Battista è un nome maschile di origine latina, che significa “colui che battezza”.

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Proteggiamo l’ambiente realizzando una bomba di semi, a tutela degli insetti impollinatori e della biodiversità. È questa l’idea promossa da Slow Food attraverso la Flower Bomb Challenge. L’idea è nata in occasione della Giornata Mondiale delle Api il 20 maggio e può essere realizzata in maniera semplice e divertente, coinvolgendo anche i bambini, durante tutto il periodo primaverile.
Che cos’è una bomba di semi
Una bomba di semi è una piccola palla composta da terriccio, argilla e semi. Le bombe di semi sono state ideate dal botanico e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka, nell’ambito delle sue sperimentazioni sulle tecniche di agricoltura naturale.
In seguito le bombe di semi sono state utilizzate nelle battaglie verdi del movimento ambientalista denominato “Guerrilla gardening”. L’obiettivo era ed è quello di far nascere fiori, propagando la biodiversità nelle aree urbane degradate o abbandonate a se stesse.
Cosa serve per realizzare una bomba di semi
Per realizzare una bomba di semi servono:
- Semi di fiori selvatici
- Polvere di argilla
- Compost senza torba
- Acqua
- Una ciotola
Come fare una bomba di semi
- Mescolate 1 tazzina di semi con 5 tazzina di compost e 2-3 tazzine di argilla in polvere in una ciotola.
- Aggiungete gradatamente l’acqua ai semi e al compost, miscelando l’impasto fino a farlo diventare compatto e omogeneo.
- Preparate delle polpette con il compost.
- Lasciate asciugare le palline in un posto soleggiato finché non si compattano.
- Una volta asciutte, le bombe di semi potranno essere lanciate nelle parti spoglie del proprio giardino o nei terreni incolti della città (rotatorie trascurate, aiuole e fioriere ecc.). Il risultato sarà un’esplosione di colori (ovviamente dopo qualche tempo).
Consigli per attirare gli insetti impollinatori
È preferibile utilizzare semi di fiori selvatici e di varietà autoctone (per non correre il rischio di generare infestanti). In questo modo sarà più facile attirare gli impollinatori. Ricordate: i fiori selvatici e gli impollinatori hanno bisogno gli uni degli altri per sopravvivere!
Percorso di scienze
Kit per realizzare le bombe di semi
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Spesso si accusa la tecnologia di deteriorare la qualità della nostra vita (e di quella dei ragazzi). Tuttavia, è il modo in cui la utilizziamo a fare la differenza. Secondo i ricercatori dell’Istituto per il Benessere Digitale, quando la tecnologia entra nelle nostre vite in modo armonioso si può addirittura parlare di “benessere digitale”.
Le otto chiavi del benessere digitale
Il benessere digitale è uno stato di equilibrio tra la vita online e quella offline; questo stato è il risultato di un’integrazione armoniosa delle tecnologie digitali nelle nostre vite. Ma come valutare se godete di una buona salute digitale?
I ricercatori dell’Istituto per il Benessere Digitale hanno individuato otto aree chiave, a cui corrispondono altrettante domande. Se la risposta a ciascuna di esse è affermativa, rallegratevi: significa che godete di un ottimo gradi di benessere digitale.
Ecco le domande chiave:
- Riesci a mantenere l’attenzione durante lo studio/lavoro?
- Ti senti a tuo agio sia negli ambienti fisici che in quelli virtuali?
- Riesci a connetterti in modo significativo con gli altri?
- Hai relazioni solide sia online che offline?
- Riesci a sviluppare pratiche fisiche sane (come lo sport) e buone pratiche digitali?
- Sei in grado di utilizzare la tecnologia per prenderti cura di te?
- Sai gestire i dati digitali e la privacy?
- Contribuisci ad arricchire la comunità digitale (nelle tue aree di competenza)?
Se la risposta a queste otto domande è sì, è molto probabile che la tecnologia sia utile per il vostro benessere.
Come il digitale influenza la nostra vita e quella dei ragazzi
La tecnologia digitale ha rivoluzionato le nostre vite. In particolare, influenza otto aree della vita:
- Produttività
- Ambiente di vita
- Comunicazione
- Relazioni sociali
- Salute mentale
- Salute fisica
- Autostima
- Cittadinanza digitale
Se l’uso delle tecnologie digitali apporta un cambiamento positivo in ciascuna di queste aree, allora si può parlare di benessere digitale, una condizione importante per lo sviluppo di una società migliore.
Sappiamo tutti che la tecnologia continuerà ad essere parte integrante della nostra vita quotidiana; piuttosto che preoccuparcene o lasciarci distrarre da essa, dovremmo imparare a controllarla per fiorire e per coltivare il nostro benessere digitale, utilizzando gli strumenti a nostra disposizione per plasmare un futuro più aperto, inclusivo e democratico.
Leggete anche:
Bibliografia
- How Technology Can Be Part of a Happy Life. Su: www.greatergood.berkeley.edu
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Bartolomeo è un nome di origine aramaica che significa “figlio di Talmai”.

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Aurelio è un nome maschile di origine latina che significa “brillante”.

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Amira è un nome femminile di origine ebraica che significa “cima d’albero”.

Il nome Amira è adespota. L’onomastico si può festeggiare il 1 novembre, nel giorno di Ognissanti.
Il colore legato al nome Amira è il bianco.
La pietra portafortuna per Amira è il diamante.
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