato. Nel libro trovate consigli pratici e utili per sintonizzarvi sulla lunghezza d’onda dei nipotini, senza ansia e stress, superando piccoli e grandi problemi con serenità e consapevolezza.

Sarebbe interessante leggere questo libro in compagnia dei bambini per capire cosa ne pensino!

MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER NONNI DI OGGI 

“W la nonna” di Cristina Marsi

La nonna di Giovanna è speciale: quante giornate fantastiche trascorse con lei! Il libro ripercorre il viaggio magico di nonni e nipotini. Un viaggio unico, che ci accompagnerà per tutta la vita. Qui splendidamente raccontato anche nelle coloratissime immagini del libro.

W LA NONNA 

“L’isola del nonno” di Benji Davies

Un’avventura fantastica, che inizia il giorno in cui il bimbo va a trovare il nonno e questi gli mostra in soffitta una porta misteriosa. Varcandola i due si ritrovano su una nave che li conduce a un’isola tropicale e bellissima. In questo viaggio, si divertono tantissimo, scoprendo paesaggi meravigliosi e nuovi amici. Il nonno decide di fermasi mentre il nipotino rientra, governando tra le onde la nave con cui sono arrivati … Il viaggio continua, come la vita.

L’ISOLA DEL NONNO 

“Il trattore della nonna” di Anselmo Roveda (per nonni e nipotini)

Si parla di una campagna che forse i bimbi di oggi conoscono poco, di un mondo verde che sembra utopia nei grandi centri urbani. In quel luogo incantato, il nonno sa guidare il trattore, la nonna fa buonissime crostate. Un po’ come i nonni che vanno a prendere a scuola i nipotini, raccontano storie, giocano e si scervellano sulle domande dei piccoli. Nonni che, agli occhi dei nipotini, sono super eroi. Con o senza trattore.

IL TRATTORE DELLA NONNA

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La scatola azzurra: gioco sensoriale

Avete mai sentito parlare di scatola azzurra? Si tratta di un simpatico gioco sensoriale per far vivere ai bambini l’esperienza di un contatto con la natura tra le mura di casa o della scuola.

Che cos’è la scatola azzurra

La scatola azzurra è una sabbiera dipinta interamente di azzurro, colore che ricorda il mare e che, accostato alla sabbia, rasserena chi la usa. I “sand box”, ovvero i contenitori con la sabbia, si sono diffusi progressivamente nel mondo a partire dal lavoro di Dora Kalff, allieva di C. G. Jung che aveva scoperto il potere terapeutico della sabbia.

scatola azzurra

In Italia, l’esperienza di Dora Kalff è stata rielaborata da Paola Tonelli, che ha portato questi “sand box” al di fuori dell’esperienza clinica, introducendoli a scuola e adottando il colore azzurro.

Il contatto con gli elementi naturali mette in moto fortemente e spontaneamente la capacità di raccontare, esprimere il proprio mondo interiore, la propria creatività, il proprio immaginario

P. Tonelli

Come si costruisce una scatola azzurra?

Realizzare una di queste scatole è semplicissimo: scegliete un contenitore idoneo (anche uno scatolone di cartonato spesso può andar bene, se non volete giocare con la sabbia bagnata) e dipingetelo di azzurro. In questi casi noi raccomandiamo l’acrilico seguito da uno strato di vernice protettiva lucida per chi vuole un risultato di alto livello, che non si deteriori nel tempo. Per sperimentare con i bambini, vanno benissimo i colori a tempera.

Fonte: Nido My Baby

Una volta realizzata la scatola vera e propria, dovrete recuperare la sabbia e gli elementi naturali per giocare. I migliori (ma anche i più semplici da reperire) sono:

  • ciottoli tondi
  • frammenti di rocce non levigate
  • bastoncini secchi
  • conchiglie (per non raccoglierle dalla spiaggia, potete utilizzare i gusci di cozze, vongole e capesante lavati con cura e lasciati asciugare per bene)

Oltre agli elementi naturali, potete introdurre nella scatola azzurra anche piccoli giocattoli in legno (edifici, personaggi e perché no, un trenino), una piccola paletta ed un rastrello, o un colino: per i più piccoli, filtrare la sabbia è un passatempo magnetico.

Per quanto riguarda la sabbia, in commercio se ne trovano moltissime qualità; noi abbiamo provato con la sabbia fine e abbiamo evitato le confezioni di sabbia colorata. Questo perché la scatola azzurra si propone come un momento di riscoperta della natura. Di conseguenza, la sabbia verde o arancione fluorescente è decisamente inopportuna.

Per chi cercasse la sabbia ad un prezzo accessibile e in quantità, Smoby produce un sacco da 15 kg di sabbia, che viene proposto a soli 10,50€ su Amazon (eccolo qui). Sconsigliamo la sabbia fine da decorazione e modellismo unicamente per via del costo, decisamente più alto (5-10€ al kg).

Attività da sperimentare con la scatola azzurra

La scatola azzurra è un potente strumento per lo sviluppo sensoriale, per esercitare il tatto accostandolo al pensiero narrativo e al gioco di finzione. Ecco qualche proposta di attività da sperimentare con l’aiuto della sabbia:

  • gioco manipolatorio: sabbia ed elementi naturali sono ideali per la manipolazione in libertà
  • gioco narrativo: con l’aggiunta di qualche personaggio (soldatini, piccoli edifici in legno, dinosauri etc.) la scatola azzurra diventa l’ambientazione ideale per costruire fantastiche storie
  • laboratorio esperienziale: se utilizzata nel modo giusto, questa scatola è un efficace strumento didattico per esplorare concetti quali vicino/lontano, grande/piccolo, dentro/fuori e così via

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Colla a caldo: scopriamo come fare ciondoli e gioielli

Ci sentite spesso parlare di colla a caldo quando vi proponiamo lavoretti creativi. In effetti si tratta di uno strumento molto utile per assemblare velocemente i materiali. Oggi vi spieghiamo bene di cosa si tratta, come si usa e dove si può acquistare.

Colla a caldo: cos’è e come funziona

La colla a caldo è un tipo di collante molto speciale, efficiace su molti materiali ed utilizzato di frequente nei lavori di bricolage.  E’ particolarmente utile quando bisogna unire due o più materiali di differente composizione, garantendo un fissaggio duraturo. La colla a caldo viene utilizzata con un utensile elettrico, simile a una pistola. Tale strumento permette di scaldare il composto rendendolo duttile e applicabile.

Lo stick di colla a temperatura ambiente ha consistenza elastica ed è opalescente. Grazie alla pistola, il materiale viene surriscaldato, ottenendo consistenza fluida e l’aspetto trasparente. La presa avviene in due minuti o meno, a seconda di quanto il materiale da incollare assorba il calore. Attenzione, la temperatura a cui ciò avviene è pari a circa 150-180 gradi, per cui bisogna prestare attenzione a non ustionarsi. E’ bene dunque utilizzare la colla a caldo con molta cautela e non lasciarla in mano ai bambini (che però potranno ad esempio aiutarci nelle fasi precedenti al fissaggio).

Consigli utili


  • Se state lavorando su materiali delicati, applicate piccole quantità di prodotto per evitare di rovinarli.
  • Forse non tutti sanno che la colla a caldo può essere utilizzata su pizzi, vimini, carta, cotone.
  • Se siete in procinto di realizzare progetti di grandi dimensioni, fate una scorta di ricariche perchè la colla a caldo si esaurisce in fretta.
  • Se ve ne cade qualche goccia sulla pelle, immergete la parte ustionata sotto l’acqua corrente e fate indurire l’adesivo quanto basta per staccarlo.
  • Verificate che la pistola si sia raffreddata, prima di rimuovere il beccuccio.
  • Non usate la colla a caldo per oggetti delicati che non sopportano le temperature elevate: ad esempio la tazza di caffè scheggiata o la suola delle scarpe da riattaccare.
  • Se sul beccuccio si sono formati dei filamenti di colla, fondeteli con un asciugacapelli impostato al minimo e rimuoveteli delicatamente.
  • Quando non utilizzate la pistola della colla a caldo, riponetela in un luogo fresco e asciutto quando.

Idee creative: realizzare un ciondolo con la colla a caldo

La colla a caldo non si presta solo come materiale per fissare, ma anche come base per la creazione di oggetti e gioielli. Inoltre è un valido ausilio per la creazione dei libri sensoriali o quiet book, in cui si assembrano feltro e/o altri materiali, come ad esempio la gomma creola. Acquisendo un po’ di esperienza, è possibile realizzare ciondoli e gioielli. Vi rimandiamo per spiegazioni di dettaglio ai numerosi tutorial che trovate in rete. Di seguito vi offriamo qualche spunto.

Cosa serve

  • pistola per la colla a caldo a bassa temperatura (questa è quella che usiamo noi)
  • stick di colla a caldo colorata glitter oppure opaca
  • carta da forno
  • matita
  • catenella da bigiotteria di lunghezza a piacere (io ne ho usati 60cm)

Come si fa:

Dovete per prima cosa disegnare sulla carta da forno il motivo che volete riprodurre. Un cuore, un fiorelli, una stella: iniziate da forme semplici, aumentando poi la complessità. Dopo questo primo passatto, iniziate a colare le gocce di colla a caldo, riempiendo il vostro disegno e facendo in modo che il composto si amalgami all’interno della formina (il ciondolo dovrà essere liscio e compatto una volta asciugato). Ultimato il motivo, attendete un paio di minuti per farlo asciugare completamente prima di staccarlo. Con qualche goccia di colla a caldo fissate le estremità della catenina sul retro del ciondolo.

Trucchi del mestiere:

  • la colla a caldo esiste in diversi colori, per personalizzare al massimo le vostre creazioni (date un’occhiata a questa nera)
  • la colla a caldo può essere colorata con gli acrilici o impreziosita con i glitter.

Guide per il fai da te

In rete trovate tantissimi spunti e consigli su letture ad hoc per inventarsi attività fai da te con i bambini. Tra i vari vi segnaliamo Trecentosessantacinque cose da fare e da creare di Fiona Watt. Dai 4 anni in su, propone attività con carta, forbici e pennarelli o matite. E’ un modo per iniziare a scoprire la creatività che c’è in noi, per poi sperimentare, nel tempo, attività più complesse, tra cui i lavori che richiedono l’utilizzo della colla a caldo.

a cura di Alessia de Falco






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Quando sono i bambini a far crescere i genitori

La riflessione di oggi è nata dopo esserci imbattuti in una frase virale, di quelle che colpiscono perché ci mettono di fronte alla realtà (nella sua semplicità, quasi scontata):



Avete mai pensato a quanto possiamo imparare dai più piccoli? Avete mai pensato che essere genitore o educatore significa contaminarsi continuamente con il mondo dei bambini? Una contaminazione positiva, ricca di stimoli. Spesso pensiamo all’educazione come a un’opera di un grande nei confronti di un bambino; nella realtà dovrebbe essere un circolo virtuoso, uno scambio: dai più piccoli abbiamo tanto da imparare!

Crescere insieme ai  bambini, ascoltando il cuore

Perché abbiamo tanto bisogno di riscoprire il mondo del cuore? L’empatia fa parte di noi, così come la gentilezza; che bisogno c’è, allora, di allenarle continuamente? Perché i bambini sono diventati un modello positivo di bontà? Non c’è modo di capire quanto ci sia più bisogno di empatia oggi rispetto ad una volta; queste sono riflessioni da nostalgici. Il dato di fatto è che i bambini sono infinitamente più collaborativi e generosi di noi adulti. Pur con i loro limiti, sanno ascoltare e rassicurare; sono capaci di prendersi cura degli altri in modo disinteressato.

La verità è che molti di noi si rendono conto che viviamo in un mondo arido, un mondo fatto di valori freddi e impersonali, un mondo in cui la gentilezza non trova spazio, soppiantata dagli affari e dalla corsa verso il successo. E il problema non sono ne i primi ne il secondo: esiste un’etica del lavoro ed una del successo. Il punto è che abbiamo dimenticato il legame che ci unisce agli altri, un legame che produce felicità e sicurezza.

Impariamo dai bambini! Osserviamo come si comportano con gli amici e con la famiglia, cerchiamo in loro quei piccoli atti di gentilezza ed empatia che vorremmo vedere:

  • Piccoli gesti di generosità, disinteressati
  • Ascolto
  • Sostegno emotivo
  • Empatia nei confronti degli altri
  • Rispetto

Lo SPUNT-ESERCIZIO di oggi è un lavoro di ricerca e osservazione; per riscoprire il mondo del cuore ci serve trovare un buon numero di esempi (non c’è metodo che tenga, l’empatia si impara nella pratica, non sui libri!). Imparare ad osservare i bambini e a cogliere questi atti gentili è il primo passo per imparare ad ascoltare, per mettersi nelle condizioni di essere empatici a nostra volta.

Potremmo annotare su un diario quel che sentiamo (sì, perché in questo caso si osserva col cuore ancora prima che con gli occhi), ma noi grandi spesso siamo pieni di pregiudizi su questi piccoli rituali; per cui, accontentiamoci della riflessione.

 

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Urlare ai bambini fa male. Ma come rimproverarli?

Urlare ai bambini fa male. È la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori dell’Università di Pittsburgh (fonte: La Stampa), arrivando a paragonare i danni di questa forma di disciplina mentale a quelli, più noti, della disciplina fisica (sculacciate & co.). Questo genere di rimproveri ottengono un pesante effetto collaterale: quello di rendere i bambini più insicuri e aggressivi, causando piccoli danni che si rifletteranno poi nella vita adulta.

Addirittura, sembra che la violenza verbale porti a danni cerebrali nel corso dello sviluppo del bambino. Del resto, i pedagogisti da sempre sostengono i danni causati da queste che forme di rimprovero, che spesso sono indice di un genitore che ha perso le staffe piuttosto che di una volontà educativa.

Questo non significa che i bambini non abbiano bisogno di una guida, ne che non ci voglia fermezza. Al contrario, ai più piccoli servono entrambe le cose. Tuttavia, un approccio calmo, razionale, orientato al dialogo invece che alla paura è il migliore.

Prima dello SPUNT-ESERCIZIO del giorno, permetteteci una precisazione: se ogni tanto vi scappa un urlo, non siete affatto dei cattivi genitori. Non sentitevi in colpa: è normale, fin troppo normale. Piuttosto, prendete po spunto come una sfida con voi stessi, una sfida a fare sempre meglio, a crescere. La regola universale per essere genitori felici è proprio quella di vivere quest’esperienza con entusiasmo, senza rimorso: state facendo un bel lavoro, sempre e comunque!

SPUNT-ESERCIZIO: A scuola di rimproveri, con le 3C

Come rimproverate i bambini? A noi piace seguire la regola delle 3C: un buon rimprovero deve possedere tre qualità, Calma, Coerenza, Costruttività.
Potremmo dire anche così: non urlare o perdere il controllo, dare solo messaggi che siano coerenti con l’esempio che diamo, fornire una strada percorribile come alternativa al comportamento che stiamo rimproverando.  La regola delle 3C nasce dall’applicazione degli studi sulla leadership: i bambini hanno bisogno di una guida che ispiri fiducia, dunque che non perda le staffe e che sia coerente.

Provate anche voi ad utilizzare le 3C per rimproverare i bambini; all’inizio dovrete pensare prima di parlare (una buona abitudine che è un grande segno di intelligenza), poi diventerà automatico. Così, potrete abbandonare le urla senza rinunciare all’efficacia educativa di un rimprovero con fermezza

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Il miglior corso per bambini? Camminare all’aria aperta!

Ore sedici, forse sedici e trenta. Genitori, nonni o tate stanno per imboccare la via del non ritorno: il portone di ingresso di una scuola o di un asilo, da cui, nel giro di pochi minuti, usciranno con bambini elettrizzati e pronti a rincorrersi, spingersi e schizzare qua e là come schegge impazzite. E’ uno scenario un po’ apocalittico, ma lo abbiamo volutamente estremizzato per parlarvi di una cosa che ci sta a cuore.

Accanto al “Basta compiti” (beh, basta no, magari “sì ai compiti stimolanti”), accanto al “Basta corsi” (la noia è il miglior corso di creatività), oggi aggiungiamo la terza componente del mantra: “Sì a una bella camminata al parco!”. Dopo una giornata seduti a scrivere o disegnare, disciplinati da regole e divieti necessari alla sopravvivenza del gruppo, magari lasciati uscire un poco dopo pranzo perché l’ora d’aria si concede a tutti, è normale che i bambini siano scalmanati.

Non hanno disturbi, non hanno problemi psicologici: hanno solo voglia di fare i bambini, come del resto è giusto che sia. Allora perché non assecondarli con una bella camminata? Se ci fosse un parco vicino sarebbe ottimo, ma a volte anche sgranchirsi le gambe in un giardinetto può aiutare. Le esperienze di successo come l’Asilo nel Bosco o l’Asilo del Mare ci ricordano l’importanza della vita all’aria aperta. Quindi non temete: non si ammaleranno, tuttalpiù si rinforzeranno e si scaricheranno.

UNA CAMMINATA AL GIORNO VALE PIÙ DI UN CORSO

L’autunno è la stagione in cui proliferano, peggio dei funghi, corsi ed offerte per intrattenere i piccoli nei lunghi pomeriggi in cui le temperature si abbassano e le giornate si accorciano. Sono chiaramente un buon compromesso (meglio che sdraiati sul divano davanti alla tv!), però non sono la panacea di tutti i mali. Si resta “intruppati” in una serie di impegni, spesso nati dal bisogno dei genitori di impegnare il tempo per cause di forza maggiore, come, purtroppo, gli impegni lavorativi.

Eppure basta una camminata di dieci minuti, senza fare chissà cosa, per scaricare i piccoli ed aiutarli a tranquillizzarsi. Provare per credere: scegliete il parco più vicino a casa, rendete il giretto una vera e propria spedizione, chiedendo ai bambini di osservare ciò che li circonda. Nel percepire suoni, luci e colori naturali, faranno il corso più bello che possiamo regalargli per quest’anno: un corso di educazione alla felicità.

Tanto, parliamoci chiaro, il lavoro è un alibi: dovete comunque andarli a prendere a scuola o riprenderli quando tornate. Regalare un po’ di tempo ai bambini vale più del corso di inglese. Di questo siamo da sempre convinti.

Fonte: afremov.com

RESPIRA E CAMMINA: I BENEFICI DI CAMMINARE ALL’ARIA APERTA

Trascorrere del tempo all’aria aperta significa ossigenarci e riallineare le emozioni, scaricando la tensione. Una bella camminata è un’attivitò complessa, molto più di quel che pensiamo: ci aiuta a concentrarci, richiede coordinazione, coinvolge quasi tutti i muscoli. Smettiamo di affaticarci in palestra, facendo il tetris degli appuntamenti, spegniamo il telefonino e concediamoci un tempo esclusivo per noi e per i nostri bambini.

COACHING CREATIVO

E’ un’esperimento da provare e da riproporre con regolarità, magari un pomeriggio o due a settimana. Col tempo, magari dopo iniziali proteste, i bambini impareranno che si può giocare con le pigne, osservare le cavallette o le formiche, provare ad arrampicarsi su un albero o abbracciarlo. Persino dargli un nome. E’ una visione naif della vita? Forse. Ma a volte, per stare meglio, bisogna partire da ciò che è scontato (in questo caso la banalità di una camminata) e riportarlo allo status di “meraviglia”.

 

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