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L’importanza del tempo condiviso

Tra le sue “sette regole d’oro” per educare i bambini, il neuropsichiatra Giovanni Bollea ci ha parlato di tempo condiviso.

Quella che conta è l’intensità, non la quantità di tempo passato con i bambini. I primi venti minuti del rientro a casa dal lavoro sono fondamentali. Devono essere dedicati al colloquio e alle coccole. E non certo a chiedere dei compiti o dei risultati“.
Giovanni Bollea

Se ci pensi, la sua proposta è assolutamente modesta: venti minuti di gioco, venti minuti al giorno da dedicare ai propri figli. Eppure, per la maggior parte di noi, anche questo piccolo impegno temporale è impossibile. L’intuizione di Bollea, peraltro, trova riscontro nelle successive indagini scientifiche: il tempo di qualità, per i figli, non è tempo speso in attività costose o mirabolanti. È semplicemente tempo condiviso praticando qualche attività insieme: costruzione di lavoretti creativi, lettura di favole e fiabe. Oppure, come suggerisce la “regola d’oro”, dedica quel tempo alle coccole e alla conversazione.

Oggi ti lanciamo una piccola sfida: prova a mettere in pratica quest’abitudine per sette giorni. Sette per venti fa centoquaranta: poco più di due ore suddivise nell’arco della settimana. E ricorda un’altra regola d’oro: perché il tempo trascorso con i propri bimbi sia tempo di qualità, è necessario dimenticarsi dello smartphone. Mettilo via.

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Autostima

L’autostima è il processo che porta ciascuno di noi ad attribuire un valore a se stesso. Essa è:

  • soggettiva: l’autostima non dipende da una serie di fattori oggettivi (successi e fallimenti, esperienze di vita, etc.) ma esclusivamente da come ciascuno di noi li rielabora per attribuirsi un giudizio;
  • mutevole: l’autostima cambia in continuazione, sulla base del vissuto personale e di come ciascuno di noi lo rielabora.

Lo psicologo Fabrizio Battistelli ha evidenziato come l’autostima non sia un fenomeno unitario, ma un “insieme di giudizi valutativi”. William James, invece, l’ha definita come discrepanza tra sé percepito e sé ideale. In entrambe le definizioni emerge però il ruolo fondamentale del giudizio che noi ci attribuiamo, sia esso un insieme di giudizi o una più generale “percezione”.

Il giudizio che diamo a noi stessi si basa su:

  • fattori sociali, ovvero i feedback che riceviamo dalle persone che frequentiamo e dal mondo su di noi. Nella formazione dell’autostima spesso i fattori sociali prevalgono, in quanto rappresentano nella nostra mente ciò che il mondo pensa di noi, al punto tale da influenzare i fattori cognitivi;
  • fattori cognitivi, ovvero le nostre conoscenze e le abilità mentali attraverso cui formuliamo valutazioni e risolviamo compiti e problemi. Sono i fattori che ci aiutano a scegliere se accettare o meno un compito (“Non posso saltare così lontano”, “Dovrei farcela in pochi minuti” etc.) riproducendo un modello mentale delle nostre potenzialità;
  • fattori affettivi, che influenzano la nostra capacità di elaborare sentimenti, emozioni e convinzioni; benché non formulino un giudizio a sé, questi fattori sono molto potenti nell’influenzare le rappresentazioni che ci facciamo attraverso i primi due.

Abbiamo riassunto le principali caratteristiche dell’autostima in questa mappa concettuale:

autostima

L’autostima è essenziale per lo sviluppo di una personalità sana ed armoniosa; da essa dipendono le scelte di vita di ciascuno di noi così come il benessere individuale. Come sottolinea John Rawls: “l’autostima include il senso che una persona ha del proprio valore, la sicurezza che le proprie valutazioni e progetti sono validi e la convinzione della propria capacità di realizzarli. Se pensiamo che i nostri progetti non abbiano valore, non possiamo considerarli con piacere, né trarre soddisfazione dalla loro realizzazione”. 

Ecco i tratti caratteristici delle persone con alta autostima:

  • sanno dare il giusto peso ai giudizi degli altri;
  • imparano dagli errori e dalle sconfitte, senza abbattersi;
  • si considerano alla pari degli altri;
  • rispettano e pretendono rispetto;
  • quando serve, sanno dire di no.

L’autostima, nonostante la mole di libri e letture in materia, non si può insegnare o imparare in modo diretto: una scuola di autostima è destinata a fallire, almeno se la intendiamo come un insieme di regole e precetti da seguire pedissequamente. Questo comporta un serio problema per gli insegnanti e gli educatori, ma anche per chi ha intrapreso un percorso di crescita personale: come fare a potenziare l’autostima?

Laboratori sull’autostima

Tre esercizi per sviluppare l’autostima
Esercizi di autostima, con lo schema A-C-P
Laboratorio della fiducia

Esiste una differenza significativa tra autostima e fiducia in se stessi; questa è stata evidenziata dallo psicoterapeuta Jesper Juul.  Ne abbiamo parlato nel nostro articolo sulla differenza tra autostima e fiducia in se stessi. Tale differenza è rappresentata bene dalla metafora dell’albero.

Per approfondire

BIBLIOGRAFIA
J. Alexander, Il nuovo metodo danese per educare i bambini alla felicità a scuola e in famiglia, Newton & Compton, 2018
A. Bandura, Autoefficacia. Teoria e applicazioni, Erickson, 2000
N. Branden,I sei pilastri dell’autostima, TEA, Milano, 2006
E. Diener e M. Diener, Cross-cultural correlates of life satisfaction and self-esteem, Journal of Personality and Social Psychology, n.68, 1995
B. Hourst, Dai che ce la fai, Red!, 2018

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Attraverso l’arte si costruisce l’autostima

L’autostima è considerata come un fattore molto importante per lo sviluppo cognitivo ed emotivo del bambino e per il suo benessere. Ma quali sono i fattori educativi in grado di influenzare l’autostima?

Uno studio pubblicato su New York Academy of Science ha analizzato un ampio campione di bambini inglesi (6209 bambini in tutto) e ha scoperto che i bambini coinvolti nelle attività artistiche (musica, disegno, pittura, scultura e modellismo, scrittura e lettura), già a partire dall’età di 11 anni hanno una probabilità maggiore di possedere un alto livello di autostima, in base ai risultati tipici del proprio contesto di riferimento (demografico, sociale ed economico). I benefici dell’arte sono maggiori se i bambini la praticano insieme ai loro genitori e in modo regolare. L’autostima, inoltre, non è legata al livello di competenza raggiunto in uno di questi campi artistici, ma alla semplice pratica appassionata.
Il termine esperienza artistica è molto ampio e non si riferisce esclusivamente alle arti figurative. È arte leggere una storia ai propri bambini, è esperienza artistica ascoltare un buon brano musicale e perfino praticare un hobby nel quale creiamo o modelliamo qualcosa con le nostre mani.

L’arte si lega ad almeno due dimensioni del benessere: quella del coinvolgimento, che sperimentiamo quando ci “immergiamo” in un’attività e quella del significato, ovvero il costrutto attraverso il quale diamo un senso alla nostra vita e attraverso il quale ci connettiamo con qualcosa più grande di noi (la religione, gli ideali, l’arte, etc.). Osservata da questa prospettiva, l’esperienza artistica è un’incredibile laboratorio di educazione positiva, che dovrebbe trovare più spazio all’interno della progettazione scolastica e della routine familiare.

BIBLIOGRAFIA
Arts engagement and self‐esteem in children: results from a propensity score matching analysis, https://nyaspubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1111/nyas.14056

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Con i bambini non si fanno paragoni

I bambini non sono tutti uguali. Se per questo, neppure noi grandi siamo tutti uguali. La nostra ricchezza, tuttavia, va cercata proprio nella diversità, nel diritto ad essere diversi e difformi gli uni dagli altri. Eppure, spesso ci capita di fare dei confronti, dei paragoni. Capita in famiglia, con fratelli e sorelle ma anche a scuola tra compagni di classe. Difficilmente sono i bambini a fare la prima mossa: quasi sempre, il paragone nasce da un adulto che vorrebbe “cambiare” un bambino, plasmandolo ad immagine e somiglianza di un altro.

Il bambino che eccelle a scuola non è necessariamente migliore di quello i cui risultati sono mediocri. Semplicemente, lo studio scolastico gli è più congeniale. A questo punto, la pedagogia dei talenti dovrebbe insegnarci ad accostarci a quello che arranca, senza piglio inquisitorio, ma con l’unico intento di aiutarlo a scoprire le sue potenzialità.
Invece, vince quasi sempre il diavoletto del giudizio, da cui nascono i paragoni sbagliati. Noi adulti abbiamo bisogno di sentirci importanti, di far sapere al mondo che il nostro giudizio è grande ed insindacabile.

La prossima volta che ti si presenterà l’occasione per istituire un confronto, resisti! Negare il valore della diversità significa minare l’autostima dei più piccoli, li convinciamo che sono loro ad essere sbagliati. Questo non è certo l’approccio migliore. Il paragone è sempre distruttivo: ai bambini è meglio parlare singolarmente, considerandoli nella loro unicità.

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Giochi estivi

I giochi che ti proponiamo in questa pagina sono adatti per trascorrere tanti pomeriggi divertenti durante l’estate.

Giochi estivi

I giochi con l’acqua sono un classico dell’estate e sono tra i giochi preferiti dai bambini; con il caldo estivo, bagnarsi non è un problema. Inoltre, i mesi estivi sono gli unici durante i quali puoi proporre questi giochi: approfittane!

GAVETTONI

La battaglia con i gavettoni è uno dei giochi più divertenti che si possano proporre ai bambini in una giornata di caldo estivo. I gavettoni sono palloncini sottili che vengono riempiti d’acqua e lanciati addosso agli avversari, in una vera e propria battaglia acquatica.

Ecco tre consigli per organizzare una battaglia di gavettoni di successo:

  • il Sole potrebbe scottare i bambini; prima di cominciare la battaglia, proteggili con della crema solare;
  • per risparmiare, acquista le confezioni di gavettoni online (ci sono delle offerte interessanti su Amazon.it);
  • a conclusione della battaglia, raccogliete tutti i palloncini scoppiati dal campo di gioco in modo da riciclarli adeguatamente; non c’è nulla di più brutto (e più dannoso della natura) di un bel prato pieno di frammenti di plastica dei gavettoni; puoi organizzare anche la raccolta dei gavettoni usati come se fosse una gara a squadre. Vince chi raccoglie il maggior numero di rifiuti.

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BATTAGLIA CON LE PISTOLE D’ACQUA

Un altro classico estivo è la battaglia con le pistole d’acqua; rispetto ai gavettoni, le pistole d’acqua si possono utilizzare per molto tempo; in questo modo, è possibile risparmiare una grande quantità di rifiuti plastici. Per rendere la battaglia più divertente potresti dividere i bambini in squadre e assegnare loro delle missioni; ad esempio, potresti chiedere a una squadra di catturare una bandiera senza essere colpiti dai difensori della squadra avversaria.
Anche in questo caso, se non le hai già, puoi tenere sotto controllo le offerte su Amazon.it per acquistare un set di pistole d’acqua al minor costo possibile.

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TRAVASI MONTESSORIANI

Questo è un bel gioco per un piccolo gruppo di bambini fino ai 36 mesi di età. Organizza una piccola area di gioco per i travasi montessoriani, utilizzando: un paio di bacinelle piene d’acqua fresca, brocche e caraffe di varie misure e dimensioni e un certo numero di recipienti. I bambini si divertiranno moltissimo a spostare l’acqua da un recipiente all’altro. Puoi fornire ai bambini mestoli e cucchiai per travasare i liquidi.
Attraverso i travasi, i bambini impareranno a controllare la motricità fine: le mani sono lo strumento dell’intelligenza, specialmente per i più piccini.

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SABBIAIO

Il sabbiaio è un’area recintata piena di sabbia; al mare è superfluo: infatti, i bambini avranno intere spiagge a disposizione. In città e in montagna, è un’area gioco molto preziosa: fino ai 7/8 anni i bambini adorano giocare con la sabbia realizzando castelli, costruzioni e tracciati per le biglie. Per costruire un sabbiaio dovrai recintare un’area quadrata o rettangolare utilizzando pannelli di legno o tronchi e riempirla di sabbia; ti consigliamo di costruirlo in un angolo ombreggiato del giardino o del terrazzo.
Giocare nel sabbiaio è molto più divertente se i bambini hanno acqua a disposizione: potranno bagnare la sabbia per costruire, oltre a realizzare canali e laghetti. Se ne hai la possibilità, installa una pompa vicino all’area gioco o fai arrivare un tubo di gomma con l’acqua fino al sabbiaio.

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SCOPRITE TANTI ALTRI GIOCHI TRADIZIONALI:

Volete riscoprire i giochi tradizionali dei cinque continenti? Leggete i libri della collana “Parole e giochi dal mondo”, che curiamo per ITL-Libri: ogni volume contiene una selezione di giochi da tanti paesi diversi.

i racconti del beija-flor

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Tag: giochi estivi, giochi estate

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