Nel corso dei tuoi studi hai avuto degli insegnanti affascinanti?
Il filosofo Umberto Galimberti, recentemente, ha sostenuto che: “Occorrono insegnanti affascinanti ma non è così. Oggi il ragazzo si deve ritenere fortunato se su nove docenti ne ha due carismatici, e questo è un grosso problema. Prima di essere mandati in cattedra, gli insegnanti dovrebbero essere sottoposti a un test di personalità, per comprendere se hanno la passione dell’insegnamento, ma da parte loro i genitori devono mettersi in testa che i docenti devono essere difesi. Sempre”.
Ma cosa significa rendere una lezione affascinante? Secondo noi il fascino risiede in tre diversi elementi, due dei quali si possono allenare.
Parlando di insegnamento e di educazione, dobbiamo considerare come elemento fondamentale il clima emotivo: si impara col sorriso sulle labbra e in una classe gioiosa. Questo avviene quando gli studenti non si sentono giudicati, ma valorizzati. La TV è un esempio concreto: nessuno si sente giudicato dallo schermo, così avviene che, di fronte a un documentario, gli spettatori si sentono a loro agio.
Il secondo fondamentale è la comunicazione: un buon insegnante non dovrebbe essere esclusivamente un esperto di un campo del sapere, né di didattica. Alla base dell’insegnamento, prima ancora che la conoscenza, troviamo la capacità di comunicare le proprie conoscenze. Eppure, la comunicazione è terribilmente screditata nel mondo scolastico: la si accosta al marketing, al mondo delle vendite e del mercato.
Il terzo segreto dell’insegnante affascinante è la passione. Purtroppo, non esistono corsi di “passione”. Forse, è meglio così.
Per concludere: spesso ci scrivono maestre e maestri per confrontarsi con noi. Spesso, constatiamo che troppe maestre e maestri lavorano in condizioni difficili e che il nostro paese non è certo il migliore in cui insegnare. Però, imparare a gestire il clima emotivo e lavorare sulla comunicazione è ugualmente necessario: per quanto la situazione sia disperata, un buon comunicatore (o un comunicatore empatico) farà la differenza.
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Alyssa è un nome femminile di origine inglese, che significa “di nobile stirpe”.
Alyssa è la forma inglese del nome Alice. Come Alice, deriva dal nome di origine germanica Adelaide, che significa “di nobile stirpe”. C’è chi sostiene che Alice non abbia origini germaniche ma greche e derivi da alike, che significa “creatura del mare”.
L’onomastico del nome Alyssa si festeggia il 5 febbraio, in ricordo di Sant’Adelaide (o Sant’Alice) di Colonia.
Il colore legato al nome Alyssa è il blu.
La pietra portafortuna per Alyssa è l’acquamarina.
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Altea è un nome femminile di origine latina, che significa “colei che guarisce”.
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Arrigo è un nome maschile di origine germanica che significa “potente in patria”.
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Arnaldo è un nome maschile di origine germanica, che significa “potere dell’aquila” o “potente come un’aquila”.
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Scoprite dieci curiosità sui boschi italiani che pochi conoscono. La nostra vita è possibile solo grazie alle piante: una buona ragione per conoscerle e rispettarle.
Curiosità sui boschi italiani
Quanti alberi ci sono in Italia?
In Italia ci sono 11 milioni di ettari coperti da boschi (per un totale di oltre 21 miliardi di alberi), che corrispondono al 40% del territorio italiano.
È vero che ci sono sempre meno alberi?
No (non in Italia): tra il 1900 e il 2015 le aree coperte da bosco sono quasi raddoppiate (+72%). Infatti, sono sempre meno le aree coltivate e i campi abbandonati si coprono rapidamente di vegetazione.
I boschi sono tutti naturali?
Dipende: il bosco incontaminato è un paesaggio naturale. Quando l’uomo pianta nuovi alberi, taglia gli alberi in eccesso e pulisce il sottobosco, allora si parla di bosco semi-naturale. Più dell’80% dei boschi italiani sono semi-naturali.
Quali sono gli alberi più diffusi in Italia?
La specie più diffusa in Italia è il faggio: oltre un milione di ettari boschivi in Italia sono faggeti. Il secondo posto è occupato dalla quercia (poco meno di un milione di ettari) e il terzo dall’abete rosso (mezzo milione di ettari).
Tagliare alberi è sempre sbagliato?
Dipende: se il bosco è gestito in modo sostenibile, il taglio di alcuni alberi non lo danneggia. Infatti, per ogni pianta abbattuta ne viene piantata un’altra. Inoltre, abbattere gli alberi malati può migliorare lo stato di salute di un bosco, evitando che si diffondano malattie e parassiti.
Il legno è un materiale rinnovabile?
Se il bosco da cui proviene è gestito in modo sostenibile, sì. Infatti, per ogni pianta abbattuta se ne piantano di nuove, mantenendo il bosco in salute. Il legno, inoltre, è un materiale meno inquinante della plastica.
Qual è il principale nemico dei boschi?
Il cambiamento climatico. Infatti, il clima più caldo porta siccità, che causa un aumento degli incendi forestali e della loro gravità. Inoltre, il riscaldamento globale favorisce lo sviluppo di parassiti molto pericolosi per le foreste, come il bostrico, un coleottero capace di distruggere intere foreste di abete. Infine, il cambiamento climatico causa tempeste, alluvioni e altri fenomeni climatici estremi capaci di spazzare via milioni di alberi in pochi giorni (com’è successo in Veneto e Trentino con la tempesta Vaia, nel 2018).
Quanto valgono (in teoria) i boschi italiani?
Cinque miliardi di euro l’anno. Gli esperti hanno stimato che se venissero gestiti in modo attivo e sostenibile, i boschi italiani potrebbero generare 5 miliardi di euro ogni anno. Questa stima non tiene conto dei servizi naturali: infatti i boschi proteggono dalle alluvioni, dall’erosione del suolo e ci forniscono l’ossigeno che respiriamo.
Quanto valgono (nei fatti) i boschi italiani?
Molto meno. Purtroppo l’Italia non ha una gestione forestale brillante: solo il 10% dei nostri boschi sono gestiti in modo sostenibile e la maggior parte del legname che utilizziamo viene importato da altri paesi europei. Questo significa che perdiamo ogni anno miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro.
Quanta CO2 assorbono i nostri boschi?
In condizioni normali, gli alberi italiani riescono ad assorbire la maggior parte dell’anidride carbonica prodotta dalle nostre industrie e dalle altre attività umane. Purtroppo, gli incendi forestali immettono nell’aria quantità enormi di CO2 azzerando – o diminuendo in modo importante – l’effetto benefico. Per questa ragione occorre aumentare ulteriormente la superficie boschiva e migliorare la gestione forestale per ridurre gli incendi.
Laghi italiani – In questo articolo troverete i nostri materiali e le schede didattiche sui laghi… Leggi tutto: I laghi italiani
Tag: curiosità sui boschi, curiosità sui boschi italiani
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