Blog

Giochi sulle emozioni

Giochi sulle emozioni

N. 6 – INDOVINA A COSA PENSO
Tipologia: competitivo a coppie
Materiale occorrente: foto che ritraggono i partecipanti in vari momenti della loro vita (ideali le foto di famiglia)
Giocatori: 1-4
Età: dai 5 anni in su
Dove si gioca: in una stanza o in un campo sportivo con il pavimento liscio

  • Prima di cominciare, si dividono le foto e si consegna a ciascun giocatore una pila di 4/5 foto che lo ritraggono.
  • A turno, ciascun giocatore pesca una foto e la osserva attentamente per un minuto, cercando di ricordarsi in quale occasione è stata scattata e concentrandosi su un’emozione che gli suscita quel ricordo. Poi appoggia la foto sul tavolo o sul pavimento in modo che anche gli altri partecipanti possano vederla.
  • Gli altri giocatori dovranno indovinare l’emozione che ha rievocato il primo giocatore.
  • Quando tutti i giocatori avranno provato a indovinare, il primo giocatore svelerà agli altri quale emozione gli ha suscitato la foto.
  • Ogni giocatore che ha indovinato l’emozione ottiene un punto.
  • Il turno passa al secondo giocatore e si ripete la stessa procedura per tutti i partecipanti.

SCOPRITE ANCHE:

SCOPRITE ANCHE:

N. 7 – EMOZIONI ED EMOZIONI

Tipologia: colla
Materiale occorrente: carta e penna
Giocatori: 4
Età: dai 5 anni in su
Dove si gioca: ovunque

  • Si gioca a coppie. L’obiettivo è quello di individuare e scrivere il maggior numero possibile di emozioni.
  • Ci si dispone in ordine di gioco, alternando i giocatori delle due squadre (l’ordine sarà: giocatore 1 della squadra 1, giocatore 1 della squadra 2, giocatore 2 della squadra 1, giocatore 2 della squadra 2)
  • Il primo giocatore della prima squadra scrive sul foglio della sua squadra il nome di un’emozione, poi passa il foglio al suo compagno.
  • Il primo giocatore della seconda squadra scrive sul foglio della sua squadra il nome di un’altra emozione, poi passa il foglio al suo compagno.
  • I giocatori si alternano in questo modo e continuano a scrivere le emozioni che conoscono.
  • Se un giocatore non conosce altre emozioni da aggiungere all’elenco, dovrà passare il turno al giocatore successivo.
  • Se entrambi i giocatori di una stessa squadra passano il turno, la partita si conclude.
  • Le emozioni non possono essere ripetute, quindi se un giocatore scrive “gioia”, i giocatori dell’altra squadra non potranno utilizzare questa emozione.
  • Al termine del gioco si procede a contare i punti: ogni emozione vale 1 punto.

SCOPRITE ANCHE:

SCOPRITE TANTI ALTRI GIOCHI TRADIZIONALI:

Volete riscoprire i giochi tradizionali dei cinque continenti? Leggete i libri della collana “Parole e giochi dal mondo”, che curiamo per ITL-Libri: ogni volume contiene una selezione di giochi da tanti paesi diversi.

i racconti del beija-flor

TORNA A:

Tag: giochi sulle emozioni, giochi sulle emozioni per bambini

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Poesie e filastrocche sull’acqua

Scoprite tante poesie e filastrocche sull’acqua.

Filastrocche sull’acqua

Per cominciare vi proponiamo un testo che abbiamo scritto per ripassare giocando la famiglia dell’acqua (parole con -CQ):

UNA GOCCIA D’ACQUA
Alessia de Falco e Matteo Princivalle

Una goccia d’acqua un po’ troppo sola
cercò degli amici nella sua scuola.
Si presentò al cuoco e al cuore
ma fu trattata con poco amore.
«Quella Q ci fa paura,
porterà qualche sciagura».
Provò con la quaglia e col quadro
ma fu trattata peggio di un ladro.
«Tu hai una C di troppo,
ci ruberai il malloppo».
Vattene via, parola maldestra
le dissero in coro da una finestra.
E l’acqua in un cantuccio, poverina
pensò di cancellarsi una letterina.
Acua o aqua chissenefrega,
meglio ch’essere una strega.
Mentre piangeva disperata
una fata accorse preoccupata.
«Non ho amici».
«Cosa dici?
Ci sono tante parole come te:
acquari e acquedotti, da’ retta a me!
Voglio farteli incontrare
sono gentili, lasciami fare».
Così l’acqua trovò una famiglia
che l’accolse a meraviglia.
E se qualcuno prova ad offenderla
c’è l’acquaragia, pronta a difenderla,
«Acqua si scrive sempre con CQ!
Se non lo sai quello strano sei tu».

TRA LE ONDE DEL MARE
Alessia de Falco e Matteo Princivalle

Giocano i bimbi a saltar tra le onde,
giocano i pesci nelle acque profonde,
gioca il gabbiano lassù sopra il mare,
ma c’è qualcuno che non può giocare.
Giù tra gli scogli c’è una sardina
intrappolata in una lattina.
Aiuto bambini, voglio nuotare;
basta gettare rifiuti nel mare!

Ecco una filastrocca per introdurre ai bambini il ciclo dell’acqua in modo diverso dal solito:

CETTINA LA GOCCIOLINA
Testo di: Patrizia Mauro

Una goccia d’acqua di nome Cettina
con le altre gocce nuota nel mare
e si diverte come una bambina:
con le sue amiche le piace giocare!
Le bacia il sole giallo e cocente,
Cettina evapora, calda e leggera.
Dice salendo: “Come è divertente
volare in alto da mattina a sera!”
Alle altre gocce si tiene ben stretta
fra mille inchini e due capriole.
Insieme formano una nuvoletta,
fan l’occhiolino a un bel raggio di sole.
Ma un vento freddo sussurra piano:
“Non è più tempo di stare quassù!”
Stringe Cettina alle amiche la mano
e, come pioggia, riscendono giù.
E da domani c’è un’altra salita
e una discesa che la seguirà.
Su e giù va l’acqua, come la vita…
Un’altalena di felicità!

Potete stampare questa filastrocca illustrata (da colorare) a questo link: Cettina la gocciolina.

LULÙ
Antonella Berti

Tra un’alga ed un corallo in fondo al mare blu
viveva una pesciolina di nome fa Lulù.
La nostra testardona voleva curiosare
il mondo là di sopra per poi giù ritornare.
Nuotò con l’orca Nancy, da sempre la sua amica
fu presa da una rete in men che non si dica
ma l’orca prontamente con una strattonata
riuscì a farla uscire e così fu liberata!
“Che gran brutto spavento” gridò la pesciolina
“nuotando lesta lesta tra un polpo ed una sardina.”
Adesso m’è passata la voglia d’esplorare
su, Nancy, presto, presto! Torniamo in fondo al mare”.
Morale della favola: ascoltate i genitori
che’ dai brutti pericoli voi rimarrete fuori!

FILASTROCCA DELL’ACQUA SORGENTE
Testo di: Silvia Buda

Filastrocca dell’acqua sorgente,
scorre tra le dita, non c’è più niente.
Filastrocca dell’acqua di mare,
c’è tanto sale, che bello nuotare.
Filastrocca dell’acqua cascata,
scende, scende in ogni giornata.
Filastrocca dell’acqua di lago,
se mi ci tuffo, mi sento un mago.
Filastrocca dell’acqua del rubinetto,
se non lo chiudo… faccio un dispetto!

ACQUA
Testo di: Gabriele d’Annunzio

Acqua di monte,
acqua di fonte,
acqua piovana,
acqua sovrana,
acqua che odo,
acqua che lodo,
acqua che squilli,
acqua che brilli,
acqua che canti e piangi,
acqua che ridi e muggi.
Tu sei la vita
e sempre sempre fuggi.

FILASTROCCA DELLA FONTANA
Testo di: Renzo Pezzani

Fontanella d’acqua ricciuta,
dico a tutti che t’ho bevuta:
ho bevuta quest’acqua matta,
cielo caduto, neve disfatta,
questa luce limpida e pronta
che un po’ canta e un po’ racconta.

TORNA A:

Tag: filastrocche sull’acqua, filastrocche sull’acqua per bambini, poesie sull’acqua, poesie sull’acqua per bambini

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

I bambini hanno bisogno di giocare, non di giocattoli

Il valore del riposto e del gioco libero, con attività ricreative adatte alla propria età, è stato riconosciuto dall’Assemblea Generale e dall’Alto Commissariato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite.
Nell’ Articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rigths of the Child), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989, così si legge: “Gli Stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica“.
Partiamo da un incipit un po’ burocratico, per arrivare alla sostanza: giocare fa bene. Purtroppo questa ovvietà è sempre meno ovvia, incastrata tra ritmi della quotidianità frenetici e gestione del tempo molto strutturata.
Più volte, nei nostri articoli, abbiamo riconosciuto l’importanza della noia all’interno delle giornate. Tuttavia la noia non è così facilmente perseguibile, in un mondo sempre di corsa.

RISCOPRIAMO IL VALORE DEL TEMPO LIBERO – All’interno della famiglia è importante aiutare il bambino a sviluppare le proprie capacità. C’è però modo e modo di farlo: il genitore deve essere in grado di lasciare libertà di scelta sulle attività da svolgere. In questo caso il gioco si trasforma in occasione per stare insieme, senza pensare a ciò che è giusto o sbagliato, senza andare di fretta, senza condizionare o gestire il gioco ed il tempo. Il gioco ci permette di riscoprire il potere della destrutturazione dello spazio e del tempo, creando una dimensione solo nostra. Per il bambino è fondamentale sperimentare questa condizione, senza alcun vincolo.
I BAMBINI HANNO BISOGNO DI GIOCARE, NON DI GIOCATTOLI – Destrutturare significa anche non riempire di giocattoli. Conoscete il decluttering? Spesso si apprezza di più ciò che si ha, quando ci si libera del superfluo. Proviamo a dare un’occhiata alle camerette dei nostri bambini e ci accorgeremo di quanti giochi sono buttati in un angolo, abbandonati. È vero che è sempre difficile privare un bambino del suo gioco, ma è anche vero che, nel troppo, si perde il valore dei doni ricevuti. Impariamo a giocare con poche cose, semplici, che stimolino la fantasia. Impariamo a giocare, non a riempirci di giocattoli.
ELIMINIAMO LE COSE INUTILI – Spesso i bambini sono in grado di stupirci: sebbene profondamente resistenti al cambiamento, a volte riescono a viverlo meglio di noi. Il gioco del decluttering in cameretta serve a scoprire questa grande magia: insieme, non solo si può cambiare, ma anche migliorare, riscoprendo la bellezza della semplicità. Ecco qualche consiglio:

  • Condividete l’obiettivo. Capire il perchè delle cose aiuta a trovare la motivazione: elimino un po’ di giochi che non uso più per avere più spazio per giocare con gli amici, solo per fare un esempio.
  • Pianificate il lavoro. Perché non ci si stanchi, abbandonando a metà il lavoro, dividete le attività in tappe sostenibili: oggi sistemo l’armadio, domani la scatola dei giochi, etc …
  • Donate. Sapere che niente viene cancellato, ma si trasforma in un dono per un altro bambino è un’ottima motivazione: “non lo uso più/non l’ho mai usato, può essere utile a qualche altro bimbo“.
  • Raggiungete un compromesso. È il caso tipico: voi buttereste qualcosa, il vostro bambino no. Cedete su qualche cosa, rimandando al prossimo decluttering.
  • Lasciatevi sorprendere. Date potere decisionale al bambino: vi accorgerete che magari conserverà alcuni giochi o pupazzi che nemmeno guardava, buttandone via altri. Chiedete le motivazioni ed ascoltatelo: è una preziosa occasione per conoscersi meglio.
  • Non mollate. Cercate di non accumulare e mantenere uno spirito selettivo. Non si tratta solo di una questione di ordine in casa, ma di benessere. Riuscire a non restare attaccati agli oggetti può essere il primo passo per non attaccarsi alle persone, amando nel modo più sereno possibile, senza trappole.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Giochi di animazione per bambini

In questa pagina abbiamo raccolto una serie di giochi d’animazione per bambini, focalizzandoci sui piccoli e medi gruppi. Possono andar bene dai 5 ai 12 anni, ricordandoci che con i più piccoli sarà necessario focalizzarci chiaramente sulle regole (con bambini di 5 anni vi consigliamo il gioco dei cucchiai, più semplice degli altri). Viceversa, con quelli più grandicelli sarà la narrazione a farla da padrona: bisognerà trasformare l’animazione da “giochetto per bambini” ad avvincente gioco di ruolo.

Giochi d’animazione per bambini

Perché parliamo di “piccolo gruppo”? Semplice: questi giochi sono pensati per 2 o 4 giocatori, quindi ideali per una festicciola a casa, per una piccola ludoteca o per improvvisare un momento d’animazione al parco. Se i bambini fossero 7 o 8 sarà sufficiente farli giocare a turno. Se avete più di 10 giocatori vi consigliamo la nostra guida ai giochi di gruppo e di squadra.

N. 1 – IL DISEGNO SEGRETO
Tipologia: competitivo
Materiale occorrente: fogli di carta, matite
Giocatori: 2
Dove si gioca: in una sala o in un prato

  • Si gioca a coppie. Occorrono dei foglietti di carta, l’occorrente per disegnare e del nastro adesivo.
  • Senza che i due giocatori possano vederli, si preparano due disegni su altrettanti foglietti.
  • Si attaccano i foglietti alla schiena dei giocatori utilizzando il nastro.
  • Quando il gioco comincia, i giocatori dovranno muoversi nell’area di gioco, cercando di scoprire il disegno sulla schiena dell’avversario. I giocatori non possono afferrarsi né toccarsi con le mani in alcun modo.
  • Vince il primo giocatore che riesce a dire cosa è raffigurato sulla schiena dell’avversario.

N. 2 – GIOCO DEI CUCCHIAI
Tipologia: competitivo
Materiale occorrente: cucchiai (da 10 a 30), due bende, due sedie e un fazzoletto
Giocatori: 2
Dove si gioca: una cameretta, una stanza, un prato

  • Si posizionano le due sedie ai lati opposti dell’area di gioco; una delle due sedie dovrà essere riconoscibile legando a una delle gambe o allo schienale il fazzoletto.
  • I due giocatori si accomodano, a quattro zampe, accanto alla loro sedia.
  • I giocatori vengono bendati (è importante che sappiano chi dei due è proprietario della sedia infiocchettata; ripetetelo un paio di volte!).
  • Si sparpagliano per l’area di gioco i cucchiai; questi vanno lanciati uno alla volta, lentamente, in modo che i giocatori bendati riescano a capire dove si trovano con l’udito.
  • Al via, i due giocatori dovranno muoversi, sempre a quattro zampe (è vietato sollevarsi da terra, pena la squalifica) alla ricerca dei cucchiai.
  • Quando un giocatore trova un cucchiaio, lo può prendere e portare alla propria sedia; lo appoggia su di essa e riparte alla ricerca di un altro cucchiaio.
  • Si può prendere un solo cucchiaio per volta.
  • Se uno dei giocatori arriva alla sedia dell’avversario, può invece sottrargli tutti i cucchiai che vi trova, in un unica volta.
  • Il match dura 4 minuti, allo scadere del tempo vince chi ha più cucchiai sulla propria sedia.

Questo gioco funziona molto bene anche proposto a gruppi di 10-15 bambini, giocando due alla volta: l’attesa e lo spettacolo dei compagni che giocano, a patto di saper mantenere il silenzio, motiva moltissimo i giocatori.
Il gioco dei cucchiai è un tipico gioco d’animazione di tipo psicomotorio: si allenano i sensi dell’udito e del tatto, solitamente sottosviluppati rispetto alla vista, il senso predominante nella nostra società (con tutti i limiti che questo comporta). È un ottimo esercizio per lo sviluppo sensoriale, ma anche per proporre ai bambini un’esperienza di gioco diversa dal solito.

N. 3 – DRAGAMINE
Tipologia: competitivo a squadre
Materiale occorrente: bicchieri di plastica, oppure barattoli dello yogurt vuoti, due bende
Giocatori: 4, due navi e due ammiragli
Dove si gioca: un corridoio spazioso, una sala, un prato; il campo di gioco dovrebbe avere la forma di un ampio corridoio, più lungo che largo

  • Agli estremi del campo si posizionano i due ammiragli; le navi, bendate, si schierano di fronte al proprio ammiraglio (le due navi, quindi, si danno le spalle).
  • Con le navi già bendate, si posizionano sul campo i bicchieri o i barattoli, che saranno le mine; questi devono essere sparpagliati in modo uniforme.
  • Si gioca a turni: durante il proprio turno, l’ammiraglio deve dare alla propria nave un comando (e uno soltanto).
  • I comandi validi sono: un passo indietro, un passo avanti, un passo a sinistra, un passo a destra; si può specificare se il passo deve essere piccolo, normale o grande.
  • La nave esegue il comando, dunque il turno termina e passa all’altra squadra.
  • Se una nave urta una delle mine sul campo, affonda; di conseguenza vincerà l’altra squadra.
  • Se una nave, col sul movimento, urta l’altra, la sperona e la affonda; di conseguenza vincerà la partita.
  • Si procede, un turno dopo l’altro, finché una delle due squadre non vince la partita.

Anche questo gioco, come quello dei cucchiai, si presta bene a gruppi di medie dimensioni. L’importante è saper evitare gli impietosi cori da stadio. Nuovamente, si tratta di un bel gioco che fa leva sulla collaborazione tra nave ed ammiraglio, stimolando la sensorialità nella prima, la logica e la teoria della mente per il secondo. Questo è infatti un elemento interessante: l’ammiraglio deve essere in grado di mettersi nei panni della sua nave, imparando in breve tempo a conoscere i suoi movimenti e soprattutto “pensando al contrario”: i comandi infatti devono essere dati pensandosi girati al contrario, come allo specchio. Per dei bambini di 6-8 anni non è scontato: devono, forzatamente, uscire dalla loro visione egocentrica del mondo in un esercizio tutto da sperimentare.

N. 4 – IL TESORO DEL DRAGO
Tipologia: competitivo, collaborativo
Materiale occorrente: una sedia, una benda, il tesoro del drago, corde e nastro
Giocatori: si gioca in tre alla volta, un drago e due cavalieri
Dove si gioca: una cameretta, una stanza, un prato

  • Si prepara la tana del drago collocando al centro della stanza la sedia; su di essa, andrà il tesoro del drago, legato saldamente con le corde e il nastro (se fate dei nodi, bisogna fare in modo che i bambini possano scioglierli).
  • Il drago si posiziona bendato intorno alla tana; tuttavia, non può mai toccare il tesoro né le corde e i nastri.
  • Al via, i due cavalieri dovranno cercare di sciogliere le corde e i nastri del tesoro senza farsi toccare dal drago.
  • Un cavaliere che viene toccato dal drago viene eliminato dal gioco per 2 minuti.
  • Il match dura 5 minuti; i cavalieri vincono se riescono a liberare il tesoro e portarlo via dalla sedia, il drago se riesce ad impedirglielo.

Questo gioco mescola efficacemente la componente sensoriale (per il drago) alla destrezza manuale (per i cavalieri). Inoltre, si può arricchire a piacimento con una bella narrazione che preceda lo scontro, in modo da entrare in una dimensione ludica fantastica. Esiste una variante, la principessa e il drago, in cui al posto del tesoro, sulla sedia, si trova una principessa da salvare, legata anch’essa con nastri e corde. Chiaramente dover salvare un amichetto rende il gioco più divertente; secondo noi, però, si rischia di cadere nello stereotipo di genere, che vuole i maschietti forti e valorosi e le bambine deboli, da salvare (ne avevamo parlato a proposito di giochi da maschi e giochi da femmine, vi ricordate?). E allora, perché non proviamo a far salvare un principe a due eroine? In questo caso, solo l’abilità dell’animatore potrà ristabilire l’equilibrio.

N. 5 – LO SCATOLONE
Tipologia: competitivo a squadre
Materiale occorrente: uno scatolone di cartone, sei palloni
Giocatori: 8-16 bambini
Dove si gioca: stanza o campo sportivo con pavimento liscio

  • I giocatori si dividono in due squadre.
  • Si divide a metà il campo di gioco (potete usare del nastro di carta per delimitarla). Sulla linea si posiziona uno scatolone di cartone.
  • Ogni squadra avrà a disposizione tre palloni.
  • Al via, i giocatori devono cercare di spostare lo scatolone nella metà del campo avversaria, colpendolo con i palloni.
  • Nessuno può toccare lo scatolone.
  • Allo scadere del tempo (una partita può durare da 2 a 5 minuti) vincerà la squadra che è riuscita a spostare lo scatolone nell’altra metà del campo; se lo scatolone è sulla linea di metà campo (o una parte di esso si trova sulla linea) la partita si conclude con un pareggio.

N. 6 – IL GIOCO DEI COLORI
Tipologia: competitivo a squadre
Materiale occorrente: cucchiai, palline di carta colorate (di due colori diversi)
Giocatori: 15-30 bambini
Dove si gioca: in una stanza o in un campo sportivo con il pavimento liscio

  • I giocatori si dividono in due squadre.
  • Il campo deve essere diviso a metà (potete usare del nastro di carta per delimitarla). Sulla linea di metà campo dovranno essere disseminate una grande quantità di palline di carta colorate, di due colori diversi.
  • A ciascuna squadra verrà attribuito un colore.
  • A tutti i giocatori della squadra verrà fornito un cucchiaio.
  • Inoltre. In fondo al campo di ciascuna squadra dovrà essere posizionato un contenitore (secchio, ciotola).
  • Al via, i giocatori dovranno formare una fila indiana, che parta dal contenitore e si sviluppi per tutta la lunghezza della linea di metà campo.
  • I giocatori dovranno raccogliere le palline di carta colorata utilizzando il cucchiaio. Dovranno impugnare il cucchiaio con una mano sola e non potranno aiutarsi con l’altra mano né con i piedi.
  • Poi, dovranno passare la pallina ai compagni dietro di loro lungo la fila, utilizzando solo i cucchiai (anche in questo caso, non ci si può aiutare con l’altra mano).
  • L’obiettivo è quello di passare le palline all’indietro a tutti i compagni, fino ad arrivare al primo della fila, che le deporrà nel contenitore.
  • Allo scadere del tempo vince la squadra che ha raccolto il maggior numero di palline colorate.

SACCO PIENO E SACCO VUOTO
Tipologia: competitivo
Materiale occorrente: nessuno
Giocatori: da 5 a 20 bambini
Dove si gioca: uno spazio ampio in cui disporsi in riga, come un prato

  • I bambini si dispongono in riga di fronte all’insegnante o all’animatore;
  • l’animatore utilizza tre diversi comandi: sacco pieno, sacco vuoto e sacco mezzo;
  • i bambini devono muoversi secondo i comandi: 1) se il comando è sacco pieno, devono mettersi in piedi, allargando le braccia imitando la forma di un sacco pieno, 2) se il comando è sacco vuoto, devono abbassarsi abbracciando le ginocchia con le braccia, 3) se il comando è sacco mezzo i bambini devono inginocchiarsi “a metà”, abbassandosi solo un poco;
  • se un bambino sbaglia un comando, viene eliminato.

Il gioco del sacco pieno e del sacco vuoto è un gioco di movimento e di concentrazione che si può proporre ai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Si tratta di un gioco molto importante per allenare la concentrazione dei ragazzi, abilità che viene messa a dura prova dall’avanzata senza precedenti del digitale.

Questo gioco può sembrare semplice. Tuttavia, dopo i primi comandi la velocità aumenta e per i bambini, seguire le indicazioni diventa più difficile. Se stai cercando qualche suggerimento per rendere il gioco del sacco pieno e vuoto più interessante, prova questi “trucchetti”:

  • accompagna i comandi con il tono di voce: fai la voce grossa quando dici “sacco pieno” e abbassala tono quando dici “sacco vuoto”. In questo modo, puoi trarre in inganno i giocatori utilizzando un tono di voce che non si aspetterebbero (ad esempio, dicendo “sacco pieno” con la voce bassa);
  • imita tu stesso il comando che dici. In questo modo, puoi trarre in inganno i giocatori muovendoti in un modo ma ordinando il comando opposto (ad esempio, puoi abbassarti mentre dici “sacco pieno”).

Perché questi elementi di distrazione funzionino nel modo giusto, occorre spiegare ai ragazzi, in modo molto chiaro, che loro dovranno sempre seguire il comando verbale e non il tono della voce o i movimenti.

SCOPRITE TANTI ALTRI GIOCHI TRADIZIONALI:

Volete riscoprire i giochi tradizionali dei cinque continenti? Leggete i libri della collana “Parole e giochi dal mondo”, che curiamo per ITL-Libri: ogni volume contiene una selezione di giochi da tanti paesi diversi.

Scoprite anche:
🔴 Giochi di animazione
🟠 Giochi con carta e penna
🟡 Giochi sulla fiducia
🟢 Giochi di gruppo
🔵 Giochi di strada
🟣 Giochi musicali
🔴 Giochi psicomotori
🟠 Giochi da stampare
🟡 Giochi di una volta
↩️ Tutti i giochi

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

Riscopriamo la meraviglia, con la wow therapy

Stress, rabbia e insoddisfazione riducono il nostro potenziale e ci fanno vivere peggio. Secondo i ricercatori, inoltre, aumentano il rischio di determinate malattie (ad esempio quelle cardiovascolari). Nonostante esistano una serie di fattori di rischio e di fattori protettivi legati all’alimentazione e allo stile di vita, ciò che più di ogni altra cosa influenza la nostra salute è il nostro stato mentale.
Purtroppo, la felicità non è di casa: la maggior parte delle persone si sente sotto pressione a causa del lavoro, della famiglia o del conto in banca. Approssimativamente un italiano su due soffre di una profonda e persistente insoddisfazione. La wow therapy, termine “popolare” per designare alcuni interventi positivi, potrebbe essere una soluzione. Il principio è semplice: siccome cambiare lavoro, famiglia e stile di vita potrebbe essere complesso, perché non partire dal modo in cui viviamo la nostra routine?
La felicità, infatti, dipende solo in minima parte dal nostro stile di vita (il 10%), mentre in misura molto maggiore è determinata dal modo in cui noi affrontiamo la quotidianità (il 40%). Tutti noi abbiamo tante piccole gioie quotidiane; imparare a concentrarsi su di esse invece che sui problemi fa la differenza.
Sperimentiamo la wow therapy, ovvero la terapia della meraviglia: per metterla in pratica dobbiamo riscoprire un senso di meraviglia genuino di fronte alle nostre piccole gioie quotidiane. Ecco tre semplici consigli per impostare una wow therapy efficace:

  • Impara ad apprezzare la routine: la meraviglia non andrebbe ricercata nelle grandi avventure, ma nelle piccole routine quotidiane, dal caffè alla passeggiata fino all’edicola;
  • Cerca il bicchiere mezzo pieno: l’ottimismo si può imparare; ad esempio, di fronte al classico “bicchiere mezzo vuoto” (ovvero una qualsiasi situazione della quale cogli gli aspetti negativi), cerca anche la controparte positiva. Come nel caso del bicchiere, esistono sempre aspetti negativi e positivi; è compito nostro imparare a cogliere entrambe le facce della medaglia;
  • Apertura alle novità: accogli con entusiasmo le novità? L’apertura mentale alle nuove esperienze è un elemento cruciale per sperimentare la meraviglia. Prova con un piccolo esercizio quotidiano: scegli ogni giorno una piccola novità da portare nella tua vita (potresti cambiare il tragitto che percorri per raggiungere il lavoro o la scuola, introdurre un nuovo alimento nella tua dieta, una nuova piccola routine quotidiana etc.).

Ecco alcune piccole gioie per le quali è facile meravigliarsi e sperimentare emozioni positive:

  • Il sorriso dei propri bambini;
  • Il tramonto;
  • La compagnia dei propri amici;
  • Un momento di affetto e intimità con la persona che si ama;
  • Un momento di gioco con i propri bambini;
  • Un buon manicaretto.

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.

L’educazione è cosa di cuore

La felicità, nel campo dell’educazione, porta il nome di relazione. Genitori e insegnanti, nell’educare, devono stare molto attenti a non tradire il cuore dei bambini, ma soprattutto a non trascurarlo. L’educazione è cosa di cuore: è al di là dei metodi e delle ideologie, coinvolge direttamente due cuori in una relazione assai complessa.
Questo vale per la scuola, tra i cui banchi sarebbe bello veder sbocciare il cuore dei ragazzi, sentirlo rimbombare forte, come una campana. Non è necessario inventarsi ore di “educazione alla felicità” o “all’amore”: ci vuole invece una maestra o un maestro capace di creare l’ambiente ideale perché ciascuno possa esprimersi, confrontarsi e sentirsi a casa.
Ma anche (e forse soprattutto) la famiglia ha il compito di curare il cuore dei propri figli: viviamo in una società che tenta di controllare e mercificare tutto. Così, la felicità dei bambini diventa (o almeno, si cerca di far diventare) una gara a possedere giocattoli o fare determinate attività. Ma quanti più regali facciamo, tanto più i bambini ricercano una relazione autentica, fondata sulle emozioni e sullo scambio appassionato.
Spesso cadiamo nel tentativo di riflettere a come comportarci per rendere felice un bambino. Ma il segreto del cuore è che più si cerca, più si fa invisibile. Non possiamo guardarlo con gli occhi, né con la mente. Ce lo ha insegnato, quasi un secolo fa, Antoine de Saint-Exupéry, quando diceva che “l’essenziale è invisibile agli occhi. Non si vede bene che col cuore” (Il Piccolo Principe).
Per connettere due cuori, dobbiamo invece riversare nell’ambiente in cui viviamo le nostre passioni, ciò che ci emoziona e ci dà gioia. Daniel Pennac, ad esempio, ci insegna che per trasmettere l’amore per la lettura è inutile costringere alla lettura; meglio un insegnante che comincia le sue lezioni leggendo un brano del suo libro preferito!

Non avete trovato il contenuto che stavate cercando? Chiedetecelo: ogni mese realizziamo i materiali più richiesti dai lettori! Ecco il modulo per le nuove richieste: Chiedi un contenuto.

Iscrivetevi alla Newsletter o al canale Telegram per ricevere gli ultimi aggiornamenti dal sito.