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Come essere felici

Indice
🔴 Che cos’è la felicità?
🟠 Il test della felicità
🟡 La felicità è ricerca
🟢 Felicità è risolvere i problemi
🔵 La felicità è fatta di piccole cose
🟣 Si può essere felici per tutta la vita?
⚪️ La felicità non è un numero
⚫️ Il segreto della felicità è l’ordine

Come essere felici

Che cos’è la felicità?

Zygmunt Bauman

La felicità è uno stato mentale, corporeo, che sentiamo in modo acuto, ma che è ineffabile. Una sensazione che non è possibile condividere con altri. Ciononostante, la caratteristica principale della felicità è quella di essere un’apertura di possibilità, in quanto dipende dal punto di vista con il quale la esperiamo. Nell’antichità la felicità era una ricompensa per pochi eletti selezionati. In un momento successivo venne concepita come un diritto universale che spettava a ogni membro della specie umana. Successivamente, si trasformò in un dovere: sentirsi infelici provoca senso di colpa. Dunque chi è infelice è costretto, suo malgrado, a trovare una giustificazione alla propria condizione esistenziale.

Il test della felicità

Nel 1985 un team di ricercatori ha messo a punto un semplice test per misurare la felicità percepita dagli individui; si tratta della famosa Satisfaction With Life Scale, conosciuta anche con l’acronimo SWLS. Sei pronta/o a misurare quanto sei felice? Ecco il test:

Per ciascuna di queste cinque frasi, assegna un punteggio da 1 a 7 (1 vuol dire che non sei per nulla d’accordo con la frase, mentre 7 significa che sei del tutto d’accordo).

  1. Da molti punti di vista la mia vita è prossima all’ideale.
  2. Le mie condizioni di vita sono eccellenti.
  3. Sono soddisfatto della mia vita.
  4. Finora ho avuto le cose importanti che desidero nella vita.
  5. Se potessi vivere nuovamente la mia vita non cambierei praticamente nulla.

Adesso dovrai calcolare il punteggio medio. Somma il valore che hai attribuito a ciascuna frase e dividi il totale per 5. Che punteggio hai ottenuto? Scorrendo in fondo alla pagina troverai i punteggi medi ottenuti nel test da diversi gruppi. Questo test è incentrato sulla misurazione di quanto un individuo è soddisfatto della propria vita in termini globali: non intende misurare la bontà delle sue relazioni, il suo successo lavorativo, la solitudine o altri costrutti psicologici. Il SWLS si è dimostrato un test affidabile nel tempo e nella forma.

PUNTEGGI MEDI NELLA SWLS

Ecco i punteggi medi ottenuti da alcuni campioni specifici nella SWLS:

  • Italiani (campione rappresentativo): 5,6
  • Uomini più ricchi d’America: 5,8
  • Inuit: 5,8
  • Masai: 5,7
  • Svedesi: 5,6
  • Abitanti delle baraccopoli di Calcutta: 4,6
  • Senza tetto di Calcutta: 2,9

FONTI:
Ed Diener, Robert A. Emmons, Randy J. Larsen & Sharon Griffin (1985) The Satisfaction With Life Scale, Journal of Personality Assessment, 49:1, 71-75, DOI: 10.1207/s15327752jpa4901_13
Laudadio A., Mancuso S., Manuale di psicologia positiva, Franco Angeli, 2015

La felicità è ricerca

La felicità è ricerca; essa germoglia quando formuliamo le giuste domande (giuste per noi, perché non esistono domande adatte a tutti) sulla vita, sboccia quando riusciamo a rispondere e fiorisce quando viviamo coerentemente con le risposte che abbiamo dato alle nostre domande.
Pensare che la felicità si possa ottenere conformandosi a un modello è il grande errore del nostro tempo, quello che ha reso infelice una società intera, persuadendoci con le armi della comunicazione a credere di essere qualcosa che non siamo. La felicità non può essere adattamento ad un modello altrui. Non può e non deve. Essa è il frutto di un percorso, una ricerca faticosa, densa e a tratti perfino dolorosa. La felicità non si può comprare, non è in vendita: essa è il frutto di una vita ben spesa.
Scrisse Thoreau: “Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, affrontando solo i fatti essenziali della vita, per vedere se non fossi riuscito a imparare quanto essa aveva da insegnarmi e per non dover scoprire in punto di morte di non aver vissuto. Il fatto è che non volevo vivere quella che non era una vita a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, succhiare tutto il midollo di essa, volevo vivere da gagliardo spartano, per sbaragliare ciò che vita non era, falciare ampio e raso terra e riporre la vita lì, in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici” (H. D. Thoreau, Walden ovvero vita nei boschi).
Chi intraprende un viaggio alla ricerca di qualcosa corre il rischio di non trovarlo.
Ma colui che non cerca nulla corre un rischio ben più grande: potrebbe non trovare più se stesso.

Felicità è risolvere i problemi

Zygmunt Bauman

L’evoluzione è stata verso un’esperienza della felicità legata direttamente al piano della vita quotidiana, che nella contemporaneità ha indebolito l’idea della felicità come obiettivo. A ciò si lega anche la parallela evoluzione del concetto di desiderio. Ora, non ci si ferma soddisfatti, e felici, quando un nostro desiderio si realizza. Piuttosto, ci si spinge subito a desiderare qualcos’altro che ci possa soddisfare in maniera migliore. Desideriamo il desiderio più che la realizzazione di esso. Quest’atteggiamento dà luogo ad una catena tendenzialmente infinita di frustrazioni e insoddisfazioni.

Non è vero che la felicità significhi una vita senza problemi. La vita felice viene dal superamento dei problemi, dal risolvere le difficoltà. Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal destino, ci si sente persi se aumentano le comodità.

Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose

Tratto da: Bach, R. (1979). Il gabbiano Jonathan Livingston

Crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose. Non è quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi… la felicità non è quella che affannosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente… non è quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari… la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose… …e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l’amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccoli attimi felici. E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità. E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami… E impari che c’è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c’è nel cuore un piccolo-grande. E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

Si può essere felici per tutta la vita?

Per essere sicuro di non sbagliare a rispondere, sono andato a cercare in un grosso vocabolario la parola “felicità” ed ho trovato che significa “essere pienamente contenti, per sempre e per un lungo tempo”. Ma come si fa ad essere “pienamente contenti”, con tutte le cose brutte che ci sono al mondo, e con tutti gli errori che facciamo anche noi, ogni giorno dell’anno? Ho chiuso il vocabolario e l’ho rimesso in libreria, con molto rispetto perché è un vecchio libro e costa caro, ma ben deciso a non dargli retta. La felicità dev’essere per forza qualche altra cosa, una cosa che non ci costringa ad essere sempre allegri e soddisfatti (e un po’ stupidi) come una gallina che si è riempita il gozzo. Forse la felicità sta nel fare le cose che possono arricchire la vita di tutti gli uomini; nell’essere in armonia con coloro che vogliono e fanno le cose giuste e necessarie. E allora la felicità non è semplice e facile come una canzonetta: è una lotta. Non la si impara dai libri, ma dalla vita, e non tutti vi riescono: quelli che non si stancano mai di cercare e di lottare e di fare, vi riescono, e credo che possano essere felici per tutta la vita.

La felicità non è un numero

Possiamo rappresentare la nostra felicità con un numero? Esiste un numero o una grandezza in grado di farci comprendere se una persona sta bene oppure no?
Risponderemo con una metafora, elaborata dallo psicologo statunitense Martin Seligman. Immagina di essere il pilota di un aeroplano: sulla plancia hai a disposizione un gran numero di indicatori, ma c’è ne forse uno di questi che può dirti se il tuo aeroplano “sta andando bene” oppure no? La risposta è: dipende. Un aviatore esperto sarà in grado di trovare in ogni momento l’indicatore opportuno; se deve tenere sotto controllo la velocità, guarderà il tachimetro. Se vuole sapere a che altitudine si trova, dovrà guardare l’altimetro; se vuole conoscere forza e direzione del vento utilizzerà l’anemometro e così via. In definitiva, non esiste un numero in grado di rappresentare l’aeroplano, ma un certo numero di indicatori a disposizione del pilota.
Quella dell’aeroplano è una metafora che possiamo portare anche nel campo del benessere individuale: non esiste un numero capace di esprimere il nostro grado di benessere o quello dei nostri bambini, semplicemente perché il benessere è un sistema complesso, composto da varie forze che interagiscono tra loro (le abbiamo identificate parlando della teoria del benessere).

Il segreto della felicità è l’ordine

Qual è il segreto della felicità? Difficile dirlo: secondo la psicologia positiva nasce dallo sviluppo adeguato di cinque dimensioni fondamentali (ne abbiamo parlato a proposito del modello PERMA e della teoria del benessere); secondo i giapponesi, invece, la felicità si può raggiungere praticando l’arte del riordino. Imparare a riordinare la propria camera e i propri spazi produce una grande soddisfazione personale, sufficiente ad assicurare la felicità.

A quale età i bambini dovrebbero vestirsi da soli e avere cura della propria cameretta? Secondo Nagisa Tatsumi, maestra di Marie Kondo e autrice di “L’arte di insegnare il riordino ai bambini“, già a sei anni i bambini andrebbero coinvolti nei compiti di riordino. Tra i sei e i dieci anni i bambini dovrebbero imparare a curare il proprio guardaroba e la propria camera.
Per cominciare, ecco una serie di regole per trasmettere l’ordine ai bambini e per evitare che la casa si trasformi in una discarica:

  • Non si lasciano oggetti personali negli spazi comuni (ad esempio: niente giocattoli in soggiorno);
  • Insistere sulla necessità di riordinare ogni oggetto dopo averlo utilizzato; solo attraverso l’estrema coerenza l’ordine diventerà una buona abitudine interiorizzata;
  • Stabilire insieme dove riporre ciascun oggetto: ogni cosa dovrà avere una collocazione precisa;
  • Stabilire quali oggetti sono necessari e di quali potremmo fare a meno;
  • Dotare i bambini di contenitori in cui riporre i propri giocattoli; questi contenitori e i loro spazi dovranno essere “a misura di bambino”;
  • Non fare concessioni a queste regole: per trasformarsi in valori, devono essere proposte nel tempo, senza eccezioni.

APPROFONDIMENTI

Tag: come essere felici

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Didattica a stazioni

La didattica a stazioni è un approccio pedagogico che sostituisce alla lezione frontale delle stazioni di apprendimento, nelle quali gli studenti possono sperimentare attività diverse a piccoli gruppi.

  • Progettazione delle stazioni di apprendimento: l’insegnante progetta 5/6 stazioni di apprendimento a partire dall’argomento della lezione. Ogni stazione è dedicata a un’attività specifica o a un argomento particolare. Queste stazioni possono includere attività pratiche, progetti, giochi didattici, ricerche, lettura, scrittura o qualsiasi altra attività correlata agli obiettivi di apprendimento.
  • Lezione a stazioni: gli studenti vengono suddivisi in piccoli gruppi e si alternano nelle varie stazioni di apprendimento, seguendo uno schema a rotazioni. Al termine della lezione, tutti i gruppi dovranno aver sperimentato ciascuna delle stazioni presenti.
  • Monitoraggio: il ruolo dell’insegnante durante una lezione a stazioni è quello di supervisionare il lavoro degli studenti offrendo supporto ai gruppi che dovessero averne bisogno.

La didattica a stazioni è un approccio flessibile, che si può adattare a diversi livelli di età e a qualsiasi disciplina, per promuovere la partecipazione attiva degli studenti e fornire un ambiente di apprendimento più dinamico.

Il Cuorfolletto Creative Shop è il negozio online della nostra casa editrice. Qui potete acquistare le nostre raccolte di lapbook, minibook fai-da-te, giochi pop-up e tanti altri formati da stampare e costruire insieme, trasformando ogni attività in un piccolo laboratorio di meraviglia. Acquistando uno dei nostri prodotti, sostenete la casa editrice e ci aiutate a continuare a offrire anche tante attività gratuite.

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Ecco alcuni approfondimenti utili sulle metodologie didattiche:

🔴 Didattica a stazioni
🟠 Flipped classroom
🟡 Metodi di studio efficaci

Tag: didattica a stazioni

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Striscione per la fine dell’anno scolastico

Per dare il benvenuto alle vacanze abbiamo realizzato uno striscione colorato. Potete scegliere se stamparlo in bianco e nero o a colori.

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Perché proporre i lavoretti creativi

  • Sviluppo della motricità fine, attraverso azioni come ritagliare, incollare e piegare con precisione;
  • Sviluppo cognitivo, perché il bambino nella realizzazione di un lavoretto deve risolvere numerosi problemi legati a dimensioni come lo spazio e la progettazione;
  • Sviluppo sensoriale, perché i lavoretti coinvolgono una varietà di sensi contemporaneamente;
  • Grinta e perseveranza, necessarie a portare a termine l’esecuzione del lavoretto. Realizzare un lavoretto creativo è un ottimo allenamento per l’attenzione e la progettualità.

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Mosaico per bambini

Una delle attività creative più divertenti da provare con i bambini è senza dubbio il mosaico. Si tratta di un’attività sicura e particolarmente utile per stimolare il pensiero spaziale oltre alla progettualità artistica. In questa guida troverete un percorso alla scoperta dell’arte del mosaico rivisto e adattato ai più piccini.

MOSAICI PER BAMBINI: SCHEMI E DISEGNI

Di seguito puoi trovare alcuni disegni di mosaici per bambini che abbiamo realizzato in digitale e che si possono riprodurre con le tessere di cartoncino o con le tessere da mosaico vere e proprie.

disegni mosaico per bambini 4

Per iniziare: mosaico magnetico

Il mosaico magnetico è un giocattolo creativo per introdurre i più piccini all’arte della decorazione a mosaico. Come funziona? Semplice: le tessere colorate sono dotate di calamita e si dispongono su un supporto magnetico simile ad una lavagnetta. Il mosaico magnetico è indicato perché: non sporca non utilizza colle o altri materiali potenzialmente pericolosi nelle versioni da viaggio si può portare ovunque, con un ingombro minimo.

mosaico per bambini

Cosa vi serve?

Un mosaico magnetico per bambini; il migliore, secondo noi, è quello prodotto e commercializzato da Quercetti. E’ disponibile in due versioni: una semplice ed una con vaschetta contenitore a forma di tablet. Vi raccomandiamo quest’ultima se dovete portarlo in viaggio.

MOSAICO IN CARTA O CARTONCINO

In questo caso, si realizzano delle piccole tessere quadrate in carta colorata o cartoncino colorato. Dopo aver ritagliato le tessere, i bambini potranno incollarle su un foglio componendo una figura. Questa è una farfalla:

mosaico per bambini

La tecnica utilizzata, in realtà, si avvicina molto al collage: per essere un mosaico vero e proprio, i pezzi non dovrebbero sovrapporsi tra loro ma essere accostati. La fantasia, però, tollera poco queste definizioni e questi limiti.

Cosa vi serve?

  • colla vinilica
  • tessere per mosaico di cartoncino
  • un supporto (foglio di carta da disegno, foglio di cartoncino)

Per piccoli professionisti del mosaico: tessere in vetro o resina

Vale la pena rassicurare mamme e papà: potete incollarle con della semplice colla vinilica; è atossica e assolutamente non pericolosa. Secondo noi, però, è bene introdurre gradualmente i bambini all’uso delle varie tessere, seguendo i passaggi riportati.

tessere mosaico bambini

C’è anche una ragione economica: le tessere in vetro sono decisamente più costose di quelle artigianali di cartoncino o di un kit magnetico multiuso; prima di metterle in mano ai piccoli artisti, è bene che abbiano già sviluppato una certa capacità progettuale.

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Cosa vi serve?

  • colla vinilica
  • tessere per mosaico in vetro o resina
  • un supporto rigido (noi abbiamo provato con una tavoletta di legno, ma può andar bene anche la plastica, il plexiglass o un barattolo di vetro; date un’occhiata anche ai lavoretti qua sotto)

La lezione che il mosaico può insegnare ai bambini

Quest’arte, in modo simile a tecniche orientali quali l’origami o lo zentangle, sa insegnare ai bambini grandi lezioni. In primo luogo quella della pazienza: assemblare un mosaico richiede tempo, capacità di correggere gli errori senza abbattersi, capacità di vedere oltre, ma senza correre. In un mondo che vede l’innovazione come una maratona a rotta di collo, può essere assai utile riscoprire l’arte con i suoi tempi lenti.

La seconda è quella della complessità: chi avrebbe sospettato che da quel cestino di tessere multicolore avremmo potuto tirar fuori una bella casetta? E soprattutto, quella bella casetta è un insieme di tessere, che unite tra loro, però, cambiano forma, significato e funzione. Il mosaico insegna a guardare il mondo con gli occhiali della frammentarietà, come un insieme da combinare e scombinare. Come un insieme complesso in divenire. E’ un significato profondo, che sicuramente sfugge ai più, eppure è essenziale per educarsi alla felicità.

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Perché proporre i lavoretti creativi

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  • Sviluppo cognitivo, perché il bambino nella realizzazione di un lavoretto deve risolvere numerosi problemi legati a dimensioni come lo spazio e la progettazione;
  • Sviluppo sensoriale, perché i lavoretti coinvolgono una varietà di sensi contemporaneamente;
  • Grinta e perseveranza, necessarie a portare a termine l’esecuzione del lavoretto. Realizzare un lavoretto creativo è un ottimo allenamento per l’attenzione e la progettualità.

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Lavoretti per la festa della mamma

In questa sezione potete trovare i nostri lavoretti per la Festa della mamma per i bambini della scuola dell’infanzia e della primaria. Cliccate sui disegni o sui pulsanti colorati per scoprire le schede e i laboratori.

Speciale festa della mamma:
🔴 Biglietti da stampare
🟠 Disegni da colorare
🟡 Immagini e frasi di auguri
🟢 Lavoretti creativi
🔵 Poesie e filastrocche
↩️ Tutte le risorse

Lavoretti per la Festa della mamma

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Perché proporre i lavoretti creativi

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  • Sviluppo sensoriale, perché i lavoretti coinvolgono una varietà di sensi contemporaneamente;
  • Grinta e perseveranza, necessarie a portare a termine l’esecuzione del lavoretto. Realizzare un lavoretto creativo è un ottimo allenamento per l’attenzione e la progettualità.

Tag: lavoretti festa della mamma, lavoretti per la festa della mamma

Come ogni anno, a maggio ci prepariamo a festeggiare tutte le nostre, specialissime, mamme. In questa occasione, asili e scuole sono soliti proporre lavoretti, piccoli omaggi per una figura così importante. Anche noi ci cimentiamo in questa impresa, un’occasione per sperimentare e creare insieme ai bambini.
Abbiamo raccolto un po’ di proposte, ispirati da diversi materiali che normalmente utilizziamo. Il tema principale saranno i fiori, dono prezioso della primavera. Buon divertimento!

CIONDOLI DI PASTA SALE

Un lavoretto semplicissimo e veloce. Ti suggeriamo di leggere il nostro articolo sulla pasta di sale per scoprire come realizzarla (trovi anche il video tutorial) e quello sui lavoretti in pasta sale per trovare tante altre declinazioni creative. I ciondoli nella foto sono stati dipinti con i colori acrilici (nero, verde e oro), ma puoi usare anche le tempere.

lavoretti per la festa della mamma

PORTACHIAVI/CIONDOLO CON LE PERLINE DA STIRARE

Realizzare piccoli ciondoli o portachiavi con le perline da stirare è un’attività utile a stimolare la motricità fine e al tempo stesso divertente. Dopo aver stirato le perline, sarà sufficiente praticare un foro in una delle perline in alto (aiutati con un punteruolo) per far passare una cordicella o una catenina fine.

Le perline da stirare sono tra i nostri materiali creativi preferiti. Puoi trovare le istruzioni per usarle e i modelli nel nostro articolo sulle perline da stirare e in quello con gli schemi per le perline.

SAPONI FAI DA TE COLORATI

Preparare il sapone colorato con la glicerina è semplicissimo (e atossico). Confezionare un piccolo cesto di saponi è una bella idea regalo per tutte le mamme.

lavoretti per la festa della mamma 1

lavoretti festa della mamma 2

Scopri come realizzare questi saponi, con il nostro articolo sul sapone fatto in casa con la glicerina.

BICCHIERE PERSONALIZZATO

Il bicchiere personalizzato è un’idea adatta per i bambini più piccoli.

CARTONCINI DI AUGURI CON TEMPERE

Basta un cartoncino nero, un pennarello indelebile o del colore a tempera bianco ed ecco che gli avanzi delle matite temperate prendono vita. Noi li abbiamo incollati al foglio con una goccia di colla vinilica. Sul retro del cartoncino si può incollare un foglio con una dedica, una frase o una poesia.

lavoretti festa della mamma 3

SEGNALIBRI CON STECCHINI DI LEGNO, FELTRO E GOMMA CREPLA

Utilizzando gli stecchini di legno (quelli dei ghiaccioli, che si possono comprare in grandi quantità ad un prezzo davvero modesto) si possono realizzare dei simpatici segnalibri dipinti o decorati con dettagli in feltro o gomma crepla.

lavoretti festa della mamma 4

DECORAZIONI PER MATITE IN GOMMA CREPLA

Queste decorazioni per matite sono semplicissime sagome di gomma crepla. Con la punta di una forbice o di un coltello (è bene che lo faccia un adulto) si praticano due incisioni per infilare il lapis, come nella foto. Noi abbiamo pensato di realizzare due pesciolini, ma qualsiasi altra sagoma e figura va bene.

lavoretti per la festa della mamma

GESSI COLORATI

I gessi colorati sono un regalo artigianale sempre gradito. Si possono dipingere con i colori a tempera ed è possibile incollare una calamita sul retro, trasformandoli in piccoli magneti artigianali.

lavoretti festa della mamma 6

Scopri come realizzare questi calchi in gesso leggendo il nostro articolo sui gessetti profumati e sui gessetti fai da te.

PORTAVASO DIPINTO

Questo lavoretto è per i più grandicelli. Si parte da un barattolo di vetro e da un set di colori per vetro e si libera la fantasia. Il vasetto può essere utilizzato come portavaso per una pianta di piccole dimensioni, come la nostra kalanchoe.

MAGLIETTE PERSONALIZZATE

Dipingere le magliette con i colori per stoffa non è così semplice; esistono però dei pennarelli per tessuti e materiali molto comodi. Basterà tracciare uno schizzo con il lapis e poi ripassare e riempire con i pennarelli.

lavoretti festa della mamma 6

CONIGLIETTO POMPON

Questo lavoretto è per i fan del pompon. Realizzando due pompon, uno più grande e l’altro più piccino, è possibile unirli insieme (con un po’ di colla o con un punto di filo) per dare vita ad un coniglietto come questo. I dettagli sono stati applicati con la colla a caldo.

lavoretti per la festa della mamma

Se non sai come realizzare i pompon, leggi questo tutorial.

BOUQUET DI FIORI FATTI CON LE MANINE

Cosa ti serve:

  • cartoncino colorato per lo sfondo
  • foglio bianco A4
  • tempere ad acqua
  • carta da regalo
  • colla stick
  • pennelli

Come si fa:

  • per prima cosa, ritaglia il foglio fianco, in modo tale che sia leggermente più piccolo del cartoncino colorato; fatto questo incolla il foglio sul cartoncino, in modo tale che i colori di quest’ultimo facciano da cornice
  • ora prepara il vaso con la carta da regalo: taglia la sagoma e poi incollala sul foglio
  • adesso è il momento della pittura: copri il palmo della mano del tuo colore preferito ed imprimine l’impronta sul foglio: sarà la base per i tuoi fiori
  • lascia asciugare il colore e nel frattempo rifinisci i dettagli, come i gambi
  • puoi poi decorare i fiori creati con le mani con cuori, glitter o ulteriori ritagli di giornale

CIOTTOLI DECORATIVI CON LA DIGITO PITTURA

Cosa ti serve:

Come si fa:

  • sul foglio, imprimi l’impronta del dito e lascia asciugare
  • con il pennarello, disegna i dettagli intorno all’impronta, facendola diventare una farfalla, un fiore o un piccolo insetto
  • ritaglia la sagoma del disegno, in modo tale che coincida (più o meno) con le dimensioni del ciottolo di vetro
  • spennella dal lato del disegno la colla vinilica e fai aderire il disegno al retro del ciottolo; man mano che si asciuga, la colla diventerà trasparente
  • realizzati un po’ di vetrini personalizzati, mettili in un recipiente decorativo: serviranno come portacandele o soprammobile

CIONDOLO CON FACCINE IN PASTA SALE

Cosa ti serve:

  • pasta sale
  • tempere
  • stuzzicadenti da spiedini
  • pennello
  • nastro

Come si fa:

  • prepara per prima cosa le faccine, una per ogni membro della famiglia: basta fare delle sfere un po’ più grosse di una biglia che andrai poi a decorare
  • ricordati, prima di mettere le perline ad asciugare, di praticare il foro dove poi farai passare il nastrino: puoi infilare uno stuzzicadenti più o meno spesso, a seconda della grandezza del foro che vuoi ottenere; quando la perlina sarà asciutta, lo rimuoverai delicatamente
  • ora personalizza le perline, con dei volti stilizzati, magari ispirandoti ai colori degli occhi e dei capelli dei diversi membri della famiglia
  • lascia asciugare le perline e passa al tocco finale: infila il nastro nella prima perlina e poi nelle successive. Volendo puoi fermarle con una sequenza di nodini. A seconda della lunghezza del nastro, il tuo gioiello può diventare una collana o un braccialetto

VENTAGLIO FLOREALE

Cosa ti serve:

  • carta colorata
  • colla
  • pinzatrice

Come si fa:

  • piega la carta colorata a ventaglio
  • ora personalizza il ventaglio, applicando fiori e foglie ritagliati
  • per fissare le decorazioni usa la pinzatrice

GIARDINO DI FOTO

Cosa ti serve:

  • barattolo di vetro
  • carta crespa verde
  • cannucce colorate
  • cartoncino
  • foto

Come si fa:

  • prepara il barattolo che servirà da vaso per le tue “foto-piantine”: puoi colorarlo con i colori acrilici o le tempere, rivestirlo di scotch colorato, o spalmarlo di colla vinilica per puoi applicarvi ritagli di carta velina
  • decorato il barattolo, riempilo di striscioline di carta crespa per creare il terriccio e l’erba (volendo puoi alternare striscioline verdi e marroni
  • ora prepara i fiori, ritagliando la sagoma ed aplicando la foto al posto della corolla
  • attacca i fiori alle cannucce e disponili nel vasetto

ALTRI SPUNTI CREATIVI PER LAVORETTI PER LA FESTA DELLA MAMMA …

Per una dedica speciale, leggi anche qui:

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Puffy paint: pittura in rilievo

Scoprite come realizzare la puffy paint, la magica pittura in rilievo, in questa sezione di creatività.

LEGGETE ANCHE: Laboratorio di digitopitturaLaboratorio di origami

Puffy paint

L’esperienza sensoriale nel bambino gioca un ruolo fondamentale. Come spiegato nel nostro articolo sullo sviluppo sensoriale, con l’espressione sviluppo sensoriale si identifica l’insieme delle tappe che portano il neonato ad acquisire la padronanza dei sensi e dell’ambiente. Successivamente, il bambino affinerà queste esperienze, allenandole nella vita concreta.

Oggi vi proponiamo di lavorare creativamente focalizzandoci su stimoli visivi e tattili: per farlo, useremo la puffy paint. Con questo nome si intende una pittura 3D che permette di realizzare disegni in rilievo soffici al tatto. Prepararla è semplice; dovrete soltanto prestare un po’ di attenzione a spargerla sul foglio.

puffy paint

Puffy paint: istruzioni

Occorrente

  1. Un bicchiere di schiuma da barba
  2. Un bicchiere e mezzo di colla vinavil
  3. Un bicchiere farina
  4. Un contenitore di plastica
  5. Tempere colorate,
  6. Sacchetti di carta
  7. Forbici
  8. Cucchiaio

Procedimento

  1. Mescolate schiuma da barba, farina e colla vinilica. Fate un po’ di prove per regolarvi sulla consistenza del composto: se desiderate che sia più soffice, aggiungete schiuma da barba, se lo volete più compatto, mettete un po’ di farina. In ogni caso, la quantità di colla deve essere superiore a quella della schiuma da barba.
  2. Partite da un disegno semplice da riempire o di cui ripassare i contorni: un fiore, una stella, un arcobaleno.
  3. Prepara i vari colori: mettete nei diversi bicchieri un po’ di schiuma da barba e aggiungete in ciascuno un cucchiaio di tempera (il colore tende a restare chiaro, per cui eventualmente aggiungine un po’ per aumentarne l’intensità).
  4. È arrivato il momento di preparare le sac-à-poche: potete impiegare quelle in commercio per decorare le torte o farle voi, utilizzando un sacchetto di carta piegato a cono, a cui taglierete la punta.
  5. Con il cucchiaio, mettete del colore nella sac-à-poche e premete per fare uscire il colore sul foglio.
  6. Ultimato il disegno, lasciate asciugare: ci vorranno cinque o sei ore, ma il risultato finale sarà una sorprendente pittura in rilievo.

Galleria

Ecco alcune delle opere che ci hanno inviato i nostri lettori.

Opere di: Sara

esempio di puffy paint unicorno
esempio di puffy paint muffin

Laboratorio creativo

A partire da Maria Montessori, molti studiosi hanno focalizzato l’attenzione sull’importanza dell’educazione dei sensi, tra cui il tatto, attraverso una formazione metodica dei sensi. Bruno Munari, a sua volta, ha evidenziato come, a differenza delle percezioni visive, che abbracciano un insieme contemporaneamente, gli stimoli uditivi e tattili sono percezioni lineari, in successione. Realizzare la Puffy Paint permette di allenare contemporaneamente i sensi, in un’esperienza creativa globale.

Scoprite i coloring book di Cuorfolletto: all’interno troverete tutti i nostri personaggi doodle più amati da colorare.

L’almanacco del cuore
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Perché proporre i lavoretti creativi

  • Sviluppo della motricità fine, attraverso azioni come ritagliare, incollare e piegare con precisione;
  • Sviluppo cognitivo, perché il bambino nella realizzazione di un lavoretto deve risolvere numerosi problemi legati a dimensioni come lo spazio e la progettazione;
  • Sviluppo sensoriale, perché i lavoretti coinvolgono una varietà di sensi contemporaneamente;
  • Grinta e perseveranza, necessarie a portare a termine l’esecuzione del lavoretto. Realizzare un lavoretto creativo è un ottimo allenamento per l’attenzione e la progettualità.

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