I bambini non sono tutti uguali. Se per questo, neppure noi grandi siamo tutti uguali. La nostra ricchezza, tuttavia, va cercata proprio nella diversità, nel diritto ad essere diversi e difformi gli uni dagli altri. Eppure, spesso ci capita di fare dei confronti, dei paragoni. Capita in famiglia, con fratelli e sorelle ma anche a scuola tra compagni di classe. Difficilmente sono i bambini a fare la prima mossa: quasi sempre, il paragone nasce da un adulto che vorrebbe “cambiare” un bambino, plasmandolo ad immagine e somiglianza di un altro.
Il bambino che eccelle a scuola non è necessariamente migliore di quello i cui risultati sono mediocri. Semplicemente, lo studio scolastico gli è più congeniale. A questo punto, la pedagogia dei talenti dovrebbe insegnarci ad accostarci a quello che arranca, senza piglio inquisitorio, ma con l’unico intento di aiutarlo a scoprire le sue potenzialità. Invece, vince quasi sempre il diavoletto del giudizio, da cui nascono i paragoni sbagliati. Noi adulti abbiamo bisogno di sentirci importanti, di far sapere al mondo che il nostro giudizio è grande ed insindacabile.
La prossima volta che ti si presenterà l’occasione per istituire un confronto, resisti! Negare il valore della diversità significa minare l’autostima dei più piccoli, li convinciamo che sono loro ad essere sbagliati. Questo non è certo l’approccio migliore. Il paragone è sempre distruttivo: ai bambini è meglio parlare singolarmente, considerandoli nella loro unicità.
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Il 2 giugno si celebra la Festa della Repubblica, per commemorare il giorno in cui gli italiani con il loro voto stabilirono che l’Italia sarebbe divenuta una repubblica costituzionale.
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I giochi che ti proponiamo in questa pagina sono adatti per trascorrere tanti pomeriggi divertenti durante l’estate.
Giochi estivi
I giochi con l’acqua sono un classico dell’estate e sono tra i giochi preferiti dai bambini; con il caldo estivo, bagnarsi non è un problema. Inoltre, i mesi estivi sono gli unici durante i quali puoi proporre questi giochi: approfittane!
GAVETTONI
La battaglia con i gavettoni è uno dei giochi più divertenti che si possano proporre ai bambini in una giornata di caldo estivo. I gavettoni sono palloncini sottili che vengono riempiti d’acqua e lanciati addosso agli avversari, in una vera e propria battaglia acquatica.
Ecco tre consigli per organizzare una battaglia di gavettoni di successo:
il Sole potrebbe scottare i bambini; prima di cominciare la battaglia, proteggili con della crema solare;
a conclusione della battaglia, raccogliete tutti i palloncini scoppiati dal campo di gioco in modo da riciclarli adeguatamente; non c’è nulla di più brutto (e più dannoso della natura) di un bel prato pieno di frammenti di plastica dei gavettoni; puoi organizzare anche la raccolta dei gavettoni usati come se fosse una gara a squadre. Vince chi raccoglie il maggior numero di rifiuti.
Un altro classico estivo è la battaglia con le pistole d’acqua; rispetto ai gavettoni, le pistole d’acqua si possono utilizzare per molto tempo; in questo modo, è possibile risparmiare una grande quantità di rifiuti plastici. Per rendere la battaglia più divertente potresti dividere i bambini in squadre e assegnare loro delle missioni; ad esempio, potresti chiedere a una squadra di catturare una bandiera senza essere colpiti dai difensori della squadra avversaria. Anche in questo caso, se non le hai già, puoi tenere sotto controllo le offerte su Amazon.it per acquistare un set di pistole d’acqua al minor costo possibile.
Questo è un bel gioco per un piccolo gruppo di bambini fino ai 36 mesi di età. Organizza una piccola area di gioco per i travasi montessoriani, utilizzando: un paio di bacinelle piene d’acqua fresca, brocche e caraffe di varie misure e dimensioni e un certo numero di recipienti. I bambini si divertiranno moltissimo a spostare l’acqua da un recipiente all’altro. Puoi fornire ai bambini mestoli e cucchiai per travasare i liquidi. Attraverso i travasi, i bambini impareranno a controllare la motricità fine: le mani sono lo strumento dell’intelligenza, specialmente per i più piccini.
Il sabbiaio è un’area recintata piena di sabbia; al mare è superfluo: infatti, i bambini avranno intere spiagge a disposizione. In città e in montagna, è un’area gioco molto preziosa: fino ai 7/8 anni i bambini adorano giocare con la sabbia realizzando castelli, costruzioni e tracciati per le biglie. Per costruire un sabbiaio dovrai recintare un’area quadrata o rettangolare utilizzando pannelli di legno o tronchi e riempirla di sabbia; ti consigliamo di costruirlo in un angolo ombreggiato del giardino o del terrazzo. Giocare nel sabbiaio è molto più divertente se i bambini hanno acqua a disposizione: potranno bagnare la sabbia per costruire, oltre a realizzare canali e laghetti. Se ne hai la possibilità, installa una pompa vicino all’area gioco o fai arrivare un tubo di gomma con l’acqua fino al sabbiaio.
Volete riscoprire i giochi tradizionali dei cinque continenti? Leggete i libri della collana “Parole e giochi dal mondo”, che curiamo per ITL-Libri: ogni volume contiene una selezione di giochi da tanti paesi diversi.
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Testo (a cura di): Alessia de Falco, Matteo Princivalle
C’era una volta sull’isola di Creta un re, Minosse, che aveva tentato di ingannare il dio Poseidone. La divinità, infuriata, aveva deciso di infliggergli una punizione terribile: aveva fatto nascere a sua moglie un figlio mostruoso. Il bambino aveva le gambe e le braccia coperte di pelo, la cosa e una gigantesca testa da toro. Ma quel che è peggio, si nutriva soltanto di carne umana. Il re chiamò la creatura mostruosa Minotauro.
Minosse non poteva tenere il Minotauro a palazzo, così lo nascose in un labirinto sotterraneo, il labirinto di Cnosso, era stato costruito in modo che il mostro non riuscisse a fuggire. Qualche tempo dopo, l’altro figlio del re, il giovane Androgeo, andò ad Atene per partecipare alle Olimpiadi. Il ragazzo vinse tutte le gare e gli ateniesi, per invidia, lo assassinarono durante la notte.
Il re Minosse, per vendicare suo figlio, sconfisse in guerra gli abitanti di Atene e li costrinse a inviare a Creta ogni anno sette ragazzi e sette ragazze, per nutrire il Minotauro. Teseo, il figlio del vecchio re di Atene Egeo, chiese al padre di partire per creta tra i ragazzi: voleva sfidare il Minotauro per evitare che uccidesse i ragazzi e le ragazze della sua città. Il re acconsentì, ma raccomandò a suo figlio: “Dì ai tuoi uomini di issare una vela bianca se sconfiggerai il Minotauro e una vela nera se morirai. Così, vedendo la nave tornare in porto, saprò se sei ancora vivo.
Arrivato a Creta, Teseo conobbe Arianna, la figlia di Minosse e sorella del Minotauro. La ragazza si innamorò di lui, sin dal primo sguardo e il giorno seguente, prima che entrasse nel labirinto, gli consegnò un gomitolo rosso che Teseo srotolò lungo la strada del labirinto. Il filo gli sarebbe servito per ritrovare la via dell’uscita.
Con l’aiuto di Arianna Teseo nascose una spada corta sotto la sua tunica poco prima di entrare nel labirinto. Lì affrontò il Minotauro in un duello all’ultimo sangue. Il mostro era forte e veloce, ma Teseo era un guerriero ben addestrato e con un fendente preciso lo uccise. Dopo aver sconfitto il Minotauro, Teseo riprese il gomitolo e seguì il filo rosso a ritroso finché non ritrovò l’uscita del labirinto. Salvò anche le ragazze e i ragazzi ateniesi che vagavano per il labirinto. All’uscita trovò anche Arianna.
Prima che i cretesi potessero accorgersi della fuga, Teseo salì sulla sua nave insieme ad Arianna e salpò, diretto ad Atene. Sulla strada del ritorno, a metà del viaggio, si fermò a riposare insieme ad Arianna e ai suoi compagni su un’isoletta deserta, Nasso. A Nasso Teseo aspettò che Arianna si addormentasse, poi spiegò le vele verso casa, abbandonandola.
Durante il viaggio la nave aveva spiegato le vele nere e Teseo si dimenticò della promessa che aveva fatto a suo padre; entrò nel porto di Atene con le vele nere e il re Egeo, vedendo le vele nere e immaginando che il figlio fosse morto, si lanciò in mare dagli scogli e morì.
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Schede didattiche
E se la storia fosse andata diversamente? Prova ad immaginare un mito alternativo, in cui:
Il Minotauro riesce ad uscire dal labirinto prima che vi entri Teseo e incontra la sorellastra Arianna.
Teseo convince il Minotauro a diventare vegetariano e i due diventano amici.
Minosse viene a sapere che esiste una pozione magica, nascosta in una grotta lontana, con il potere di trasformare il Minotauro in un uomo; decide così di andare a cercarla per salvare suo figlio.
Teseo, una volta entrato nel labirinto, ha talmente tanta paura che si trasforma in una mosca e vola via.
Come potrebbero finire queste storie? Inventa, racconta e disegna!
Teseo e il Minotauro (con i laboratori didattici) è disponibile anche come scheda PDF da stampare. Puoi scaricarla cliccando qui ⇒ Teseo e il Minotauro – Scheda stampabile
Il Minotauro era il figlio della regina dell’isola di Creta, Pasifae, e di un gigantesco toro. Questa creatura aveva un corpo umano e camminava su due zampe; aveva però la testa di un toro e la coda. Inoltre, il suo corpo era coperto di pelliccia e al posto dei piedi aveva un paio di zoccoli. Il Minotauro non era una creatura umana, ma una bestia, dal carattere selvaggio e feroce: per evitare che potesse seminare lo scompiglio in città, il re di Creta, Minosse, lo fece rinchiudere in un gigantesco labirinto.
Vuoi stampare la scheda da colorare del Minotauro? Clicca qui.
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