Ragni da colorare. In questa sezione potete trovare tanti ragni da colorare. Cliccate sui disegni o sui pulsanti colorati per stampare i file PDF da colorare.
I benefici del coloring – I disegni da colorare sono un passatempo educativo che offre ai più piccoli una serie di benefici importanti. Ecco alcuni benefici del coloring:
Sviluppa la motricità fine, potenziando i muscoli della mano e del braccio necessari ad impugnare correttamente lo strumento di scrittura (matita, pastello, pennarello) e necessari anche per la scrittura;
Migliora la coordinazione occhio-mano, un altro prerequisito essenziale per scrivere correttamente;
Insegna a riconoscere confini e regioni, una competenza che risulterà molto importante in età scolare;
Sviluppa l’uso consapevole dei colori, perché il bambino può scegliere liberamente come accostarli e in questo modo svilupperà le sue prime preferenze estetiche;
Aiuta il bambino ad esprimere il suo mondo emotivo, attraverso l’uso del colore e degli elementi grafici.
Favorisce l’autonomia, perché il bambino può scegliere come organizzare il lavoro, quali strumenti e colori utilizzare, se portare a termine o meno il suo disegno, cosa fare in caso di errore.
Riduce stress e ansia.
Sul nostro sito potete trovare migliaia di modelli tra cui scegliere, dai disegni facili, adatti già dai 2-3 anni, a quelli più complessi. Potete scaricarli e stamparli gratuitamente, per utilizzarli a casa, a scuola o per i vostri laboratori creativi.
Ricordatevi che anche la qualità dei supporti di scrittura è fondamentale. Supporti di scarsa qualità possono trasformare un momento di svago creativo in un’esperienza frustrante e spiacevole. Vi consigliamo di scegliere strumenti ergonomici, progettati appositamente per i più piccoli.
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Sagome di Halloween. In questo articolo troverete le nostre sagome di Halloween da ritagliare; potete utilizzarle per realizzare striscioni e altri addobbi per questa festa. Se state cercando dei disegni da stampare e colorare, potete trovarli nell’articolo dedicato ai disegni di Halloween.
Sagome di Halloween
Ecco una raccolta di disegni di Halloween da ritagliare e sagome da stampare e ritagliare lungo i bordi. Dopo aver ritagliato le sagome, potete anche utilizzarle come calco per realizzarne delle altre su fogli di cartoncino colorato.
I benefici del coloring – I disegni da colorare sono un passatempo educativo che offre ai più piccoli una serie di benefici importanti. Ecco alcuni benefici del coloring:
Sviluppa la motricità fine, potenziando i muscoli della mano e del braccio necessari ad impugnare correttamente lo strumento di scrittura (matita, pastello, pennarello) e necessari anche per la scrittura;
Migliora la coordinazione occhio-mano, un altro prerequisito essenziale per scrivere correttamente;
Insegna a riconoscere confini e regioni, una competenza che risulterà molto importante in età scolare;
Sviluppa l’uso consapevole dei colori, perché il bambino può scegliere liberamente come accostarli e in questo modo svilupperà le sue prime preferenze estetiche;
Aiuta il bambino ad esprimere il suo mondo emotivo, attraverso l’uso del colore e degli elementi grafici.
Favorisce l’autonomia, perché il bambino può scegliere come organizzare il lavoro, quali strumenti e colori utilizzare, se portare a termine o meno il suo disegno, cosa fare in caso di errore.
Riduce stress e ansia.
Sul nostro sito potete trovare migliaia di modelli tra cui scegliere, dai disegni facili, adatti già dai 2-3 anni, a quelli più complessi. Potete scaricarli e stamparli gratuitamente, per utilizzarli a casa, a scuola o per i vostri laboratori creativi.
Ricordatevi che anche la qualità dei supporti di scrittura è fondamentale. Supporti di scarsa qualità possono trasformare un momento di svago creativo in un’esperienza frustrante e spiacevole. Vi consigliamo di scegliere strumenti ergonomici, progettati appositamente per i più piccoli.
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Dall’oliva all’olio. In questo articolo troverete il nostro percorso didattico sul ciclo dell’olio, per spiegare ai bambini della scuola primaria come si arriva dalle olive all’olio. Troverete anche le nostre schede didattiche illustrate da stampare e colorare.
Dall’oliva all’olio
L’ulivo – L’ulivo (o olivo) è una pianta sempreverde, che cresce su terreni soleggiati e in zone con clima mite. In Italia viene coltivato in tutte le regioni mediterranee del Sud e del Centro, ma anche in Liguria e lungo le rive dei laghi lombardi e veneti (soprattutto del Lago di Garda). Le olive non sono tutte uguali: esistono più di 500 varietà differenti e ciascuna produce un olio leggermente diverso dalle altre. Il tronco dell’ulivo è nodoso e contorto mentre le foglie sono piccole, hanno la forma di una punta di lancia e hanno dei riflessi argentati.
Raccolta – La raccolta delle olive avviene tra novembre e dicembre. Quando le olive sono mature, i contadini le raccolgono a mano o utilizzando delle macchine raccoglitrici che scuotono i rami e raccolgono le olive che cadono con delle reti o con dei teli simili ad ombrelli rovesciati. La modalità migliore per raccogliere le olive è a mano, perché i frutti non si rovinano: tuttavia, è anche la tecnica più lenta e più costosa. Come si riconoscono le olive mature? Dal colore, che dev’essere bruno, quasi nero. Le olive verdi sono ancora acerbe e contengono poco olio.
Lavaggio – Le olive appena raccolte vengono private delle foglie e vengono lavate sotto l’acqua corrente, per eliminare tutte le impurità che potrebbero influire negativamente sulla qualità dell’olio.
Molitura (o frangitura) – Le olive appena lavate vengono inserite nella macina o nel frangitore, che frantuma la polpa e i noccioli delle olive trasformandole in pasta di olive. Un tempo la molitura avveniva nel frantoio utilizzando la molazza, uno strumento formato da due macine di pietra che ruotando frantumavano le olive. Oggi invece si utilizzano i frangitori industriali.
Gramolatura – La pasta di olive viene posta dentro a delle vasche d’acciaio dove avviene la gramolatura: delle pale a forma di elica rimescolano lentamente la pasta. In questo modo le minuscole goccioline d’olio ottenute con la molitura si addensano fino a formare gocce sempre più grandi.
Estrazione – Al termine della gramolatura si può procedere con l’estrazione. Questa fase della lavorazione permette di separare il mosto d’olio dalla sansa (la parte solida formata dalla polpa e dai noccioli). Una volta per separare il mosto d’olio dalla sansa si utilizzava la pressa, un macchinario che “schiacciava” il composto fino a fare uscire la parte liquida. Oggi per l’estrazione si utilizzano delle speciali centrifughe.
Centrifugazione – L’olio vero e proprio dev’essere separato dall’acqua di scarto prima di essere imbottigliato. Questa fase della lavorazione è possibile utilizzando la centrifuga, un macchinario che separa l’olio dall’acqua. Tanto tempo fa si lasciava il mosto d’olio a decantare: in questo modo, l’olio saliva in superficie e l’acqua rimaneva sul fondo del contenitore. Questa tecnica però è stata abbandonata, perché non permette di ottenere olio di alta qualità.
Imbottigliamento – L’olio d’oliva che esce dalla centrifuga è pronto per essere imbottigliato, etichettato e venduto.
Schede didattiche
Abbiamo realizzato queste schede per illustrare in modo schematico il processo produttivo dalle olive all’olio. Potete stamparle, ritagliarle lungo il bordo nero e incollarle sul quaderno.
L’olio extra vergine di oliva, conosciuto anche come olio EVO, è l’olio di qualità più pregiata, ottenuto unicamente dalla lavorazione delle olive secondo i procedimenti meccanici descritti in questo articolo. A differenza dell’olio vergine di oliva, ha un’acidità minore. Esistono anche olii di oliva raffinati, ovvero ottenuti con procedimenti fisici e chimici che permettono di ridurre l’acidità e modificare le qualità dell’olio (colore, odore, sapore); questi olii sono meno pregiali di quello EVO.
Quanto olio si ottiene di 100 kg di olive?
A seconda del grado di maturazione delle olive e della varietà si possno ottenere da 8 fino a 28 litri d’olio extra vergine di oliva.
Quali sono i paesi in cui si produce più olio d’oliva?
L’olio d’oliva si produce prevalentemente lungo le coste del Mediterraneo. La Spagna è il paese in cui se ne produce di più; l’Italia è il secondo produttore al mondo: ogni anno produciamo oltre 400.000 tonnellate di olio d’oliva, soprattutto olio EVO!
L’olio d’oliva è un alimento salutare?
Sì, l’olio EVO è un ottimo condimento per gli alimenti, perché contiene polifenoli, composti chimici che aiutano a mantenere l’organismo in buona salute e perché contiene grassi insaturi, che sono grassi buoni. In ogni caso va assunto in piccole dosi, poiché è un alimento ad alto contenuto di grassi e calorie. Potete trovare ulteriori informazioni e materiali nella sezione del sito dedicata all’educazione alimentare.
L’olio d’oliva si usava già nell’antichità?
Sì: l’uomo produce l’olio da più di 7000 anni. L’olio era molto prezioso e non si usava solo in cucina, ma anche per l’illuminazione e per la cosmesi. Le prime civiltà del mediterraneo (fenici, cretesi, micenei, civiltà greca) producevano grandi quantità d’olio lungo le coste e lo commerciavano con tutti gli altri popoli del Mediterraneo. Nel corso degli anni però le tecniche di lavorazione sono cambiate e l’olio che utilizziamo oggi è di qualità migliore rispetto a quello prodotto nell’antichità.
Il Cuorfolletto Creative Shop è il negozio online della nostra casa editrice. Qui potete acquistare le nostre raccolte di lapbook, minibook fai-da-te, giochi pop-up e tanti altri formati da stampare e costruire insieme, trasformando ogni attività in un piccolo laboratorio di meraviglia. Acquistando uno dei nostri prodotti, sostenete la casa editrice e ci aiutate a continuare a offrire anche tante attività gratuite.
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Le nomenclature Montessori (conosciute anche come “carte Montessori”) sono uno strumento che serve per stimolare lo sviluppo del linguaggio nei bambini a partire dai 24 mesi.
Nomenclature Montessori
Se vi state chiedendo cosa siano le carte delle nomenclature Montessori, la risposta è semplice: si tratta di carte tematiche progettate per facilitare lo sviluppo del linguaggio nel bambino e per aiutarlo a raggruppare le parole in nuclei tematici. Queste carte sono state ideate nel contesto del metodo Montessori, ma è possibile proporle con successo in qualunque contesto di apprendimento.
Come sono fatte le carte delle nomenclature Montessori?
Ogni carta dovrebbe raffigurare un solo soggetto (animale, pianta, cosa), utilizzando un’immagine fotografica o realistica (nel caso di un’illustrazione) su sfondo bianco. È possibile completare le carte inserendo il nome dell’oggetto raffigurato sotto all’immagine, nella parte bassa della carta. La maggior parte delle carte in commercio presentano il nome scritto in corsivo, anche se questa scelta è in contrasto con le più recenti indicazioni della ricerca educativa, che suggeriscono di posticipare l’insegnamento del corsivo al secondo anno di scuola primaria.
Le carte inoltre dovrebbero essere realizzate formando dei gruppi tematici (frutta, fiori, animali, oggetti di casa, etc.); in questo modo il bambino imparerà a classificare gli oggetti in categorie.
Sul nostro sito è disponibile un set di carte ispirate alle nomenclature; le trovate tra le schede per insegnare a leggere.
Come usare le carte delle nomenclature Montessori?
Le prime nomenclature possono essere realizzate e presentate al bambino intorno ai 12-24 mesi, quando egli ha iniziato a provare interesse per le parole, ad associare alle immagini o agli oggetti. Basta raccogliere una serie di immagini ( fino a un massimo di 6) da presentare una alla volta. Ad esempio, scegliamo di rappresentare la categoria della frutta con una serie di immagini.
A questo punto, inviteremo il bambino con noi, sul tappeto o su un tavolo, e con calma, inizieremo ad estrarre le prime immagini da presentargli, realizzate su cartoncino e plastificate (nel prossimo articolo descriveremo un tutorial su come fare le nomenclature). Lasceremo che il bambino osservi le sue carte, indicando soltanto la parola che l’immagine rappresenta, ad esempio “mela”. Poi, se vediamo il bambino interessato, passeremo alle altre immagini. Alla fine, inviteremo il bambino a mettere a posto, con noi, le immagini.
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Lettere da colorare. In questo articolo troverete le lettere da stampare e colorare.Potete scegliere se stampare le lettere in formato grande (una lettera per pagina), in formato alfabeto (intero alfabeto su una pagina) o in formato doppio (una lettera per pagina in stampato maiuscolo e minuscolo).
In questo paragrafo troverete i nostri fogli con l’alfabeto da stampare; a differenza dell’alfabetiere, in questo caso non sono presenti le illustrazioni. Potete scegliere se stampare l’alfabeto da colorare o quello tratteggiato da ripassare.
Colorare è un’attività dai risvolti benefici: attraverso questa pratica, i bambini potranno allenare la muscolatura della mano ad impugnare correttamente lo strumento di scrittura (penna, matita, pennarello) e a sostenere lo sforzo fisico necessario ad esercitare il tratto. Sembra una sciocchezza, ma oggi i bambini sono abituati a reggere tra le mani smartphone e tablet per numerose ore ogni giorno, col risultato che i muscoli necessari alla scrittura si indeboliscono. Ecco perché così tanti bambini fanno fatica a scrivere! Abituarli a colorare sin da piccoli è un esercizio formidabile: se lo proponiamo attraverso il gioco, daremo loro una marcia in più. Infine, secondo alcuni studi scientifici l’attività del coloring aiuta i bambini ad eliminare lo stress e l’ansia. Benché non si tratti di un’attività terapeutica, è comunque una pratica molto rilassante.
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Conoscete la leggenda di San Francesco e il lupo di Gubbio? Si tratta di uno degli episodi più conosciuti e significativi della vita del santo. In questo articolo potete trovare il nostro adattamento del testo originale (quello tramandato dalle Fonti francescane), adatto anche ai bambini.
Nelle campagne di Gubbio era apparso un lupo feroce, che divorava le bestie e gli uomini. Gli abitanti della città, terrorizzati, uscivano armati di tutto punto, come se dovessero andare in guerra, ma nemmeno questo bastava a difendersi dalle zanne e dagli artigli del lupo. Era una bestia così spaventosa che ormai nessuno usciva più dalle mura della città.
San Francesco, passando di lì, decise di aiutare gli abitanti della città: uscì dalle mura di Gubbio e si fece accompagnare alla tana del lupo. Non appena la bestia si avvicinò minacciosamente a lui, Francesco gli fece il segno della croce e disse: «Fratello lupo, vieni qui. Ti ordino di non fare mai più del male, né a me, né a nessun altro». Il lupo si gettò ai piedi del santo, mansueto come un agnellino. E lui continuò: «Fratello lupo, tu hai fatto molti danni da queste parti, uccidendo animali e persone. Gli abitanti di Gubbio ti odiano e vorrebbero vederti morto, perché hanno paura di te. Ma io voglio che voi facciate la pace, che tu smetta di terrorizzare gli uomini e loro di perseguitarti. Se ti pentirai delle tue malefatte e riuscirai a cambiare, anche gli uomini cambieranno con te».
«Promettimi» chiese Francesco «che non toccherai più le greggi e gli abitanti di Gubbio; in cambio, io chiederò loro di rispettarti come un fratello e di nutrirti, perché tu non soffra più la fame. Fratello lupo, voglio che tu mantenga questa promessa, senza tentare di ingannarmi. Posso fidarmi di te?» Il lupo sollevò una zampa e la mise sulla mano di Francesco, per fargli capire che poteva fidarsi di lui. San Francesco tornò in città insieme al lupo, per comunicare la buona notizia agli abitanti di Gubbio, che li osservavano meravigliati.
«Fratelli, questo lupo mi ha promesso solennemente che non farà più alcun danno, ma voi dovete promettermi che gli darete da mangiare e vi prenderete cura di lui.» Anche gli abitanti della città promisero solennemente, certi di aver appena assistito ad un miracolo: il lupo feroce era diventato buono. Da quel giorno, il lupo visse per due anni a Gubbio, senza far del male a nessuno, e quando morì, per la vecchiaia, gli abitanti piansero come se fosse morto uno di loro. FINE
La leggenda di San Francesco e il lupo è un’ottimo punto di partenza per riflettere insieme. Ecco qualche spunto significativo.
Cosa insegna questo racconto? Questa leggenda è un antidoto contro l’odio, una piaga velenosa che non fa altro che moltiplicarsi. Per generare un cambiamento, occorre spezzare la spirale dell’odio: il lupo e gli abitanti di Gubbio riescono a rappacificarsi soltanto dopo l’intervento di Francesco, che mostra all’uno come comportarsi con gli altri. A volte, è meglio andare oltre le apparenze, cercando di capire cosa spinge gli altri a comportarsi in un certo modo.
Perché San Francesco si rivolge al lupo chiamandolo “fratello”? San Francesco sapeva che ad essere malvagio non era il lupo, ma il suo comportamento. Nonostante i gravi peccati commessi, agli occhi del santo il lupo era pur sempre un figlio di Dio (e dunque un fratello).
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