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Giardini sensoriali: un bel laboratorio per i piccoli!

I giardini sensoriali sono spazi, solitamente esterni (anche se, come vedremo, nulla vieta di allestirne una versione ridotta in casa), in cui i bambini possono sperimentare sulla loro pelle la natura, con le sue consistenze, i suoni e i colori.

In sostanza, è un percorso che alterna varie micro-aree naturali: prato, foglie secche, ciottoli, ciottoli immersi nell’acqua, fango (solo per i più coraggiosi!), corteccia. I bambini possono camminare su questi materiali, ma anche toccarli e giocare con essi.

giardino sensoriale

CHE BENEFICI PUÒ PORTARE UN GIARDINO SENSORIALE?

Come abbiamo scritto nel nostro articolo sullo sviluppo sensoriale, utilizzare i cinque sensi, soprattutto quelli diversi dalla vista (predominante e perfino abusata nella società delle fotografie e dei videogiochi), aiuta a rasserenare l’animo, riduce lo stress e permette ai bambini di ritrovare la concentrazione.

Sembrano piccole cose, e forse lo sono, ma non dobbiamo dimenticare che i nostri bimbi vivono in un mondo estremamente ricco di stimoli e, di conseguenza, di stress. Aiutarli a rilassarsi vivendo la natura è il contributo che possiamo dare per la loro felicità. Inoltre, il giardino sensoriale come laboratorio lavora sulle competenze motorie, favorendo la crescita e l’armonia tra corpo e sensi.

GIARDINO SENSORIALE STEP-BY-STEP

STEP 1: SCEGLIERE CHE GIARDINO COSTRUIRE E DOVE REALIZZARLO

Innanzitutto dobbiamo scegliere se vogliamo un giardino sensoriale permanente o “usa e getta”. Nel primo caso, servirà uno spazio esterno in cui realizzarlo: il giardino di casa o quello della scuola sono perfetti. Nel secondo caso, useremo degli scatoloni di carta con i bordi bassi o delle bacinelle da riempire con i vari materiali. Un giardino sensoriale di questo tipo può essere allestito anche al chiuso; certo, non è la stessa cosa, ma avrà comunque un’influenza benefica sul bambino (in modo simile alle stanze della paglia e della sabbia).

STEP 2: PROGETTARE IL VOSTRO GIARDINO SENSORIALE

Adesso è il momento di scegliere quali materiali comporranno il percorso. Noi vi proponiamo una combinazione classica, quella che potete vedere nella maggior parte delle foto/video:

  • erba soffice
  • foglie secche
  • tronchetti di legno
  • ciottoli
  • sabbia
  • ciottoli sommersi dall’acqua.

Naturalmente è possibile aggiungere o togliere elementi, pensate al giardino sensoriale come ad una struttura modulare. Di seguito, qualche elemento alternativo ma altamente consigliato per personalizzare il vostro giardino sensoriale:

  • paglia
  • fiori di campo
  • erbe aromatiche
  • muschio

Se decidete di realizzare il giardino all’aperto, potete arricchirlo piantando erbe aromatiche profumate lungo i bordi del percorso.

STEP 3: REALIZZARE LE AREE SENSORIALI

Una volta ultimato il progetto, è il momento di recuperare i materiali. Una bella gita al mare e una nel bosco vi permetteranno di recuperare il materiale di cui avete bisogno: sabbia, ciottoli, fogliame vario.

Se avete optato per un giardino “usa e getta”, vi basterà riporre i materiali nei vari scatoloni o nelle bacinelle e avrete finito.

Se avete deciso di realizzare un giardino sensoriale permanente, all’aperto, dovrete delimitare i bordi di ciascuna area con dei mattoni, oppure con delle assi di legno prima di riempirle.

giardino sensoriale: come si costruisce

STEP 4: GIOCARE

Avete realizzato un perfetto giardino sensoriale: adesso è il momento di sperimentarlo, di toccarlo con le manine e i piedini, di annusare i profumi della natura. Perché i bambini possano divertirsi quanto più possibile, può essere una buona idea fornirli di:

  • annaffiatoio
  • paletta e rastrello
  • secchiello

Così, avranno la possibilità di raccogliere, manipolare, bagnare i vari elementi. In questo senso, un fantastico giardino sensoriale naturale è la spiaggia: una distesa di sabbia tutta da esplorare.

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Il barattolo della calma

barattolo della calma

Oggi ti proponiamo uno strumento abbastanza semplice da realizzare: stiamo parlando del barattolo della calma, noto anche come bottiglietta della calma o calming jar. A volte viene utilizzato per far rilassare i bambini dopo un pianto o un litigio. Noi lo proponiamo, come esercizio per la famiglia, per ricordare insieme il potere della calma e del relax.

BARATTOLO DELLA CALMA: ISTRUZIONI

Il barattolo della calma racchiude una miscela di acqua, colla, colorante alimentare e glitter: agitandolo, i brillantini si muovono nella soluzione acquosa catturando l’attenzione dei più piccoli e (pare) calmandoli. Noi non crediamo alle formule magiche, ma possiamo assicurarti per certo che i piccoli restano affascinati da questa magia.

Prima di cominciare, assicurati di avere con te:

  • barattolo di plastica o di vetro con coperchio;
  • colla glitter;
  • brillantini;
  • 1 goccia di colorante alimentare;
  • acqua calda.

Comincia versando nel barattolo un po’ di colla glitter e un po’ d’acqua tiepida, amalgamandole. In genere la proporzione è un terzo di colla e due di acqua, ma puoi provare a variare le quantità, ottenendo un effetto densità differente. Ricorda di non riempire completamente il barattolo, per far sì che si riesca a mescolare il contenuto, creando il movimento dei brillantini. Quando l’acqua e la colla saranno ben amalgamate, versa nel barattolo due cucchiaini di brillantini.
C’è chi consiglia di aggiungere anche un cucchiaino di shampoo per far scendere più lentamente i brillantini (noi non lo abbiamo fatto e il risultato è stato ugualmente soddisfacente). Poi, chiudi saldamente il coperchio: il tuo barattolo della calma è pronto all’uso. Se vuoi essere sicura/o che il barattolo non si apra, puoi fissarlo con della colla a caldo.

barattolo della calma calming jar

QUALI COLORI SCEGLIERE?

Di solito si scelgono come colori il blu o il verde, per via delle loro proprietà rilassanti. Tuttavia, nulla ti vieta di sperimentare alternative. L’importante è che la costruzione del barattolo, ma anche il suo utilizzo, sia un’occasione per riflettere insieme su come tante volte ci innervosiamo per niente. È un esercizio utile anche per gli adulti.

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Giochi da maschi: ecco i migliori, ma occhio agli stereotipi!

Questa pagina è una guida per scegliere giocattoli e regali adatti ai bimbi maschi. Se state cercando dei semplici giochi online o giochi di gruppo per i maschietti (o per le bimbe) vi consigliamo di consultare la sezione giochi per bambini.

Guida ai migliori giochi per i maschietti, anche se i bambini non sono tutti uguali!

In realtà parlare di giochi da maschi è terribilmente riduttivo: per cominciare, dovremmo dire che non ci sono “giochi da maschio” e “giochi da femmina”, ma più in generale: giochi. Siamo abituati a pensare a maschi e femmine come bambini completamente diversi; la verità è che i giochi suggeriti in questa pagina potrebbero essere perfetti anche per le bambini e viceversa!

Preferiamo suddividere i giochi in base ai gusti dei bambini, che possono essere di vario tipo. Dovendo fare una selezione, abbiamo provato ad individuare tre “Bambini-tipo”, in base ai loro interessi: bambini alchimisti, bambini costruttori, bambini guerrieri.

Questi Bambini-tipo, anche se sono più frequenti nei maschietti, non hanno genere! Quindi, potreste benissimo avere in casa una guerriera o una costruttrice. L’importante è che grandi e bambini seguano il loro cuore, senza voler a tutti i costi adattarsi ad uno stereotipo.

giochi da maschi: bambini alchimisti, costruttori e guerrieri

Bambini alchimisti

Innanzitutto ci sono quei maschietti che hanno uno spiccato spirito scientifico e tanta voglia di fare esperimenti, intrugli e pozioni. La loro camera si trasforma presto in un laboratorio e sin dalla più tenera età si appassioneranno a biologia e fisica. Noi li abbiamo soprannominati “bambini alchimisti”.

Pregi
Hanno uno spiccato spirito scientifico, pensano tanto e bene

Difetti
Spesso perdono il contatto con la realtà, tendono ad essere confusionari e disordinati

Cosa regalare a un bambino alchimista?

Il regalo preferito da questi bimbi è senza dubbio un bel microscopio; questo strumento scientifico è un classico regalo che permette di analizzare i campioni raccolti sul campo (cioè, al parchetto!) e divertirsi a guardare qualche minuscolo micro-organismo.

Abbiamo dedicato una pagina ai migliori microscopi per bambini. Se volete una scelta rapida e sicura, però, vi consigliamo quello prodotto da Clementoni: di buona qualità, viene venduto in un kit completo con attrezzi, vetrini già pronti e schede degli esperimenti a soli 18,91 €.

Un’alternativa è un Kit degli esperimenti; si tratta di semplici esperimenti che potete realizzare in casa senza pericolo; anche qui, ce ne sono centinaia. A noi piacciono molto quelli prodotti da Lisciani, ad esempio il piccolo laboratorio di botanica.

Bambini costruttori

Sin da piccoli montano e smontano, costruiscono piccole meraviglie meccaniche e si perdono nel loro mondo di ingranaggi e circuiti. La loro cameretta si trasforma in un cantiere e accumuleranno negli anni una sterminata varietà di giochi di costruzioni.

Pregi
Ordine, metodo e precisione

Difetti
Spesso l’ordine e il metodo diventano maniacali; bisogna insegnare un po’ di elasticità

Cosa regalare a un bambino costruttore?

Giochi di costruzioni. Giochi di costruzioni. Giochi di costruzioni. I LEGO sono un classico senza tempo, ne trovate una varietà incredibile direttamente su Amazon, con consegna lampo. Secondo il libro Il metodo danese per crescere figli felici, sono un gioco che stimola in modo positivo la mente dei bambini.

Se volete provare qualcosa di diverso, o ripiegate sulle paste modellabili (Didò, plastilina), magari regalando un kit di sabbia cinetica, oppure potete sperimentare le costruzioni magnetiche. In commercio ormai da qualche decennio, sono un giocattolo divertente che può regalare grandi soddisfazioni. Noi abbiamo provato il kit Geomag, uno dei più conosciuti, e ci ha soddisfatto moltissimo. Se dovete sceglierne una confezione regalo, consultate il catalogo completo e approfittate delle offerte.

Bambini guerrieri

Sembrano usciti dal Medioevo: potete trovarli mentre corrono lungo il corridoio con scudo e lancia, mentre fabbricano un arco al parchetto o mentre ingaggiano una battaglia con i propri amichetti. La loro camera è un castello, ma anche una trincea ed un campo di battaglia. Dipende da chi è il nemico!

Pregi
Coraggiosi, sanno viaggiare con la fantasia e guidare al meglio la propria squadra verso la vittoria

Difetti
Molto competitivi, a volte tendono ad usare un po’ troppo la forza; ricordiamoci la dolcezza!

Cosa regalare a un bimbo guerriero?

Se avete un corridoio abbastanza spazioso, l’arco con le ventose è un giocattolo sicuro ed economico. Farete sperimentare l’ebbrezza di essere un piccolo arciere con la sicurezza di limitare i danni alla casa. Ne abbiamo trovato uno, sotto i 15€, interamente di legno, con la sua bella faretra. Non è un regalo perfetto?

Altrimenti, un bel fortino dei soldatini, regalo classico che non passa mai di moda.

Disclaimer: in questa guida non sono presenti prodotti sponsorizzati; ovvero: sono frutto delle nostre esperienze e delle nostre valutazioni, non stiamo promuovendo alcun marchio o prodotto.

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Patchwork: un modo per insegnare il riciclo creativo

Chi di noi non ha a casa una coperta patchwork realizzata a mano dalla nonna? Se siete tra i pochi a non conoscere questa tecnica, provvediamo subito.

Il patchwork (dall’inglese, letteralmente, “lavoro con le pezze”) è una lavorazione particolare che consiste nell’assemblare pezzi di tessuto o motivi in lana e cotone, per realizzare coperte, tappeti e altri oggetti. Risale alla conquista del West, quando i pionieri americani riciclavano i capi consumati per realizzare coperte imbottite e proteggersi dal freddo, dette anche quilt. Progressivamente questa tecnica si è diffusa anche in Europa, conquistando un pubblico sempre più ampio di appassionati.

Perché su un sito per genitori e bambini parliamo di un hobby che probabilmente appassiona le nostre nonne? Semplice, perché è un ottimo modo per insegnare il riciclo creativo, per non sprecare. Il patchwork tradizionale prevede di cucire insieme tanti pezzi di tessuto, ma in realtà con i bimbi si possono sperimentare varianti che non prevedono l’utilizzo di ago e filo.

Il patchwork originale: come si realizza

Le coperte e, più in generale, gli oggetti decorati con il patchwork sono prerogativa degli amanti del cucito. Servono infatti una macchina da cucire, il piedino per quilt, la base taglio, un cutter o forbici, righello, ago e filo di cotone oltre ad ovatta per imbottiture. Di solito su unano tessuti di cotone non elasticizzati.

Il procedimento è abbastanza intuitivo:

  • si sceglie la forma dei singoli pezzi di stoffa da assemblare (potete usare indifferentemente quadrati, esagoni o rombi). Per ogni motivo ci vorranno due pezzi di analoga forma e misure, da imbottire con appositi materiali per imbottitura;
  • si disegna la matrice sulla stoffa, tagliando poi i pezzi, con l’accortezza di lasciare un margine per la cucitura;
  • si dispongono i pezzi sul piano di lavoro, scegliendo le combinazioni cromatiche preferite
  • ed infine si cuciono i diversi pezzi della trapunta, dando un senso cromatico alla creazione.

In questo modo potete ottenere manufatti molto belli e caldi, tuttavia difficilmente realizzabili con i bimbi. Se però volete cimentarvi con i vostri piccoli, ecco di seguito un po’ di idee.


Non sprecare: insegniamo ai bambini il riciclo creativo

Sembra incredibile, ma attraverso la creatività si possono veicolare messaggi educativi potentissimi. Trasmettere il rispetto per l’ambiente, insegnare uno stile di vita eco sostenibile è uno dei compiti di ogni genitore, attraverso l’esempio e il gioco. Con il riciclo creativo possiamo risparmiare, dando una seconda vita agli oggetti, ma anche far riflettere i bambini sul fatto che ci si può divertire con poco, usando la fantasia.

patchwork

In quest’ottica il patchwork rappresenta una bella proposta, per un laboratorio in famiglia senza dover ricorrere a materiali elaborati. Per fare un lavoretto ispirato al patchwork, si possono assemblare pezzetti di stoffa, carta o altri materiali colorati. Qui di seguito trovate:

  • come fare biglietti d’auguri in stile patchwork
  • come fare una festa di compleanno in stile patchwork
  • come fare la pallina dei ricordi in stile patchwork

Biglietti d’auguri in stile patchwork (dai 5 anni in su)

Procuratevi un cartoncino colorato, carta di giornale, carta da regalo. Servono poi colla stick, forbici con la punta arrotondata, pastelli a cera, pennarelli lavabili o quant’altro a piacere per decorare.

Fate scegliere al bambino un motivo per decorare il bigliettino, ad esempio fiori o stelline. Dopo aver scelto il tema, cercate la carta da regalo o la pagina di giornale che vi piace di più, poi ritagliatela con cura, riproducendo lo stesso motivo su carte differenti. Prendete il cartoncino e piegatelo a metà, sarà la base del bigliettino. Dopodichè incollate le immagini sulla copertina, creando una sequenza. Lasciate all’interno del biglietto lo spazio bianco per scrivere una frase di auguri o un bel disegno. E’ un’ottima idea per personalizzare inviti e biglietti d’auguri

Una festa di compleanno in stile patchwork

Anche le mascherine e gli addobbi per le feste di compleanno possono essere fatti in stile patchwork: basta tagliare una serie di forme uguali usando le diverte carte e applicarle su festoni triangolari o mascherine. Potete personalizzare in questo modo anche le tovagliette e i cappellini. Se ad esempio avete un vecchio cappello o un cilindro di carta, rammendatelo “alla buona” con stoffa e filo di lana spesso come vedete in figura: vi stupirete dei risultati.

Poster patchwork dei ricordi

Il patchwork è una tecnica che si presta a realizzare addobbi original ed economici: perché non provarci con le foto? Stampate su carta i ricordi delle vostre vacanze e tagliate a cuore, stella, quadrato o esagono le immagini. Recuperate un foglio A4 un po’ spesso, meglio se colorato, poi procedere a creare il motivo patchwork disponendo le immagini e le forme geometriche. Non solo avrete un risultato stupefacente, ma anche un modo creativo di conservare e incorniciare i vostri ricordi.






a cura di Alessia de Falco

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Nativi digitali: il mito della generazione hi-tech

Troppo spesso sentiamo ancora parlare di nativi digitali: i fantomatici bambini e ragazzi nati nell’era di smartphone e tablet dalle abilità informatiche eccezionali. Ma dietro la retorica e l’immagine divertente di questi “piccoli geni dell’informatica” cosa c’è di vero? Se lasciamo perdere la stampa, che da sempre si diverte coi titoli folkloristici, ben poco!
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Chi sono i nativi digitali: definizione ed evidenze scientifiche

Il termine nativi digitali, dall’inglese digital natives, viene coniato nel 2001 da Marc Prensky, scrittore e consulente nel campo dell’educazione che pubblica il suo articolo più celebre: Digital natives, digital immigrants (ovvero nativi digitali, immigrati digitali). Secondo l’articolo, i nativi digitali, nati nell’era in cui pc e interfacce digitali sono di uso comune, sin da piccolissimi utilizzano questi strumenti

Una prima osservazione: l’articolo non è supportato da dati scientifici, non deriva da una ricerca quantitativa accurata ma unicamente dalla visione pedagogica e dalle osservazioni di Prensky. Che peraltro, ha ampiamente corretto il suo pensiero ritornando sul concetto di nativi digitali e ridimensionandolo fortemente.

nativi digitali

Quindi, il fenomeno dei nativi digitali è tutto giornalistico, non scientifico! Al contrario, gli studi scientifici mostrano un quadro assai diverso: i giovani sono sì “smanettoni”, nel senso che hanno una particolare dimestichezza con le interfacce digitali, ma questo è dovuto esclusivamente all’uso intensivo. Quanto a consapevolezza tecnica, sono ignoranti allo stesso modo degli immigrati digitali.


In altre parole: i cosiddetti nativi digitali sanno utilizzare le mille App che il mercato serve loro, ma non sono in grado di sviluppare la propria (se non in percentuale analoga al resto della popolazione). Sanno navigare in rete ma non conoscono l’HTML (il linguaggio di mark-up utilizzato dalle pagine web, proprio come questa). Si adattano all’ambiente ma non lo padroneggiano in modo consapevole. E qui si nasconde il pericolo.

I pericoli di un mondo digitale

L’ambiente in cui vivono questi nativi digitali, in cambio di una certa dimestichezza con la tecnologia, rischia però di produrre più danni che altro: disturbi dell’apprendimento, solitudine digitale (concetto che Prensky ha cominciato ad indagare più recentemente), deficit dell’attenzione e indebolimento generale del pensiero, disaffezione verso la lettura.

Insomma, questo mondo è tutt’altro che idilliaco. I nativi digitali si trovano immersi in un mondo dominato da logiche di mercato, non pedagogiche. Rischiano di essere esaltati come il futuro, ma di essere nei fatti la cavia da laboratorio di qualche grande azienda del digitale.

Media education e Gio-Coaching per valorizzare i nativi digitali

Non ci piace passare per quelli che vorrebbero abolire il digitale. Il mondo in cui viviamo è sicuramente molto migliore di quello del passato e non c’è da lamentarsi. La tecnologia rende più comode le nostre vite e pensare al ritorno al passato è assurdo. Però, abbiamo il dovere educativo di tutelare i nativi digitali, di pensare criticamente al loro benessere, presente e futuro. Ma come?

Cominciamo dalla media education, la disciplina che educa all’uso consapevole della comunicazione e dei media; purtroppo l’interesse che riscuote nella scuola, nelle istituzioni e tra le famiglie è bassissima. Ce ne siamo resi conto in questi anni, tentando di farla conoscere al grande pubblico. Eppure sarebbe un rimedio fenomenale tanto all’analfabetismo funzionale quanto alla fragilità cognitiva dei nativi digitali.

La media education si occupa di educare ad un uso critico e creativo dei media, capace tanto di potenziare e sviluppare il talento personale (oltre a promuovere l’armonia della comunicazione) quanto di generare consapevolezza dei meccanismi mediatici. Si tratta di due capacità che i nativi digitali non sviluppano in modo naturale, in quanto sono controintuitive. Eppure, sono l’unico modo per offrire una panoramica realmente utile e completa sul mondo digitale.

Vi consigliamo di approfondire il tema leggendo la nostra guida alla media education; gli esercizi proposti sono per la scuola, ma potete replicarli anche a casa:

  • MEDIA EDUCATION: un percorso a scuola (e a casa) per imparare ad usare i media







Approfondimenti sul tema dei nativi digitali

Oltre all’articolo originale di Prensky, disponibile gratuitamente in lingua inglese, vi consigliamo la lettura di un testo accademico, Le insidie dell’ovvio (peraltro fonte bibliografica di questo articolo): una panoramica sul mondo dei giovani e della tecnologia, specialmente a scuola e nella metodologia didattica. Raccoglie tutti i più interessanti studi degli ultimi anni in materia di tecnologie didattiche come anche di rapporto tra ragazzi e tecnologia.

a cura di Matteo Princivalle

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Giochi per bambini con la sabbia cinetica

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Avete già provato la sabbia cinetica? Si tratta di un giocattolo originale, un’alternativa alle paste modellabili che imita l’effetto della sabbia bagnata. Unite il fascino della sabbia al fatto che non sporca e che, se riposta adeguatamente, non secca (a differenza, ad esempio, della pasta sale) e otterrete un giocattolo di incredibile successo.

Naturalmente, potete sperimentare tutti questi giochi anche con la sabbia naturale, sulla spiaggia!

Oggi presentiamo alcuni giochi che possiamo insegnare ai bambini per stimolarli ad utilizzare la sabbia cinetica e aiutarli a divertirsi con poco, utilizzando la fantasia e la creatività per rendere interessante anche un semplice sacchetto di sabbia!

Giochi da provare con la sabbia cinetica



La battaglia dei tunnel

Tipologia: competitiva
Materiale occorrente: sabbia cinetica, sabbiera (di solito è inclusa in tutte le confezioni base di sabbia cinetica, ma potete usare qualsiasi cassetta di plastica), cannucce, flotta di 4 scavatori di diverse dimensioni (vanno benissimo dei blocchetti Lego di dimensioni differenti, oppure oggetti simili)
Giocatori: si gioca in due
Dove si gioca: camera, salotto

  • Il primo giocatore, senza che l’altro lo veda, posiziona sul fondo della sabbiera la sua flotta di scavatori, poi ricopre tutto con la sabbia
  • Il gioco può iniziare: il secondo giocatore, affondando verticalmente la cannuccia nella sabbia, deve cercare di colpire gli scavatori
  • Bisogna tener traccia del numero di affondi che vengono fatti dal secondo giocatore; per questa ragione ciascuno di essi deve essere chiaramente distinguibile
  • Dopo 20 affondi, si conteggiano il numero di scavatori colpiti
  • Adesso i ruoli si invertono: il secondo giocatore insabbia la sua flotta ed il primo avrà a disposizione 20 affondi per colpirli
  • Alla fine dei due match, vincerà il giocatore che ha inferto più colpi alla flotta avversaria

Il gioco è una riproduzione, in versione sabbia, della battaglia navale: lo svolgimento a turni, un colpo dopo l’altro, così come lo schieramento lo rendono adatto come primo gioco di strategia per i più piccoli (dai 6 anni in su, indicativamente).

Tesori da scovare

Tipologia: gioco sensoriale, esplorativo e imitativo
Materiale occorrente: sabbia cinetica, sabbiera, tesoro (un piccolo oggetto, potrebbe essere una moneta da 1 Cent per esempio), cucchiaino da caffè
Giocatori: giocatore singolo, ma è possibile organizzare delle brevi sfide di caccia al tesoro
Dove si gioca: cameretta, salotto

  • Si sotterra nella sabbia il tesoro, compattando per bene la sabbia cinetica sopra di esso
  • Il bambino deve riuscire a recuperarlo utilizzando unicamente il cucchiaino da caffè per smuovere la sabbia

Giocare a nascondere piccoli oggetti è uno dei passatempi preferiti dai bambini, che poi passano al ruolo di “archeologi” e si mettono a cercarli. Si tratta di un gioco particolarmente utile, che unisce la componente sensoriale a quella esplorativa ed imitativa.

Gioco delle forme di sabbia

Tipologia: gioco sensoriale
Materiale occorrente: sabbia cinetica, cartoncini (meglio se plastificati) decorati con semplici forme, ad esempio, quadrati, triangoli e stelline
Giocatori: giocatore singolo; possono partecipare più bambini, ma il loro lavoro sarà parallelo
Dove si gioca: cameretta, salotto

  • Si assegna al bambino un cartoncino con una forma, oltre ad una porzione di sabbia cinetica
  • Il bambino deve, modellando la sabbia, rendere la figura tridimensionale, ovvero ricostruirla con la sabbia utilizzando il cartoncino come base
  • Una volta completata una forma, potete passare ad un’altra un po’ più complicata

Questo gioco è adatto specialmente ai bambini più piccoli, sotto i 6 anni, come esercizio motorio: si impara infatti a controllare la propria motricità fine

Se vi abbiamo incuriosito, leggete anche la nostra pagina dedicata alla sabbia cinetica, oppure date un’occhiata al catalogo online. Scoprirete che ci sono playset di sabbia cinetica tematici per tutti i cartoni preferiti dai bambini, come Frozen e Paw Patrol.

sabbia cinetica frozen

a cura di Matteo Princivalle



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